Anno XXIII, n. 25 venerdì, 18 giugno 2021

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA DESERTIFICAZIONE E LA SICCITA’

SI ALZA LA “LINEA DEL FICO D’INDIA”: SUD ITALIA A RISCHIO DESERTIFICAZIONE. PREOCCUPAZIONE ANCHE PER L’ECONOMIA E L’OCCUPAZIONE DELLA DORSALE ADRIATICA
VINCENZI: “È INDISPENSABILE CHE LE POLITICHE IDRICHE EUROPEE TENGANO CONTO DI UNA REALTA’ IN FORTE CAMBIAMENTO”

Nella Conferenza Internazionale sulle Terre Aride, i Deserti e la Desertificazione, promossa nel 2020 dall’Università Ben Gurion in Israele,  si è affermato che, nel mondo, ogni ora vanno persi 1300 ettari di terra coltivabile, a causa di siccità e desertificazione.
Secondo l’Atlante Mondiale sulla Desertificazione, oltre il 75% della superficie terrestre è già degradata e questa percentuale potrebbe raggiungere il 90% nel 2050. Nell’Unione Europea l’8% del territorio, interessante  13  Stati, è a rischio desertificazione; le zone più esposte sono in Spagna, Sud Italia, , Malta, Cipro, SudEst della Grecia e nelle  aree di Bulgaria e Romania, che si affacciano sul Mar Nero; nella nostra Penisola, a rischio è il 20% della superficie totale. La Corte dei Conti europea ha stimato che, nel Vecchio Continente, le aree meridionali, centrali e orientali a rischio elevato o molto elevato, dal 2008 al 2017 sono aumentate di 177.000 chilometri quadrati, pari al 10,6% ,arrivando ad un totale di kmq. 645.000 a rischio alto o molto alto.
“Questi dati confermano l’importanza dell’impegno che ANBI, attraverso Irrigants d’Europe, sta profondendo, affinché a Bruxelles non prevalgano posizioni di ambientalismo fondamentalista, che avrebbero conseguenze pesantissime per l’ecosistema dei nostri territori, ad iniziare da una pedissequa applicazione della normativa sul Deflusso Ecologico, per la quale ribadiamo la necessità di una moratoria, che permetta di adeguare il sistema idrico ai condivisi obbiettivi di sostenibilità, che ci si prefigge” ha affermato  Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
In questo quadro, secondo i dati settimanalmente elaborati dall’Osservatorio ANBI Risorse Idriche, è sempre l’Emilia Romagna a dimostrare un sorprendente trend a rischio. Oltre al fiume Po che, pur in ripresa, resta ad un terzo della portata del 2020 e sempre sotto la media storica, tutti gli altri corsi d’acqua  soffrono o addirittura precipitano nei livelli, come il Reno e l’Enza, che scende di nuovo sotto il minimo storico.
Un anno fa, dopo un mese piovoso erano tutti abbondantemente sopra la media e, nonostante ciò, soffrirono abbondantemente nei mesi estivi! Esemplare è la situazione dei territori costieri romagnoli adiacenti al Reno: a Nord, dall’inizio dell’anno sono caduti mm. 359.8 di pioggia, inferiori addirittura al livello del siccitoso 2017, il solo inferiore (mm.390,4) alla poca pioggia finora caduta anche nei territori a Sud del fiume (mm.407,3). Tale dato, di cui sono conseguenza le portate esangui dei fiumi e la collegata risalita del cuneo salino, unito alle analoghe situazioni di criticità idrica, presenti in Abruzzo e Marche, conferma l’ormai conclamata aridità lungo la dorsale adriatica.
In Abruzzo, il Maggio 2021 è stato un mese estremamente secco, soprattutto nei territori  prossimi alla costa pescarese e chietina, dove si registra un deficit pluviometrico  fino al 97% rispetto alla media storica. Nelle Marche, i livelli di fiumi ed invasi continuano a scendere, cosicché il Sentino è molto vicino al minimo storico.
“Di fronte alla situazione, che si delinea, è fondamentale la funzione ecosistemica dei 200.000 chilometri del reticolo idraulico, che innerva la Penisola e che abbisogna di essere adeguato alla nuova realtà dettata dalla crisi climatica. Il nostro Piano per l’Efficientamento della Rete Idraulica prevede 729 interventi di manutenzione straordinaria, sulla base di progetti definitivi ed esecutivi, capaci di attivare quasi 12.000 posti di lavoro, grazie ad un investimento di circa 2 miliardi e 365 milioni di euro” ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
Degna di attenzione è l’analisi dei dati della Sardegna, i cui invasi registrano quest’anno una situazione mediamente positiva. Se, però, si osservano i dati 2010-2015, la media dei volumi calcolati nel mese di maggio è pari a 1652,06 milioni di metri cubi, scesa a Mmc. 1446,56 nei 6 anni successivi  (2016-2021), vale a dire che la disponibilità idrica mensile è calata mediamente di 205,5 milioni di metri cubi; mica poco! Ulteriore conferma del crescente trend siccitoso arriva dalla Sicilia: nei  4 bacini presenti in provincia di Palermo si è persa, nei 6 anni più recenti, una disponibilità d’acqua mediamente pari 68,43 milioni di metri cubi.  Nel resto d’Italia la situazione si conferma “a macchia di leopardo”.
I grandi laghi del Nord sono in crescita (tranne il Garda) e l’Iseo è sempre più vicino al massimo storico. In Val d’Aosta Dora Baltea sale, mentre il torrente Lys scende. I fiumi piemontesi crescono, tranne il Sesia ed il Pesio. In Lombardia aumentano le portate del fiume Adda, pur rimanendo inferiori a quelle degli anni scorsi. In Veneto, solo il fiume Adige non cala di livello. In Toscana sono largamente deficitari gi apporti idrici dei fiumi Serchio, Ombrone ed Arno.
In Centro Italia, il lago Trasimeno si mantiene su livelli inferiori rispetto al passato mentre, nel Lazio, sono positivi gli andamenti dei fiumi Tevere, Liri e Sacco, così come del lago di Nemi, mentre stabile è il bacino di Bracciano. In ripresa è la condizione idrica della Campania mentre, per l’uso a fini irrigui, prosegue l’inevitabile calo delle riserve idriche nei bacini della Basilicata (in una settimana, - quattro milioni di metri cubi ca.), mentre in Puglia il calo è di circa nove milioni di metri cubi.


                                                                     

VENETO: NECESSARI COMPORTAMENTI IDRICI PIU’ SOSTENIBILI

“Oggi più che mai occorre riorientare le nostre azioni, i nostri comportamenti in modo da renderli più sostenibili per conservare la produttività della terra, limitare la risorsa dell’acqua, proteggere la biodiversità ed affrontare i cambiamenti climatici”: è quanto ha affermato  Daniele Salvagno, Presidente Coldiretti Verona, in occasione dell’iniziativa organizzata per la Giornata Mondiale contro la Desertificazione e la Siccità. Durante la tavola rotonda  “La sostenibilità scorre sull’Adige” è stato approfondito il tema dell’acqua in quanto risorsa fondamentale per la collettività e l’agricoltura.
Il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, ha  precisato: “La sfida della sostenibilità e del miglior utilizzo della risorsa idrica si vince in 2 modi: con la ricerca e con l’innovazione. Dal punto di vista della tecnologia,  raccomandiamo un controllo delle reti da remoto: dalle paratoie e i canali. Inoltre, bisogna rinnovare gli impianti di irrigazione e già oggi, c’è una straordinaria opportunità, che porterà, alla conclusione dei 21 progetti finanziati dal Piano Nazionale di Sviluppo Rurale, un risparmio di 250 milioni di metri cubi d’ acqua a livello nazionale. La sfida, che dobbiamo cogliere. è di trattenere più acqua al suolo. Per fare ciò un intervento strategico è il progetto, sostenuto con Coldiretti, di costruire un migliaio di piccoli laghetti. In questo modo sarà possibile utilizzare l’acqua per il consumo umano, aumentare la capacità d’irrigazione, produrre energia elettrica e, in caso di necessità, spegnere gli incendi.”
Francesco Cazzaro, Presidente ANBI Veneto, ha precisato: “Non bisogna  dimenticare che l’acqua irrigua ha anche una grande valenza ambientale; in quest’ottica si inseriscono le sperimentazioni sul Deflusso Ecologico, che stanno dimostrando come l’applicazione rigida di questa normativa comunitaria avrebbe ripercussioni negative sia per l’ecosistema che per le attività produttive, in primis l’agricoltura.”
All’iniziativa sono inoltre intervenuti i Presidenti dei Consorzi di bonifica Veronese (con sede nella “città dell’Arena“), Alta Pianura Veneta (con sede a San Bonifacio, in provincia di Verona), nonché  del Consorzio di 2° grado L.E.B. – Lessino Euganeo Berico (con sede a Cologna Veneta, in provincia di Verona): rispettivamente Alex Vantini, Silvio Parise e Moreno Cavazza.

LAZIO: AVVIATI I LAVORI POTENZIAMENTO IDROVORA  FIUMICINO

“Aver avuto ospiti numerose Autorità, dal Vescovo, Gianrico Ruzza al  Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, rappresenta motivo di soddisfazione, ma soprattutto è la testimonianza dell'attenzione, che siamo riusciti a catalizzare per una migliore comprensione dei nostri programmi e della nostra attività”: cosi Niccolò Sacchetti, Presidente del Consorzio di bonifica Litorale Nord (con sede a Roma) alla cerimonia di avvio dei lavori di ristrutturazione e potenziamento della centrale idrovora Isola Sacra a Fiumicino: un progetto  finanziato per 3 milioni di euro, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nel Piano Nazionale di Interventi per la Mitigazione del Dissesto Idrogeologico, con la Regione Lazio nella veste di soggetto attuatore.
Si tratta di un  intervento cruciale per un territorio, che negli ultimi anni ha vissuto un’espansione urbanistica importantissima, che ha modificato radicalmente la permeabilità del suolo e la capacità di deflusso della rete di bonifica; ora verrà più che raddoppiata la capacità di sollevamento dell’impianto storico di Isola Sacra (dagli odierni 3.100 litri al secondo a l/sec  6.900) e sono previsti anche  la realizzazione di una piccola stazione di sollevamento da 450 litri al secondo (località Passo della Sentinella) ed interventi strutturali di ripristino degli argini. Tutto quanto ciò per garantire una maggiore sicurezza ad un territorio che ha visto eventi di allagamento frequenti e importanti negli ultimi anni.
Apprezzate le parole del Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano: “Questa è la risposta più corretta e concreta che un Consorzio possa dare ad un Presidente di Regione in un periodo di forti cambiamenti climatici e di consumo del territorio eccessivo.”
“Togliamo un brutto incubo ad un territorio, che quando piove ha paura – ha affermato il Governatore, Luca Zingaretti - Amministrare in Italia è difficile, ma quando c’è voglia di fare i risultati si ottengono.”
“Vogliamo proseguire su questa strada, soprattutto alla luce del PNRR che porterà risorse essenziali per pianificare interventi strategici, adatti alle esigenze del Lazio che, come visto oggi, presenta realtà con forti disagi territoriali” ha concluso Andrea Renna, Direttore ANBI Lazio.

INAUGURATO IL PRIMO INTERVENTO REALIZZATO CON FONDI PSRN

IN SARDEGNA I CONSORZI DI BONIFICA ESEMPIO DI EFFICIENZA NONOSTANTE LE INCOERENZE

GARGANO:“VA RISOLTA UNA SITUAZIONE CHE PENALIZZA L’ISOLA”

“C’è un vulnus nelle prospettive di sviluppo della Sardegna: la mancanza delle concessioni idriche regionali in capo ai locali Consorzi di bonifica ed irrigazione impedisce all’Isola di usufruire delle opportunità di futuro, che il sistema nazionale ANBI sta costruendo in campo agricolo, ambientale ed energetico. Puntiamo, infatti, a realizzare una piattaforma per monitorare costantemente i 200.000 chilometri della rete idraulica minore del Paese, così come ad aumentare la capacità di trattenere le acque di pioggia, realizzando nuovi bacini multifunzionali di piccole e medie dimensioni, oltre ad ottimizzare l’efficienza di quelli esistenti; di fronte al costante incremento del consumo di suolo ed al crescente rischio aridità in alcune zone dell’Italia, servono risposte di sistema.
Dobbiamo sempre ricordarci che i fondi del Paino Nazionale di Ripresa e Resilienza sono un prestito, che pagheranno le prossime generazioni; per questo dobbiamo usarli al meglio e con responsabilità”: a ricordarlo è stato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, intervenuto all’inaugurazione della riqualificata condotta per l’irrigazione Monte Baralda-Olmedo, il primo intervento realizzato in Italia, grazie ai finanziamenti del Piano di Sviluppo Rurale Nazionale; ad essere interessati dai lavori, sono 6791 metri di canale adduttore, realizzato nel 1965 e che collega il Rio Cuga alla vasca di Monte Baranta, in territorio di Olmedo. Si tratta  di un intervento di ingegneria idraulica, costata 18 milioni di euro e portato a termine in tempi da record dal Consorzio di bonifica Nurra (con sede a Sassari).
“Da circa un anno, in Commissione Agricoltura della Regione, c’è una  nuova proposta di riforma del settore  – ha reso noto Gavino Zirattu, Presidente ANBI Sardegna – Serve una revisione della legge quadro del 2008 in materia di Consorzi di bonifica, con una ridefinizione di ruoli e competenze, adeguando il quadro normativo alle reali esigenze di regimentazione delle acque, nonché di  sicurezza idraulica ed ambientale dei territori dell’Isola. Cerchiamo di portare avanti la riforma, uscendo dal solito sistema dello scaricabarile.”
A proposito di problemi risolti è il Sindaco di Sassari, Nanni Campus, a ringraziare pubblicamente il Consorzio di bonifica Nurra per l’accordo appena concluso, che permetterà, in emergenza e grazie ad un by-pass, di mandare acqua irrigua al potabilizzatore di Sassari.

ANBI: MIGLIAIA DI  NASCITE ALLE SORGENTI DELL’ARNO DOVE SI TUTELANO LE SPECIE ITTICHE  IN ESTINZIONE

L’OBBIETTIVO È SOSTENUTO DAL CONTRATTO DI FIUME CASENTINO H2O

Trovare soluzioni nuove e condivise per coniugare sicurezza idraulica e biodiversità, agricoltura e contrasto ai cambiamenti climatici, natura ed attività economico-produttive,  in una dimensione di sostenibilità ambientale: è questo l’obbiettivo del percorso partecipativo “Casentino H2O”, il Contratto di Fiume promosso dal Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) sul tratto iniziale dell’Arno, nelle Foreste Casentinesi, là dove il famoso corso d’acqua è, per dirla con Dante, “poco più che un fiumicello”.
In questa zona, rende noto l’ANBI, si sta osservando un fatto di particolare importanza: la schiusa di 20.000 uova di barbo tiberino, una specie che sembrava sparita dalla zona e che è tornata a ripopolare le acque locali, grazie all’impegno di due giovani, Andrea Gambassini e Alessandro Volpone che, dopo la laurea, hanno dato nuova vita all’Antica Acquacoltura Molin di Bucchio, indirizzandola al recupero delle specie autoctone: così sono stati riprodotti il ghiozzo di ruscello ed il barbo tiberino, già rilasciato in 5.000 esemplari.
E’ stato impostato un allevamento ittico non intensivo, attento alla qualità dell’ambiente ed al benessere degli animali: nelle vasche alimentate con acqua sorgiva purissima e dove la densità di popolazione è “confortevole”, i pesci sono nutriti con mangime biologico, mescolato solo con aglio macerato, un antisettico naturale. Con questa tecnica l’Antica Acquacoltura Molin di Bucchio dal Dicembre 2020 è stata nominata “modello europeo di buone pratiche per la produzione ittica”, in particolare di trote fario, trote iridee e salmerini.
All’orizzonte, però, si profila un altro traguardo: rintracciare e riprodurre la trota autoctona, progetto che sarà portato avanti con l’avallo dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e  Ricerca Ambientale).
“Quanto sta accadendo alle sorgenti dell’Arno è un concreto esempio della funzione propulsiva, che i Consorzi di bonifica hanno per la promozione dell’economia locale” ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
“E’ questa la dimostrazione dell’attenzione, che quotidianamente rivolgiamo all’ambiente, ai suoi ecosistemi ed alla sostenibilità – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – È un ulteriore tassello verso un nuovo modello di sviluppo, che abbia al centro lo sviluppo del territorio e delle sue peculiarità.”
“Festeggiare il rilascio di un numero così importante di esemplari di barbo tiberino – ha concluso Serena Stefani, Presidente Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno - è decisamente un buon punto di partenza, che ci stimola a studiare e programmare interventi volti a conservare e migliorare le caratteristiche naturali, che rendono unico il reticolo idrico del Casentino.”

VENETO: IRRIBANC: FRA TEORIA E PRATICA

Si chiama Irribanc, il progetto formativo di ANBI Veneto, ideato nel contesto di Contamination LAB (c-Lab), l’iniziativa che avvicina gli studenti universitari al mondo del lavoro, organizzata dalla Fondazione Unismart, che riunisce le Università del Veneto.
“Irribanc”, che vede anche la collaborazione di Crédit Agricole-Friuladria, mira ad individuare soluzioni innovative per un utilizzo efficiente della risorsa acqua in agricoltura, mantenendo  i livelli d’eccellenza della produzione agroalimentare, ottimizzando  i costi e migliorando l’ecosistema, in cui l’azienda agricola opera.
Gli studenti, che hanno scelto di aderire a questo progetto, sono pertanto chiamati a studiare nuove tecnologie irrigue, adeguate ai nuovi bisogni, ma anche dimostrando di capaci di integrarsi al contesto aziendale, economico ed  organizzativo. Il risultato atteso entro la fine del 2021 è una valutazione “Irribanc” (Irrigazione bilanciata, avanzata, naturale, compatibile), che permetta all’azienda agricola di adottare una soluzione tecnologicamente sostenibile dal punto di vista produttivo, ambientale ed economico. Il piano di lavoro, coordinato da ANBI Veneto e sviluppato da un team di studenti, neolaureati e dottorandi dell’Università Padova, prevede lo studio di sistemi irrigui, adatti a fronteggiare i mutamenti climatici, adeguati alla scala agronomica ed  ambientale delle aziende agricole.
In questo contesto, studenti dell’Università Padova, aderenti a C-Lab e tecnici di enti di bonifica , accompagnati da ANBI Veneto, sono stati in visita al sito Acqua Campus di Budrio per osservare da vicino diverse tecnologie per la distribuzione della risorsa idrica.

MARCHE: 336 CANTIERI AL VIA

Il Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro) ha annunciato la ripresa degli interventi di manutenzione sul reticolo idrografico minore e sulle acque demaniali: dal 1° Luglio (al termine del divieto del taglio vegetazionale per esigenze di tutela dell’avifauna) ripartiranno i lavori per un totale di 336 cantieri previsti in tutti e 4 i comprensori della regione (Foglia-Metauro-Cesano, Misa-Esino, Musone-Potenza-Chienti, Tenna-Aso-Tronto).
Tra i lavori programmati, che verranno svolti dalle aziende agricole, il 59% coinvolgerà l’ambito costiero, mentre il 41% quello montano. Complessivamente, la manutenzione metterà in sicurezza circa centoventi chilometri di sponde. La grande maggioranza degli interventi prevede di dare una risposta alle segnalazioni, che riguardano l’ostruzione della sezione di deflusso dei corsi d’acqua (65,71%), ma ugualmente importanti saranno i lavori per rimuovere le alberature cadute in alveo (13,54%). L’ente consorziale provvederà anche alla rimozione dell’eccessiva vegetazione riparia (8,93%), alla rimozione del materiale litoide o limoso presente in alveo (6,92%), alla sistemazione delle divagazioni fluviali (3,46%) ed infine alla sistemazione di ostruzioni di attraversamenti stradali (1,44%).
L’ente consorziale sarà impegnato anche in grandi lavori per l’efficientamento degli impianti di irrigazione collettiva: saranno migliorati e resi più efficienti gli impianti sul fiume Musone, grazie ad un finanziamento di 20 milioni di euro concesso dal Ministero Politiche Agricole Alimentar Forestali. A breve andrà in appalto pure l’ammodernamento dell’impianto di irrigazione collettiva sul fiume Tronto, grazie a 10 milioni di euro concessi dalla Regione Marche.
Tutto ciò avrà importanti ricadute su  ambiente, riduzione dei consumi d’acqua, contenimento dei costi di gestione.

EMILIA ROMAGNA: CONCLUSI DIVERSI LAVORI

Il territorio tra la montagna e la via Emilia è caratterizzato dalla rapida diminuzione delle pendenze, per cui l’acqua, che cade in queste zone, deve essere velocemente recapitata nei torrenti per evitare allagamenti.
Occorre quindi eliminare tutti i possibili ostacoli nel percorso dell’acqua dai centri abitati: è necessario agire sul miglioramento dell’efficienza delle numerose interconnessioni fra canali e viabilità, nonché sul mantenimento delle sezioni idrauliche per evitare interrimenti e sul ripristino di danni alle sponde, che possano causare interruzioni dei deflussi soprattutto in occasione di eventi atmosferici estremi.
Gli interventi in atto da parte del Consorzio di bonifica Burana (con sede a Modena) e che spesso riguardano manufatti antichi, vanno a beneficio di in ampio bacino e sono: espurgo e rimozione sedimenti da manufatti idraulici costituiti da sifoni a botte sottopassanti infrastrutture viarie e corsi d'acqua pubblici nei  comuni di Formigine e Spilamberto (€100.000,00); ripristino e adeguamento scolmatore canale San Pietro - torrente Guerro in comune di Spilamberto (€ 100.000,00); impermeabilizzazione botte a sifone sottopassante il torrente Fossa e adeguamento funzionale della paratoia e sistemazione alveo in comune di Formigine (€ 230.000,00); ripristino sezione idraulica canale di Corlo in comune di Modena (€60.000,00); ripristino dei muri di sponda del canale San Pietro e rifacimento dei sostegni idraulici danneggiati in comune di Vignola (€260.000,00).
Tutti gli interventi si sono conclusi nelle scorse settimane e sono stati “collaudati” positivamente dagli intensi eventi piovosi della scorsa settimana.

LIGURIA: RESTYLING ALLA STORICA LINEA IRRIGUA

Sono la testimonianza storica dell’irrigazione in Val di Magra, ma il ritmo del tempo le sottopone ad  usura, nonostante le opere di manutenzione costante: sono le canalette “a scorrimento”, che si diramano dal Canale Lunense con lo scopo di portare l'acqua nei campi in tutta la piana, dove si snodano per circa centoventi chilometri.
Questi manufatti, oggi rievocazione nostalgica del passato agricolo, saranno sottoposti ad un'operazione di restyling: nei tratti malandati spariranno gli antiestetici tubi di plastica per lasciare il posto a canalette in acciaio zincato.
Il Consorzio di bonifica Canale Lunense (con sede a Sarzana, in provincia della Spezia) ha programmato l'intervento nel contesto più generale di un piano di potenziamento ed efficientamento della rete irrigua.
I progetti corrono su doppio binario: in previsione c'è anzitutto la realizzazione, soprattutto nei tratti principali, di linee “a pressione”, già messe in opera con una prima tranche di 33 chilometri; nei tratti secondari, a servizio dei piccoli agricoltori, si prosegue invece con l'ammodernamento delle canalette. Sono stati così messi a punto nuovi manufatti più leggeri, facili da spostare, resistenti nel tempo, a gradevole impatto ambientale e costruiti con materiale riciclabile; ricalcano nella forma, le vecchie canalette, cui andranno a sovrapporsi.
Finiti i collaudi, inizierà la produzione nella struttura operativa consorziale, dove un tempo si costruivano i manufatti in cemento, brevettati all’epoca proprio dall’ente consorziale.

VENETO: PIU’ SICUREZZA IDRAULICA AI PIEDI DEI COLLI EUGANEI

Il Consorzio di bonifica Bacchiglione (con sede a Padova) ha avviato i lavori per la sicurezza idraulica di vasta area di Montegrotto Terme, ai piedi dei Colli Euganei.
Gli interventi consistono nella pulizia di alcune condotte interrate e nella sostituzione di attraversamenti sottodimensionati, che creano problemi al deflusso delle acque. Gli interventi rientrano in un piano generale di salvaguardia, deliberato lo scorso Luglio dal Consiglio Comunale con un impegno di spesa complessivo di 130.000 euro per la messa in sicurezza idraulica dell'intera zona Nord della città termale.
Ad Ottobre si era già proceduto al rafforzamento degli argini in tutto il comprensorio attraversato dalla pista ciclabile, che fa parte del cosiddetto Anello dei Colli Euganei; era stata messa in sicurezza anche un’ampia area periferica, che a partire dal 2014 aveva  presentato un quadro di grave fragilità idraulica.


LAZIO
: MANUTENZIONE SENZA SOSTA

Procede ininterrotta  la manutenzione dei canali da parte del Consorzio di bonifica Agro Pontino (con sede a Latina), al fine di mantenere in efficienza la rete di scolo superficiale e mitigare il rischio inondazioni nel comprensorio.
Di recente sono terminati i lavori di trinciatura della vegetazione e riescavo del fondo di alcuni corsi d’acqua, previsti nel programma di manutenzione predisposto per l’anno 2021. La manutenzione programmata dei corsi d’acqua serve per sgombrare le pertinenze fluviali artificiali da potenziali rischi di  incendi, consentire un regolare deflusso delle acque, nonché  garantire il servizio di irrigazione di soccorso a beneficio di tutto quel territorio dell’Agro Pontino, in cui non sono presenti impianti irrigui collettivi con tubazioni in pressione.
Le attività di manutenzione, di recente concluse, hanno interessato in particolar modo il comune di Latina e, in modo specifico, il suo centro urbano.

VENETO: QUASI ULTIMATA CASSA D’ESPANSIONE

Proseguono  i lavori di realizzazione della cassa di espansione a San Fior;  il Consorzio di bonifica Piave (con sede a Montebelluna, in provincia di Treviso) si sta concentrando  l’attenzione sull’opera di regolazione del deflusso e sui lavori di movimentazione del terreno (scavo della cassa e arginature della stessa).
Dall’ente consortile fanno sapere che il 70% del lavoro è completato. Inoltre, sono in corso di esecuzione i lavori di sistemazione idraulica del torrente Codolo, tra i comuni di San Fior e Codognè, rientranti nei finanziamenti per la mitigazione dei danni della tempesta Vaia, che si è abbattuta con particolare violenza sul Veneto a cavallo tra Ottobre e Novembre 2018.
L’importo complessivo degli interventi è pari a € 2.800.000,00. L’obbiettivo principale del progetto è quello di migliorare le condizioni di deflusso del torrente Codolo in occasione di eventi di piena, tramite la realizzazione di bacini di laminazione e l’intervento, in punti dove vi è una significativa riduzione della sezione di deflusso, con conseguenti fenomeni di rigurgito a monte.
 Il primo e più importante intervento, volto alla mitigazione di tali condizioni di criticità idraulica, riguarda il bacino di laminazione in comune di San Fior con superficie di oltre quattro ettari, in grado di garantire un invaso di circa ottantatremila metri cubi nelle condizioni di massimo riempimento.

EMILIA ROMAGNA: MORIA DI VONGOLE: ANALIZZATO IL TERRITORIO PER CAPIRNE LE CAUSE

Il Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara (con sede nel capoluogo estense) ha incontrato gli allevatori di vongole di Goro, che hanno le concessioni per la produzione nell’oasi Foce di Volano, proprio nel punto dove il fiume confluisce nel mare; i produttori avevano lamentato un eccesso d’acqua dolce nella zona delle concessioni, letale per la sopravvivenza dei molluschi ed avevano chiesto chiarimenti all’ente consortile, che si occupa di regolare il passaggio dell’acqua dolce dalla Sacca di Goro al mare.
Preoccupato per la situazione degli allevatori e la moria delle vongole, l’ente consortile ha effettuato una serie di verifiche analizzando, con l’ausilio di strumenti sonar, anche le profondità dei più importanti canali sub-lagunari di scarico in mare, dove  sono state riscontrate profondità discontinue e generalmente insufficienti per consentire alle acque di defluire in maniera efficace nell’Adriatico.
Le indagini fanno pensare che la problematica sia legata alla conformazione dei canali di deflusso, che in assenza di dragaggi si stanno interrando.
L’ente consorziale ha  rassicurato che saranno avviate, con gli enti preposti, iniziative idonee a preservare la continuità produttiva dell'area ed impedire che in futuro si verifichino altre morie di prodotto. L'acquacoltura è infatti  essenziale per la tenuta dell’economia del territorio del Delta.

PUGLIA: INSIEME PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE DEI CORSI DACQUA

Acquisire indicazioni e definire procedure condivise, relativamente agli interventi di manutenzione di vie d’acqua, per quanto concerne, in particolare, le diverse esigenze paesaggistico–ambientali, idrauliche e sanitarie: questo l’obbiettivo del tavolo tecnico istituito da Comune di Vieste e Consorzio di bonifica montana Gargano (con sede a Foggia), riunitosi presso la sede municipale del centro costiero.
Nel corso dell’incontro i tecnici dell’ente consortile hanno illustrato alcuni schemi-tipo di intervento, finalizzati a favorire il regolare scorrimento delle acque e, al tempo stesso, assicurare isole di vegetazione ed aree di riproduzione.
È stato inoltre evidenziato che la maggiore attenzione dal punto di vista paesaggistico – ambientale deve essere rivolta verso quelle vie d’acqua a carattere sorgentizio, denominate “correnti”, mentre per i corsi d’acqua a carattere torrentizio deve essere posta maggiore attenzione in ordine all’aspetto puramente idraulico. Per quanto concerne, infine, i periodi di riproduzione degli animali presenti nell’area, l’ente consorziale ha auspicato la disponibilità di risorse da parte del Comune di Vieste per la redazione di uno specifico studio faunistico, al fine di ottimizzare gli interventi  idraulici, definendone modalità e tipologia.
È stato espresso grande apprezzamento per l’avvio del tavolo tecnico, perché declina 3 aspetti delle attività del Consorzio di bonifica montana Gargano: le sinergie istituzionali con le Amministrazioni del comprensorio, l’attenzione concreta ai diversi aspetti floro-faunistici ed ambientali, la corretta gestione dei corsi d’acqua per la tutela e la salvaguardia dell’intero territorio.

TOSCANA: LA CARICA DEI 700

Il lago, che parla alla conferenza delle specie aliene; il viaggio colorato di una bottiglia di plastica nel fiume  Serchio prima di essere raccolta da un solerte volontario e di essere correttamente conferita; ancora: un gioco per una visita guidata sui corsi d'acqua del territorio, un sito internet dedicato ai rii, un e-book, la cartellonistica per valorizzare i fossi della Pineta e tanti altri progetti con un occhio di riguardo ai percorsi dei Contratti di Fiume e di Lago, che enti, associazioni e cittadini stanno portando avanti nel comprensorio.
È emersa una vera e propria esplosione di idee dai lavori, che le ragazze ed i ragazzi delle scuole hanno elaborato per il progetto didattico del Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord "Caro fiume parlami di te: delle tue acque, dei tuoi pesci, dei tuoi fiori #carofiume", che ha coinvolto più di trenta classi (medie e superiori) degli istituti dell'intero comprensorio per un totale di quasi settecento alunni partecipanti. Gli esperti dell’ente consortile hanno svolto alcune lezioni a distanza ed è stato chiesto agli alunni di rielaborare la loro esperienza con progetti e idee.
Ne è scaturito uno spaccato di giovani, che hanno a cuore il proprio territorio  e che nutrono un profondo desiderio di ripartire con un legame diretto con l'ambiente e la natura; dal prossimo anno scolastico ricominceranno le uscite guidate lungo gli argini.
Una giuria ha individuato, tra i lavori prodotti dalle scuole, quelli più significativi, che saranno premiati  con buoni spesa, che le classi potranno utilizzare per materiali didattico. A ciascun partecipante è stata regalata una  borraccia del ”Toscana Nord” e  tutti i lavori saranno raccolti in  una pubblicazione.

PIEMONTE: PRIMA-VERA CAMMINATA TELETHON 2021

Sono stati circa duecento i partecipanti  alla colorata “Prima-vera camminata Telethon 2021”, a Chivasso.  Molto apprezzato il percorso, di 6 chilometri e mezzo, concluso all’imbocco del Canale Cavour, dove la Coutenza Canali Cavour (con sede a Vercelli) si è occupata delle visite guidate all’interno dell’imbocco.
La manifestazione è stata promossa dalla locale sezione U.I.L.D.M. (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare)  e dalla Fondazione Telethon.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
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