Anno XXIII, n. 9 venerdì, 5 marzo 2021

I DATI DELL’OSSERVATORIO ANBI SULLE RISORSE IDRICHE

ACQUA: IN SICILIA È GIA’ ALLARME CRESCE IL DEFICIT IDRICO IN EMILIA ROMAGNA

Non è il caso di usare toni apocalittici (nel 2018 la situazione era assai peggiore), ma se si considera che al Sud la stagione irrigua è già iniziata e che gli invasi dell’isola trattengono meno acqua del siccitoso 2020, si può affermare che l’estate agricola della Sicilia si preannuncia molto difficile: attualmente le disponibilità idriche ammontano a circa trecentosettantacinque milioni di metri cubi, ma erano quasi cinquecentoquaranta solo 12 mesi fa ed oltre seicentododici a Febbraio 2019 (fonte: Dipartimento Regionale Autorità Bacino Distretto Idrografico Sicilia): a renderlo noto è l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.
Il report settimanale segnala anche le indicazioni preoccupanti che arrivano, al pari dello scorso anno, dall’Emilia Romagna, i cui fiumi sono tutti abbondantemente sotto media, avvicinandosi ai minimi storici; esemplare è la situazione dell’Enza: l’attuale portata è pari a 3,9 metri cubi al secondo; il minimo storico è mc/sec 1,3; la portata media del periodo è mc/sec 15,5 e quella 2020 era mc/sec 21,7!). L’Autorità di Bacino Distrettuale del Po comunica che il lento esaurimento delle portate, in atto da due settimane per l’assenza di precipitazioni, ha portato, per la prima volta in stagione, anche il Grande Fiume sotto le medie di periodo (a Pontelagoscuro: -18%); è diminuito inoltre (-6%) il quantitativo di innevamento su tutto l’arco alpino, così come sull’Appennino, pur rimanendo abbondantemente sopra le medie di periodo (+45%). Registrano, invece, il record del recente quinquennio, i quantitativi idrici trattenuti negli invasi piacentini di Molato e Mignano: complessivamente oltre quindici milioni di metri cubi, ben oltre il 90% della capacità.
“E’ un dato confortante, che testimonia il ruolo assunto dagli invasi in tempo di instabilità climatica – ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – Per questo, il nostro Piano per l’Efficientamento della Rete Idraulica del Paese prevede, accanto al completamento ed alla manutenzione di quelli esistenti, la realizzazione di 23 nuovi serbatoi, di cui 13 al Nord; sono progetti definitivi ed esecutivi, in grado di rispettare il cronoprogramma previsto dal Recovery Plan e perciò ne chiediamo l’inserimento nel Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza.”
Sono scesi sotto la media stagionale anche i principali fiumi toscani (Arno, Sieve, Ombrone, Serchio), ma calano pure i laziali Tevere e Liri-Garigliano (i laghi restano costanti, secondo dati Open Ambiente – Regione Lazio), così come Potenza ed Esino nelle Marche. Analogamente succede in Campania dove, dopo due settimane senza precipitazioni, i principali fiumi registrano livelli idrometrici in discesa, seppur superiori alla media del quadriennio 2017-2020; in lieve ripresa i volumi del lago di Conza della Campania, mentre sono in calo gli invasi del Cilento.
In leggera discesa sono i bacini della Basilicata (+ 163,53 milioni di metri cubi rispetto al 2020), mentre quelli pugliesi sono cresciuti di ulteriori 5 milioni di metri cubi, raggiungendo quota +Mmc. 125,11 sull’anno scorso. In Calabria si registra l’ottima performance del bacino Sant’Anna, cresciuto di un ulteriore milione di metri cubi, raggiungendo quota Mmc. 8.73 (nel Febbraio 2020: Mmc. 5,80); bene anche la Sardegna, i cui invasi trattengono il 93,76% della capacità complessiva. Risalendo la Penisola, l’invaso di Penne, in Abruzzo, contiene 4,49 milioni di metri cubi d’acqua vale a dire una quantità mai raggiunta dal 2016. Al Nord resta positiva la situazione dei fiumi veneti e dell’Adda in Lombardia, così come della Dora Baltea in Valle d’Aosta (mc/sec 37,2 contro una media mensile pari a mc/sec 5, secondo i dati del locale Centro Regionale Funzionale). Permane buona, infine, la condizione dei fiumi piemontesi e dei grandi laghi settentrionali con Maggiore e Garda in linea col 2020, mentre Iseo (53,6%) e Lario (34,7%) più che raddoppiano la percentuale di riempimento registrata ad inizio Marzo 2020.
“Di fronte ad uno scenario così frastagliato e localizzato – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – è quantomai importante avere infrastrutture idrauliche efficienti, capaci di mitigare le conseguenze della crisi climatica. In vista delle scadenze previste dai finanziamenti Next Generation EU abbiamo presentato 729 progetti cantierabili nel Paese, indirizzati alla manutenzione straordinaria ed all’ampliamento della rete idraulica; l’avvio delle realizzazioni garantirebbe quasi dodicimila posti di lavoro con un investimento di circa due miliardi e trecentosessantacinque milioni di euro.”

ANBI IN COMMISSIONE AMBIENTE DEL SENATO

PNRR: RIEQUILIBRARLO, COSI’ PENALIZZA L’AGRICOLTURA IRRIGUA. SERVONO INVESTIMENTI PER INFRASTRUTTURE GREEN. SI USCIRA’ AL MEGLIO DALLA PANDEMIA SOLO VALORIZZANDO IL TERRITORIO

“Il Paese non può fallire la programmazione del Recovery Plan: è un’occasione irripetibile per dare concreta speranza ai giovani e superare le troppe differenze ancora presenti fra regioni; per cogliere tali obbiettivi ed uscire al meglio dalla pandemia è necessario porre la valorizzazione del  territorio al centro delle politiche di rilancio e resilienza”: ad indicarlo è  l’ANBI, i cui vertici sono stati auditi dalla Commissione Ambiente del Senato nell’ambito dei confronti sul Piano propedeutico al Next Generation EU.
“Oltre alla salute – ha commentato  il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi – la pandemia ha esaltato il valore del cibo, la cui qualità, di fronte alla crisi climatica, è sempre più dipendente dalla disponibilità d’acqua. Nello scorso decennio abbiamo registrato ben 3 annate siccitose e per questo proponiamo la realizzazione di 23 nuovi invasi, il completamento di altri 16 ed il recupero funzionale di ulteriori 90 bacini nell’ambito del Piano di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese, che prevede complessivamente 858 progetti esecutivi per un investimento di oltre quattro miliardi e mezzo di euro, capaci di garantire oltre ventunmila posti di lavoro. Sull’Italia piovono mediamente ogni anno circa mille millimetri di pioggia; dobbiamo aumentare la percentuale dell’11% che attualmente siamo in grado di stoccare per i periodi di crisi idrica. Al contempo bisogna ottimizzarne l’uso e per questo i Consorzi di bonifica ed irrigazione sono in grado di fornire il miglior consiglio irriguo.”
“Per fare ciò – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – servono investimenti in tecnologia, così come servono per contrastare il dissesto idrogeologico, passando dalla logica  dei ristori e dell’emergenza a quella della prevenzione, che peraltro costa 5 volte meno. Abbiamo redatto il nostro Piano – ha concluso Gargano – come occasione di sviluppo per il territorio e la sua agricoltura nel segno della sostenibilità e della transizione ecologica. Al Parlamento chiediamo un impegno per riequilibrare le risorse del Piano Nazionale di Resilienza e Rilancio, oggi penalizzanti il made in Italy agroalimentare che è irriguo.”


                                                                   

CAMPANIA:PROGETTI IN LINEA CON NEXT GENERATION EU

È il momento di cambiare e in meglio il Recovery Plan per accompagnare il Paese, il Mezzogiorno ed in particolare il territorio della  Campania al riparo da pericolose sorprese sul fronte delle disponibilità idriche per l’agricoltura e fuori dalla quotidiana emergenza idrogeologica:  è quanto si legge in un comunicato di ANBI Campania, che prosegue: “l’appello che lanciamo a Governo e Regione è di non dimenticare le tante piccole e grandi opere proposte dagli enti consorziali proprio per rendere più resilienti i territori, tutte immediatamente cantierabili”.
Attualmente, con il Recovery Plan varato dal Governo Conte, per tutto il comparto delle risorse idriche, incluse le risorse per l’idropotabile, sono stanziati (per la manutenzione straordinaria degli invasi e la gestione sostenibile delle risorse idriche) 2,92 miliardi di risorse nuove  per un totale di 4,38 miliardi, con i quali realizzare circa cento interventi, prevalentemente al Sud, finalizzati a sicurezza statica e sismica, potenziamento e/o completamento di infrastrutture di derivazione idrica, invasi artificiali e dighe, condotte di adduzione primaria, riduzione delle perdite idriche nei sistemi di adduzione. Tali ingenti fondi non sono comunque sufficienti, poichè solo il comparto irriguo ha bisogno, secondo il Piano Nazionale ANBI per l’Efficientamento della Rete Idraulica del Paese, di oltre quattro miliardi e trecento milioni di euro (1,9 miliardi solo per le regioni del Sud).
“In questo caso”, ha sottolineato ANBI Campania, “vanno sicuramente affinate le possibilità di sviluppare economie di scala lì, dove per la manutenzione straordinaria e la rifunzionalizzazione di invasi ad uso plurimo, gli investimenti risultano inscindibili tra progetti irrigui, potabili e per altri usi”. Nel Sud Italia, secondo il Piano ANBI, oltre l’11% della capacità dei bacini per la raccolta delle acque è occupato dalla presenza di sedime; per liberarli dall’interrimento sono pronti 45 progetti, che garantirebbero oltre milletrecento  posti di lavoro.
Non solo: nel Meridione ci sono 6 invasi incompleti, la cui ultimazione incrementerebbe la disponibilità idrica per oltre cinquantacinque milioni di metri cubi, attivando circa milletrecento  posti di lavoro; i progetti sono già pronti. Il Piano ANBI  prevede nel Sud anche 222 interventi di manutenzione straordinaria e la realizzazione di 4 nuovi bacini idrici; l’investimento complessivo è  di circa un miliardo e ottocentonovantanove milioni di euro, capaci di attivare quasi novemilacinquecento  unità lavorative nel segno del Green New Deal ed in coerenza con gli obbiettivi del Next Generation Ue.
Il Programma per la Tutela del Territorio e della Risorsa Idrica potrà contare nei prossimi anni su 15,03 miliardi di euro: è quanto previsto dal Recovery Plan, che ha stanziato 3,97 miliardi di nuove risorse accanto ai 10,85 miliardi già assegnati e ai 200 milioni provenienti da React EU. Il programma si articola in una serie di iniziative, che partono dalla sicurezza del territorio, attraverso azioni di contrasto ai fenomeni di dissesto idrogeologico, fino agli interventi di forestazione urbana e manutenzione straordinaria degli invasi. Per dare una cifra reale sulle necessità riferite alle sole esigenze di  difesa idrogeologica, i Consorzi di bonifica della Campania hanno pronti 193 progetti per oltre seicentoventitre milioni di euro.
“Crediamo che su tutto ciò si possa aprire un dialogo con Regione e  Governo”, conclude la nota di ANBI Campania, che prosegue: “molti  enti consorziali hanno raggiunto l’autosufficienza energetica, trattando zone  di alto valore ambientale, per le quali coinvolgere anche assessorati  e ministero competenti”.

VENETO: RECOVERY FUND, 20 SCHEDE PROGETTUALI

La Regione Veneto ha accolto 20 schede progettuali proposte dai Consorzi di bonifica veneti all’interno del P.R.R.R. (Piano Regionale Ripresa e Resilienza), attraverso il quale verranno distribuiti i finanziamenti europei del Recovery Fund. Si tratta di schede aventi come oggetto, interventi di sicurezza idraulica ed efficientamento dell’uso irriguo per un valore complessivo di 538 milioni di euro: 193 milioni riguardanti il settore idraulico e 345 milioni riguardanti la gestione dell’acqua irrigua.
Nel corso delle consultazioni della Commissione Consiliare Ambiente, ANBI Veneto  ha espresso il proprio plauso per investimenti, che “rappresentano la miglior risposta possibile ad esigenze di protezione dagli eventi meteorologici estremi e di rispetto della componente ambientale e paesaggistica del nostro pregevole territorio regionale”.
Significativo è inoltre l’inserimento nel P.R.R.R. di un progetto da 100 milioni di euro per la creazione di una rete di invasi ad uso plurimo, per la fitodepurazione delle acque nelle aree a maggior pressione ambientale diffusa e per il loro stoccaggio in vista dei sempre più frequenti periodi siccitosi. ANBI Veneto ha ricordato inoltre la capacità degli enti consortili, una volta ottenuti i finanziamenti, di andare velocemente a cantiere e completare i lavori nel rispetto dei tempi.

LA RESILIENZA PARTE DAL BASSO NELL’ITALIA CHE CAMBIA: L’ESEMPIO DEL SINISTRA SELE DOVE SI INVITANO I PUBBLICI ESERCIZI A DOTARSI DI AUTONOMI SERBATOI IDRICI

ANBI: “AUMENTARE LE RISERVE IDRICHE NON È UN’OPZIONE, MA UNA NECESSITA’ PER IL TERRITORIO E LE SUE COMUNITA’ ”

Dotarsi di adeguati sistemi di riserva idrica  in vista della prossima estate: l’invito arriva dalla Campania, dove crescono, come nel resto d’Italia, le esigenze idriche a fronte di un andamento climatico ormai imprevedibile.
L’appello, senza allarmismi ma frutto di sano realismo a fronte delle criticità dello scorso anno e del progressivo ridursi delle disponibilità idriche, è del Consorzio di bonifica Paestum (con sede a  Capaccio Scalo (in provincia di Salerno), il cui Presidente, Roberto Ciuccio, ha scritto che “l’esigenza di una sempre maggiore fornitura idrica sul territorio consortile pone in evidenza la necessità, soprattutto per gli esercizi commerciali e pubblici, di dotarsi, prima dell’arrivo della stagione estiva, di idonei serbatoi di riserva idrica.”
“E’ questo l’esempio di una comunità chiamata responsabilmente ad attrezzarsi di fronte alla crisi climatica – ha commentato  Francesco Vincenzi, Presidente ANBI  – Le emergenze vanno prevenute anche attraverso una cultura diffusa ed il bilancio idrico va sempre tenuto in equilibrio; è questo l’obbiettivo alla base del principio di invarianza idraulica, affermato negli anni dai Consorzi di bonifica: qualsiasi intervento sul territorio deve mantenere le precedenti condizioni di gestione delle acque.”
“Nel comprensorio del Sinistra Sele si suggerisce quanto stiamo proponendo, su scala ben più ampia, con il Piano Nazionale Invasi, mirato ad aumentare l’acqua meteorica, che attualmente riusciamo a trattenere come riserva e quantificata nell’11% dei 1000 millimetri di pioggia, che mediamente cadono ogni anno sull’Italia, seppur in maniera sempre più localizzata – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Nel Piano di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese sono previsti, per il Sud, 4 nuovi bacini ed il completamento di altri 6 per un investimento complessivo di 954 milioni di euro, con cui incrementare la capacità complessiva di oltre 231 milioni di metri cubi, garantendo al contempo quasi 4.800 posti di lavoro. Ci sono inoltre 45 invasi, che necessitano di una profonda manutenzione dall’interrimento, che oggi ammonta a quasi 69 milioni di metri cubi, cioè oltre il 10% della capacità; il costo stimato è di circa 275 milioni di euro, dando occupazione a 1372 persone. I progetti sono definitivi ed esecutivi in grado, quindi, di rispettare i cronoprogrammi europei; per questo, chiediamo il loro inserimento nel Piano di Rilancio e Resilienza. Aumentare le riserve idriche – ha concluso Gargano - non rappresenta più un’opzione, ma è diventata una necessità.”

LOMBARDIA: PRESENTATO STUDIO CAVE DISMESSE

Si è svolta una videoconferenza convocata da Regione Lombardia con le Organizzazioni Professionali Agricole per la presentazione del lavoro svolto da ANBI Lombardia per l’individuazione delle potenziali cave dismesse, riconvertibili come serbatoi ai fini della laminazione delle piene e di riserva idrica per l’irrigazione.
Il lavoro ha visto una prima fase di definizione delle aree a frequente scarsità idrica e delle aree potenzialmente interessate da eventi alluvionali più una successiva fase di individuazione delle cave dismesse, idonee per la raccolta e lo stoccaggio delle acque meteoriche o di laminazione. Sono state individuate 70 cave dismesse, che rispondono ai requisiti previsti (assenza di contatto con la falda, presenza di un canale nelle immediate vicinanze) e di cui 18 di prioritaria importanza per le loro caratteristiche tecniche, nonchè la loro localizzazione.
Sono state individuate ulteriori 54 cave attualmente in attività e che potrebbero essere di interesse per una futura conversione. I rappresentanti delle Organizzazioni Professionali Agricole, complimentandosi per il lavoro svolto, hanno espresso grande interesse per il tema, rimarcando l’importanza di affiancare questo tipo di interventi con ulteriori azioni nell’ambito della manutenzione dei sistemi irrigui e degli interventi volti al risparmio idrico, tramite appositi strumenti di finanziamento, quale il Piano di Sviluppo Rurale.
I risultati dello studio sono consultabili on-line attraverso una mappa interattiva sul portale web del Centro Dati CeDATeR di ANBI Lombardia al seguente link: http://cedater.anbilombardia.it/cave.

LA SFIDA DI ANBI:

“CHIEDIAMO AI CANDIDATI SINDACO DI ROMA DI INSERIRE NEI PROGRAMMI LA RIQUALIFICAZIONE DEI CORSI D’ACQUA URBANI”

“L’esperienza di Firenze, dove sono stati restituiti alla fruibilità urbana, migliorandone la qualità ambientale, tratti del fiume Arno e di suoi affluenti, dimostra che l’esperienza dei Consorzi di bonifica può essere positivamente messa a servizio anche di grandi agglomerati cittadini. Per questo lanciamo la sfida ai futuri candidati sindaci della città di Roma, affinchè inseriscano nei programmi la riqualificazione dei circa 700 chilometri di corsi d’acqua, che attraversano la Capitale”: ad avanzare la proposta è stato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, evidenziando come la moderna Bonifica, grazie ad innovazioni come il telecontrollo da remoto delle reti idrauliche,  sia quantomai in sintonia con gli obbiettivi europei della digitalizzazione e della transizione ecologica, indicati tra quelli prioritari del Governo Draghi.
“Vinceremo la sfida del futuro – ha proseguito il DG ANBI - solo valorizzando il nostro territorio con le necessarie infrastrutture per  uno sviluppo green. La moderna manutenzione idraulica, attenta alle esigenze della biodiversità, è esempio di una nuova cultura emergente soprattutto tra le nuove generazioni come dimostrano nuove tendenze, quali l’urban fishing o la riscoperta degli argini come luoghi di socialità all’aria aperta. Ambiente e ricerca sono le stelle polari di centinaia di progetti, che mettiamo a disposizione per contribuire a  costruire un Paese ecosostenibile ad iniziare dalla sua capitale.”

TOSCANA: IL CASENTINO UNITO PER IL TERRITORIO

Venti delibere approvate da 10 Comuni: sono i numeri dell’adesione plebiscitaria della vallata del Casentino al Patto per l’Arno ed al Contratto di Fiume Casentino H2O, i 2 percorsi partecipativi, promossi dall’Autorità Bacino Distrettuale Appenino Settentrionale e dal Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) per promuovere una visione unitaria e condivisa del fiume, che nasce in quell’area e dei suoi affluenti.
Con l’approvazione dei Manifesti degli Intenti ha così preso  ufficialmente avvio il Contratto di Fiume Arno che, essendo un maxi contenitore dei progetti realizzati o da realizzare sull’intera asta fluviale, racchiuderà anche il contratto di fiume territoriale Casentino H2O. In contemporanea i Comuni di Bibbiena, Castel Focognano, Castel San Niccolò, Chitignano, Chiusi della Verna, Montemignaio, Ortignano Raggiolo, Pratovecchio Stia, Poppi e Talla hanno aderito.
Le politiche comunitarie mettono a disposizione risorse importanti e per intercettarle in Casentino decolleranno  tavoli di lavoro tematici: “Fiumi Sicuri” per la definizione delle modalità di gestione della vegetazione presente sulle sponde e in alveo, la sicurezza idraulica, la gestione e manutenzione delle opere; “Fiumi&Natura” per la mappatura e la valorizzazione, della biodiversità fluviale e degli ecosistemi naturali; “Vivere i fiumi” per lo studio e l’organizzazione di iniziative volte a migliorarne la fruibilità anche attraverso la riscoperta ed il riuso di antichi cammini e strade; “Fiumi&Territorio” per la mappatura e la valorizzazione dei prodotti agricoli e delle attività economiche legate direttamente o indirettamente all’ambiente fluviale; a collaborare saranno anche  l’ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, del Monte Falterona e di Campigna, l’Unione dei Comuni Montani del Casentino, l’Ecomuseo del Casentino.

LAZIO:IRRIGAZIONE PARTITA ANTICIPATAMENTE

E’ stato anticipato l’avvio dell’irrigazione nel comprensorio del litorale romano dopo che sono state ultimate  le attività di manutenzione ed effettuati i relativi controlli per la funzionalità di tutti gli impianti; la siccità, infatti, mette a rischio il lavoro delle imprese agricole già provate, come tutte le attività, dall’emergenza sanitaria in atto.
L’infrastruttura irrigua, gestita dal Consorzio di bonifica Litorale Nord (con sede a Roma)  fornisce un’area di circa diciottomila ettari, suddivisa in 4 comprensori (Ostia, Maccarese, Arrone, Palidoro Santa Severa;  è composta  da 14 impianti, 4 serbatoi di accumulo,3 torrini piezometrici e circa seicentoventitre  chilometri  di rete idrica.

EMILIA ROMAGNA: LAVORI A SERVIZIO DI OLTRE 12.000 ETTARI IRRIGUI

Il Consorzio di bonifica Emilia Centrale (con sede a Reggio Emilia) prosegue con una capillare operatività atta a garantire il corretto funzionamento dei numerosi impianti in vista dell’imminente avvio della stagione irrigua: via dunque ai lavori per la ricostruzione ed il consolidamento delle arginature del canale Risalita, coinvolgenti  un territorio vasto oltre dodicimila ettari nella provincia reggiana tra i comuni di Castelnovo Sotto, Poviglio, Gualtieri e Gattatico; importo complessivo: 120.000 euro.
Il canale Risalita, oltre alla funzione scolante durante il periodo estivo (dal 15 Aprile al 15 Settembre) svolge anche un’importante funzione irrigua: l’acqua vi transita per garantire il funzionamento degli impianti principali di Case Cervi, Valle Re ed altri 10 impianti irrigui minori per una superficie totale irrigata di 12.530 ettari.

LOMBARDIA:AVANTI CON I LAVORI

Nell’Altomilanese, da Villastanza di Parabiago a Busto Garolfo e Arconate, procede l’impermeabilizzazione di alcuni tratti del canale Villoresi, riguardanti complessivamente 9 chilometri dello storico alveo; in pieno svolgimento è la proiezione dello spritz beton a secco; si tratta di una miscela di cemento, additivata con prodotti in grado di accelerare la presa, garantendo una massa compatta ed omogenea.
Rilievi effettuati in questi mesi hanno consentito di ricostruire il modello 3D del canale, utile per confrontare il prima e il dopo intervento.  Più a monte, tra Vizzola Ticino e Somma Lombardo, vi è un ulteriore tratto di circa tre chilometri da impermeabilizzare, lungo il quale sono iniziate le operazioni di taglio e manutenzione del verde oltre che di pulizia dell’alveo.
Il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano) sta inoltre svolgendo numerose operazioni di manutenzione del verde lungo il Naviglio Grande, interessante più comuni.

LIGURIA: ARGINI A NUOVO

Prima, un quadro alterato dell’ambiente per colpa di piante spontanee e malerba; dopo, luoghi ed argini con un aspetto esteriore gradevole e più funzionale agli interventi di manutenzione lungo l’asta irrigua: si può sintetizzare così la serie di opere realizzate dal Consorzio di bonifica Canale Lunense (con sede a Sarzana, in provincia di La Spezia) nell’imminenza della stagione irrigua, concentrate a cavallo dei comuni di Sarzana e Santo Stefano Magra, in attesa di spostarsi  lungo il corso d’acqua nei territori di Castelnuovo Magra, Fosdinovo e Luni.
L’intervento ha  avuto un duplice scopo: rendere più agevoli i controlli degli acquaioli  e consentire la transitabilità dei mezzi consorziali lungo gli argini in tratti paralleli alla pista ciclopedonale; senza contare il quadro suggestivo, che stanno restituendo il paesaggio naturale e la bellezza dei manufatti storici lungo il canale Lunense, che si sviluppa per 23 chilometri attraverso la bassa Lunigiana e la Val di Magra.

VENETO: RIPRISTINO SPONDALE

Il Consorzio di bonifica Piave (con sede a Montebelluna, in provincia di Treviso) ha  completato i lavori di ripristino lungo 130 metri di sponde del canale di bonifica Fusana  che, nel territorio comunale di Roncade, collega i fiumi Musestre e Vallio con funzioni di scolo e irrigazione.
L’intervento ha comportato la ricostruzione dell’argine in terra, realizzata con pali affiancati e geo-tessuto, per un costo complessivo di 900.000 euro, finanziati dal Commissario Straordinario delegato per il rischio idrogeologico nel Veneto.

EMILIA ROMAGNA: COMPLETATI ALTRI 2 CANTIERI PER VIVIBILITA’ IN APPENNINO

Sono stati completati  altri 2  cantieri di intervento, nel comune di Monterenzio, per la stabilità di una delicata strada di mezzacosta e crinale a connettere  la vallata dell'Idice a quella del Sillaro in un'area ad alta densità calanchiva.
I lavori sono consistiti nella messa in sicurezza della parete rocciosa sulla via e del ripristino della sede stradale nel tratto in prossimità del centro, dove si era manifestato un cedimento. I lavori progettati e realizzati dal Consorzio di bonifica Renana (con sede a Bologna), sono stati finanziati dal Comune  per complessivi 60.000 euro, tramite il Piano Regionale  Interventi Urgenti 2020.
Questi lavori hanno seguito un altro importante intervento realizzato dall’ente consortile in corrispondenza della località Ca' Mosca  dove, per problematiche analoghe, si è provveduto a consolidare le strutture di sostegno stradale preesistenti, grazie ad un investimento di 120.000 euro, di cui 90.000 resi disponibili dall’ente consorziale e 30.000 dall'Unione Savena Idice.

TOSCANA: CONTINUA L’IMPEGNO

Un nuovo cantiere per l’acquedotto irriguo Groppoli Mulazzo che guarda verso un futuro sostenibile ed al risparmio della risorsa acqua: questo il principio alla base dell’ investimento, che Regione Toscana ha scelto di fare, assegnando 470.000 euro di fondi del Piano Sviluppo Rurale al Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca), gestore dell’acquedotto.
Si lavora su 2 fronti: evitare gli sprechi, rinnovando le tubature deteriorate dal tempo  e gestire correttamente la risorsa, installando moderne strumentazioni, che consentano di controllare le quantità idriche distribuite e di servire tutti gli utenti. L’impianto irriguo di Mulazzo ha un valore strategico per il comparto agricolo di un territorio, dove l’originario tessuto formato da aziende di grandi superfici ha lasciato il posto ad un sistema di impresa agricola più diffusa, di piccole dimensioni o part time, comportando un cambiamento anche nella gestione irrigua, che deve oggi soddisfare le esigenze di circa centocinquanta fruitori.
I lavori, già consegnati alla ditta e di imminente avvio, inizieranno dalle prese del torrente Geriola, in località Groppoli e dalle vasche di accumulo dell’acqua; circa ottocento metri di vecchie tubazioni saranno sostituite con altrettante in polietilene. Sulle condotte saranno installate valvole e sfiati per tenere sempre in pressione il sistema e far sì che l’acqua raggiunga tutti gli utilizzatori, anche i più lontani; intervenendo poi sui pozzetti, la rete delle condotte verrà divisa in settori: questo per agire, in caso di rottura, solo sul tratto interessato.
Procede così il percorso di riammodernamento dell’impianto irriguo in alcune aree della Lunigiana da parte dell’ente consorziale, che ha inoltre presentato un grande progetto, per oltre quindici milioni di euro, in grado di risolvere i problemi di tutta l’area della Lunigiana, dovuti alle frequenti rotture di impianti ormai obsoleti.  L’agricoltura di questo territorio è definita “ eroica “ per le difficili condizioni di coltivazione, dove spesso è solo la passione e l’attaccamento alle tradizioni, che invitano questi intrepidi agricoltori a praticarla.

VENETO: AVVIATO RECUPERO BARCHE ABBANDONATE

Il Consorzio di bonifica Acque Risorgive (con sede a Venezia Mestre), in collaborazione con il Comune di Venezia e la multiutilty Veritas, ha iniziato , nell’ambito del progetto di riqualificazione del fiume Marzenego-Osellino, la raccolta e lo smaltimento dei relitti di barche affondate ed affioranti lungo il tratto mestrino del corso fluviale. I lavori, svolti in tre distinte fasi, prevedono anche un’ispezione e setacciatura di massima del fondale per eliminare pericoli alla navigazione e garantire la sicurezza necessaria all’apertura del cantiere per il risezionamento e la pulizia dell’alveo.

PUGLIA: SISTEMAZIONI  IDRAULICO-FORESTALI, PROTAGONISTE UNIVERSITARIE

Le opere progettate e realizzate dal Consorzio di bonifica montana Gargano (con sede a Foggia) sono state protagoniste dell’Open Day 2021 dell’Università della Tuscia, dove è stato presentato il Corso di Laurea in Scienze della Montagna.
In particolare, per l’insegnamento “Sistemazioni idraulico – forestali”  sono state prese a modello  tali  opere  eseguite  con tecniche di ingegneria naturalistica, mirate alla tutela dell'ambiente e ad una più agevole e razionale fruizione dello stesso.  L’Open Day  si inserisce nell’ambito dell’attività operative, previste da uno specifico Protocollo d’Intesa, siglato tra l’ente consortile ed il Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali (Dafne) dell’Ateneo viterbese. C
osì, in un video diffuso in streaming, sono state presentate alcune opere consorziali  negli agri di San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Apricena e San Nicandro Garganico: briglie di contenimento in legname e pietrame per rallentare la velocità dei corsi d’acqua; palificate in legno per difese spondali; ricostituzione e consolidamento di argini con massi ciclopici; uso di tasche vegetative di rinverdimento, costituite in materiale geotessile e riempite di terreno vegetale; messa a dimora di essenze vegetali del vivaio consortile della biodiversità, sito in Borgo Celano.al fine di incrementare le condizioni di stabilità ed ottimizzare il relativo inserimento ambientale.
Le collaborazioni istituzionali fanno parte della “mission” dell’ente di bonifica, in particolare quelle con il mondo della ricerca delle diverse realtà accademiche presenti  in Puglia.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
Sito internet: anbi.it - eMail: anbimail@tin.it

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