Anno XXV, n. 29 venerdì, 28 luglio 2023

ANBI

IL DEFINANZIAMENTO DI 9 MISURE PNRR È UNA SCONFITTA DEL SISTEMA PAESE NELLA PARTITA PER IL FUTURO, PER VINCERE NEL RECUPERO BISOGNA FARE SQUADRA

I CONSORZI DI BONIFICA ED IRRIGAZIONE SI METTONO A DISPOSIZIONE CON PROGETTI PRONTI E CAPACITA’ OPERATIVA

“Il definanziamento di progetti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, tra cui alcuni per la gestione del rischio di alluvione e del rischio idrogeologico per 1 miliardo e 287 milioni, è una sconfitta per il sistema Paese, arrivata all’indomani di tragici eventi, conseguenza della crisi climatica, che sta colpendo l’intera Penisola e che non va sottovalutata, come ha richiamato anche  il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”: a dirlo è stato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue), che ha proseguito:
“Le decisioni assunte dal Governo erano amaramente prevedibili in un Paese, dove occorrono mediamente 11 anni per realizzare un’opera pubblica. Ora contiamo nella sollecita concretizzazione dell’annuncio della Premier, Giorgia Meloni a nome del Governo, per un Piano nazionale di prevenzione idrogeologica.”
Ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI: “Nel nuovo quadro di impegni, che si sta delineando verso l’Unione Europea, ricordiamo che, a fronte di 149 progetti ammissibili a finanziamento dal P.N.R.R. per 1.620.138.829 euro, ma solo 41 realmente finanziati per 517.364.139 euro, i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno ulteriori 10 progetti già ammessi a finanziamento in caso di disponibilità per 88.854.225 euro. Va, infatti, ricordato che, oltre ad essere conclusi e rendicontati entro il 2026, i lavori del P.N.R.R. devono essere assegnati entro il prossimo 31 Dicembre e solo progetti già in avanzato iter procedurale possono riuscirci. Ribadiamo pertanto la disponibilità di mettere da subito le progettualità e la dimostrata capacità operativa dei Consorzi di bonifica ed irrigazione a servizio del Paese.”
“Ora più che mai – ha concluso il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi – occorre spendere presto e bene.”

TOSCANA: UN ESEMPIO CONCRETO RADDOPPIARE IL BILANCIO ATTRAENDO FINANZIAMENTI

Un vero e proprio “tesoretto” per la sicurezza idraulica del comprensorio: sono i 28 milioni di euro, che tra il 2022 e il 2023 sono stati affidati dallo Stato, dalla Regione e dai Comuni al Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno (con sede a Firenze) per eseguire manutenzioni ordinarie, aggiuntive rispetto a quelle finanziate dal contributo oppure manutenzioni straordinarie e nuove grandi opere.
Si tratta di risorse aggiuntive in parte già spese nei mesi scorsi ed in parte in via di utilizzo o prossime ad essere spese per importanti interventi strategici sul territorio: si va dalle convenzioni con i Geni Civili della Regione Toscana alle convenzioni con i Comuni di Campi Bisenzio, Firenze, Lastra a Signa, Prato, Sesto Fiorentino, destinate a realizzare manutenzioni su sistemazioni idrauliche di competenza comunale ed altri sfalci aggiuntivi.
Sono dati importantissimi per l’ente consortile che, approfittando di nuove disponibilità economiche sbloccate dai finanziamenti PNRR a livello centrale, ha dimostrato ancora una volta di avere le capacità professionali, tecniche, amministrative ed un elenco di interventi prioritari e progetti pronti per essere finanziati, riuscendo così a raddoppiare il proprio bilancio, intercettando risorse economiche pari alle proprie entrate ordinarie annuali per trasformarle presto e bene in lavori per la sicurezza idraulica.

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

L’ITALIA È AL CENTRO DI UN LABORATORIO CLIMATICO: MEDITERRANEO PIU’ CALDO DI 5 GRADI. PO E TRASIMENO IN DIFFICOLTA’

VINCENZI: “PIENA FIDUCIA E COLLABORAZIONE CON LA PREMIER MELONI E IL GOVERNO PER PIANO NAZIONALE PREVENZIONE IDROGEOLOGICA”

“Le ripetute dichiarazioni di stato d’emergenza per evenienze ambientali sono doverose, anche se ristorano realmente solo il 10% dei danni subiti dalla popolazione, ma sono anche un’evidente sconfitta per la politica, che deve disegnare il futuro del Paese. Perciò affidiamo massima fiducia alla Premier, Giorgia Meloni, che si è impegnata in prima persona con il suo Governo nella definizione di un piano nazionale di prevenzione idrogeologica. Noi siamo pronti a collaborare”: a dichiararlo è stato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
“Quanto annunciato dalla Presidente del Consiglio costringerà finalmente a superare la politica delle mere affermazioni di principio, che accompagnano i disastri di origine naturale. I nostri Piani Invasi e per l’Efficientamento della Rete Idraulica sono a disposizione di un Paese sempre più minacciato dalla crisi climatica. Per questo c’è bisogno di un piano nazionale di manutenzione straordinaria del territorio, di nuove infrastrutture come quelle previste dal Piano Laghetti e di una forte accelerazione sull’ innovazione, che è nelle corde dei Consorzi di bonifica e del Paese” ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, commentando i dati del report settimanale, redatto dall’Osservatorio Risorse Idriche.
Come attestato dal CMCC (Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici), infatti,  l’area del Mediterraneo va caratterizzandosi sempre più per essere un “hotspot” del cambiamento climatico e del riscaldamento globale, con una temperatura marina fra i 28 ed i 30 gradi, cioè almeno 5 gradi più della norma, come si registra da mesi ed è il motivo, per cui da fine Agosto 2022 si sono susseguiti eventi via via sempre più violenti: tra i più significativi, l’alluvione delle Marche, il ciclone Poppea, i tre Medicane tra Gennaio e Marzo 2023, le alluvioni in Emilia Romagna dello scorso Maggio fino ad arrivare ai recenti “downburst” e chicchi di grandine delle dimensioni di palline da tennis.
Quasi tutte le regioni settentrionali stanno richiedendo lo stato d’emergenza per il maltempo che, oltre a danni per svariate decine di milioni di euro, ha provocato anche vittime umane: in Lombardia i venti hanno toccato i 108 chilometri orari a Milano e sono caduti, in poche ore, oltre 60 millimetri di pioggia sulla Brianza; in Piemonte, i pluviometri hanno registrato precipitazioni da 35 millimetri d’acqua in un’ora sul novarese; in Veneto, il territorio è stato colpito da violente grandinate; analoghe condizioni si sono verificate in Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e, in misura minore, sulla Liguria, dove è stato il vento a destare le maggiori preoccupazioni con raffiche superiori ai 100 chilometri all’ora.
Nell’Italia centro-meridionale è invece il caldo soffocante a provocare vittime e disagi, favorendo il propagarsi di incendi devastanti: temperature oltre i quaranta gradi sono state registrate ovunque con punte superiori ai quarantacinque gradi in Sardegna (48°a Jerzu), in Calabria (46,6°a Bovalino Marina), in Puglia (46,1°a Grumo Appula), Sicilia (47,6°a Catania).
L’immagine dell’Italia di questi giorni, spezzata climaticamente in due, è la testimonianza di quanto affermato dal CMCC ed è in questo contesto che l’Osservatorio ANBI Risorse Idriche fotografa una situazione idrica fortemente disomogenea.
Al Nord cala il livello del lago Maggiore, mentre crescono Lario, Benaco e Sebino (questi ultimi 2 tornati sopra la media del periodo). In Valle d’Aosta è in aumento la portata della Dora Baltea, abbondantemente sopra la media storica, mentre diminuisce il flusso nel torrente Lys (fonte: Centro Funzionale Regionale Valle d’Aosta). Calano i livelli di tutti i fiumi del Piemonte, tra cui solo la Varaita mantiene una portata superiore alla media del mese di luglio; addirittura, la Toce si caratterizza per una portata inferiore all’idricamente disastroso 2022!
Ad eccezione della Magra, in crescita, i fiumi della Liguria si caratterizzano per un andamento stabile dei livelli idrometrici. In Lombardia, portate in rialzo sono registrate nei fiumi Adda, Serio ed Oglio, mentre decrescente è il livello del Mincio. Nella regione si riduce il deficit idrico (-21,9% sulla media), permettendo di allontanare il timore di una siccità come quella di un anno fa (fonte: ARPA Lombardia).
In Veneto non si registrano sostanziali variazioni per i fiumi Adige, Piave, Brenta; crescono invece Livenza e Bacchiglione. Sono in calo le portate del fiume Po, praticamente dimezzate rispetto alla media sia nelle rilevazioni piemontesi (a Torino e San Sebastiano, i livelli sono inferiori al siccitosissimo anno scorso!) che lombardo-emiliane; a Pontelagoscuro, il Grande Fiume è sceso ben al di sotto della portata di 450 metri cubi al secondo, considerata il limite minimo per contrastare la risalita del cuneo salino. In Emilia Romagna, negli ultimi giorni, le perturbazioni hanno toccato maggiormente il versante occidentale della regione con “bombe d’acqua” di quasi cinquanta millimetri in un’ora (Valsigiara, mm.48,4); in aumento sono le portate dei fiumi Trebbia, Nure, Panaro ed Enza (fonte: Arpae). Si segnala inoltre il superamento del livello massimo nella cassa di espansione “Enza Siap”, mentre gli invasi artificiali nel piacentino (Molato e Mignano), con una disponibilità di 10,76 milioni di metri cubi d’acqua, sono al livello più basso del recente quinquennio, secondi solo al 2022.
In Toscana i fiumi Serchio e Sieve sono in ripresa, mentre Arno ed Ombrone decrescono. Segno meno per tutti i fiumi delle Marche, fatta eccezione per la Nera, il cui livello resta stabile. Il clima torrido comporta un grande ricorso all’irrigazione, per cui i volumi trattenuti negli invasi sono scesi di oltre tre milioni di metri cubi d’acqua in 7 giorni, ma restano abbondantemente sopra le disponibilità in anni recenti.
Come previsto, le alte temperature e l’assenza di precipitazioni hanno fatto diminuire di ben 5 centimetri, il livello del lago Trasimeno in Umbria, oltrepassando la soglia critica di -120 centimetri sullo zero idrometrico; calano i livelli dei fiumi Tevere e, in minima parte, Chiascio (fonte: Servizio Idrografico Regione Umbria). Anche i laghi di Bracciano e Nemi, nel Lazio, subiscono rispettivamente un abbassamento di 4 e 3 centimetri. Cresce leggermente la portata del Tevere a Roma, mentre i fiumi Aniene, Fiora, Sacco e Liri si mantengono sui livelli della settimana scorsa. Restano buone le condizioni dei fiumi in Molise e Campania (Volturno, Sele, Liri- Garigliano).
Infine, le soffocanti temperature di Luglio stanno mettendo a dura prova le regioni meridionali che però, nei mesi scorsi, avevano immagazzinato, negli invasi, un quantitativo di risorsa idrica, tale da affrontare efficacemente anche le grandi richieste di questi giorni: così in Basilicata, in soli 7 giorni, sono stati erogati oltre tredici miliardi e mezzo di litri d’acqua, mentre nel Tavoliere delle Puglie, dove le temperature hanno toccato i 43 gradi, la riduzione dei volumi idrici, presenti nei bacini, supera i ventuno milioni di metri cubi.

MENTRE AL NORD SI SUSSEGUONO EVENTI ESTREMI CHE CAUSANO LE PRIME VITTIME IL RISCHIO SICCITA’ SI SPOSTA AL CENTRO ITALIA

PEGGIORA LA CONDIZIONE DELLE DISPONIBILITA’ IDRICHE NEL LAZIO: DAI CONSORZI DI BONIFICA SEGNALI DI PREOCCUPAZIONE

Mentre è l’instabilità meteorologica ad allarmare il Nord Italia con violenti fenomeni non solo forieri di gravi danni alle cose ed all’agricoltura, ma ora anche di vittime (comunque, la Lombardia denuncia un deficit del 22% nelle risorse idriche disponibili ed in Piemonte, nel cuneese, torna negativo il bilancio idrico), è il gran caldo persistente di “Caronte” a preoccupare, soprattutto nel Lazio, per l’immediato futuro delle disponibilità idriche.
Per questo, a Latina, si è tenuto un incontro fra i vertici del locale Consorzio di bonifica Lazio Sud Ovest e di ANBI regionale con il Presidente della Commissione Ambiente del Senato, Claudio Fazzone.
“Senza allarmismi, ma nel Lazio i Consorzi di bonifica ed irrigazione si stanno posizionando  in uno stato di preallerta, adottando opportuni provvedimenti – ha informato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI , presente alla riunione - Le portate dei fiumi ciociari sono in calo, ma lo stesso Tevere è ampiamente sotto media, così come delicata è la condizione dei laghi. Per questo, rilanciamo la richiesta di piani che, assieme all’efficientamento dell’esistente, provvedano a nuove infrastrutture idrauliche, in sintonia con l’ambiente come piccoli e medi invasi, indispensabili per aumentare la resilienza dei territori alla crisi climatica.”
Il Consorzio di bonifica Litorale Nord, ad esempio, ha già avvertito i consorziati, ricadenti nel Comparto Irriguo e nel Fuori Comparto Irriguo del "Lotto 5" di Tarquinia, sulla necessità di adottare misure per salvaguardare l'attuale disponibilità irrigua. Al fine di preservare e garantire il regolare flusso idrico per le attività agricole, l’ente consorziale ha deciso di adottare alcune misure precauzionali per completare i cicli colturali in corso; pertanto, fino al prossimo 8 Agosto non sarà possibile porre a dimora nuove piante autunno-vernine (frumento, orzo, avena…), né effettuare la tempera e l'irrigazione su tali colture già in campo.
Questa decisione è stata presa per garantire il rispetto delle tempistiche necessarie al completamento dei cicli colturali in atto, nonchè assicurare una gestione oculata e sostenibile delle risorse idriche. Il personale del Consorzio di bonifica è impegnato a monitorare l'effettivo rispetto della disposizione a tutela dell'agricoltura locale.
Con lo stesso obbiettivo, il Consorzio di bonifica Valle del Liri ha adottato fermi programmati degli impianti irrigui a Cassino e Pontecorvo.
“Il fermo degli impianti irrigui è fondamentale per diversi motivi – ha sottolineato il Commissario Straordinario dell’ente consortile, Sonia Ricci – Permette, infatti, di preservare ed utilizzare in modo sostenibile l’acqua irrigua, consentendo di ottimizzarne l'uso, evitando sprechi e garantendo una distribuzione equa per le diverse necessità delle colture.”
Si invitano pertanto gli agricoltori e tutti gli utenti interessati ad assumere le necessarie misure per adattare le proprie attività.
“Non perdiamo occasione per chiedere alla politica la stessa concreta razionalità nel dare risposte operative a comunità in crescente difficoltà di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici lungo l’intera Penisola – ha concluso il Direttore Generale ANBI - Indicare le opere idrauliche quali asset strategici per il Paese comporta conseguenti investimenti. I nostri Piani continuano ad attendere risposte vere.”

LOMBARDIA: PROSEGUE LA STAGIONE IRRIGUA CON QUALCHE CRITICITA’ MA E’ TEMPO DI GUARDARE AL FUTURO

Per la stagione irrigua in corso la situazione è sotto controllo: è quanto emerso dal Tavolo Regionale Usi Irrigui,che ha fatto il punto sulle riserve idriche per affrontare le prossime settimane cruciali per i raccolti nelle campagne lombarde.
Resta tuttavia un deficit di risorse disponibili di quasi il 22% e l’andamento continua perciò ad essere monitorato.
Le principali criticità sono nel bacino del fiume Serio, dove pesa l’assenza di neve e la manutenzione della diga del Barbellino e resta osservato speciale anche il comprensorio del Chiese, in attesa degli interventi sul lago d’Idro. Migliora la situazione del fiume Adda, grazie all’accordo per il rilascio dai bacini idroelettrici montani nel Lario, mentre i laghi Maggiore (Ticino), Iseo (Oglio) e Garda (Mincio) non destano particolari preoccupazioni.
“L’oculata gestione dei Consorzi di bonifica e irrigazione lombardi, di concerto che le indicazioni e le azioni stabilite dal Tavolo regionale, ha consentito di affrontare una stagione che si era avviata in una condizione molto difficile” afferma ANBI Lombardia, ricordando gli sforzi messi in campo in questi mesi e la validità del modello di gestione dell’acqua orientato alla condivisione e alla concertazione. Serve però continuare a pensare al futuro immediato.
Guardando al Piano Nazionale Interventi Infrastrutturali e Sicurezza Settore Idrico, di cui è in corso l’aggiornamento, ANBI Lombardia ha chiesto alla Regione di proseguire l’attività di condivisione delle proposte progettuali da sottoporre al Ministero Infrastrutture e Trasporti. Serve infatti un vero e proprio cambio di passo, in particolar modo negli investimenti per l’ammodernamento della rete e per lo sviluppo dell’innovazione tecnologica.
Gli effetti degli eventi meteo di queste settimane impongono di non abbassare la guardia anche sui temi della sicurezza idraulica del territorio. Da qui la richiesta di sostenere i lavori di pronto intervento, che si stanno rendendo necessari per ripristinare i gravi danni, che il reticolo consortile ha subito in molte aree.

VENETO: INTERVENTO DI SOMMA URGENZA SUI COLLI EUGANEI

Il Consorzio di bonifica Bacchiglione (con sede a Padova) ha terminato i lavori in “somma urgenza” per il ripristino di un tratto franato nello scolo Rialto, in comune di Torreglia, ai piedi dei Colli Euganei.
L’intervento è consistito nella pulizia del fondo e delle sponde dello scolo e nella sistemazione di un tratto di circa quattrocento metri di arginatura.
A seguito delle ordinarie manutenzioni, infatti, si era riscontrato il cedimento di un tratto dello scolo; la notevole erosione dell’arginatura aveva reso seriamente instabile la scarpata, costituendo un grave rischio per la sicurezza pubblica, in quanto poteva verificarsi il collasso della adicante pista ciclopedonale, in località Lago Verde.

TOSCANA: NUOVE OPERE IN ARRIVO DOPO INCENDIO

Continua l’impegno del Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca) per la messa in sicurezza dei corsi d’acqua di Massarosa, attraversanti le zone colpite dall’incendio dello scorso anno.
Gli interventi si concentreranno sul fenomeno dello scivolamento dei detriti, che non vengono trattenuti dai versanti, a causa della mancanza di vegetazione arbustiva e riguardano 4 corsi d’acqua: il torrente Acquachiara, la Polla del Morto, il fosso del Borrone e il rio Vallecava. Sui primi 2, l’ente consortile ha progettato speciali barriere in rete flessibile con la capacità di arrestare le colate detritiche di fango, sassi ed anche materiale vegetale, che continua a cadere dalle zone bruciate. Le barriere, collocate a monte di altre opere già ricostruite lo scorso anno, eviteranno che i detriti possano riempire gli alvei dei torrenti, garantendo il deflusso regolare dell’acqua.
Oltre a questi interventi si completano i lavori di risagomatura di un tratto dell’alveo della Polla del Morto, su cui verrà costruita una scogliera cementata. Sempre nel progetto è previsto il completamento dell’ultimo tratto di scogliera sul fosso del Borrone a Bozzano e la costruzione di una nuova briglia. Infine, sul rio Vallecava verrà rimossa la briglia esistente, ormai degradata e ne sarà ricostruita una nuova; l’intervento aumenterà la sicurezza della zona abitata del centro cittadino, che è subito a valle del corso d’acqua.
Questo nuovo lotto di interventi va pressochè a completare la messa in sicurezza dei principali corsi d’acqua di Massarosa in attesa che il problema dell’erosione dei versanti e del conseguente scivolamento di masse fangose negli alvei si normalizzi, solo quando la vegetazione del sottobosco sarà ricresciuta e tornerà a svolgere la funzione di trattenimento dei detriti.

LOMBARDIA: OLTREPO’ MANTOVANO PIU’ SICURO: ATTIVATE DIECI NUOVE POMPE

Il comprensorio più orientale dell’Oltrepò mantovano, ai confini tra Veneto ed Emilia Romagna, può contare su una nuova infrastruttura per garantire la sicurezza idraulica del territorio: qui il Consorzio di bonifica Terre dei Gonzaga in destra Po (con sede a Mantova) ha infatti installato 10 pompe già in funzione nella nuova controchiavica sul fiume Po, a Moglia di Sermide. Le pompe hanno una portata complessiva di 40 metri cubi al secondo e le tubazioni sorpassano la diga per scaricare le acque del comprensorio durante gli eventi di piena del “Grande Fiume”.

TOSCANA: OPERE IDRAULICHE SORVEGLIATE SPECIALI

Tagli e sfalci ma non solo: la mitigazione del rischio idraulico passa anche attraverso i ripristini di briglie, gabbioni e sponde vecchi, danneggiati o caduti; sono loro i protagonisti di un importante intervento programmato dal Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) sul fiume Tevere a Pieve Santo Stefano.
Sono 60.000 euro, le risorse destinate al ripristino delle opere in aggiunta ai 110.000 euro per il contenimento della vegetazione su 6 chilometri e mezzo di sponde e ai 65.000 euro per interventi mirati. Dopo che gli operatori Fipsas termineranno di trasferire la fauna ittica, nei giorni successivi prenderanno posto macchine ed operai per sistemare 3 opere idrauliche, ormai danneggiate e malconce.
Oltre al Tevere saranno interessati dall’articolato programma di interventi i corsi d’acqua Ancione, Colledestro, Tignana, Marecchia e fosso delle Cento Briglie.
L’ente consortile ha messo a punto un piano importante che pone grande attenzione sulla manutenzione ordinaria delle opere idrauliche: nel comprensorio se ne contano oltre cinquemila.

LOMBARDIA: UN DRONE SPAZZINO NEI NAVIGLI

Nelle acque della Darsena e dei Navigli milanesi, un drone telecomandato è in funzione per raccogliere i rifiuti galleggianti. Grazie ad un accordo con “LifeGate”, il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano) può contare su questa attrezzatura concessa in comodato gratuito per contribuire alla pulizia dei canali cittadini.
L’iniziativa fa parte del progetto LifeGate PlasticLess che ha, come obbiettivo, il partecipare concretamente alla pulizia di mari, laghi e corsi d’acqua attraverso l'utilizzo di dispositivi tecnologici come questo drone capace di raccogliere sino a sessanta chilogrammi di rifiuti abbandonati nelle acque.

DIPENDENTI CONSORZI DI BONIFICA ED IRRIGAZIONE: SANCITO IL RINNOVO CONTRATTUALE

Con nota congiunta, le organizzazioni sindacali (Flai-CGIL, Fai-CISL, Filbi-UIL), firmatarie dell’ipotesi di accordo di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, hanno comunicato lo scioglimento della riserva sulla suddetta ipotesi (lo SNEBI, Sindacato Nazionale Enti Bonifica e Irrigazione, aveva già deliberato in tal senso), rendendo quindi vincolanti e immediatamente applicabili le intese raggiunte, definite in 4 macro argomenti: classificazione, previdenza, sicurezza e parte economica.
Nello specifico ed in maniera esemplificativa per quanto riguarda la classificazione, oltre a modifiche normative, si è prevista l’introduzione, per la prima volta, di un meccanismo premiale, concernente gli aumenti periodici, legati a risultati in termini di professionalità e comportamento.
Con riferimento invece alla parte economica, l’impegno è stato quello di contenere gli aumenti in ambiti sostenibili, vista la situazione congiunturale oggettivamente difficile e visto lo stato attuale dell’inflazione.
Soddisfazione è stata espressa dalle parti per la rapidità, con cui si è giunti alla composizione di un accordo, che ha sancito ancora una volta solidi rapporti sindacali e volontà di frequentare con strumenti innovativi (Ente Bilaterale) le necessarie sfide di futuro, dotandosi di nuove competenze e rafforzando elementi di solidarietà.

GARGANO IN UMBRIA E CALABRIA

Il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, interverrà nella mattinata di sabato 29 Luglio p.v. all’incontro “Dissesto Idrogeologico, una sfida che riguarda istituzioni e persone”, che si terrà nel castello a Giove, in provincia di Terni.
Lunedì 31 Luglio p.v., Gargano sarà invece a Catanzaro, nell’auditorium BCC Centro Calabria, dove, a partire dalle ore 10.00, è previsto il convegno inaugurale dell’opera irrigua a servizio dei comprensori irrigui Alli Tacina ed Alli Copanello.

 

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
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