Anno XXIII, n. 48 venerdì, 17 dicembre 2021

ANBI: CENSITE LE PRIME VARIANTI DI PIANTE ALIENE

"L’impatto che questa pianta sta avendo nelle acque del lago di Porta è tale da generare anche nuove varianti, perchè il Myriophyllum Aquaticum entra in contatto con le comunità autoctone, modificandole”: il dato, allarmante per l’integrità degli habitat, è stato reso noto da uno studio dell’Ateneo di Firenze nel corso di un confronto tra esperti universitari, centri di ricerca ed Istituzioni, promosso dal Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord con i Comuni di Montignoso e Massarosa.
Il Myriophyllum Aquaticum, popolarmente conosciuto come “Millefoglio Americano”, è inserito nella lista di rilevanza dell’Unione Europea  da Luglio 2016 ed è presente negli ambienti naturali di 9 regioni italiane: Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Campania e Abruzzo, mentre  in Piemonte la specie è stata oggetto di eradicazione e dal 2017 non si hanno nuove segnalazioni. Le eradicazioni meccaniche si dimostrano  uno strumento e?cace, ma comportano anche la rimozione delle specie autoctone presenti, per cui si privilegia la rimozione manuale delle piante invasive.
Sempre in Toscana, un altro segnale d’allarme arriva dall’ Alto Valdarno, dove il locale Consorzio di bonifica 2 e l’Unione Comuni Pratomagno hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione per  frenare l’avanzata del “poligono del Giappone”: una brochure descrittiva per operatori del settore ed un volantino rivolto ai cittadini per far conoscere le caratteristiche dell’infestante e le modalità di trattamento, consigliate per evitare la moltiplicazione della pianta.
Il poligono del Giappone, altamente invasivo ed importato dai Paesi asiatici per scopi ornamentali, ormai colonizza molte aree urbane ed invade ampi tratti del reticolo idrografico; in primavera cresce e si infittisce rapidamente, impedendo l’accesso al corso d’acqua e la crescita di altre specie.
Inserita dalle organizzazioni per la tutela della biodiversità tra le cento specie più infestanti al mondo, la “Japonica” comporta anche problemi di natura strutturale: la pianta, infatti, ha un apparato radicale particolarmente potente, che si sviluppa fino a 3 o 4 metri sotto terra, facilitando la comparsa di problemi idraulici lungo gli argini. Intervenire in maniera mirata è particolarmente importante, poiché è sufficiente un piccolo frammento della pianta, trasportato dai torrenti d’acqua per iniziare una nuova propagazione.
Di qui la ricerca di una partecipazione diffusa per tentare di arginare l’ “invasore”, che ha pochi competitor in natura ed uno sviluppo che procede al ritmo di 30 centimetri a settimana.
“E’ un problema che è ormai emerso in tutta la sua pericolosità a causa della sua altissima capacità di diffusione” ha commentato Enzo Cacioli,  Presidente dell’Unione Comuni Pratomagno.
“La presenza di piante alloctone fuori controllo e che alterano gli ecosistemi, sostituendosi alla vegetazione tipica, è pericolosa ed innesca processi deleteri per l’ambiente – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela  Territorio ed Acque Irrigue) - I Consorzi di bonifica svolgono un’attenta azione di monitoraggio ed osservano tutte le accortezze necessarie per limitare al minimo la propagazione lungo i corsi d’acqua anche per non compromettere la stabilità di argini e sponde, amplificando il rischio idrogeologico.”
“Ma non basta – ha concluso Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - E’ indispensabile fare rete a livello istituzionale per fronteggiare la salute ambientale dell’ecosistema dei nostri territori attraverso nuove normative regionali  prima che i costi ambientali, idraulici e sanitari diventino insostenibili. Non solo: è urgente che le autorità fitosanitarie competenti  mettano a punto sistemi di controllo e lotta, prima di arrivare a un punto di non ritorno.”

OSSERVATORIO ANBI SULL RISORSE IDRICHE

PENDOLO ITALIA: DEFICIT IDRICO DA EST AD OVEST PIU’ ACQUA AL SUD CHE AL NORD

Centro Italia diviso a metà fra un Nord in deficit idrico ed un Sud con abbondanti disponibilità d’acqua: è questa la “fotografia”, che emerge dal report settimanale dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche.
Se la dorsale adriatica sta uscendo dalla forte aridità registrata nei mesi estivi, non altrettanto può dirsi del versante tirrenico, dove i fiumi toscani hanno portate largamente inferiori agli anni scorsi e pressoché dimezzate rispetto alla media mensile (fonte: Centro Funzionale Regione Toscana), così come decrescono le portate negli alvei fluviali di Lazio e Campania, nonostante le recenti precipitazioni, che hanno stressato la rete idraulica e di cui hanno beneficiato gli invasi del Cilento ed il lago di Conza.
Negativo è anche l’andamento pluviometrico su una regione tradizionalmente “bagnata” come l’Umbria (caduti in Novembre mm. 23,9 contro mm. 203,83 nel 2019 e mm. 103,18 nel 2018!) ma, per contrappunto, si registrano precipitazioni abbondanti sul versante adriatico in Abruzzo (meglio le zone costiere che le aree interne dell’aquilano e della Marsica) e Molise, così come hanno ripreso vigore i livelli  dei bacini ed i fiumi delle Marche dopo settimane di sofferenza (Potenza, Esino e Nera segnano il record di portata del recente quadriennio).
L’andamento idrico positivo prosegue, scendendo al Sud, dove i principali invasi della Puglia segnano, in una settimana, un incremento di 29 milioni di metri cubi, raggiungendo quasi  +40 milioni in Basilicata (addirittura +133,3 milioni di metri cubi sul 2020). Il maltempo, che da settimane sferza la Sicilia, ha portato quantomeno anche  una forte crescita nelle deficitarie riserve idriche dell’isola: in un mese sono cresciute di ben 141 milioni di metri cubi, grazie alle piogge, che hanno però evidenziato le criticità idrogeologiche del territorio (fonte: Dipartimento Regionale dell’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico Sicilia); esemplare è il caso di Castellamare del Golfo dove, da Ottobre ad oggi sono caduti 543 millimetri di pioggia (la media annua è pari a mm. 650 ca.), comportando però il crollo di un ponte sul fiume San Bartolomeo, repentinamente ingrossato.
“La Sicilia, dove da decenni i Consorzi di bonifica sono commissariati dalla politica, è testimonial del paradosso di un Paese, dove convivono pericolo alluvionale ed emergenze siccità. La situazione nell’isola è aggravata da una forte carenza infrastrutturale, che impedirà il completo utilizzo delle risorse idriche, che si stanno proponendo – ha sottolineato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI  - Una volta di più chiediamo il ritorno dei Consorzi di bonifica all’ordinario regime democratico per valorizzarne a pieno le capacità progettuali ed operative.”
Risalendo al Nord, si registra un generalizzato calo di disponibilità idrica, dove i livelli dei grandi laghi sono stazionari verso il basso (Lario e Maggiore sono sotto media), mentre il fiume Po registra portate largamente inferiori sia alla media mensile che  allo scorso anno. Ad eccezione del Savio sono in calo le portate dei corsi d’acqua emiliano-romagnoli (più che dimezzate rispetto alla media), così come inferiori agli scorsi anni sono quelle dei fiumi veneti , piemontesi (Stura di Demonte, Tanaro, Pesio) e dell’Adda in Lombardia; idem per il torrente Lys in Valle d’Aosta, mentre la Dora Baltea resta sopra media (fonte: Centro Regionale Funzionale Valle d’Aosta).
“Stanti le attuali condizioni – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – possiamo guardare con moderato ottimismo alla prossima stagione irrigua nel Sud Italia, dove determinante è la presenza di numerosi invasi. Non altrettanto può dirsi al Nord, dove la gran parte di eventuali apporti idrici da piogge o neve termineranno inevitabilmente a mare, disperdendo un patrimonio d’acqua utilissimo per i mesi più caldi. Auspichiamo che i prossimi provvedimenti economici del Governo assumano anche la necessità di un nuovo Piano Invasi per il Paese.”


                                                                       

L’INNOVAZIONE NEI CONSORZI DI BONIFICA

UN PROTOTIPO DI SUPERDRONE VINCE LA STARTUP COMPETITION “IL VALORE DELL’ACQUA 4.0”

Un prototipo di drone quadricottero (a 4 eliche) con motore endotermico, alimentato con bioetanolo e guida autonoma per il monitoraggio ed il telerilevamento di dighe e canali: è questa  l’idea, che ha fatto vincere alla piacentina “Dart 242”, la seconda edizione della startup competition “Il Valore dell’Acqua 4.0”, promossa dal Consorzio di bonifica Piacenza e dalla Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali della locale Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, coordinata da Urban Hub Piacenza.
Il velivolo può avere applicazioni anche nel settore agricolo per attività di diserbo, fertilizzazione, trattamenti fitosanitari ed irrigazione d’emergenza; ha un’autonomia di oltre centoventi minuti e può trasportare carichi fino a venticinque chilogrammi con una velocità massima di 90 chilometri orari. Grazie alla dotazione messa a disposizione da Urban Hub Piacenza, il progetto riceverà servizi di consulenza “sales, marketing & distribution”, oltre ad un voucher in denaro per la sperimentazione sul campo della propria innovazione all’interno del comprensorio del Consorzio di bonifica e delle aree gestite dalla facoltà universitaria.
A sfidarsi nella seconda edizione della competition piacentina sono state 10 startup provenienti da tutta Italia con idee innovative,  replicabili anche in altri contesti; gli ambiti di applicazione sono stati: sistemi di manutenzione e monitoraggio degli impianti; monitoraggio dei fenomeni naturali; energie rinnovabili; sostenibilità ambientale; qualità delle acque; agrovoltaico; riduzione dei consumi idrici; sistemi di comunicazione in ambito agritech.
“L’iniziativa piacentina è complementare ad altri progetti di ricerca, da noi sostenuti, come Positive per l’ottimizzazione irrigua ed Agri4food sul futuro dell’acqua per l’agricoltura e l’ambiente, confermando così, ad ogni livello, il nostro concreto impegno verso nuovi scenari di futuro” ha commentato  Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
“E’ infatti solo attraverso l’innovazione - ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – che si possono individuare soluzioni nel segno dell’unica sostenibilità possibile: quella, che coniuga esigenze ambientali, economiche e sociali.”

EMILIA ROMAGNA: PIU’ ACQUA, MENO COSTI

La fornitura d’acqua per l’irrigazione rappresenta un’attività particolarmente impegnativa per il Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città ducale”), che al proposito si è dotato di un “Sistema di Gestione Ambientale”, cioè  un modello organizzativo, che si fonda su regole, strumenti e modalità di lavoro con l’obbiettivo di migliorare progressivamente le prestazioni dello staff consortile nelle attività quotidiane di rispetto ambientale.
Un aspetto fondamentale è rappresentato dalla qualità delle acque irrigue; grazie alle politiche ed alle metodologie di lavoro, introdotte dal Sistema di Gestione Ambientale, si è evidenziato come questo aspetto rappresenti un punto di criticità da affrontare anche attraverso contatti proficui e protocolli operativi con i gestori del servizio idrico integrato e dei depuratori per poter acquisire in tempo reale i dati della qualità delle acque immesse nella  rete consorziale. La “Bonifica Parmense” si è dotata inoltre di una capacità autonoma di monitoraggio, grazie a “Bonifica Lab”, un laboratorio di analisi, che ha lo scopo di tenere sotto controllo la qualità delle acque.
Ad oggi la campagna di monitoraggio secondo la più classica e riconosciuta “tabella Giardini” viene realizzata controllando 51 parametri indicatori, rappresentativi della qualità ecologica, della qualità per l’uso irriguo e dell’idoneità per la vita dei pesci. Il risultato delle campagne di misurazione, raccolte in diversi rapporti annuali, è decisamente positivo: non solo non ci sono significativi superamenti dei limiti degli agenti inquinanti, ma anche la tendenza statistica non mostra un aumento sensibile di questi valori. Gli inquinanti industriali e chimici, i metalli pesanti e pesticidi hanno livelli di gran lunga inferiori ai limiti di legge.
Occorre segnalare uno sforamento dei limiti dei colibatteri; in questo caso, la motivazione dei valori riscontrati, più che alle acque dei depuratori, potrebbe derivare da alcune migliorabili tecniche di fertilizzazione dei campi ancora basate sull’utilizzo dello stallatico. Un annoso problema soprattutto in prospettiva immediata e di medio lungo periodo oggetto delle analisi del Sistema di Gestione Ambientale è anche quello legato alla disponibilità irrigua.
A tal proposito, nel corso del 2020, l’ente consortile ha emanato un nuovo Regolamento Irriguo; si è stabilito che il calcolo della bolletta si basi sul volume d’acqua erogata al campo e non più sulla superficie e sulla coltura irrigata. Prima dell’inizio della stagione irrigua si è proceduto  ad un censimento degli appezzamenti da irrigare ed alla stesura di un calendario di massima; questo ha consentito una migliore gestione degli invasi, portando l’acqua soltanto dove serve e quando serve.
Il risultato alla fine della stagione irrigua 2021 è sostanzialmente positivo: grazie all’ottimizzazione delle attività irrigue, l’ente consorziale è stato in grado di garantire un numero di irrigazioni, superiore di quasi il 90% rispetto all’anno precedente, con un aumento della superficie irrigata pari  più del 40%; a fronte di questi aumenti, dovuti anche all’estate particolarmente siccitosa, l’unico valore che ha subito una sostanziale diminuzione è quello dell’importo medio delle bollette, calato del 22% a testimonianza di come il tema del risparmio idrico e dell’utilizzo intelligente dell’acqua in agricoltura non abbiano solo innegabili ricadute ambientali, ma si traducano in un sostanziale risparmio anche per l’agricoltura.

TOSCANA: IMPORTANTE MANUTENZIONE

Il Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud (con sede a Grosseto) ha concluso l’importante intervento di manutenzione ordinaria lungo un tratto di oltre tre chilometri del fiume Bruna, da Macchiascandona verso valle.
La particolarità dell’intervento ha richiesto un significativo impegno da parte dell’ente consortile: qui, infatti, si assisteva ad un accumulo consistente dei sedimenti sulle golene, con un aumento del livello delle acque ed il rischio crescente di esondazioni nelle aree circostanti, in cui si trovano abitazioni. Agli scavi per la rimozione del materiale in esubero è stata affiancata la ricalibratura della testa dell’argine.

VENETO: INTERVENTI DI RIDUZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO

Il Consorzio di bonifica Piave (con sede a Montebelluna, in provincia di Treviso) sta realizzando numerose sistemazioni idrauliche nella zona collinare della Marca Trivigiana, volte a contenere le criticità idrauliche, determinate da alcuni insidiosi corsi d’acqua a regime torrentizio, che la percorrono.
Tali interventi rientrano nell’ambito delle attività finanziate con le risorse rese disponibili a seguito dell’emergenza determinata dalla tempesta Vaia dell’ottobre 2018 e finalizzate alla mitigazione del rischio idraulico in tutto il territorio regionale.
In particolare, l’ente consortile è impegnato in interventi di riduzione del rischio idraulico in prossimità dei centri urbani di San Fior e Codognè, recentemente interessati da fenomeni alluvionali, provocati dalle piene brevi, ma intense del torrente Codolo o Ghebo, affluente in sinistra idraulica del fiume Monticano.
Nell’ambito di tali interventi, in questi giorni si è provveduto all’abbattimento del ponte sul canale Ghebo alla pulizia dell’alveo. Stanno proseguendo anche gli altri due progetti collegati a tutta la messa in sicurezza del “Bacino del Codolo”: la realizzazione di una cassa d’espansione a San Fior di Sotto con capacità di circa settantamila metri cubi e di un secondo bacino di dimensioni minori, nella parte alta del territorio comunale di San Fior, con una capienza di 20.000 metri cubi.

LOMBARDIA: NONOSTANTE LA PANDEMIA L’ENTE SI CONSOLIDA

Il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano) ha approvato il bilancio preventivo 2022.
L’ente consortile seguiterà  il percorso intrapreso di adeguamento delle proprie strutture organizzative, delle procedure operative e delle dotazioni tecnologico-informatiche al fine di potenziare l’efficacia e l’efficienza di gestione, migliorare i servizi per i consorziati e gli enti territoriali, rispondere opportunamente alle varie esigenze dettate dalle funzioni più innovative, affiancatesi nel tempo a quelle tradizionali.
Destinate ad ulteriore sviluppo saranno le attività svolte per conto di enti terzi (in primis, Regione Lombardia, Comune di Milano ed altri enti attivi sul territorio), oltre a quelle consuete di esercizio e manutenzione della rete consortile e di valorizzazione patrimoniale.
La formazione del budget 2022 è stata attuata con l’intenzione di mantenere il sostanziale equilibrio raggiunto nelle partite correnti. Tale obbiettivo viene sempre più richiesto per poter accedere ai finanziamenti regionali, statali e comunitari., unitamente al rispetto delle normative in materia di appalti, privacy, anticorruzione, sicurezza sul lavoro, buone prassi amministrative.
D’altro canto, l’ente consortile si dovrà confrontare con la necessità di far fronte alla tendenza crescente dei costi operativi – originati dall’inflazione, per esempio, o dagli aumenti dei costi del personale legati alla contrattazione collettiva o ancora dall’impennata dei costi delle materie prime (rispetto ai quali le imprese appaltatrici potranno richiedere anche compensazioni) – limitandone l’impatto sugli adeguamenti dei contributi consortili. L’esercizio 2022 vedrà ancora impegnato l’ente consortile in una serie di azioni strategiche e di sviluppo, connesse, in particolare, ai finanziamenti acquisiti per interventi sulla rete propria, la rete in concessione e per le opere di difesa del suolo.
È stato inoltre deciso di destinare, alla manutenzione straordinaria del reticolo, parte dell’utile di esercizio, che si registrerà, al fine di ovviare ai ritardi manutentivi ,dovuti alla restrizioni introdotte dal 2020 per effetto della pandemia.
Le ormai consolidate politiche di bilancio hanno nel complesso determinato sinora un ulteriore, sensibile miglioramento della situazione patrimoniale dell’ente e che permetterà di assorbire, senza significativi aggravi per la contribuenza, la passività della gestione commerciale, determinata dai lavori triennali di ammodernamento del canale Villoresi, in attuazione grazie ad un finanziamento statale di circa venti milioni di euro.

VENETO: STUDENTI IN VISITA

Il Consorzio di bonifica Veneto Orientale (con sede a San Donà di Piave, in provincia di Venezia), in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, ha ospitato un gruppo di 20  giovani studenti universitari del corso di agricoltura sostenibile, provenienti da diversi Paesi del mondo.
Dopo un‘introduzione sulla storia dell’ente consortile e sulle attuali importanti funzioni idrauliche, alcuni giovani tecnici hanno accompagnato gli studenti in una visita al territorio di bonifica.
Dopo una sosta al podere Fiorentina, si è passati poi alle idrovore di Cittanova, Torre di Fine, quindi, allo sbarramento Brian per finire con una visita tecnica e ristoro all’idrovora del Termine che, nonostante la pioggia, ha colpito il gruppo per il valore tecnico, architettonico e simbolico. Gli imponenti motori elettrici dell'idrovora risalgono  al 1922; l'inaugurazione avvenne in occasione del Congresso sulle Bonifiche, il cui centenario sarà celebrato l’anno prossimo a livello nazionale e l’idrovora è dedicata alla vittoria della Grande Guerra.
La visita si è  conclusa in una prestigiosa azienda vitivinicola del  comprensorio.

TOSCANA: PAGAMENTI PAGOPA: LA PRIMA VOLTA DEL CONSORZIO

Sono in fase di emissione gli avvisi relativi al pagamento del tributo anno 2021 del Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno (con sede a Pisa).
Gli avvisi di pagamento, come al solito, sono recapitati per posta o per mail/pec ma, per la prima volta, si possono pagare, grazie al sistema di pagamenti PagoPA, una piattaforma nazionale semplice, sicura e trasparente, basata su canali fisici e on-line, nata per la Pubblica Amministrazione, ma richiesta anche per gli enti pubblici più in generale.
Sono molte le modalità di pagamento utilizzabili: presso uffici postali, banche, istituti di credito eroganti il servizio; nei punti vendita Sisal, Lottomatica, tabaccai, supermercati/ipermercati convenzionati; dal proprio home banking; presso  gli sportelli bancomat abilitati; sul sito del Consorzio, nella apposita sezione PagoPA.

PUGLIA: NUOVO PRESIDENTE CONSORTILE

Michele Palmieri è il nuovo Presidente del Consorzio di bonifica montana del Gargano (con sede a Foggia); dottore agronomo, titolare di un’azienda agricola in agro di Carpino, sarà affiancato nel suo incarico dal Vicepresidente, Michele Antonio Tabacco.

EMILIA ROMAGNA: DIABOLIK AL CONSORZIO

Per far giungere un messaggio al grande pubblico a volte è utile utilizzare canali imprevisti e indiretti: è il caso dell'impianto idrovoro di sollevamento del Consorzio di bonifica Renana (con sede a Bologna), scelto come location per il film “Diabolik” dei registi Marco e Antonio Manetti, meglio conosciuti come Manetti Bros ed ora in programmazione nelle sale cinematografiche.
Protagonisti della pellicola sono Luca Marinelli, Miriam Leone e Valerio Mastandrea. Registi e produzione hanno individuato, nelle strutture avveniristiche dell’impianto idraulico Conte a Sala Bolognese, gli ambienti ideali per alcune delle scene più suggestive del film: scatolari in cemento armato, cuniculi idraulici ed accessi imprevedibili  si sono rivelati scenari ideali per le avventure dello spericolato fuorilegge.
Ospitare il set cinematografico di “Diabolik” è stata una bella esperienza, che consente di esportare ambienti e logo dell’ente consortile in un ambito di visibilità nazionale attraverso uno strumento inedito.

ON-LINE IL RESTYLING DEL  SITO ANBI

È in rete, da qualche il giorno, il rinnovato sito ANBI. Mantenendo l’ “albero” precedente è rinnovato nella grafica per agevolarne l’utilizzo anche attraverso i “device”portatili. 

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
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