Anno XXIV, n. 38 venerdì, 21 ottobre 2022

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

LA LINEA DELL’ARIDITA’ ORMAI DIVIDE IL PAESE: IL NORD OVEST È IN ZONA ROSSA. ITALIA ED EUROPA FACCIANO DELLA LOTTA AI CAMBIAMENTI CLIMATICI UN OBIETTIVO POLITICO PRIORITARIO PER I POPOLI

In un colpevole frastuono di silenzi, l’European Drought Observatory (EDO) certifica l’aggravarsi della siccità in Europa: lo rileva l’Osservatorio ANBI Risorse Idriche, segnalando come ormai il 27% de territorio continentale sia considerato in zona rossa (alert) ed il 22% in zona arancione (warning). Il Nord Ovest d’Italia è ricompreso nell’ “area arida” in continuità con l’Europa settentrionale e che, partendo dalla penisola iberica, comprende ormai ampie zone di Francia, Germania e Paesi Bassi, il Sud dell’Inghilterra, fino a raggiungere Romania, Ungheria, Bulgaria, Moldavia.
“E’ conclamato che la crisi climatica stia pienamente coinvolgendo l’Europa e che il problema debba essere affrontato in un quadro comunitario, per il quale ci stiamo impegnando da tempo attraverso Irrigants d’Europe – ha affermato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue) – E’ palese, però, il clamoroso ritardo di Bruxelles su questi temi, che pregiudicano non solo l’ambiente e la qualità della vita, ma anche il condiviso obbiettivo dell’autosufficienza alimentare.”
La situazione idrologica dell’Italia settentrionale appare sempre più compromessa. Perdurando l'assenza di significative piogge autunnali, i “grandi laghi” permangono abbondantemente sotto le media del periodo.
“E’ questa una situazione anomala e che crea grande preoccupazione, se consideriamo che la gran parte del sistema idrologico del Nord Italia dipende dalle disponibilità di questi bacini – ha osservato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Se non pioverà con regolarità nelle prossime settimane, inizieremo il nuovo anno già in sofferenza idrica. È evidente l’urgente necessità di aumentare le riserve idriche del Paese, trattenendo al suolo più dell’11% di acqua piovana , che attualmente riusciamo a stoccare, quando arriva. Il Piano Laghetti, che con Coldiretti proponiamo al Governo del Paese, è una risposta.”
In Valle d'Aosta non sono bastati circa venti millimetri di pioggia, caduti finora in Ottobre, per ristorare la portata della Dora Baltea. Non va meglio per i corsi d’acqua del confinante Piemonte, dove restano bassi perfino i livelli dei fiumi in crescita (Tanaro, l'Orco, Chisone), mentre sono invece in evidente calo quelli di Cervo, Stura di Lanzo, Stura di Demonte e sono praticamente ancora “asciutti” Ellero, Orba, Varaita, Bormida.
In Lombardia è l'Adda a testimoniare la sofferenza di un territorio in costante attesa di piogge: la portata del fiume, infatti, è di circa il 75% inferiore a quella registrata nello stesso periodo del biennio precedente; le riserve idriche regionali sono inferiori del 53,3% alla media, ma raggiungono -80% nei bacini di Brembo ed Oglio, nonché -76% in quello del Serio (fonte: ARPA Lombardia). Le portate del fiume Po sono in costante calo nel tratto piemontese e lombardo, mentre registrano una lieve ripresa alle stazioni di rilevamento in Emilia Romagna, pur restando gravemente lontane dalla media storica: a Pontelagoscuro manca all'appello oltre il 70% del flusso (fonte: ARPAE).
Nella stessa regione sembra senza fine la discesa delle portate nei corsi d’acqua appenninici: ne è testimonial, la Secchia con un deficit pari all'80% della media mensile. A preoccupare è anche la siccità nel Nord Est del Paese: mentre in Friuli Venezia Giulia perdura lo scarso apporto di piogge ottobrine, in Veneto si sorvegliano sia i livelli di falda che quelli dei corsi d'acqua superficiali (l'Adige è ai minimi del decennio, la Livenza e il Bacchiglione registrano, già da Settembre, una portata inferiore dell’80% alla media mensile); le riserve idriche regionali sono al 57% dei volumi e scendono al 25% nel bacino del fiume Brenta. Nel Centro Italia la situazione è fortemente condizionata dalla localizzazione degli eventi meteo: così, in Toscana crescono i fiumi Serchio e Sieve, ma calano Arno ed Ombrone, mentre nelle Marche cresce solamente il Sentino.
Preoccupa in Umbria la continua decrescita dei livelli del lago Trasimeno, abbondantemente sotto la quota di livello critico, fissata a m. -1,20; è altresì in crescita la portata nell’alto corso del fiume Tevere, che invece cala raggiungendo il Lazio, dove diminuiscono anche i livelli di Aniene e Sacco, nonché del lago di Nemi. Nella regione prosegue la “leadership della siccità” per il comune di Cerveteri, dove quest’anno sono finora caduti solamente 137 millimetri di pioggia (non molto lontani da quanto profetizzato nel film Siccità di Paolo Virzì…).
Il report settimanale dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche segnala inoltre che in quasi tutto l'Abruzzo (uniche eccezioni, i territori di Oricola, Atri, Colle Roio, Avezzano), il bilancio idro-climatico risulta in deficit, perché i valori dell'evapotraspirazione sono stati superiori a quelli delle precipitazioni.
In Campania, i fiumi Sele, Sarno, Volturno e Garigliano sono in ulteriore, ma moderato calo, così come gli affluenti ed i corsi d’acqua minori; sono invece in aumento i volumi del lago di Conza della Campania sul fiume Ofanto e in diminuzione quelli dei bacini del Cilento sul fiume Alento.
Scendendo più a Sud, rallentano i prelievi irrigui dai bacini di Puglia (solo 500.000 metri cubi in una settimana) e Basilicata (3.500.000 metri cubi contro gli 8 milioni di un anno fa). Prosegue infine l'anomala condizione della Sicilia, che dall’anno scorso si qualifica come una delle regioni più umide di questa “Italia idricamente capovolta”: al netto dei gravi disagi alluvionali, anche recenti, a beneficiarne sono gli invasi che, ad inizio Ottobre, già raccoglievano oltre settanta miliardi di litri d’acqua.

                                                                        

EMILIA ROMAGNA: MAXI INTERVENTO PER SICUREZZA DELLA BASSA EST

Il maxi intervento per la difesa idraulica di Bocca d’Enza, a Sorbolo Mezzani, è completato: l’opera infrastrutturale a protezione della Bassa Est parmense è stata inaugurata in occasione di un evento presso l’area antistante l’impianto consortile, ubicato a nord-est di Mezzano Inferiore, alla presenza di numerosi rappresentanti di Istituzioni, enti operativi e portatori di interesse, coinvolti nella gestione della risorsa idrica e nella prevenzione del rischio idraulico; presente anche una nutrita rappresentanza di residenti nella zona che, nel corso dei decenni, è stata colpita da criticità alluvionali.
L’importo complessivo dei lavori (durati 23 mesi e terminati nel pieno rispetto della tabella di marcia prevista) è pari a 6 milioni di euro, di cui € 800.000,00 cofinanziati dalla Regione Emilia Romagna. Si è trattato di un intervento complesso, contestualizzato all’interno di un nodo idraulico strategico, che sottende un territorio di ben 4.000 ettari vocati ad alcuni tra i più importanti prodotti tipici della “Food Valley”, quali pomodori, mais, soia, ma anche produzioni necessarie al Parmigiano-Reggiano, come foraggi ed erba medica, essenziali per l’alimentazione degli animali della filiera lattifera.
L’obiettivo era realizzare un sistema, che permettesse all’impianto idrovoro di Bocca d’Enza di funzionare anche con livelli idrici elevati nel torrente Enza e nel fiume Po, svolgendo quindi la sua funzione di difesa idraulica anche in situazioni di criticità. Con il primo importante finanziamento da 5.200.000 euro (ottenuto nel 2019 tramite il Piano ProteggItalia, il Piano Nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico, il ripristino e la tutela della risorsa ambientale) l’allora Ministero Ambiente e Tutela Territorio e Mare (oggi Ministero Transizione Ecologica) aveva assegnato le risorse necessarie per la realizzazione dell’opera alla Regione Emilia Romagna, che aveva individuato nel Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città del Teatro Regio”), il soggetto attuatore dell’intervento; l’Ufficio Progettazione consortile ha così redatto un progetto per la realizzazione di una struttura scatolare chiusa, a perfetta tenuta idraulica, per il collegamento tra la chiavica “Balano” e la chiavica allo sbocco nel torrente Enza, al fine di poter convogliare in pressione le acque sollevate dall’impianto; a fianco della struttura e collegate con essa attraverso opportune opere elettromeccaniche, sono state posate condotte di drenaggio delle aree limitrofe al mandracchio del collettore Parmetta; è stata poi ripristinata la viabilità realizzando, al contempo, una pista ciclabile a fianco della strada.
Un secondo finanziamento (importo: 800.000 euro) proveniente dalla Regione Emilia Romagna ha permesso di eseguire una serie di opere urgenti di manutenzione straordinaria sull’impianto idrovoro di Mezzani, con il rifacimento del tetto in legno e del terrazzo, eliminando le infiltrazioni, che avrebbero potuto compromettere il funzionamento degli impianti elettrici; implementando gli sgrigliatori ed il nastro trasporto-elevatore; aggiornando il sistema di telecontrollo; adeguando l’impiantistica elettrica a servizio delle opere meccaniche; inserendo la fornitura di due pompe vuotoassistite a supporto del sistema di drenaggio.

L’ESEMPIO DEL NODO IDRAULICO DI BOCCA D’ENZA: DUE ANNI PER REALIZZARE L’OPERA MA VENTI ANNI PER INIZIARE IL CANTIERE

ANBI: NON È CIVILE UN PAESE CHE DOPO I NECESSARI CONTROLLI CONTABILI CI METTE MESI A PAGARE GLI STATI D’AVANZAMENTO LAVORI. COSI’ SI PENALIZZANO LE IMPRESE ED I LAVORATORI

“Se per fare una complessa opera a servizio della sicurezza idraulica di 4.000 ettari e 15.000 persone, ci sono voluti solo 2 anni, rispettando in pieno il cronoprogramma, vuol dire che tutta la filiera realizzativa ha funzionato: dalla qualità del progetto alla disponibilità finanziaria, dall’efficienza dell’impresa costruttrice alla risposta del territorio. Se altresì ci sono voluti 20 anni per arrivare alla posa della prima pietra vuol dire che va migliorato l’iter burocratico”: a ribadirlo è Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, intervenuto all’inaugurazione del nodo idraulico di Bocca d’Enza, nel parmense.
Il complesso intervento costato 6 milioni di euro è contestualizzato all’interno di un’area agricola, vocata ad alcuni tra i più importanti prodotti tipici della “Food Valley” emiliana quali pomodori, mais, soia, ma anche a produzioni necessarie al Parmigiano-Reggiano, quali foraggi ed erba medica, essenziali per l’alimentazione degli animali della filiera lattifera. Il sistema permetterà all’impianto idrovoro di funzionare anche con livelli idrici elevati nel torrente Enza e nel fiume Po, mettendo in sicurezza idraulica territori già colpiti da alluvioni nel 1994 e nel 2000.
“La salvaguardia idrogeologica – ha proseguito il Presidente ANBI – deve diventare una priorità per il Paese, perché chi si mette di traverso pregiudica il futuro delle giovani generazioni.”
“Per questo – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – l’urgenza degli interventi per la prevenzione da alluvioni e frane, accentuata dalla crisi climatica, dovrebbe godere di percorsi attuativi accelerati, pur nel rispetto delle normative di legge; non solo: tali investimenti non dovrebbero essere ricompresi nel debito di bilancio. Non è inoltre da Paese civile fare attendere mesi per il pagamento di stati di avanzamento lavori, già sottoposti ai necessari controlli contabili; così, si rende impossibile la gestione economica delle aziende medio-piccole. Per altro, se nella prossima Legge Finanziaria non saranno stanziate adeguate risorse, i Consorzi di bonifica ed irrigazione dovranno ridimensionare piani progetto già approvati. con evidente, ulteriore danno per l’economia dei territori.”

EMILIA ROMAGNA: INVESTIRE SULL’ACQUA E CONTENERE LA SPESA ENERGETICA: QUESTE LE PRIORITA’PER I CONSORZI DI BONIFICA

Investimenti, innovazione, sostenibilità e massima celerità possibile dei processi amministrativi per raggiungere obbiettivi concreti, che possano mettere in sicurezza il territorio emiliano-romagnolo e garantire al contempo la continuità del servizio irriguo di qualità, grazie ad un auspicabile e necessario abbattimento dei costi energetici, che nel corso dell’estate più siccitosa di sempre hanno gravato pesantemente sui bilanci economico-finanziari dei Consorzi di bonifica: cifre da capogiro come per tante imprese e famiglie italiane e che ANBI chiede di contenere anche in virtù di nuove norme, in grado di facilitare “lo scambio energetico sul posto” e l’utilizzo della propria rete di canali, al fine di implementare l’impiego del fotovoltaico galleggiante per la produzione di energia pulita anche grazie al Piano Laghetti, redatto con Coldiretti.
È fondamentale garantire maggior competitività e certezze alle imprese agricole, che anche quest’anno hanno condiviso con le Bonifiche la quotidiana lotta causata dalla prolungata siccità, che ancora oggi interessa tutta la pianura Padana.
Questi i temi al centro dell’incontro “Investire sul territorio per un futuro più sicuro e sostenibile”, che ANBI, in collaborazione con Regione Emilia Romagna, ha organizzato a 100 anni dal primo Congresso di San Donà di Piave, l’evento che, di fatto, pose le basi per la nascita della Bonifica moderna, unendo gli aspetti di sanificazione e sicurezza idraulica alla gestione delle acque per l’agricoltura. Oggi per il Paese ed in particolare per l’Emilia Romagna, i Consorzi di bonifica rappresentano una realtà dinamica nella gestione equilibrata della risorsa idrica e, soprattutto nell’ultimo decennio, sono stati anche protagonisti attivi a salvaguardia delle comunità nel corso delle numerose emergenze ambientali, che purtroppo hanno colpito un territorio fragile e bisognoso di interventi di manutenzione costante. È proprio in quest’ottica che, come ha sottolineato il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi ,“alla luce del mutamento del clima, diventa fondamentale riuscire a centrare l’obbiettivo della più proficua sinergia con tutte le Istituzioni ed enti collegati alla pianificazione per arginare le conseguenze più negative, passando così da una logica d’emergenza ad una di prevenzione.”
Il Presidente Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, visti gli investimenti corposi ed i risultati ottenuti negli anni più recenti sulla difesa del territorio, nonché la collaborazione fattiva con gli enti consortili ha ribadito che “i Consorzi di bonifica rappresentano un attore fondamentale ed imprescindibile per la messa in sicurezza del territorio e per una gestione oculata dell'acqua, una risorsa la cui disponibilità è messa in pericolo dai cambiamenti climatici. Il sistema Bonifiche dell'Emilia-Romagna, grazie a questa attività, è ormai diventato un punto di riferimento nazionale. C'è ancora molto da fare: per sconfiggere questa emergenza permanente servono investimenti da un lato nella prevenzione delle calamità, dall'altro nella salvaguardia dell'ambiente, in cui viviamo. Per questo, la Regione Emilia Romagna, solo negli ultimi 5 anni, ha investito oltre settecento milioni di euro per nuove infrastrutture irrigue, razionalizzazione dei consumi e messa in sicurezza, grazie a fondi del Piano Invasi e del Pnrr: è un dovere, che abbiamo nei confronti delle nuove generazioni”.
Il Direttore Generale ANBI , Massimo Gargano, in chiusura ha evidenziato come “le proposte dei Consorzi sono molto pragmatiche e non mettono le mani nelle tasche degli italiani, ma propongono soluzioni con opportunità esistenti e praticabili anche nel breve termine.”
Proprio per quanto riguarda la spesa sostenuta dai Consorzi di bonifica dell’Emilia Romagna si parla di somme particolarmente ingenti: in Emilia Romagna si è passati dai 15 milioni di euro spesi nel 2020 ai 21 milioni del 2021 fino ai 37 milioni e 144.000 euro di quest’anno.
Nel corso della prima parte dell’incontro sono intervenuti anche i vertici del mondo agricolo regionale; la direttrice di ANBI ER, Raffaella Zucaro; il giornalista, Erasmo d’Angelis, che ha presentato il libro del Centenario “La grande storia d’Italia raccontata dall’acqua. Dalle opere di difesa idraulica alla transizione ecologica” ed il meteorologo televisivo, Paolo Sottocorona, protagonista di un approfondimento sugli scenari climatici.
La seconda parte della mattinata ha visto protagonisti di una tavola rotonda su “PNRR, CIS Acqua, Finanziaria 2022 e PAC”: il Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po –MiTE, Alessandro Bratti; gli Assessori Regione Emilia Romagna, Irene Priolo (Ambiente) ed Alessio Mammi (Agricoltura); Attilio Toscano, consulente della Struttura di Missione del Ministero Infrastrutture; Rita Nicolini, Direttore Generale Agenzia per la Sicurezza Territoriale e Protezione Civile.

VENETO: CENTO ANNI DI CONSORZIO

A Cittadella, in provincia di Padova, è andato in scena il convegno celebrativo del centenario d’istituzione del “Comitato Promotore per le irrigazioni del cittadellese”, antesignano dell’odierno Consorzio di bonifica Brenta, che proprio a Cittadella ha tutt’oggi sede.
I 100 anni dell’ente consortile sono stati approfonditi con un’apposita ricerca, svolta da 2 studiosi di storia locale: Luigi San Giovanni e Giancarlo Argolini; su impulso di Flavio Bonifazi, figlio del primo Direttore dell’ente consorziale, hanno studiato gli archivi storici e scritto il libro “Chiare, fresche, dolci acque. Cento anni del Consorzio di Cittadella”, che è stato presentato nell’occasione. È un volume realizzato con il supporto della Regione Veneto e che con necessaria sintesi espone quello, che è stato un lungo e difficile percorso, fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico. In esso l’agricoltura, ancora oggi, mantiene un ruolo essenziale: non solo per la produzione di cibi di grande qualità, ma anche per variegate valenze ambientali. Ricca la presenza di Autorità del territorio al convegno, che oltre al Presidente di ANBI Veneto, Francesco Cazzaro, ha visto avvicendarsi rappresentanti della Regione Veneto, Sindaco, gli storici autori del volume e dirigenti consorziali del passato.
Prima del convegno si è tenuta una visita guidata sull’antica cinta di mura medievali che sovrasta il fossato difensivo di Cittadella, oggi di gestione consortile. L'iniziativa del “Brenta” è inserita nel quadro più ampio di “Terrevolute 100”, il programma di eventi organizzati dai Consorzi di bonifica della regione, in coordinamento con ANBI Veneto, per celebrare il Centenario del Congresso delle Bonifiche, che nel 1922 a San Donà di Piave pose le basi della Bonifica moderna.


TOSCANA: IL SOLE DELLA BONIFICA

Si trova nel cuore della Bonifica, sul tetto dello storico impianto idrovoro di Vecchiano, il nuovo impianto fotovoltaico, installato dal Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca), che da tempo ha scelto di rendere produttivi i tetti degli impianti e delle sedi, raccogliendo il calore del sole e trasformandolo in energia elettrica destinata all'autoconsumo.
Tale scelta prese le mosse nel 2019 a seguito della Dichiarazione di Emergenza Climatica, sottoscritta dall’ente consortile, che da allora ha avviato una transizione ecologica, che comprende anche l'autoproduzione di energia verde e con quello di Vecchiano sono già 10 gli impianti installati sulle superfici idonee degli immobili di proprietà.
A soli 3 anni dall'avvio di questa nuova concezione, i risultati sono incoraggianti: nel 2021 gli 8 impianti fotovoltaici attivi hanno prodotto 175.783 kilowattora all’anno e con le nuove installazioni si stima di raggiungere entro fine Dicembre kWh/anno 200.000 di energia autoprodotta, risparmiando circa centoventimila euro, considerato l'attuale costo dell'energia.
Come tutte le aziende e le famiglie, anche l’ente consorziale sta infatti soffrendo il rincaro energetico, vedendo triplicate le proprie bollette rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; l'energia autoprodotta con i pannelli solari si traduce così immediatamente in un alleggerimento dei costi da sostenere. Il nuovo impianto fotovoltaico di Vecchiano, con i suoi 24 pannelli solari, occupa tutta la superficie del tetto dell'idrovora e ha una potenza di Kw.9.
In un anno sarà in grado di produrre circa quattordicimila kilowattora, destinati all'autoconsumo, mentre l'energia in eccesso sarà venduta al gestore, producendo reddito che consentirà di ripagare l'investimento.
Inoltre, a pochi metri di distanza, anche l'idrovora di Massaciuccoli accoglie un fotovoltaico di 30 pannelli, capaci di produrre altri 17.000 kilowattora all'anno.

VENETO: SOS RIVIERA BRENTA

A seguito della straordinaria siccità, che quest’estate ha messo in secca il Naviglio di Brenta, il Comune di Dolo ha annunciato un piano straordinario di interventi di manutenzione da realizzarsi di concerto con i Consorzi di bonifica Acque Risorgive (con sede a Venezia Mestre) e Bacchiglione (con sede a Padova), per un importo complessivo di 4 milioni di euro. Sono quasi una settantina, i chilometri della rete idraulica minore nel comune di Dolo: 66% privata, 20% comunale e circa il 12% della Città Metropolitana di Venezia.
I corsi d'acqua secondari, oltre a rappresentare un’importante rete ecologica e di biodiversità del paesaggio, assolvono funzioni importantissime nei confronti della gestione delle acque e della sicurezza idraulica, soprattutto in ambienti fortemente urbanizzati; assenza di manutenzioni e deterioramento degli argini, spesso causato dalla continua sollecitazione delle strade sovrastanti, nonchè fossi tombati sono i problemi principali, che poi causano allagamenti.
Il Comune di Dolo, nel corso della trentina di interventi previsti, si confronterà con il territorio per attivare una costante collaborazione con i proprietari di terreni e fossati, utile alla realizzazione delle manutenzioni necessarie.
Per questo sono in programma incontri con i 2 Consorzi di bonifica territorialmente competenti per risolvere i nodi ancora sul tavolo.

L’EMERGENZA IDRICA FA PROROGARE I TERMINI DEL CONCORSO FOTOGRAFICO NAZIONALE “OBIETTIVO ACQUA”

A causa dell’emergenza acqua, che colpisce da mesi gran parte dei corpi idrici italiani, è stato posticipato al 6 Novembre p.v., il termine ultimo per la partecipazione all’edizione 2022 del Concorso Fotografico Nazionale “Obiettivo Acqua” (regolamento su www.obiettivoacqua.it).
Organizzato da ANBI, Coldiretti, Fondazione Univerde con i patrocini del Water Museums Global Network UNESCO e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, il contest prevede quest’anno, accanto alla tradizionale sezione dal titolo “Acqua eterno scorrere” (riservata solo a fotografie a colori e mirata ai paesaggi disegnati dall’acqua dolce), anche una specifica sezione nell’ambito delle iniziative per il centenario della moderna Bonifica e destinata ad immortalare l’architettura idraulica, presente in molti impianti sparsi lungo la Penisola.
Al vincitore di ciascuna sezione andrà un premio di € 500,00.
Inoltre, sono previste 3 menzioni particolari, oltre ad eventuali riconoscimenti speciali, decisi dalla giuria: “A due ruote lungo l’argine” in collaborazione con F.I.A.B. (Federazione Italiana Ambiente Bicicletta); “Acqua, fonte di cibo”, in collaborazione con la Fondazione Campagna Amica; “Acqua tra cielo e terra. Quando l’uomo si credette Dio”, voluta da ANBI Emilia Romagna e indirizzata a premiare chi meglio rappresenterà il rapporto tra la natura e l’opera dell’uomo nella regione. Le partnership sono un aspetto importante del concorso, mirate ad aumentare le possibilità di comunicazione per i valori e le opportunità legati all’acqua ed alla sua gestione con particolare attenzione, in questa edizione, per le potenzialità di fruizione ciclopedonale degli argini. La partecipazione al Concorso “Obiettivo Acqua” è gratuita e le foto dovranno essere scattate in Italia.

TOSCANA: CBMV.IT NUOVO SITO ISTITUZIONALE CONSORTILE

Il sito istituzionale del Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno (www.cbmv.it) si rinnova con una revisione e riorganizzazione generale dei contenuti, una semplificazione in termini di accessibilità ed una grafica in linea con le Pubbliche Amministrazioni. Da qui la scelta di virare verso un nuovo sito quanto più possibile conforme alle normative di AgID Agenzia per l’Italia Digitale ed in linea con i modelli di “Designers Italia”.
Data la natura tecnico-operativa dell’ente consortile (con sede a Firenze) è infine da sottolineare che con il nuovo sito è disponibile on-line anche l’Archivio Territoriale Strutturato (ARTES) per la gestione ed il monitoraggio dei lavori in corso, in grado di offrire , con aggiornamento in tempo reale, moltissimi dati ed informazioni sull’attività consortile.
Oltre gli obblighi di legge dell’amministrazione trasparente, l’ente consortile offre così in pochi click la possibilità di approfondire i lavori in corso, fare segnalazioni, prendere appuntamenti e seguire tutte le notizie sia sul periodico MedioValdarno.it che sui canali social.

SODDISFAZIONE IN CASA ANBI

Il Responsabile Ufficio Comunicazione ANBI, Fabrizio Stelluto, è stato eletto VicePresidente Vicario di U.N.A,R.G.A., il gruppo di specializzazione della Federazione Nazionale Stampa Italiana, cui fanno riferimento i giornalisti agroambientali. Il Congresso, svoltosi a Cavallino Treporti nel veneziano, ha confermato Presidente, il romagnolo Roberto Zalambani.

VINCENZI A FAENZA E TAGLIO DI PO

Il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, interverrà nella tarda mattinata di lunedì 24 ottobre p.v. al convegno conclusivo del progetto Rephyt “Fitodepurazione e riuso: strumenti per la qualità delle acque di superficie del reticolo idraulico di bonifica”, in programma nella Palazzina Direzionale di Caviro a Faenza, in provincia di Ravenna; Vincenzi sarà, inoltre, nel pomeriggio di giovedì 27 Ottobre p.v. a Taglio di Po, nel rodigino, per concludere il convegno “Siccità e cisi idrica: uno sguardo al futuro”, organizzato nel Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin per l’annuale appuntamento “I Consorzi di bonifica del Polesine incontrano le Istituzioni”.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
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