Anno XXIII, n. 43 venerdì, 19 novembre 2021

VINCENZI“I CONSORZI DI BONIFICA ADERISCONO CONVINTAMENTE AL CONTRATTO ISTITUZIONALE DI SVILUPPO PER L’ACQUA ANNUNCIATO DALLA MINISTRA CARFAGNA PER COLMARE IL GAP INFRASTRUTTURALE FRA SUD E NORD D’ITALIA”

“Il Contratto Istituzionale di Sviluppo per l’Acqua, annunciato dalla Ministra per il Sud, Mara Carfagna, al Forum Internazionale Coldiretti  su Agricoltura ed Alimentazione, vedrà nei Consorzi di bonifica e irrigazione, rappresentati da ANBI, un partner convinto, con il bagaglio di progettualità ed esperienza operativa, che quotidianamente mette al servizio del Paese”: a dirlo è Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, commentando le parole della rappresentante di Governo.
“Creare uno strumento di concretezza, in una cornice istituzionale di confronto fra tutti i soggetti interessati, è l’indispensabile via maestra per costruire le condizioni di accesso a risorse economiche, complementari a quelle previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, indispensabili per colmare il gap infrastrutturale, anche nel settore idrico, fra Sud e Nord del Paese – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI - In questa cornice si colloca il Piano Laghetti, presentato con Coldiretti e ANBI. Una grande proposta di futuro in grado di dare acqua al potabile, produrre energia, rendere un servizio ambientale e irriguo e che prevede la realizzazione di 1000 bacini entro il 2030: 6.000 aziendali e 4.000 consortili. Una scelta quella dei laghetti per conservare l’acqua per il Paese, utile al Paese.”
“La condivisione delle scelte – conclude il Presidente di ANBI - è la migliore garanzia per la crescita economica del Paese in una fase storica, determinante non solo per il futuro dell’Italia, ma dell’intero Pianeta. Ringraziamo la Ministra, Carfagna, per la sensibilità, che sta dimostrando verso un tema fondamentale di sviluppo, quale la gestione delle risorse idriche.”

OSSERVATORIO ANBI SULLE RISORSE IDRICHE

TORRENTE ITALIA: TERRITORIO SOTTO PRESSIONE

“Sicilia, Sardegna, Calabria, Marche: anche questa settimana la fotografia delle emergenze meteo è un bollettino di guerra, di fronte al quale le comunità sono sempre più disarmate. Occorre urgentemente varare un Piano nazionale di manutenzione del territorio al fine di contrastare, per quanto possibile, la crescente estremizzazione degli eventi atmosferici”: a tornare a chiederlo con forza è stato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
Se i livelli dei bacini della Calabria sono in media con gli anni scorsi, paradossale è la situazione della Sicilia, la cui ubicazione evidentemente ne fa la “prima linea” della tropicalizzazione del mar Mediterraneo, passando da segnali di desertificazione alla violenza degli uragani, arrivati dopo un’estate particolarmente arida, il cui deficit idrico è secondo solo ad annate largamente siccitose come il 2016 ed il 2017 (fonte: Dipartimento Regionale dell’Autorità di Bacino del Distretto Bacino Idrografico Sicilia).
“In una simile situazione emergenziale è sconcertante la marginalizzazione, in cui restano confinati i Consorzi di bonifica dell’isola, la cui potenziale efficienza al servizio del territorio, garantita dall’autogoverno democratico, è limitata da un commissariamento trentennale, figlio di una mal interpretata funzione della politica” ha evidenziato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
Copiose le precipitazioni registrate anche sulla Sardegna  dove, in una settimana, sono caduti mm. 266,4 sull’Ogliastra (Novembre 2020: mm.80; Novembre 2019: mm. 100 ca.) ed oltre mm. 190 sul Sulcis (fonte: A.R.P.A. Sardegna).  Nelle Marche si segnala la forte crescita di portata del fiume Tronto (con un livello di 106 centimetri è al record nel quadriennio), mentre calano Esino e Sentino; nonostante l’ondata di maltempo, resta  deficitaria la situazione nei bacini della regione, stressati da un’estate povera di precipitazioni.
Al Nord si attenuano, man mano che si avvicinano alla foce, le conseguenze delle forti piogge, rovesciatesi a monte sul fiume Po e che hanno fatto balzare le portate verso l’alto, superando abbondantemente quelle dello scorso anno, pur rimanendo al di sotto della media storica di Novembre. Confermando la forte ondata di maltempo in Piemonte (soprattutto nel cuneese, dove il torrente Ellero è straripato a Mondovì e si sono registrati fino a 150 millimetri di pioggia in una settimana), i fiumi Varaita, Pesio e Stura di Lanzo (raggiunti i 110 metri cubi al secondo; l’anno scorso erano mc./sec. 6,07!) hanno visto i livelli aumentare di ben 10 volte da un giorno all’altro (fonte: ARPA Piemonte).
Analogo fenomeno si registra in Emilia Romagna  dove, ad eccezione del Savio, crescono le portate di tutti i corsi d’acqua con  Secchia ed Enza che, dopo molte settimane di sofferenza idrica, tornano sopra media, aumentando le portate rispettivamente di 4 e 3 volte in poche ore; forte anche la ripresa del Trebbia, che ha raddoppiato la portata in una settimana. Nella regione, resta pluviometricamente deficitaria solo la situazione nei territori romagnoli  a Nord del fiume Reno; restano insufficienti  i volumi d’acqua, invasati nei bacini piacentini di Molato e Mignano (mc. 340.000), superiori nel recente quinquennio solo al siccitoso 2017 (fonte: ARPAE).
Situazione sotto controllo nella vicina e fragile Liguria, dove solo la Bormida di Spigno ha allarmato per la repentina crescita di 3 metri nel livello, tornato poi rapidamente alla normalità. Per quanto riguarda i livelli dei  grandi laghi settentrionali sono stazionari dopo una generalizzata, seppur lieve crescita con il Lario, che rimane comunque sotto media (33,5% del riempimento). In Val d’Aosta aumentano le portate della Dora Baltea e del torrente Lys, mentre in Lombardia cala il fiume Adda.
La situazione si presenta diversificata nei fiumi del Veneto, dove crescono le portate di Piave e Brenta, restano stazionarie quelle di Adige e Bacchiglione, cala la Livenza. In Toscana, solo il Serchio è sopra la media mensile, ma vanno segnalati 7,28 metri cubi al secondo, registrati nell’Ombrone dopo settimane di assoluta secca. In Umbria, le piogge sono praticamente dimezzate riaspetto all’Ottobre di un anno fa e conseguentemente i volumi d’acqua, trattenuti nell’invaso Maroggia sono calati di oltre 1 milione di metri cubi.
Nel Lazio resta stabile il fiume Liri-Garigliano, mentre decresce il Sacco. In Abruzzo, i volumi invasati alla diga di Penne sono in linea con gli anni scorsi, così come i livelli dei fiumi in Campania. Delle piogge, infine, non sta beneficiando la Basilicata, i cui invasi calano ancora di circa un paio di milioni di metri cubi; si inverte, invece, la tendenza per i bacini pugliesi, che si arricchiscono di oltre un milione e mezzo di metri cubi d’acqua (fonte: Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale).

                                                                       

PIEMONTE: IL FUTURO IDRICO DELLA REGIONE

Presente il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, si è svolto, nella splendida cornice della Reggia di Venaria, il convegno “I Consorzi irrigui e il futuro dell’acqua in Piemonte: quali strategie a fronte dei cambiamenti climatici?” organizzato da ANBI Piemonte la Regione.
Ad aprire i lavori è stato il Presidente ANBI Piemonte, Vittorio Viora,  che ha richiamato l’attenzione sulla difficile situazione dei locali Consorzi di bonifica ed irrigui in merito sia a problemi  di carattere burocratico che a temi quali la siccità ed i cambiamenti climatici.
A seguire, il Direttore ANBI Piemonte, Mario Fossati, ha illustrato la stagione irrigua appena conclusa che ha visto forti criticità, in particolare nell’area cuneese,  con significativa riduzione delle disponibilità idriche per l’irrigazione.
Questa situazione è un grido d’allarme sulla necessità di trovare immediate soluzioni di gestione delle risorse disponibili e, nel medio lungo termine, per  la realizzazione di invasi. Nel corso del dibattito è emersa la necessità  di una stretta collaborazione tra gli Assessorati regionali Ambiente ed Agricoltura, nonché la necessità di trasferire ai Consorzi di bonifica competenze e risorse economiche per la difesa idrogeologica del territorio. Ai lavori è intervenuto anche l’Assessore Agricoltura Regione Piemonte, Marco Protopapa.

EMILIA ROMAGNA: FRANE IN MONTAGNA, UN PATTO PER PREVENIRLE GRAZIE AI BIG DATA

Significativa “stretta di mano”  tra l’Università di Parma ed il Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città ducale”): in Aula magna è stata firmata una convenzione quadro per la realizzazione di iniziative e progetti comuni.
Il patto mira a rafforzare la difesa delle aree montane e la tutela delle comunità, che le abitano, sviluppando ed approfondendo la ricerca e la formazione sulle importanti tematiche della riduzione dei rischi legati all’innesco delle frane, grazie all’uso di nuove e più performanti tecniche di eco-ingegneria per la stabilità dei pendii.
La ricerca condotta in Università può mettere le proprie competenze e le proprie acquisizioni a disposizione del territorio, che può trarne benefici concreti in un settore, quello del dissesto idrogeologico, che  affligge le aree montane; nello stesso tempo, dal territorio la ricerca può trarre indicazioni importanti per affinarsi e migliorarsi ulteriormente in campi come sostenibilità, rispetto dell’ambiente, riduzione dell’impatto dei cambiamenti climatici: 3 vere sfide del nostro tempo.
Il modello SLIP è stato messo a punto ed applicato nell’ambito di cooperazioni con la Protezione Civile Nazionale e la Regione Emilia-Romagna. La collaborazione fra ente consorziale ed Ateneo  ha anche lo scopo di verificare, mediante interventi sul territorio, il modello teorico, finalizzato alla predizione delle frane superficiali indotte da pioggia e che prevede l’utilizzo di adeguate essenze arboree, al fine di aumentare la resistenza del terreno in termini di coesione radicale.
I movimenti franosi indotti da pioggia (tecnicamente: “soil slip”) coinvolgono la parte superficiale dei terreni e sono tipici degli ambienti montani: si verificano solitamente nelle zone prealpine, in Appennino o nell’alta fascia collinare. Si tratta di fenomeni estremamente pericolosi a causa sia della loro imprevedibile localizzazione (essendo spesso privi di qualsiasi segnale, che lasci presagire un imminente accadimento), sia della velocità di propagazione ad elevato potere distruttivo (colate di fango, che raggiungono velocità anche di 9 metri al secondo).
In quest’ottica diventa più che mai necessaria l’acquisizione dei cosiddetti “big data”, che grazie all’impiego di modelli predittivi, implementati a scala territoriale in piattaforme di monitoraggio in tempo reale e adeguatamente comparati, restituiscano un quadro chiaro di pericolosità e rischio. Contemporaneamente diverrà possibile tener conto del contributo di interventi naturalistici, al fine di intervenire nella mitigazione dei rischi di innesco di “soil-slip” e nel rafforzamento dei pendii.

CAMPANIA: UNA NUOVA PAGINA

Grazie alla capacità di intercettare risorse disponibili a livello locale (Regione Campania: € 2.500.000,00), nazionale (Ministero  Politiche Agricole Alimentari Forestali: € 10.500.00,00) ed europee (Piano Nazionale Rilancio Resilienza: € 36.800.00,00) potranno arrivare quasi cinquanta milioni di euro al Consorzio di bonifica Paestum (con sede a Capaccio Scalo, in provincia di Salerno), concretizzando un’importante azione di progettazione mirata non solo ad ammodernare e potenziare il reticolo irriguo, ma anche  a  risolvere,  in  maniera definitiva, annose criticità impiantistiche e strutturali per mettere in sicurezza il territorio, nonché migliorare la gestione della risorsa idrica.

TOSCANA: MANUTENZIONE IDRAULICA IN CITTA’

Impianti idrovori della fossa Media e del fosso Cesana a Pontetetto, del fosso Lobaco a Santa Maria a Colle, ma anche le reti di contenimento, posizionate coi fondi del Piano di Sviluppo Rurale, in località Torre: il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in Lucchesia) mette in manutenzione le opere idrauliche, presenti nel territorio del comune di Lucca.
Le pompe idrovore della fossa Media e del fosso Cesana sono indispensabili per smaltire le acque piovane e proteggere gli abitati di San Concordio-Pontetetto e del quartiere Giardino; l’impianto idrovoro del Lobaco risulta fondamentale per l’abbattimento del rischio idraulico nell’Oltreserchio; le reti in località Torre in Valfreddana, infine, assicurano il contenimento del materiale di alluvionamento e di detriti portati giù dai rilievi collinari durante gli eventi metereologici.
Oltre alle idrovore della fossa Media e del fosso Cesana, in virtù della convenzione col Comune di Lucca, l’ente consortile gestisce  numerose altre opere idrauliche come l’impianto idrovoro del Rio Quirichetta e molte cateratte.

LIGURIA: REALIZZATA MAXI CONDOTTA INTERRATA A MARE

Sono entrati nel vivo i lavori per la realizzazione del grande tubo interrato, destinato allo scarico a mare delle acque piovane e collegato all’idrovora “La Turbina” a Marinella di Sarzana, attualmente in fase di rifacimento e potenziamento.
La stazione di pompaggio è gestita  dal Consorzio di bonifica Canale Lunense (con sede a Sarzana, in provincia della Spezia), titolare del progetto di “restyling” idraulico, finanziato con oltre due milioni e mezzo di euro, grazie a fondi di protezione civile della Regione Liguria. Il nuovo scarico a mare presenta una tubazione dal diametro di 1200 millimetri, diffusori terminali in acciaio e camini di scarico nel fondale marino per una lunghezza di  400 metri.
Si tratta di un’opera che raddoppia lo scarico d’ acqua, finora consentito dal canale a cielo aperto. In fase avanzata è anche la riqualificazione dell’edificio esistente, che attualmente ospita le pompe. Verrà rinforzato per accogliere la strumentazione di controllo del nuovo impianto, tra cui i sistemi di telecontrollo per gestire l’impianto da remoto ed in tempo reale.
L’intervento ha l’obbiettivo di potenziare la sicurezza idraulica della piana di Marinella situata sotto il livello del mare, garantire lo scarico dell’acqua piovana in alto mare, mettere al riparo la spiaggia e gli stabilimenti balneari.

TOSCANA: L’ARNO CAMBIA VOLTO

Un look da cartolina è quello sfoggiato adesso dal fiume Arno in 2 punti del territorio casentinese: nei comuni di Poppi e Castel Focognano.
L’intervento, progettato e realizzato dal Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) per migliorare la sicurezza idraulica, non passa certo inosservato: via i tronchi caduti e gli intrecci di sterpaglie, il fiume ha acquistato , insieme ad una maggiore sicurezza, un nuovo aspetto. L’operazione ha interessato l’asta fluviale per quasi tre chilometri.
L’intervento di manutenzione ordinaria nasce per mantenere  e ripristinare le condizioni di regolare deflusso delle acque, anche al fine di monitorarne eventuali situazioni di dissesto; certo è che i lavori, sempre attenti al contesto ambientale, diventano importanti anche per migliorare l’accessibilità e la visibilità dei corsi d’acqua; per conservare la biodiversità; per enfatizzare i valori paesaggistici, i caratteri ecosistemici dell’ambiente fluviale, i livelli di continuità ecologica: risultati pienamente raggiunti anche questa volta.

VENETO: IN RISPETTO DEL PIANO ACQUE COMUNALE

Il Consorzio di bonifica Acque Risorgive (con sede a Venezia Mestre) ha iniziato i lavori per la messa in sicurezza delle rete scolante della frazione Tavo, nel comune di Vigodarzere, soggetto a numerosi allagamenti.
Si tratta degli interventi di manutenzione straordinaria della maglia idraulica comunale, a seguito  di un Accordo di Programma, che l’ente consortile ha sottoscritto con Regione Veneto e Comune; consiste, coerentemente con il Piano delle Acque, adottato dal Comune, nella pulizia e nel risezionamento di alcuni canali di scolo. Il costo degli interventi, finanziati da Comune e Regione, ammonta a € 86.470,00.

UMBRIA: PISTA CICLABILE SPOLETO-ASSISI: FACCIAMO CHIAREZZA

Ormai da alcuni anni il Consorzio della Bonificazione Umbra (con sede a Spoleto, in provincia di Perugia) è il bersaglio di segnalazioni, nelle quali viene chiamato in causa in merito alla competenza ordinaria e straordinaria  sulla pista ciclabile Spoleto-Assisi.
La realtà è che l’ente consortile è stato incaricato da Regione Umbria per la progettazione e l’esecuzione dei lavori, a carico del finanziamento regionale. L’opera è stata realizzata e consegnata nel 2015, ma l’ente consorziale non è mai stato individuato come soggetto affidatario della gestione dell’opera e quindi non ha alcun obbligo, né di esecuzione di manutenzione straordinaria, né di esecuzione di manutenzione ordinaria sul tracciato.
Si ritiene altresì che la lunghezza del percorso, la varietà dei suoi tratti, l’aumento costante dei fruitori e il verificarsi di ripetuti atti vandalici alla segnaletica di supporto, rendano oramai improcrastinabile l’individuazione di un soggetto gestore anche al fine della individuazione delle responsabilità sulla sicurezza del tracciato. Perdurando infatti l’attuale situazione, il degrado dell’opera potrebbe addirittura rendere necessaria la chiusura di alcuni tratti non più percorribili in sicurezza.
La “Bonificazione Umbra” ha più volte segnalato il problema ai competenti uffici regionali.

VENETO: SOPRALLUOGO A CANTIERE

Sopralluogo dei vertici del Consorzio d bonifica Veneto Orientale (con sede a San Donà di Piave, in provincia di Venezia) al cantiere allestito per la realizzazione del “Collegamento del bacino Bella Madonna al bacino Ongaro Inferiore 1°” a cavallo tra i comuni di Torre di Mosto ed Eraclea.
L’intervento (importo complessivo: € 1.800.000,00) rientra tra quelli in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici, che hanno interessato il territorio del Veneto dal 27 Ottobre al 5 Novembre 2018, comunemente conosciuti come "tempesta Vaia". Il nuovo collegamento idraulico ha la finalità di aumentare la potenzialità di smaltimento delle acque del bacino Bella Madonna.
I lavori consistono nella costruzione di una botte a sifone sottopassante il canale Brian, che metterà in comunicazione il canale Caseratta con il collettore Principale Primo e quindi con la rete principale del bacino Ongaro Inferiore 1°. I lavori sono iniziati a metà Marzo scorso.

ANBI ADERISCE ALLA RETE MONDIALE UNESCO DEI MUSEI DELL’ACQUA

Si rafforza la presenza italiana nella Rete Mondiale Unesco dei Musei dell’Acqua (WAMU-NET, Global Network of Water Museums): ANBI ha, infatti, deliberato di aderire con l’obbiettivo di valorizzare i tanti ecomusei dedicati alla risorsa idrica e promossi da Consorzi di bonifica e irrigazione.
“In questo modo, vogliamo dare un segno tangibile verso la promozione della cultura dell’acqua nel nostro Paese, portando la nostra esperienza su autorevoli scenari internazionali; allo stesso tempo ci mettiamo a disposizione per contribuire a mantenere la sede dell’importante network in Italia” ha affermato  Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
La Rete WAMU-NET è una delle 11 “iniziative faro” (“flagship initiatives”) di UNESCO-IHP (Programma Idrologico Intergovernativo),  esistenti al mondo e l’unica con sede in Italia, nonché la sola dedicata ai temi dell’educazione all’acqua ed alla sostenibilità. La Rete conta attualmente 70 membri fra musei e “patrimoni” dell’acqua, che fanno registrare ogni anno oltre 30 milioni di visitatori. Il maggior numero di aderenti (51) si registra in Europa: Austria (2), Belgio (2), Croatia (1), Francia (1), Germania (2), Grecia (2), Ungheria (1), Irlanda(1), Italia (16), Portogallo (2), Romania (3), Olanda (11), Gran Bretagna (2), Spagna (4), Malta (1) Macedonia (1); seguono l’Asia con 12 (4 in Cina; 3 in India; 1 in Bangladesh, Iran, Qatar , Sud Korea,  Turchia), l’America con 5 (Canada, Ecuador, Messico; Uruguay, Usa) e l’Africa con 2 (Burkina Faso e Marocco). I singoli musei, aderenti alla Rete,  possono inoltre creare “subnetwork regionali/continentali” per  raccogliere l’adesione di musei più piccoli; tale processo è già stato attivato in Cina, America Latina ed Africa, contando un ulteriore centinaio di minori musei dell’acqua.
“In questa articolata organizzazione – ha precisato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – ben si colloca l’esperienza dei Consorzi di bonifica ed irrigazione italiani, da cui dipendono variegate realtà museali, custodi di quella cultura del territorio, che siamo impegnati a promuovere in tanti modi; dalla salvaguardia idrogeologica alla qualità agroalimentare fino allo sviluppo di un sostenibile turismo ciclopedonale lungo i corsi d’acqua.”
La Rete WAMU-NET, registrata come onlus a Venezia, è stata formalmente riconosciuta nel 2018 da una risoluzione del Consiglio Intergovernativo UNESCO-IHP per rafforzare, su scala mondiale, le attività educative, connesse ai “patrimoni ereditati”, sia culturali che naturali, di civiltà delle acque e sviluppo sostenibile. Nel Giugno 2021, il Consiglio Intergovernativo UNESCO-IHP ha approvato una nuova risoluzione dedicata a WAMU-NET, allo scopo di avviare la “fase 2” del programma: si invitano gli Stati, membri delle Nazioni Unite, a collaborare per il completamento di un “censimento mondiale dei patrimoni di civiltà delle acque”, coinvolgendo direttamente i 169 Comitati Nazionali esistenti, nonché a sostenere concretamente la Rete.
In questo ambito si prevede l’avvio di un progetto pilota per realizzare un inventario dei musei patrimoni di civiltà delle acque in Italia ed attivare una rete nazionale; ciò consentirebbe al nostro Paese di confermare la leadership su scala mondiale, creando una propria rete di soggetti attivi sui temi dell’acqua e della sostenibilità. Presidente della Rete WAMU-NET è l’olandese Eddy Moors  (Rettore di IHE, Delft Institute for Water Education), mentre CEO/Executive Director è l’italiano  Eriberto Eulisse (Direttore Centro Civiltà dell’Acqua onlus).
L’iscrizione dei più importanti siti italiani della Bonifica alla Rete UNESCO consentirà di avviare una nuova fase di valorizzazione di questo importante patrimonio a livello nazionale ed internazionale.

EMILIA ROMAGNA: NUOVO PRESIDENTE CONSORTILE

Luigi Bisi, quarantenne perito agrario ed imprenditore agricolo di Gragnano Trebbiense, è stato nominato alla guida del Consorzio di bonifica di Piacenza (con sede in città) per il mandato 2021-2026. Insediandosi, ha voluto anche ricordare il suo predecessore, Fausto Zermani, prematuramente scomparso e cui sarà intitolata un’opera.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
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