Anno XXIV, n. 8 venerdì, 4 marzo 2022

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

IN PIEMONTE COMINCIA A MANCARE L’ACQUA LA SCARSITA’ DI PIOGGIA E NEVE NON PLACANO LA GRANDE SETE DEL NORD

E’ l’immagine del lago di Ceresole (ai piedi del Gran Paradiso) completamente prosciugato, l’istantanea emblematica di una situazione climatica che, nonostante il maltempo, resta idrologicamente preoccupante nel Nord Italia; ne sono conseguenza, ad esempio, possibili interruzioni del servizio idrico nelle valli alpine, generalmente ricche d’acqua, tra la Valsesia e la Valsessera, in provincia di Vercelli e Biella, nel nord del Piemonte. Sul monte Rosa, l’altezza del manto nevoso è circa il 30% della media degli scorsi 15 anni (cm.132) e tutti principali fiumi della regione sono largamente deficitari sulle portate dello scorso anno (fonte: ARPA Piemonte). E’ proprio il Canavese, che sta soffrendo maggiormente per la siccità: numerosi gli incendi ed irrigazione già avviata.  Il Piemonte meridionale ha invece beneficiato di significative nevicate.
Il report settimanale dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche evidenzia  come l’Italia settentrionale continui a soffrire per mancanza d’acqua ed insufficienti livelli nivali.
“Di fronte ad una situazione di persistente emergenza, è ancora più evidente la necessità di infrastrutturare il Nord della Penisola con nuovi invasi, efficientando al contempo quelli esistenti – ha  indicato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI  (Associazione Nazionale Consorzi  Gestione Tutela  Territorio ed Acque Irrigue) – La nostra proposta prevede la realizzazione di 13 bacini, il completamento di altri 4 e la manutenzione straordinaria di ulteriori 9 per riportarli alla capacità originaria. Dobbiamo assumere definitivamente che i cambiamenti climatici stanno stravolgendo anche l’andamento meteo e le piogge diffuse, utili all’agricoltura ed all’ambiente, sono ormai un ricordo.”
A fine Febbraio in Val d’Aosta mancavano all’appello 50 centimetri di neve (record negativo degli ultimi 20 anni) con l’indice S.W.E. (Snow Water Equivalent) praticamente dimezzato. Sul fronte pluviometrico, il deficit medio mensile risulta ancora più marcato (-74,29%), arrivando a -90% nella fascia centrale della regione. A completare l’anomalo quadro climatico sono le temperature, che in febbraio, rispetto alla media, hanno segnato + 4° a quote basse e +2° in altura, facendo del 2022 il secondo mese più caldo dal 1970 (fonte: Centro funzionale regionale- Regione Autonoma Valle d’Aosta). I livelli dei grandi bacini naturali sono tutti abbondantemente sotto la media; unica eccezione è il lago di Garda, che però comincia a calare. L’Iseo ha una percentuale di riempimento  inferiore dell’85% rispetto al 2021. In Lombardia, le portate del fiume Adda sono in costante calo, mentre le riserve nivali hanno avuto un incremento di 242,1 milioni di metri cubi (+34%) rispetto alla settimana scorsa; il deficit complessivo di riserva idrica si riduce così da -55,7% a -49,63% sulla media storica.
Permane la crisi idrica anche in Veneto, dove su Dolomiti e Prealpi mancano all’appello 90 centimetri di neve, pari a rispettivamente -25% e -35% sulla media storica. Il lago del Corlo (nel bacino del fiume Brenta, che registra un livello inferiore di 1 metro e mezzo rispetto alla media) segna il record negativo dal 1996 (9,7 milioni di metri cubi d’acqua invasata, cioè -13 milioni sulla media storica, pari a -57%) Non se la passano meglio i fiumi della regione, che anche questa settimana restano abbondantemente al di sotto dei livelli degli anni precedenti. In Emilia-Romagna, come in tutte le zone Appenniniche da Nord a Sud, sono arrivate pioggia e neve, in particolar modo sul versante adriatico ma, tra i fiumi, solamente il Savio pare averne già beneficiato, avvicinandosi, dopo molti mesi, ai valori medi del periodo (il torrente Enza invece, segna il record negativo).
Non si arrestano neppure i cali di portata del fiume Po ad iniziare dal tratto piemontese; alle stazioni di rilevamento a Piacenza e Cremona le portate sono sotto il minimo storico mensile (fonte: ARPAE). Per quanto riguarda le piogge, il 75% dell’Emilia-Romagna è in deficit; a fare eccezione sono solo i bacini romagnoli a Sud della foce del fiume Reno. A Nord, la pianura ferrarese sta attraversando una delle peggiori crisi idriche dei recenti decenni: da inizio anno sono caduti solamente mm.38,6 di pioggia, di cui solo mm.7,6 a febbraio. Passando al Centro Italia, va segnalata l’ottima performance dei fiumi marchigiani, in particolare Esino e Sentino, nonchè dei volumi d’invaso nelle dighe regionali.
La Toscana invece si conferma “a macchia di leopardo”: le piogge, infatti, hanno bagnato, con diversa intensità, la Valdarno, la Lucchesia, ma soprattutto la provincia di Massa Carrara (con picchi di oltre cinquanta millimetri). Resta a secco, invece, la costa grossetana e livornese; le portate dei fiumi sono ancora in calo con valori molto lontani dalle medie storiche.
“Il consolidarsi di situazioni localizzate nell’ambito di una stessa regione, impone un’ulteriore riflessione sulla necessità di dotarsi di schemi idrici, funzionali al trasferimento di quantità d’acqua fra un territorio e l’altro” ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
Nel Lazio, i fiumi Sacco e Liri-Garigliano si attestano fra i livelli più bassi del quinquennio. In Campania, rispetto a 7 giorni fa, i livelli idrometrici dei fiumi Sele, Sarno e Volturno sono in aumento per la seconda settimana consecutiva, mentre si presenta una prima ripresa anche del Garigliano. Si segnalano in moderato recupero anche i volumi idrici nei bacini del Cilento e nel lago di Conza. In Abruzzo, l’invaso di Penne conferma il trend positivo con il dato migliore dal 2017.
Avviata la stagione irrigua, diminuiscono, invece, i volumi trattenuti  dalla diga Sant’Anna in Calabria. In Basilicata, i bacini vedono aumentare i loro volumi di circa un milione di metri cubi al giorno. Buona, infine, la performance degli invasi pugliesi a seguito di forti nevicate sia sul Gargano che sui monti della Daunia: in 7 giorni, i volumi trattenuti sono incrementati di 21 milioni di metri cubi.

I DATI PREANNUNCIANO UN’ESTATE IDRICAMENTE DIFFICILE AL NORD ITALIA

GARGANO: “L’EMERGENZA CLIMATICA È ORMAI STRUTTURALE DOBBIAMO AVERE VISIONE DEL FUTURO E FARE ORA SCELTE”

“Ogni giorno che passa, disegna sempre più un quadro di conclamata, grave siccità per i mesi a venire nelle regioni del Nord Italia. Ancora una volta, ci apprestiamo all’evenienza, incapaci di politiche di visione e coesione con gli Stati confinanti per la gestione delle  risorse idriche transfrontaliere, così come fra le Regioni ed i molteplici interessi  gravitanti attorno alla risorsa acqua”: a dichiararlo è stato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
“C’è un evidente delta  tra la percezione del problema e la capacità di risposte concrete di fronte ad un’emergenza climatica, che ormai è strutturale: in un anno gli incendi son cresciuti del 320% e la desertificazione del 21% sul territorio italiano; le stagioni si susseguono sempre più calde ed ogni anno, seppur in zone diversificate del Paese, si conta un miliardo di danni all’agricoltura per siccità – ha proseguito il DG  ANBI - Eppure, di fronte a questi dati, il territorio continua ad essere infrastrutturato per raccogliere solo l’11% dei 300 miliardi di metri cubi d’acqua, che annualmente cadono sulla Penisola.  Ad essere deficitarie sono soprattutto le regioni settentrionali, penalizzate quest’anno anche da apporti nivali inferiori fino all’80% rispetto alla media.”
Altri dati, ricorda l’ANBI,  dimostrano che il 91% dei comuni italiani è toccato dal rischio idrogeologico e l’83% delle frane d’Europa è registrata in Italia; ogni anno gli eventi naturali causano mediamente 7 miliardi di danni, ma solo il 10% viene effettivamente ristorato. La rete idrica è vetusta: il 60% delle condotte ha più di 30 anni ed il 25% addirittura più di mezzo secolo.
“In questo quadro – ha proseguito  Gargano - l’agricoltura, grazie alla ricerca applicata, ha ridotto al 40% del totale, il proprio, indispensabile fabbisogno idrico per produrre cibo e competere sui mercati planetari. Necessita però di sicurezza sull’approvvigionamento idrico, che solo migliaia di nuovi invasi perlopiù medio-piccoli possono garantire, perché l’ipotetica desalinizzazione di acque marine è economicamente insostenibile e l’utilizzo di acque reflue deve certificare sicurezza alimentare ai consumatori, mentre ancora  il 30% dei depuratori italiani produce reflui insalubri.  Sulla tutela e la disponibilità d’acqua ci giochiamo una fetta importante del futuro del nostro Paese – ha concluso il Direttore Generale ANBI - Per questo, serve una visione Paese basata sull’innovazione e sul coraggio di scelte nel medio-lungo periodo e quindi poco appetite dall’odierna politica.”


VENETO: PREMIATA L’EFFICIENZA OPERATIVA: 55 MILIONI DEL PNRR PER RIFARE IL CANALE LEB

“Senza presunzione, ma è solo un’ulteriore testimonianza di efficienza del sistema, quella che sta salutando l’avvio della stagione irrigua del canale L.E.B. - Lessinio Euganeo Berico, una delle grandi aste irrigue del Paese”: a dirlo è stato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, evidenziando che in meno di due anni si sta procedendo al rifacimento di circa quattro chilometri di alveo sulla tratta Adige Guà, grazie ad un finanziamento di 20 milioni di euro, stanziati nel 2019 dall’odierno Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, che  lo scorso 16 Dicembre ha attribuito, con proprio Decreto, un ulteriore  finanziamento di 33 milioni di euro per il completamento dei lavori di rifacimento dell’infrastruttura del Consorzio L.E.B. .
Il canale L.E.B., lungo circa quarantotto chilometri, attraversa le province di Verona, Vicenza e Padova, arrivando fino al veneziano, fornendo acqua di qualità ad oltre ottantaduemila ettari di campagne, grazie a 43 opere di derivazione. Il primo tratto scorre all’aperto (sedici chilometri ca.); il secondo tratto (quasi ventotto chilometri) è sotterraneo e vi è un terzo tratto (quattro chilometri ca.) a servizio dell’area termale dei Colli Euganei. Il sistema L.E.B., oltre a rappresentare una fondamentale opera di distribuzione irrigua e di vivificazione del territorio, svolge un importante ruolo di difesa idraulica del comprensorio: il tratto Adige-Guà, infatti, funge da invaso per le piene del torrente Guà Frassine, mentre il canale sotterraneo permette di scaricare, nel Bacchiglione, le piene del canale Bisatto.
Il rifacimento del canale L.E.B. si inserisce in un vasto piano di interventi, che i Consorzi di bonifica del Veneto hanno avviato nel 2018 per un valore complessivo di 100 milioni di euro attratti dalla bontà di progetti, che si stanno realizzando  nel rispetto dei tempi. Per realizzare i lavori di rifacimento, ora conclusi, sono stati utilizzati complessivamente 2 milioni di chilogrammi di ferro e 20.000 metri cubi di calcestruzzo, interessando una superficie interna pari 120.000 metri quadrati, ampia cioè come 18 campi da calcio. Il materiale proveniente dalle vecchie lastre demolite è stato riutilizzato in cantiere per il fondo dell’alveo con notevoli risparmi in termini ambientali ed economici. Gli interventi realizzati consentiranno un risparmio annuo di oltre 87 milioni di metri cubi d’acqua e sono fondamentali per l’agricoltura di una parte consistente della pianura veneta.
“Stiamo efficientando tutto il sistema di distribuzione irrigua, consapevoli che l’irrigazione  ha anche un’importante valenza ambientale” ha ricordato Francesco Cazzaro, Presidente ANBI Veneto.
“Il primo tratto dell’opera venne realizzata  tra gli anni ‘70 ed i primi anni ‘80. Nonostante  i costanti lavori di manutenzione, l’opera necessitava ormai di un radicale intervento di ristrutturazione anche per poterla dotare di innovativi sistemi di monitoraggio e distribuzione della risorsa idrica” ha aggiunto Moreno Cavazza, Presidente Consorzio di 2° grado L.E.B. (con sede a Cologna Veneta, in provincia di Verona).
Il finanziamento rientra tra gli “Investimenti in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico”, in attuazione di quanto previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (P.N.R.R.) e risponde alle direttive europee sul risparmio idrico ed il rispetto dell’ambiente.
“Questo è un esempio di eccellenza italiana nel realizzare opere di importanza vitale” ha concluso Marina Colaizzi, Segretario Generale Autorità Bacino Distrettuale Alpi Orientali, cui fa eco il Presidente Consiglio Regionale  Veneto, Roberto Ciambetti: “Questo del L.E.B. è un bell’esempio di come possano essere efficientemente impiegate le risorse del P.N.R.R. .”

SARDEGNA: RIDARE COMPETENZE IDRAULICHE AI CONSORZI DI BONIFICA

“È necessario ridare competenze ai Consorzi di bonifica nella gestione del territorio e nella risoluzione delle criticità”: è quanto è stato ribadito  a conclusione di un incontro, che ha dimostrato la centralità del Consorzio di bonifica Nord Sardegna (con sede ad Ozieri, in provincia di Sassari), che nei fatti diviene un unico interlocutore con la Regione e con gli altri enti territoriali, in costante collaborazione con le Amministrazioni Locali e la Provincia.
Tali importanti considerazioni sono emerse durante un incontro operativo, tenutosi nella sala consiliare del Comune di Valledoria, dove è stato presentato il lavoro avviato ad inizio 2021 e frutto della concertazione dell’ente consorziale con i Comuni di Valledoria, Viddalba, Badesi e Santa Maria (assieme a Provincia Sassari e Genio Civile) per un progetto di manutenzione sia ordinaria che straordinaria delle opere idriche del territorio. Il progetto  vede capofila proprio l’ente consortile.
Durante l’ incontro è stato presentato il quadro degli interventi manutentori sui  corsi d’acqua di competenza provinciale e comunale, sulle opere di seconda categoria e sulla rete di scolo del territorio della Bassa Valle del Coghinas. Tutto ciò al fine di individuare una programmazione futura condivisa e reperire le necessarie risorse specifiche per gestirle con un unico soggetto attuatore, al fine di velocizzare l’efficacia degli interventi individuati. La mappatura delle criticità emerse in questi anni ha permesso di avere un chiaro quadro delle priorità e di individuare alcune proposte gestionali.
Il comprensorio del Coghinas (3600 ettari), oggetto di allagamenti che l’anno scorso hanno danneggiato le coltivazioni di carciofo e non solo, dispone di un reticolo di canali ed infrastrutture idrauliche (circa duecentosessantacinque chilometri tra opere di adduzione, condotte, canali  a servizio di 1.915 utenze per una superficie irrigabile di 3.000 ettari),  in capo però a diversi soggetti pubblici.

LAZIO: APPROVATI IMPORTANTI PROVVEDIMENTI A SOSTEGNO DEGLI AGRICOLTORI

Il Consorzio di bonifica Litorale Nord (con sede a Roma), dopo aver provveduto ad anticipare l’irrigazione, a causa della siccità, su tutto il comprensorio, ha approvato altri, importanti provvedimenti per andare incontro alle esigenze dei propri consorziati in questo particolare momento di crisi e difficoltà per il settore primario. In relazione sempre all’irrigazione, ha approvato di concedere, ai consorziati che ne faranno richiesta, il pagamento dilazionato degli importi relativi al ruolo irriguo 2019 – 2020; il numero massimo di rate sarà variabile in relazione all’importo da versare con un anticipo ed un importo minimo per ciascuna rata, così come previsto dal regolamento dell’ente consortile.
Nella stessa delibera è stato altresì deciso di non applicare, agli importi oggetto di pagamento dilazionato, gli interessi legali.
Gli uffici consorziali  sono a disposizione per analizzare le singole posizioni.

TOSCANA: AVVIATI LAVORI COMPLETAMENTO CASSA DI ESPANSIONE

Il Consorzio di bonifica Medio Valdarno (con sede a Firenze), in cofinanziamento con la Regione Toscana, ha avviato i lavori di completamento della cassa di espansione La Gora sul torrente Marina, appena sopra Calenzano.
Si tratta di importanti lavori che,  dopo un lungo iter burocratico, finalmente troveranno presto il loro compimento, con un investimento di circa un milione e mezzo di euro (€ 340.000,00 dai contributi consortili) e tempi di esecuzione entro l’estate.
Obbiettivo primario degli interventi è completare la perimetrazione dell’opera con la realizzazione di idonei manufatti atti a ben contenere le acque all’interno della cassa durante la sua entrata in funzione.
La cassa di espansione La Gora ricade nel tratto del Marina, dove il torrente è delimitato da caratteristici muri arginali in pietrame; l’alveo  si presenta ampio e la cassa è situata lungo la sponda sinistra del corso d’acqua, estendendosi per circa dodici ettari.

EMILIA ROMAGNA: 28 INTERVENTI CONTRO DISSESTO IDROGEOLOGICO

Prevenzione al dissesto idrogeologico, contrasto ai movimenti franosi in varie località dei comprensori montani, tutela delle aree agricole dell’Appennino e difesa delle comunità, che vivono ed abitano la montagna: Il Consorzio di bonifica Emilia Centrale (con sede a Reggio Emilia)ha terminato 28 interventi, su 31 finanziati (gli ultimi 3 sono in fase di completamento) per la messa in sicurezza del territorio e la sistemazione idraulico-agraria nell’ambito del PSR (Programma di Sviluppo Rurale) 2014-2020, finanziato dalla Regione Emilia Romagna per oltre tre milioni e mezzo di euro.
L’ente consortile ha attuato i lavori per la salvaguardia del potenziale agricolo di 45 aziende, poste in area collinare e montana, su complessivi 160 ettari suddivisi tra le province di Reggio Emilia (14 interventi su 80 ettari per oltre un milione e ottocentomila euro), Modena (13 interventi su 57 ettari per  1.100.000 euro) e Parma (4 interventi su 23 ettari per 579.000 euro).
L’ente consortile ha eseguito differenti tipologie di intervento: dalla realizzazione di opere drenanti e fossi a cielo aperto per le corrette regimazioni idrauliche di superficie alla fabbricazione di opere di sostegno in cemento armato e in gabbioni fino alla costruzione di canalizzazioni per le acque superficiali. 
Si tratta di azioni portate a termine con l’importante obbiettivo di operare in prevenzione per consolidare quei movimenti franosi attualmente non silenti, impedendone una possibile, completa riattivazione.
Ecco l’elenco dei territori, in cui sono stati effettuati gli interventi: Baiso, Casina, Castelnovo ne’ Monti, Toano (in provincia di Reggio Emilia); Frassinoro, Lama Mocogno, Palagano, Pavullo nel Frignano, Polinago, Prignano, Sassuolo, Serramazzoni (in provincia di Modena); Palanzano, in provincia di Parma.

TOSCANA: SABATO DELL’AMBIENTE: CRESCE LA PARTECIPAZIONE

Una nuova alleanza per il canale Ozzeri, una delle arterie idrauliche più importanti del territorio lucchese: durante l’iniziativa del “Sabato dell’Ambiente”, promossa dal Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca), i volontari dell’associazione Pons Tectus hanno infatti provveduto alla pulizia del corso d’acqua, rimuovendo plastiche e rifiuti.
È stata una delle prime volte in cui il gruppo, che da una manciata di settimane ha siglato la convenzione con l’ente consortile, si è attivato nella raccolta. Cresce così , di mese in mese, il numero delle associazioni impegnate nella lotta ai rifiuti ed alle plastiche abbandonate negli alvei e lungo gli argini. Insieme al terzo settore, ai cittadini, ai Comuni interessati e alle aziende che si occupano dello smaltimento dei rifiuti, l’ente consortile ha costruito nel tempo una squadra ampia ed articolata, che punta sulla partecipazione per far crescere la sicurezza idraulica ed ambientale del territorio.

NOVITA’

Giuseppe De Filippo, Presidente del Consorzio di bonifica Capitanata (con sede a Foggia), è stato confermato  Presidente di ANBI Puglia,  mentre nella carica di Vice è stato eletto Michele Palmieri,  Presidente del Consorzio di bonifica montana Gargano (anch’esso con sede nel capoluogo dauno).
Raffella Zucaro è invece la nuova Direttrice del Consorzio di 2° grado C.E.R. – Canale Emilia Romagnolo (con sede a Bologna);  arriva direttamente dal CREA, Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l'analisi dell'Economia Agraria, dove  ha ricoperto tutti i ruoli della carriera interna, divenendo dirigente e primo ricercatore in politiche e bioeconomia. Sostituisce Paolo Mannini che, dopo una carriera interna di oltre quaranta anni, è arrivato all’età pensionabile.

VINCENZI A ROMA PER EVENTO 8 MARZO

Il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, interverrà martedì 8 Marzo p.v. all’insediamento del Comitato Pari Opportunità di ANBI Lazio; la cerimonia è prevista dalle ore 15.30 nella sede ANBI, in via Santa Teresa 23, a Roma e sarà trasmessa in streaming al link https://www.youtube.com/channel/UCFkdwOroXwCFMXHneVMeYqQ.  

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
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