Anno XXIV, n. 46 venerdì, 16 dicembre 2022

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

NONOSTANTE LE PIOGGE L’ITALIA RESTA IDRICAMENTE ROVESCIATA: ACQUA ABBONDANTE AL SUD MENTRE CONTINUA LA SOFFERENZA DEL PO ANCHE SE RICOMPARE LA NEVE AL NORD

Piove, piove, mamma come piove…al Sud, così così al Centro, in maniera insufficiente a risolvere la crisi al Nord: è questa la fotografia del settimanale report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche. Nelle regioni meridionali, il surplus pluviometrico di Novembre è del 50% rispetto alla media storica!
“La considerazione è duplice – ha detto Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – Di fronte ad eccezionali dati pluviometrici, se negli anni scorsi una visione del sistema Paese non avesse dotato il Sud di numerosi invasi, oggi ne subiremmo solo i danni. Oggi è necessario applicare quella intuizione alle numerose criticità, che si stanno registrando nel Paese, utilizzando al meglio il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.”
In Puglia, la prima decade di Dicembre ha visto una sovrabbondanza di pioggia anche di 80 millimetri (ad Otranto, per esempio) rispetto al consueto e, al contempo, uno scarto positivo delle temperature massime fino a 5 gradi; a beneficiarne sono anche i bacini regionali, che in una settimana segnano oltre 4 milioni di metri cubi d’acqua in più.
Nella stessa regione, anche Novembre aveva regalato piogge abbondanti con concentrazioni maggiori nel Salento meridionale (circa centocinquanta millimetri di media). In Basilicata, a Novembre, si sono registrati oltre trecento millimetri di pioggia a Pescopagano e mm. 250 a Monticchio, nel potentino; ne deriva una buona condizione delle disponibilità idriche, poichè gli invasi, in una dozzina di giorni, hanno incrementato di 22 milioni di metri cubi, il volume d’acqua trattenuto. In Calabria piove abbondantemente da circa un mese, così come in Sicilia. In Campania, le piogge copiose hanno rivitalizzato i fiumi e riempito gli invasi.
In Campania, i livelli idrometrici dei fiumi offrono informazioni pressoché uniformi: Garigliano, Volturno e Sele sono in aumento così come i bacini del Cilento sul fiume Alento; nello specifico, l’invaso di Piano della Rocca, con 19 milioni di metri cubi, si presenta in aumento, con un riempimento al 77% della capacità ed un volume invasato, maggiore del 3,92% rispetto ad un anno fa.
Anche in Centro Italia, le piogge di Novembre (tra il 20% e il 30% in più rispetto alla media) e Dicembre stanno parzialmente riequilibrando la situazione idrologica: a Roma, nel mese in corso sono finora caduti oltre cento millimetri di pioggia; in provincia di Frosinone, a Novembre le precipitazioni sono state superiori ai duecento millimetri (il record: mm. 395 a S. Giorgio al Liri). In Toscana, le precipitazioni più copiose si stanno concentrando sulle aree a Nord e sull’Appennino (in cinque giorni, sull’Abetone sono caduti 150 millimetri di pioggia). Si aggirano sui venti millimetri le piogge cadute in 3 giorni sulle Marche, con concentrazioni maggiori nel Nord della regione ed inferiori lungo il bacino del fiume Tronto; si registrano visibili incrementi nei livelli idrometrici dei fiumi (principalmente Esino, Sentino e Potenza), mentre in un paio di settimane, la disponibilità d’acqua negli invasi della regione è salita di oltre due milioni di metri cubi.
In Umbria, Dicembre ha portato fino ad oggi circa novanta millimetri di pioggia, comportando un rialzo di circa due metri e mezzo nei livelli del Tevere nell’alto corso. Nel Lazio, il livello del lago di Bracciano cresce di ben 16 centimetri; dopo settimane di sofferenza, è buona la condizione dei fiumi di Roma (Tevere ed Aniene), mentre il Sacco torna sotto lo zero idrometrico. In Sardegna, dove lo stato di riempimento dei bacini registrava un deficit rispetto alla media del recente quadriennio, abbondanti piogge si sono abbattute sulla parte Nord Occidentale dell’Isola con un picco di mm. 50, in 24 ore, a Stintino mentre, su base settimanale, i valori maggiori si sono registrati nella fascia centro-occidentale.
Al Nord Italia, invece, la situazione idrologica rimane sostanzialmente invariata, nonostante alcune piogge ed una diffusa percezione di umidità: in Novembre, a differenza delle regioni centro-meridionali, si è registrato un ulteriore deficit pluviometrico (stimabile fra il 40% ed il 50%), tale da determinare una situazione di grave deficit per i grandi laghi ed il fiume Po. Per quanto riguarda i maggiori invasi, a stare peggio è il lago Maggiore con una percentuale di riempimento appena superiore al 25%, mentre gli altri bacini si aggirano comunque attorno al 30%. In Piemonte, le portate dei fiumi Orco, Pesio e Sesia segnano un lievissimo incremento, mentre Stura di Lanzo e Stura di Demonte decrescono; repentino è il calo del Tanaro, sceso in una settimana da 46,2 metri cubi al secondo a mc/sec 26,8. Il Po registra un deficit idrico che, rispetto alla media mensile, tocca 76,33% a Torino; va un po’ meglio verso il delta dove, a Pontelagoscuro, lo scarto negativo si aggira attorno al 25%. Scende vistosamente il livello della Dora Baltea in Valle d’Aosta, dove piove e nevica maggiormente nella parte occidentale.
La maggiore altezza dello strato nevoso al suolo si registra a Morgex Lavancher con cm. 121 mentre, nel resto della regione, la media è di cm. 40 ca. . Cala anche il fiume Adda in Lombardia, dove in questi giorni sono cadute solo poche gocce di pioggia (la punta è stata Mantova con 8 millimetri!); confortante, invece, è il primo strato nevoso sulle aree montane: a Ponte in Valtellina è già di circa un metro. In Veneto migliora la situazione del fiume Piave e, seppur di poco, dell’Adige; tornano a calare, invece, i livelli di Bacchiglione e Livenza ancora ai minimi del recente quinquennio. In Emilia Romagna, i fiumi Savio ed Enza superano i livelli medi mensili, mentre Secchia e Taro vedono ridimensionarsi le portate dopo gli exploit della scorsa settimana. In Liguria, le precipitazioni più consistenti si sono avute nello Spezzino (circa cinquanta millimetri lungo la costa, sui monti intorno ai sessanta millimetri, mentre piogge meno copiose hanno bagnato il resto della regione.
“Di fronte al confermarsi di una condizione idrica fortemente differenziata fra Nord e Sud del Paese, emerge la necessità di infrastrutture, capaci di calmierare una contingenza dai profondi riflessi sociali ed economici – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Al Governo chiediamo una visione, che torni ad avere il territorio al centro; il Piano Laghetti, il Piano Invasi, il Piano di Efficientamento della Rete Idraulica sono strumenti, perlopiù cantierabili, che mettiamo a disposizione del Paese.”

ANBI: IL CONTRASTO ALLA CRISI CLIMATICA NASCE DALLA RESILIENZA DEI TERRITORI. ARNO PIU’ SICURO E PARTECIPATO PRESENTATO IL PRIMO CONTRATTO FIUME

È stato presentato a Firenze e sottoscritto a Pratovecchio Stia, il Contratto di Fiume “Casentino H2O”, promosso dal Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (soggetto attuatore) e formalizzato nell’ambito del Patto per l’Arno, il “contratto dei contratti” che, prima in Italia, l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Settentrionale promuove e coordina sull'intera asta fluviale. Già da più di un anno, il progetto vede lavorare in stretta sinergia Regione, ANBI ed ANCI Toscana, oltre quarantacinque Amministrazioni Comunali, i Consorzi di bonifica Alto, Medio e Basso Valdarno, oltre naturalmente all’Autorità di bacino distrettuale.
“I Contratti di Fiume rappresentano un efficace strumento di presidio del territorio e rivestono un ruolo importante in tema di sicurezza idrogeologica e tutela ambientale, collegate a finalità di promozione e fruibilità dei corsi d’acqua: sinergie e progetti integrati, che vedono collaborare enti, istituzioni, associazioni e popolazione in un'ottica di sussidiarietà – ha affermato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - Per questo, fin dall’inizio, ne abbiamo sostenuto la nascita e lo sviluppo.”
"Nasce ora il Contratto di Fiume per il primo tratto dell'Arno – ha aggiunto il Presidente Regione Toscana, Eugenio Giani - Coinvolge i 10 Comuni del Casentino, che vivono uno storico legame con il corso d’acqua. H2O Casentino è un modello, che vorremmo replicare in tutta la Toscana, perché funzionale a gestire adeguatamente i finanziamenti per le opere necessarie ad una corretta regimazione delle acque."
Si tratta di un aspetto importante, perché in Toscana il 12,49% del territorio, pari a 2.872 chilometri quadrati (kmq), è in classe P3, che indica le aree potenzialmente instabili per fattori fisici o propensione al dissesto; il 3,75% della regione è addirittura in classe P4, cioè registra dissesti attivi, per un totale di kmq. 863. Nel solo bacino dell’Arno, il 5,9% delle aree (kmq. 536,5) è a pericolosità elevata così come il 10% (kmq. 162,3) del bacino del Serchio ed il 3,8% (kmq. 64,4) dei territori attraversati dal Magra.
“I recenti eventi meteo hanno evidenziato ancor più la fragilità del territorio – ha spiegato Gaia Checcucci, Segretario Generale AdB Appennino Settentrionale - Valorizzando lo strumento del Contratto di Fiume, il Commissario di Governo, d'intesa con l'Autorità di bacino distrettuale e in collaborazione con le amministrazioni comunali territorialmente interessate, potrà più facilmente attuare interventi di manutenzione idraulica sostenibile e periodica dei bacini e sottobacini idrografici. Nella veste di promotori del Patto per l'Arno sull'intera asta, spetterà a noi valorizzare le best practice per esportarle negli altri tratti fluviali.”
“Fruizione di alvei e sponde, sicurezza idrogeologica e qualità idrica, tutela dell’ambiente fluviale, sviluppo sociale ed economico del territorio, partendo dalla risorsa acqua: sono i 4 assi, su cui si sono concentrati gli oltre 30 stakeholder di Casentino H2O – ha indicato Serena Stefani, Presidente Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno - Di questi, 14 hanno proposto 28 azioni, che richiedono un investimento di 6.700.000 euro, un milione dei quali già disponibile o con linee di finanziamento individuate.”
Per quanto riguarda l'Alto Casentino, che rappresenta il perimetro del Contratto di Fiume “H2O Casentino”, il quadro attuale vede il 31,4 % del territorio interessato da 3108 aree a pericolosità geomorfologica, dovuta a dissesti di varia natura; il 5,3% del comprensorio (851 aree per kmq. 47,5) è interessato da pericolosità molto elevata per la presenza di dissesti attivi, mentre il 25,6 % (2185 aree per kmq. 226) ricade nella classe di pericolosità elevata, dovuta a dissesti potenzialmente instabili. Sul fronte della pericolosità da alluvione, nell’Alto Casentino ricadono numerose zone già interessate da “flash flood” (le “bombe d’acqua”).
“La scelta dei locali Consorzi di bonifica è di avere nel Patto per l’Arno una cornice di riferimento strategica; per questo saranno organizzati tre percorsi diversificati: sul tratto iniziale è nato Casentino H2O; seguiranno Abbraccio d’Arno e Acque d’Arno. A nostro avviso – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - il Contratto di fiume è uno strumento essenziale per mettere a punto una strategia di sviluppo delle politiche territoriali, a cominciare dalla difesa idrogeologica, con il coinvolgimento diretto delle comunità locali.”

ANBI: IL VENETO È UN CANTIERE DI INTERVENTI DIFFUSI. COSI’ GLI EVENTI METEO ESTREMI FANNO MENO PAURA

“Premesso che il rischio zero non esiste, il Veneto è una best practice nella prevenzione idrogeologica del Paese, grazie ad un articolato programma di interventi in essere e progettati, frutto di un positivo rapporto con la Regione e le realtà territoriali”: lo ha evidenziato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, salutando l’avvio dei lavori per la realizzazione di un bacino di laminazione sul torrente Riazzolo, in comune di Fonte, nel trevigiano; proteggerà dagli allagamenti sia la comunità locale che la superstrada Pedemontana Veneta.
“La salvaguardia dalle alluvioni passa non solo attraverso importanti interventi infrastrutturali, ma anche attraverso opere diffuse ed una loro costante manutenzione” ha aggiunto il Presidente ANBI.
Il progetto trevigiano prevede anche un secondo bacino sull’affluente Nogarazze ed i cui lavori si prevede possano iniziare entro poche settimane. L’ammontare complessivo per la realizzazione dei due bacini è di 1.750.000 euro.
Il Consorzio di bonifica Piave ha inaugurato, nello scorso mese di giugno, anche la sistemazione idraulica del bacino del torrente Codolo, tra i comuni di San Fior e Codognè, costata 2.800.000 euro.
Sempre a Giugno, il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta ha ultimato la messa in sicurezza del torrente Igna, a beneficio di quattro comuni del Vicentino: Villaverla, Sarcedo, Montecchio Precalcino e Caldogno. Il valore complessivo dei lavori è di 1.400.000 euro. Per la Regione del Veneto, lo stesso ente consortile aveva completato nel 2021 il sistema di bacini anti allagamento di Trissino-Arzignano sul torrente Agno, per la sicurezza idraulica della parte occidentale della provincia di Vicenza e della Bassa Padovana. Il sistema si articola in due grandi bacini di laminazione contermini: il principale, in territorio di Trissino, è in grado di trattenere circa due milioni e mezzo di metri cubi d’acqua; il secondo, nella vicina località di Tezze di Arzignano, è in grado di trattenerne un altro milione per un totale di 3,5 milioni di metri cubi. I bacini non necessitano di impianti di sollevamento, dato che funzionano “a sfioro”: quando il torrente Agno supera il livello di guardia, l’acqua si sversa per gravità nel bacino.
Anche il Consorzio di bonifica Bacchiglione è fortemente impegnato nella salvaguardia idrogeologica. Tra i molti interventi si segnala il progetto dell’area umida di Dolo, in provincia di Venezia, finanziato al 100% con fondi del Piano di Sviluppo Rurale Nazionale (P.S.R.N.). L’intervento, completato ed attualmente in fase di collaudo, prevede la realizzazione di 2 vasche per un’estensione di ha. 3,66 tra i comuni di Dolo e Camponogara, con una capacità d’invaso di circa quarantamila metri cubi d’acqua con funzione anche di fitodepurazione. Il costo è di € 3.786.999,95.
È inoltre già stato progettato l’ampliamento dell’area umida con la realizzazione di altri due bacini su un’estensione di circa dieci ettari con una capacità d’invaso pari ad ulteriori 100.000 metri cubi d’acqua. Il progetto non ha ancora ottenuto i necessari finanziamenti ed il costo previsto è di 3.800.000 euro. Per quanto riguarda il nodo idraulico della rinomata località padovana di Montegrotto Terme, l’intervento per la mitigazione del rischio idraulico è costato € 2.500.000,00, mentre è invece al 50% l’intervento di escavo dell’alveo e di ristrutturazione delle arginature dello scolo Fiumicello a Piove di Sacco; l’opera è stata finanziata con € 3.500.000,00. Con un finanziamento di 1 milione di euro si è provveduto all’inedita ispezione ed alla valutazione dello stato di salute delle botti a sifone Conche di Codevigo e Corte di Piove di Sacco, intervenendo dove necessario per mettere in sicurezza il manufatto idraulico a servizio di un’area di circa sedicimilacinquecento ettari. Infine, è da segnalare il progetto per il nuovo collettore Carpanedo-Sabbioni, che prevede lo scavo ex novo di uno scolo di 5 chilometri a servizio di un’area di circa tremila ettari tra i comuni di Maserà di Padova ed Albignasego.
I lavori del primo stralcio, finanziato dalla Regione Veneto con 1.700.000 euro, partiranno a Gennaio. E’ invece ancora in attesa di finanziamento la realizzazione di invasi multi-obbiettivo nel bacino Colli Euganei; il progetto prevede di realizzare 4 bacini di laminazione con una complessiva capacità di invaso, pari a 800.000 metri cubi. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica ha ottenuto il parere favorevole degli 11 Comuni interessati, integrando la funzione di riduzione delle piene e di accumulo d’acqua ad obbiettivi ecologico–naturalistici e turistico– ricreativi. Il costo previsto è di 30 milioni di euro.
“Il contrasto ai cambiamenti climatici –ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - non può prescindere dall’incremento di resilienza del territorio. L’articolato programma di interventi diffusi fa del Veneto, un virtuoso esempio di collaborazione pubblico-privati nel nome dell’autogoverno e della sussidiarietà.”

FRIULI VENEZIA GIULIA: DOPO 10 ANNI, AUMENTANO I CONTRIBUTI CONSORTILI A CAUSA DEL CARO ENERGIA

Dopo un decennio di canoni invariati, dal 2023 gli utenti del Consorzio di bonifica Pianura Friulana (con sede a Udine) subiranno aumenti in bolletta del 39% per far fronte agli oneri energetici, che l’ente deve sopportare per assicurare il servizio irriguo e idraulico al territorio ed alle aziende: è quanto emerge dal bilancio di previsione dell’esercizio 2023, approvato assieme al programma annuale e triennale dei lavori.
Il 2022 ha registrato un aumento di circa sei milioni e ottocentomila euro negli oneri energetici (il 130% della previsione iniziale), saliti quindi a 11,5 milioni di euro. La perdita tendenziale di € 6.200.000,00, inferiore alla spesa per i maggiori consumi energetici, sarà ricoperta senza procedere ad alcun aumento della contribuenza per l’anno in corso, ma attraverso gli utili di bilancio dei passati esercizi e da quanto arriverà all’ente consorziale dai 7 milioni di euro previsti per tutto il sistema consortile regionale (3 Consorzi di bonifica) nella Finanziaria Regionale per i maggiori oneri energetici 2022.
Dopo 10 anni di canoni consortili invariati il “Pianura Friulana” si trova ora costretto a procedere ad un aumento del 39%, che appare, purtroppo, la misura minima per venire incontro alle esigenze ed alle difficoltà dei consorziati, ma allo stesso tempo per assicurare la copertura degli oneri energetici e la garanzia di un livello di servizi pari a quello attuale, tra cui la manutenzione straordinaria degli impianti irrigui messi a dura prova dalla stagione appena conclusa.
Nel bilancio triennale c’è altresì la previsione di una diminuzione dei canoni per gli esercizi successivi al 2023, qualora si verifichi una riduzione degli oneri energetici. Se negli anni fino al 2021 i canoni consortili coprivano circa il 50% delle spese per i relativi servizi, nel 2022 essi hanno coperto il 35% degli stessi servizi, con una previsione di copertura del 42% nel 2023. Quanto non corrisposto dai consorziati viene introitato dalla produzione di energia idroelettrica attraverso le centrali di proprietà dell’ente consortile e dai ricavi derivanti (previsti oltre tre milioni di euro nel 2023) sia dalla realizzazione di opere di bonifica, finanziate da Regione Friuli Venezia Giulia e dallo Stato, sia per i nuovi compiti affidati dalla Regione in materia di dragaggi, bonifiche ambientali ed attività nella laguna di Marano e Grado.
Inoltre, ci sono i progetti finanziati recentemente dal M.A.S.A.F. (Ministero Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste) predisposti pressoché interamente dalla struttura consortile: : 56 milioni di euro con fondi P.N.R.R. (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) e ministeriali; per circa la metà dei lavori si prevede l’inizio dei lavori già nel 2023. Con questo bilancio si vogliono assicurare sicurezza idraulica, lavoro, reddito alle aziende agricole ed alle imprese del territorio. Piena convergenza di vedute tra l’ente consortile e le Organizzazioni Professionali Agricole si è registrata nei numerosi incontri tenuti nel corso dell’anno, sia per fronteggiare la siccità che per l’esame e la predisposizione dei bilanci 2022 e 2023.

SARDEGNA: CARO ENERGIA E SCARSE PIOGGE NEL FUTURO DELL’IRRIGAZIONE ISOLANA

Sistemi irrigui di qualità per un cibo genuino: il secondo incontro promosso da ANBI Sardegna ha mantenuto puntati i riflettori sulle criticità, che ancora oggi attanagliano il mondo delle campagne. Questa volta l’appuntamento era ad Alghero, nel cuore della Nurra.
I lavori sono iniziati con la proiezione di un filmato introduttivo per dimostrare come l’acqua sia in grado di trasformare il territorio.
“L’anno prossimo forse non si irrigherà”, ha avvertito ANBI Sardegna, “Aspettiamo la pioggia, perché il livello delle dighe è scarso e non possiamo programmare la prossima stagione irrigua”. Aumentando la capacità degli invasi e completando gli interventi nelle dighe già esistenti, si potrebbe aumentare la superficie servita e, allo stesso tempo, produrre energia elettrica per essere autosufficienti. Un discorso a parte merita il riutilizzo dei reflui in agricoltura.
“Le acque reflue, essendo risorse certe, se usate con attenzione” è stato spiegato, “potrebbero dare un contributo importante per una maggiore disponibilità dei volumi idrici.” 22 milioni di euro sono stati stanziati da Regione Sardegna nella Finanziaria per ristorare i Consorzi di bonifica, che anticipano i costi dell’energia elettrica. Il caro-bolletta a carico dei Consorzi di bonifica sta assumendo dimensioni insostenibili ed a questo si aggiungono le difficoltà di far quadrare i bilanci, dovendo anticipare grand somme, che poi non vengono restituite in tempi celeri.
Gli oneri per le bollette potrebbero essere abbattuti, consentendo agli enti consorziali di autoprodurre l’energia necessaria per tutti i compiti d’istituto, sfruttando al massimo le opportunità, che l’innovazione tecnologica oggi permette con impianti idroelettrici negli invasi ed utilizzo delle energie rinnovabili. C’è infine da rivedere il quadro normativo, con il quale sono state sottratte competenze agli enti consortili, provocando solo problemi.

LOMBARDIA: IL VALORE DI UNA CONVENZIONE

È oggi sempre più frequente assistere a scene di eventi meteorologici eccezionali, legati alle piogge torrenziali e all’irregolare disponibilità idrica, spesso con conseguenze catastrofiche sul territorio come esondazioni ed allagamenti; questi episodi, come noto, sono legati al cambiamento climatico, che sta investendo il Pianeta ed al fenomeno della tropicalizzazione, cui assistiamo anche alle nostre latitudini.
Quando si considera, in particolare, il territorio che si estende intorno a Milano, vi è però anche un altro fattore, che concorre al verificarsi di questi eventi: la forte urbanizzazione, che da sempre caratterizza la pianura lombarda, imbrigliando i corsi d’acqua e facendo scomparire quelle zone vegetative, che fungevano da loro sfogo naturale, le cosiddette golene.
Per analizzare queste problematiche ed illustrare le soluzioni messe in atto per affrontarle e soprattutto prevenirle, il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede nel capoluogo regionale lombardo) ha promosso il convegno “Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi a fianco di Regione Lombardia per la Difesa del Suolo”, nel corso del quale sono stati presentati il piano di interventi e le azioni concrete per la tutela del suolo, realizzati in attuazione di una convenzione specifica, sottoscritta con Regione Lombardia. Si tratta di un lavoro imponente e diversificato, che comprende interventi che spaziano dalla regimazione idraulica alla manutenzione delle vasche di laminazione, dalla sorveglianza dei corsi d’acqua alla gestione delle derivazioni irrigue, dalla manutenzione della vegetazione allo svolgimento di istruttorie tecniche, dai servizi di polizia idraulica al pronto intervento.
Un aspetto particolarmente delicato rimane purtroppo quello legato al finanziamento delle opere, che impongono investimenti ingenti ed in costante crescita, cui Regione Lombardia può far fronte solo in parte. In questa giornata, oltre ai contributi offerti da diversi relatori, la mostra fotografica, allestita in alcune sale di Villa Arconati a Bollate, ha illustrato la tipologia degli interventi attraverso scatti fotografici, realizzati nei diversi contesti territoriali, durante le emergenze idrauliche, nello studio dei progetti, nelle fasi di effettuazione dei lavori, nel completamento delle opere. La collaborazione sancita dalla convenzione si è configurata come un importante strumento di cura del territorio e di prevenzione del dissesto idrogeologico in una vasta area ricompresa tra milanese e monzese.
Disponibile a corredo della mostra c’era anche una brochure pieghevole con mappa degli interventi, dati statistici ed immagini, che verrà presto distribuita anche presso le sedi dei Comuni e delle Istituzioni del territorio.
 

LAZIO: CHIAREZZA IN MERITO ALL’AGGIORNAMENTO CATASTALE

Il Consorzio di bonifica Litorale Nord (con sede a Roma) ha completato l’aggiornamento della propria banca dati catastale, che è lo strumento necessario per l’emissione del ruolo per il contributo consortile. Si è trattato di un lavoro imponente, che ha interessato oltre milleseicento fogli catastali, contenenti più di un milione di particelle tra terreni e fabbricati.
Nei casi segnalati nelle zone di Fiumicino, Cerveteri e Civita Castellana si stanno verificando le eventuali variazioni da apportare, essenzialmente dovute alla trasposizione delle zone urbanizzate: spesso, infatti, l’assetto territoriale, caratterizzato da parziale urbanizzazione rispetto alla totalità del foglio catastale, determina un insieme soggetto a contribuenza ed uno escluso.
Tale parzializzazione è spesso oggetto di richiesta di verifiche da parte dei contribuenti. Anche per questo sono stati istituiti una mail dedicata ed un apposito “numero verde”, dove rispondono oltre una decina di operatori. La media di contatti giornaliera è di oltre 340 chiamate: per il 90% di queste sono fornite risposte utili e definitive, aprendo invece ticket nella restante percentuale per dare comunque le risposte attese.
L’ente consortile è a disposizione dei Comuni e dei consorziati per concretizzare quanto utile alla corretta definizione dell’aggiornamento catastale, che da quest’anno  verrà effettuato annualmente. 

TOSCANA: BIMBI ADOTTANO PIANTINE ROSMARINO PER PROTEGGERE IL PIANETA

Tutti i bimbi della terza classe dell'elementare di Vado (Camaiore) hanno adottato una piantina di rosmarino, donata dal Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca); è la novità del progetto didattico di quest'anno: coinvolgere i ragazzi fin da piccoli nelle attività , che l’ente consortile mette in atto per combattere la crisi climatica.
La piantina, che ognuno ha adottato e di cui si prenderà cura, consente di avviare un percorso di conoscenza e sensibilizzazione sull’importanza degli ambienti naturali e l’influenza delle specie vegetali sulla nostra vita con le loro capacità di contrastare i cambiamenti climatici.
La classe aveva già partecipato lo scorso anno al progetto didattico consortile, andando a conoscere da vicino il torrente Lucese, che scorre proprio sotto la loro scuola.

LOMBARDIA: 100 ANNI DI BONIFICA BRESCIANA IN UN VOLUME

Nel 1922 si avviavano i lavori della Bonifica “Biscia, Chiodo e Prandona” destinata a cambiare il volto di un pezzo di pianura bresciana tra Azzano Mella, Lograto, Maclodio, Mairano e Torbole Casaglia.
Con un libro il Consorzio di bonifica Oglio Mella (con sede a Travagliato, in provincia di Brescia) ha voluto recuperare la storia, le vicende ed i protagonisti di quest’opera, che si inserisce nell’epopea della Bonifica moderna italiana, di cui quest’anno si celebra il centenario del congresso a San Donà del Piave.
Quella raccontata nel volume “Per vincere lo sterminato disordine di acque - Cent’anni della bonifica bresciana Biscia, Chiodo e Prandona”, edito da Liberedizioni, è una storia dentro la Storia delle grandi trasformazioni territoriali, che hanno contribuito allo sviluppo civile ed economico di larga parte del Paese. Marcello Zane, che ha curato la pubblicazione, nel lungo capitolo iniziale ripercorre, grazie all’intero archivio oggi conservato dall’ente consortile, le vicende del Consorzio di bonifica Biscia, Chiodo e Prandona dalla sua fondazione nel 1921 sino agli anni ’90: un dipanarsi di successi, arretramenti, difficoltà e rinascite, che hanno contraddistinto l’affermarsi del ruolo del sistema consortile nella difesa idraulica e nell’irrigazione collettiva. Questo sullo sfondo del primo dopoguerra e del Ventennio fascista, tratteggiato da Maria Paola Pasini, storica e docente bresciana, nel suo intervento dedicato al ruolo delle Bonifiche tra Ottocento e Novecento nelle campagne bresciane.
Corredano il libro le fotografie realizzate dallo Studio Negri durante i lavori negli anni Venti, oltre agli scatti di Francesco Radino, il noto fotografo milanese recentemente scomparso. Il libro però guarda anche all’attualità ed alle prospettive del territorio e del governo delle acque nella pianura bresciana: in un capitolo, Antonio Rubagotti, urbanista “condotto” come da sua stessa definizione, offre alcuni spunti sulle prospettive di valorizzazione del paesaggio agrario tra Mella e Oglio; in questo contesto di acque, Mario Di Fidio, noto ingegnere idraulico ed autore di numerosi manuali tecnici, insieme a Claudio Gandolfi che insegna ingegneria idraulica all’Università Statale Milano, guardano alle risorse idriche e di irrigazione con un excursus tra vecchi problemi e nuovi scenari.
Conclude il volume la postfazione di Cesare Dioni, Direttore del Consorzio di bonifica Oglio Mella, che oggi continua l’azione dell’ex “Biscia, Chiodo e Prandona”, raccogliendone l’eredità.

TOSCANA: IL “MEDIO VALDARNO” VINCE SMARTPHONE D’ORO 2022

Il Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno (con sede a Firenze) ha ritirato il riconoscimento tematico “Ambiente e sostenibilità” dell’edizione 2022 del premio Smartphone d’Oro, rivolto alle migliori esperienze di comunicazione ed informazione pubblica digitale.
La cerimonia si è tenuta a Roma e ha visto l’ente consorziale toscano emergere tra 65 candidature arrivate da enti ed aziende pubbliche di tutta Italia, valutate prima da una giuria di esperti (qualificati esponenti del mondo del giornalismo, della comunicazione, del digitale e dell’innovazione), poi dal voto popolare. Cos’è il Consorzio di bonifica? Cosa fa? Partendo da queste domande è nata l’idea di realizzare una campagna di video tematici per promuovere l’ente consortile, le sue funzioni ed attività strategiche: non i soliti video autocelebrativi o classicamente “corporate”, ma un progetto narrativo, insolito ed accattivante, in grado di catturare l’attenzione della cittadinanza e del pubblico più giovane, ma non solo.
Da qui la scelta di affidarsi a professionisti delle produzioni cinematografiche per una proposta creativa e stilistica, che ha convinto perché basata sull’ ironia, su una spiccata marcatura stilistica, ispirata all’opera di Wes Anderson e ad un personaggio guida piuttosto particolare (eccentrico, bizzarro ma elegante, visivamente in contrasto con l’ambiente circostante), in grado quindi di coinvolgere l’”audience” nella fruizione della prima miniserie dedicata alla Bonifica.
A questi video si accompagnano altrettante, brevi interviste a dirigenti e tecnici dell’ente consortile con più dettagliate informazioni descrittive, quale utile strumento di approfondimento destinato ad un pubblico più attento e consapevole. I video de “Le avventure del Signor CBMV” sono disponibili sul canale Youtube del Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno.

VENETO: PREMIO ARGAV A “UOMINI E DONNE DELLA BONIFICA”

“Per il quotidiano, silenzioso ed attento lavoro a servizio del territorio, ancora più prezioso in quest’anno straordinariamente siccitoso”: è questa, in sintesi, la motivazione, che ha portato l’Associazione Regionale dei Giornalisti Agroambientali di Veneto e Trentino Alto Adige ad attribuire, a “Uomini e donne della Bonifica” (rappresentati da ANBI Veneto), l’annuale Premio A.R.G.A.V., destinato a personalità o realtà, che con la loro attività illustrino il territorio della regione.
Nel corso della cerimonia, tenutasi a Monselice, un altro riconoscimento è andato al Comune Cavallino Treporti.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
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