Anno XXIII, n. 26 venerdì, 25 giugno 2021

ALLARME ANBI

CANTIERI A RISCHIO CHIUSURA: IL CARO MATERIE PRIME PREGIUDICA LA RIPRESA DEL PAESE E MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO

La “stagione dei cantieri” appena cominciata, indispensabile per il rilancio economico del Paese dopo il forzato stop epidemiologico, rischia di fermarsi e trasformarsi nella “stagione dei contenziosi”: l’allarme è arrivato dall’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), che ha reso noto come molti Consorzi di bonifica ed irrigazione, esecutori di opere pubbliche finanziate, segnalino problematiche connesse all'aumento dei costi dei materiali. Le imprese appaltatrici, infatti, dichiarano di essere in forte sofferenza, perché tali imprevedibili incrementi si aggiungono alle già ingenti sofferenze finanziarie e patrimoniali, dovute  all'evento pandemico; in tali eccezionali condizioni, i rincari dei materiali (acciaio, polietileni, rame, petrolio) non sono più sostenibili all’interno dei prezzi  fissati al momento dell’aggiudicazione dell'appalto.
“L'attuale codice di settore – ha precisato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - non prevede, però, la possibilità di introdurre meccanismi di revisione dei prezzi nei contratti di appalto. Nell’attuale congiuntura, la maggior parte dei cantieri rischia così di bloccarsi con gravi ripercussioni per il completamento delle opere avviate, mettendo  a rischio anche la realizzazione dei progetti  previsti dal Recovery Plan.”
“Per prevenire tali conseguenze, che interessano investimenti per circa 790 milioni di euro e migliaia di posti di lavoro – ha indicato Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – chiediamo al Governo ed in particolare ai componenti Ministeri Infrastrutture, Politiche Agricole ed Economia un intervento normativo urgente, inserito in un decreto di prossima emanazione o come emendamento ad un decreto in fase di conversione, attraverso cui consentire agli enti concedenti ed ai soggetti attuatori, come  i Consorzi di bonifica, di riconoscere alle imprese gli incrementi straordinari di prezzo intervenuti.”

OSSERVATORIO ANBI SULLE RISORSE IDRICHE

LE MARCHE FOTOGRAFANO LO SCENARIO DI ARIDITA’ CHE MINACCIA AMPIE ZONE DEL PAESE

Di settimana in settimana sono le Marche a ben rappresentare il trend della crisi climatica in atto anche sull’Italia: a dirlo è l’analisi settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche. Dal 1° dicembre scorso, infatti, sono caduti sulla regione 102,1 millimetri di pioggia in meno (-22,95%) rispetto alla media storica, ma nel Maggio di quest’anno  il deficit è salito al 36%, mentre in Giugno ha raggiunto il 51%; l’indice SPI (Standardized Precipitation Index), registra le condizioni per una situazione di siccità estrema, cioè l’anticamera della desertificazione, in assenza di apporti idrici straordinari.
“E’ la dimostrazione dell’indispensabile  valore ecosistemico, assunto dall’irrigazione in Italia e senza la quale non ci sarebbe agricoltura competitiva, ma neanche l’ambiente con tutte le sue valenze sociali ed economiche” ha chiosato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
La provincia più in crisi è quella di Pesaro Urbino con il record di Fano, dove non piove da 3 mesi; a seguire c’è la provincia di Ancona (fonte: ASSAM Servizio Agrometeo Regionale).Tutti i fiumi della regione  (Potenza, Esino, Tronto, Nera) hanno livelli inferiori agli anni scorsi ed il Sentino si avvicina al record negativo del 2007 (fonte: Centro Funzionale Protezione Civile Marche). Largamente in deficit sono anche gli invasi marchigiani, che contengono 42,35 milioni di metri cubi d’acqua su una capacità complessiva di Mmc. 65,32; chiarificatore dell’emergenza, che si sta delineando con l’incedere dell’estate, è il confronto con il siccitoso 2017, quando i bacini marchigiani trattenevano Mmc. 48,16, cioè quasi sei milioni di metri cubi in più (fonte: Cdb Marche).
Permane critica la situazione idrica in Emilia Romagna, dove crolla la portata del fiume Enza (mc/sec 0.9, sotto il minimo storico mensile) come in calo è il Trebbia, mentre restano costantemente sotto media anche i flussi di Savio, Secchia e  Reno. Il focus sulla Romagna segnala una costante diminuzione delle piogge rispetto all’anno scorso: da inizio d’anno, a Nord del Reno sono caduti  mm. 359.8 invece di mm. 440.7, mentre a Sud sono piovuti 407.3 millimetri contro i mm. 425.7 dello scorso anno.
In calo sono le portate del fiume Po, ridotte al 30% della media e scese ai livelli di metà Luglio 2020 con il possibile prossimo passaggio allo “stato di magra ordinaria”; diminuiscono anche i flussi dei fiumi piemontesi (inferiori anche all’anno scorso), ad eccezione della Dora Baltea, che gode di eccezionali apporti idrici dal tratto valdostano, dove decresce invece il torrente Lys.
Resta buona, seppur calante, la condizione dei corsi d’acqua veneti, mentre in Lombardia continua a crescere il fiume Adda; si alzano i livelli dei laghi Maggiore (98,9% di riempimento), e Lario (ancora sotto media), il Garda (94,3% di riempimento) è costante mentre cala leggermente l’Iseo. Sotto media mensile rimangono i fiumi della Toscana, ad eccezione del Serchio.
Calano i livelli anche di fiumi e laghi del Lazio, mentre il fiume Nera in Umbria ha registrato una condizione peggiore soltanto nel 2012 (fonte: Servizio Idrografico Regione Umbria). In Campania  il fiume Sele appare stabile, mentre il Sarno risulta in calo nel basso corso come  Garigliano e Volturno. In calo sono il lago di Conza  e gli invasi del Cilento. In Basilicata la disponibilità idrica nei bacini cala di quasi nove milioni di metri cubi, a causa delle forti richieste irrigue; il fiume Agri registra un livello medio, inferiore a quello dei due anni scorsi. Cala di oltre dodici milioni di metri cubi, il volume d’acqua stoccato negli invasi di Puglia.
Infine, la Sicilia dove, in assenza di aggiornamento dei dati regionali, si nota come gli invasi palermitani di Scanzano e Rosamarina siano rispettivamente al 38,83% ed al 39,68% della capacità; sotto il 30% scatta il regime di allerta idrica (fonte: AMAP e Osservatorio Acque Sicilia).
“C’è un generalizzato calo delle disponibilità idriche, cui corrisponde un’aumentata richiesta dovuta all’anticipata ondata di gran caldo, che colpisce il Paese – ha osservato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - A questa situazione si risponde con un’oculata gestione irrigua, cui deve corrispondere una generalizzata assunzione di responsabilità da parte di tutti. E’ in congiunture come questa che emerge la fondamentale funzione degli invasi capaci di creare riserva idrica; per questo è necessario aumentare la percentuale di pioggia trattenuta al suolo, grazie anche alla realizzazione di nuovi bacini medio-piccoli ad uso multifunzionale: nel nostro Piano per l’Efficientamento della Rete Idraulica ne abbiamo indicati 23, i cui progetti sono già cantierabili; si affiancano ai 90 serbatoi bisognosi di manutenzione straordinaria per eliminare l’interrimento, che ne limita abbondantemente la capacità ed ai 16, che devono essere completati. Tali interventi – conclude il DG di ANBI - garantirebbero quasi 10.000 posti di lavoro, grazie ad un investimento di circa 2 milioni di euro.”

È ALLARME TRA PIEMONTE E LOMBARDIA

MENO ACQUA NELLE RISAIE, MENO ACQUA NELL’AMBIENTE. A RISCHIO I RACCOLTI

Tutto come previsto e ripetutamente denunciato: nell’area a cavallo tra Piemonte e Lombardia, la progressiva riduzione della semina tradizionale in sommersione (nel comprensorio dell’Associazione Irrigazione  Est Sesia solo il 15% della superficie a riso è ancora coltivata con tale tecnica), non sta consentendo la ricarica della falda, con la conseguente, ridotta  riattivazione dei fontanili a valle; il patrimonio agricolo ed ambientale novarese, vercellese e lomellino è minacciato dalla crescente diffusione della nuova tecnica della semina del riso a file interrate, la cosiddetta “semina in asciutta”.
“Chiediamo una presa di coscienza ed adeguati interventi, affinchè sconsiderate scelte agronomiche e miopi tesi ambientaliste non pregiudichino un territorio, candidato ad essere patrimonio Unesco” è intervenuto Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
In questi giorni, infatti, nonostante le portate dei  canali (ad iniziare dal “Cavour” e dal “Regina Elena”) siano a pieno regime, si evidenziano gravi ed estese situazioni di carenza idrica, localizzate soprattutto nella parte Sud del comprensorio a causa dei mancati apporti di falda, conseguenza delle ridotte sommersioni delle risaie a monte e che apportavano circa il 30% del fabbisogno irriguo.
“Lo diciamo da tempo: è riduttivo considerare il riso solo come una coltivazione idroesigente; le risaie sono un delicato elemento equilibratore dell’assetto idraulico. Non a caso sono considerate delle dighe in orizzontale, giacché trattengono l’acqua, permettendo il ravvenamento delle falde, ma sono anche un esempio di sostenibilità circolare, perché la stessa risorsa viene utilizzata più volte nel suo scorrere verso valle” ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
Attualmente, per compensare la situazione aggravatasi in pochi giorni con l’incremento delle richieste, si è resa necessaria l’adozione di forti riduzioni nelle forniture irrigue (-35%). I problemi inoltre sono destinati ad aumentare, in assenza di precipitazioni, allorché la sommersione delle risaie seminate “in asciutta” coinciderà con la prima bagnatura del mais; questa concomitanza determinerà inevitabili criticità negli approvvigionamenti d’acqua, causando danni che possono arrivare, in alcuni casi, alla perdita dei raccolti come non avveniva dagli anni ’70 del secolo scorso.

FIRMATO IL CONTRATTO PER IL RINASCIMENTO DEL FIUME DI DANTE

“Applicare il Contratto di Fiume all’Arno, conosciuto in tutto il mondo e quarto in Italia per lunghezza, significa tracciare un percorso, che può essere seguito anche da altri territori”: ad auspicarlo è stato Massimo Lucchesi, Segretario Autorità Bacino Distrettuale Appenino Settentrionale in occasione del via ufficiale a “Rinascimento d’Arno”, il percorso progettuale, che vede primattori, i Comuni rivieraschi del tratto mediano dell’importante via d’acqua: Firenze, Pontassieve, Bagno a Ripoli, Fiesole, Campi Bisenzio, Scandicci, Signa, Lastra a Signa, Carmignano, Montelupo Fiorentino e Empoli.
Si tratta dell’avvio concreto di uno dei tre Contratti di Fiume, che compongono il più grande Patto per l’Arno, promosso oltre che dall’Autorità di Bacino Distrettuale, dai Consorzi di bonifica interessati e da A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Toscana.
Ora si aprono i tavoli tematici, guidati dai Comuni per il coinvolgimento di tutte le realtà territoriali, che vorranno contribuire al percorso partecipativo; tra le azioni progettuali già sul tappeto ci sono il completamento della ciclopista tra Firenze e Camaioni, nonché la lotta alle plastiche nel tratto tra Firenze e Fiesole.
“L’Arno – ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI  – è un esempio virtuoso di manutenzione del fiume in ambiti urbani; contempera sicurezza idrogeologica e fruizione pubblica attraverso il coinvolgimento dal basso, secondo l’ormai condivisa strategia della multifunzionalità delle infrastrutture idrauliche. Il fiume deve tornare ad essere una risorsa per la comunità e la sua costante manutenzione non solo è sinonimo di sicurezza, ma anche di sviluppo per il territorio.”
“I Sindaci – ha dichiarato Dario Nardella, Prima Cittadino del capoluogo toscano e Presidente Città Metropolitana gigliata - sono in prima linea e pronti a dare una mano, anche se le norme prevedono molte responsabilità e purtroppo sono pochi gli strumenti davvero operativi. Sul nostro fiume Arno vogliamo  avere sempre più voce in capitolo.”
“I Contratti di Fiume sono una straordinaria opportunità di crescita sostenibile per i territori e spesso i Consorzi di bonifica ne sono la startup –  ha evidenziato il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano.
“Grazie alla grande partecipazione ai primi tavoli regionali tematici sono tanti gli stimoli già raccolti – ha spiegato il Presidente Consorzio di bonifica Medio Valdarno e di ANBI Toscana, Marco Bottino – Ora bisogna tradurre gli obbiettivi strategici in azioni concrete per la sicurezza idrogeologica, la qualità delle acque, la biodiversità, ma anche la conservazione della storia e della cultura presenti lungo le sponde.”
L’obbiettivo del Patto per l’Arno è quello di codificare, a livello di distretto, un “Contratto dei Contratti” per dare indicazioni generali a tutti i soggetti, che stanno già lavorando ai tre Contratti di Fiume intermedi, dalla sorgente al mare, disponendo così di un pacchetto di progetti concordati per essere pronti a sfruttare le linee di finanziamento, che si presenteranno.

                                                            

CALABRIA: ADESIONE AL DISTRETTO CIBO MEDIO IONIO

Credendo nell’importanza dei “Distretti del Cibo”, previsti dalla Regione Calabria, il Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese (con sede nel capoluogo di provincia) ha aderito alla manifestazione d’interesse per il riconoscimento del “Distretto del Cibo del Medio Ionio”, il cui soggetto proponente è il Distretto Rurale del Medio Ionio.
L’ente consortile, oltre ad essere centrale nelle politiche di investimento sulla risorsa idrica, ha margini di ampliamento su un’area attrezzata, potenzialmente irrigua di 11.000 ettari da affiancare agli oltre tremila ettari attualmente già irrigati.
L’ente consorziale metterà a disposizione del Distretto del Cibo le proprie potenzialità e professionalità, affinchè questo strumento di politica economica possa valorizzare il ruolo delle imprese agricole del comprensorio, che ricade nei comuni di Albi, Andali, Belcastro, Botricello, Cerva, Cropani, Fossato Serralta, Magisano, Marcedusa, Pentone, Petronà, Sellia, Sellia M.na, Sersale, Simeri Crichi, Sorbo San Basile, Soveria Simeri, Taverna, Zagarise.

CAMPANIA: QUALCOSA FINALMENTE SI MUOVE…

“Bene la notizia sull’imminente iniziativa legislativa, riguardante i Consorzi di bonifica ed irrigazione, ancora in attesa del definitivo varo da parte della Giunta Regionale campana e alla quale abbiamo fornito un fattivo contributo”: così ANBI Campania ha commentato il recente annuncio dell’Assessore Agricoltura di Regione Campania, Nicola Caputo. “È auspicabile che il testo giunga prima possibile all’attenzione del Consiglio regionale per un iter di approvazione che si spera possa essere celere”, prosegue il comunicato, “perché occorre dare al più presto ai Consorzi una cornice giuridica, adeguata ai tempi ed al mutato assetto normativo nazionale, al fine di poter sfruttare al meglio le nuove risorse nazionali e comunitarie, che riguarderanno anche il settore delle risorse idriche irrigue e la difesa idrogeologica, atteso che anche un territorio ricco d’acqua, come quello della Campania, deve adeguare le infrastrutture in vista degli effetti del cambiamento climatico in atto”.

LAZIO: PLAUSO

“Le recenti iniziative del Consorzio di bonifica Litorale Nord  a Tarquinia e a Fiumicino testimoniano il cambio di passo che come sistema abbiamo voluto dare”; così si legge in una nota di ANBI Lazio, che prosegue:
“Aver fatto comprendere l’importanza di lavorare insieme, per il territorio e nel territorio, a vantaggio di opere con le quali migliorare l’irrigazione e contrastare il rischio idrogeologico, rappresenta un biglietto da visita, che per noi tutti rappresenta un punto di partenza per continuare in sinergia”.

IN MADAGASCAR REALIZZATO POZZO D’ACQUA FINANZIATO DA ANBI

"Hanno finito lo scavo e la prova di pompaggio. Ha una portata di 3 metri cubi e mezzo all’ora: è 3 volte più grande del pozzo, che abbiamo! C'è tanta acqua in questo nuovo scavo; la profondità totale è di m. 15,5 e l’acqua riesce a riempire quasi tutta la lunghezza, così da essere visibile ad occhio nudo. Tante,  tante grazie a tutti  voi."
E’ questo l’entusiasta messaggio giunto ad ANBI dalla fattoria Tsinjo Lavitra, che in malgascio significa “Guardare oltre”, nata in Madagascar nel 2011, grazie all’onlus M.A.I.S. (Movimento per l’Autosviluppo Internazionale nella Solidarietà), per favorire l’autosufficienza delle famiglie contadine della comunità, promuovere l’utilizzo di tecniche aggiornate che aumentino la capacità produttiva, rafforzare i valori di cooperazione e sensibilizzare alla salvaguardia del territorio.
La fattoria è situata a 6 chilometri da Antsirabe, nella regione di origine vulcanica di Vakinankaratra sull’altopiano malgascio ed è, nell’intera area rurale,  l’unico esempio di struttura fornita di elettricità, grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici. La disponibilità d’acqua è cruciale per una fattoria: nel 2015, grazie al contributo di ANBI, l’acqua fornita dai pozzi venne convogliata in un  serbatoio tuttora utilizzato  e distribuita alle coltivazioni limitrofe tramite il primo impianto di irrigazione.
Tra il 2019 e il 2020, grazie al finanziamento dell’8xmille della Chiesa Valdese, furono scavati due pozzi di profondità: uno d’acqua potabile (1300 litri all’ora)  ed uno d’acqua per uso irriguo. La nuova disponibilità idrica, unita alla fertilità del terreno, consentì il potenziamento delle coltivazioni fino a quel momento legate all’andamento stagionale delle piogge, nonché l’avvio di un orto comunitario.
L’acqua in queste zone, però, non basta mai, per cui i contadini si sono dati da fare per far scavare un nuovo pozzo nell’area Ovest della fattoria, non ancora servita da impianto irriguo e quindi non utilizzata, nonostante l’ottima qualità del terreno. I lavori manuali di scavo sono iniziati nell’estate 2020, ma si sono dovuti interrompere presto per il rischio di crolli nella parete interna del pozzo. La provvidenziale donazione natalizia di ANBI ha permesso di poter ultimare, in tutta sicurezza, lo scavo del pozzo.
Ora il risultato della prova di pompaggio è sorprendente: la potenza dell’acqua è tripla rispetto a quella del pozzo del 2020!
“E’ una bellissima notizia, ma  è solo una goccia davanti alla sete del mondo; testimonia  però il segno dell’ impegno, che è anche  alla base  del nostro convinto sostegno, affinché il World Water Forum 2024 si tenga in Italia sull’asse Firenze-Assisi-Roma – hanno commentato Francesco Vincenzi e Massimo Gargano, Presidente e Direttore Generale ANBI – Non si possono avere atteggiamenti distaccati di fronte alle morti per fame e sete, che minacciano ogni anno miliardi di persone. Va cambiata una cultura fatta di troppa retorica e poca concretezza. La crisi climatica accentua le difficoltà del Pianeta, dove i flussi migratori sono l’inevitabile risposta a condizioni di vita insopportabili. C’è davvero bisogno di tante gocce, che insieme si trasformino in un flusso di scelte di sistema.  Speriamo che a Settembre, la scelta del Forum Mondiale sull’Acqua 2024 premi  l’impegno di un Paese, dove l’acqua è e deve rimanere una risorsa pubblica a servizio delle comunità e dei loro territori.”
A questo punto, alla fattoria malgascia Tsinjo Lavitra, è necessario organizzarsi bene per poter beneficiare pienamente della nuova disponibilità idrica. Sono in corso gli studi per la localizzazione e la progettazione del nuovo serbatoio e della rete di distribuzione idrica  per rendere attiva anche la parte Ovest della fattoria.
MAIS onlus è un’associazione di volontariato nata nel 1987, che si occupa di Sostegno a Distanza (SaD), finalizzato all’istruzione come strumento principale dell'autosviluppo di un popolo; opera in Sudafrica, Madagascar, eSwatini, Brasile, Argentina e India, dove sostiene gli studi di 1.250 ragazzi, 4 case famiglia, 1 centro medico, 1 centro di formazione e 1 fattoria. Grazie ad un’organizzazione snella, il 90% dei fondi raccolti è destinato ai progetti e solo il 10% viene trattenuto per i costi di gestione.

TOSCANA: COLLABORAZIONE ATTIVA

È un intervento molto atteso dai cittadini in una delle zone più densamente urbanizzate di Massa e che quindi richiede particolare cura: il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca) ha appena completato la manutenzione del Fosso della Foce, nella zona collinare di Mirteto.
È stato  effettuato il primo sfalcio ed il primo lotto di manutenzione; l’intero tratto è stato quindi ripulito, in modo da assicurare la sicurezza idraulica ed ambientale della zona.
L’intervento, come da programma, sarà ripetuto nelle prime settimane di Settembre per essere pronti a raccogliere l’acqua delle piogge durante il periodo autunno-vernino. Il tutto avviene con la piena collaborazione dei cittadini: il programma, nelle tempistiche e nelle modalità, tiene infatti conto dei loro suggerimenti e segnalazioni.

MARCHE: POSITIVA COLLABORAZIONE

Tris di interventi del Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro) a Sant’Elpidio a Mare: in attuazione della convenzione sottoscritta con il Comune sono stati portati a termine alcuni lavori di manutenzione ordinaria.
Il primo intervento è stato eseguito sull’Ete Morto, a Casette d’Ete, con la pulizia delle arcate di un ponte; un altro lavoro, sempre sull’Ete Morto, è stato completato in località Bivio Cascinare, con la pulizia di un attraversamento; infine, lungo la via Faleriense, in località Luce Cretarola, è stato pulito e sistemato un fosso.
Nell’arco di una settimana, gli interventi sono stati completati, restituendo decoro e migliorando il livello di sicurezza delle zone interessate.
Allo studio c’è ora una convenzione relativa anche alle manutenzioni straordinarie, che possano richiedere anche un servizio di progettazione.

LIGURIA: TORNANO GLI STORICI ACQUAIOLI. LA STAGIONE IRRIGUA ENTRA NEL VIVO

È entrata nel vivo la stagione irrigua nel comprensorio gestito dal Consorzio di bonifica Canale Lunense (con sede a Sarzana in provincia della Spezia), che ha ormai concluso tutte le opere di manutenzione nelle strutture “a scorrimento” per portare l'acqua ai terreni agricoli, grazie alla storica rete di 120 chilometri lungo la piana del fiume Magra.
L'ente consortile, per consentire un servizio agevole e capillare, ha suddiviso l'intera area agricola in 5 zone, seguite direttamente da altrettanti acquaioli, responsabili del governo e delle prenotazioni delle acque in arrivo dall’asta artificiale. I consorziati possono contattare direttamente gli acquaioli al numero telefonico che trovano sul sito internet (www.canalelunense.it); le pagine relative illustrano le zone di riferimento con grandi mappe, in cui sono riportate e segnate le linee irrigue.
Come noto, l’ente consorziale ha in progetto un’operazione di “restyling” nei tratti malandati delle vecchie canalette “a scorrimento”. sostituendole con manufatti in acciaio zincato; sta inoltre procedendo all'ampliamento delle nuove linee “a pressione” per consentire l'irrigazione nei tratti principali come la piana di Marinella.

VENETO: UNIVERSITA’ PARLA DI IRRIGAZIONE

L’Università di Verona ha organizzato un importante dibattito sul tema  “L’acqua e il pianeta azzurro. Strategie, reti e buone pratiche per un consumo sostenibile”, alla presenza di scienziati ed amministratori locali.
Tra i relatori dell’evento anche il Consorzio di bonifica Veronese (con sede nel capoluogo  scaligero),che ha trattato la questione centrale dell’irrigazione e delle sue interazioni con l’idrografia di pianura. Con numeri e dati è stata illustrata la fondamentale attività dell’ente consortile, che nella provincia scaligera irriga 34.000 ettari con irrigazione “turnata” e 35.000 ettari con irrigazione “di supporto” e che si serve di 2540 chilometri di reti irrigue artificiali e di 35 stazioni di pompaggio.
Sono stati affrontati anche i grandi temi dell’acqua sul territorio: dal deficit idrico alle energie rinnovabili, dall’irrigazione tradizionale ai nuovi impianti a pressione anche attraverso un excursus storico nel tortuoso percorso, che ha portato all’arrivo dell’irrigazione nel veronese, un evento che ha letteralmente cambiato il destino delle comunità locali, trasformandosi in un volano di crescita economica e sociale.
Infine, sono stati tratteggiati gli importanti lavori di conversione irrigua, che l’ente consorziale sta realizzando, cui si affiancano importanti interventi  per la tutela idrogeologica di territori e comunità residenziali.

LOMBARDIA: NAVIGLIO DI PADERNO, COME VALORIZZARLO?

Si è concluso uno studio di fattibilità per la valorizzazione del Naviglio di Paderno, effettuato dal Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano), grazie ad un finanziamento regionale di oltre settantamila euro. Le attività di rilievo e le verifiche sullo stato dei manufatti consentiranno di poter formulare ipotesi su un suo eventuale recupero.
La presentazione nella sede dell’ente consortile ha rappresentato un importante momento di confronto rispetto all’individuazione di future proposte di valorizzazione del Naviglio, l’unico senza funzione irrigua.
I partecipanti alla riunione hanno convenuto su alcune linee comuni, ricomprendenti la necessità di dar luogo ad una preventiva serie di interventi di manutenzione ordinaria e ad un approfondimento tecnico per un progressivo aumento dei livelli idrici.

LAZIO: LEZIONE A DISTANZA

Il Consorzio di bonifica Agro Pontino (con sede a Latina) ha aperto “le  porte a distanza” agli studenti dell’ Istituto Comprensivo “Gaetano Manfredini” di Pontinia: nei giorni scorsi hanno incontrato, in modalità telematica nell’ambito del Piano Triennale delle Arti, gli esperti ed i tecnici consortili.
Al centro del colloquio sono state  numerose domande di storia su argomenti relativi alla lestra, al podere, ai luoghi, ma anche sulle funzioni delle pompe idrovore, sulla loro portata massima, su chi le ha inventate e sull’importanza della loro manutenzione.
Tutti i dettagli dell’iniziativa e del percorso didattico con relativi video sono descritti sul sito della scuola (https://www.icmanfredini.edu.it/74-non-categorizzato/cittadinanza/898-piano-triennale-delle-arti-2019-2021).

TOSCANA: ALLA SCOPERTA DELLA BONIFICA IN BICICLETTA

I percorsi della Bonifica, da Grosseto a Castiglione della Pescaia, sono stati teatro della cicloescursione dell’associazione “Fiab Grosseto Ciclabile”, in occasione delle Giornate Nazionali del Cicloturismo.
L’evento, organizzato insieme al Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud (con sede nel capoluogo della Maremma) e patrocinato dai Comuni interessati, ha portato i partecipanti alla scoperta della grande Bonifica idraulica della Maremma.
L’itinerario riprende uno dei 25 percorsi cicloturistici, pubblicati nella guida “Cicloturismo in Maremma” ed è stato inserito anche nel progetto “Gocce di Maremma, che ha coinvolto le scuole maremmane.
L’itinerario incontra nel suo percorso 2 importanti impianti idrovori (Cernaia e Casotto Venezia), sviluppandosi per circa il 50% sulla Ciclopista Tirrenica.
Particolare interesse ha destato la tappa intermedia alla grande idrovora di Cernaia, fondamentale per la tutela del rischio idraulico in Maremma e dove è stata donata ai bikers una borraccia celebrativa della giornata.

LOMBARDIA: NUOVA GUIDA CICLOTURISTICA

ANBI Lombardia ha dato avvio alla pubblicazione (in collaborazione con Regione Lombardia, il Touring Club Italiano e la Fondazione Cariplo) di una serie di guide cicloturistiche, denominate “Le vie della bonifica” per far conoscere, tramite la “mobilità dolce”, le grandi opere idrauliche, la fitta rete di rogge, navigli e canali, i mille fontanili che costellano la pianura.
Le guide dimostrano la plurifunzionalità (caratteristica pressoché unica in Europa), che l’acqua svolge in Lombardia: irrigua, industriale, paesaggistico-ambientale, navigazione ed anche turistico-ricreativa.
Dopo le guide “Nella Valle del Ticino e Lomellina” e “I Fontanili tra Oglio e Mella” è ora disponibile la terza guida: “La bassa lodigiana”, che descrive il territorio posto all’interno della “morsa” di 3 fiumi e cioè il Lambro ad Ovest, l’Adda ad Est ed il Po a Sud, che li raccoglie; quasi un’isola, se si considera “il gradone” che, scendendo ripido dal terrazzo lodigiano, divide l’alto dal basso piano con un dislivello superiore ai 10 metri.
Questa terza “Via delle bonifiche” porta a conoscere le straordinarie opere dell’uomo, che ha “costruito” il territorio, facendo  al contempo godere dei cangianti colori del paesaggio, della frescura delle oasi e delle rogge, delle chiese e delle ville, ma anche  naturalmente dei prodotti e dei cibi per cui il Lodigiano, una delle terre più fertili ed a più alta produttività agricola d’Italia e del mondo, va famoso.
Le guide sono gratuite e possono essere richieste ad ANBI Lombardia (segreteria@anbilombardia.it).

VENETO: SIGNIFICATIVO RICONOSCIMENTO

Filippo Moretto, responsabile del Centro Studi ANBI Veneto, è il nuovo Presidente Ordine Agrotecnici della provincia di Rovigo; laureato in scienze ambientali all'Università Ca' Foscari di Venezia, ha maturato esperienze presso il Ministero dell'Ambiente prima di approdare in ANBI Veneto.

VERTICI ANBI A TREVISO E PERUGIA

Il Presidente, Francesco Vincenzi ed il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, saranno a Treviso, lunedì 25 Giugno p.v., per partecipare a convegno e tavola rotonda “Veneto Opportunità PNRR per  l’agricoltura irrigua e per la tutela del paesaggio”; l’incontro, organizzato da ANBI Veneto, si terrà nell’Auditorium della Provincia. Nella mattinata di venerdì 2 Luglio p.v., il DG ANBI, Gargano, sarà invece a Perugia per intervenire alla conferenza stampa, organizzata a Palazzo Donini dalla Presidenza della Regione Umbria, per illustrare i più recenti finanziamenti ottenuti per la gestione idraulica del territorio.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
Sito internet: anbi.it - eMail: anbimail@tin.it

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