Anno XXIV, n. 35 venerdì, 30 settembre 2022

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

PIOGGIA O NON PIOGGIA? COME L’IMPREVIDENZA STA TRASFORMANDO L’ACQUA IN UNA MINACCIA. ORA A SOFFRIRE SONO SOPRATTUTTO I LAGHI

In una stagione già idraulicamente complessa, la crisi climatica accentua un fenomeno conosciuto, ma nuovo nelle dimensioni e che aumenta i rischi per  la sicurezza dei territori: la repentina escursione dei livelli idrici con conseguente minaccia all’equilibrio ambientale e idrogeologico.
 E’ così per i grandi laghi del Nord Italia, dove lo scompenso fra immissioni e deflussi è particolarmente evidente nel Lario e nel Maggiore, i cui livelli in una settimana sono calati rispettivamente di cm. 11,6 e cm. 16,4.  Colpisce il confronto tra le percentuali di riempimento di quest’anno e quelle dell’anno scorso con la somma complessiva dei volumi idrici trattenuti, inferiore di circa il  18% al minimo storico. In Valle d’Aosta sono in discesa le portate del torrente Lys e della Dora Baltea praticamente dimezzata rispetto allo scorso anno. In Piemonte calano le portate dei fiumi Orco, Pesio e Sesia, addirittura di 11 volte inferiore a quanto faceva registrare nel 2020, quando anche il Tanaro segnava livelli doppi; Stura di Lanzo e Stura di Demonte presentano una condizione idrica simile invece a quella dello scorso anno.
In Lombardia, nonostante i cospicui apporti dal lago di Como, continuano ad essere scarse le portate nel fiume Adda. In Veneto, nonostante la timida crescita recentemente registrata dei livelli dei corsi d’acqua, il bilancio idrico resta fortemente negativo con i fiumi Adige e Livenza, che si mantengono ai livelli più bassi del recente decennio. In Emilia Romagna, continua lo stato di marcata sofferenza dei corpi idrici con l’unica eccezione del fiume Savio. Crescono le portate del fiume Po, seppur in maniera discontinua, come testimonia il rilevamento di Cremona, dove  da mesi il flusso del Grande Fiume resta al di sotto dei minimi storici.
Come ormai ci ha abituato l’estremizzazione degli eventi atmosferici, la situazione è radicalmente diversa nella vicina Toscana, dove importanti apporti meteorici (in 2 giorni sono caduti 201 millimetri di pioggia su Roccalbegna nel grossetano e circa 162 millimetri su Arezzo contro, però, i soli 5 millimetri da Agosto sull’isola d’Elba) hanno regalato un’improvvisa “boccata d’acqua” a molti fiumi, creando contestualmente preoccupazione per la tenuta degli argini. Ne sono esempio la Cecina (cresciuta di 3 metri in 45 minuti e di quasi 5 metri in 3 ore!),  l’Ombrone (salito di circa 4 metri e mezzo, passando da una perdurante condizione di magra  all’attuale portata di 22,5 metri cubi al secondo),l’Egola (+m.1,80) e l’Arno (+m. 1,20 con una portata cresciuta da mc./sec. 8,21 a mc./sec. 158).
Nelle Marche, si trascinano gli effetti della tragica ondata di maltempo, che ha colpito la zona di Senigallia: i fiumi Esino e Sentino sono ai massimi livelli in anni recenti, così come è in crescita la Potenza; in altre zone, invece,  Nera e Tronto sono in calo. Si riducono, seppur leggermente, i volumi trattenuti nei bacini della regione, allineandosi con i valori registrati nello stesso periodo del 2017. Nonostante le abbondanti piogge registrate su Umbria ed Alto Lazio, il livello del lago Trasimeno scende ulteriormente da Agosto toccando quota -m. 1,56, ben al di sotto della soglia di livello critico, fissata a –m.1,20. Cresce invece il lago di Corbara (quasi 3 metri in 11 giorni).
Nel Lazio, dove finalmente si registrano importanti piogge sul litorale romano, crescono i livelli del fiume Tevere  e del lago di Bracciano, così come dei corsi d’acqua nel bacino del Liri, dove si registrano portate superiori agli anni precedenti. Non altrettanto può dirsi del fiume Aniene, ben al di sotto dei flussi consueti, mentre resta stabile l’altezza del lago di Nemi. In grande ripresa sono i livelli dei fiumi campani, soprattutto  nel bacino del Volturno, grazie alle abbondanti precipitazioni, che hanno interessato tutta la regione, provocando gravi disagi nel casertano e nel napoletano, dove sono caduti fra i 60  e gli 80 millimetri di pioggia in sole 3 ore. In Basilicata, piogge consistenti sono cadute soprattutto sul versante tirrenico e sui bacini dell’Ofanto, dell’Agri, del Noce; ciò nonostante, diminuiscono ancora i volumi d’acqua trattenuti negli invasi. Analogo andamento si registra in Puglia, le cui riserve idriche calano di 3 milioni di metri cubi in una settimana (ma l’anno scorso, la diminuzione era stata di oltre 5 milioni e mezzo).
“Qui però – ha commentato  Francesco Vincenzi, Presidente ANBI  – c’è da fare un’analisi in più, perché i dati pluviometrici 2022 evidenziano forti differenziazioni fra il Nord ed il Sud di una regione particolarmente allungata: rispetto ad una media regionale di circa 330 millimetri di pioggia, i deficit maggiori si registrano a Taranto (mm. 165,6) e nel Salento (a Santa Maria di Leuca, mm.233,6), mentre sulla Foresta Umbra sono caduti fino a 705 millimetri d’acqua.”
“E’ evidente – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – l’urgenza di creare, sia a Nord che a Sud, infrastrutture idrauliche capaci di calmierare le disparità idriche, raccogliendo acqua, ma anche trasportandola, laddove ce ne sia maggiore bisogno. Servono nuovi invasi, come quelli previsti dal Piano Laghetti, ma anche schemi idrici, che accorcino le distanze fra territori vicini in un’Italia dell’acqua, dove ormai non esistono aree al riparo né dalla siccità, né dal rischio idrogeologico.”

LAZIO: MALTEMPO OPERATIVI H24

Il maltempo, che ha coinvolto la provincia di Latina (da Formia ad Itri, da Terracina a Sabaudia fino a Pontinia) con piogge intense, frane e tromba d’aria, ha lasciato una scia di danneggiamenti, causando allagamenti, disagi e difficoltà nei centri urbani e nelle zone rurali.
Il sistema idraulico del Consorzio di bonifica Lazio Sud Ovest (con sede nella città di Latina) ha mobilitato uomini e mezzi per intervenire con tempestività,  liberando canali e torrenti da arbusti ed alberi abbattuti dalla furia del vento, nonché dal materiale di risulta, che stava causando malfunzionamenti agli impianti idraulici di Caposelce, Cannete, Matera, Pantani d’Inferno,  Pantani da Basso e Calambra.
Grazie al costante presidio degli impianti, anche notturno, sono state tenute  pulite  le griglie, asportando il  materiale trasportato dalle acque, consentendo il ripristino del corretto funzionamento delle idrovore ed il deflusso delle portate.


IL NUOVO ALLARME ARRIVA DAL LAZIO: CARO ENERGIA: CRESCE LA PREOCCUPAZIONE PER LA TENUTA DEL SISTEMA DI SALVAGUARDIA IDROGEOLOGICA

GARGANO: “AL GOVERNO CHE VERRA’ CHIEDIAMO DI GUARDARE AD UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO PER L’ITALIA E NON ALLA PROSSIMA SCADENZA ELETTORALE”

“Al Governo, che verrà, chiediamo di avere una visione, che vada oltre la prossima scadenza elettorale, perché l’Italia ha bisogno di un nuovo modello di sviluppo, che abbia il territorio al centro”: a ribadirlo è stata l’ANBI attraverso le parole del suo Direttore Generale, Massimo Gargano, intervenuto al Congresso Nazionale della FILBI (Federazione Italiana Lavoratori Bonifica e Irrigazione) - UIL.
“Mentre è ormai evidente come l’alluvione di Senigallia sia conseguenza di un purtroppo generalizzato mix di lentezze burocratiche e disattenzioni della politica - è intervenuto Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - è bene ricordare che circa il 30% della Penisola, soggiacente al livello del mare, esiste solo perché c’è un sistema idraulico ed un esercito di oltre 800 idrovore, che provvede ad allontanare le acque di pioggia, evitando che ristagnino sul territorio,  riportandolo allo stato acquitrinoso; tale rete è però oggi messa in seria difficoltà dall’aumento dei costi energetici che, in assenza di specifici provvedimenti, rischia di minare l’operatività degli impianti, aumentando il rischio idrogeologico, già accentuato dalla crisi climatica.,”
Dopo quelli di Emilia Romagna e Campania, il più recente allarme arriva dal Lazio.
“E’ una situazione d’emergenza di guerra – ha affermato  Sonia Ricci, Presidente ANBI Lazio – Il nostro settore, assieme all’agroalimentare, sta pagando un prezzo altissimo per le conseguenze dell’elevato costo dell’energia. Al proposito, siamo in contatto con la Regione Lazio, che sta dimostrando sensibilità ed auspichiamo possa concorrere a dare una risposta.”
“Senza adeguati interventi a sostegno dei bilanci dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, tali aumenti mettono a rischio la tenuta stessa delle strutture – ha aggiunto  il Direttore ANBI Lazio, Andrea Renna - Le risposte per quanto sta accadendo servono subito. Gli importi relativi al costo dell’energia sono più che triplicati!”
La causa è anche l'eccezionale andamento climatico, caratterizzato da siccità ed alte temperature, che stanno comportando un +30% tra oneri gestionali e consumi energetici, quantificabili nel Lazio in oltre cinquantuno milioni di kilowattora, per una spesa che supera i venti milioni  con un incremento di oltre nove milioni di euro fino alla fine dell’anno.
“Se da un lato – ha proseguito Gargano – occorrono interventi immediati per evitare che i Consorzi di bonifica, obbligati per legge al pareggio di bilancio, riversino gli aumenti sulle già risicate economie di famiglie ed aziende agricole, dall’altro torniamo a chiedere l’autorizzazione al cosiddetto scambio sul posto, cioè la possibilità di utilizzare completamente l’energia rinnovabile, autoprodotta dai nostri enti consortili per l’esercizio degli impianti, senza doverla cedere ad un gestore elettrico e poi riacquistarla a prezzo maggiorato: è una posizione dominante, non più tollerabile” ha concluso il DG ANBI.
Ora l'attenzione si deve rivolgere comunque anche a ciò, che si potrà fare a livello sistemico per migliorare, in modo resiliente, un contesto sottoposto periodicamente a stress idrici, ormai troppo frequenti da sostenere senza nuovi ed ulteriori investimenti mirati.
E’ del 2017 il Piano Nazionale Invasi (2.000 bacini da realizzare in 20 anni) proposto da ANBI e dall’allora Struttura di Missione #italiasicura, cui seguono nel 2020 il Piano di Efficientamento della Rete Idraulica (858 interventi) e  il recente Piano Laghetti avanzato da ANBI e Coldiretti (10.000 serbatoi medio-piccoli e multifunzionali da realizzare entro il 2030).
“Se si considera che di tali progetti, perlopiù già cantierabili e con significative ricadute anche occupazionali, solo pochi o nulla sono stati finanziati e che il periodo per la realizzazione di un’importante opera pubblica  in Italia è mediamente di 11 anni – ha chiosato Vincenzi - si capisce perché siamo molto preoccupati per le conseguenze, che ne potranno derivare, di fronte ad una stagione climaticamente incerta, in un Paese, dove si cementificano 19 ettari al giorno ed il 94% dei Comuni è ormai toccato dal rischio idrogeologico.”

TOSCANA: LAVORI DI SICUREZZA IDRAULICA

Lavori in corso, ormai vicini alla conclusione, laddove solo qualche mese fa, nello scorso inverno, si erano verificati pericolosi sifonamenti e fuoriuscite d’acqua durante una piena: si tratta dell’intervento di ripristino di un tratto dell’arginatura sinistra del fosso Tazzera, in comune di Pistoia.
La cura ed il consolidamento degli argini sono la più elementare, ma anche la più efficace azione contro i rischi alluvionali ed il Consorzio di bonifica Medio Valdarno (con sede a Firenze) vi fa particolare attenzione, specie laddove, come nel pistoiese, gli argini sono alti ed indeboliti da numerose tane, gli spazi sono ristretti e le attività economiche, come le abitazioni, si trovano particolarmente a ridosso dei corsi d’acqua.

EMILIA ROMAGNA: PIU’ SICUREZZA IDRAULICA

Battute finali per i lavori sul rio Enzola, tra i territori dei comuni reggiani di Quattro Castella e Bibbiano, realizzati dal Consorzio di bonifica Emilia Centrale (con sede a Reggio Emilia): 3 lotti di intervento si avviano verso la fase conclusiva con la cassa di laminazione, che sarà la prima ad essere ultimata e dove è in corso la messa a dimora di vegetazione autoctona a protezione dei 2 bacini collegati per una capacità complessiva di oltre venticinquemila metri cubi.
Si tratta di un’opera funzionale al rilascio di una portata idraulica compatibile con la capacità scolante del rio Enzola e che prosegue la messa in sicurezza dei 2 tratti arginali di valle per uno sviluppo complessivo di quasi due chilometri; l’adeguamento delle sezioni idrauliche consentirà il deflusso della portata massima di 7 metri cubi al secondo, valore limite di sicurezza anche alla luce dei cambiamenti climatici in atto.
È un intervento atteso da tempo  e che consentirà un significativo miglioramento della sicurezza idraulica del corso d’acqua che, essendo pensile, costituisce un reale motivo di preoccupazione.
La realizzazione di questo intervento costituisce una delle ricadute positive del progetto LIFE RII per la riqualificazione del reticolo minore in alta pianura e collina, realizzato dall’ente consortile qualche anno fa.

LOMBARDIA: INAUGURATE DUE NUOVE IDROVORE

Il Consorzio di bonifica Navarolo (con sede a Casalmaggiore, in provincia di Cremona) ha inaugurato 2 nuove pompe idrovore, realizzate grazie a fondi pubblici nell'impianto di San Matteo delle Chiaviche.
Si tratta di un miglioramento, che permetterà di avere un minor consumo energetico e maggiore resa, grazie a tecnologie all'avanguardia; a questo serviranno le pompe idrauliche arrivate in un momento molto significativo: il centenario dalla nascita della Bonifica moderna.

VENETO: UN FIUMICELLO PER 16 COMUNI

Finita la stagione irrigua, riprendono i lavori da parte del Consorzio di bonifica Bacchiglione (con sede a Padova) per la manutenzione straordinaria dello scolo Fiumicello: l’ente consortile sta provvedendo alla realizzazione della ripresa spondale dello scolo per un tratto di circa due chilometri nel comune di Piove di Sacco. La chiusura del cantiere, interrotto a Marzo per permettere l’avvio della stagione irrigua, è prevista per la fine dell’anno.
L’intervento prevede l'escavo del fondo  ed il ripristino delle sponde; inoltre, sono  previsti l’automazione ed il telecontrollo delle paratoie di regolazione idraulica. I lavori vanno a beneficio di un bacino idraulico di 10.000 ettari e che comprende il territorio di 13 comuni: Piove di Sacco, S. Angelo di Piove, Legnaro, Saonara, Padova, Vigonza, Noventa Padovana, Ponte S. Nicolò, Polverara e Brugine, in provincia di Padova; Vigonovo, Fossò e Campolongo Maggiore, in provincia di Venezia.  L’intervento si inserisce nell’ambito dei finanziamenti  statali, assegnati per l'emergenza conseguente alla tempesta Vaia. I lavori aumenteranno la capacità ricettiva dello scolo nel caso di eventi temporaleschi eccezionali.

TOSCANA: FAUNA ITTICA, MA NON SOLO, AL SICURO

A Ponte di Castelluccio sul fiume Arno, che in questo punto scorre tra i comuni di Arezzo e Capolona: qui il Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) ha avviato un importante  intervento di manutenzione straordinaria. Il tratto di fiume, che necessita di essere rimesso “in forma”,  è uno storico punto di riferimento, di incontro e socialità per le comunità locali ed è caratterizzato da un ambiente molto ricco dal punto di vista biologico ed ambientale.
Particolarmente variegato è il mondo, che popola le sue acque, dove stanno per  entrare in funzione macchine operatrici. Per mettere i pesci al riparo da eventuali pericoli, prima di dare il via all’operazione della messa in sicurezza idraulica, è così partita la messa in sicurezza della fauna ittica. L’ente consortile ha infatti dovuto  creare una temporanea deviazione del corso d’acqua per poter effettuare le lavorazioni in alveo asciutto; prima di procedere con l’intervento, con le associazioni dei pescatori sono  stati però organizzati la cattura ed il trasferimento del pesce in “acque sicure”.
Secondo una prima valutazione, nel tratto interessato è stimata la presenza di circa dieci quintali di pesci:  barbi, cavedani, cavedani etruschi, ghiozzi, qualche lasca.
L’ente consorziale si attiva, seguendo una precisa procedura, definita con le associazioni di pescatori per ridurre al massimo o addirittura azzerare l’impatto sulla fauna ittica. Si attiene infatti  a protocolli specifici, definiti allo scopo non solo di tutelare la fauna e la flora presenti nei corsi d’acqua  ma, dove possibile, anche di rinaturalizzare gli ambienti che, in seguito all’abbandono, sono stati colonizzati da situazioni di degrado, in cui si sono sviluppate spesso specie animali e vegetali alloctone ed invasive.

LOMBARDIA: CRESCE IL PROGETTO SLOWMOVE

Si è tenuta nel varesino, tra Tornavento (Lonate Pozzolo) e Panperduto (Somma Lombardo), l'inaugurazione di 3 pontili di attracco e di una nuova area di sosta con punto ricarica elettrica, realizzati dal Consorzio di bonifica  Est Ticino Villoresi (con sede a Milano) nell'ambito di Slowmove, il progetto Interreg V-A (2014-2020) Italia-Svizzera, di cui è partner.
“Slowmove”, dal valore di poco più di cinquecentomila euro, si pone, quale obbiettivo, la valorizzazione dell'idrovia Locarno-Milano per rafforzare la navigazione lungo il lago Maggiore, il fiume Ticino ed il sistema dei canali.
Il progetto prevede anche l'adeguamento degli impianti di automazione delle conche di navigazione, presenti al sito Panperduto, finalizzato a consentire una più agevole gestione del passaggio delle imbarcazioni, grazie a  monitoraggio e comandi da remoto.

PIEMONTE: MEETING FINALE

Si è svolto a Torino il meeting finale italiano del progetto “Interreg Alpine Space – ADO (Alpine Drought Observatory)” promosso da Regione Piemonte con capofila Eurac ed ANBI  quale importante partner degli studi. Nel meeting sono stati illustrati i risultati del lavoro internazionale, volto alla creazione di una piattaforma condivisa di dati ed informazioni sulla scarsità idrica, nonché alla definizione di linee guida per la gestione della scarsità idrica nel contesto alpino (piattaforma ADO).
L’Associazione Irrigazione Est Sesia (con sede a Novara) è intervenuta,  illustrando il lavoro svolto nel progetto ed evidenziando i risultati ottenuti nei casi-studio per la gestione sostenibile dell’acqua irrigua nei periodi di siccità.

ANBI AD EARTH TECHONOLOGY EXPO

Il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, interverrà mercoledì 5 Ottobre p.v.  alla sessione “Climate-Smart Agriculture”, organizzata dalle ore 14.30 in Fortezza da Basso a Firenze nell’ambito dell’Earth Technology Expo.
Il giorno dopo, nella stessa sede dalle ore 10.30, è prevista la tavola rotonda “Water and Climate Crisis”, cui è annunciata la partecipazione del Presidente ANBI, Francesco Vincenzi.   

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
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