Anno XXV, n. 30 venerdì, 1 settembre 2023

RINNOVATO IL PROTOCOLLO D’INTESA FRA PROTEZIONE CIVILE ED ANBI

VINCENZI: “SERVE PERO’ PIU’ PREVENZIONE CIVILE. NEL TEMPO DELLE SCELTE DI BILANCIO DEVE ESSERE CONSIDERATA UNA PRIORITA’ ANCHE PER I CONTI DELLO STATO”

In un’estate caratterizzata dall’estremizzazione degli eventi atmosferici, assume significativa rilevanza il rinnovo del Protocollo d’Intesa fra il Dipartimento della  Protezione Civile ed ANBI, finalizzato alla valutazione ed allo scambio di conoscenze, dati, informazioni su criteri, indicazioni, elementi tecnici, utili alle attività di presidio territoriale idraulico, nonché di valutazione degli scenari di rischio e di sua mitigazione nel tempo.
L’intesa assicura la piena integrazione dei Consorzi di bonifica nel Servizio Nazionale della Protezione Civile per il raggiungimento di obbiettivi di comune interesse nel campo della previsione, prevenzione e gestione dell’emergenza con particolare riferimento ad eventi idrogeologici e idraulici. Per quanto riguarda la fase di previsione e prevenzione, viene promossa la stipula di accordi di collaborazione tra gli enti territoriali ed i Consorzi di bonifica, finalizzati alla condivisione di dati di osservazione su eventi meteoidrologici ed idrogeologici locali.
ANBI supporta il Dipartimento della Protezione Civile nelle attività di monitoraggio strumentale, implementando l’installazione di sensori presso gli impianti degli enti consortili. I Consorzi di bonifica sono inoltre coinvolti nelle attività di prevenzione strutturale attuate dalle Regioni, nonché nelle attività di raccordo tra le misure non strutturali, programmate dagli enti consorziali nei territori di loro competenza e la pianificazione della protezione civile comunale e di area vasta.
Nell’ambito delle misure di riduzione del rischio, ANBI prosegue l’impegno a favorire interventi per l’infiltrazione delle acque piovane nelle falde freatiche, la riduzione  dei fenomeni erosivi, nonché la mitigazione del deflusso idrico superficiale; ANBI si impegna anche a sostenere l’estensione di misure volte alla laminazione delle piene mediante la regolazione dei deflussi dagli invasi gestiti dai Consorzi di bonifica. Per quanto riguarda la gestione delle emergenze e le connesse attività di valutazione del rischio, ANBI supporta il Dipartimento della Protezione Civile nella raccolta delle informazioni sugli effetti indotti al reticolo idrografico ed alle infrastrutture irrigue anche con l’ausilio di specialisti; il Dipartimento della Protezione Civile mette altresì a disposizione le informazioni sugli eventi emergenziali previsti o in atto.
“Accogliamo con grande soddisfazione il rinnovo del Protocollo  d’Intesa con il Dipartimento della Protezione Civile – ha sottolineato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI -  L’intesa ha fin qui consentito di ottenere significativi risultati attraverso reciproca fiducia, trasparenza ed impegno per il bene comune; ciò è condizione indispensabile per intraprendere le nuove sfide, che i cambiamenti climatici pongono. A tal proposito auspichiamo che il Governo, accanto al taglio del cuneo fiscale ed agli interventi per favorire la natalità, ponga la salvaguardia idrogeologica fra gli obbiettivi prioritari per il Paese, anche considerato che, solo da Maggio ad oggi, sono quasi trentacinque i miliardi destinati a territori colpiti da eventi estremi.”
“Di fronte a complesse scelte di bilancio nazionale, ci corre l’obbligo di ricordare che intervenire preventivamente costa 5 volte meno che riparare i danni, senza considerare il tributo in vite umane, nonchè le profonde conseguenze sul futuro delle comunità e per lo sviluppo economico locale – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Sono centinaia i progetti cantierabili, che i Consorzi di bonifica mettono a disposizione del Paese nei piani per invasi multifunzionali e per l’efficientamento della rete idraulica, capaci di aumentare la sicurezza dei territori, garantendo migliaia di posti di lavoro.”
“A corollario di ciò – ha concluso Vincenzi - c’è una scelta di fondo a costo zero: l’approvazione della legge contro l’indiscriminato consumo di suolo in un Paese, che vede abbandonati o cementificati circa diciannove ettari al giorno, aumentando i rischi per il territorio. Non basta la meritoria azione della Protezione Civile: serve più prevenzione civile e questa è una scelta, che spetta alla politica.”

RETI FISICHE E VIRTUALI PER MIGLIORARE LA GESTIONE DELL’ACQUA: NUOVI E SIGNIFICATIVI INTERVENTI IN SARDEGNA TOSCANA E VENETO

Nonostante un’estate, che ha registrato temperature record per periodi lunghi, la diga del Liscia gode di buona salute  nella panoramica degli indicatori di siccità per il Nord Sardegna.
“Apparentemente sembra che non ci sia stato un consumo idrico maggiore rispetto agli anni scorsi per sopperire all’aridità; in realtà, le elevate temperature comportano una maggiore richiesta d’acqua, ma si stanno vedendo gli effetti di due importanti novità: una crescente sensibilità delle imprese agricole sul tema del risparmio idrico con maggiore efficienza nell’utilizzo della risorsa e gli effetti degli interventi per limitare le perdite dovute alla vetustà delle condotte": a spiegarlo è stato il Presidente Consorzio di bonifica Gallura, Marco Marrone.
"Anche grazie ai lavori iniziati nel 2020 con 20 milioni di euro del Ministero Infrastrutture e Trasporti di concerto con il Dicastero delle allora Politiche Agricole Alimentari Forestali e Turismo, si è potuto intervenire sul canale adduttore del Liscia – ha confermato il Direttore dell’ente consortile, Giosuè Brundu - Questo, assieme al recupero delle acque depurate, realizzato ad Arzachena, è un investimento importante per il futuro. Per questo, abbiamo avviato progetti e collaborazioni con i Comuni del comprensorio per un recupero delle acque reflue, idonee per l'agricoltura e che altrimenti finirebbero a mare."
"Il dato evidente è che ci stiamo avviando verso una tropicalizzazione del nostro ambiente – ha evidenziato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - È quindi fondamentale continuare nella strutturazione di una rete di bacini e di una rete di distribuzione più capillare: i nostri Piani per nuovi invasi multifunzionali e per l’efficientamento della rete idraulica vanno in questa direzione, così come il quotidiano agire dei Consorzi di bonifica ed irrigazione sul territorio.”
In questo quadro, una buona notizia arriva dalla Toscana, dove il Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare ha finanziato la realizzazione del primo lotto del distretto irriguo di Foiano della Chiana.
“Finalmente riprende lo sviluppo delle reti  irrigue in un’area ad alta vocazione agricola, come la Valdichiana, dove le imprese da anni aspettano l’acqua da Montedoglio, il principale invaso dell’Italia centrale con i suoi 140 milioni di metri cubi di acqua” ha commentato con soddisfazione la Presidente Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno, Serena Stefani.
Con il decreto ministeriale, infatti, arrivano quasi sette milioni di euro per la realizzazione del primo lotto del Distretto Irriguo n. 23, l’importante infrastruttura voluta con determinazione dall’ente consortile. La svolta è arrivata con il bando  per la progettazione, messo a disposizione dalla  Regione Toscana, che ha permesso di portare il progetto alla fase esecutiva, necessaria per poter accedere alle risorse messe a disposizione dal Fondo Nazionale Investimenti Irrigui e cominciare ad avviare un percorso tanto atteso e sollecitato.
Con la somma a disposizione, 300 ettari di terreno verranno serviti dai primi 3 chilometri di condotte. Sarà  realizzata una piccola, ma importante porzione dell’intero distretto irriguo che, quando sarà ultimato, dovrà  “dissetare” 2.300 ettari,  attraverso l’installazione di condotte lunghe una quarantina di chilometri, dotate di circa centocinquanta punti di consegna, che, per essere posizionati e messi in funzione, richiedono un investimento complessivo di 40 milioni di euro.
“Quello che andremo a fare con il finanziamento ottenuto è un primo passo, ma è soprattutto un importante segnale per le imprese agricole del territorio, che chiedono la consegna dell’acqua” ha sottolineato il Direttore Generale del Consorzio, Francesco Lisi.
“E’ comunque noto che la disponibilità idrica per l’irrigazione dipende perlopiù dalla quantità d’acqua presente nei fiumi – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - La crisi climatica e le conseguenti, complesse stagioni irrigue fanno emergere la necessità di comunicare costantemente  all’utenza, ma non solo, la disponibilità di risorsa idrica, presente sul territorio.”
A tale scopo un’interessante esperienza è in atto a Padova, dove il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha individuato 6 punti nel sistema idrografico fluviale di Brenta e Bacchiglione, dove il livello è rappresentativo della disponibilità nei vari distretti del comprensorio. Il servizio, fruibile sul sito web consortile, consiste in una mappa del comprensorio, dove ogni distretto è rappresentato da un misuratore indicato da un pallino giallo, che identifica il luogo, dove viene quotidianamente effettuata la rilevazione; cliccando sullo schermo l’area desiderata, si apre una “finestra”, in cui viene mostrato il livello giornaliero della risorsa idrica ed anche le misurazioni dei giorni precedenti, così da poter verificare l’andamento della disponibilità d’acqua.
“Quest’anno si è deciso di attivare questo servizio per fornire informazioni utili alla conoscenza e ad un maggior controllo del territorio. Il servizio è disponibile sulla home page del nostro sito www.consorziobacchiglione.it” ha concluso Paolo Ferraresso, Presidente dell’ente consortile patavino.

VENETO: NUOVI SISTEMI TELECONTROLLO E GESTIONE RISORSA IDRICA

Il Consorzio di bonifica Veronese (con sede nel capoluogo scaligero) è beneficiario di un importante contributo concesso dal Ministero Agricoltura Sovranità Alimentare e Foreste per ammodernare il sistema di telecontrollo e gestione della rete idraulica, in modo da aumentare l’efficienza nell’uso della risorsa idrica e mitigare i rischi al verificarsi di eventi siccitosi.
Gli interventi riguardano l’installazione di sistemi per telecontrollare ed automatizzare i pozzetti a servizio delle reti di distribuzione, nonché l’inserimento di misure di controllo della rete, tra cui misuratori di livello idrometrico e di portata. Questa automazione migliorerà gli aspetti gestionali della rete, rendendo possibile il monitoraggio, il controllo, la regolazione automatica da remoto dei principali nodi idraulici, che caratterizzano la rete a servizio del bacino servito dal canale Adduttore Principale e dal canale Diramatore Sommacampagna.
Con questo intervento, oltre ad efficientare la gestione, verrà garantita la continuità della distribuzione irrigua e adeguata l’immissione di acqua nella rete alle effettive esigenze, riducendo i volumi transitanti nel sistema. La gestione del servizio irriguo è alquanto complessa, perché la portata varia durante la giornata in funzione di diverse variabili, che sono la quantità richiesta, eventuali rotture di tubazioni o canalette, che impongono una temporanea sospensione del servizio in alcuni tratti e gli eventi meteorici.
Sulla base delle simulazioni eseguite si è stimato che l’intervento di ammodernamento del sistema di telecontrollo permetterà un risparmio idrico, in termini di volume derivato, del 17,35%, e quindi ben superiore al minimo richiesto dal bando ministeriale, che chiedeva di ottenere un risparmio del 10%. Inoltre, nei siti dove non è presente connessione elettrica, si è scelto di effettuare installazioni alimentate da un pannello fotovoltaico dedicato, utilizzando quindi energia rinnovabile.
L’importo complessivo dei lavori ammonta a € 494.789,54 interamente finanziati dal bando ministeriale.

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

ABBONDANTI PIOGGE RISOLVONO IN POCHE ORE LA LUNGA CRISI DEI LAGHI DEL NORD MENTRE AL CENTRO SI ACCENTUANO L’AGONIA DEL TRASIMENO E LE DIFFICOLTA’ DEI BACINI LAZIALI

Se sono bastate poche ore di abbondanti piogge per riportare sopra media i grandi bacini del Nord Italia, non sono sufficienti settimane per superare l’agonia idrica del lago Trasimeno, che si protrae da mesi, né per assicurare confortanti livelli agli specchi lacustri del Lazio: è questa la fotografia della nuova fase climatica, che si sta registrando lungo lo Stivale alla fine di un Agosto da temperature record: a farla emergere è il report settimanale dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche.
“Ancora una volta sono i dati a confermare l’urgente necessità di infrastrutture idrauliche, capaci di calmierare le esigenze idriche di un Paese alla mercè della crisi climatica. Noi non possiamo che ricordare le centinaia di progetti cantierabili, messi a disposizione dai Consorzi di bonifica ed irrigazione lungo l’intera Penisola” ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
I recenti eventi meteo estremi si sono verificati soprattutto a NordOvest, dove il Piemonte Occidentale ha visto oltre cento millimetri di pioggia in 3 giorni (mm. 122 a Cesana), provocando ampie frane e l’esondazione di numerosi corsi d’acqua (torrente Ripa, rii Dusset e Fosse …); nel Novarese, più di cento millimetri di pioggia si sono registrati in sole 24 ore!
Tutti i fiumi piemontesi hanno visto salire i livelli di portata fino a dieci volte da un giorno all’altro: la Scrivia è passata da 1,19 metri cubi al secondo (mc/s) a mc/s 19,5; il Tanaro è salito da mc/s 10 a mc/s 100; il Pesio da mc/s 2,9 a mc/s 20,8; l’Agogna da mc/s 1,9 a mc/s 7,5; il Cervo da mc/s 4,6 a mc/s  87,1 mc/s. Ciò è accaduto dopo settimane di deficit pluviometrico soprattutto sul Piemonte meridionale ed occidentale con punte di oltre l’80% sui bacini dei fiumi Orba, Stura di Demonte e Maira (fonte: ARPA Piemonte).
In Valle d’Aosta si segnala l’andamento del torrente Lys, tornato ad una portata rassicurante (mc/s 4,70) dopo le apprensioni della piena, in cui ha toccato i 42 metri cubi al secondo.
In Liguria, un nubifragio impressionante si è abbattuto su Genova, dove in sole 8 ore sono caduti fino a duecentodieci millimetri di pioggia; il resto della regione è stato caratterizzato da piogge diversificate, che hanno rivitalizzato i fiumi (il Magra è ora 1 metro e mezzo sopra la media del periodo), accompagnate da raffiche di vento, che hanno toccato i centoquaranta chilometri all’ora (fonte: OMIRL).
Nubifragi di grande intensità, con venti sferzanti (sfiorati i km/h 100), si sono verificati anche in Lombardia (registrati quasi ottanta millimetri di pioggia in 36 ore sull’hinterland milanese, ma oltre mm. 300 in 48 ore alla stazione di Campodolcino, sull’Alpe Motta) con preoccupanti sbalzi di portata per i fiumi: la crescita del fiume Adda ha toccato i 430 metri cubi al secondo, ma notevoli picchi di piena hanno riguardato anche Brembo (mc/s 300 ), Ticino (mc/s 433), Seveso (mc/s 36) e numerosi torrenti minori.
Lo stato delle riserve idriche attualmente si attesta a -21% rispetto alla media del periodo. Fra i grandi laghi del Nord, il Maggiore, sul cui bacino sono caduti 250 millimetri di pioggia, è cresciuto  di oltre m. 1,30 , arrivando oggi all’85,4% di riempimento; anche gli invasi di Como e d’Iseo tornano finalmente sopra di livelli medi del periodo, mentre cresce pure il Benaco, che oggi è riempito per il 72,1% della sua capacità.
In Veneto, il surplus pluviometrico, che ha sfiorato +70% a Luglio (+147% sul bacino del fiume Piave), ha migliorato la situazione delle acque di falda, che però restano ad un livello inferiore ai minimi storici nell’alta pianura veronese (fonte: ARPAV).
In Emilia Romagna, tutti i fiumi hanno livelli superiori alla media con l’unica eccezione del Reno, nonostante una leggerissima crescita di portata. In questo quadro si posiziona la piena “morbida” del fiume Po, che ha già fatto schizzare i valori di portata ben al di sopra delle medie di riferimento nelle stazioni di rilevamento in Piemonte (ad Isola Sant’Antonio da mc/s 291 a mc/s 1827 per poi stabilizzarsi a mc/s 1337), Lombardia ed Emilia Romagna (a Piacenza, da mc/s 223 a mc/s 1216).
Scendendo al Centro Italia, piogge torrenziali si sono registrate in Toscana con oltre cento millimetri d’acqua riversati sulla Lucchesia in 24 ore (mm. 117 su Camaiore); va segnalata l’importante crescita di portata del fiume Serchio. Nelle Marche, estate irrigua tranquilla per gli agricoltori, grazie alle cospicue quantità d’acqua trattenute dalle dighe nei bacini artificiali: nonostante un calo di oltre tre milioni e mezzo di metri cubi d’acqua  in un mese, negli invasi ne restano ancora più di cinquantuno milioni.
In Umbria le piogge non sono state sufficienti a dare ossigeno al lago Trasimeno, che continua a ristagnare, da oltre un anno e mezzo, ad un livello (ora -m.1,42) largamente inferiore al minimo vitale; una situazione di insufficienza idrica si registra anche per i fiumi, tra i quali solo il Chiascio è sopra la media.
Situazione di difficoltà anche per i laghi del Lazio, dove quello di Bracciano torna sotto la soglia critica di -m.1 sullo zero idrometrico, mentre quello di Nemi è addirittura oltre dieci centimetri più basso rispetto al già insufficiente 2022. Buona, invece, è la condizione dei fiumi con Tevere, Aniene e Fiora sopra media. Su Roma fino ad oggi sono caduti 585 millimetri di pioggia, quando in tutto lo scorso anno se ne erano calcolati appena mm. 459.
Continuano, invece, ad essere siccitose, le zone della Maremma laziale e del litorale a Nord di Roma: il territorio di Cerveteri, che già nel 2022 si era contraddistinto per essere una delle zone meno piovose d’Italia, pare stia seguendo la stessa scia: infatti, la pioggia registrata da Gennaio è appena 129 millimetri, cioè un valore non così diverso dai mm.114 registrati a fine Agosto dello scorso anno (fonte: ARSIAL).
In Campania, i livelli dei fiumi sono allineati alle medie del periodo con l’eccezione del Garigliano, che segna un’ottima performance in questa fine d’Agosto. Un Agosto arido e con temperature spesso al di sopra dei 40 gradi significa, soprattutto al Sud, grande utilizzo d’ acqua per le campagne assetate: in Basilicata questo onere si è tradotto in oltre sessanta miliardi di litri d’acqua distribuita dagli invasi in un mese, in Puglia 43 miliardi.
“Nonostante ciò – ha commentato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - l’acqua accumulata in questa annata idricamente fortunata resta ancora tanta: le riserve lucane ammontano a quasi trecentosessantacinque milioni di metri cubi, quelle pugliesi a 190 milioni. Questo, grazie alla lungimiranza di invasi a riempimento pluriennale, capaci di trattenere le acque di pioggia, quando arrivano per utilizzarle nei momenti di bisogno. Partire da questa positiva esperienza per adattarla alle odierne esigenze di multifunzionalità è alla base delle proposte di nuovi bacini medio-piccoli, elaborate anche con l’ausilio di Coldiretti.”
Dati idricamente confortanti si sono registrati anche nella Sicilia devastata dagli incendi: nonostante i 67 milioni di metri cubi d’acqua erogata, la risorsa stoccata a Luglio nelle dighe era ancora leggermente al di sopra della media degli ultimi 13 anni. Infine, nello stesso mese, il volume d’acqua invasata nei bacini della Sardegna si attestava intorno al 70% della capienza autorizzata.

                                                                                  
ANBI: IN EMILIA ROMAGNA UN PROGETTO DI RICERCA UTILIZZA IL GAMBERO DELLA LOUISIANA COME INDICATORE BIOLOGICO

Quello appena concluso sarà ricordato come l’Agosto dei crostacei “alieni”: ma se il futuro del voracissimo granchio blu sembra destinato ai biodigestori e marginalmente al consumo alimentare, una più utile prospettiva si apre per i gamberi rossi della Louisiana (Procambarus clarkii), grazie alla collaborazione di studio tra i partner del progetto europeo Life Claw (tra cui il Consorzio di bonifica Piacenza) ed i ricercatori dell’Università di Parma (sezione di farmacologia e tossicologia del dipartimento di scienze medico veterinarie e dipartimento di scienze chimiche, della vita e della sostenibilità ambientale).
“A cura dell’Ateneo parmigiano – ha reso noto Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - l’interessante progetto di ricerca mira ad elaborare protocolli per il monitoraggio dei livelli d’inquinamento da nano e micro plastiche, nonchè dei residui ambientali dell’antiparassitario ivermectina, rilevati nei gamberi rossi, considerati una specie sentinella; lo studio porterà alla stesura di lavori scientifici da pubblicare su riviste internazionali.”
A livello più complessivo, “Life Claw” (Crayfish lineages conservation in north-western Apennine), giunto al quarto dei previsti cinque anni di attività, punta a conservare e migliorare la popolazione di gamberi autoctoni (Austropotamobius pallipes) attraverso un programma di conservazione a lungo termine nell'area dell'Appennino NordOccidentale di Emilia-Romagna e Liguria.
“Significativo è che questa importante azione sia svolta, grazie anche alla partecipazione di volontari appartenenti a cinque associazioni piscatorie, che hanno accolto la proposta di collaborazione dopo essere stati formati dai partner di progetto con sessioni teoriche e pratiche” ha evidenziato  Luigi Bisi, Presidente del Consorzio di bonifica Piacenza.
“In provincia di Parma, all’interno di tre laghetti gestiti dall’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità dell’Emilia Occidentale, si sta procedendo ad un’azione di monitoraggio e contenimento dei gamberi di origine americana, considerati tra le principali cause di estinzione per i crostacei nativi – ha precisato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Gli stessi gamberi alloctoni sono inoltre responsabili di minare la stabilità degli argini con i loro tunnel, ostruire le griglie poste agli ingressi di canali intubati ed impianti idraulici, occludere le infrastrutture necessarie alla gestione delle derivazioni irrigue come, ad esempio, le paratoie.”
Il progetto è co-finanziato dall’Unione Europea  e si propone tra gli obbiettivi specifici: creare strutture di allevamento per il ripristino della presenza locale del gambero di fiume, aumentandone gli stock delle più significative popolazioni,  al fine di conservare la variabilità genetica della specie nell'Appennino NordOccidentale; contrastare la dispersione di gamberi alloctoni, ritenuta una delle principali cause di estinzione delle specie originarie negli ecosistemi d’acqua dolce.
“E’ con orgoglio, che presentiamo questa, ulteriore  testimonianza dell’interesse, con cui i Consorzi di bonifica ed irrigazione partecipano a progetti di ricerca ed innovazione a servizio della tutela del territorio” ha concluso Vincenzi.
Con l’ente consortile piacentino sono partner del progetto Life Claw accanto al Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano (coordinatore): l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, il Parco Naturale Regionale dell’Antola, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università degli Studi di Pavia, l’Acquario di Genova-Costa Edutainment, il Comune di Fontanigorda.

EMILIA ROMAGNA: QUATTRO INTERVENTI PRIMA DELL’INVERNO

Sistemazione idrogeologica, ripristino della sicurezza stradale, consolidamento dei versanti di monte e di valle, contenimento di movimenti franosi, opere di contrasto al dissesto idrogeologico: sono 4 gli interventi finanziati per complessivi 320.000 euro dall’Agenzia Sicurezza Territoriale e da Protezione Civile Regione Emilia-Romagna al Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città ducale”): saranno effettuati nei territori dei comuni di Bardi, Berceto, Colorno, Parma e Torrile.
L’obiettivo è far sì che i territori maggiormente colpiti dalle criticità causate dagli eventi meteorologici del 2022 possano mitigarne gli effetti prima del sopraggiungere della prossima stagione invernale. Ecco l’elenco dei lavori previsti: comune di Bardi, lavori di messa in sicurezza della strada di bonifica Santa Giustina-Roncole (80.000 euro); comune di Berceto, lavori di messa in sicurezza scarpata di valle sulla strada di bonifica per Bodra (90.000 euro); comune di Colorno, lavori di ripristino scarpata del canale Nuovo (80.000 euro); comune di Parma e Torrile, intervento di ripristino dell'argine destro del canale Naviglio Navigabile, in località Gainago (70.000 euro).
Gli interventi rappresentano il secondo stralcio dei fondi straordinari per l’emergenza, stanziati dalla Protezione Civile-Regione ER.

TOSCANA: LAVORI IN CORSO

Il Consorzio di bonifica Medio Valdarno (con sede a Firenze) sta investendo circa duecentoventimila euro per eseguire la manutenzione della cassa di sedimentazione del rio Pietroso, ricadente nel comune di Castelfiorentino, ma fondamentale anche per Gambassi Terme e l’intero nodo idraulico della media Valdelsa.
I lavori sono necessari per ridare capienza adeguata al bacino, che tornerà così ad essere pronto per ricevere altri sedimenti trasportati dalle piene. La cassa di sedimentazione sul rio Pietroso è stata infatti realizzata per intercettare i sedimenti, che altrimenti finirebbero nel canale scolmatore, che così rischierebbe di veder ridotta la capacità di ricevere e far defluire verso valle le acque del fiume Elsa, in caso di eventi eccezionali. I sedimenti rimossi vengono comunque ricollocati in alveo a riparazione di varie piccole erosioni, che minano la stabilità dell’argine sinistro.
Questo lavoro di svuotatura della cassa di espansione sul rio Pietroso è il primo passo, cui seguirà anche la ricavatura del corso d’acqua nel tratto a monte, in comune di Gambassi Terme, dove più volte ha già dimostrato insufficienza d’alveo.
Oltre alle grandi opere, che servono per ridurre al minimo, lungo il fiume Elsa, i rischi collegati ad eventi eccezionali, necessari ed importanti sono gli interventi sul reticolo minore e gli affluenti, che in passato hanno causato danni consistenti alle abitazioni e alle aziende limitrofe.

LAZIO: CONTINUA PULIZIA DEGLI ALVEI

Il Consorzio di bonifica Litorale Nord (con sede a Roma) prosegue i lavori sui fossi di competenza. In particolare, nel comune di Tarquinia, sono stati realizzati interventi di sfalcio lungo i fossi Breccia, Torrone, degli Impiccati, Scolo dei Giardini e sono state svolte operazioni di espurgo d'alvei in località Cunicchio; sono stati altresì eseguiti lavori di sfalcio delle sponde e in alveo nei fossi in località San Giorgio.
Queste azioni mirano, tra l’altro, a migliorare la capacità di drenaggio e a preservare l'equilibrio ambientale. Nel comune di Montalto di Castro sono stati effettuati lavori di sfalcio lungo i fossi Canale Margherita e Pian dei Gangani, contribuendo a garantire un efficace deflusso delle acque.
Nel territorio del X Municipio di Roma, sono stati condotti diversi interventi di sfalcio meccanico della vegetazione spontanea lungo i canali Capanna Murata, Tor San Michele, Pantano e influenti, Saline, Dragoncello. I lavori hanno l'obbiettivo di mantenere un flusso idrico efficiente.
A ciò si sono aggiunti interventi di pulizia delle reti di collettamento delle acque provenienti dalla viabilità rurale ed interferente con il reticolo idrografico consortile.

TOSCANA: MANUTENZIONE ORDINARIA

Nuovo intervento del Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud (con sede a Grosseto) a Rapolano Terme: è in corso la rimozione della vegetazione infestante e degli arbusti in eccesso nel borro Ripi. Il corso d’acqua da Rapolano Terme prosegue per poi confluire nel borro Temperone, affluente sinistro del fiume Ombrone.
Ridurre il rischio idraulico per il borro Ripi permette di rendere più sicuri non solo l’abitato di Rapolano, ma anche i ponti di attraversamento stradale del raccordo Siena-Bettolle e della via Provinciale Nord di San Paterno.
I lavori sono inseriti nel piano delle attività della bonifica 2023 di Cb6 per l’unità idrografica Sinistra Ombrone.

LAZIO: INTERVENTI DI MANUTENZIONE

Prosegue l’attività di manutenzione della rete idraulica di competenza del Consorzio di bonifica Valle del Liri (con sede a Cassino, in provincia di Frosinone); in particolare, sono stati eseguiti interventi in 10 comuni: Aquino, Casalvieri, Cassino, Cervaro, Esperia, Picinisco, Piedimonte S. Germano, Pontecorvo, S. Elia Fiumerapido e Villa S. Lucia.
Tra l’altro, ad Aquino si è proceduto alla manutenzione del canale B; a Cassino sono stati eseguiti lavori di pulizia e regimazione idraulica in tratti dei rii Inferno, Saetta, Fontana Livia, nonché dei fossi Fiumicello e Pescarola; nel comune di Pontecorvo si è provveduto a pulire e decespugliare tratti dei canali della rete scolante secondaria Melfi di sotto, del fosso Ravano, dei rii Forma Quesa e Campolongo; sono in corso lavori di bonifica nel torrente S. Rocco a Piedimonte S. Germano e nel rio Secco, in frazione Olivella di S. Elia Fiumerapido.
Inoltre, sono stati eseguiti interventi di decespugliamento nei comuni di Casalvieri, Esperia, Picinisco, S. Ambrogio sul Garigliano, Cervaro, Villa Santa Lucia.

CAMPANIA: PIANTATI 1.500 ALBERI

Il Consorzio di bonifica Paestum (con sede a Capaccio Scalo, in provincia di Salerno) si prende cura anche dell’ambiente e del territorio, provvedendo alla plantumazione di quasi millecinquecento alberi, del tipo elice (o Quercus ilex) e cipresso, lungo il canale di Laura Nuova, dorsale principale per l’irrigazione nella città dei Templi.
L’obiettivo è ripristinare ed aumentare la vegetazione in aree e terreni di proprietà consortile, dove spesso si deve altresì procedere ad estirpare arbusti ed erbacce, che compromettono il regolare deflusso e la pulizia dei canali d’irrigazione, insinuandosi nelle pareti cementizie creando problemi ed infiltrazioni.

VENETO: RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE

Il Consorzio di bonifica Piave (con sede a Montebelluna, in provincia di Treviso) ha accolto la proposta del Comune di Monastier di aderire al progetto “Coltiviamo biodiversità e bellezza” redatto dal circolo Legambiente Piavenire di Breda di Piave per la riqualificazione ambientale del canale demaniale “Fossa Bruna”.
Tra i vari interventi proposti nel territorio comunale, il progetto prevede infatti la riqualificazione ambientale del tratto finale del corso d’acqua poco prima dell’immissione nel fiume Meolo: il progetto è volto a creare una piccola zona umida con finalità di fitodepurazione, corredata di erbe acquatiche idrofile ed arbusti ripariali.
L’intervento è particolarmente interessante dal punto di vista ambientale e didattico perché dimostra, seppur in una piccola realtà, la possibilità di valorizzazione ecologica di un tratto della rete idrografica e come, in contesti adeguati, la Bonifica e la sicurezza idraulica possano coesistere con gli aspetti ecologici e paesaggistici.

PIEMONTE: DIRAMATO CALENDARIO “ASCIUTTE”

L’Associazione Irrigazione Est Sesia (con  sede a Novara), l’Associazione Irrigazione Ovest Sesia (con sede a Vercelli) e la Coutenza Canali Cavour (con sede a Santhià, nel  vercellese), comunicano che gli imbocchi dei canali d’irrigazione hanno cominciato ad essere disattivati dal 17 Agosto, al fine di consentire l’esecuzione di urgenti lavori di manutenzione.
Si ritiene opportuno ricordare a tutti che, nonostante la disattivazione degli imbocchi (periodi di “asciutta”), nei canali, oltre ai deflussi permanenti per risorgenze e colature, possono sempre verificarsi improvvisi “colpi d’acqua”, dovuti a piogge intense, scarichi imprevisti, ecc. .
È fatto pertanto divieto a chiunque d’introdursi negli alvei e negli impianti collegati, per qualsiasi ragione; coloro, che devono provvedere alle opere di manutenzione, sono tenuti ad informarne preventivamente il competente personale addetto alla sorveglianza e ad adottare sul posto tutte le cautele necessarie per la salvaguardia dell’incolumità propria e altrui.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
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