Anno XXIII, n. 6 venerdì, 12 febbraio 2021

ANBIEVITATO L’ALLAGAMENTO DELLA PIANA DEL SELE GRAZIE ALL’INVARIANZA IDRAULICA

È stata una lungimirante azione di preventiva resilienza, quella che ha evitato, nelle scorse ore, disastrosi allagamenti nella Piana del Sele, in provincia di Salerno. Dopo quella del 24 Gennaio scorso, si è infatti registrata una nuova, eccezionale piena del fiume Sele, arricchito dalle portate degli affluenti Tanagro e Calore lucano.
“Parliamo due eventi eccezionali consecutivi e per ritrovarne altri simili bisogna andare indietro nel tempo di almeno 50 anni – ha sottolineato  Roberto Ciuccio, Presidente Consorzio di bonifica Paestum (con sede a Capaccio Scalo, nel salernitano).
Grazie alla costante manutenzione degli enti consortili, le infrastrutture idrauliche hanno sostanzialmente tenuto, ma ciò che si è rivelato determinante per la prevenzione delle criticità è stata l’adozione del regolamento per il rilascio delle autorizzazioni alle serre, basato sul principio dell’invarianza idraulica, che solo recentemente è entrata nelle più ampie normative urbanistiche; vale a dire: la realizzazione di un immobile, sia esso una serra o un edificio, non deve alterare la portata d’acqua, che giunge nella rete di bonifica.
“Un aspetto importante del regolamento, che ha ridefinito nel 2016 alcuni criteri per il rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione di impianti serricoli  – ha precisato Vito Busillo, Presidente Consorzio di bonifica Destra Sele (con sede a Salerno) e di ANBI Campania - è che ha consentito di diffondere  colture di pregio in tutto il comprensorio di bonifica, facendo della Piana salernitana, una delle eccellenze  dell’agricoltura italiana. Ciò con opportuni ed  indispensabili accorgimenti volti ad evitare carichi eccessivi di impermeabilizzazione dei suoli.”
L’invarianza idraulica viene garantita mediante bacini di espansione nelle zone a rischio idraulico e, nel resto del territorio, con vasche e strade drenanti. La costruzione degli impianti e delle strutture di laminazione e drenaggio, inoltre, deve rispondere ad una precisa normativa tecnica, che consente, mediante il rallentamento della velocità delle acque ed il loro parziale assorbimento, di non avere un improvviso  impatto sui livelli idrici nella rete di scolo e nel fiume.
“E’ questo un esempio della resilienza dinamica, proposta dai Consorzi di bonifica ed irrigazione e che, senza limitare le attività produttive, le ricomprende all’interno di un quadro di sostenibilità ambientale, in linea con gli obbiettivi della transizione ecologica ed indispensabile al tempo dei cambiamenti climatici” ha commentato  Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
“È in momenti come questi – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - che si evidenzia l’utilità non solo delle opere di bonifica, ma anche del lavoro dei Consorzi di bonifica a presidio del territorio in termini di lavoro quotidiano e soluzioni di prospettiva come quella adottata da anni nella Piana del Sele. Guardare alle buone pratiche esistenti sul territorio è un’iniezione di fiducia sul futuro del Paese.”

EMILIA ROMAGNA: PRESIDENZE AL FEMMINILE

Il nuovo Consiglio di Amministrazione del Consorzio di bonifica Renana (con sede a Bologna)ha eletto Presidente dell’ente, Valentina Borghi, 44 anni, imprenditrice agricola di Minerbio, laureata in Economia con master su “Piccole e medie imprese e transizione generazionale” all’Università Cattolica. Anche al Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “captale della cultura 2020-2021”) si apre una nuova stagione: Presidente è stata indicata Francesca Mantelli, 29 anni, imprenditrice agricola di Montechiarugolo.

TOSCANA: STRESS TEST SUPERATO

La piena dell’Arno di questi giorni è stata l’occasione per testare il buon funzionamento della totale riqualificazione della Gora della Martellina a Il Girone, operata dal Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno (con sede a Firenze) in accordo con il Comune, capoluogo di regione. Si tratta della sostituzione dell’intero sistema di paratoie e la totale riqualificazione del canale chiamato anche Canale delle Gualchiere del Girone, in comune di Fiesole, ma di proprietà del Comune di Firenze fin dal Medioevo, quando erano di proprietà della corporazione dell’Arte della Lana.
L’ente consortile ha progettato, appaltato e seguito i lavori di funzionalizzazione e riqualificazione del sistema di deviazione dalle acque del fiume Arno con nuove opere  di presa e di restituzione, nonché il ripristino della corretta sezione dell’intero canale per un importo complessivo di 150.000 euro. I lavori sono importanti sia dal punto di vista della sicurezza idraulica che della struggente bellezza del piccolo abitato che sorge intorno alla gora; l’Arno sicuro è un tema chiave non solo per la sicurezza e vivibilità del fiume, ma anche come strumento di ripartenza e rilancio per la città, valorizzazione delle periferie e connessione con il territorio metropolitano.

OSSERVATORIO ANBI SULLE RISORSE IDRICHE

IN ATTESA DEL SOLE, L’ITALIA E’UNA POTENZIALE PISCINA. ARGINI COSTANTEMENTE MONITORATI

“Situazione sotto controllo, ma argini sotto pressione: è  quantomai importante, quindi, la manutenzione idraulica e gli enti di di bonifica monitorano costantemente lo stato delle sponde per individuare i segnali di possibili criticità”: la considerazione è stata di Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, commentando i dati del report settimanale dell’Osservatorio sulle Risorse Idriche; protagonista di queste settimane è la pioggia caduta sull’intero Stivale con accentuazioni locali.
Eclatante è la condizione della Dora Baltea in Valle d’Aosta (portata: 31,7 metri cubi al secondo contro una media di mc/sec 3!), mentre i flussi della Dora di Rhemes e del fiume Savara rientrano nella norma.
Analogo è l’andamento dei fiumi piemontesi, beneficiati in Gennaio dal 37,8% di pioggia in più, rispetto alla media storica: Pesio, Tanaro, Sesia, Stura di Lanzo hanno portate almeno doppie rispetto ad un anno fa.
Stessa situazione in Emilia Romagna, dove solo il fiume Savio è leggermente inferiore ed in Veneto, con i fiumi Piave, Bacchiglione, Livenza e Brenta, che registrano portate ampiamente superiori agli anni scorsi; grazie a +111% nelle piogge di Gennaio, anche l’Adige segna la migliore performance dal 2015, imitato dall’Adda in Lombardia. Pur in recupero, rimane sotto media il lago di Como, a differenza degli altri grandi invasi del Nord. Il fiume Po, con 1674 metri cubi al secondo a Pontelagoscuro, permane abbondantemente sopra la media di Febbraio e sulla portata dello scorso anno.
Sono ricchi d’acqua anche i fiumi della Toscana con il solo Ombrone sotto la media del periodo. Difficile, invece, fare confronti nella Marche, poiché le portate, oggi comunque confortanti, furono negli anni scorsi condizionate da forti eventi meteo locali. Continua a permanere sopra la media l’andamento pluviometrico dell’Umbria, dove l’invaso del Marroggia si avvicina alla capacità massima di 5,80 milioni di metri cubi. Anche il Lazio è ricco d’acqua con le ottime rilevazioni sui fiumi Tevere e Liri-Garigliano, così come sui laghi di Bracciano e Nemi.
I principali fiumi della Campania (Sele, Volturno, Garigliano) registrano livelli idrometrici superiori a quelli della settimana scorsa a causa del ritorno di perturbazioni sui bacini idrici della regione, mantenendosi superiori alla media del quadriennio 2017-2020. In lieve rialzo sono i volumi del lago di Conza della Campania e degli invasi del Cilento. Si stabilizzano le riserve idriche della Basilicata, che hanno comunque oltre 418 milioni di litri d’acqua in più rispetto ad un anno fa, mentre continua il recupero dei bacini pugliesi, che superano i 210 milioni di metri cubi con un surplus di quasi 70 milioni sul 2020. In Calabria, infine, si segnala il record del recente triennio sia per il bacino Sant’Anna sul fiume Tacina che per quello di monte Marello sul fiume Angitola.
“E’ in queste condizioni – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – che bisogna prestare la massima attenzione ad ogni segnale proveniente  dai circa 200.000 chilometri di corsi d’acqua, gestiti dai Consorzi di bonifica. Due sono le principali minacce alla staticità delle sponde: il saliscendi repentino dei livelli, che  scava le pareti degli alvei e le tane degli animali selvatici, occultate nei terrapieni. Quest’ultima è una minaccia fortemente cresciuta in anni recenti a causa, in particolare, del proliferare delle nutrie; la lotta al loro diffondersi è una voce in aumento, che grava sempre più, sui bilanci consorziali.”

                                                                       

VENETO: AL VIA LA REALIZZAZIONE  NUOVO BACINO ESPANSIONE

Prosegue in Veneto “la stagione dei cantieri” aperti dai Consorzi di bonifica per la prevenzione ed il contrasto  al rischio idraulico, resi possibili, grazie alle risorse della Protezione Civile, stanziate per l’emergenza Vaia. In questi giorni sono stati avviati dal Consorzio di bonifica Piave (con sede a Montebelluna, in provincia di Treviso) i lavori di realizzazione di una cassa di espansione di 70.000 metri cubi a San Fior di Sotto; compito del bacino sarà ridurre la portata massima di piena del torrente Codolo-Ghebo nel tratto di valle fino alla confluenza con il fiume Monticano.
Allestito il cantiere, si sta ora provvedendo allo scotico del terreno vegetale che, una volta ultimato il bacino, andrà riposizionato sul fondo: la cassa, infatti, rimarrà vuota per la maggior parte del tempo ed accoglierà le acque del Codolo solo in caso di eventi di grande intensità. Oltre al bacino in realizzazione è prevista la realizzazione di un secondo invaso a San Fior di Sopra, in grado di trattenere 20.000 metri cubi d’acqua con sollievo del reticolo idraulico urbano, messo sotto stress durante le forti precipitazioni.
L’ente consortile si occuperà infine dell’innalzamento ad una quota superiore rispetto alla sommità arginale, nonché del raddoppio della sezione del ponte sul torrente Codolo-Ghebo a Codogné, comune trevigiano confinante con San Fior. Il costo totale di questi 3 interventi ammonta a € 2.800.000,00 (fondi post Vaia).

EMILIA ROMAGNA: AL LAVORO PER RIPRESA FRANE

Degli oltre duecentomila chilometri di canali di bonifica presenti in Italia, 2.200 ricadono nel comprensorio del Consorzio di bonifica Burana (con sede a Modena), vale a dire 4.400 chilometri di argini, su cui fare sorveglianza, manutenzione, interventi di consolidamento.
A Mirandola è stato inaugurato il cantiere per il consolidamento spondale di un tratto del Diversivo di Cavezzo: l’opera erosiva dell’acqua ed il collasso di terreni, dovuto al sisma, hanno reso indispensabile il consolidamento di diversi tratti delle sponde, lungo tutta la sua asta, per un totale di oltre tre chilometri e mezzo  (€ 2.700.000,00 è l’importo totale dei lavori). Si tratta di un canale importantissimo sia per lo scolo che per l’irrigazione, con uno sviluppo lineare di quasi diciasette chilometri e che  sbocca nel Diversivo di Burana. Anche su questo canale, viene inaugurato il secondo stralcio di un cantiere, che già nel 2013 aveva provveduto alla messa in sicurezza di quasi settecento metri di tratto arginale, danneggiati dal sisma. Il cantiere (importo lavori: € 1.415.507,00) prevede il consolidamento spondale di altri tratti collassati, nonchè la ricostruzione ed asfaltatura di un tratto stradale.
Un altro cantiere è pronto a partire sul canale Quarantoli sempre per la sistemazione di alcuni tratti di argine, soggetti a franamento ed erosione (importo lavori: € 68.000,00). Non ci sono però solo canali tra gli interventi in partenza: dal monitoraggio dei manufatti minori (sono oltre mille dislocati in tutto il comprensorio consorziale) ne sono stati individuati 12, che verranno in parte consolidati, in parte demoliti e ricostruiti (importo lavori: € 70.000,00).

LIGURIA: DECORO A PAESAGGIO, PONTI E MANUFATTI STORICI

Uomini e mezzi del Consorzio di bonifica Canale Lunense (con sede a Sarzana, in provincia di La Spezia) sono impegnati nel taglio della vegetazione spontanea ed  in lavori di pulizia lungo le scarpate esterne ed il piano degli argini dell'omonima asta irrigua, non interessati dalla pista ciclopedonale.
Il robusto intervento ha preso il via ad inizio Febbraio  ed andrà avanti per tutto il mese, pioggia permettendo, in vista dell'inizio del periodo di irrigazione in primavera. Sono previste anche opere di livellamento degli argini, in modo da permettere maggiore sicurezza, oltre a riconsegnare un aspetto più suggestivo all’ambiente e riportare all’antico splendore scorci significativi come i vecchi ponti e manufatti, vere e proprie opere architettoniche.
Il piano dei lavori interessa tutto il tratto del canale, che ha la presa d'acqua nel territorio di Aulla e attraversa poi Santo Stefano, Sarzana, Castelnuovo, Fosdinovo e Luni, per sfociare dopo 23 chilometri nel torrente Parmignola, al confine tra le province spezzina e di Massa Carrara.

VENETO: VERONESE: SISTEMAZIONE IDRAULICA DEL COLLETTORE FOSSA MAESTRA

Il Consorzio di bonifica Veronese (con sede nel capoluogo scaligero) sta realizzando  i “Lavori di sistemazione idraulica della Fossa Maestra nei comuni di Casaleone, Cerea, Legnago, Villa Bartolomea, Castagnaro in provincia di Verona e Badia Polesine, Giacciano con Baruchella in provincia di Rovigo – 2° stralcio”.
L’intervento  prevede la realizzazione di lavori di scavo per la risagomatura della sponda destra del canale in un tratto di lunghezza pari a circa dieci chilometri, con la realizzazione di una banchina per il passaggio dei mezzi ed il risezionamento del fondo per un tratto di circa otto chilometri.
Il progetto ha un costo di  € 4.155.000,00, cofinanziati  pubblico-privato.

SARDEGNA: NUOVI PROGETTI PER SISTEMA IRRIGUO

Un grande progetto  “green”, che garantisca acqua ad un vasto territorio dalle notevoli potenzialità agricole: è quello del Consorzio di bonifica Gallura (con sede ad Arzachena, in provincia di Oristano), che ha già studiato e progettato una serie di idee che consentiranno, con riciclo e meno sprechi, alle imprese agricole di poter programmare le proprie produzioni anche in anni di grande siccità.
I bacini sono pieni e c'è quindi la serenità di poter programmare senza alcun assillo od emergenza; ci sono fondi, idee e progetti, ma serve la volontà politica per dare, ad un territorio importante, l'infrastrutturazione necessaria. Il comprensorio consortile  conta oltre duecentomila ettari, dei quali circa seimila irrigabili, all'interno di 17 comuni.
Il territorio attualmente ha una sola vera fonte di approvvigionamento: la diga del Liscia, che può arrivare a contenere fino a 105 milioni di metri cubi d’acqua. Altre opere  di piccole dimensioni  sono le stazioni di sollevamento presenti sul rio Toltu, sul rio San Giovanni e sul rio Oddastru, che però non riescono a soddisfare un territorio in crescita su tutti i settori; per questo è necessaria la realizzazione di un nuovo invaso e l'interconnessione di tutti i sistemi di produzione dei reflui, recuperando così acqua.
Come Consorzio di bonifica è stato già presentato, approvato e finanziato un progetto di fattibilità per la diga di San Simone (ad Ovest di Olbia nella stretta del Monte Alvo), che potrà garantire 16 milioni di metri cubi d’ acqua. Inoltre, c’è un progetto “green” di utilizzo reflui e che riguarda altri 14 milioni di metri cubi, recuperabili attraverso l'interconnessione di tutti i depuratori, da Santa Teresa a Golfo Aranci, per consentire di portare acqua anche laddove oggi non ne hanno. In questo caso si tratta di un progetto già avviato  in quanto ci sono già decine di chilometri di condotte. Inoltre, si pensa anche ad un importante progetto a valle del Liscia, dove confluiscono diversi rii. In questo caso, il progetto riguarda la canalizzazione e l'immissione ino a 10 milioni di metri cubi d’acqua nel canale,  che andrebbe ad irrigare importanti superfici in territorio di Arzachena con la prospettiva di raggiungere anche Luogosanto e Tempio.
È il momento giusto per dar corso a questi progetti concreti e realizzabili, che potrebbero essere finanziati attraverso il Recovery Plan agricolo e con la prossima programmazione comunitaria.

TOSCANA: 11 MILIONI DI LAVORI IN 12 MESI

La Regione Toscana ha dato il via libera agli interventi programmati dal Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) di concerto con il Genio Civile Valdarno Superiore e le Amministrazioni Comunali.
L’atto è il lasciapassare necessario, perché l’ente possa mettere all’opera macchine e uomini sui corsi d’acqua delle 6 aree (U.I.O., acronimo di Unità Idrografiche Omogenee), in cui si articola il territorio consorziale: Casentino, Arezzo, Valdarno, Valdichiana, Valtiberina, Marecchia-Foglia; tanti gli interventi da realizzare tra il mese di Febbraio ed il 31 Dicembre 2021 per migliorare la funzionalità del reticolo di gestione e l’efficienza delle opere presenti su di esso. Complessivamente saranno realizzati poco meno di undici milioni di euro in lavori di manutenzione ordinaria: oltre dieci milioni di euro per gli interventi programmati e condivisi con le Amministrazioni Locali, circa seicentomila euro per interventi, che si dovessero rendere necessari nel corso dell’anno e oltre centocinquantamila euro per l’attività di vigilanza e presidio del territorio.
L’annuncio dell’avvio della stagione dei lavori 2021 è anche  l’occasione per illustrare ai cittadini le competenze dell’ente consortile e le modalità di intervento, raccolte in un pratico vademecum già messo a disposizione dei Comuni.

EMILIA ROMAGNA: LOTTA ALLA PLASTICA ABBANDONATA

Sono ben 10, le tonnellate di plastica e rifiuti, che il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara (con sede nel capoluogo estense)) ha intercettato nel 2020, evitando che rimanessero nel territorio ed arrivassero poi al mare.
Il recupero e lo smaltimento di questo materiale, intercettato nelle acque dei canali, è fondamentale anche per evitare che sia causa di crisi idrauliche, localizzate in seguito ad ostruzione di condotte o griglie degli impianti. Nel 2020 sono state 208 le denunce per abbandono di rifiuti lungo i canali di bonifica, un numero ancora troppo alto, soprattutto considerando i rischi ambientali e l’onere economico a carico dell’ente consortile per il corretto smaltimento. Un grande lavoro è fatto alle griglie di sbarramento, dove arriva erba, ma anche rifiuti urbani, altrimenti destinati a terminare in mare con grave danno per l’ambiente e che aumentano fortemente il rischio di criticità.
Vi è un’attenta gestione dei rifiuti raccolti: vi sono infatti 11 aree dotate di centro operativo, nelle quali vengono depositati e gestiti i rifiuti speciali prodotti. Attenzione è data anche all’erba e a tutto ciò che è riconducibile a scarto organico. Sono in media circa milleseicento le tonnellate di rifiuti speciali, prodotte  annualmente dalle attività dell’ente consorziale, mandate al corretto smaltimento o al recupero; le più significative: circa novecento tonnellate di erba e rifiuti biodegradabili destinati al compostaggio; 400 tonnellate di inerti derivati da demolizioni.
Oltre a questi vi sono anche i rifiuti derivanti da emergenze come versamenti illeciti di idrocarburi in acqua, nonché la costosa gestione e smaltimento dei rifiuti contaminati e pericolosi. Rilevante, dal punto di vista ambientale, sono infine le diverse centinaia di campionamenti di sedimenti, compiuti ogni anno dal “Pianura di Ferrara” per la gestione della terra asportata dai fondali dei corsi d’acqua.

LOMBARDIA: CONFRONTO SU UTENZA UNICA ALLA BOCCA

Si è tenuta una riunione “da remoto” tra il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano) e le principali associazioni agricole (Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Proprietà Fondiaria e Copagri), incentrata attorno alle misure relative all’ “utenza unica alla bocca”.
Una deliberazione dell’ente consortile ha prorogato, al 28 Febbraio p.v., la scadenza per la presentazione delle domande di utenza unica alla bocca oltre ad aver disposto, per la stagione irrigua 2021 come già fatto per il 2020, una deroga al regolamento di gestione della rete idrica consortile, in virtù della quale l’ente consorziale potrà accettare, in via eccezionale, le istanze presentate dai singoli, che abbiano in comune la bocca di presa. Già nel corso della stagione irrigua 2021, nella distribuzione della risorsa che dovesse risultare disponibile per ulteriori eventuali fabbisogni, verrà però data precedenza alle bocche di derivazione, per le quali si sia perfezionata l’utenza unica, mentre a partire dal 2022 verranno previste forme di disincentivazione anche economica (da definire con apposito atto) per quanti ancora non si fossero adeguati alla nuova disciplina.
Appare chiaro l’intendimento consorziale di sostenere nel prossimo biennio la piena l’affermazione della nuova regolamentazione, favorendone il rispetto da parte di tutti gli utenti. Durante l’incontro sono state richieste diverse delucidazioni sulla documentazione da produrre in sede di costituzione delle unioni. L’ET Villoresi ha voluto altresì ribadire come l’utenza unica alla bocca possa garantire un uso più efficiente e responsabile della risorsa idrica, assicurando di fatto anche una maggiore tutela delle utenze oltre che una più approfondita conoscenza del territorio e del virtuoso riutilizzo delle acque, che il sistema di irrigazione “a scorrimento”, il più diffuso nel comprensorio consortile, comporta. 

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
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