Anno XXV, n. 22 venerdì, 9 giugno 2023

POST ALLUVIONE: INTESA OPERATIVA PER LA RICOSTRUZIONE FRA REGIONE ED ANBI EMILIA ROMAGNA

Le criticità presenti nei territori alluvionati di Romagna ed analizzate, grazie ai dati emersi dalla fotogrammetria messa a disposizione dal sistema dei Consorzi di bonifica, sono innumerevoli ed alcune richiedono interventi urgenti anche in previsione della prossima stagione autunnale; per questo è quantomai importante tenere alta l’attenzione collettiva, affinché le necessità delle aree colpite restino priorità per il Paese e nell’agenda istituzionale.
Si rinsalda così la collaborazione operativa tra ANBI e Regione Emilia Romagna evidenziata nei giorni più drammatici dell’alluvione romagnola dall’istituzione per la prima volta di un presidio stabile U.C.C. (Unità di Coordinamento dei Consorzi) all’interno del C.O.R. (Centro Operativo Regionale Protezione Civile Emilia Romagna);  ciò sta consentendo di individuare cosa  sia  fondamentale per la gestione della risorsa idrica in questa seconda fase indirizzata alla progressiva  normalizzazione e ricostruzione delle comunità locali, travolte dall’inondazione.
Durante i giorni più duri dell’alluvione i Consorzi di bonifica, utilizzando la loro fitta rete di canalizzazioni e l’eccezionale manovra idraulica di inversione del corso del canale C.E.R., hanno fornito un fondamentale contributo, smaltendo l’acqua esondata dai fiumi grazie all’impegno di oltre 600 unità consortili con 210 pompe idrovore, provenienti da tutta Italia ed allontanando h24 , insieme al personale della Protezione Civile, circa 4 miliardi di metri cubi di melma in un areale di 16.000 chilometri quadrati.
Per queste ragioni, la Vicepresidente della Regione, Irene Priolo, è voluta significativamente intervenire al primo comitato post alluvione di ANBI Emilia-Romagna, tenutosi a Bologna, presente il Presidente, Francesco Vincenzi.

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

LA FOTOGRAFIA DI UN PAESE IN BALIA DEL METEO L’ESTREMIZZAZIONE DEGLI EVENTI ATMOSFERICI PREGIUDICA OGNI PREVISIONE STATISTICA

In un panorama informativo parcellizzato, è il settimanale report dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche a fare una prima sintesi per offrire all’opinione pubblica ed alla politica un quadro complessivo sullo “stillicidio da roulette”, cui da settimane è meteorologicamente sottoposto il territorio italiano, dove una crescente parte di popolazione è ormai costretta a fare i conti con le conseguenze della crisi climatica. In 7 giorni, copiosi nubifragi si sono registrati in Toscana (mm.64 in 24 ore a Castel del Piano ed allagamenti in Val d’Elsa), Marche (mm.70 in un’ora su Macerata), Lazio (mm.62 in meno di 48 ore ad Arpino), Basilicata (mm. 52 in un’ora a Matera), Sicilia (mm. 90 in un giorno in provincia di Enna); allagamenti si sono verificati anche nella Sardegna Nordoccidentale, mentre lo spettro dell’inondazione è perfino tornato a preoccupare la Romagna, con piogge fino a cento millimetri in appena 38 ore, sulla provincia di Forlì-Cesena.
“Mentre l’attenzione si concentra giustamente sulle necessità delle zone alluvionate della Romagna, è l’intera Penisola a pagare lo scotto di un’inattesa accelerazione della crisi climatica, accentuata dall’imprevidenza di un Paese, dove le logiche della prevenzione continuano a fare fatica ad affermarsi, nonostante le ricorrenti emergenze” ha evidenziato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
“Se, ancora una volta, il Paese sta dimostrando un’eccezionale capacità di primo soccorso, ci appelliamo alla politica perché, accanto alle risposte all’emergenza, assuma una visione di medio-lungo periodo, adottando decisioni e programmando finanziamenti per garantire una maggiore sicurezza idrogeologica, indispensabile allo sviluppo ed alla vita di comunità, troppo spesso colpite anche da irreparabili tributi in vite umane. In un momento positivo per l’economia italiana, quanto costerà l’alluvione di Romagna al sistema Paese? Intervenire in prevenzione conviene da ogni punto di vista” ha aggiunto il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano.
Per quanto riguarda la condizione idrologica della Penisola, i grandi laghi abbandonano la situazione di grave crisi idrica, in cui versavano fino a poco più di un mese fa: Maggiore è al 93,5% di riempimento, Sebino al 98,6% (vicino al massimo storico), Lario a 80%; il bacino del Garda cresce di ulteriori 9 centimetri e finalmente raggiunge un rassicurante valore di riempimento (75,7%), avvicinandosi alla media del periodo. In Valle d’Aosta, dove il mese di maggio è stato leggermente più “bagnato” della media (mm.129 di pioggia a fronte di uno “storico” di 113 millimetri), in una settimana la Dora Baltea perde oltre la metà della propria portata; pur restando abbondante, cala anche il flusso del torrente Lys (6,60 metri cubi al secondo).
Grazie ad un Maggio estremamente piovoso soprattutto nella parte meridionale ed occidentale della regione (+200% nei bacini di Pellice ed Alto Po), i corsi d’acqua del Piemonte mantengono livelli confortanti ed inusuali da tempo; molta pioggia si è registrata sui bacini dei fiumi Stura di Demonte, Tanaro, Varaita e Maira (tra +170% e +193%). Nel complesso, il surplus pluviometrico sulla regione si attesta all’80%, mentre il deficit nivale (SWE) si riduce a -18%; il livello della falda superficiale aumenta in tutta la regione, principalmente nel cuneese, anche se i livelli di soggiacenza delle acque sotterranee (la distanza tra il piano campagna e il livello dell'acqua di falda) permangono ampi (fonte: Arpa Piemonte).
In Lombardia è netta la ripresa del fiume Adda, la cui portata (mc/s 245) registra un livello superiore a quella del biennio 2021-2022; crescono anche i livelli di Serio ed Oglio. Nella regione, il deficit delle riserve idriche si riduce al 16,4% quando solo un mese fa era superiore al 50%!
In Veneto crescono i fiumi Piave, Bacchiglione e soprattutto Livenza; calano invece i livelli di Adige e Brenta. In Emilia-Romagna, i fiumi appenninici permangono ricchissimi d’acqua e spicca la performance della Secchia in forte crescita (mc/s 58,82); tra i bacini delle dighe piacentine, Mignano è praticamente colmo (99,8%), mentre Molato fatica a riempirsi (oggi è al 41,6%). Continua l’andamento “a fisarmonica” del fiume Po, condizionato dagli apporti derivanti da fenomeni pluviali: pur in forte calo, le portate in Piemonte si mantengono al di sopra delle medie storiche, mentre nei tratti lombardo ed emiliano le portate tornano sotto i livelli del periodo.
In Liguria sono decrescenti i livelli dei fiumi Entella e Vara, mentre crescono quelli di Magra ed Argentina, che, a ponente, ha beneficiato finalmente di una piovosità superiore al resto della regione. In Toscana, dove in qualche zona è piovuto abbondantemente (in provincia di Pistoia, nel Chianti, nella Val d’Elsa, in Maremma, sull’Elba, sulle pendici del monte Amiata), alcuni fiumi hanno registrato un repentino aumento di portata (Arno, Sieve, Ombrone), superando i livelli medi mensili in anni recenti.
Nelle Marche si alzano in maniera consistente i livelli dei fiumi Potenza, Esino e Tronto, grazie alle forti piogge, di cui hanno beneficiato anche i bacini regionali, che attualmente raggiungono quasi il 98% del valore di riempimento autorizzato. In Umbria, nonostante la pioggia, il lago Trasimeno ristagna ormai da molto tempo al di sotto del metro sullo zero idrometrico (-m.1,07); in forte crescita, invece, sono i fiumi Tevere e Nera, così come positivo è l’andamento del Chiascio.
Nel Lazio, i livelli dei laghi di Nemi e Bracciano sono in leggerissimo aumento (+ cm. 2). Cresce anche la Fiora, la cui portata (mc/s 15,59) è nettamente superiore alla media del periodo; sopra media sono anche Tevere (mc/s 168,7) ed Aniene (mc/s 25), mentre cala il livello del Liri. In Molise, il livello idrico nell’invaso della diga del Liscione registra un aumento di oltre un metro in un mese; lo scarto positivo tra il livello dello scorso anno e quello di quest’anno a Maggio si attesta a m. 4,7 (fonte: Molise Acque).
In Campania, il fiume Volturno registra incrementi nelle sezioni prossime alla foce; cresce anche il livello del Sele, mentre cala, dopo gli exploit delle settimane scorse, il Garigliano, che comunque si mantiene ad una quota nettamente superiore al recente passato. In Basilicata, nonostante una riduzione dei volumi trattenuti nei bacini, il surplus d’acqua invasata rispetto all’anno scorso si amplia, superando i cinquantadue milioni di metri cubi.
In Puglia, ancora maggiore è il gap positivo dei volumi invasati dalle dighe a servizio del Tavoliere: + 62 milioni di metri cubi. Infine, la Sardegna, dove gli invasi, grazie ad un incremento di 46 milioni di metri cubi d’acqua in 30 giorni, raggiungono il 79% del riempimento consentito, rimanendo però al di sotto delle quote registrate lo scorso anno.

TOSCANA: BOMBE D’ACQUA ALLA FIORENTINA

In gergo tecnico si chiamano ‘flash floods’, ovvero “alluvioni lampo”: temporali forti, improvvisi e di breve durata, che sono ormai sempre più frequenti con conseguenti rischi di allagamenti derivanti dal sistema di scolo urbano e dal reticolo idrografico minore.
Sono stati quasi uno al giorno, sul Medio Valdarno, i fenomeni temporaleschi, che si sono formati e abbattuti su diverse aree, in forma estremamente localizzata con conseguenze critiche sul regolare deflusso delle acque superficiali di competenza urbana e del reticolo idrografico minore  di competenza consortile: a Montelupo Fiorentino, a Poggibonsi e poi ancora a Sesto Fiorentino.
Per fortuna, tali nubifragi non hanno provocato grandi danni, bensì solo criticità localizzate risolte in larga parte ed in breve, grazie all’intervento del sistema di Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Consorzio di bonifica Medio Valdarno (con sede a Firenze).

LOMBARDIA: DIFESA IDROGEOLOGICA, INAUGURATE NUOVE OPERE

Un territorio fragile, come quello del pedemonte ad Est della città di Brescia, può contare su una serie di interventi mirati a mitigare i fenomeni d’allagamento, grazie agli interventi del Consorzio di bonifica Chiese (con sede a Castrezzato, nel bresciano). Le nuove vasche di laminazione di Botticino (Botticino 1 “Molino” e Botticino 2 “Molino prati”) e di Rezzato, dove in località Virle si è aperto il cantiere per un ulteriore intervento dedicato al torrente Rino, sono inserite nel contesto più ampio di rafforzamento della sicurezza del nodo idraulico di Brescia e della sua cintura fortemente urbanizzata.
Presenti gli Assessori di Regione Lombardia, Gianluca Comazzi (Territorio) e Giorgi Maione (Ambiente), l’ente consorziale ha voluto dedicare una mattinata alla presentazione dell’avvio delle opere a Virle di Rezzato ed all’inaugurazione delle vasche di questi 2 comuni della fascia pedecollinare dell’alta pianura orientale bresciana. Si tratta di realizzazioni, che fanno parte di un ampio progetto territoriale, reso possibile in virtù della stretta collaborazione con i Comuni del territorio e con Regione Lombardia.
 La progettazione delle vasche di laminazione, oltre alle questioni idrauliche, ha tenuto conto anche dell’inserimento paesaggistico e del contesto ambientale. Gli interventi sono realizzati ai piedi della cintura pedemontana, in cui si alternano residue aree coltivate e le prime pendici boscate, in cui si diramano anche frequentati percorsi ciclopedonali. Da qui l’attenzione alla salvaguardia della trama del paesaggio rurale e alla possibilità di fruizione di questi spazi verdi alle porte della città.
Realizzate grazie a un finanziamento di 2.200.000 euro, le vasche di Botticino e Rezzato serviranno a mitigare i fenomeni di allagamento del torrente Rino-Musia. La prima area di laminazione ha una capacità di circa trentaquattromila metri cubi e prevede lo scarico delle acque in eccesso verso il torrente Fontanone. La seconda, posizionata a valle, ha una capacità di 53.000 metri cubi. La terza vasca, i cui lavori sono in corso a Virle, avrà una capienza di quasi settemila metri cubi e verrà terminata entro Ottobre 2024.
Le opere fanno parte dell’Accordo per la riduzione del rischio idrogeologico nell’area metropolitana di Brescia, che verte su 18 interventi strategici per un totale di quasi trentasette milioni di euro.

DALLA TOSCANA UN RECORD CHE ARRIVA DALLA STORIA MA CHE PARLA DI PRESENTE: 74 OPERE IDRAULICHE IN POCO PIU’ DI 2 CHILOMETRI

Mentre l’estremizzazione degli eventi atmosferici torna a colpire zone del Paese e si apprende che le misure per la gestione del rischio di alluvione, nonché per la riduzione del rischio idrogeologico, sarebbero tra quelle bisognose di riprogrammazione nel P.N.R.R. (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza), perché particolarmente in ritardo, ANBI segnala un caso esemplare, bisognoso di interventi di manutenzione straordinaria, prima di essere pregiudicato con evidente pericolo per i territori soggiacenti. Il tutto accade nel comune aretino di Badia Tedalda, dove il Fossatone o Fosso delle Cento Briglie lambisce l’abitato di Rofelle, prima di confluire, con un corso ripidissimo, nel fiume Marecchia; richiamandosi alla propria nomea, il corso d’acqua è detentore di un autentico record: vanta ben 74 opere idrauliche in un alveo lungo solo 2.300 metri, vale a dire un manufatto ogni venticinque metri circa!
“Stando ai materiali utilizzati ed alle caratteristiche costruttive, l’eccezionale densità di manufatti in alveo è cresciuta nei secoli per limitare la velocità e la capacità erosiva delle acque – ha spiegato Enrico Righeschi, ingegnere Settore Difesa Idrogeologica e referente Unità Idrografica Omogenea Valtiberina - Si tratta di opere, che oggi necessitano di importanti interventi di manutenzione, a causa del tempo e dell’erosione idrica.”
“Il Fosso delle Cento Briglie dimostra la necessità di piani straordinari per la sistemazione di opere fondamentali per la corretta regimazione dei corsi d’acqua, soprattutto nelle aree montane - ha indicato Serena Stefani, Presidente Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno – La recente ondata di maltempo ha provocato un franamento, che ha travolto due delle briglie, minacciando l’efficienza del sistema idraulico.”
“La sicurezza idrogeologica a valle nasce dalla manutenzione delle aree montane – ha ricordato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – Di fronte alla violenza ed all’instabilità degli eventi meteo, diventa quantomai urgente individuare risorse e strumenti adeguati per programmi mirati alla gestione idrogeologica dei territori alti.”
“Abbiamo già effettuato una prima ricognizione sul Fosso delle Centro Briglie per valutare lo stato di conservazione delle opere e definire un programma di lavori, dove l’efficienza idraulica risulti gravemente compromessa a causa dell’età e degli eventi meteo, che hanno determinato parziali crolli ed instabilizzazioni” ha aggiunto Francesco Lisi, Direttore Generale del Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno.
“Obiettivo generale deve essere creare le condizioni per mantenere l’insediamento dell’uomo a garanzia di manutenzione del suolo attraverso le pratiche agricole – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – Le proposte dei Consorzi di bonifica per un nuovo modello di sviluppo, che abbia il territorio al centro, vanno in questo senso. Il nostro Piano di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese risale al 2019 e prevede 858 interventi, capaci di attivare oltre ventunomila posti di lavoro con un investimento di circa quattro miliardi e trecentotrenta nove milioni di euro.”


EMILIA ROMAGNA: MIGLIORA LA SITUAZIONE IDRICA, MA MOLATO RESTA DEFICITARIO

Le precipitazioni cadute nel mese di maggio hanno interrotto il lungo periodo di siccità meteorologica e idrologica sul territorio piacentino ad esclusione del bacino del Tidone, che permane in grave deficit. Oggi il livello del fiume Po è vicino alla media ed è piena la diga di Mignano, a monte della val d’Arda; condizione completamente diversa e preoccupante, invece, per la diga del Molato, dove mancano 4,5 milioni di metri cubi al volume medio del periodo.
La diga di Mignano (Vernasca) oggi ha un volume di circa nove milioni e ottocentomila metri cubi, cioè il massimo autorizzato; tale volume, però, non corrisponde al massimo invasabile in quanto, per una maggior tutela della sicurezza dei territori a valle, viene mantenuto un volume di sicurezza per trattenere eventuali portate dovute a piogge straordinarie. La diga del Molato (Alta Val Tidone) ha oggi invece un volume di soli tre milioni e centomila metri cubi circa (pari al 41,6% del volume autorizzato); i soli anni, oltre a questo, in cui la diga non è arrivata al massimo invaso, sono il 2017 e il 2022 a causa di 2 gravissime stagioni siccitose. Il fiume Po, a Piacenza, è m.0,90 sopra allo zero idrometrico con un volume vicino, ma inferiore alla media stagionale.
La stagione irrigua del Consorzio di bonifica Piacenza (con sede nella città capoluogo) si aprirà così entro la metà di Giugno con una situazione idrica, profondamente variata rispetto alle premesse di inizio primavera, dove la diga del Molato era vuota, quella di Mignano con poca risorsa ed il Po sotto ai minimi storici. La distribuzione irrigua, seppur meritevole di parsimonia e di oculatezza, si prospetta meno preoccupante di quanto sarebbe stata, se i valori idrici fossero rimasti in linea con quelli di Marzo; anche dal punto di vista dei costi energetici si confida in una riduzione rispetto allo scorso anno, salvo nuove impennate degli oneri.
L’apprensione rimane invece alta per la val Tidone dove, seppur con livelli che consentiranno almeno di distribuire quanto lo scorso anno, la scarsità della risorsa in diga costringerà a sopperire con maggiori prelievi dal Po, almeno fino a quando il livello del Grande Fiume lo permetterà. Rimane poi in deficit strutturale, il distretto del fiume Trebbia, dove al momento i prelievi rimangono attivi, perché le portate lo consentono.
Ad ogni modo, per dare un’informativa più mirata ai consorziati, è iniziata una serie di incontri nei distretti irrigui, partendo dalla val Tidone, che è quella più preoccupante. Nell’ottica di creare riserve idriche in modo ambientalmente sostenibile, nei mesi scorsi l’ente consortile ha fatto circolare l’acqua nel reticolo secondario sia per ricaricare le falde, sia in favore di flora e fauna, stoccando risorsa utile prima negli invasi consortili e poi in quelli aziendali.


VENETO
: ELETTROPOMPA A SOSTEGNO DELL’AGRICOLTURA

Il Consorzio di bonifica Bacchiglione (con sede a Padova) si è attivato per mettere in campo alcune azioni necessarie a gestire un'eventuale criticità idrica perché, nonostante le piogge di queste settimane abbiano dato sollievo alle campagne, non è possibile prevedere quale sarà la disponibilità d’acqua per la stagione irrigua.
La scorsa estate, a causa del livello basso del canale Battaglia, il sifone Mediano, mediante il quale si deriva l’acqua dal canale Battaglia per distribuirla nel bacino Pratiarcati, ha smesso di funzionare: il livello del canale era tale da non permettere al sifone di funzionare, creando criticità in tutta la zona servita. In maniera preventiva, quest’anno, l’ente consortile ha installato, nel territorio comunale di Maserà, un’elettropompa d’ emergenza in aiuto al sifone Mediano con una portata di 300 litri al secondo: durante la stagione irrigua potrà evitare che si verifichi il disadescamento del sifone, in virtù della sua capacità di pompare acqua anche con livelli molto bassi.
L’area del bacino Pratiarcati, che ha maggiori richieste irrigue è quella Sud ricadente nei comuni di Maserà, Due Carrare, Cartura e Casalserugo. In caso di scarsità idrica nei fiumi, l’ente consortile, per intervenire a favore di questa zona, ridurrà le portate derivate nella parte Nord del bacino.


FRIULI VENEZIA GIULIA
: INAUGURATO IMPIANTO IRRIGUO

Un sito, che coniuga 2 esigenze opposte; eppure, entrambe sentite dal territorio: un canale scolmatore, che mitiga gli eventuali danni del corso d’acqua Torre ed un impianto d’irrigazione, che serve attualmente 40 ettari, ma che potrebbero arrivare ad oltre centotrenta.
Togliere acqua dove ce n’è troppa e portarla dove serve: questa è la “mission” dell’impianto “Pras de tor” inaugurato dal Consorzio di bonifica Pianura Friulana (con sede a Udine) a Nogaredo di San Vito al Torre, alla presenza di numerose autorità politiche istituzionali, tra cui l’Assessore Risorse Agroalimentari Forestali e Ittiche Regione Friuli-Venezia Giulia, Stefano Zannier.
L’opera comprende un pozzo profondo 50 metri ed una tubazione di 600 millimetri di diametro; la portata di 120 litri al secondo, mentre la pressione al punto di consegna è pari a 2 bar. La rete, lunga circa duemila seicentocinquanta metri, è idonea per l’irrigazione a goccia.


TOSCANA
: AVVIATA MANUTENZIONE IDRAULICA SU TUTTA LA VERSILIA

Sono iniziati in questi giorni i lavori di manutenzione ordinaria, che il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca) esegue su tutti i corsi d’acqua della Versilia, della zona di Montignoso e di Vecchiano, compresa l’area di bonifica attorno al lago di Massaciuccoli: in tutto, 757 chilometri di alvei.
Si tratta di una cinquantina di cantieri aperti contemporaneamente su tutto il territorio per il contenimento della vegetazione cresciuta in eccesso, la verifica della stabilità di argini e sponde e dello stato di funzionamento del reticolo. In Luglio partiranno i tagli estivi previsti principalmente per le zone collinari, mentre il secondo taglio sui corsi d’acqua verrà fatto in autunno. La manutenzione ordinaria è un investimento in prevenzione e viene eseguito su tutti i corsi d’acqua del reticolo consorziale, puliti 2 volte l’anno, in primavera-estate e in autunno: una massiccia dose di interventi programmati per circa 4,5 milioni di euro e che rappresentano un investimento per la sicurezza del territorio versiliese e delle sue propaggini. Un occhio di riguardo viene rivolto al rispetto dell’ambiente e degli animali nidificanti con l’adozione di metodi di manutenzione “gentile”, che permettono di conciliare la sicurezza idrogeologica con la tutela degli habitat. Prima dell’avvio dei lavori, gli operatori hanno ricevuto istruzioni precise sugli approcci da tenere per ogni singolo intervento, grazie a sopralluoghi svolti dai tecnici affiancati dal biologo: laddove sarà possibile per garantire il deflusso dell’acqua, vengono lasciate fasce di vegetazione, che fungono da riparo per l’avifauna e da ombreggiante per le specie acquatiche.


VENETO
: LA RICONVERSIONE IRRIGUA PASSA ANCHE PER IL PNRR

Il Consorzio di bonifica Veronese (con sede nel capoluogo scaligero) è riuscito ad accedere a 2 importanti linee di finanziamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, fondamentali per affrontare le sfide dei cambiamenti climatici e della siccità, in particolare.
La prima linea di intervento finanziata è inerente “La conversione irrigua del distretto in destra Adige nei Comuni di Verona e Bussolengo con ammodernamento del diramatore San Giovanni”, per un importo di poco più di ventiquattro milioni e trecentosessanta mila euro. La seconda riguarda la “Sistemazione del canale adduttore di Sommacampagna e conversione irrigua con utilizzo a fine idroelettrico del salto esistente lungo il canale, nei Comuni di Sommacampagna e Villafranca di Verona”, per un importo di poco più di quindici milioni e centocinquantamila euro.
Sono interventi, che sia affiancano ad altri eseguiti od in esecuzione da parte dell’ente consortile nell’intera provincia e che puntano sulla conversione dell’irrigazione da “scorrimento” a “pressione”, con un risparmio della risorsa acqua e che può arrivare al 50% rispetto alla situazione attuale. Dall’ente consorziale fanno sapere che, ad oggi, rispetto alla prima linea di finanziamento sono già stati affidati lavori, forniture e servizi per più di quattordici milioni e seicentomila euro, cui va aggiunta l’IVA.
Riguardo alla seconda, sono già stati affidati lavori e forniture per più di dieci milioni e centocinquantamila euro ed anche qui va aggiunta l’IVA. Quanto rimane delle 2 linee di finanziamento coprirà gli indennizzi per gli espropri e gli asservimenti, nonché le spese generali.


LOMBARDIA
: UNA SETTIMANA DI RIFLESSIONE

Le drammatiche notizie dall’Emilia-Romagna sono piombate sulla 23^ edizione della Settima Nazionale della Bonifica e della Irrigazione, rafforzando l’urgenza di una maggiore consapevolezza sul tema dell’acqua. Il fitto calendario di iniziative di ANBI Lombardia è stato perciò mantenuto con le sole eccezioni delle aree più interessate dagli effetti delle eccezionali precipitazioni.
All’apertura dei tanti eventi il ricordo è andato alle vittime dell’alluvione e alle popolazioni colpite. Allo stesso modo, grata riconoscenza è stata rivolta alle squadre lombarde dei consorzi che si sono prodigate nel lavoro di messa in sicurezza delle aree alluvionate.
In questa edizione si è ulteriormente rafforzato il rapporto con le scuole e le associazioni operanti sul territorio, a conferma che il sistema consortile lombardo è impegnato in azioni divulgative e di conoscenza del ruolo dell’acqua come fattore di coesione sociale”. In questo quadro si è dato vita a tante occasioni di incontro dedicate all’approfondimento della funzione dei consorzi e alla valorizzazione del turismo di prossimità orientato alla fruizione dei luoghi della bonifica.
Tra le tante iniziative, ANBI Lombardia (insieme ai Consorzi di bonifica Chiese, Garda Chiese e Oglio Mella), è stata protagonista con un proprio stand della seconda edizione della Giornata provinciale dell’Acqua, organizzata in collaborazione con Acque Bresciane a Desenzano del Garda: un partecipato convegno ha fatto il punto sull’applicazione dell’invarianza idraulica e sugli scarichi idrici sostenibili.


PRESIDENTE COMMISSIONE AGRICOLTURA CAMERA DEPUTATI INTERVENUTO A CONSIGLIO NAZIONALE ANBI

“Nella prevenzione idrogeologica del territorio il problema più urgente da risolvere sono le lentezze burocratiche, come evidenziatosi anche in Romagna; con il Decreto Siccità abbiamo dato una prima risposta, ma è necessario intervenire non riducendo i necessari controlli, bensì snellendone le procedure. Su questo, trovate in me un alleato sicuro”: è questo l’impegno assunto da Mirco Carloni, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera, intervenuto al Consiglio Nazionale ANBI.
A fare gli onori di casa è stato il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, essendo il Presidente, Francesco Vincenzi, convocato in Prefettura a Ravenna per il dopo alluvione. Nel suo intervento, Gargano ha riproposto la strategia ANBI fatta di progetti concreti a servizio del territorio, resi ormai ineludibili dalle evidenti conseguenze della crisi climatica: dal Piano Laghetti, proposto con Coldiretti, al Piano di Efficientamento della Rete Idraulica italiana, indispensabile per aumentare la resilienza delle comunità, messa a dura prova dall’estremizzazione degli eventi meteo.


AGENDA

Il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, interverrà, nella mattinata di giovedì 15 Giugno p.v., al convegno “Arrigo Serpieri, un grande maestro”, organizzato dall’Accademia dei Georgofili nella propria sede a Firenze, unitamente all’Accademia Italiana di Scienze Forestali.
Il giorno successivo, venerdì 16 Giugno, Gargano parteciperà, invece, al convegno “Il governo sostenibile dell’acqua nel tempo dei cambiamenti climatici” organizzato all’Hotel Nazionale di Roma da Ordine Nazionale dei Geologi e Fondazione Earth and Water Agenda.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
Sito internet: anbi.it - eMail: anbimail@tin.it

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