Anno XXIV, n. 21 venerdì, 3 giugno 2022

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

NON C’E’ PIU’ ACQUA PER TUTTI GLI USI: RISCHIO RAZIONAMENTO ANCHE POTABILE

Mentre in Lombardia si va verso lo stato di crisi idrica regionale, l’incubo del razionamento dell’acqua potabile torna ad aleggiare sul Lazio, dove la quasi assenza di precipitazioni sta diventando allarmante: calano significativamente i livelli dei fiumi Tevere e Liri, ma anche dei laghi di Bracciano e di Nemi. A segnalarlo è l’Osservatorio ANBI  Risorse Idriche. Una delle zone maggiormente interessate dalla scarsità d’acqua sono i Colli Albani dove, per evitare interruzioni di fornitura idrica, il gestore Acea Ato2 si è rivolto alla Regione per chiedere un incremento del prelievo dalla sorgente del Pertuso, una delle fonti del fiume Aniene, la cui condizione già critica (-60% sulla media 1953-1974) non potrà che ulteriormente aggravarsi.
“Se la perdurante condizione di siccità sul Nord Italia ha permesso di concordare azioni di contrasto alle criticità idriche, il repentino precipitare della situazione in Centro Italia obbliga ad interventi d’emergenza” ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
“Ora bisogna contrastare l’aggravarsi della situazione, ma poi, al più presto, bisognerà dare il via agli interventi infrastrutturali, già finanziati ed in avanzato iter procedurale, capaci di aumentare la resilienza dei territori –ha sollecitato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – Al contempo servono decisioni politiche per avviare nuove opere finalizzate ad aumentare le riserve d’acqua di un Paese, dove crescono segnali idricamente allarmanti.”
Grave è anche la situazione dei fiumi toscani, dove l’ormai “torrente Arno” ha una portata pari al 27% della media e l’Ombrone è in grande sofferenza, trasportando solo 1,56 metri cubi al secondo. Piove troppo poco anche in Abruzzo dove, nei mesi scorsi si sono toccati deficit superiori al 90% (Penne: -93,3%). Nonostante le piogge, cadute però con intensità diversa da zona a zona, i fiumi delle Marche stanno tornando ai livelli del 2021 con improvvisa discesa anche dei volumi idrici trattenuti nei bacini ed ora superiori solo a quelli, scarsi, dello scorso anno.
In Campania, il fiume Garigliano rimane sui livelli più bassi in anni recenti, così come si segnalano in calo i volumi dei bacini del Cilento e del lago di Conza: pertanto, il rischio siccità resta presente. Gli invasi di Basilicata e Puglia, complici le alte temperature, registrano una vistosa decrescita nei volumi trattenuti, calati rispettivamente di oltre sette milioni e di quasi otto milioni di metri cubi. Preoccupanti anche i dati praticamente dimezzati nell’invaso alla diga S. Anna di Isola Capo Rizzuto, in Calabria: oggi trattiene 5,98 milioni di metri cubi contro una media pari a Mmc. 11,23 negli scorsi 6 anni. In Sardegna, dove sono previste temperature fino a quaranta gradi, nei giorni scorsi è piovuto abbondantemente solo nell’estremo Sud (una cinquantina di millimetri), mentre al Centro-Nord dell’Isola sta aggravandosi la scarsità di risorsa idrica. In calo è il livello dei grandi bacini del Nord (solo il Lario è stabile) con il lago Maggiore, che è prossimo a sfiorare nuovamente il minimo storico dal 1946.
Diminuiscono le portate dei fiumi valdostani e del Po, che a Cremona è in condizioni di criticità rossa ed a Pontelagoscuro registra livelli pari a quelli dei giorni più difficili della siccitosissima estate 2017. I fiumi piemontesi decrescono visibilmente ad eccezione di Pesio e Sesia; nelle dighe della Baraggia (Ravasanella, Ostola, Ingagna) mancano circa quattro milioni di metri cubi d’acqua rispetto alla media, contenendo oggi il 63,24% del volume invasabile. In Lombardia, nonostante le piogge cadute soprattutto sul Nord della regione (registrati fino a settanta  millimetri), le riserve idriche restano largamente deficitarie (-51,4% sulla media e -60% sul 2021), così come quelle nivali (-77% sulla media); il fiume Adda, pur in leggera ripresa, si conferma ai livelli più bassi del recente decennio.
Situazione analoga si registra in Emilia Romagna, dove piogge disomogenee hanno portato leggero ristoro agli esangui corsi d’acqua, ma non hanno impedito che il bilancio idroclimatico di alcune zone scendesse al di sotto dei minimi storici: nei bacini montani dal Parma al Trebbia, dove anche le precipitazioni sono inferiori al record  negativo; nei bacini di pianura dal Parma al Tidone; nei bacini di pianura a Nord della foce del fiume Reno, dove la pioggia caduta a Maggio è stata la metà di quella di un già difficile 2021 (mm.36 contro i 70 millimetri di 12 mesi fa).
Largamente deficitaria è anche la situazione alle dighe piacentine (Molato e Mignano), i cui bacini, con poco più di dieci milioni di metri cubi complessivamente invasati, registrano la peggiore performance del quinquennio (oltre sette milioni di metri cubi in meno rispetto all’anno scorso). In Veneto, infine, come tutti grandi fiumi del Nord continua a calare il livello dell’Adige, confermandosi ai minimi del recente decennio; in calo anche il Piave, mentre migliorano leggermente la condizioni idriche di Livenza, Bacchiglione e Brenta.

LOMBARDIA: EMERGENZA ACQUA: SENZA PIOGGE, È CRISI ANNUNCIATA

Per soddisfare le esigenze di inizio stagione irrigua, nonostante la severa situazione idro-meteorologica ed  i bassi afflussi al lago di Como, il Consorzio Adda (con sede a Milano) ha disposto un temporaneo aumento delle portate derivate dagli utenti del fiume, tra cui il Naviglio Martesana, all’80% della loro competenza. Per quanto riguarda invece le derivazioni dal fiume Ticino, il Canale Villoresi sta derivando il 60% della propria competenza.
Il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (anch’esso con sede nel capoluogo lombardo ) ha disposto una turnazione tra le 2 macroaree occidentali, sfruttando le traverse di regolazione, che ne permettono la bacinizzazione. Nel Naviglio Grande è stato invece necessario incrementare temporaneamente la portata sino al 93% della competenza per rendere possibile una minima erogazione anche alle numerose “bocche alte”, finora fortemente penalizzate dai bassi livelli nel canale. Considerando che da quasi ottant’anni non si era mai registrato un periodo siccitoso così grave, appare evidente come i provvedimenti, che si stanno assumendo nel tentativo di sostenere le aziende agricole in difficoltà, rappresentino  quanto è possibile attuare in un simile scenario.
Le attuali riserve idriche possono garantire solo un primo turno irriguo e nemmeno a pieno regime; se non si registreranno a breve adeguate precipitazioni, in grado di incrementare i livelli idrici, l’acqua invasata nei grandi laghi si esaurirà entro una ventina di giorni. Sarà allora improcrastinabile ridurre tutte le portate derivate dai fiumi. L’ente consorziale ribadisce quindi che la situazione potrebbe tornare estremamente critica e senza ulteriori misure da poter attuare in soccorso.

TOSCANA: EMERGENZA ACQUA:  NON C’E’ TEMPO DA PERDERE

Precipitazioni sporadiche e scarse non bastano a dare sollievo ai campi; le portate dei corsi d’acqua, in tutto il comprensorio Alto Valdarno, come nel resto della Penisola, sono scarse; nelle campagne sono evidenti i segni di una siccità, che rischia di complicarsi con l’arrivo dell’estate.
L’emergenza acqua anche in questo territorio è grave e rischia di mettere ko produzioni e colture: dal workshop “Dagli Etruschi alla bonifica 4.0”, organizzato a Bettolle, il problema è emerso in tutta la sua gravità.
Lo hanno rappresentato con chiarezza le Organizzazioni Professionali Agricole intervenute all’incontro, voluto dal Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) nell’ambito delle celebrazioni di  “ANBI 100”, in occasione del “Valdichiana Day”, giornata di eventi, esperienze e degustazioni, promossa  in collaborazione con l’Associazione Amici della Chianina con il patrocinio di Regione Toscana e Comune di Sinalunga. Proprio dal territorio salvato dalla palude è arrivato il grido d’allarme. I Consorzi di bonifica, infatti, hanno ben chiari i bisogni del territorio e sono una risorsa, su cui la Regione Toscana può contare per definire interventi e strategie.
In Alto Valdarno ci sono progetti ed un invaso importante come Montedoglio, ma occorre trovare soluzioni adeguate per tutta la regione, cogliendo le opportunità offerte dal PNRR e da tutte le altre programmazioni. Il fondo di rotazione, messo dalla Regione a disposizione del sistema della Bonifica per la progettazione di nuove infrastrutture irrigue, è un primo passo, ma deve essere potenziato, perché  l’acqua è una risorsa strategica.

COME 100 ANNI FA A SAN DONA’ DI PIAVE SI È DISEGNATA LA BONIFICA DEL FUTURO NEL SEGNO DELLA SOSTENIBILITA’

A 100 anni dal Congresso che, a San Donà di Piave nel 1922, pose le basi della moderna Bonifica, esperti di tutta Italia si sono nuovamente incontrati nella città veneta  per  riprogrammare obbiettivi e modalità d’intervento  di fronte alle nuove sfide collegate ai mutamenti climatici in un quadro “rivoluzionato” dalle emergenze pandemica e bellica.
“Insieme a Coldiretti parliamo di Piano Laghetti, perché è un termine empatico – ha ricordato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – Di fatto dobbiamo ragionare in diverse modalità per contenere acqua dolce, visto che in Italia circa il 90% delle piogge va disperso inutilizzato in mare.”
In Veneto, tale dato  arriva al 95% e, anche alla luce della grave siccità in atto, spinge Regione e Consorzi di bonifica  a progettare un piano per aumentare la capacità idrica, includendo cave dismesse in alta pianura, invasi di media pianura, nuovi bacini interaziendali, rami morti di fiumi, serbatoi sotterranei.
“È un progetto, il cui valore ammonta a mezzo miliardo di euro e che non può più essere rinviato, perché da esso dipendono, ogni anno, oltre sei miliardi di euro in produzione agricola regionale” ha spiegato il Direttore ANBI Veneto, Andrea Crestani.
“Il tema di conservare l’acqua per utilizzarla, quando serve, è prioritario e per questo la Regione del Veneto si è messa al tavolo con le strutture competenti per progettare il percorso da fare; il ruolo dei Consorzi di bonifica è strategico” ha confermato l’Assessore Agricoltura Regione Veneto, Federico Caner.
“Terrevolute 100 – Festival della Bonifica”, tenutosi a San Donà di Piave, ha rappresentato un importante momento del  percorso avviato da ANBI con la collaborazione scientifica dell’Università degli Studi di Padova. Nei due giorni di “simposi in piazza”, i temi della sostenibilità, secondo gli obbiettivi dell’Agenda O.N.U. 2030, sono stati pubblicamente affrontati in 9 sessioni, che hanno visto il contributo  di docenti di 15 Atenei italiani, nonché di rappresentanti del mondo dell’economia, della pubblica amministrazione e della società civile. Al centro di ogni riflessione è stato il territorio ed il suo legame con l’acqua, che genera paesaggio, economia, comunità e che pertanto va difesa e gestita, ma soprattutto immagazzinata.
Ha insistito sui tempi il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi: “I Consorzi di bonifica hanno dimostrato di saper attrarre risorse e completare i cantieri in tempo;  è però necessario che questa velocità sia anche del sistema Paese alla luce delle stringenti scadenze previste dal cronoprogramma del Next Generation Eu.”
“Ogni ragionamento sulla rigenerazione urbana deve tenere in considerazione l’acqua visto che non c’è territorio, paesaggio ed ambiente senza il verde ed il verde deriva dalla disponibilità d’acqua” ha aggiunto Francesco Cazzaro, Presidente ANBI Veneto.
“Attraverso il progetto Terrevolute 100, il mondo accademico affida, a quello della Bonifica, 9 itinerari di sostenibilità all’interno dell’Agenda 2030, suggerendo azioni da perseguire e metodi di misurazione degli obbiettivi” ha spiegato la Coordinatrice del Comitato Scientifico, Elisabetta Novello.
“Terrevolute 100 – Festival della Bonifica”, promosso da ANBI, ANBI Veneto ed Università Padova con il supporto del Consorzio di bonifica Veneto Orientale, è stato un successo organizzativo e di pubblico, grazie ad un programma diffuso, che ha coinvolto molti comuni del Veneto Orientale (Jesolo, Portogruaro, Eraclea, Caorle), registrando la partecipazione di migliaia di persone con  presenze  anche da fuori regione.
“Terrevolute 100 – Festival della Bonifica” si è svolto in collaborazione con Regione del Veneto  e Comune di San Donà di Piave.

LAZIO: PRESENTATO PARCO PROGETTI

È stato presentato, a Terracina, il parco progetti del Consorzio di bonifica Lazio Sud Ovest (con sede a Latina): un portfolio di 39 progetti finanziati e finanziabili per oltre centosette milioni di euro a conferma della volontà dell’ente consortile di perseguire gli obbiettivi di miglioramento funzionale e strutturale degli impianti e di riduzione del dissesto idrogeologico.
I progetti riguardano tutto il comprensorio Lazio Sud Ovest (3/4 in area Latina ed il resto nell’area Fondi)  e si riferiscono a diversi ambiti:  7 per il dissesto idrogeologico, 10 per gli impianti idrovori, 10 per l’efficientamento energetico e 12 per l’irrigazione sia in pressione  che di soccorso.
Dal 2017 al 2022 la struttura consortile ha lavorato alacremente, rispettando obbiettivi, scadenze e requisiti richiesti dai bandi, in concomitanza con gli aggiornamenti normativi in itinere, dimostrando tangibile capacità di progettazione ed esecuzione dei lavori.

TOSCANA: IL PUNTO SULLA SICUREZZA IDRAULICA

Comune di San Gimignano e Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno (con sede a Firenze) hanno fatto il punto sul lavoro svolto e sui prossimi interventi contro il rischio idraulico nel territorio.
Oltre alla manutenzione ordinaria sul territorio ed i suoi corsi d’acqua, sul fiume Elsa ad Ulignano si procederà con la chiusura arginale e la demolizione del ponte-guado, causa di tanti problemi (importo complessivo: circa trecentomila euro); a Badia a Elmi saranno invece attuate migliorie al borro Casciani che qui ha argini spesso sormontati dalle piene più importanti, creando disagi alla vicina zona artigianale (arrivati finanziamenti per 780.000 euro e, con i progetti ormai in fase esecutiva, si mira a concludere i lavori entro il 2023); infine, altri 90,000 euro arriveranno da fondi statali per completare la sistemazione del nodo idraulico di Ulignano, intervenendo per la stabilizzazione delle sponde del borro di Forciano.
Ulteriori interventi in corso di progettazione ed ancora in attesa di finanziamento riguardano il borro delle Pescioline (€1.300.000,00) ed il fosso delle Rote (€ 4.500.000,00).

LAZIO: SETTIMANA DELLA BONIFICA RICCA DI PARTECIPAZIONE

Durante l’annuale “Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione”, gli impianti idrovori ed irrigui del Consorzio di bonifica Litorale Nord (con sede a Roma) hanno ospitato associazioni, scuole e perfino una delegazione parlamentare della Romania, guidata dal Presidente della Commissione Agricoltura, Silvicoltura, Industria Alimentare e Industrie Specifiche della Camera dei Deputati, FlorinIonu»? Barbu.
I visitatori sono rimasti in molti casi stupiti dal fondamentale lavoro svolto dalle idrovore in un territorio come quello del litorale romano, interessato da molte zone sottostanti il livello del mare.
Con le scuole sono stati affrontati i temi legati al valore dell’acqua, mentre con la delegazione parlamentare rumena è stato possibile confrontare esperienze legate all’importantissimo ruolo irriguo, illustrando quanto in questi anni è stato fatto dall’ente consortile per garantire ed efficientare la distribuzione della risorsa irrigua e di quanto ancora è in programma di fare in risposta alla crisi climatica.

MARCHE: LA DIGA, UN’AULA A CIELO APERTO

La diga di Cingoli, gestita dal Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro), non è strategica solo come risorsa idropotabile, è un gioiello ambientale ed una riserva preziosa di biodiversità; per questo, viene scelta sempre più spesso come “aula a cielo aperto” per educare le nuove generazioni sui temi del rispetto e della tutela dell’acqua, nonché della sostenibilità nella produzione di energia. In questo periodo, infatti, si moltiplicano le visite degli studenti alla struttura e al suo grande lago.
La più recente è stata quella che ha visto protagonisti, i ragazzi della scuola primaria Grottaccia dell’Istituto Comprensivo Mestica di Cingoli, che hanno visitato la maestosa parete a valle dell’impianto.
Qualche giorno prima anche la scuola elementare di Villastrada  aveva potuto apprezzare il fascino della struttura idraulica, visitandola nei suoi meandri ed arrivando nella parte più bassa della diga, dove si trovano le grandi paratie di regolazione; i ragazzi inoltre hanno potuto vedere la grande centrale idroelettrica. Il palpabile interesse è un buon motivo per realizzare un grande museo dell’acqua, che possa attirare sempre più persone e giovani.

LIGURIA: BONIFICA E IRRIGAZIONE DAL  PASSATO AL FUTURO

E’ stato un incontro particolarmente riuscito, quello organizzato dall’Associazione Tempo Libero a La Spezia con l’obbiettivo di illustrare il Consorzio di bonifica Canale Lunense e le sue attività.
La vita dell’ente consortile ha da sempre sede in via Paci a Sarzana, nello spezzino: dalle prime idee nel 1700 di una struttura artificiale in Val di Magra al servizio dell’agricoltura fino alla nascita del Consorzio negli anni ‘30 dello scorso secolo e l’attesa per il prossimo compleanno riguardante il secolo di attività, in calendario nel 2023. Il “Canale Lunense” conta circa quindicimila consorziati, ricadenti in un comprensorio  esteso in Val di Magra e parzialmente a Lerici, Aulla, Fosdinovo oltre che  in una piccola porzione di Carrara.
Molte le innovazioni portate in questi anni: dagli sgrigliatori comandati a distanza al monitoraggio on-line del livello dell’asta artificiale, dal potenziamento delle idrovore di Marinella e Luni allo sviluppo delle linee irrigue a pressione, dai progetti di resilienza all’ammodernamento della principale centrale idroelettrica; capitoli a parte meritano la ciclopedonale lungo il Canale Lunense (quasi venti chilometri), la realizzazione di 2 invasi per la raccolta dell’acqua piovana a Santo Stefano e a Castelnuovo, la scoperta di dannose specie aliene nel comprensorio quali nutrie, gamberi killer, tartarughe e maxi-molluschi.

LOMBARDIA: OGNI GOCCIA CONTA

“La progettazione condivisa e la cooperazione sono tra i cardini di un innovativo approccio all’innovazione e agli investimenti in questo settore strategico”: ad affermarlo è stato il Consorzio di bonifica Oglio Mella (con sede a Brescia), in occasione della presentazione del bilancio di sostenibilità della società Acque Bresciane.
Nella provincia, l’ente consortile è stato protagonista del progetto AcquaPluss per la valorizzazione dei fontanili e che ha coniugato più aspetti: la salvaguardia di questi elementi caratteristici della pianura, la valorizzazione in termini fruitivi ed educativi degli ambienti legati all’agricoltura irrigua e, non ultimo, l’efficientamento dell’uso dell’acqua a fini agricoli. Coniugare i benefici del riuso delle acque depurate con la sicurezza e la qualità degli alimenti è infatti una delle sfide dell’economia circolare.
L’Unione Europea  ha tracciato il quadro normativo per l’utilizzo delle acque affinate in agricoltura, intervenendo sia sugli aspetti qualitativi che sui processi di controllo e di distribuzione.
È stato così annunciato che ANBI ed ANBI Lombardia organizzeranno lunedì 20 Giugno p.v., a Milano, il convegno “Sicurezza alimentare e qualità delle risorse idriche - Le opportunità della normativa europea sul riuso delle acque depurate in agricoltura”. I gestori degli impianti di depurazione, il sistema consorziale e le Amministrazioni Pubbliche sono infatti chiamati a ridisegnare, in un’ottica di cooperazione, l’approccio all’uso plurimo dell’acqua per contrastare le sempre più frequenti criticità idriche.

EMILIA ROMAGNA: PREMIAZIONE

La classe 3° della scuola primaria “Paolo Maserati” di Sarmato ha partecipato al concorso regionale “Acqua e Territorio”, indetto da ANBI Emilia Romagna, presentando un cortometraggio, che si è classificato primo alla preselezione provinciale, secondo di categoria e terzo assoluto a livello regionale.
Il video è incentrato su LIFE CLAW, il progetto europeo per la salvaguardia del gambero d'acqua dolce “austropotamobius pallipes” e di cui il Consorzio di bonifica Piacenza (con sede nella città emiliana) è partner. A premiare gli studenti c’erano anche il Sindaco, Claudia Ferrari e gli operatori del cineclub “Cattivelli” di Piacenza, che hanno aiutato la classe nella realizzazione del video.

VENETO: CONCLUSIONI E PROSPETTIVE DEL PROGETTO LIFE BEWARE

Si è tenuta  a Santorso  la conferenza conclusiva  del progetto europeo LIFE BEWARE, che dal 2018, grazie ad una disponibilità finanziaria di oltre due milioni di euro, ha visto la realizzazione, nel comune ospite ed a Marano Vicentino, di una serie di opere (bacini idrici per uso agricolo, giardini pluviali, pozzi drenanti, cisterne di raccolta dell’acqua piovana, canali di gronda, ecc.) con lo scopo di ottimizzare la gestione delle acque meteoriche in un’ottica di contrasto ai cambiamenti climatici.
In pratica, le opere realizzate con LIFE BEWARE, divenuto caso di studio del Ministero per la Transizione Ecologica e di cui è partner anche il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta (con sede a San Bonifacio, in provincia di Verona), hanno lo scopo di facilitare l’infiltrazione e lo stoccaggio dell’acqua piovana nelle aree rurali ed urbane del territorio dei due comuni vicentini.
All’incontro con la cittadinanza sono stati presentati i risultati raggiunti nei 4 anni di attività, comprendenti non solo interventi concreti di ritenzione naturale delle acque piovane, ma anche la stesura di piani di azione territoriali, attività di formazione, informazione e sensibilizzazione della cittadinanza).
Nella stessa giornata era in programma anche un incontro tecnico dal titolo “LIFE BEWARE, e poi?” per riflettere sulle priorità e le azioni da intraprendere nel territorio per dare seguito al fruttuoso progetto.

EMILIA ROMAGNA: IMPIANTI TRICOLORI PER LA REPUBBLICA E LA BONIFICA

La Festa del 2 Giugno  per celebrare la nascita della Repubblica nel nostro Paese ha  incontrato quest'anno le celebrazioni del Centenario per la nascita della Bonifica moderna.
Così il significativo connubio, che  ricorda anche  quanto l'amore per il Paese si concretizzi soprattutto prendendosene cura, è stato evidenziato anche visibilmente in alcuni degli impianti idraulici più rappresentativi: il Consorzio di 2° grado C.E.R. (con sede a Bologna) ha illuminato con il Tricolore l'impianto Crevenzosa a Galliera e tratto del Canale Emiliano Romagnolo nel  comune di Gatteo.

GARGANO IN LOMBARDIA, TOSCANA E VENETO

Il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, sarà fra i protagonisti del talk “La nuova economia della sostenibilità”, in programma alle ore 12.00 di lunedì 6 Giugno p.v. nell’ambito dell’evento “Pianeta 2030”, organizzato dal Corriere della Sera nella propria sede a Milano, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente.
Il giorno dopo, martedì 7 Giugno, il DG ANBI interverrà al convegno “1922-2022 La Bonifica per la sostenibilità” organizzato in Palazzo Vecchio a Firenze da ANBI Toscana. Infine, Gargano presenzierà mercoledì 8 Giugno all’inaugurazione del nuovo impianto pluvirriguo di Coronini, realizzato dal Consorzio di bonifica Veronese, in comune di Villafranca di Verona.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
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