Anno XXIV, n. 14 venerdì, 15 aprile 2022

21 APRILE: È TEMPO DI INNOVATION WEB HUB

Forte dell’esperienza del Consorzio di bonifica Piacenza (con sede in città) e del locale Urban Hub, ANBI organizzerà giovedì 21 Aprile p.v., Giornata Internazionale della Creatività e dell’Innovazione, la 2° edizione dell’Innovation Web Hub.
Sarà una mattinata, in cui le start-up e gli spin-off universitari selezionati potranno presentare soluzioni d’avanguardia in materie di competenza dei Consorzi di bonifica, quali la salvaguardia idrogeologica del territorio, la gestione delle acque di superficie, la tutela ambientale, le energie rinnovabili.

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

L’ERRATA PERCEZIONE CLIMATICA: LA CRISI IDRICA PROSEGUE NORDOVEST, COSTA TIRRENICA, BASSO TEVERE, BACINI MONTANI EMILIANI, FERRARESE IN ZONA ROSSA DI CRITICITA’ ESTREMA

Fenomeni meteo e temperature rigide di inizio Aprile tendono  a far dimenticare la siccità persistente su ampie zone d’Italia: l’allarme arriva dall’Osservatorio ANBI Risorse Idriche che, nel report settimanale, segnala  come l’European Drought Observatory (E.D.O.) indichi una situazione di grave criticità con ampie zone in crisi estrema (il più alto grado di “alert”) nel NordOvest d’Italia.
“Per capire la gravità della situazione, basti pensare che si avvicina il periodo di allagamento delle risaie, che non solo è una storica pratica agronomica del territorio, ma un determinante elemento di equilibrio ambientale con importanti ripercussioni sul bacino padano” ha evidenziato  Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela  Territorio ed Acque Irrigue (ANBI).
In Valle d’Aosta, le nevicate dei giorni scorsi sono già un lontano ricordo e la neve al suolo, che era  tornata a valori nella norma,  si è  ridotta di quasi venti centimetri sopra i 2000 metri di altitudine; questo apporto idrico permette, comunque, una contingente condizione positiva dei locali  corsi d’acqua (Dora Baltea e torrente Lys). Va peggio  in Piemonte, dove le portate dei fiumi  principali sono più che dimezzate rispetto al 2021; esempio della condizione di grave difficoltà idrica della regione è l’Orco, che oggi ha una portata di 1,8 metri cubi al secondo contro una media decennale di mc/sec 24,60!
Non solo: nello stesso alveo, ad Aprile 2016, scorrevano mc/sec 75,40, cioè quasi trenta metri cubi in più di quanto fluisce oggi nel ben più conosciuto Adda che, in Lombardia, è ai livelli minimi dei recenti decenni a causa dell’eccezionale “magra” del lago Lario, di cui è emissario: il bacino di Como, infatti, è al 5,3% del riempimento, vicinissimo al minimo storico. E’ in calo anche il lago di Garda, così come il Maggiore riempito solo al 29,2%, vale a dire un’altezza idrometrica, inferiore di circa 65 centimetri alla media, cioè quasi ottocento milioni di metri cubi d’acqua in meno.
In Lombardia, nonostante le recenti precipitazioni (+35,5% di manto nevoso in una settimana), mancano all’appello il 60% dei volumi nivali ed il 52% delle riserve idriche rispetto alle medie storiche. In Veneto, gli eventi meteo di inizio Aprile hanno riportato lo spessore della neve a valori normali sia sulle Prealpi che sulle Dolomiti; ciò fa guardare con ottimismo al futuro dei corsi d’acqua (oggi ai minimi degli anni recenti) e delle falde con livelli paragonabili a quelli del siccitosissimo 2017.  In questo quadro preoccupante non può certo fare eccezione il fiume Po, in ulteriore calo lungo tutta l’asta e con nuovi record negativi, registrati ai rilevamenti di Piacenza, Cremona e Boretto (Reggio Emilia) (fonte: ARPAE).
Rimanendo in questa regione, c’è da segnalare che i territori dei bacini montani tra i fiumi Parma e Trebbia sono entrati nella zona rossa di siccità estrema, anticipando di poco il Ferrarese; in controtendenza sul disastroso 2021, l’unica zona, che rientra nei valori medi delle precipitazioni cumulate, è invece quella dei bacini romagnoli: dal Conca al Lamone, passando per il Savio. Per quanto riguarda i corsi d’acqua sono tutti largamente al di sotto delle medie ed i bacini piacentini trattengono un volume d’acqua (5,93 milioni di metri cubi), superiore in anni recenti solo all’ “orribile” 2017. Torna a destare attenzione la situazione idrica in Toscana, dove solamente le portate del fiume Serchio rimangono invariate, mentre gli altri corsi d’acqua le dimezzano (in una settimana, l’Arno cala di oltre quarantamila litri al secondo) e tutti restano al di sotto delle medie mensili.
“È necessario mantenere alta la consapevolezza che il quadro climatico fa presagire un’estate di grande sofferenza idrica per vaste zone dell’Italia settentrionale. Se da un lato, nel rispetto delle priorità di legge, vanno gestite le necessarie concertazioni fra interessi concorrenti, dall’altro attendiamo la firma dei decreti necessari alle procedure d’avvio dei cantieri, previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” ha dichiarato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
In Centro Italia, le Marche sono attualmente  la regione con la maggiore stabilità idrologica, affermando una condizione generale, migliore dello scorso anno.
In Umbria, il primo trimestre 2022 registra un deficit pluviometrico del 47% dopo che il 2021 si era già chiuso con -20% sulla media storica; le portate del fiume  Tevere hanno valori di deflusso, equivalenti a quelli dei mesi estivi, mentre il livello del lago Trasimeno è inferiore di circa settanta  centimetri all’altezza consueta del periodo. Secondo il Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.), considerando l’indice S.P.I (Standardized Precipitation Index), il bacino del Basso Tevere e la costa tirrenica presentano valori equivalenti ad una condizione di siccità estrema. Nel Lazio, le portate del “fiume di Roma” sono in calo come quelle di Aniene, Liri e Sacco, mentre il livello del lago di Bracciano è 20 centimetri più basso dell’anno scorso.
In Abruzzo le piogge recenti sono state scarse dappertutto, ma soprattutto sul Fucino e sull’Aquilano (fonte: Regione Abruzzo). In Campania, i livelli idrometrici dei fiumi Sele, Volturno e Garigliano si presentano in vistosa discesa, mentre il Sarno è in lieve calo lungo l’intero corso. Inoltre, si segnalano in ulteriore, seppur lieve ripresa, i volumi dei bacini del Cilento, mentre cala il lago di Conza della Campania. Si registra ancora un relativo, buon innevamento sulle cime dell’Appennino Campano meridionale, mentre ne appaiono più poveri il massiccio del Matese ed il complesso delle Mainarde.
In Basilicata, dove è già ampiamente avviata la stagione irrigua, questa settimana si rileva un calo di circa due milioni e mezzo di metri cubi nei volumi d’invaso, mentre in Puglia si è avuto invece un ulteriore incremento di quasi cinque milioni di metri cubi. Infine, in Sicilia, nonostante le precipitazioni si manifestino in fenomeni sporadici, ma di forte intensità, i volumi trattenuti dalle dighe continuano a crescere e Marzo 2022 è stato il migliore da 6 anni a questa parte.

LIGURIA: DOPO QUELLA DEI CORSI D’ACQUA ECCO LA MANUTENZIONE GENTILE DELLE SPIAGGE

Conosciuta nel mondo per la sua bellezza, la Liguria deve fare i conti con una realtà territoriale di grande e spesso drammatica fragilità idrogeologica; per questo, è stata scelta, nella Giornata del Mare, come esempio dell’impegno dei Consorzi di bonifica a rafforzare un delicato equilibrio, indirizzato in tutta Italia a garantire la salvaguardia delle coste assicurando, in particolare, la vivibilità di territori soggiacenti al livello marino.
Con una complessa operazione realizzata con l’impiego di mezzi galleggianti, sommozzatori esperti, tecniche e personale specializzati, il Consorzio di bonifica Canale Lunense (con sede a Sarzana, in provincia di La Spezia) ha infatti proceduto all’allestimento del tratto terminale di una condotta interrata, che permetterà di scaricare le acque di pioggia, raccolte sul territorio, a circa quattrocento metri dalla costa; sarà così migliorata la sicurezza idraulica della piana di Marinella, soggiacente al livello del mare in provincia di La Spezia, ma soprattutto si garantirà lo scarico idrico lontano dalla costa, evitando interferenze con la balneazione, mettendo al riparo le spiagge e gli stabilimenti balneari da eventuali emergenze durante il periodo estivo. Grande attenzione è dedicata anche all’inserimento nel contesto marino, per cui la condotta è posizionata in un apposito scavo sul fondo, poi ricoperto di sabbia, in modo che siano visibili in immersione solo i 10 torrini di scarico delle acque.
“E’ questa un’ulteriore dimostrazione della nuova cultura idraulica, che permea l’azione dei Consorzi di bonifica – ha sottolineato  Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – Non più la semplice azione di allontanamento delle acque meteoriche dal territorio, ma un’attività che, nel rispetto degli obbiettivi di sicurezza idrogeologica, va ad inserirsi in un contesto di compatibilità ambientali, che chiamiamo manutenzione gentile.”
“Con la recente posa dell’ultimo tratto di tubo sottomarino è in dirittura d’arrivo l’ammodernamento dell’idrovora  La Turbina, la cui capacità di smaltimento idrico passerà da 2 a 8 metri cubi al secondo” ha informato  Francesca Tonelli, Presidente Consorzio di bonifica Canale Lunense, attuatore dello spettacolare intervento di restyling,  realizzato in collaborazione con i Comuni di Sarzana, Luni ed Ameglia, grazie ad un finanziamento di oltre due milioni e mezzo di euro stanziati dalla Regione Liguria.
“E’ in fase avanzata anche la riqualificazione dell’edificio esistente, che accoglierà la strumentazione di controllo del nuovo impianto, tra cui i sistemi di telecontrollo” ha aggiunto il Direttore dell’ente consortile, Corrado Cozzani.
"Si tratta di un'opera molto importante, che va ad inserirsi nel più ampio piano di interventi per la riduzione del rischio nella piana del Magra – ha dichiarato Giacomo Giampedrone, Assessore Protezione Civile e Difesa del Suolo Regione Liguria - Un intervento strutturale, che non guarda soltanto a migliorare la risposta del territorio alla singola emergenza, ma ad aumentarne la resilienza nel lungo periodo."
“E’ un rapporto indissolubile, quello tra i Consorzi di bonifica ed il mare, essendo la destinazione finale dell’azione di scolo delle acque, fondamentale in un Paese come l’Italia, dove il 30% dei territori di pianura è subsidente – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – A garantirne la vivibilità operano oltre ottocento idrovore, ma grande è anche l’impegno a contrastare fenomeni, conseguenza dei cambiamenti climatici, quali la crescente intrusione del cuneo salino e l’innalzamento del livello del mare, che pregiudicano l’assetto idraulico delle zone costiere. Dopo avere bonificato e resi fertili vasti territori del Paese, i Consorzi sono oggi impegnati a difenderli dagli eventi naturali in un momento storico, dove l’autosufficienza alimentare è tornata un tema centrale per il nostro futuro.”

FRIULI VENEZIA GIULIA: SARA’ ESPORTATO IL MODELLO ACQUA CAMPUS

La gestione più razionale, sostenibile es innovativa delle risorse idriche per l’irrigazione sono gli elementi alla base di una convenzione sottoscritta a Pozzuolo del Friuli tra l’Ersa (Ente regionale sviluppo rurale), ANBI Friuli-Venezia Giulia ed il Consorzio di 2° grado C.E.R.-Canale Emiliano Romagnolo (con sede a Bologna).
L’intento dell’accordo è quello di instaurare una collaborazione fattiva di tipo tecnico-scientifico, volta a migliorare, nel contesto regionale, l’efficienza dell’utilizzo dell’acqua in agricoltura. L’accordo operativo si basa sull’attività, che sta portando avanti il centro di ricerca “Acqua Campus” a Budrio, nel bolognese, dove si studiano le più avanzate tecniche sul risparmio idrico in agricoltura. La condivisione e la divulgazione delle esperienze del Consorzio C.E.R.  verranno tarate in loco per essere il più possibile in linea con le esigenze dell’agricoltura del Friuli-Venezia Giulia.
La collaborazione prende le mosse da uno studio condotto da A.R.P.A. (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) Fvg, in cui si evidenzia come, nel lungo periodo, il territorio regionale potrebbe andare incontro ad un significativo innalzamento di temperatura e ad un forte aumento di stress termico con conseguente incremento del numero di giorni, in cui le colture necessitano di un intervento irriguo. Le previsioni evidenziano, inoltre, un aumento di eventi piovosi intensi, con una loro distribuzione irregolare nel tempo ed un drastico calo di precipitazioni in estate. Di fronte a questi scenari risulta evidente l’urgenza di perseguire un utilizzo sostenibile dell’acqua anche all’interno del settore agricolo; per 2 anni, quindi, verranno organizzati una serie di eventi, in cui si potranno vedere le soluzioni tecniche proposte da “Acqua Campus”.
Parallelamente si opererà, anche in sinergia con i Consorzi di bonifica, tanto nell’allestimento di prove sperimentali, mirate all’utilizzo sostenibile della risorsa idrica, quanto per valutare, attraverso applicazioni modellistiche, gli apporti ottimali da fornire alle diverse colture, in base al bilancio idrico del sistema pianta-suolo nelle varie fasi di sviluppo e nei diversi territori della regione.
L’obiettivo è quello di arrivare in futuro ad una più mirata gestione delle forniture irrigue sulla base delle necessità colturali. La convenzione è stata siglata alla presenza dell’Assessore Risorse Agroalimentari Regione Friuli-Venezia Giulia (Stefano Zannier), del presidente del Consorzio C.E.R. (Nicola Dalmonte), della presidente di ANBI FVG (Rosanna Clocchiatti) e di Paolo Tonello, Direttore Servizio fitosanitario, chimico, ricerca e sperimentazione, assistenza tecnica dell’Agenzia Regionale Sviluppo Rurale.

LOMBARDIA: PRIMO REPORT SULL’USO DELL’ACQUA IRRIGUA IN REGIONE

La crisi climatica in atto ed una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità rendono sempre più necessario approcciare il tema dell’uso dell’acqua in agricoltura, approfondendo la conoscenza dei sistemi irrigui e delle risorse idriche utilizzate.
ANBI Lombardia ha così presentato, in un convegno a Milano, la prima edizione del rapporto sulla stagione irrigua in Lombardia: “Descrivere le stagioni irrigue – Il report del CeDATeR”. Si tratta di un documento unico, in grado di analizzare tutte le componenti: dalle variabili agrometeorologiche alle riserve idriche, dalle colture praticate alle caratteristiche dei sistemi di trasporto e di distribuzione dell’acqua. L’attività, che si è consolidata in questi anni, ha consentito di raccogliere un considerevole patrimonio di dati e di informazioni, che prima erano noti solo in parte e non centralizzati; la volontà di mettere a frutto i progressi e le competenze acquisite ha portato alla decisione di creare un centro dati regionale (Centro Dati Acqua e Territorio Rurale – CeDATeR), in grado di elaborare dati sempre aggiornati e verificati sugli usi dell’acqua irrigua. Il Centro Dati Acqua e Territorio Rurale, dalla sua costituzione nel 2018, ha assunto un ruolo importante nei diversi settori di impiego delle informazioni raccolte: tra i più significativi, il supporto alla definizione dei fattori correttivi al deflusso ecologico.
Per questo, il Report sulle stagioni irrigue diventerà un appuntamento fisso annuale, grazie alle fattive collaborazioni che ANBI Lombardia ha avviato con Università, ARPA regionale ed ERSAF. Con quasi quaranta pagine ricche di tabelle e di immagini cartografiche, il Report sulla stagione irrigua permette di conoscere a fondo le quantità, la distribuzione, le diverse modalità e tecniche di utilizzazione, che coinvolgono la gestione delle acque irrigue lombarde, uno dei sistemi più complessi ed estesi d’Europa.
Il convegno si è concluso con l’intervento dell’Assessore Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Regione Lombardia, Fabio Rolfi, che ha indicato come la nuova sfida da intraprendere con l’associazione dei Consorzi di bonifica sarà quella della formazione per rispondere in modo sempre più puntuale ad un contesto in evoluzione e trasformazione.

EMILIA ROMAGNA: FORUM APPENNINO

Nell'ambito della 4° edizione di Forum Appennino, il Consorzio di bonifica Renana (con sede a Bologna) ha fatto il punto sugli interventi realizzati e progettati, nonché sulle risorse investite nel 2021 nel bacino appenninico del fiume Reno: si tratta di 60 cantieri annui, in cui l’ente consortile investe l'81% della contribuenza raccolta in Appennino, riuscendo però a coagulare su queste opere anche molte, altre risorse da Enti Locali, Piano Sviluppo Rurale ed altre fonti esterne.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche di interventi per una fruizione sostenibile della collina e della montagna, perché il ruolo dei consorzi in Appennino è di continuare ad attuare un'opera di coesione locale e di servizio territoriale.
Numerosi i Sindaci presenti e le conclusioni sono state affidate ad Irene Priolo, Assessore Ambiente e Difesa Suolo Regione Emilia-Romagna.

TOSCANA: APPROVATO PIANO CONSORTILE ATTIVITA’ BONIFICA

La Giunta Regione Toscana ha dato il via libera al Piano delle Attività di Bonifica 2022 del Consorzio di bonifica Medio Valdarno (con sede a Firenze).
Il via formale al programma di interventi è stato dato in concomitanza con l’inizio del periodo delle manutenzioni ordinarie, programmate mediante sfalcio della vegetazione su oltre duemilaquattrocento dei 5600 chilometri di reticolo idrografico in gestione all’ente consortile; tale operazione permette una ricognizione puntuale sullo stato delle opere e delle sistemazioni idrauliche, oltre che donare fruibilità ai tratti urbani dei corsi d’acqua, diventati vere e proprie “arterie verdi” di città e centri abitati.

EMILIA ROMAGNA: NUOVA DIFESA ANTI EROSIONE

Una nuova difesa antierosione a protezione degli argini: è il risultato di un lungo ed articolato intervento effettuato dal Consorzio di bonifica Emilia Centrale (con sede a Reggio Emilia), che ha completato la messa in sicurezza del Cavo Lama, nella città di Carpi; l’intervento è stato finanziato per un importo di 180.000 euro da Regione Emilia-Romagna, a seguito delle criticità (frane, cedimenti ed erosioni) verificatesi durante gli eventi di piena del Dicembre 2020.
Il Cavo Lama, collettore di bonifica della rete consorziale delle acque alte, ha origine nel territorio di Rubiera  per poi scorrere lungo il modenese, oltrepassando quindi il confine regionale, trovando sbocco nel fiume Secchia, all’altezza del comune di Moglia; complessivamente interessa  un’estensione di  oltre tredicimila ettari, svolgendo una duplice funzione: quella scolante per la pianura modenese in sinistra Secchia e quella irrigua all’interno di un comprensorio di oltre ventimila ettari.
Con questo intervento di sistemazione si è posto in sicurezza non solo l’abitato di Carpi, ma anche una parte importante del comprensorio modenese, ricca di colture tipiche del territorio.

CON LA PASQUA TORNA ANCHE IL CONCORSO FOTOGRAFICO NAZIONALE “OBIETTIVO ACQUA”

E’ la sezione #ANBI 100, aperta anche a “scatti” in bianco e nero o con viraggi di colore, la novità della 4° edizione del Concorso Fotografico Nazionale “Obiettivo Acqua”, che prende avvio il 15 Aprile per concludersi il 2 Ottobre p.v. (regolamento su www.obiettivoacqua.it). Organizzato come di consueto da ANBI, Coldiretti e Fondazione Univerde, il contest prevede, infatti, una specifica sezione nell’ambito delle iniziative per il centenario della moderna Bonifica, nata nel 1922 da un congresso svoltosi a San Donà di Piave; tema della sezione è rappresentare, attraverso immagini, le imponenti architetture degli impianti idrovori, i canali e le opere idrauliche, presenti nel nostro Paese.
Accanto ad essa, il concorso, che gode dei patrocini del Water Museums Global Network UNESCO e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, prevede l’ormai tradizionale sezione dal titolo “Acqua eterno scorrere”, riservata solo a fotografie a colori e mirata ai paesaggi disegnati dall’acqua dolce. Al vincitore di ciascuna sezione andrà un premio di € 500,00.
“L’inserimento della sezione #ANBI 100 – ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – offre l’opportunità di volgere gli sguardi fotografici verso autentici capolavori architettonici, con cui l’idraulica ha impreziosito il territorio; perlopiù lontani da itinerari turistici sono un patrimonio da scoprire di bellezza e funzionalità. Dietro quei muri ed accanto alle pompe passa, ancora oggi, tanta parte della storia popolare dell’Italia fatta di ingegno e fatica.”
Oltre a ciò, sono previste tre menzioni particolari, oltre ad eventuali riconoscimenti speciali, decisi dalla giuria: “A due ruote lungo l’argine” in collaborazione con F.I.A.B. (Federazione Italiana Ambiente Bicicletta); “Acqua, fonte di cibo”, in collaborazione con la Fondazione Campagna Amica; “Acqua tra cielo e terra. Quando l’uomo si credette Dio”, voluta da ANBI Emilia-Romagna e indirizzata a premiare chi meglio rappresenterà il rapporto tra la natura e l’opera dell’uomo nella regione.
“Quello delle partnership è un aspetto importante del concorso ed è mirato ad aumentare le possibilità di comunicazione per i valori e le opportunità legati all’acqua ed alla sua gestione. In particolare, quest’anno – ha precisato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - si vogliono valorizzare le potenzialità di fruizione ciclopedonale degli argini: una rete di oltre 200.000 chilometri, di cui le ristrettezze pandemiche hanno fatto riscoprire la straordinaria attrattività sociale. Per svilupparne le potenzialità, però, è necessario un quadro normativo chiaro ed è a questo, che mira la collaborazione con F.I.A.B.”
La partecipazione al concorso “Obiettivo Acqua” è gratuita e le foto dovranno essere scattate in Italia. All’edizione 2021 del contest hanno partecipato un migliaio di opere ed è risultato vincitore, il vicentino Pietro Munari, che è riuscito ad immortalare una formica, che si abbevera ad una goccia d’acqua, in una foto dal titolo “Darla a bere”.

VENETO: TRA LAGUNA E RISORGIVE

Nell’ambito delle celebrazioni “ANBI100 e Terrevolute100”, il Consorzio di bonifica Acque Risorgive ( con sede a Venezia-Mestre) ha inaugurato, in Palazzo della Loggia a Noale, la prima tappa della mostra itinerante “Tra laguna e risorgive”, che raccoglie le migliori fotografie dell’omonimo concorso indetto dall’ente consortile tra Maggio 2021 e Gennaio 2022 ed  avente come oggetto, le bellezze paesaggistiche del comprensorio solcato da numerosi fiumi, che si riversano nella laguna veneta.
L’inaugurazione dell’esposizione è coincisa con la premiazione delle opere più belle, divise in due categorie: “La bellezza dei fiumi” e “Fauna e flora dei nostri fiumi”.
Nell’anno del Centenario del Congresso di San Donà di Piave del 1922, la mostra verrà replicata in diverse sedi: è infatti idea del l’ente consorziale coinvolgere le Amministrazioni Comunali del comprensorio, ma anche tenere alcune tappe all’interno delle idrovore in gestione per avvicinare ulteriormente i cittadini alla Bonifica, permettendo l’accesso a luoghi di lavoro, altrimenti chiusi al pubblico.

TOSCANA: IL PATTO DELLA CHIANINA

Da un lato, i fan della razza simbolo della Valdichiana; dall’altro, l’ente impegnato nella difesa idraulica e nella gestione dell’acqua irrigua; al centro, a fare da trait d’union, la Valdichiana, un territorio di bonifica, carico di storia, cultura, specialità enogastronomiche, tradizioni: è maturata in questo ambito la collaborazione tra l’Associazione Amici della Chianina ed il Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo). “Chianina in Tavola”, il tour enogastronomico organizzato per promuovere i tagli minori delle carni del “gigante bianco”, è stato il palcoscenico per annunciare la collaborazione, il cui primo passo sarà l’organizzazione di un evento comune, in occasione de La Valle del Gigante Bianco, manifestazione annuale, che si svolge nel mese di maggio a Bettolle, nel comune di Sinalunga.
Il paesaggio della Valdichiana è il risultato di un plurisecolare lavoro di regimazione delle acque, che ha permesso al territorio, impaludatosi nel Basso Medioevo e infestato dalla malaria, di essere salubre e produttivo.
Non a caso è stato così scelto l’evento di Bettolle per celebrare un anniversario importante per il mondo consortile: i 100 anni dal Congresso che, nel 1922 a San Donà del Piave, aprì la strada a un nuovo concetto di Bonifica; sarà l’occasione per ripercorrere anche le tappe principali della trasformazione della Valdichiana e per progettare le attività del futuro, anche alla luce degli ambiziosi obiettivi e delle sfide che la nuova programmazione nazionale ed europea richiedono e che i cambiamenti climatici impongono.

GARGANO ON WEB

Il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, interverrà mercoledì 20 Aprile p.v. al webinar “Maitime Open Data & Creativity”, organizzato nell’ambito della Settimana Internazionale della Creatività e dell’Innovazione; l’inizio è previsto alle ore 11.00. Per partecipare: www.dydas.eu .


 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
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