Anno XXV, n. 14 lunedì, 17 aprile 2023

A ROMA, MARTEDI’ PROSSIMO ASSEMBLEA SNEBI

“Consorzi di bonifica, innovazione e nuovi lavori. La sfida del capitale umano nelle azioni di contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici”: è questo il tema dell’Assemblea S.N.E.B.I. (Sindacato Nazionale Enti Bonifica ed Irrigazione), che si terrà martedì 18 Aprile p.v. dalle ore 11.00 nel Centro Congressi del NH Hotel Collection Roma Vittorio Veneto, nella Capitale.
A confrontarsi, partendo dalle più recenti indicazioni sullo stato delle risorse idriche, saranno: Alessandro Folli, Presidente S.N.E.B.I.; Claudio Durigon, Sottosegretario Lavoro e Politiche Sociali; Michele Falce, Direttore MATER-AGRO; Arturo Maresca, Docente Diritto Lavoro Università La Sapienza Roma; Giorgio Piazza, Presidente ENPAIA; Luca De Carlo, Presidente Commissione Agricoltura Senato; Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.

I CONSORZI DI BONIFICA HANNO CENTRATO IL 100% DEL TARGET PNRR E PUNTANO SULL’INNOVAZIONE PER CONTRASTARE LA CRISI CLIMATICA

VINCENZI: “SIAMO PARTE DELL’ITALIA CAPACE DI RISPONDERE ALLE SFIDE DEL NOSTRO TEMPO”

Obiettivo centrato dai Consorzi di bonifica ed irrigazione: sono stati emanati tutti i bandi per gli enti consortili, i cui progetti sono stati ammessi a finanziamento nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza; attualmente sono in fase di avvio le procedure di attivazione dei circuiti finanziari per l’assegnazione delle risorse ed entro il 2023 saranno assegnati, alle imprese aggiudicatrici degli appalti, come previsto dal cronoprogramma del P.N.R.R. . Si tratta complessivamente di interventi per 880 milioni di euro, destinati ad investimenti nella resilienza dell’agrosistema irriguo per una migliore gestione delle risorse idriche.
“Siamo orgogliosi del risultato raggiunto a testimonianza dell’efficienza, che nel Paese possiamo vantare pressoché in tutta Italia e che mettiamo a servizio del Paese, sicuri di poter concretamente ricambiare la fiducia accordataci. Speriamo che ciò sia viatico ad ulteriori finanziamenti per aumentare la resilienza dei territori di fronte alle conseguenze della crisi climatica” ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
L’ottima performance dei Consorzi di bonifica ed irrigazione è emersa alla prima riunione del Tavolo di partenariato sull'attuazione del P.N.R.R., convocata dal Ministro per l’Agricoltura, la Sovranità Alimentare e le Foreste, Francesco Lollobrigida; a renderla nota è stato il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, intervenuto alla presentazione dell’edizione 2023 del salone Macfrut, in calendario dal 3 al 5 Maggio p.v. a Rimini.
“In quell’occasione – ha anticipato il DG ANBI - presenteremo il manuale operativo di 2 soluzioni innovative nell’ottimizzazione d’uso della risorsa acqua: il sistema Irriframe per il miglior consiglio irriguo e la certificazione volontaria Goccia Verde per la sostenibilità idrica. Sono tasselli della nostra strategia di contrasto alle conseguenze della crisi climatica: si affiancano ai piani di efficientamento della rete idraulica e di realizzazione di nuovi invasi, nonché alla ricerca delle soluzioni per consentire un maggiore utilizzo delle acque reflue. Alla politica chiediamo di accelerare gli iter burocratici; noi abbiamo dimostrato di essere parte di quell’Italia capace di rispondere alle sfide del nostro tempo con la velocità imposta dalle trasformazioni in atto.”

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

IL PO SFONDA OGNI RECORD NEGATIVO ED ORMAI È MAR POLESINE. SOTTO STRESS L’EQUILIBRIO AMBIENTALE IN PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ED EMILIA

IN SARDEGNA DICHIARATO LO STATO DI PERICOLO PER LE RISORSE IDRICHE

Al rilevamento finale di Pontelagoscuro la portata del fiume Po è scesa a toccare mc/s 338,38 , cioè oltre100 metri cubi al secondo (mc/s) in meno del minimo storico di Aprile e ben al disotto dei mc/s 450, considerati il limite sotto cui il fiume è inerme di fronte alla risalita del cuneo salino; non solo: nel siccitosissimo 2022 questi dati vennero registrati il 4 Giugno, vale a dire che il più importante corso d’acqua italiano vive una condizione di crisi idrica estrema, da monte a valle, con ben 40 giorni di anticipo sul drammatico anno scorso!
L’ingressione salina sta già condizionando un’altra stagione agricola nel delta polesano, i cui bracci sono colmi di acqua marina, inquinando falde e terreni. Altro dato indicativo di un’emergenza, che sta salendo, è quello delle riserve idriche della Lombardia: manca il 58,4% di risorsa rispetto alla media storica ed il 12,55% sul 2022. Cresce anche il deficit di neve, che si attesta a - 68,8% rispetto alla media, cioè quasi il 10% sotto il minimo storico ed il 20% in meno rispetto al già deficitario 2022.
Stabile sui valori dello scorso anno è la portata del fiume Adda, inferiore però di oltre 30 metri cubi al secondo rispetto al 2017; calano Serio, Oglio e Mincio. Ad attestarlo è il settimanale report dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche, che rende noto come il bollettino del C.N.R. (Consiglio Nazionale Ricerche) di Marzo certifichi che il 35,3% delle aree agricole irrigue, negli scorsi 24 mesi, ha sofferto di siccità severa-estrema; inoltre, in Piemonte, Lombardia, Trentino ed Emilia, la combinazione “anomalia termica-deficit pluviometrico” ha raggiunto il livello massimo.
Tra i grandi laghi, maggiormente in crisi è sempre quello di Garda, penalizzato dall’abnorme differenziale tra afflussi quasi azzerati e deflussi necessari per l’equilibrio dei territori a valle; rispetto all’anno scorso, al livello del più grande lago italiano manca oltre mezzo metro d’acqua. Tra gli altri bacini, Maggiore e Lario sono in calo, mentre il Sebino cresce leggermente.
In Valle d’Aosta, in 2 giorni sono caduti circa trenta centimetri di neve sulle Grandes Murailles, mentre decrescono le portate di Dora Baltea e torrente Lys.  In Piemonte, le portate di tutti i fiumi, ad eccezione della Stura di Lanzo, subiscono cali. In Liguria rimangono stabili i flussi negli alvei di Entella, Magra, Argentina e Vara, l’unica però ad avere un livello superiore alla media mensile. In Veneto, il fiume Adige scende di ben 34 centimetri al di sotto dei 4 metri sullo zero idrometrico: per il periodo è il dato più basso del decennio. Cala anche il Piave, mentre restano invariati i livelli di Brenta e Livenza; in crescita il Bacchiglione. Il Canale Emiliano Romagnolo ha raggiunto il livello di massima attenzione presso l’impianto idrovoro Palantone di Bondeno entrando, di fatto, nello stato di preallarme a fronte di un quadro idrico complessivo, che appare anticipatamente critico di ben due mesi.
La neve in Emilia Romagna si è quasi completamente sciolta; i bacini montani tra i fiumi Parma e Trebbia (mm.195 di pioggia caduti nel 2023 contro una media di mm.365) soffrono di deficit idrico estremo. Tornano sotto i minimi storici le portate in alveo di Secchia ed Enza, ma è marcato anche il calo dei fiumi romagnoli e del Reno, che finora sembravano affrontare meglio questa stagione idrologica complessa.
“Settimana dopo settimana si aggrava la situazione idrica nel Nord Italia con crescenti conseguenze sull’economia e l’ambiente dei territori. Se l’anno scorso, la siccità costò 13 miliardi al sistema Paese, il 2023 si preannuncia peggiore nell’attesa del via operativo a piani e provvedimenti indispensabili per incrementare la resilienza alla crisi climatica” ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
In Toscana restano 17 centimetri di neve solo sul monte Amiata; si riducono le portate dei fiumi Serchio, Sieve ed Arno, mentre un incremento viene registrato dall’Ombrone. Calano i livelli di tutti i fiumi marchigiani, così come Tevere e Chiascio in Umbria, dove cresce leggermente la Nera; nella stessa regione i circa trentotto millimetri di pioggia caduta non hanno inciso sugli scarsi livelli del lago Trasimeno, che da quasi un anno soffre di una gravissima carenza idrica. Nel Lazio, solo a Campo Catino rimangono una ventina di centimetri di neve; il livello del fiume Tevere è superiore all’ultimo biennio, mentre la portata dell’Aniene rimane ben al di sotto della media del periodo.
Il re nivale degli Appennini (cm.56) è oggi Campo Imperatore, in Abruzzo; sulla regione, a Marzo, la pioggia caduta è stata superiore alla media mensile, tranne che sulla provincia dell’Aquila ed in particolar modo sul Fucino (a San Benedetto dei Marsi: - 41%); le temperature sono state superiori alla media con scarti fino ad oltre tre gradi (fonte: Regione Abruzzo). In Molise, il livello della diga del Liscione è sostanzialmente simile a quanto registrato nello stesso periodo del 2022 (fonte: ASMRA).
I fiumi campani sono in crescita, così come i volumi idrici nelle dighe pugliesi (500.000 metri cubi d’acqua in più), ma il surplus sul 2022 va rapidamente riducendosi, mentre rispetto al 2021 c’è un deficit di 1.850.000 metri cubi. In Sardegna, infine, rispetto ai valori medi mensili, manca all’appello oltre il 10% dell’acqua stoccata, segnalando un livello di “pericolo” per tutti gli invasi della parte centro-settentrionale della regione (fatta eccezione per il Liscia, in Gallura): ciò significa che il livello d’erogazione deve essere ridotto, secondo le priorità d’uso e contestualmente devono essere attivate le previste misure di mitigazione.
“Ovunque i Consorzi di bonifica ed irrigazione stanno attrezzandosi per gestire al meglio la prossima stagione irrigua, consci delle enormi difficoltà, che li attendono. Di fronte all’emergenza ed in attesa dell’operatività alle scelte del Governo, non possiamo che chiedere alle Autorità competenti il rispetto delle priorità di legge, che garantiscono per le risorse idriche, dopo l’uso umano, quello agricolo” ha concluso il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano.

LIGURIA: CONTRASTO ALLA SICCITA’: IMPORTANTE INCONTRO

A causa del perdurare della siccità e della conseguente crisi idrica sull’intero territorio regionale, Consorzio di bonifica Canale Lunense (con sede a Sarzana, in provincia di La Spezia) e Coldiretti Liguria si sono incontrati con gli Assessori Regionali Agricoltura (Alessandro Piana) ed Ambiente Tutela Territorio (Giacomo Raul Giampedrone).
Il colloquio è servito a mettere sul tavolo problemi e preoccupazioni legati all’emergenza idrica contingente, ma anche nuove proposte per aiutare i territori; tra queste figura la necessità di effettuare un’analisi delle esigenze e quindi la conseguente pianificazione degli interventi da eseguire a livello regionale, partendo dalle aree più a rischio desertificazione.
Oltre a ciò, risulta di fondamentale importanza la realizzazione di piccoli invasi multifunzionali ed aziendali per lo stoccaggio dell’acqua; in virtù di ciò si rende necessaria una semplificazione delle procedure. Seguono, poi, la realizzazione delle infrastrutture idriche necessarie per il trasporto dell’acqua dagli invasi ai territori, il miglioramento degli impianti già esistenti ed il riutilizzo dell’acqua proveniente dai depuratori; senza dimenticare il riordino dei piccoli consorzi irrigui o di miglioramento fondiario già presenti sul territorio, partendo dal presupposto di garantirne l’autonomia gestionale, al fine di realizzare un Consorzio di 2° grado, senza dimenticare la centralità del “Canale Lunense”, l’unico ente consortile in grado di portare il proprio know-how su tutto territorio regionale.
L’incontro è stato importante per tutto il territorio ligure, in molte aree del quale sono già stati assunti provvedimenti per il razionamento delle risorse idriche sia per uso domestico che agricolo ed in altre è facile arrivino a breve. Se la siccità continuerà ad imperversare, l’arrivo dell’estate peggiorerà esponenzialmente la situazione su gran parte dei territori dove, in molti casi,  la razionalizzazione delle risorse idriche diventerà l’opzione più frequente con i conseguenti disagi su tutti i fronti. Il supporto della Regione in questo scenario è fondamentale, ma deve essere concreto e tempestivo.

LAZIO: CONTRO LA SICCITA’ PRONTI AD ANTICIPARE L’IRRIGAZIONE

In considerazione del perdurare della situazione legata alla siccità, anche il Consorzio di bonifica Valle Liri (con sede a Cassino, in provincia di Frosinone) è pronto ad anticipare l’irrigazione dagli impianti di Cassino e Pontecorvo.
Necessaria al fine di una completa valutazione è la presentazione delle richieste d’irrigazione da parte dei consorziati. Per consuetudine, l’irrigazione dovrebbe partire il 1° Maggio, ma la struttura consorziale è pronta, una volta acquisite le domande, a far partire l’attività con anticipo.
Per quanto riguarda le modalità per la presentazione delle domande, gli interessati devono presentarle alle sedi dell’ente consortile a Cassino e Pontecorvo.

ANBI: MOLTO BENE L’EUFORIA PER IL RITORNO DEL TURISMO! ATTENZIONE PERO’, LA CRISI CLIMATICA LO PREGIUDICA

“E’ proprio nell’euforia per il ritorno del turismo su livelli pre-Covid che è necessario interrogarsi sulle prospettive di un settore fondamentale per l’economia del Paese, ma il cui futuro sarà fortemente condizionato dalla crisi climatica”: a richiamare l’attenzione sui recenti dati diffusi dall’IPCC (International Panel on Climate Change – Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico) è stato il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, che ha aggiunto: “E’ necessario guardare al futuro con una visione di Paese, evitando gli errori del passato dove, da decenni, non si investe adeguatamente nella gestione idraulica e, in particolare, nella prevenzione idrogeologica.”
La regione mediterranea si è riscaldata e continuerà a farlo maggiormente della media globale, particolarmente in estate, comportando un aumento dell’aridità dei territori per l’effetto combinato della diminuzione delle precipitazioni e dell’aumento dell’evapotraspirazione, così come si sta già registrando su  ampie zone dell’Italia settentrionale; allo stesso tempo in alcune aree le precipitazioni estreme aumenteranno. Nell’Europa meridionale il numero di giorni con insufficienti risorse idriche (disponibilità inferiore alla richiesta) e siccità aumenta in tutti gli scenari di riscaldamento globale: nella prospettiva di un aumento della temperatura globale di 1 grado e mezzo, la scarsità idrica riguarderà il 18% della popolazione, che salirà al 54%, se l’aumento raggiungerà 2 gradi; analogamente, l’aridità del suolo crescerà con l’aumentare del riscaldamento globale.
Secondo i dati JRC (Joint Research Centre - Centro Comune di Ricerca), la neve sulle Alpi italiane è stata, questo inverno, il 30% in meno rispetto al 2022, quando già il deficit sulla media era del 67%; ma mentre lo scorso anno la carenza di neve era maggiormente evidente nel NordOvest, quest’anno la scarsità di risorsa colpisce tutto l’arco alpino italiano.
A fine Febbraio, la quantità di neve caduta sulle Alpi era stimabile in 2,9 miliardi di metri cubi, a fronte di una media storica di 8,7 miliardi di metri cubi e dei 4 miliardi di metri cubi, presenti nello stesso periodo del siccitoso 2022. Inoltre, anche con la riduzione delle emissioni auspicata dagli scienziati, entro fine secolo si perderà comunque almeno il 70% dei ghiacciai alpini italiani con la prospettiva che, qualora non dovessimo riuscire a ridurre le emissioni, spariranno tutti.
Di fronte alla crisi climatica, è necessario non solo prendere adeguati provvedimenti, ma anche ripensare il modello di un turismo, che rischia di risentire pesantemente dell’aumento del caldo; altri rischi sono legati alla vulnerabilità delle coste, dove insediamenti e comunità sono minacciati dall’innalzamento del livello del mare (già registrato sulle coste del Mediterraneo ed in futuro aumenteranno i rischi di inondazioni, erosione e salinizzazione), nonché dalla precarietà degli ecosistemi terrestri e marini, minacciati anche da fattori antropici, quali sovrasfruttamento ed inquinamento.
“L’adattamento attuale – ha concluso il Presidente ANBI - deve prevedere infrastrutture multifunzionali che assicurino la disponibilità e la fornitura di risorse idriche per il potabile, l’irriguo, l’energetico, l’ambiente ed avere l’esempio della gestione della domanda d’acqua, con meccanismi di monitoraggio, risparmio ed efficienza, come da tempo sta accadendo per il settore agricolo.”

EMILIA ROMAGNA: PROSEGUONO INCONTRI MONTANI

Dopo quelli con i Sindaci del comprensorio montano della val d’Arda, il Consorzio di bonifica Piacenza (con sede nella città capoluogo) ha proseguito gli incontri con gli Amministratori delle valli Nure, Tidone e Trebbia per fare il punto sulle attività e per rinnovare l’impegno dell’ente nella difesa del suolo.
Nel Piano Nazionale Ripresa Resilienza non sono previsti interventi diretti sulla montagna; rimangono quindi centrali i fondi stanziati dalla Regione Emilia Romagna e da altri soggetti come ad esempio i G.A.L. (Gruppi di Azione Locale). Tra le preoccupazioni maggiori, quella della siccità rimane centrale e per questo è stato chiesto all’ente consortile di domandare alla Regione Emilia Romagna, se potrà collaborare per eventuali e straordinari servizi di approvvigionamento acquedottistico rurale per le infrastrutture idriche in deficit e non ricomprese tra quelle consortili, comunali e di Atersir.
È stato poi affrontato il tema della viabilità, riconosciuto come prioritario.  All’incontro hanno preso parte gli amministratori o in alcuni casi i tecnici dei Comuni di Agazzano, Alta Val Tidone, Bettola, Bobbio, Borgonovo Val Tidone, Corte Brugnatella, Cerignale, Gazzola, Coli, Corte Brugnatella, Gropparello, Farini, Ferriere, Piozzano, Ponte dell’Olio, Ottone, Travo, Vigolzone e Zerba.
Il Consorzio di bonifica Piacenza gestisce nel comprensorio montano/collinare (1.900 chilometri quadrati, di cui kmq. 1.400 in montagna e kmq. 500 in collina), 125 chilometri di viabilità di bonifica e 47 acquedotti rurali. Il territorio montano e collinare dell’Appennino piacentino è caratterizzato da una elevata intensità di fenomeni franosi; il ruolo dell’ente consorziale è volto principalmente a dare risposte ai fenomeni di dissesto idrogeologico, mediante attività di presidio ed intervento.

LOMBARDIA: COSPICUO FINANZIAMENTO GOVERNATIVO CONTRO LE PIENE DELLE TROBBIE

È stato approvato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri un importante finanziamento per interventi volti alla messa in sicurezza dal rischio idrogeologico, proposto da Regione Lombardia ed assegnato al Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano).
Grazie a queste risorse, l’ente consortile potrà realizzare l'ampliamento della vasca di laminazione sul torrente Trobbia ad Inzago ed un nuovo manufatto dello stesso tipo sul rio Vallone, a Masate. I 12 milioni oggetto del finanziamento si vanno ad aggiungere alle risorse già conferite all’ente consorziale per la progettazione delle suddette opere.

TOSCANA: RESTYLING PER IL TORRENTE ATTRAVERSATO DA ANNIBALE

In un paesaggio ancora innevato, il Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) ha concluso un intervento indispensabile per contenere il rischio idraulico a valle.
L’incanto dell’ambiente si intreccia con le suggestioni storiche lungo questo torrente, che scende ripido dal massiccio dal Pratomagno: è il Borro di Ginesse, uno dei tanti piccoli e impetuosi corsi d’acqua, che disegnano immagini da cartolina nelle aree montane del comprensorio; lambisce l’abitato di Faltona e, andando verso il centro del paese, è attraversato da un ponte o meglio da quello, che resta di un antico ponte, sul quale la tradizione vorrebbe fosse passato Annibale diretto a Roma.
Tra verità e leggenda, l’attraversamento realizzato presumibilmente tra i XIII e il XIV secolo è parzialmente crollato forse all’inizio del Novecento. Molti sono i dubbi sulle sue origini e sul suo passato, ma una cosa è certa: l’attenzione richiesta nell’operare in un contesto tanto delicato sotto il profilo ambientale e da preservare per le testimonianze storiche, che racchiude.
È con questa attenzione che l’ente consortile ha portato a termine l’intervento. La manutenzione ordinaria ha interessato diversi tratti per uno sviluppo di circa due chilometri e mezzo. Il risultato è una naturalità perfettamente conservata, mentre sono stati rimossi solo alberi caduti, instabili e malati, per migliorare, insieme all’ambiente, la sicurezza idraulica dell’area a valle.

EMILIA ROMAGNA: DONATA PLANIMETRIA ULTRASECOLARE

Nell’anno, che ha celebrato il Centenario della moderna Bonifica, giunge, proprio sul finale, una bella notizia, quale affettuoso esempio di partecipazione attiva della popolazione al governo delle acque e di conoscenza storica dei progetti e delle opere eseguite in passato: il Consorzio di bonifica Emilia Centrale (con sede a Reggio Emilia) è ufficialmente beneficiario della donazione di una planimetria antica ben 135 anni, grazie al collezionista, Massimiliano Vecchi.
La planimetria, datata 1888 e in scala 1:2000, riporta i lavori di sistemazione del torrente Crostolo nel tratto tra l'immissione del Cavo Cava a Cadelbosco di Sopra e Gualtieri, in località Valletta: un progetto dell'allora Genio Civile e che oggi viene restituito alla memoria collettiva, grazie alla donazione spontanea di un funzionario di banca in pensione, particolarmente attivo nel tessuto sociale reggiano dove, per oltre un decennio, ha messo a disposizione la propria professionalità, rappresentando l’istituto di credito, che gestiva la tesoreria dell’ente consortile: profondo conoscitore del territorio, Vecchi è inoltre un appassionato collezionista di quelle opere d’arte, che di esso ne sono espressione.
La planimetria è stata donata corredata del frontespizio originale, cioè la copertina del progetto, che ne riporta la descrizione. Per espresso desiderio del donatore, lo storico documento sarà conservato tra le mura del Palazzo delle Bonifiche di Reggio Emilia, all’interno degli uffici della Direzione Generale.

LOMBARDIA: SEDE CONSORTILE ALLE GIORNATE FAI

Lo straordinario patrimonio storico cultura, legato alla Bonifica, è stato tra i protagonisti delle recenti Giornate di Primavera, promosse dal Fondo Ambiente Italiano. Nel centro storico di Cremona, grazie alla collaborazione con il locale Consorzio di bonifica Dugali Naviglio Adda Serio (Dunas), è stato possibile visitare alcuni ambienti delle antiche scuole gesuitiche nel palazzo, che da tempo è sede consortile.
I moltissimi visitatori hanno così potuto ammirare il complesso "dei Gesuiti", che occupa un intero isolato nel pieno centro della città. Giunti a Cremona nel 1599, grazie al lascito della nobildonna Margherita Della Torre Ferrari, i Gesuiti iniziarono nel 1601 la costruzione del grande tempio dedicato ai Santi Marcellino e Pietro, co-patroni della città. Negli anni seguenti furono poi edificati la scuola (diventata quindi sede dell’Amministrazione degli Argini e Dugali, da cui il legame con l’odierno Dunas) ed il convento, che ospita il liceo classico Daniele Manin.

TOSCANA: TERRITORIO SEMPRE PIU’ VERDE

Si è conclusa la messa a dimora di 545 piante richieste dall’Amministrazione Comunale di Buti al Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca) per il progetto “Un albero in più, più ossigeno per tutti”.
La proposta dell’ente consortile è rivolta a contrastare i cambiamenti climatici attraverso la riduzione dei gas climalteranti e Buti si è inserita nella programmazione annuale delle plantumazioni, che vengono realizzate durante l’autunno e alla fine dell’inverno per garantire la massima riuscita di attecchimento degli alberi. Le piante selezionate in collaborazione con gli uffici tecnici comunali sono specie resistenti, che ben si inseriscono nel paesaggio urbano.
La piazza nel cuore dell’abitato è stata abbellita con 185 piante aromatiche e floreali e nelle fioriere ora spicca una ventina di profumati rosmarini. La zona del centro sanitario ha accolto ben 160 piante tra siepi campestri di specie miste e soprattutto grandi alberi (aceri, catalpe, gelsi e susini selvatici) nel grande prato, che presto diventerà un parco urbano, allestito con camminamenti e giochi per bambini.
Bambini protagonisti anche a Cascine, dove l’ente consorziale ha piantato 3 grosse piante nel giardino della scuola primaria: il giorno della plantumazione, i bimbi hanno gettato a turno una manciata di terra ai nuovi alberi in segno di benvenuto. Per finire, un altro gruppo di 179 piante sono andate ad arricchire altre aiuole verdi.

VENETO: UNIVERSITARI STUDIANO IL CUNEO SALINO

I Consorzi di bonifica Delta del Po (con sede a Taglio di Po, in provincia di Rovigo) e Adige Euganeo (con sede ad Este, nel padovano) hanno ospitato, nei rispettivi territori, la visita-studio di oltre sessanta studenti di ingegneria civile e ingegneria idraulica dell’Università di Padova, nell’ambito del programma Interreg Italia-Croazia Secure promosso dall’Ateneo patavino (ICEA – Dipartimento di Ingegneria Civile), Regione Veneto e CNR (Consiglio Nazionale Ricerche)-IGG (Istituto Geoscienze Georisorse).
Il progetto Secure raccoglie le conoscenze di altri 3 progetti Interreg: “Most”, con una sperimentazione per il contrasto dell’intrusione salina negli acquiferi costieri, “Change we care” e “Asteris” anch’essi incentrati sul problema della salinizzazione delle campagne nelle aree costiere. In questo senso il delta polesano e l’area di Chioggia sono territori emblematici.
Nel comprensorio Delta Po, gli studenti hanno partecipato ad una lezione sul tema del contrasto al cuneo salino, tenutasi nell’ex idrovora di Ca’ Vendramin, oggi Museo Regionale Bonifica. Successivamente hanno visitato l’idrovora Ca’ Dolfin, che versa le acque di scolo dell’Isola di Ariano nel Po di Tolle, una barriera antisale ed un ponte sul canale Ca’ Mello, ormai dismesso a causa della subsidenza. Nel pomeriggio i ragazzi si sono spostati a Chioggia per visitare l’idrovora consorziale Ca’ Bianca, a pochi chilometri dalla confluenza dei fiumi Bacchiglione e Brenta, dove si svolge la sperimentazione per il contrasto alla salinizzazione dell’acquifero tramite “iniezione” d’acqua dolce (da un canale di bonifica) in falda attraverso paleoalvei. La visita si è svolta in collaborazione con ANBI Veneto.

LAZIO: RICONOSCIMENTI CHE FANNO BEN SPERARE

“Simulazioni idrologiche in continuo per la stima del rischio idraulico. Il caso del fiume Chiani”: è questo il titolo di un articolo a firma di Arianna Manoni, pubblicato sul primo numero 2023 della rivista bimestrale “L’acqua” dell’Associazione Idrotecnica Italiana; l’autrice, giovane ingegnera idraulica, da più di un anno fa parte del rinnovato staff tecnico del settore  progettazione ed esecuzione opere pubbliche del Consorzio di bonifica Litorale Nord (con sede a Roma).
“Le attestazioni di stima professionali ed umane ricevute”, si legge in una nota dell’ente consortile, “fanno ben sperare nel quadro complessivo delle attività da concretizzare in house per concorrere a dare risposte ai bandi ministeriali e regionali”.

VENERDI’ TORNA ANBI  WEB INNOVATION HUB

Si terrà venerdì 21 Aprile p.v., in occasione della Giornata Mondiale della Creatività e dell’Innovazione, la terza edizione del Web Innovation Hub organizzato da ANBI, in collaborazione con Urban Hub e Consorzio di bonifica di Piacenza. Dalle ore 10.00 sulla pagina Facebook di ANBI saranno presentate selezionate idee innovative, proposte da start-up, spin-off universitari, progetti di ricerca da tutta Italia in materie, quali salvaguardia idrogeologica, gestione idrica, tutela ambientale, energie rinnovabili.
Chi fosse interessato a poter interloquire con i relatori, sarà abilitato ad accedere alla piattaforma Zoom, previa richiesta di accredito allo scrivente Ufficio Comunicazione, che provvederà ad inviare il necessario link, al fine di evitare disdicevoli intromissioni.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
Sito internet: anbi.it - eMail: anbimail@tin.it

Disiscriviti ? Aggiorna preferenze