Anno XXIV, n. 20 venerdì, 27 maggio 2022

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

CALDO E PIOGGE SCARSE ASSETANO ORMAI L’INTERA PENISOLA. LA PREOCCUPAZIONE SI ESTENDE ANCHE AL CENTRO SUD

Si allarga anche al Centro Sud d’Italia l’allarme per l’emergenza siccità in questo torrido Maggio 2022. La preoccupante indicazione arriva dal report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche. In particolare, è Roma ad assumere il ruolo di “capitale” anche in questa poco invidiabile fotografia del Paese; alla stazione di rilevamento Lanciani, ad esempio, da inizio d’anno sono caduti 137 millimetri di pioggia contro una media, negli scorsi 16 anni, pari a mm. 357.
In questo 2022 le piogge sono state scarse su tutto il Lazio: in alcune zone del litorale romano e del viterbese (Ladispoli, Cerveteri, Tarquinia, Viterbo) sono finora caduti meno di cento millimetri di pioggia  contro una media di mm. 300 (fonte: ARSIAL); analoga situazione di scarsità pluviometrica si registra  in provincia di Latina. A risentire di questa situazione sono inevitabilmente i corpi idrici: il lago di Bracciano resta stabilmente 25 centimetri sotto i livelli del 2021; il fiume Tevere è circa un metro più basso dei livelli registrati negli ultimi anni, avvicinandosi a quelli rilevati nel siccitosissimo 2017; la portata del fiume Aniene è addirittura dimezzata rispetto alla media in anni recenti; peggiore  degli anni scorsi è anche la condizione idrica dei fiumi Sacco e il Liri.
“La forte pressione antropica soprattutto della Capitale sulle risorse idriche aggrava la condizione delle già scarse portate, dimostrando la necessità di realizzare pure qui nuovi invasi multifunzionali, capaci di rispondere anche alle esigenze potabili, come previsto dalle progettualità del Piano Laghetti da noi presentato insieme a Coldiretti” ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
Resta largamente insufficiente la condizione idrica nella confinante Toscana, soprattutto nelle zone meridionali della regione dove, in continuità con l’attiguo viterbese, il fiume Ombrone registra una portata (1,86 metri cubi al secondo) addirittura inferiore al Deflusso Minimo Vitale (mc./sec. 2,00), segnando uno dei picchi più bassi dei recenti 20 anni; nel mese di Maggio, infatti, le piogge sono state irrisorie, addirittura  inferiori ai dieci  millimetri su alcune zone del Grossetano e dell’Aretino. Analoga situazione di insufficienza idrica si segnala nel resto della regione dove l’Arno registra una “magra” pari a 11,20 metri cubi al secondo. Anche nelle Marche i livelli attuali dei corsi d’acqua si stanno avvicinando (in alcuni casi sono addirittura inferiori) a quelli largamente deficitari dello scorso anno; la differenza la fanno, per ora, i bacini, che continuano a contenere una quantità d’acqua superiore di 4 milioni di metri cubi rispetto all’anno scorso.
“E’ la testimonianza evidente della funzione calmieratrice e di riserva idrica, che assumono gli invasi rispetto al territorio, divenuta fondamentale, oggi più che mai,  come elemento di contrasto alle conseguenze dei cambiamenti climatici” ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
Scendendo a Sud, calano le portate dei principali fiumi della Campania con il Garigliano in grave sofferenza. Continua ad essere deficitario il bilancio idrico nei bacini di Basilicata (calo di oltre due milioni di metri cubi in una settimana ed un gap negativo di quasi ventisei milioni rispetto al 2021) e Puglia (- Mmc. 5.500.000 ca. in 7 giorni). Risalendo la Penisola, resta grave la condizione idrica in Emilia Romagna, dove è gravemente deficitario il bilancio idroclimatico (precipitazioni + evapotraspirazione) nel Ferrarese e nei bacini montani dal Parma al Trebbia, mentre i fiumi Enza e Secchia scendono al di sotto dei minimi storici.
Continua a decrescere il fiume Po, scendendo in alcune zone (Cremona) sotto i minimi storici. In Veneto crescono, seppur in maniera insufficiente, i livelli dei fiumi Adige e Piave, ma contestualmente le altezze idrometriche di Brenta e Livenza sono inferiori di circa due  metri a quelle dello scorso anno. Analogo andamento si registra in Lombardia dove la portata del fiume Adda cresce, ma resta lontana dai livelli consueti per il periodo; le riserve idriche della regione sono complessivamente dimezzate rispetto alla media. In questo quadro si inserisce l’ulteriore decrescita dei livelli dei laghi Maggiore e di Garda;  Lario ed Iseo invece registrano buone performance.
A NordOvest, infine, calano i livelli dei fiumi piemontesi (unica eccezione, la Stura di Lanzo), mentre migliora la condizione dei corsi d’acqua in Valle d’Aosta, beneficiari dello scioglimento dei comunque scarsi manti nevosi.

LOMBARDIA: SI VA VERSO LA DICHIARAZIONE DELLO STATO DI CRISI IDRICA REGIONALE

In Lombardia, a fronte dello stato di estrema emergenza causata dal perdurare della siccità, è stato riconvocato il “tavolo regionale per l'utilizzo in agricoltura della risorsa idrica” con la partecipazione di tutti gli assessorati regionali coinvolti. Al “tavolo” è seguita anche un’audizione dell’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale.
I dati di A.R.P.A. (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) Lombardia confermano che le riserve idriche vedono ancora un significativo deficit che supera, a livello regionale,  il 50%  rispetto ai dati medi del periodo. Nel corso dei lavori del “tavolo”, l’Assessore Enti Locali, Montagna e Piccoli Comuni di Regione Lombardia, Massimo Sertori, ha annunciato l’imminente provvedimento di Giunta, con cui  verrà dichiarato lo stato di crisi idrica regionale e che disciplinerà l’applicazione “ragionata” delle deroghe al Deflusso Minimo Vitale sia sulle aste fluviali di Adda ed Oglio, sia sugli altri sottobacini idrografici del territorio regionale.
Regione Lombardia darà inoltre particolare attenzione al bacino del fiume Chiese, condividendo la richiesta del locale Consorzio di bonifica di procedere con le richieste propedeutiche alla modifica dei livelli in aumento e riduzione della capacità di invaso. Intervenendo al “tavolo” ed all’audizione in commissione, il Presidente ANBI Lombardia, Alessandro Folli, ha salutato positivamente l’attenzione regionale sull’estrema emergenza, che attanaglia il settore agricolo. In un articolato documento, ANBI Lombardia ha avanzato, alla Giunta ed al Consiglio regionali, proposte concrete sia per contrastare l’attuale contesto emergenziale che per affrontare il medio-lungo periodo.
In particolare, è stata proposta l’attivazione di un “tavolo” con i gestori dei bacini idroelettrici, affinché si possano trovare soluzioni condivise per favorire l’uso irriguo. Durante l’audizione, l’Assessore Agricoltura di Regione Lombardia, Fabio Rolfi, ha confermato che il “tavolo regionale per l'utilizzo in agricoltura della risorsa idrica” diventerà permanente come momento di confronto tra tutti gli attori coinvolti sui temi dell’acqua.
L’Assessore ha ribadito inoltre la necessità di proseguire negli investimenti  e nell’innovazione, ricordando come  il Piano Lombardia abbia supportato gli enti consorziali nell’efficientamento della rete di competenza.
A questo proposito è stato ricordato lo stanziamento di  oltre otto milioni di euro per la conversione di 2 cave dismesse in bacini di accumulo per integrazione irrigua e laminazione delle piene. Il primo ad essere realizzato, grazie al Consorzio di bonifica Oglio Mella (con sede a Travagliato, in provincia di Brescia), sarà  quello nel territorio di Castrezzato, dove i lavori saranno conclusi già alla fine del 2022.
I 2 progetti saranno la prima attuazione della recente Legge Regionale in materia, in piena sinergia con il Piano Laghetti promosso da ANBI e Coldiretti.

EMILIA ROMAGNA: INFRASTRUTTURE E BIG DATA COMUNI PER LA GESTIONE SOSTENIBILE DEL TERRITORIO

Dallo stand ANBI alla fiera Macfrut 2022 è giunto chiaro il messaggio che è arrivato il tempo di unire tutte le forze istituzionali, consortili ed associative, disponibili ad operare unitariamente e con concretezza per individuare soluzioni praticabili contro gli effetti del cambiamento climatico: a sottolinearlo è ANBI Emilia Romagna, ricordando il filo conduttore delle tante iniziative all’insegna della gestione sostenibile del territorio, grazie all’utilizzo delle più avanzate tecnologie, frutto della ricerca sul risparmio e l’utilizzo consapevole della risorsa idrica.
Tra le iniziative promosse dai Consorzi di bonifica emiliano romagnoli si segnalano il progetto "Cognitive Manager per la gestione e pianificazione delle acque irrigue", il corso di formazione "Acqua Docet"  per i docenti degli Istituti Agrari e la cerimonia di premiazione del concorso regionale scolastico “Acqua e Territorio".

LA TOSCANA SI CONFERMA LABORATORIO AMBIENTALE DELLA BONIFICA ITALIANA

NEL FIORENTINO SI SPERIMENTANO GOLENE A LUNGA FIORITURA PER FAVORIRE IL RIPOPOLAMENTO DELLE API

Da zone marginali ed incolte, le aree golenali e le casse di espansione dei fiumi possono diventare l’habitat ideale per la proliferazione delle api selvatiche: succede lungo il torrente Ombrone, nel comune di Signa in provincia di Firenze, dove è stata presentata la prima sperimentazione in Italia, dedicata alla trasformazione dei terreni adiacenti ai corsi d’acqua in prati, che rimangono fioriti per buona parte dell’anno. Protagonista del progetto è un team di ricercatori dei Dipartimenti di Biologia e di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari Ambientali e Forestali (DAGRI) dell’Università di Firenze in collaborazione con il Consorzio di bonifica Medio Valdarno.
“E’ un esempio concreto – ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – della missione ambientale dei moderni Consorzi di bonifica ed irrigazione, così come disegnata dai simposi animati da 14 Università italiane nell’ambito del progetto Terrevolute ANBI 100.”
I ricercatori dell’Ateneo fiorentino e l’ente consorziale hanno identificato una prima superficie di circa sedici ettari, dove attuare un’azione di miglioramento ambientale con l’obbiettivo di variare e prolungare la disponibilità di fioriture, nonché di valorizzare un contesto altrimenti destinato all’espansione del fiume in caso di piene.
“Di fronte all’estremizzazione degli eventi atmosferici, conseguenza dei cambiamenti climatici, è necessario incrementare la capacità di resilienza dei territori attraverso infrastrutture capaci di calmierare l’insufficienza o l’eccesso d’acqua, trattenendola in bacini. Devono essere, però, interventi multifunzionali: così il Piano Laghetti come le casse di espansione, che abbinano funzioni idrauliche ed ambientali” ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
Nell’esperienza toscana sono state selezionate 3 diverse miscele di piante (45 specie, tra cui trifoglio, tarassaco, malva, achillea), che fioriscono in tempi diversi dell’anno  per garantire fiori e quindi nutrimento agli impollinatori da Aprile fino ad Ottobre.
Nella scelta delle piante, tutte autoctone, è stato tenuto conto del fatto che specie di api diverse sono attratte da fiori di forme e colori differenti.
“Le api selvatiche contano in Europa circa duemila specie e  ben millecento vivono in Italia – ha spiegato Francesca Romana Dani, Docente del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze - Numerosi indicatori mostrano una diminuzione delle popolazioni di queste specie negli ultimi decenni, causata principalmente dall’espansione delle aree antropizzate e dal cambiamento delle pratiche agricole: un fenomeno preoccupante  sia per gli effetti sulla biodiversità, sia per la riduzione del servizio ecosistemico dell’impollinazione.”
I ricercatori dell’Ateneo fiorentino dovranno valutare l’efficacia dell’intervento sulle comunità di api selvatiche, monitorando l’evoluzione della numerosità e della diversità di specie presenti nei campi della sperimentazione rispetto ad aree limitrofe, dove il terreno rimane incolto. Il progetto procederà di pari passo anche in un’altra area della provincia di Firenze, prossima alla cassa di espansione del fiume Pesa, nel comune di Montelupo Fiorentino.
“Lo scopo – prosegue la ricercatrice – è valutare l’efficacia di queste azioni sulla biodiversità degli insetti pronubi e la loro sostenibilità nelle pratiche di gestione delle casse di espansione.”
Per l’ente consorziale il progetto rappresenta così l’impegno verso una maggiore integrazione delle attività di gestione delle aree fluviali con l’ambiente e l’agricoltura nel più ampio quadro della sostenibilità.
Un’ulteriore testimonianza arriva da Pistoia, dove tecnici ed operatori del Consorzio di bonifica Medio Valdarno evitano i tagli, laddove erbe fiorite, come la borragine, crescono spontaneamente e quindi lasciano macchie d’erba, che sembra incolta, ma in realtà è un grande valore aggiunto per le api.
Attenzione speciale, durante le operazioni di manutenzione idraulica, viene riservata anche alle colonie di uccelli fluviali, rari e delicati come i gruccioni o il corriere piccolo: in certi tratti, come ad esempio sul fiume Ombrone Pistoiese nella zona delle casse di espansione de Le Vanne a Quarrata nel pistoiese, si lasciano crescere spontaneamente, fino ad Agosto, fasce di vegetazione a protezione dei nidi rinvenuti.

EMILIA ROMAGNA: AGRICOLTURA PRIMA ALLEATA NELLA PREVENZIONE DEL DISSESTO MONTANO

Al Cinema Teatro Mac Mazzieri di Pavullo si è fatto il punto sulla lotta al dissesto idrogeologico in Appennino con Istituzioni ed enti preposti alla difesa del territorio montano (Provincia di Modena, Consorzio di bonifica Burana, Protezione Civile, Regione Emilia-Romagna, U.N.C.E.M.- Unione nazionale Comunità Enti Montani, associazioni agricole): tracciate le linee guida per la programmazione delle nuove politiche di intervento in montagna, grazie al modello Burana.
Per il Consorzio di bonifica Burana (con sede a Modena), infatti, il trend d’investimento è cresciuto ed è quasi triplicato in 10  anni fino ad un importo medio di circa un milione di euro all’anno con importanti ricadute sulle attività economiche imprenditoriali del territorio. Si tratta di risorse impiegate nella sistemazione di pendici e versanti, nel recupero di zone franose, nella regimazione dei deflussi montani tramite opere di bonifica, in sistemazioni agro-forestali e di fruizione del territorio.
A queste si aggiungano i 42 progetti (per un totale complessivo di € 4.782.271) a sostegno delle attività economiche in Appennino, finanziati da Regione Emilia-Romagna attraverso lo strumento del Piano Sviluppo Rurale 2014-2020 per la creazione di sistemi di drenaggio, nonché opere di consolidamento e sostegno di stalle.
Altre risorse sono state ottenute dal progetto LIFE Agricolture a supporto di aziende in prevalenza zootecniche e da latte per mettere in atto interventi di miglioramento della qualità dei foraggi e di mitigazione o contrasto al cambiamento climatico.
Alessio Mammi, Assessore Agricoltura, Agroalimentare, Caccia e Pesca Regione Emilia-Romagna ha affermato: “La montagna coltivata ed abitata è il modo più efficace per garantire la tutela del territorio. La Regione si sta impegnando per il sostegno delle imprese agricole di montagna, per favorire l’insediamento dei giovani, per contrastare il dissesto idrogeologico e lavorare a fianco degli enti consortili per una gestione ottimale e puntuale della risorsa idrica. La Regione Emilia Romagna attraverso il P.S.R. ha già erogato 46 milioni di euro in contributi all’Appennino modenese e messo a disposizione, attraverso i Consorzi di bonifica quasi dieci milioni di euro per opere irrigue e difesa del suolo.”

LAZIO: PROSEGUE LA MANUTENZIONE ALLA DIGA

La diga Madonna delle Mosse è un’infrastruttura strategica, gestita dal Consorzio di bonifica Litorale Nord (con sede a Roma) a servizio dell’irrigazione nell’area agricola di Canino; il bacino artificiale a servizio dell’infrastruttura irrigua garantisce una capacità massima di 2.000.000 di metri cubi.
Oltre alla ordinaria manutenzione dei paramenti e dei fossi di guardia della diga è stata recentemente ultimata anche l'integrale pulizia delle vasche dello scarico a valle con la rimozione della vegetazione spontanea e la risagomatura di un tratto del fosso Timone; ulteriori interventi hanno riguardato la sistemazione dell'impianto di illuminazione e sorveglianza.

FRIULI VENEZIA GIULIA: PROSEGUONO GLI  INCONTRI CON I COMUNI

Difesa idraulica del territorio, irrigazione, viabilità: sono gli argomenti trattati nel corso di un incontro tra il Consorzio di bonifica Pianura Friulana (con sede a Udine) e l’Amministrazione Comunale di Grado guidata dal Sindaco, Claudio Kovatsch.
Il Comune di Grado, come altri comuni della Bassa Friulana, è situato per larga parte sotto il livello del mare e la sua sicurezza idrogeologica è affidata ad un sistema di opere di bonifica, costantemente monitorato e manutenuto; a questo si aggiunge l’attività irrigua di sostegno alle aziende agricole, che senza la risorsa idrica non potrebbero operare in maniera efficiente e idonea ad assicurare un reddito.
La collaborazione con il Comune di Grado, nel cui territorio l’ente di bonifica annovera 1.725 consorziati, di cui 316 agricoli, rappresenta quindi una necessità per operare al meglio. Nella nota località turistica è in corso la ristrutturazione dell’impianto pluvirriguo “Boscat” su oltre settecento ettari, concernente la sostituzione delle attuali pompe di sollevamento e la realizzazione di nuove condotte nei tratti più degradati; i lavori (per un investimento di circa due milioni e quattrocentomila euro) sono stati finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia e si prevede che i più urgenti siano ultimati agli inizi di Giugno, mentre gli altri saranno eseguiti al termine dell’annata agraria.
Nel comprensorio di Fossalon sono state ultimate opere, che hanno consentito di estendere l’irrigazione su una superficie di circa duecentocinquanta ettari con un investimento di 6.300.000 euro, sempre finanziati dalla Regione. Particolare attenzione è stata rivolta alla manutenzione dei canali, che esercitano un’attività non solo irrigua ma anche idraulica in comprensori per gran parte sotto il livello del mare.
In collaborazione con il Consorzio di bonifica Venezia Giulia (con sede a Ronchi dei Legionari, in provincia di Gorizia) sono in corso la ristrutturazione ed il potenziamento dell’idrovora Viola per un importo complessivo di oltre due milioni e mezzo di euro, finanziato in parte attraverso il “fondo Gorizia” ed in parte dall’Amministrazione Regionale. Nel corso dell’incontro ci si è soffermati, infine, sui lavori affidati all’ente consortile per la manutenzione della laguna di Grado e Marano, in particolare per quanto riguarda la manutenzione ed il riposizionamento di segnalamenti e “briccole”.
È stato poi posto anche  il problema della manutenzione viaria e la necessità di adeguati finanziamenti per i ponti, che attraversano canali consortili, il cui ente ha ribadito che è già stata effettuata una richiesta di finanziamento alla Regione, relativa ad un programma di manutenzione con oneri annuali, che possono sostenere questa attività.
È inoltre in avanzata fase esecutiva l'intervento denominato "Opere per il ripristino delle difese a mare (argine) comprese tra la zona Goppion e la valle da pesca Artalina”, finanziato nel Marzo 2021 dal Commissario Delegato Protezione Civile  per l’importo complessivo di 1.500.000 euro: a distanza di poco più di un anno dal finanziamento i lavori sono giunti alla fase conclusiva.
L’evento è stato promosso per affrontare le tematiche ed i problemi inerenti le zone agricole di Grado, con particolare riferimento alla difesa idraulica del territorio e all’irrigazione, che costituisce una delle principali problematiche, che affliggono l’agricoltura gradese nelle zone di Boscat e Fossalon. A breve ci saranno altri incontri con le aziende agricole del territorio.

LAZIO: EFFICIENTAMENTO IRRIGUO E MIGLIORAMENTO AMBIENTALE

Dopo l’irrigazione di soccorso in Agro Pontino (nei comuni di Latina, Pontinia e Sezze) anche il comprensorio irriguo dell’area di Fondi ha la sua occasione: altri 2 progetti, infatti, sono stati approvati dal Consorzio di bonifica Lazio Sud Ovest (con sede a Latina), relativi a nuovi e più moderni sistemi di distribuzione della risorsa idrica: uno nei distretti irrigui di San Magno, Settecannelle, Valmaiura e San Puoto interessanti i comuni di Fondi e Sperlonga; l’altro, nei distretti di Portella e Vetere interessanti i comuni di Monte San Biagio e Fondi.
La superficie complessiva, interessata dagli interventi di efficientamento, è di oltre cinquemila ettari, dove sono prodotte colture altamente specializzate e caratteristiche del territorio.
Entrambi i progetti prevedono lavorazioni e soluzioni progettuali simili: la sostituzione di alcuni tratti delle condotte principali e secondarie, soggette a frequenti rotture e conseguenti perdite e la sostituzione di gruppi di consegna aziendale con la realizzazione di un sistema automatizzato di gestione dell’irrigazione.
L’obiettivo è di garantire il miglioramento del sistema di distribuzione attraverso la misurazione ed il controllo effettivo dei volumi irrigui con l’introduzione di moderne tecniche di erogazione, che prevedono idranti di nuova generazione e la gestione con l’utilizzo di card.
Oltre alla tutela ed al miglior utilizzo della risorsa idrica, entrambi i progetti promuovono azioni di valorizzazione ambientale: infatti è prevista la realizzazione di  un corridoio verde, costituito da siepi e filari campestri di diverse specie arbustive per la protezione dell’agroecosistema estensivo e la diffusione di specie animali o vegetali, nelle aree consortili, dove sono ubicate le vasche di accumulo e gli impianti di sollevamento alle pendici dei monti Aurunci e Ausoni.

EMILIA ROMAGNA: PRENOTARE L’ACQUA PER L’IRRIGAZIONE

Un nuovo “numero verde”, quindi totalmente gratuito, per consentire alle aziende agricole, che hanno maggiore necessità di soddisfare le richieste irrigue in pochi minuti: è una delle risposte alla crisi idrica, che il Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città ducale”) mette in campo per fronteggiare un’emergenza ormai endemica, che sta duramente colpendo l’intero bacino padano già dai primi mesi dello scorso inverno.
La prenotazione (tel. 800 220797) dovrà avvenire entro 5 giorni lavorativi, antecedenti alla data prevista per l’irrigazione: questo per consentire all’ente consortile di pianificare la stagione irrigua, soprattutto alla luce delle criticità idriche, causate dalla siccità.
Inoltre, la pianificazione è indispensabile per contenere i costi fissi d’esercizio ed organizzare al meglio i prelievi e la realizzazione degli invasi sulla rete idraulica, incentivando l’utilizzo delle acque superficiali in alternativa al prelievo da falda.

TOSCANA: LA BONIFICA CHE FA SPETTACOLO

Si è svolta “Pedalando per acque, fattorie e poderi”, l’iniziativa nata nella cornice della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’irrigazione e che ha alzato il sipario su uno “spettacolo” unico: il valore della Bonifica, di ieri e di oggi.
Molti appassionati, in sella alla bicicletta, hanno percorso i 55 chilometri dell’itinerario studiato per far conoscere ed apprezzare le opere dell’ingegno umano, che hanno contribuito a risolvere il problema dell’impaludamento della Valdichiana e che oggi, continuando a svolgere una funzione preziosa, rappresentano un autentico museo all’aria aperta: partenza dalla Chiusa dei Monaci ad Arezzo ed arrivo a Castroncello, nel comune di Castiglion Fiorentino; nel mezzo, la visita ad alcune delle fattorie granducali, come Frassineto e Fonte a Ronco, che per l’occasione hanno aperto le porte e consentito una visita straordinaria.

MARCHE: AAA CRCASI GEOMETRI

Il Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro) cerca geometri da assumere nella sua società di progettazione, i cui uffici sono a Macerata: saranno impegnati nella redazione di computi metrici, contabilità per cantieri, assistenza alla direzione lavori e rilievi. Il curriculum va inviato in formato europeo all’indirizzo mail: segreteria@bonificamarche.it .

VINCENZI A PARMA

Il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, concluderà, nella mattinata di martedì 31 Maggio p.v., l’incontro tecnico-divulgativo, organizzato dal Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città del Teatro Regio”) sul tema “ Soluzioni avanzate e praticabili di interventi a difesa e sviluppo del territorio montano”; l’incontro si terrà nel Centro Congressi Santa Elisabetta del campus universitario di Parma.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
Sito internet: anbi.it - eMail: anbimail@tin.it

Disiscriviti ? Aggiorna preferenze