Anno XXIV, n. 26 venerdì, 8 luglio 2022

VASTA ECO DELL’ASSEMBLEA ANBI

“Problemi complessi, necessitano di risposte complesse, ma vanno accelerati i tempi in un Paese, che voglia essere normale”: con questo auspicio, il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, ha concluso i lavori dell’annuale Assemblea, cui hanno partecipato i rappresentanti dei 142 Consorzi di bonifica ed irrigazione italiani.
Onorata dal messaggio del Presidente della Repubblica ed aperta dalla celebrazione scientifica del Centenario del Congresso di San Donà di Piave (“Ne saranno pubblicati gli atti” ha annunciato il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano), l’assise, articolata in 3 panel di lavoro, ha visto, tra le altre, le presenze di Stefano Patuanelli, Ministro Politiche Agricole Alimentari e Forestali; Teresa Bellanova, ViceMinistra Infrastrutture e Mobilità Sostenibili; Francesco Battistoni, Sottosegretario Mi.P.A.A.F.; Fabrizio Curcio, Capo Protezione Civile; Filippo Gallinella, Presidente Commissione Agricoltura Camera; Alessia Rotta, Presidente Commissione Ambiente Camera; Daniele Leodori, VicePresidente Regione Lazio; Stefania Saccardi, VicePresidente Regione Toscana; Alessio Mammi, Assessore Agricoltura Regione Emilia Romagna; Gianluca Gallo, Assessore Agricoltura Regione Calabria; Ettore Prandini, Presidente Coldiretti; Cristiano Fini, Presidente CIA.

ANBI: BENE LE SCELTE ANNUNCIATE DAL GOVERNO PER CONTRASTARE LA CRISI IDRICA

“L’opzione commissariale per l’emergenza idrica, decisa dal Governo e richiesta a più voci, è l’unica in grado di ricercare, in questa critica contingenza e nel rispetto delle priorità di legge, la compatibilità fra i molteplici interessi e le molteplici burocrazie gravanti sulla risorsa acqua, ancora più preziosa di fronte agli obbiettivi alimentari ed energetici, cui ci obbligano gli  scenari pandemico e bellico, che stanno caratterizzando questa fase storica: è stato questo il commento di Francesco Vincenzi, Presidente ANBI  alle decisioni assunte ed annunciate dal Consiglio dei Ministri.
“L’importante obbiettivo di 20 progetti da realizzare entro il 2024 per migliorare le infrastrutture idriche del Paese non può che vedere i Consorzi di bonifica ed Irrigazione fra i protagonisti – ha aggiunto il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano – Al Ministero delle Infrastrutture  e delle Mobilità Sostenibili mettiamo a disposizione un cospicuo  “portafoglio” di progetti definitivi ed esecutivi, cioè in avanzato iter procedurale, determinante per riuscire a rispettare i tempi imposti  dalla burocrazia, ma soprattutto dai cambiamenti climatici.”

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

LA SICCITA’ SI ESTENDE AL SUD: DRAMMATICA LA SITUAZIONE NEL LAZIO MA ORA TOCCA ALLA CAMPANIA

VINCENZI: “LA SICCITA’ NON E’ UN PROBLEMA AGRICOLO MA DI TUTTI!”

Nonostante alcuni eventi meteo, talvolta anche violenti, continua l’espansione dell’emergenza idrica verso il Sud Italia.
In Campania, la siccità aggredisce il bacino idrografico dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno, mentre permane una situazione di rischio in quello del Sele: a segnalarlo è l’Osservatorio ANBI Risorse Idriche, registrando che, rispetto a 7 giorni fa, si segnalano in deciso calo i volumi dei bacini del Cilento (Piano della Rocca: -18.74% sull’anno scorso) e del lago di Conza, mentre i fiumi hanno portate diversificate con il Garigliano ai minimi in anni recenti.
“E’ la sesta, grave siccità in 20 anni; non possiamo continuare a farci travolgere dalle emergenze. È necessario avviare urgentemente un’azione di contrasto alle conseguenze dei cambiamenti climatici, aumentando la resilienza delle comunità. Etichettare la carenza idrica come problema agricolo sarebbe un errore gravissimo, perché ad essere pregiudicato è l’equilibrio dell’intero territorio” ha insistito Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
“Il Piano Laghetti è una sostenibile risposta di futuro – ha chiosato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – L’obbiettivo è 10.000 bacini medio-piccoli, multifunzionali ed ecocompatibili, da realizzarsi entro il 2030 ed i primi 223 progetti sono già pronti, perlopiù immediatamente cantierabili.”
Ambientalmente drammatica è la situazione nel Lazio, dove tutti i corsi d’acqua hanno portate in ulteriore calo (Tevere, Liri, Sacco ai minimi dal siccitosissimo 2017 ed Aniene praticamente dimezzato) ed il lago di Nemi permane circa un metro più basso dell’anno scorso, mentre quello di Bracciano è 31 centimetri in meno sul 2021, arrivando a toccare la soglia limite per la captazione dell’acqua dal lago. A Giugno, nella confinante Umbria, sono caduti mediamente solo poco più di sei millimetri di pioggia (12 mesi fa: mm.30,1) e nel medio-basso Tevere, dall’inizio dell’anno, i pluviometri non superano i 140 millimetri: una situazione di grave sofferenza, di cui sono specchio la diga di Maroggia ed il lago Trasimeno largamente ai livelli minimi in anni recenti. In Puglia gli invasi hanno distribuito, in una settimana, circa 18 milioni di metri cubi d’acqua, leggermente più di quanto registrato in Basilicata (Mmc. 17 ca.), dove il deficit rispetto al 2021 supera ormai i 40 milioni di metri cubi.
Nel Centro Italia, permane molto grave la situazione dei corsi d’acqua toscani (tutti sotto media), dove il Serchio registra valori inferiori al Minimo Deflusso Vitale e l’Ombrone è praticamente prosciugato. I fiumi marchigiani, fatta eccezione per il Tronto, segnano valori inferiori al già critico 2021 ed il Sentino continua a registrare storici primati negativi, scendendo di ulteriori 2 centimetri al di sotto del precedente record. Assolvendo alla loro funzione di riserva idrica per le campagne, in una settimana i bacini delle Marche sono calati di quasi due milioni di metri cubi d’acqua, avvicinandosi ai livelli dell’anno scorso. In Sardegna, i livelli degli invasi sono complessivamente in linea con l’anno scorso, c’è preoccupazione per il sistema idrico di Alto Cixerri, Alto Coghinas, Sardegna Nord occidentale e Posada; la zona Nord Ovest dell’isola è quella, dove si registra il maggior deficit pluviometrico.
Ad eccezione del Maggiore, al Nord crollano i livelli dei Grandi Laghi (tutti abbondantemente sotto media) con il Lario, che scende addirittura oltre trentadue centimetri sotto lo zero idrometrico, superando il minimo storico, registrato nel 1976; il Garda è sotto il 50% di riempimento (47,9%). In Valle d’Aosta, le recenti piogge (mm.90 ca.) non bastano a fare uscire la regione da uno stato di siccità estrema, soprattutto nei territori centrali, ma corroborano le portate di Dora Baltea e torrente Lys, che restano sopra la media mensile. Permane una situazione “a macchia di leopardo” in Piemonte, dove crescono i flussi di Orco, Sesia e Stura di Lanzo, mentre Tanaro e Stura di Demonte calano; il deficit pluviometrico di Giugno è stato di oltre il 60% nei bacini Agogna Terdoppio, Scrivia Curone e Tanaro, mentre le piogge sono aumentate nelle zone di Toce, Ticino, Sesia e Dora Baltea.
Nella regione decrescono le portate del fiume Po, che invece hanno timidi segnali di ripresa nel tratto fra Lombardia ed Emilia Romagna; a Pontelagoscuro, nel ferrarese, le portate di Giugno hanno mediamente registrato -85% sulla media, mentre ai rilevamenti di Cremona, Piacenza e Boretto rimangono abbondantemente al di sotto del minimo storico, fin qui registrato. In Lombardia resta praticamente invariata l’insufficiente portata dell’Adda, mentre le riserve idriche restano inferiori di oltre il 61% alla media storica e -65,2% rispetto all’anno scorso. Nel Veneto, dove nel mese di giugno sono caduti mediamente 51 millimetri di pioggia (-47% sulla media storica), la provincia di Rovigo resta “a secco” (caduti circa 4 millimetri). I bacini fluviali tra Livenza e Piave e quelli del Sile, del Fissero-Tartaro-Canal Bianco, nonché del bacino scolante nella laguna di Venezia registrano deficit pluviali, superiori all’80%.
Da Ottobre a Giugno, cioè nell’anno idrologico, sul Veneto sono caduti 339 millimetri d’acqua in meno ed anche in questo caso è la provincia di Rovigo ad esserne maggiormente colpita (piogge inferiori ai 250 millimetri). Tra i fiumi soffre l’Astico (-74% sulla portata media), ma altezze inferiori agli anni scorsi si registrano anche per tutti gli altri fiumi della regione: a Giugno, il Bacchiglione ha avuto portate inferiori dal 60 all’80% rispetto alla media, mentre quelle della Livenza sono state al di sotto dei minimi storici.
In Emilia Romagna, infine, permane l’emergenza idrica con le portate dei fiumi Reno (mc./sec. 0,5) e Secchia (mc./sec. 1,1) sotto i minimi storici, mentre i bacini piacentini di Mignano e Molato risultano invasati, alla fine di Giugno, rispettivamente per il 46,7% e 21,2% con volumi idrici complessivi, praticamente dimezzati rispetto all’anno scorso


ANBI E COLDIRETTI ANNUNCIANO I PRIMI 223 PROGETTI DEL PIANO LAGHETTI

Sono 223 i progetti definitivi ed esecutivi, cioè immediatamente cantierabili, approntati da ANBI e Coldiretti nell’ambito del Piano Laghetti, che punta a realizzare 10.000 invasi medio-piccoli e multifunzionali  entro il 2030, in zone collinari e di pianura; i nuovi bacini incrementeranno  di oltre il 60% l’attuale capacità complessiva dei 114 serbatoi esistenti e pari a poco più di un miliardo di metri cubi, contribuendo ad aumentare, in maniera significativa, la percentuale dell’11% di quantità di pioggia attualmente trattenuta al suolo.
La realizzazione dei primi 223 laghetti comporterà nuova occupazione stimata in circa sedicimilatecento  unità lavorative ed un incremento di quasi quattrocentotrentacinquemila ettari nelle superfici irrigabili in tutta Italia, nel solco dell’incremento dall’autosufficienza alimentare, indicato come primario obbiettivo strategico per il Paese. Il maggior numero di attuali progetti interessa l’Emilia Romagna (40), seguita  da Toscana e Veneto come evidenziato dall’emergenza idrica in atto; per quanto riguarda il CentroSud è la Calabria a vantare il maggior numero di progetti sul tappeto.  L’investimento previsto per questa prima tranche del Piano Laghetti è quantificato in € 3.252.946.916,00. A corollario degli invasi, perseguendo  l’altro e determinante obbiettivo strategico dell’autosufficienza energetica, dovranno essere realizzati 337 impianti fotovoltaici galleggianti (potranno occupare fino al 30% della superficie lacustre) e 76 impianti idroelettrici, capaci di produrre complessivamente oltre sette  milioni di megawattora all’anno.
“Quella attuale è la sesta emergenza siccità nei recenti 20 anni e ha già provocato danni per circa 2 miliardi all’agricoltura – ha precisato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela  Territorio ed Acque Irrigue) - Servono investimenti infrastrutturali ed il Piano Laghetti è una scelta di futuro.”
“L’Italia – ha aggiunto Ettore Prandini, Presidente Coldiretti – è al terz’ultimo posto in Europa per investimenti nel settore idrico. Serve programmazione per uscire dalla logica dell’emergenza ed un piano di laghetti diffusi e con funzioni anche  ambientali è la soluzione all’impossibilità di realizzare grandi invasi come è stato negli anni scorsi per il Sud Italia.”
“Se il Governo ha la reale volontà di realizzare almeno 20 grandi interventi infrastrutturali per il settore idrico entro il 2024, non potrà prescindere dalle progettazioni, in avanzato iter procedurale, redatte dai Consorzi di bonifica ed irrigazione. E’ un parco di soluzioni, che mettiamo a servizio del Paese” ha  concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
ANBI
ribadisce, infine, la richiesta di una struttura commissariale, che abbia l’autorità per gestire la fase dell’emergenza idrica, ricercando, nel rispetto delle normative, la compatibilità fra i diversi interessi economici e territoriali, che gravano sulla risorsa idrica.

VENETO: TRA COLLI E LAGUNA: PROGETTI ED  INTERVENTI PER TRATTENERE L’ACQUA

Il Consorzio di bonifica Bacchiglione (con sede a Padova) è alla prese con diversi progetti ed interventi (alcuni recentemente conclusi) per cercare di trovare adeguate soluzioni per far fronte alle situazioni di carenza idrica, che non devono più essere considerate eventi eccezionali, ma normalità. Per invertire questa tendenza, l’ente consortile ha già realizzato interventi sul territorio e molti sono i progetti pronti per essere eseguiti.
Nel 2020 sono iniziati i lavori per l’ “Ottimizzazione della gestione delle acque irrigue nella riviera del Brenta” e che hanno  portato alla realizzazione dell’area umida di Dolo, con un’estensione di quasi quattro ettari e l’adeguamento, mediante automazione e telecontrollo, di 27 manufatti di regolazione idraulica, dotati di paratoie, lungo i canali consortili. L’intervento, risultato 7° nella graduatoria nazionale approvata dal Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali, è stato finanziato al 100%  e prevede un risparmio idrico di circa il 30%, pari a più di tre milioni di metri cubi d’acqua all’anno.  Nel 2021 sono stati realizzati 2 interventi per il miglioramento del servizio irriguo nella zona di Codevigo e Chioggia.
Il primo lavoro è consistito nel rifacimento del ponte canale della roggia Barene sul Montalbano dove, l’allargamento della sezione ha permesso di aumentare la portata d’acqua a servizio della zona di Valli di Chioggia. Il secondo intervento è consistito nella messa in funzione della vasca di espansione presso l’impianto idrovoro Trezze nel comune di Chioggia con la funzione  di contrastare le filtrazioni saline, provenienti dalla laguna e ridurre la quantità di sostanze nutrienti (azoto e fosforo), immesse nella laguna di Venezia. Le proposte dell’ente consorziale per migliorare la gestione dell’acqua sono molteplici e riguardano aree diverse del comprensorio.
La costruzione di invasi per immagazzinare l’acqua è stata tradotta in un progetto, predisposto con il cofinanziamento degli 11 comuni dell’area termale, per la realizzazione di invasi multiobbiettivo nei Colli Euganei: un intervento da 30 milioni di euro, pensato in un’ottica “green”. Il progetto definitivo prevede un corretto inserimento paesaggistico nel territorio, una funzione ecologico – naturalistica, la fruibilità turistico – ricreativa e, da ultimo, fornire una riserva idrica con finalità antincendio per i Colli Euganei. Le opere sono progettate per accogliere volumi d’invaso significativi per complessivi seicentocinquantamila  metri cubi circa. Il “Bacchiglione”, inoltre, sta studiando  un’ipotesi d’intervento sul canale Battaglia per realizzare una conca di navigazione, finalizzata anche a migliorare la gestione di livelli e volumi di invaso.
Il Consorzio di bonifica ha inoltre progettato 2 interventi già finanziati: il primo riguarda la trasformazione della rete irrigua nel bacino Trezze, da canalette a cielo aperto a distribuzione irrigua tubata in bassa pressione  nei comuni di Chioggia e Codevigo; il secondo prevede la realizzazione di 2 manufatti idraulici telecontrollati a sostegno e regolazione dei livelli nello scolo Schilla interessante i comuni di Bovolenta, Brugine, Pontelongo, Piove di Sacco ed Arzergrande.
C’è un’ulteriore proposta consorziale, che prevede un intervento di riqualificazione idraulico-ambientale del canale Novissimo abbandonato, con finalità di fitodepurazione delle acque e di accumulo della risorsa idrica (circa centomila metri cubi) da utilizzare per l’irrigazione in aree limitrofe del bacino Trezze a Valli di Chioggia.

EMILIA ROMAGNA: INNOVAZIONE E MODERNITA’

Non solo un aggiornamento sull’attuale stato di endemica severità idrica, ma anche un focus sul futuro dell’operatività consortile, che vede una rilevante pianificazione di opere di bonifica all’insegna dell’efficientamento e del risparmio della risorsa acqua: a farlo è stato il Consorzio di  bonifica Parmense (con sede nella “città ducale”) in sede di bilancio consuntivo 2021.
Proprio nel quadro delle attuali condizioni di scarsità idrica è avvenuta l’approvazione delle integrazioni di quelle linee-guida emergenziali, afferenti al regolamento irriguo e che, sino ad oggi, non si era reso necessario adottare: turnazione il più possibile; priorità alle colture, che rischiano maggiori danni (orticole, mais, soia barbabietole, pomodoro) ed a chi utilizza forme di irrigazione virtuosa ed efficiente (“goccia a goccia” o sistemi informatici a supporto, quali Irrinet e Irriframe).
Guardando al futuro, l’ente consortile ha in corso  appalti per l’efficientamento della rete di canali consortili per un importo di 40 milioni di euro  e progetti per ulteriori 25 milioni, al momento in attesa di finanziamento e quasi tutti legati al miglioramento della rete irrigua. L’auspicio è che, sia sul fiume Taro che sull’Enza, le soluzioni prospettate possano presto essere attuate e si stanno studiando aree idonee per la realizzazione di piccoli e medi invasi.

PUGLIA: INDIVIDUATI FURTI D’ACQUA E DENUNCIATI I RESPONSABILI

Il Consorzio di bonifica Capitanata (con sede a Foggia) è sempre più impegnato sul territorio quale presidio di legalità.
Negli ultimi giorni sono stati individuati diversi furti d’acqua dalle condotte consortili a seguito di un’azione intensa e minuziosa di vigilanza, effettuata dal servizio ispettivo dell’ente consortile. Le persone ritenute responsabili sono state denunciate all’autorità giudiziaria.
Il furto d’acqua compiuto  sotto forma di manomissione, allaccio abusivo  o altro è una prevaricazione  nei confronti di chi segue le regole e una sottrazione di risorsa, che potrebbe essere distribuita  equamente. Proprio nel rispetto  della stragrande maggioranza dei consorziati, che utilizzano gli impianti correttamente e danno valore all’acqua, attuando misure di risparmio idrico, l’ente consorziale sta intensificando i controlli per debellare ogni forma di abuso e reato.

TOSCANA: DRONI IN ACTION

Una nuova convenzione operativa, focalizzata sull’utilizzo dei droni: si rinnova la collaborazione tra il Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno (con sede a Pisa) ed il locale servizio Remote - Area della Ricerca C.N.R. (Consiglio Nazionale Ricerche), che confermano una serie di obbiettivi operativi, relativi a salvaguardia del territorio, monitoraggio delle opere idrauliche e delle morfologie fluviali attraverso diverse tipologie di rilievi topografici (da drone e satellite), identificazione della biomassa e studio dello stato vegetativo delle specie arboree, presenti sui corsi d’acqua.
Il servizio rappresenta anche uno strumento per l’ottimizzazione delle attività di controllo e di pronto intervento da parte di organi preposti alla gestione del territorio, durante le fasi di protezione civile, in caso di piene ed emergenze idrauliche, come accadde nel 2019. La sinergia tra ente consortile e “Remote” mette a sistema le strumentazioni e le competenze dei 2 enti: da una parte la profonda conoscenza del territorio e delle relative problematiche da parte del Consorzio e dall’altra, l’esperienza di chi si occupa della gestione di droni commerciali e prototipali con possibilità di personalizzare i sistemi di bordo in funzione del tipo di dato da acquisire.
I droni utilizzati, equipaggiati con strumentazione Lidar, Rgb, multispettrale e termica permettono di eseguire molteplici missioni con diverse finalità. Grazie a questa integrazione di saperi sarà possibile completare i dati dei normali rilievi topografici con informazioni aggiuntive, raccolte da drone  per approfonditi studi geomorfologici e progettazioni inerenti all’ambiente fluviale; il monitoraggio effettuato durante le attività congiunte permetterà anche il rilevamento di processi erosivi, che possono evolvere in fenomeni franosi.
Nei precedenti 2 anni, l’attività dell’ente consorziale e “Remote” ha condotto anche allo sviluppo di una piattaforma innovativa (Tuscany River View - 360TRV) a supporto del monitoraggio dei bacini fluviali e di bonifica in Toscana (http://360trv.area.pi.cnr.it/ ); già disponibile in versione beta, rende visualizzabili i dati acquisiti in fase di monitoraggio delle opere idrauliche e delle morfologie fluviali del territorio, attraverso l'uso di satelliti e di droni, equipaggiati con sensoristica ad alta risoluzione.

LAZIO: ULTIMATI IMPORTANTI LAVORI

I Consorzi di bonifica del frusinate, “Conca di Sora” (con sede a Sora) ed “A Sud di Anagni” (con sede ad Anagni), hanno ultimato importanti lavori sia per la sicurezza del territorio, sia propedeutici all’irrigazione. È stato portato a compimento un programma decennale.
Con la sistemazione del torrente Rio, che interessa i comuni di Montelanico, Gorga, Segni, Sgurgola e Anagni, l’ente consortile è arrivato a completare il millesimo intervento, coprendo tutti i 750 chilometri di fossi demaniali, previsti dal vigente Piano di Classifica.
A questo risultato va aggiunto l’importante lavoro per la messa in sicurezza della strada Casilina, sponda destra del fosso Savo, sito nel comune di Valmontone. Il “Conca di Sora” ha invece portato a termine i lavori per la sistemazione della diga di Valfrancesca a servizio dell’impianto irriguo sul fiume Liri e finanziati con il Piano Sviluppo Rurale; sono stati inoltre effettuati, a Isola del Liri, lavori in convenzione con il Comune per la pulizia della cascata in centro cittadino.

TOSCANA: CONCLUSA PRIMA FASE MANUTENZIONE ORDINARIA

Si sono conclusi gli interventi di manutenzione ordinaria del Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca) nelle zone di pianura dei comuni di Massa, Carrara e Montignoso (zona Nord) pr un importo complessivo di circa quattrocentocinquantamila euro.
I lavori di taglio della vegetazione e pulizia dei corsi d'acqua, iniziati nel mese di aprile, sono stati completati alla fine di Giugno, rispettando i tempi previsti dal Piano Manutenzione Ordinaria 2022.
In queste zone si effettua ogni anno un doppio taglio della vegetazione su Si tratta di un lavoro fondamentale per aumentare la sicurezza idraulica del territorio e che consente, grazie anche alle “panne” sistemate alle foci, di intercettare rifiuti, che altrimenti finirebbero in mare. Per questo tipo di interventi, l’ente consortile impiega complessivamente oltre un milione di euro all'anno.

LAZIO: PARLAMENTARI RUMENI IN VISITA

Una delegazione parlamentare della Romania è stata ospite del Consorzio di bonifica Litorale Nord (con sede a Roma)  presso la sede di Focene.
A guidare il gruppo c’era il Presidente della Commissione Agricoltura, Silvicoltura, Industria Alimentare e Industrie Specifiche della Camera dei deputati rumena, FlorinIonu»? Barbu. Durante l’incontro sono stati affrontati vari temi tra i quali, in particolare, le modalità d’irrigazione, le competenze e la loro organizzazione.

Dopo la visita della sede, il gruppo si è trasferito alla sede centrale del servizio irrigazione di Monti dell’Ara, a Maccarese; qui  si è potuto avere un quadro esaustivo delle modalità d’irrigazione su circa quindicimila  ettari del comprensorio romano. 

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
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