Anno XXIII, n. 40 lunedì, 25 ottobre 2021

MANCANO 72 GIORNI AL DE-DAY DEFLUSSO ECOLOGICO SEMPRE PIU’ VICINO

“Si dia incarico ad ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, di redigere le proposte da presentare in sede comunitaria per modificare la normativa europea sul Deflusso Ecologico che, a partire dal prossimo 1 Gennaio, prevede un maggiore rilascio di portata nei fiumi, riducendo fortemente i prelievi per innervare idricamente il territorio e causando così gravi danni all’ambiente ed all’economia locali, ad iniziare dall’agricoltura, che produce cibo”: a reiterare la richiesta è stato Francesco Vincenzi,  Presidente Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed  Acque Irrigue (ANBI), recentemente audita anche in Commissione Agricoltura del Senato.
“Siamo fortemente preoccupati per il trascorrere dei giorni verso un inizio d’anno, che rischia di rappresentare una data capestro per vaste aree del Paese come la Pedemontana Veneta dove, in provincia di Treviso, tre anni di sperimentazioni permettono di indicare, in 530 milioni di euro, i danni che arrecherebbe la prevista riduzione di prelievi dal fiume Piave, poiché ne conseguirebbe un calo del 70% nella presenza d’acqua all’interno del reticolo idraulico, comportando insostenibili riduzioni nell’irrigazione, ma anche nella produzione di energia idroelettrica, senza considerare le conseguenze ambientali e turistiche – ha aggiunto il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano - Non andrebbe meglio per le aree afferenti al fiume Brenta, né per molti altri territori italiani, cresciuti grazie agli apporti di corsi d’acqua ormai sempre più simili a torrenti e con portate ben diverse dalla realtà dei grandi fiumi del Nord Europa, cui perlopiù guardano le scelte operate a Bruxelles.”
“Di fronte a questo scenario – ha indicato ancora il Presidente ANBI -  è indispensabile che il Governo chieda alla U.E., sulla base dei dati in possesso, la prevista moratoria sull’applicazione del Deflusso Ecologico per evitare di indebolire la resilienza delle comunità locali di fronte ad una situazione climaticamente già difficile. E’ necessario adeguare la condizione idrica dei territori ai parametri indicati dalla Direttiva Quadro Acque, ma servono tempo e risorse.  Nel Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza, i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno avuto ammessi progetti esecutivi per 1 miliardo e 600 milioni di euro, ma sul capitolo acqua ci sono disponibili solo 520 milioni; ciò significa che bisogna già guardare oltre, programmando nuove investimenti per la salvaguardia idrogeologica del territorio ad iniziare da un Piano Nazionale Invasi, fatto soprattutto di bacini medio-piccoli, capaci di superare la sindrome del Vajont in una logica di multifunzionalità, perché la crisi climatica non ammette ulteriori ritardi.”
“Condividendo l’obbiettivo del benessere dei corpi idrici, cui i Consorzi di bonifica concorrono con la progressiva riduzione dei prelievi irrigui grazie alle moderne tecnologie e ad una continua ricerca agronomica, va evidenziato che l’applicazione attualmente prevista del Deflusso Ecologico non migliorerebbe, ma anzi peggiorerebbe la qualità delle acque interne, creando difficoltà all’equilibrio ambientale del nostro Paese. Non si possono omologare i territori di una realtà articolata come l’Italia, che fa della distintività, una caratteristica ammirata nel mondo” ha concluso il DG  ANBI.

VENETO: SETTEMBRE SICCITOSO + DEFLUSSO ECOLOGICO = MIX PERFETTO PER LA DESERTIFICAZIONE

“I dati sulla scarsa piovosità, la conseguente diminuzione delle portate dei fiumi e l’indice di siccità, registrati a Settembre, confermano ancora una volta il mutamento climatico in corso e la necessità di investire in infrastrutture per immagazzinare l’acqua piovana da utilizzare nei periodi più secchi. Bisogna agire velocemente perché lo scenario si complicherà ulteriormente dal 1° Gennaio 2022 con l’applicazione del Deflusso Ecologico.
L’obbligo di garantire portate dei fiumi, superiori alle attuali, non solo comporterà una diminuzione dell’acqua derivata ma, con condizioni climatiche come quelle verificatesi a Settembre, potrebbe portare alla chiusura totale delle derivazioni, innescando nuovi processi di desertificazione e accelerando quelli già in atto”: ad affermarlo è ANBI Veneto. Il bilancio idroclimatico del mese di settembre è stato in gran parte negativo  con un deficit idrico, che nelle aree centrali e meridionali si è avvicinato a circa -80 millimetri. Rispetto alla media stagionale, i valori del bilancio sono stati in prevalenza negativi su gran parte delle zone orientali e meridionali della regione.
La situazione è resa ancora più grave dal fatto che una condizione analoga, in queste zone, si era già verificata nei mesi di giugno, luglio ed agosto. Guardando all’anno idrologico nel suo complesso da Ottobre 2020 a Settembre 2021, si vede che il grosso delle piogge sul Veneto si è concentrato nei mesi di dicembre e gennaio, lasciando a secco gran parte dei territori durante il lungo periodo estivo; infatti, la parte centrale della regione ed il Polesine continuano a soffrire situazioni di grave carenza di precipitazioni per lunghi periodi dell’anno.

                                                                   

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

NON PIOVE PIU’ SULL’ITALIA CENTRO MERIDIONALE

Con un’immagine ad effetto sono chiamate “bombe d’acqua” ma, se si escludono i violenti e talvolta tragici eventi estremi, non sta piovendo più, in maniera utile, su Umbria, Abruzzo e Puglia: lo segnalano i dati raccolti nel report settimanale dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche, che registra come, in Settembre, sull’Umbria siano mediamente caduti solo mm. 21,6 di pioggia (mm.24,1 in Agosto), scendendo addirittura a mm. 4,75 nelle zone meridionali della regione; solo 12 mesi fa erano piovuti mm. 101,53!  Peggio ancora va in Abruzzo, i cui pluviometri superano il -90% dopo il -73% di Agosto e l’invaso di Penne segna la peggiore performance dal 2017 (a Settembre erano trattenuti solo 0,59 milioni di metri cubi d’acqua) . Dati pluviometrici negativi nel mese di agosto anche per le Marche (dal -50% di Montemonaco a -67,3%  di Carpegna) con evidenti conseguenze negative sulle portate dei corsi d’acqua, tornati in calo, seppur in vantaggio sul 2019.  In Puglia, nei primi 8 mesi dell’anno si registrano pesanti deficit pluviometrici con generalizzate caratteristiche di “severa siccità”, che sfociano in “siccità estrema” nelle province di Bari e Barletta-Andria-Trani, toccando anche quelle di Brindisi e Taranto fino a sconfinare in buona parte della Basilicata (fonte: Centro Meteo Puglia).
Anche in Emilia Romagna i dati pluviometrici sono largamente negativi: la media regionale delle precipitazioni nel periodo Marzo-Settembre 2021 è la più bassa dal 1961 con un deficit di oltre duecento millimetri nel settore centro-orientale, dove manca all’appello fino al 50% delle piogge; tornano così a soffrire le portate dei principali fiumi con Reno e Nure ancora sotto il minimo storico, così come i bacini piacentini Molato e Mignano sono scesi ai livelli più bassi dal siccitoso 2017 (fonte: ARPAE).
“Questi dati confermano la necessità di un Piano Nazionale Invasi, multifunzionali e perlopiù medio piccoli sul modello dei 1000 laghetti proposti con Coldiretti per incrementare la percentuale di acque di pioggia trattenute sul territorio ed oggi ferma all’11% - ha indicato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI -  Accanto a nuove realizzazioni, bisogna portare a termine le opere incompiute e manutentare i tanti bacini, che hanno la capacità ridotta dal progressivo interrimento.”
“Scendendo nel dettaglio – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – il nostro Piano di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese prevede, al Sud, il disinterrimento di 45 invasi ed il completamento di altri 6, garantendo quasi duemilasettecento posti di lavoro, grazie ad un investimento di circa cinquecentotrentasei milioni di euro; per quanto riguarda il Centro Italia, sono previsti 36 progetti definitivi per il disinterrimento di altrettanti invasi ed il completamento di altri 6 bacini per un investimento complessivo di circa centottantasei milioni di euro capaci di attivare oltre novecento posti di lavoro.”
Al Nord calano i livelli dei laghi Maggiore (ora sotto media) e Lario, mentre restano abbondanti le portate del fiume Adda, in Lombardia. Resta  sostanzialmente stabile la media dei flussi nei corsi d’acqua piemontesi con gli estremi della Dora Baltea in aumento e della Stura di Lanzo in decrescita. Calano anche le portate del fiume Po, largamente sotto i livelli medi e dell’anno scorso, ma che si mantengono comunque su valori superiori alla portata di magra ordinaria. Reggono, seppur in leggero calo, i fiumi veneti ad eccezione del Piave, che supera i livelli degli anni precedenti, mentre torna ad essere preoccupante la situazione dei fiumi toscani, abbondantemente sotto media e lontani dalle portate del 2020, nonostante la recente ondata di maltempo; l’anno scorso, un più lungo periodo piovoso favorì importanti portate fluviali per molti giorni.
Nel Lazio, il  lago di Bracciano è in calo (-11 centimetri), così come i fiumi Liri e Sacco. In Campania, su base settimanale, i livelli idrometrici dei fiumi Garigliano, Volturno e Sarno risultano in diminuzione, mentre stabile è il Sele, unico superiore alla media del recente quadriennio; I volumi del lago di Conza  e degli invasi del Cilento sono in ulteriore calo. In Basilicata, toccata da una tardiva siccità, gli invasi calano di quasi dieci milioni di metri cubi in una settimana; lo scorso anno, dopo una persistente assenza di piogge estive, la decrescita era stata di solo 1 milione  e mezzo di metri cubi in questo periodo.
Nella confinante e siccitosa  Puglia, questa settimana l’acqua nei bacini registra -1,5 milioni di metri cubi, mentre quelli sardi segnano il  terzo peggior risultato dal 2010 dopo i disastrosi 2016 e 2017 (al 30 Settembre 2021 trattenevano 1039,79 milioni di metri cubi).

DALLA RICERCA CER-CRPA ARRIVANO LE PARATOIE IRRIGUE INTELLIGENTI AUTOMATIZZATE OTTIMIZZANO L’USO DELL’ACQUA E SALVANO I PRATI STABILI

Grazie ai “laboratori in campo” ed alla sinergia tra il Consorzio di 2° grado C.E.R. - Canale Emiliano Romagnolo (con sede a  Bologna) e CRPA S.p.A. è stato raggiunto l’obbiettivo di utilizzo razionale dell’acqua destinata alla pratica irrigua “a scorrimento” nell’areale emiliano dei prati stabili: in un tratto di canalizzazione sperimentale a Sant’Ilario d’Enza è stata posizionata un’innovativa paratoia automatizzata per il governo dei flussi idrici, che alimentano le aree agricole e l’ecosistema locale. Controllato “da remoto”, il prototipo  permette l’erogazione calibrata dell’acqua, variando la geometria del manufatto anche durante la singola irrigazione, grazie al collegamento ad Irriframe (il servizio irriguo “esperto” voluto da ANBI) e ad una rete di sensori opportunamente posizionati lungo il fronte d’avanzamento dell’acqua.
“Lo scopo – ha commentato il Presidente del Consorzio  C.E.R., Nicola Dalmonte - è quello di ridurre sensibilmente il prelievo irriguo e di ottimizzarne l’uso, indirizzando l’acqua nella frazione di terreno, occupata dalle radici; in questo modo si contribuisce ad una maggiore sostenibilità della pratica d’irrigazione, indispensabile per una coltura come quella dei prati stabili, di cui è stato recentemente riconosciuto a livello comunitario l’ alto valore per la biodiversità animale e vegetale, che caratterizza il comprensorio di produzione del Parmigiano Reggiano.”
In Italia, secondo le più recenti stime della Fondazione Slow Food, i prati stabili sono diminuiti di circa il 25% ed oggi più che mai la praticoltura, che caratterizza le regioni settentrionali  e soprattutto la parte occidentale dell’Emilia Romagna, ha necessità di tutela e valorizzazione per esprimere al meglio il suo tradizionale e consolidato potenziale qualitativo per l’alimentazione delle bovine da latte: minor contenuto di grassi saturi ed alto numero di Omega 3 nei formaggi prodotti col foraggio, che ne deriva.
“E’ l’evidente esempio di un valore ecosistemico della pratica irrigua, la cui peculiarità verrebbe azzerata dall’applicazione dei parametri del Deflusso Ecologico come previsto dalle normative comunitarie, che entreranno in vigore dal prossimo 1° gennaio e per le quali ribadiamo al Governo la necessità di richiedere urgentemente una moratoria in sede europea” ha sottolineato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
“La nostra richiesta – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – è suffragata non solo dai dati delle sperimentazioni realizzate, ma dal nostro costante impegno nella ricerca di soluzioni innovative e che trova nel Consorzio C.E.R., un’esperienza d’eccellenza internazionale.”
La fase di test del progetto Pratismart in campo, sostenuto da Regione Emilia Romagna, prosegue anche in questo scampolo di stagione per essere pienamente operativi dalla stagione irrigua 2022. Per approfondire lo stato del progetto: http://pratismart.crpa.it/nqcontent.cfm?a_id=23167&tt=t_bt_app1_www

LOMBARDIA: MENO ESONDAZIONI E PIU’ TUTELA AMBIENTALE

L’antico sedime della roggia Martinenga è stato ripristinato e risagomato nel tratto ricompreso tra il punto di derivazione nel comune di Cavernago fino al fosso Bergamasco, in comune di Romano di Lombardia. Due i principali obiettivi dell’intervento: evitare le esondazioni e garantire maggiore tutela ambientale.
Ciò va ad aggiungersi alla serie di importanti azioni messe in atto dal Consorzio di bonifica Pianura Bergamasca (con sede nel capoluogo orobico) per contrastare il dissesto idrogeologico su tutto il territorio di competenza. Al vallo colleonesco di Martinengo si è tenuta la cerimonia di conclusione dei lavori alla presenza di Autorità civili, militari e religiose.
Il progetto, nato nel 2015 in occasione del 60° anniversario dell’ente consorziale, riguarda il territorio di 5 comuni (Cavernago, Ghisalba, Martinengo, Cortenuova, Romano di Lombardia), seguendo il corso della roggia Martinenga, realizzata nel 1400 su  volontà del condottiero, Bartolomeo Colleoni, al fine di consentire l’irrigazione dei campi della Bassa Bergamasca.
I lavori, per un valore di circa tre milioni di euro, sono stati necessari per la riduzione del rischio idrogeologico e completamente autofinanziati dall’ente consortile.

EMILIA ROMAGNA: INAUGURATO NUOVO IMPIANTO IRRIGUO

Il Consorzio di bonifica Burana (con sede a Modena ha tagliato il nastro per la conclusione dei lavori di realizzazione dell'impianto, che distribuirà acqua per irrigazione, proveniente dal Canale Emiliano-Romagnolo, a 5.500 ettari di territorio nonantolano.
I lavori sono stati finanziati dal Ministero Infrastrutture e Mobilità Sostenibili  per un importo di progetto, pari a € 3.356.970,00. L’obbiettivo dell’intervento è fronteggiare le siccità sempre più frequenti per l'economia agricola di una zona ad alto valore agronomico con importanti ricadute anche a livello ambientale.

TOSCANA: RECUPERATA SPONDA IN AREA ALTAMENTE URBANIZZATA

Il Rio Lama-Tassinaia, nella zona centrale di Altopascio, è adesso più sicuro, grazie all’intervento del Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca).
L’ente consortile ha infatti concluso la risagomatura dell’arteria idraulica, che scorre nell’area limitrofa alla stazione del “paese del Tau”. L’opera si è resa necessaria per ripristinare la sponda erosa, per rimuovere le ceppe di alcuni alberi, che stavano provocando una piccola frana e per recuperare un piccolo tratto di argine.
Al termine dell’intervento è stata posizionata una bio-stuoia a protezione dell’argine e si è provveduto ad una risemina  per accelerare il processo di crescita dell’erba, al fine di accrescere l’efficacia dell’opera ed evitare eventuali, nuovi smottamenti dovuti alla recente movimentazione della terra.

CALABRIA: PULIZIA E MANUTENZIONR FOSSI

Con la stagione autunno-invernale si intensifica il lavoro di pulizia e manutenzione dei fossi da parte del Consorzio di bonifica Ionio Catanzarese (con sede nella città capoluogo).
L’ente consortile ha predisposto una serie di interventi programmati ed è intervenuto a Montepaone Lido, precisamente nel fosso Petrella, dove sono state pulite le sponde e ripristinata la sezione di deflusso.
È stata comunque salvaguardata, il più possibile, la vegetazione ripariale esistente, così da assicurarne il ruolo ecologico e protettivo.

LIGURIA: CONVENZIONE PER  MANUTENZIONE CORSI D’ACQUA

Scatta la manutenzione degli alvei presenti sul territorio di Sarzana, grazie ad un'attività affidata, tramite convenzione, al Consorzio di bonifica Canale Lunense (con sede nel comune, in provincia della Spezia).
L'accordo riguarda 19 chilometri di corsi d'acqua ed avrà una durata di 5  anni, interessando i torrenti Amola, Calcandola, Isolone, Bettigna, Parmignola; i canali Turì, Rigoletto, Rodopilo, Gonfiatelli, Albachiara; il fosso Chiavica.

TOSCANA: FONDAMENTALE MANUTENZIONE IDRAULICA

Il Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud (con sede a Grosseto) è impegnato nella messa in sicurezza dell’abitato di Monteroni d’Arbia attraverso la manutenzione del reticolo idrografico minore: interventi sui fossi Felicaio, Rotatoria, Riombuta e Croce.
Si procede attraverso la decespugliazione meccanica della vegetazione infestante sulle sponde, come sempre nel rispetto della flora e della fauna presenti; si prevengono così esondazioni ed allagamenti nelle aree adiacenti, dove ci sono abitazioni e ponti stradali.

LAZIO: SUPERATO 70%  PROGRAMMA  LAVORI

Continuano i lavori direttamente eseguiti da personale del Consorzio di bonifica Litorale Nord (con sede a Roma), che porta avanti il completamento del programma operativo sui 3 comprensori dei pre-esistenti enti consorziali  Pratica di Mare, Tevere Agro Romano e Maremma Etrusca.
È stato superato il 70% del programma lavori di Ad Ottobre sono iniziati i lavori sui fossi Sanguinara e Vaccina, siti in Ladispoli; nello stesso mese sono cominciati anche i lavori del fosso Turbino, tra Furbara e Cervara, a completamento del programma di manutenzione.

 

LOMBARDIA: MODIFICATO CALENDARIO ASCIUTTE MILANESI

Il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano) ha dovuto modificare il calendario delle “asciutte”, attuando una consistente riduzione dei periodi di prosciugamento del Naviglio Grande, da Turbigo a Castelletto di Abbiategrasso e del Naviglio di Bereguardo.
La modifica si è resa necessaria per l’impossibilità di avviare i lavori di ripristino spondale in comune di Turbigo, nonostante l’ente consortile avesse utilmente predisposto la progettazione ed  avviato le procedure di approvazione; tale circostanza è stata determinata dal mancato accordo fra le società, che utilizzano le acque a fini energetici nel tratto interessato dagli interventi ed a monte dello stesso.
Alla luce di ciò, l’ “asciutta” sarà totale sul Naviglio Grande, nel tratto da Castelletto di Abbiategrasso a Milano, a partire dal 2 Novembre p.v. e sarà funzionale all’esecuzione dei soli lavori di ripristino in sponda sinistra nei comuni di Albairate, Vermezzo e Gaggiano per un valore di circa sei milioni di euro.

VENETO: ACCORDO LACUSTRE

Consorzio di bonifica Veronese (con sede nella città scaligera) ed Amministrazione Comunale di Peschiera del Garda hanno raggiunto un accordo riguardante i prelievi dal laghetto del Frassino da parte degli agricoltori.
La mediazione si è resa necessaria per preservare l’integrità dello specchio d’acqua ed al contempo garantire, ove necessario, la disponibilità di risorsa alle aziende agricole della zona. L’accordo prevede la garanzia ai prelievi dal laghetto, nei limiti indicati da A.R.P.A.V. (Agenzia Regionale Prevenzione e Protezione Ambientale Veneto), fino a quando l’ente consorziale ed i suoi associati abbiano individuato la migliore soluzione per garantire la futura irrigazione dei campi.
La volontà delle 2 parti è sempre stata quella di salvaguardare la vocazione agricola del territorio e, nel contempo, di tutelare il piccolo bacino del Frassino, prezioso sito naturalistico, le cui acque versano in condizioni gravi.
Lo scorso anno, il Comune aveva concordato con A.R.P.A.V. un limite al di sopra del quale l’emungimento, da parte delle aziende agricole, non avrebbe aggravato lo stato di salute dell’invaso; l’accordo prevede l’impegno dell’ente consortile a redigere un progetto, che oltre all’irrigazione preveda il miglioramento delle acque lacustri.

EMILIA ROMAGNA: A LEZIONE DI SERVITU’ D’ALLAGAMENTO

Si è tenuta a Parma, nella sede della Casa dell’Acqua, una 2 giorni di formazione sul tema della servitù di allagamento; tenuto da Alessandro Ragazzoni, docente di estimo all’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna ed alla Free University of Bozen-Bolzano, il corso ha visto la partecipazione di tecnici del Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città ducale”) e di enti consortili limitrofi, tra cui “Piacenza” (con sede nella città capoluogo) e “Renana” (con sede a Bologna).
Con l’obbiettivo di acquisire le competenze normative e tecniche per valutare la fattibilità di destinare un’area agricola di territorio  a servitù di allagamento, le giornate di formazione hanno visto un focus sulla tecnica, già normata da Regione Toscana e Regione Veneto, della servitù d’allagamento, che risulta molto più flessibile nella sua realizzazione rispetto, ad esempio, ad una cassa di espansione in quanto non richiede la procedura di esproprio, passando attraverso un accordo diretto con l’imprenditore agricolo, che avrebbe in futuro l’onere della manutenzione, ma anche il riconoscimento dei danni dei frutti pendenti, in caso di allagamento.
È da rilevare il duplice positivo aspetto di come l’agricoltore manterrebbe, in questo caso, inalterata la propria attività  e di come l’ente consorziale garantirebbe, in maniera più celere rispetto alla realizzazione di una cassa di espansione, un beneficio in termini di sicurezza idraulica al territorio e senza alcun consumo di suolo.
Il corso ha visto affrontare diversi aspetti tecnici e tematiche giuridiche: l’evoluzione della normativa sugli espropri e le servitù; la nascita della servitù ambientale e, nello specifico, d’allagamento; la stima del valore di mercato di un terreno agricolo; l’illustrazione del modello di valutazione delle indennità di servitù; un’analisi finale sullo specifico caso di studio di una potenziale area da destinare a servitù di allagamento nel territorio parmense.

ELEZIONI

A conclusione delle operazioni di verbalizzazione e scrutinio delle elezioni consortili, svoltesi nei 39 comuni ricadenti nel comprensorio del Consorzio di bonifica della Capitanata (con sede a Foggia), i risultati  di affluenza descrivono un maggiore coinvolgimento dei consorziati: sono stati infatti 9067 i votanti, pari a circa il 16,7 % degli aventi diritto al voto, vale a dire una percentuale  di gran lunga maggiore rispetto alla precedente tornata elettorale.
Anche il numero dei voti per il nuovo consiglio del Consorzio di bonifica Pianura Friulana (con sede a Udine) è un risultato storico: quorum raggiunto sia per la contribuenza (45%, cioè oltre il doppio della soglia prevista dalla norma) e quello delle persone fisiche (15%).
Gli elettori hanno votato nei 74 i seggi sparsi nel comprensorio consortile (province di Udine e Gorizia), allestiti in vari punti (scuole, Comuni, sedi di associazioni) a dimostrazione del radicamento dell’ente sul territorio.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
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