Anno XXIII, n. 27 venerdì, 2 luglio 2021

OSSERVATORIO ANBI SULLE RISORSE IDRICHE

FIUMI PO E ARNO – 30%. IN ABRUZZO MANCANO 2 MILIONI DI METRI CUBI, IN BASILICATA 10 MILIONI

ANBI: “RECUPERARE TUTTE LE ACQUE CHE CADONO È LA VERA SFIDA PAESE”

Crollano le portate dei corsi d’acqua nel bacino del fiume Po, dove si rilevano temperature fino a 3 gradi superiori alla media degli scorsi 20 anni: i cali più evidenti si registrano coi fiumi Maira e Tanaro in Piemonte mentre, in Emilia, il Savio scende ancora e le portate dell’Enza sono ben al di sotto del minimo storico. Diverse le zone del distretto padano a rischio siccità: il Biellese, l’Astigiano, il Cuneese e la città di Torino, in Piemonte; la Romagna e le zone del Delta Po (Ferrara e Rovigo), dove aumenta la minaccia d’intrusione del cuneo salino; sotto osservazione sono  le zone emiliane del Piacentino e del Parmense; in Lombardia è drastico il calo della riserva idrica: - 8.5% nella scorsa settimana (fonte: Autorità di Bacino Distrettuale Fiume Po).
È allarme idrico anche per il Grande Fiume che, ovunque in calo, è al 30% della portata storica al rilevamento di Piacenza per poi procedere con portate abbondantemente dimezzate fino alla foce (fonte: A.R.P.A.E.). Causa di tali criticità è soprattutto  la mancanza di precipitazioni: le piogge, infatti, segnano -34%  (ca. -116 millimetri) sulla media emiliana degli scorsi 20 anni, raggiungendo punte di -50% in Romagna e sui rilievi del Bolognese.
Sulla zona dei bacini montani romagnoli, da inizio anno idrologico sono caduti finora  732 millimetri di pioggia: tale quantità in anni recenti è superiore solo a quella registrata nel siccitoso 2017 ed è inferiore di ben 195 millimetri a quanto registrato nel 2018.
“E’ una condizione molto preoccupante – ha commentato  Francesco Vincenzi, Presidente ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue) – che nel breve abbisognerà di concertazione  fra tutti i portatori d’interesse, ma necessitano  anche soluzioni programmate per ridurre i rischi di queste siccità ricorrenti. In tale contesto il piano bacini e laghetti, elaborato con Coldiretti, è la prima risposta concreta per l’acqua, per il potabile e la produzione di energia con il relativo contributo all’economia nazionale.”
Al Nord si registra un calo generalizzato dei grandi laghi, che comunque si mantengono in linea con l’anno scorso; Garda e Maggiore(97,8% del riempimento) rimangono sopra la media storica, mentre i livelli dell’Iseo evidenziano un’evidente decrescita. In Veneto calano le portate di tutti i principali fiumi  così come in Toscana, dove l’Arno ha fluenze inferiori al 30% della media mensile; idem per l’Ombrone, che è vicino a raggiungere il livello minimo di deflusso vitale, necessario a garantire la vita del corpo idrico.
La situazione è grave anche nelle Marche, dove tutti i fiumi sono al di sotto delle portate degli anni scorsi ed il Sentino è a 4 centimetri dal minimo storico; i bacini trattengono 41,16 milioni di metri cubi d’acqua: è il peggior dato dal siccitoso 2017, quando a Giugno negli invasi c’erano 46,89 milioni di metri cubi (+Mmc. 5,73)! Restano sostanzialmente stabili le portate dei fiumi nel Lazio, mentre sono in calo i livelli dei laghi di Bracciano e soprattutto di Nemi (-12 centimetri in una settimana), dove in Giugno sono caduti soltanto mm. 17,6 di pioggia.
La mancanza di piogge è alla base anche della situazione deficitaria per i volumi idrici trattenuti  nella diga di Penne in Abruzzo, calati di quasi due milioni di metri cubi in un mese e praticamente dimezzati rispetto agli anni scorsi: oggi sono Mmc. 3,93 ma erano Mmc. 7,66 nel 2018 e addirittura Mmc. 9,5 nel 2016. In Campania, i fiumi Sele, Volturno e Garigliano sono in calo, ma restano sopra la media del recente quadriennio; diminuiscono le disponibilità idriche negli invasi del Cilento. In Basilicata, i bacini segnano  -10 milioni di metri cubi in una settimana (erano  -7 nella stessa settimana 2020), mentre la disponibilità idrica negli invasi di Puglia è calata di  oltre 15 milioni di metri cubi in 7 giorni. L’estate 2021 pare, infine, destinata ad essere una delle stagioni più siccitose del recente decennio in Sicilia.
“Il Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza è una straordinaria opportunità, che dobbiamo cogliere – ha chiosato  Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Noi, con il Piano di Efficientamento della Rete Idraulica offriamo opportunità di concretezza per un investimento pari a circa 4 miliardi e 400 milioni di euro, capaci di garantire oltre 21.000 posti di lavoro.”

SICCITÀ: NON PIOVE PIU’ IN EMILIA-ROMAGNA ORMAI PIU’ ARIDA CHE ISRAELE

L’ACQUA DEL CANALE  CER SALVA I RACCOLTI MA CRESCE LA PREOCCUPAZIONE PER LA PORTATA DEL PO

Non piove più: gli effetti del cambiamento climatico colpiscono in modo evidente il territorio bolognese e romagnolo.
A segnalarlo è stata l’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela  Territorio ed Acque Irrigue (ANBI), sottolineando che le ultime, scarse precipitazioni cadute per lo più “a macchia di leopardo” in Romagna risalgono a 40 giorni fa.
Dall’inizio dell’anno il totale delle piogge è di circa 170 millimetri, cioè la metà esatta della media del periodo ed inferiore di almeno il 40%  alle precipitazioni registrate nell’arido territorio di Haifa, in Israele! È un trend, che si ripete dopo l’anno  più siccitoso in tempi recenti, cioè il 2020, a conferma dello stabilizzarsi di una situazione di criticità idrica, accentuata dall’emergenza climatica.
Lo stato del fiume Po preoccupa per la precoce discesa del livello (a circa il 30% della portata storica): è da lì, infatti, che trae origine il canale C.E.R., indispensabile “autostrada dell’acqua”, che trasporta risorsa idrica dal Ferrarese a Rimini lungo un tracciato di 135 chilometri; infatti, attualmente la somma delle portate dei fiumi appenninici della regione non arriva alla metà di quella del canale, oggi pari a 55.000 litri al secondo. Le rilevazioni più aggiornate segnalano che quest’anno il sistema C.E.R. ha già distribuito oltre 150 milioni di metri cubi d’acqua a servizio dell’agricoltura, nonché per i potabilizzatori di Romagna Acque e di Hera-Imola, per il termovalorizzatore dei rifiuti di Bologna (Hera), per l’industria (petrolchimico di Ravenna e primarie realtà agroindustriali), nonchè per oltre 4.000 ettari di zone umide, tra cui alcune di importanza internazionale (convenzione di Ramsar).
“E’ la più evidente dimostrazione della multifunzionalità, che possono assumere le opere idrauliche e che è alla base della nostra progettualità: dai 23 nuovi bacini previsti dal Piano di Efficientamento della Rete Idraulica ai mille laghetti medio-piccoli della proposta lanciata con Coldiretti” ha ricordato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
I danni della siccità sono comunque gravi: non tutte le aziende del territorio hanno risorsa idrica sufficiente e tecnologia irrigua, in grado di soddisfare le necessità incombenti, con conseguenti perdite produttive, che superano anche il 40%. All’assenza di piogge, prologo ad un’estate “rovente”, si aggiunge, infatti, l’incremento dei fabbisogni idrici, determinati dall’aumento delle temperature e quindi dell’evapotraspirazione. Per questo, il Consorzio di 2° grado C.E.R. – Canale Emiliano Romagnolo (con sede a Bologna) è costantemente impegnato in una pianificazione progettuale, mirata ad estendere le superfici irrigate.
“Gli scenari idrici, che si stanno disegnando – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – rappresentano una grandissima responsabilità per i Consorzi di bonifica ed irrigazione, perché anche solo un giorno di sospensione del servizio porterebbe a gravi danni per l’economia e l’ambiente.”
“Il cambiamento climatico accentua l’importanza dell’acqua per l’agricoltura e per gli altri usi, evidenziando il ruolo strategico del Canale Emiliano Romagnolo  per l’economia del territorio – ha concluso il Presidente Consorzio C.E.R., Nicola Dalmonte – Stiamo accelerando la ricerca di soluzioni utili a rendere sempre più sicuro ed  efficiente il funzionamento degli impianti, avviato già dallo scorso 25 Febbraio; inoltre, nel centro di ricerca Acqua Campus, stiamo testando ulteriori innovazioni per ottimizzare l’utilizzo dell’acqua in agricoltura.”

                                                           


CALABRIA: CALPESTATO IL DIRITTO DEGLI AGRICOLTORI  ALL’ACQUA

È guerra dell’acqua tra Consorzio di bonifica Ionio Catanzarese (con sede nella città capoluogo) e la multiutility “a2a S.p.A.”, che gestisce i laghi silani.
“La società ritiene che tutti debbano piegarsi alla sua volontà, perché la concessione idrica a fini idroelettrici vale più dei diritti degli agricoltori e del Consorzio di bonifica, che fornisce l’acqua per l’irrigazione”: questo ha dichiarato l’ente consortile  nel verificare che la vasca sul fiume Simeri, che serve gli agricoltori della fascia ionica catanzarese, è desolatamente vuota e “a2a” non provvede ai regolari rilasci, seppur previsti dalla convenzione del 1968, peraltro datata, poiché collegata ad un altro tipo di agricoltura.
Nell’atto è previsto che nel periodo irriguo, da Giugno a settembre, “a2a” debba rilasciare, a valle della centrale di Magisano, 24.6 milioni di metri cubi d’acqua e, laddove la disponibilità dell’invaso dovesse risultare inferiore a quanto previsto, la società è obbligata a sospendere l’esercizio degli impianti idroelettrici. Accade invece che gli scarichi a valle della centrale di Magisano siano insufficienti a garantire il servizio irriguo, che al momento risulta quasi completamente sospeso!
È essenziale che la società “a2a” assicuri il rilascio, per il solo uso irriguo, di almeno 130.000 metri cubi al giorno che, nel periodo dal 22 Giugno al 30 Settembre, corrispondono a complessivi 13 milioni di metri cubi. Della vicenda sono stati interessato il Dipartimento Agricoltura Regione Calabria ed il Prefetto di Catanzaro, anche perché la scarsità d’acqua erogata non consente agli impianti irrigui di mantenere costantemente la pressione di esercizio, indispensabile per il corretto funzionamento e la regolare erogazione; il continuo svuotamento e riempimento delle linee principali arreca danni alle colture e provoca guasti strutturali agli impianti.
L’ente consorziale  si riserva di chiedere l’eventuale ristoro nelle competenti sedi giudiziarie, così come di avanzare formale diffida di messa in mora della società “a2a”. Infine, l’ente consorziale si riserva di fare una specifica informativa anche alla Procura della Repubblica di Catanzaro.

ANBI“BISOGNA CHE LA RETE IDRAULICA GODA DI CONCRETA PARI DIGNITA’ CON LE ALTRE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE PER IL PAESE. SERVE TAVOLO LAVORO PER APPLICARE PNRR”

“Se vogliamo uscire al meglio dalla crisi, dobbiamo lavorare in squadra. La vicenda del Deflusso Ecologico, la cui applicazione oggi rischia di penalizzare l’equilibrio ambientale di vaste zone del nostro Paese, è la dimostrazione di come, soprattutto in Europa, non si sia riusciti a comunicare i valori ecosistemici, collegati alla gestione idrica  in Italia. Il futuro dell’acqua è soprattutto una sfida culturale; è necessario che la rete idraulica goda di una concreta, pari dignità con le altre infrastrutture strategiche per il Paese”: a sottolinearlo è stato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, intervenuto ad un convegno a Treviso sulle opportunità regionali del P.N.R.R. (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), organizzato da ANBI Veneto e dal Consorzio di bonifica Piave, presente anche il Sottosegretario alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Gian Marco Centinaio.
“Se nel P.N.R.R. non si parla di acqua con la forza e la determinazione necessarie – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – è per l’italica abitudine di non affrontare problemi complessi. E’ più facile privilegiare la cultura dell’emergenza a quella della prevenzione.  Tocca ai Consorzi di bonifica e di irrigazione riportare l’attenzione sul tema, proponendo soluzioni concrete per sfruttare risorse, che comunque ci sono, rispettando al contempo il cronoprogramma indicato dall’Unione Europea. Per questo, ribadiamo l’urgente necessità di un tavolo di lavoro che, definendo le singole responsabilità, affronti con determinazione le problematiche, che sicuramente emergeranno da qui al 2026. Non si può rischiare che farraginosità burocratiche impediscano di cogliere  pienamente le grandi opportunità del Next Generation EU. ”
“È importante confrontarsi sul futuro delle risorse idriche ed è importante farlo con competenza, perché l’ambiente si sostiene sul fragile equilibrio tra le esigenze dell’agricoltura e quelle di un territorio, dove  la corretta gestione idraulica è alla base dello sviluppo” ha affermato Gianpaolo Vallardi, Presidente Commissione Agricoltura Senato.
Degli 880 milioni di euro previsti nel P.N.R.R. per “investimenti nella resilienza dell’agrosistema irriguo per una migliore gestione delle risorse idriche”, il sistema dei Consorzi di bonifica veneti  potrebbe utilizzarne oltre il 30%, grazie a progetti per 370 milioni: alla Regione sono infatti state presentate 14 schede progettuali,  che riguardano la riconversione irrigua verso infrastrutture ad alta efficienza e  la realizzazione di bacini per lo stoccaggio della risorsa idrica.
L’efficientamento irriguo è indispensabile, affinchè venga preservata nella rete idraulica minore (26.000 chilometri, vale a dire l’85% dei corsi d’acqua veneti)  la quantità di risorsa idrica, necessaria al territorio per mantenersi vivo, nutrire la biodiversità, mitigare i cambiamenti climatici, garantire il paesaggio e le attività dell’uomo.
“La transizione ecologica passa anche per una gestione oculata della risorsa idrica nel territorio; il nostro paesaggio è generato dalla pratica irrigua” ha evidenziato Francesco Cazzaro, Presidente ANBI Veneto.
Amedeo Gerolimetto, Presidente Consorzio di bonifica Piave (con sede a Treviso),  si è invece soffermato sulle criticità legate al Deflusso Ecologico: “Non devono essere tenute in considerazioni solo le necessità dei fiumi,  bisogna pensare anche ai territori, che traggono beneficio dalla pratica irrigua e dall’acqua trasportata dai canali di bonifica; bisogna avere una visione che tenga in conto dell’ecosistema, del paesaggio e delle attività produttive, a partire dall’agricoltura.”
Al convegno sono intervenuti anche il nuovo Segretario Generale dell’Autorità di Bacino delle Alpi Orientali, Marina Colaizzi (alla sua prima uscita pubblica); Andrea Crestani, Direttore ANBI Veneto; il Presidente Provincia Treviso, Stefano Marcon; il Vicesindaco del capoluogo della Marca, Andrea De Checchi; la Vicepresidente Vicaria A.N.C.I.(Associazione Nazionale Comuni Italiani) Veneto, Maria Rosa Pavanello; il Prorettore Università Padova, Fabrizio Dughiero; i rappresentanti di Coldiretti, Confagricoltura, Cia. Unanime è stata la convergenza sull’importanza di preservare l’acqua, che scorre nei canali di bonifica sia ai fini dell’irrigazione che per la tutela del paesaggio.

CAMPANIA: PNRR: REGIONE DEFINISCA URGENTEMENTE CRITERI SELEZIONE PROGETTI

ANBI Campania ha espresso soddisfazione per l’approssimarsi dei tempi per la presentazione dei progetti irrigui e di gestione delle acque sulla misura “Investimento 4.3” del Piano Nazionale Ripresa Resilienza, gestita dal Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali, rivolta a finanziare “Investimenti nella resilienza dell’ecosistema irriguo per una migliore gestione delle risorse idriche”.
Entro la fine di Giugno, la Regione Campania  deve definire infatti i criteri di selezione dei progetti, che vanno scelti entro Settembre p.v. .
“Nell’incontro avuto giorni fa con l’assessore all’Agricoltura Nicola Caputo, al quale diamo atto del lavoro sin qui fatto – si afferma in una nota - abbiamo chiaramente detto che, per i Consorzi di bonifica e irrigazione, tutte le 25 opere del parco progetti sono prioritarie ed anche cantierabili per un valore di 100 milioni di euro, a fronte di una provvista di 880 milioni, che andranno spesi per il 40% al Sud: si tratta di un’occasione unica per ampliare le aree di risparmio idrico, dotando gli impianti di strumenti di misura dell’acqua consumata e per ampliare le aree irrigue.”
Si ricorda anche come “nel Recovery Plan sono previsti pure interventi per la difesa idrogeologica, sui quali i Consorzi della Campania dispongono di ben 193 progetti per oltre 623 milioni di euro e rispetto ai quali si attende un confronto urgente per la definizione dei criteri di selezione dell’Assessore Ambiente Regione Campania, Fulvio Bonavitacola”.
Infine, si sottolinea: “E’ il momento delle scelte; occorre fare bene e presto per avviare tutti gli investimenti necessari allo sviluppo delle imprese agricole e alla tenuta del territorio”.

LAZIO: PER LA PRIMA VOLTA FONDI DAI POR

Grande soddisfazione è stata espressa da ANBI Lazio per la notizia dell'approvazione dei 26 progetti di efficientamento energetico, presentati al P.O.R. - F.E.S.R. (Programma Operativo Regionale – Fondo Europeo Sviluppo Regionale)Lazio, nel programma Lazio Green e finanziati con 5 milioni di euro; mai prima di oggi, i fondi del P.O.R. erano stati destinati ai Consorzi di bonifica. Gli enti consorziali  Agro Pontino (con sede a Latina) e Sud Pontino (con sede a Fondi, nel latinate) hanno presentato 3 progetti coadiuvati dalla Esco Italia S.r.l., finanziati con oltre un milione e duecentonovantaquattromila euro.
Per l'impianto irriguo Centrale di Piegale  sono previsti lavori per un importo di € 685.064,82; nell’impianto irriguo Portella ci saranno interventi per un importo di € 339.615,62; presso l’impianto irriguo Settecannelle  è stata infine progettata l’installazione di nuovi trasformatori, di un quadro automatico di rifasamento per bassa tensione, di un sistema di monitoraggio e controllo da remoto e la posa in opera di 2 nuovi motori  con relativi inverter.

PUGLIA: UN PROGETTO INNOVATIVO DI ACCESSIBILITA’ PER TUTTI

Si è tenuta presso l’idrovora consortile di Muschiaturo, in località Foce Varano ad Ischitella, l’Inaugurazione dell’infopoint per persone diversamente abili sul lago di Varano.
L’iniziativa fa parte del progetto comunitario “E-Parks” (Reti di conoscenza ambientale e amministrativa per una migliore attrattività turistica nelle aree naturali), finalizzato, fra altro, a favorire l’accessibilità agli ambienti, alle strutture ed ai valori delle aree protette del Gargano. Il progetto è coordinato dal Dipartimento di Economia dell’Università di Foggia e finanziato nell’ambito del Programma di Cooperazione Territoriale Interreg Grecia-Italia 2014/2020; oltre all’Ateneo dauno fanno parte del partenariato il Consorzio di bonifica montana Gargano, Confindustria Foggia, l’Azienda Sanitaria Locale di Foggia, l’Ente Parco Nazionale del Gargano, la Camera di Commercio di Arta (Grecia) e l’Università del Peloponneso (Grecia).
Nell’ambito di questo innovativo progetto transfrontaliero, il Consorzio di bonifica montana Gargano (con sede a Foggia) ha progettato e realizzato un infopoint dedicato alle persone diversamente abili, completo di servizi specifici, con annesse passerelle di accesso e capanno per il birdwatching; tutte le strutture  sono in legno e richiamano, dal punto di vista architettonico, quelli che erano i capanni dei pescatori della laguna di Varano.
Innovativo è stato anche l’approccio progettuale inteso come “progettazione inclusiva ed universale”; l’accessibilità di un’area protetta si misura, infatti, con il grado di fruibilità dei luoghi e delle strutture ad essa connesse. Questa concezione deriva dalle esperienze fatte nel tempo dalle associazioni di persone con disabilità, alle quali l’ente consorziale ha fatto riferimento nell’elaborazione del progetto.

VENETO: RIPRISTINO ARGINALE

Il Consorzio di bonifica Adige Po (con sede a Rovigo) ha completato il ripristino della sponda del canale Bentivoglio nel comune di Stienta. In particolare, gli interventi, realizzati per conto del Comune, sono consistiti nel consolidamento di alcuni tratti di argine sul versante stradale, ormai oggetto di numerose frane dovute sia al naturale cedimento delle sponde, ma anche agli scavi delle nutrie.
Si è così provveduto al riporto ed al posizionamento di materiale inerte dalla sommità stradale su tutta la sponda per una lunghezza di circa duecentocinquanta metri; è stata infine ripristinata la banchina stradale nei tratti, in cui era più compromessa.
Le opere sono state svolte in tre stralci dal 2017 al 2021.

TOSCANA: CANALE IN MANUTENZIONE

Il Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) ha dato il via all’intervento di manutenzione ordinaria per rimettere “in forma”, lo storico collegamento idraulico di derivazione del fiume Arno: un tracciato lungo 14 chilometri che, partendo dalla Valle dell’Inferno a Levane, attraversa il fondovalle  per consegnare l’acqua a numerose e diversificate utenze (industrie, aziende agricole, edifici commerciali, famiglie) tra Montevarchi e San Giovanni Valdarno.
L’operazione è partita dall’ultimo tratto, quello che si sviluppa in territorio di San Giovanni Valdarno. La necessità di contenere la vegetazione presente in alveo e sulle sponde è stata coniugata con il massimo rispetto dell’avifauna presente, operando  prevalentemente in modo manuale o con il supporto di mezzi di dimensioni contenute.
La stessa operazione, nel corso dell’anno, viene ripetuta per 3 volte in base alla convenzione sottoscritta con i Comuni interessati.

LOMBARDIA: NONOSTANTE IL COVID  SI CONSOLIDA LA SITUAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA

Il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano) ha approvato il Conto Consuntivo 2020. Nonostante le difficoltà e i disagi creati dal diffondersi della pandemia da SARS Covid-19, che ha stravolto ogni tipo di pianificazione, l’ente consortile ha saputo dar prova di grande tenuta.
Nella seconda metà dell’anno le attività manutentive sono finalmente ripartite nei 2 cantieri più significativi: quello per l’impermeabilizzazione del Canale Villoresi e quello per l’aggiornamento della Chiavica del Reale nel Basso Pavese.
E’ proseguita inoltre, senza interruzione,  l’attività di raccolta ed elaborazione delle informazioni funzionali alla futura predisposizione del Piano di Classifica. Per quanto riguarda la valorizzazione del reticolo e del territorio è proseguito lo sviluppo della navigazione con la sistemazione dei pontili sul Naviglio Bereguardo e l’apposizione della nuova segnaletica sul Naviglio Martesana. Grande attenzione è stata riservata alle progettazioni Interreg. A fronte di maggiori costi richiesti per fronteggiare la situazione emergenziale si è riusciti comunque a mantenere l’equilibrio tra entrate ed uscite. Il nuovo asset organizzativo, esito della reazione alla pandemia, ha sortito nel corso dei mesi un effettivo risparmio, che ha prodotto un utile netto di poco più di un milione e quattrocentomila euro. 
Nello stesso giorno del Consiglio di Amministrazione si è riunito anche il Comitato Esecutivo dell’ente consorziale, che ha approvato il trasferimento di alcuni corsi d’acqua, nel Pavese e nel Lodigiano, dalla competenza regionale a quella del Consorzio, attestando ancora una volta la credibilità, di cui “ETVilloresi” gode.

EMILIA ROMAGNA: PIU’ SOLDI PER LA MONTAGNA, MA NON SOLO

Il Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città del Teatro Regio”) ha chiuso il bilancio 2020, l’anno più difficile dell’intera storia del nostro Paese dal dopoguerra ad oggi, chiude il proprio bilancio con la conferma di poter reinvestire ulteriori 900.000 euro in favore del comprensorio.
L’avanzo di esercizio consentirà, da subito, maggiori spazi per interventi ed investimenti a tutela e difesa del comparto montano e nella lotta al dissesto idrogeologico, con lo stanziamento di 250.000 euro; la rimanente disponibilità (650.000 euro) sarà successivamente ripartita per incrementare la gestione virtuosa della risorsa idrica nelle aree di pianura, in special modo durante le fasi della stagione irrigua e per l’attività di progettazione di opere nei comprensori dell’intero territorio.
I virtuosi risultati conseguiti, pur nel periodo critico della pandemia, sono maturati sulla solida base dei principi ispiratori di efficienza, progettualità e comunicazione; inoltre, grazie ad una pianificazione adeguata con particolare attenzione alla trasparenza, alla consapevolezza ed alla semplificazione.
L’ente consortile inoltre evidenziato l’impegno per il nuovo programma di gestione, che ha dotato tutti i mezzi consortili di GPS e che vedrà concretizzarsi a breve l’eliminazione di molta della documentazione cartacea; l’avvenuta redazione del nuovo documento di valutazione dei rischi, volto a prevenire eventuali criticità nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro; il prosieguo del rinnovamento del parco mezzi d’opera ed autovetture.

CAMPANIA: ATTENZIONE AL TERRITORIO

Nei giorni scorsi si è verificata un’interruzione temporanea dell’erogazione idrica ad uso irriguo di circa 4 ore, causata da un improvviso guasto sulla linea mt dell’Enel, che ha privato della necessaria alimentazione elettrica le pompe delle centrali di sollevamento, in località Tempa di Lepre e Tempa Carolina di Capaccio Paestum, che prelevano acqua dal canale principale d’irrigazione riempiendo le vasche di accumulo, poste in quota. Tale situazione ha arrecato lievi disservizi nella distribuzione irrigua nei reparti irrigui di Paestum, Spinazzo, Cafasso, Cortigliano, Staglioni, Bivio Mattine, Giungano e Cicerale.
Il Consorzio di bonifica Paestum (con sede a Capaccio Scalo, in provincia di Salerno), pur per cause indipendenti dalla sua responsabilità, si è scusato per il disagio, intervenendo con tempestività per ovviare all’imprevedibile criticità irrigua.

TOSCANA: IMMAGINI ESCLUSIVE

Il Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno (con sede a Fienze), a completamento delle conoscenze all’interno del complesso quadro degli interventi promossi ed attuati sul torrente Mensola (sistema delle casse di espansione a monte, riqualificazione tratto terminale e sbocco nel fiume Arno  a valle) ha realizzato una video-ispezione del tratto tombato del corso d’acqua.
Dall’analisi dei filmati diffusi, dal punto di vista idraulico non si rileva alcuna sedimentazione sovrabbondante, ostacoli o altre criticità al regolare deflusso delle acque.

VENETO: DOCUMENTARE LE TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO

Il Consorzio di bonifica Bacchiglione (con sede a Padova) ha concluso gli interventi di ripristino e adeguamento delle arginature del nodo idraulicodi Montegrotto Terme, finanziati da Regione Veneto (€ 2.500.000,00) con i fondi della Protezione Civile Nazionale a seguito della tempesta Vaia.
Al termine è stata realizzata una pubblicazione con la sintesi tecnica dei lavori, corredata da un documentario video, che illustra gli interventi eseguiti , restituendo così  storia e memoria al territorio.

VINCENZI E GARGANO IN BASILICATA

Il Presidente, Francesco Vincenzi ed il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, interverranno nella mattinata di venerdì 9 Luglio p.v. al convegno “Basilicata 2050 Terra & Acqua. Nuove prospettive per uno sviluppo sostenibile”; il simposio si terrà nella sala congressi del Grande Albergo, a Potenza.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
Sito internet: anbi.it - eMail: anbimail@tin.it

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