Anno XXIV, n. 1 venerdì, 14 gennaio 2022

GIOVEDI’ FIRMA PROTOCOLLO D’INTESA ANBI-ANCI

Il nuovo Protocollo d’Intesa fra ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue) ed A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani) sarà siglato giovedì 20 Gennaio p.v. nel corso di un evento programmato alle ore 10.30 nella Sala Consiglio della Camera di Commercio, a Roma; a siglarlo saranno i Presidenti, Francesco Vincenzi ed Antonio De Caro.
Sono previsti anche gli interventi di Giuseppe Blasi, Capo Dipartimento DIPEISR-Ministero Politiche Agricole Alimentari Forestali e Maddalena Mattei Gentili, Direttore Generale Sicurezza Suolo ed Acqua-Ministero Transizione Ecologica.

PRIME INDICAZIONI IDROLOGICHE D’INVERNO:

DISPONIBILITA’ AL TOP NEL SUD. L’ARIDITA’ APRE UNA QUESTIONE SETTENTRIONALE

Le prime indicazioni idrologiche di stagione indicano un inverno particolarmente arido nelle regioni del Nord, mentre al Centro e soprattutto al Sud le piogge hanno riequilibrato un bilancio idrico, deficitario dopo l’autunno: a renderlo noto è il report  settimanale dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche. I grandi laghi settentrionali sono in sofferenza tranne il Garda, che si mantiene saldamente al di sopra delle medie storiche; sorprendente è la differenza di riempimento fra il Lario (11,8%) ed il Benaco (78,6%).
Pur confermandosi largamente sopra la media mensile, è in calo la Dora Baltea in Valle d’Aosta, mentre  restano sostanzialmente stabili le portate dei fiumi piemontesi, generalmente dimezzate, però, rispetto ad un anno fa (Tanaro: 33,2 metri cubi al secondo, ma un anno fa erano mc./sec. 91,50); in Dicembre le precipitazioni hanno registrato -65,6% (fonte: ARPA Piemonte).  Il fiume Po, pur risultando in crescita nelle stazioni a monte, man mano che si avvicina alla foce registra un crescente deficit di portata, che lo pone in linea con gli anni più critici: le portate sono sotto media, ma soprattutto sono dimezzate rispetto a 12 mesi fa (fonte: ARPAE).
Tutti con portate largamente inferiori allo scorso anno, i fiumi veneti si assestano su valori simili alle annate peggiori con il Brenta, che segna l’altezza idrometrica minima dal 2018; a certificare questo stato di sofferenza è anche il report di Dicembre dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (A.R.P.A.V.), che segnala un deficit pluviometrico mensile sul Veneto, quantificabile in -47%. Condizionati dagli andamenti climatici localizzati, i fiumi emiliani si mantengono stabili sotto media con l’eccezione di Trebbia e Savio, che comunque crescono, mentre Secchia e Nure, quasi per contrappasso, precipitano al di sotto dei minimi storici mensili; scarsi sono i volumi invasati nei bacini del piacentino: la diga del Molato trattiene solo il 15,5% del volume autorizzato, mentre la diga di Mignano è al 31,3%. Anche l’Adda, in Lombardia, registra la portata più bassa dal 2017.
Nell’Italia centrale le cose vanno meglio con i fiumi toscani in netta ripresa (Arno, Sieve ed Ombrone sono finalmente tornati sopra la media mensile); idem per i fiumi delle Marche, che registrano andamenti superiori agli anni più recenti. In Dicembre, pur inferiore al 2020, è tornata ad essere buona la quantità di precipitazioni sull’Umbria (fonte: Servizio Idrografico Regione Umbria).
In Abruzzo, Dicembre è stato piuttosto secco in alcune località, mentre in Marsica e nell’Aquilano si è registrato un surplus di piogge; in provincia di Pescara, l’invaso di Penne è ai massimi livelli dal 2016 (5,83 milioni di metri cubi d’acqua).   Diversa è la situazione nel Lazio, dove le portate dei fiumi Liri-Garigliano e Sacco sono praticamente dimezzate rispetto allo scorso anno.  Rimanendo sul versante tirrenico, in Campania i livelli idrometrici dei fiumi Volturno, Sarno e Sele risultano in aumento, a causa del ritorno delle precipitazioni, mentre è in lieve calo il Garigliano, così come i bacini del Cilento ed il lago di Conza.
“L’andamento climatico sta accentuando la diversificazione idrologica fra versanti della Penisola – ha annotato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI -  E’ una condizione, su cui riflettere e che pone una crescente necessità infrastrutturale per poter trasferire risorse idriche da un territorio all’altro.”
Crescono di circa tredici milioni di metri cubi i volumi d’acqua, trattenuti negli invasi della Basilicata, raggiungendo un surplus di oltre cinquantuno milioni sull’anno scorso; i bacini pugliesi, invece,  segnano quasi sette milioni di metri cubi in più nell’arco di una settimana, rimanendo leggermente superiori alle disponibilità del 2021.
È ottima la performance dei bacini calabresi, ai livelli massimi dal 2016: il bacino Sant’Anna trattiene 8,48 milioni di metri cubi d’acqua, l’invaso di monte Marello ne conserva Mmc. 8,94 .Infine, è una stagione da incorniciare anche per la Sardegna, che con oltre cinquecentonovantadue milioni di metri cubi d’acqua dispone di quasi l’89% della capacità complessiva degli invasi; un anno fa, tale percentuale era di poco superiore al 73% (fonte: Autorità di bacino regionale della Sardegna).
“I dati evidenziano che stanno cambiando le condizioni climatiche, ma altrettanto palesemente sottolineano la fondamentale funzione dei bacini, capaci di trattenere le acque, quando arrivano. In questo campo si sta aprendo una questione settentrionale” ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.


SARDEGNA: SITUAZIONE DI TRANQUILLITA' IDRICA, FAVOREVOLE ALLA PROGRAMMAZIONE DI NUOVE OPERE

È all'80%, il livello dell'invaso Liscia: attualmente contiene, infatti, 85 milioni di metri cubi d'acqua a fronte dei 104 milioni, cui può arrivare: un livello, che non desta preoccupazione per l'approvvigionamento idrico perché, secondo gli indicatori di siccità, rientra nei livelli ordinari di gestione; lo comunica il Consorzio di bonifica Gallura (con sede ad Arzachena, in provincia di Sassari), che ricorda come l'anno scorso, nello stesso periodo, il bacino era al 100% della sua capienza e questo ha garantito una tranquilla stagione irrigua, fino ad Ottobre, quando si segnavano 68 milioni di metri cubi invasati, pari al 65% del volume consentito. Nella stagione idrica 2021, il livello del bacino si è abbassato di oltre trentacinque milioni di metri cubi, confermando l'importanza del bacino per l'agricoltura della Gallura in un comprensorio, che interessa  17 comuni della provincia di Sassari.

L’ESEMPIO DEI CONSORZI DI BONIFICA:

IN TOSCANA, UN IMPEGNATIVO INTERVENTO MULTIFUNZIONALE DONERA’ NUOVA VITA AL LAGO DI SAN FLORIANO

Oltre otto milioni di investimento per il recupero del lago di San Floriano: è un progetto importante per la zona meridionale della Maremma e che impegnerà nei prossimi anni il Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud (con sede a Grosseto); permetterà non soltanto di riportare il bacino lacustre, oggi nel degrado, ad una condizione di fruibilità, ma renderà possibile il suo utilizzo, oltre che per l’irrigazione, come fonte di approvvigionamento idrico per la vicina oasi naturale di Burano, nonchè come serbatoio d’acqua per elicotteri e canadair in caso di incendio.
“Non sarà un intervento semplice – ha osservato Fabio Bellacchi, Presidente dell’ente consortile - Si dovrà, infatti, svuotare, scavare e ripulire il lago per farlo tornare ad una profondità di 10 metri, preoccupandosi anche della fauna ittica secondo le indicazioni, che daranno gli esperti.”
Il progetto nasce a seguito dell’accordo per la tutela del lago di Burano, stipulato nel 2003: un lungo iter, che giunge finalmente a conclusione e che prevede, attraverso un finanziamento di 5.879.660 euro del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il consolidamento della diga e la realizzazione dello scarico di fondo e superficie, consentendo la riduzione della salinizzazione. Al termine di questo intervento sarà quindi possibile il completo utilizzo dell’opera, permettendo di invasare l’intero volume d’acqua previsto, pari a circa novecentomila metri cubi.
Il lotto successivo, per un investimento di 2.200.000 euro finanziati dal Piano Irriguo Nazionale, consentirà di realizzare l’impianto d’irrigazione, che servirà circa quattrocento ettari ed oltre cinquanta aziende, garantendo un notevole risparmio d’acqua.
“Prevediamo l'inizio dei lavori tra Giugno e Luglio; la durata prevista è di due anni” ha indicato Roberto Tasselli, Responsabile Area Progettazione dell’ente consortile.
“E’ l’esempio di quanto dovrebbe interessare almeno altri 90 bacini del nostro Paese, come abbiamo individuato nel nostro Piano di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese – ha ricordato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - La loro capacità d’invaso complessiva è di quasi seicentonovantotto milioni di metri cubi, ma oltre settantadue milioni sono inutilizzabili, perché occupati da sedime, conseguenza di un progressivo interrimento a seguito di anni di mancata manutenzione. Riportarli in piena efficienza comporterebbe un costo stimato in circa duecentonovanta milioni di euro, capaci di attivare almeno millequattrocentocinquanta posti di lavoro.”
“Accanto a ciò – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – indichiamo la necessità di ultimare 16  bacini non completamente o per niente utilizzati. Con un investimento di circa quattrocentocinquantuno milioni di euro, si aumenterebbe di oltre novantasei milioni di metri cubi, la capacità della rete idraulica di trattenere le acque, garantendo una riserva idrica, determinante di fronte all’emergenza climatica; non solo: si attiverebbero ulteriori duemiladuecento  posti di lavoro. Sono elementi di mancata crescita, penalizzanti l’economia dei territori.”
“Interventi come quello, che coinvolge il lago San Floriano e l’Oasi di Burano, rappresentano l’unico modo per contrastare le drammatiche conseguenze dei cambiamenti climatici. È un’opera di fondamentale importanza – ha concluso Fabio Cianchi, Coordinatore Oasi Wwf  Maremma – perché interessa due Siti di Importanza Comunitaria, che assieme alla laguna di Orbetello rappresentano un’unità ecologica funzionale. Anche nell’anno appena trascorso, il lago ha rischiato una crisi distrofica, dovuta alla siccità, alle alte temperature ed agli scarichi fognari di Capalbio Scalo. Come Wwf resteremo vigili a fianco del Consorzio di bonifica, affinchè il lago di San Floriano possa ritornare alla sua originaria bellezza, quando la superficie era ricoperta dalle ninfee bianche."

EMILIA ROMAGNA: TERRITORI PIU’ SICURI GRAZIE AL PNRR

Grazie ad efficaci sinergie tra il Ministero  Infrastrutture Mobilità Sostenibili (MIMS), la Regione Emilia-Romagna, l’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po ed ANBI  sono state assegnate le risorse per opere prioritarie, in grado di migliorare la sicurezza dei territori, investendo concretamente in interventi volti a rendere il Paese più resiliente ed in grado di affrontare le sfide del cambiamento climatico in corso.
Così, il Consorzio di bonifica Burana (con sede a Modena) avrà  il compito straordinario di realizzare infrastrutture per un valore di circa settanta milioni di euro, da tempo necessarie per comunità ed ambiente. Il nuovo impianto Cavaliera verrà realizzato a Bondeno (località Malcantone) a potenziamento del polo Pilastresi a Stellata di Bondeno ed avrà la capacità di scolare, sino a 60 metri cubi al secondo, le acque del bacino delle acque basse dei territori modenese, mantovano e ferrarese; sarà costituito da 12 pompe ad asse verticale da 5.000 litri al secondo, al fine di garantire un’estrema modularità ed elasticità di esercizio dell’impianto.
Lo scolo mediante questo impianto potrà avvenire solo tramite sollevamento meccanico ed Il funzionamento sarà semiautomatico: il 50% dei gruppi è automatico in funzione dei livelli idrici e il restante 50% viene attivato manualmente per le emergenze.
Questo finanziamento è una tappa fondamentale nel percorso verso la sicurezza del comprensorio, iniziato oltre venti anni fa con uno studio, in collaborazione fra ente consortile ed Università Ferrara, su un modello di allontanamento delle acque in relazione alle trasformazioni territoriali, legate all’urbanizzazione ed ai cambiamenti climatici.

VENETO: IMPORTANTE FINANZIAMENTO PER RINNOVARE L’ASTA  IRRIGUA VENETA

È in arrivo al Consorzio di 2° grado Lessinio Euganeo Berico (L.E.B.) un finanziamento di 33 milioni di euro: il Ministero Infrastrutture Mobilità Sostenibile ha infatti stanziato le risorse economiche, necessarie al completamento dei lavori di rifacimento dell’infrastruttura irrigua. Il recente finanziamento porta a 53 milioni, lo stanziamento pubblico complessivo, destinato a tale importante opera regionale, per la quale sono già in atto i lavori del primo stralcio, finanziati per 20 milioni di euro nel 2019.
Il nuovo  finanziamento rientra tra gli “Investimenti in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico”, in attuazione di quanto previsto dal P.N.R.R. (Piano Nazionale Ripresa Resilienza), rispondendo alle direttive europee sul risparmio idrico ed il rispetto dell’ambiente.
L’intervento consentirà, ad ultimazione dei lavori, di avere un’opera all’avanguardia dal punto di vista strutturale e dell’efficientamento irriguo, unica nel suo genere nel panorama regionale e tra le più importanti a livello nazionale. Gli interventi, che consentiranno un risparmio annuo di 87,2 milioni di metri cubi d’acqua, sono fondamentali per l’agricoltura di una parte consistente della pianura veneta. Nonostante l’efficienza manutentiva ed i costanti lavori di sistemazione ordinaria, l’opera necessitava di un intervento radicale di ristrutturazione anche per poterla dotare di innovativi sistemi di monitoraggio e distribuzione della risorsa idrica.
Il sistema L.E.B., oltre a rappresentare una fondamentale opera di distribuzione d’acqua irrigua e vivificazione del territorio, detiene anche un importante ruolo nella difesa idraulica del comprensorio: il tratto Adige-Guà, infatti, all’occorrenza funge da invaso per le piene del torrente Guà Frassine, mentre il canale sotterraneo, quando necessario, permette di scaricare le piene del canale Bisatto nel fiume Bacchiglione.

CAMPANIA: UN RISULTATO DI GRANDE SIGNIFICATO

Il 2022 inizia con un’ottima notizia per il Consorzio di bonifica Vallo Diano e Tanagro (con sede a Sala Consilina, in provincia di Salerno): il Ministero Politiche Agricole Alimentari Forestali ha approvato la graduatoria definitiva delle domande di finanziamento per la progettazione integrata strategica di opere idrauliche e di irrigazione di rilevanza nazionale e l’ente è risultato aggiudicatario del massimo della cifra prevista dal bando: 2 milioni di euro per la progettazione di opere strategiche del valore complessivo di 100 milioni di euro.
L’ente consortile dispone già di uno studio di fattibilità, nel quale sono già individuate le opere da realizzare;  tra queste: un invaso collinare, la cosiddetta diga di Casalbuono, da realizzare a monte del Ponte del Re; tale  opera è di grande importanza, perché utile per la laminazione delle piene e strategica ai fini dello sviluppo dell’irrigazione, consentendo di alimentare gli impianti consortili “a caduta”.
È prevista inoltre la realizzazione di infrastrutture irrigue che, partendo dall’invaso, portino l’acqua nei contesti agricoli del Vallo di Diano attualmente non serviti, compresa un’area situata nel bacino idrografico del Bussento, a Sanza.
Un altro adduttore dovrà, infine, portare l’acqua nella Piana del Sele.
In aggiunta a queste principali opere irrigue, sono  previste poi una serie di interventi di compensazione, finalizzati alla tutela e valorizzazione, anche a fini turistici, dell’asta fluviale del fiume Calore lucano-Tanagro, nonché azioni specifiche per il mantenimento ed il rilancio dell’agricoltura dei piccoli campi, connotante gli spazi aperti circostanti al corso d’acqua, particolarmente preziosa per la tipicità dei prodotti e per il suo ruolo di presidio ambientale.
Il finanziamento ottenuto deve essere concepito come una grande sfida ed un’enorme opportunità per affrontare in maniera strategica, sistematica ed efficace, questioni di criticità che da sempre affliggono l’area consorziale, quali  i fenomeni alluvionali  e per impostare una nuova stagione di sviluppo. Al proposito, c’è l’impegno dell’ente consortile ad aprire  subito un percorso di ascolto e di confronto col territorio.

VENETO: INTERVENTO ALLA MAGLIA IDRAULICA

Il Consorzio di bonifica Adige Euganeo (con sede ad Este, in provincia di Padova) ha concluso i lavori sulla maglia idraulica territoriale ad Ospedaletto Euganeo. I lavori fanno parte di un più ampio gruppo di progetti finanziati dalla Regione Veneto e che mirano a risolvere problematiche idrauliche nella rete idraulica minore non di competenza dell’ente consorziale.
Nello specifico, è stato stipulato un Accordo di Programma tra Regione Veneto, Comune Ospedaletto ed ente consortile, che ha fornito il supporto tecnico per la progettazione ed esecuzione delle opere idrauliche.
I lavori sono stati suddivisi in due lotti già conclusi. L’intervento ha avuto lo scopo di creare un nuovo collegamento idraulico della zona a Nord, soggetta ad allagamenti, con quella a Sud già provvista invece di sbocco nella rete consortile.

TOSCANA: ARNO: COMPLETATI NUOVI LAVORI A FIRENZE

Si è concluso anche l’ultimo lotto dei lavori di consolidamento e restauro del muro di sponda di lungarno Corsini sul fiume Arno. La manutenzione, progettata, condotta e realizzata dal Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno (con sede a Firenze) con il finanziamento della Regione Toscana, ha la sicurezza idraulica come obbiettivo primario, potendo garantire così una maggiore tenuta delle murature, in caso di piena del fiume, ma allo stesso tempo ha costituito occasione per una completa riqualificazione di uno dei tratti centrali dei lungarni fiorentini.
Nello specifico si sono completamente rifatte, con materiali nobili quali la pietra serena e il cotto dell’Impruneta, le cimase e i parapetti di circa centodieci metri di muro di sponda, per un investimento totale di circa duecentotrentamila euro, che vanno a sommarsi agli investimenti già realizzati con i precedenti lotti del 2019 e 2020.
L’investimento totale di 450.000 euro in 3 anni è parte di quei finanziamenti, che Regione Toscana aggiunge alle risorse del contributo di Bonifica, affidando alle capacità tecnico-operative dell’ente consorziale gli interventi di manutenzione su opere e tratti. che sarebbero di sua diretta competenza.

LIGURIA: POSA IN OPERA DI UN MAXI TUBO

Un “gigante” da 46 quintali, movimentato da una maxi-gru idraulica, grazie alla quale è stato collocato dentro uno scavo lungo circa quaranta metri: è l’operazione, che ha consentito di portare a termine un’altra importante tappa della linea idraulica di scarico a mare delle acque piovane: la posa di un tubo di m. 1,2 di diametro per 36 metri di lunghezza, cioè parte del collegamento all’idrovora “La Turbina” a Marinella di Sarzana.
La stazione di pompaggio è gestita da alcuni anni dal Consorzio di bonifica Canale Lunense (con sede a Sarzana, in provincia de La Spezia), titolare del progetto di restyling idraulico, finanziato con oltre due milioni e mezzo, grazie a fondi di protezione civile della Regione Liguria.
Il progetto è entrato nel vivo con la sistemazione a terra del secondo di 3 grandi tubi di polietilene nel tratto, che parte dall’idrovora fino ad arrivare alla spiaggia, in aggiunta alla linea sottomarina, che si allunga per 240 metri, un centinaio dei quali già realizzato. Le fasi di cantiere  sono state studiate per evitare interferenze con la stagione balneare: inizio in autunno e conclusione prima dell’estate.
È in programma nel futuro anche un secondo lotto con una previsione di spesa di 2,5 milioni di euro per le difese contro le esondazioni delle acque medie. In fase avanzata è anche la riqualificazione dell’edificio esistente, che attualmente ospita le pompe idrovore: verrà rinforzato per accogliere la strumentazione di controllo del nuovo impianto, tra cui quella dei sistemi di telecontrollo.
L’intervento sulla linea idrovora ha l’obbiettivo di potenziare la sicurezza idraulica della piana di Marinella, situata sotto il livello del mare, garantendo  lo scarico dell’acqua piovana in alto mare e mettendo al riparo la spiaggia e gli stabilimenti balneari.

EMILIA ROMAGNA: PATTO DI SALVAGUARDIA

E’ stato presentato a Palazzo Naselli – Crispi il patto per la salvaguardia ambientale tra il Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara (con sede nella città capoluogo) e la locale sezione di Legambiente: prevede la realizzazione congiunta di azioni ed interventi mirati alla tutela degli habitat naturali, della biodiversità ed al risparmio idrico.
Si tratta di un patto pienamente operativo, grazie alla recente plantumazione di 250 specie di alberi ed arbusti, realizzata in accordo con il Comune di Ferrara  presso l’area protetta Schiaccianoci, zona sensibile del quadrante Est dalla città, già oggetto di campagne di monitoraggio e bonifica ambientale. In questo stesso contesto sono state effettuate anche azioni mirate al risparmio idrico attraverso l’acquisto di raccoglitori di rugiada “Detti Tal-Ya” (in ebraico “l’isola della rugiada divina”).
Si tratta solo di un primo step di interventi congiunti, che puntano non solo a proteggere la fauna tipica, ma anche a sensibilizzare ed educare ad un corretto risparmio della risorsa idrica. Sono obbiettivi, che l’ente consortile persegue anche nella sua attività quotidiana, in primo luogo con il corretto smaltimento dei rifiuti(oltre millecinquecento tonnellate all’anno), che vengono raccolti generalmente durante le attività di manutenzione e conferiti in 11 isole ecologiche per la selezione ed il deposito temporaneo. Poi c’è l’importante attività di raccolta dei rifiuti abbandonati lungo i canali, rilevati in tempo reale grazie alla piattaforma Moniter, che raccoglie le segnalazioni di abbandono e ci consente di intervenire in maniera tempestiva.
C’è inoltre l’analisi di terre e rocce di scavo dei canali e che viene fatta su campioni di grandi dimensioni per consentire di lavorare nel pieno rispetto delle direttive A.R.P.A.E. per la salvaguardia ambientale. Un altro tema molto caro all’ente consorziale è la tutela della fauna ittica: quest’anno è stato toccato il record di 51 tonnellate di pesce recuperato durante la fase di svuotamento dei canali e trasferito in altri corsi d’acqua, grazie alla convenzione con l’associazione piscatoria di volontari A.S.I.A. e ad altre associazioni operative sul territorio; l’ investimento è stato superiore ai cinquantamila euro.
È stato inoltre lanciato il progetto “B-GREEN, la Bonifica si fa verde”, un insieme di iniziative ed azioni interne, che puntano a ridurre l’impatto ambientale delle attività dell’ente consortile ed a migliorarci in termini di sostenibilità ambientale. A questo proposito, l’altra grande novità del 2021 è stato l’investimento in un percorso pluriennale per sviluppare una vera e propria strategia di sostenibilità per il Consorzio di bonifica, seguendo gli standard internazionali di riferimento.
Vanno, infine, citate le pratiche di abbattimento controllato delle alberature ed i reimpianti; il supporto al progetto Life Perdix finalizzato a ricreare un habitat naturale per le starne italiche; la ricerca delle aree demaniali idonee a sostegno delle richieste di posizionamento di apiari nomadi, essenziali per il settore agricolo. Tali attività saranno ora implementate anche grazie al supporto di Legambiente e di altre associazioni del territorio.

TOSCANA: NUOVA CONVENZIONE PER SICUREZZA IDRAULICA ED AMBIENTALE

Cresce la sicurezza idraulica ed ambientale del territorio, grazie alla collaborazione tra il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca) e le associazioni del territorio. Una nuova convenzione è infatti stata siglata tra l’ente consortile e l’associazione “Vietina c’è”, che ha sede nel comune di Montignoso.
In virtù dell’accordo, i volontari dell’organizzazione si occuperanno del presidio di trarti del canale Orneto , del torrente Pennosa/Carchio e del fosso di Vietina.
Su questi corsi d’acqua, l’associazione si occuperà del presidio idraulico ed ambientale, effettuando sopralluoghi periodici e segnalando ogni problematica (sbarramenti al deflusso delle acque, tane di animali, cedimenti di sponde, rifiuti, discariche, opere abusive) agli uffici consortili. Inoltre, i volontari promuoveranno la fruibilità e la conoscenza dei corsi d’acqua adottati, in particolare le nuove generazioni.
Sono già 100, le associazioni, con cui l’ente consorziale ha  siglato convenzioni per una collaborazione attiva e continuativa nella cura del territorio.

LAZIO: LA SINTESI DI UN ANNO

Privilegiare i lavori in amministrazione diretta, cogliere le opportunità dei Piani Sviluppo Rurale e delle misure per il miglioramento energetico, avviare e concludere i lavori previsti nelle convenzioni con le Province (grazie alla Regione Lazio) per lavori nei fossi e nei canali: queste sono state tra le principali attività, che hanno caratterizzato l’anno appena concluso per ANBI Lazio.
Sono stati approvati anche gli atti utili a far predisporre i nuovi Piani di Classifica consortili. L’avvio di  lavori nella piana di Tarquinia, così come in agro di Fiumicino e nel territorio pontino, ha dimostrato che dai progetti si passa alla realizzazione. Preoccupa, però, insieme al cambiamento climatico  l’aumento delle tariffe energetiche, che vedono i consumi alle stelle per far funzionare impianti irrigui e idrovore.
È stata avviata la fusione dei 2 Consorzi di bonifica della provincia di Latina. È nato il Consorzio di bonifica Lazio Sud Ovest. Resta ora il completamento della fusione dei 3 enti consorziali della provincia di Frosinone nel nuovo Consorzio di bonifica Lazio Sud Est.

CAMPANIA: MISURE ANTI COVID-19: CONTROLLI STRINGENTI

In merito al corrente periodo pandemico, oltre a rispettare le vigenti restrizioni e misure di prevenzione del rischio (rigido controllo dei green pass e della temperatura corporea, sanificazione dei locali, installazione di barriere parafiato negli uffici, rispetto distanze di sicurezza, uso di idonee mascherine e soluzioni per l’igiene delle mani), il Consorzio di bonifica Paestum (con sede a Capaccio Scalo, in provincia di Salerno) ha organizzato una seduta di tamponi molecolari per tutto il personale dipendente ed esterno, previa acquisizione scritta del relativo consenso, al fine di tutelare l’organico in forze e l’utenza.
I controlli sono stati svolti nella sede dell’USCA di Capaccio Paestum,in località Capodifiume, messa a disposizione, in maniera gratuita, proprio dall’ente consortile.

LOMBARDIA: SIGNIFICATIVO RICONOSCIMENTO

Il progetto diffuso “Museo del Panperduto” dell’architetto, Marco Olivieri, è stato premiato con il riconoscimento “Maestri Comacini”, assegnato dall’Ordine degli Architetti della provincia di Como.
L’attestazione riconosce la funzione della struttura nella valorizzazione del sito idraulico, gestito dal Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano).

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
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