Anno XXIII, n. 3 venerdì, 22 gennaio 2021

PRENDE AVVIO COLLABORAZIONE CON ALICE TV

Andrà in onda giovedì 28 Gennaio p.v., alle ore 12.00, sul canale di Alice tv –Alma media (ch dgt 65), la prima delle 10 puntate della trasmissione “Guida alla spesa” e che, grazie alla collaborazione di ANBI, saranno dedicate ad  affrontare, in maniera semplice e “culinaria”, diversi aspetti dell’attività dei Consorzi di bonifica ed irrigazione.
Ospiti in studio (condotti dall’esperto volto televisivo  di Alessandro Di Pietro in compagnia dell’altrettanto conosciuto chef-intrattenitore, Andy Luotto) saranno il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, accompagnato dai Presidenti di ANBI Lazio, Sonia Ricci e del Consorzio di bonifica Adige Po (con sede a Rovigo), Roberto Branco; tema della puntata: “Le terre, che non ci sarebbero”.
Le puntate della  trasmissione, replicata alle ore 8.00 del giorno successivo alla messa in onda, si susseguiranno settimanalmente fino al prossimo 28 Marzo.

OSSERVATORIO ANBI SULLE RISORSE IDRICHE:

FIUMI E LAGHI PERMANGONO COMPLESSIVAMENTE SOPRA LE MEDIE DEL PERIODO

Le riserve idriche italiane sono in progressivo calo, ma permangono superiori alle medie del periodo: è questo il trend emergente dal report settimanale  dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.  In questo quadro cresce in maniera rilevante, dopo mesi di siccità, la quantità d’acqua trattenuta nei bacini di Basilicata e Puglia: nella prima regione, in una settimana, si registrano 28 milioni di metri cubi in più; nella seconda,  16 milioni, raggiungendo complessivamente quota  177, vale a dire oltre trentasei milioni in più rispetto all’anno scorso (anche se ben 67 milioni in meno rispetto al 2019!).
In crescita sono anche le disponibilità idriche nei bacini delle dighe calabresi  di Sant’Anna sul fiume Tacina e Monte Marello sul fiume Angitola. Difficile invece resta la situazione in Sicilia, i cui invasi trattengono circa duecento milioni di metri cubi in meno rispetto ad un anno fa, mentre il riempimento dei bacini sardi, pur in crescita, segna quasi -7% rispetto all’anno scorso, quando erano disponibili circa centoventi milioni di metri cubi d’acqua in più.
In Campania, le portate dei fiumi Garigliano, Volturno e Sele sono  in netto calo, ma i dati idrometrici restano largamente superiori alla media del quadriennio 2017-2020; in calo anche il lago di Conza della Campania, mentre continuano a crescere gli invasi del Cilento.  In Abruzzo, il serbatoio della diga di Penne trattiene 4,27 milioni di metri cubi, cioè quasi il 50% della capacità mentre, nel Lazio, i laghi di Nemi e Bracciano sono costanti ed i principali fiumi (Tevere, Liri-Garigliano, Sacco) segnano le migliori  performance idriche in anni recenti.
Analogo è l’andamento nei fiumi delle Marche (Potenza, Esino, Tronto, Sentino) ed in Toscana, i cui corsi d’acqua (ad eccezione dell’Arno), restano, però, sotto la media del periodo. Sotto media sono anche i fiumi dell’ Emilia Romagna, dove l’Enza ha toccato il minimo storico di Gennaio; ad eccezione del Piave, rimangono, invece, confortanti le altezze idrometriche dei corsi d’acqua veneti, le cui portate erano addirittura raddoppiate rispetto al Dicembre di un anno fa (Brenta: +135%!).
In Lombardia cresce il fiume Adda, mentre i fiumi piemontesi hanno condizioni idriche in linea o migliori di un anno fa. In calo rispetto al 2019, ma superiori alla media, sono le portate del fiume Po, che si arricchisce man mano che fluisce verso il mare: a Pontelagoscuro, l’Autorità di Bacino Distrettuale segnala +50% rispetto alla portata minima e +10% sulla media di periodo, portando il bilancio idrico nettamente in positivo colmando, grazie a piogge diffuse, il gap autunnale, che aveva visto il Grande Fiume in particolare sofferenza.
I grandi laghi del Nord Italia (Maggiore, Iseo, Garda, Como) risultano complessivamente stabili rispetto alle medie. Il totale della riserva idrica invasata in tali bacini, negli invasi artificiali e sottoforma di S.W.E. (Snow Water Equivalent) è aumentato rispetto alla settimana scorsa (+5.6%); su tutto l’arco alpino e sugli Appennini è presente un abbondante manto nevoso.
“E’ di questi giorni la notizia che alcuni bacini, giunti al colmo, sono costretti a rilasciare parte della risorsa idrica verso il mare – ha sottolineato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - È purtroppo un inevitabile spreco, che va ridotto con la programmata realizzazione di nuovi invasi; oggi, infatti, siamo in grado di trattenere solo l’11% delle acque meteoriche. Questa è un’infrastrutturazione strategica per il futuro del Paese!”
“Ci appelliamo – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – alla sensibilità di chi ha le responsabilità di scegliere sulla qualità della vita dei cittadini, dell’occupazione, dell’economia dei territori, dei futuri investimenti resi possibili dal Recovery, perché si possa guardare alla ricchezza idrica senza l’ apprensione dovuta all’inadeguatezza della rete idraulica, accentuata dalla crisi climatica: non solo il prossimo scioglimento delle nevi aumenterà il pericolo idrogeologico, ma vedrà fluire inutilizzata una risorsa, che potrebbe essere fondamentale riserva per i mesi più caldi. Noi non possiamo che ribadire di essere pronti con articolati piani di progetti definitivi ed esecutivi a dotare il Paese delle necessarie opere verso un nuovo modello di sviluppo sostenibile a servizio del territorio e della sua economia.”

ANBI: È LA SETE DELLE FALDE AD ABBASSARE I LIVELLI DEI LAGHI

GARGANO: “NEL RECOVERY PLAN INVESTIMENTI PER DIMINUIRE LA PRESSIONE SULLE RISORSE IDRICHE”

“Se per alcune zone d’Italia si parla di rischio desertificazione,  ce ne sono altre, in cui la ricarica della falda acquifera sta diventando un’emergenza, di cui è conseguenza  l’impoverimento dei corpi idrici superficiali come sta avvenendo, ad esempio, nel Lazio per i laghi di Albano, a Castelgandolfo, e Bracciano, la cui risorsa contribuisce sempre più a rimpinguare una falda fluttuante”: a segnalarlo è l’ANBI attraverso le parole del Direttore Generale, Massimo Gargano.
“In questo momento in Italia – prosegue il DG  ANBI - c’è un’eccessiva pressione sulle risorse idriche. Perciò è necessario ridurre i prelievi, abbandonando la “cultura del pozzo”  in favore dell’irrigazione collettiva,  che garantisce innovazione tecnologica, sostenibilità e qualità alla risorsa. Se quelle irrigue sono considerate infrastrutture strategiche per il Paese, ribadiamo la necessità di una Piano di efficientamento ed incremento della rete idraulica anche attraverso la realizzazione di nuovi invasi. La nostra proposta compatibile con il cronoprogramma comunitario previsto dal Recovery Plan – conclude Gargano - prevede 858 progetti definitivi ed esecutivi, cioè cantierabili, capaci di garantire oltre 21.000 posti di lavoro con un investimento di oltre 4 miliardi e mezzo di euro. Nel momento della scelta delle priorità non si può dimenticare la necessità di garantire adeguate disponibilità d’acqua, pena l’alterazione dell’ecosistema, dell’economia, dell’occupazione, della bellezza dei nostri territori.”

                                                            


FRIULI VENEZIA GIULIA: PREMIO UNESCO: MENZIONE SPECIALE

Il fiume Tagliamento, uno dei pochissimi in Europa rimasto nel suo stato naturale, candidato Unesco ed il Museo “vivente” dell’Acqua/Ledra-Tagliamento, definito “riserva della biosfera”: sono le due motivazioni, che hanno valso al Consorzio di bonifica Pianura Friulana (con sede ad Udine) una menzione speciale dal Club UNESCO nell’ambito del concorso “La Fabbrica nel Paesaggio”, patrocinato dal Parlamento Europeo.
Alla consegna del riconoscimento, avvenuta nella sede dell’ente consortile, era presente, tra gli altri, la Presidente del Club Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco, che ha sostenuto e presentato la candidatura. Il concorso era rivolto ad operatori sia pubblici che privati; la commissione era composta da professori universitari, specialisti nella materia, rappresentanti di istituzioni pubbliche nazionali e del Parlamento Europeo.


VENETO
: PROGETTO SPERIMENTALE FITODEPURATIVO

Il Consorzio di bonifica Adige Euganeo (con sede ad Este, in provincia di Padova) sta studiando la possibilità di sperimentare una tecnica innovativa per rimuovere i fanghi inquinati dal fiume Fratta Gorzone, abbassandone così il fondale, ponendo rimedio ai frequenti allagamenti, che interessano parte del comprensorio (il 60% delle acque viene recapitato in questo alveo) a causa delle difficoltà, da parte dei canali consortili, di scaricare nel fiume l’acqua in eccesso durante le forti piogge.
Di fatto, tra i problemi che riguardano il Fratta Gorzone, caratterizzato da un forte inquinamento causato da scarichi industriali, vi sono gli alti livelli idrometrici, conseguenti  alla mancanza di una pulizia efficace, resa impossibile proprio per la presenza di fanghi inquinati. La soluzione pensata dal Consorzio prevede l’escavo dei sedimenti ed il loro risanamento, grazie a tecniche fitodepurative con piante in grado di assorbire i contaminanti, trasferendoli al fusto ed alle foglie. Così facendo, sarebbe possibile utilizzare i sedimenti per le pertinenze idrauliche.

PUGLIA: INCONTRO CON VICEPRESIDENTE REGIONE

“L’acqua è vita ed è la principale  ricchezza  che abbiamo”: con queste parole, il Vicepresidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, ha aperto il suo intervento nella sede del Consorzio di bonifica Capitanata, a Foggia. “Proprio in quest’ottica - ha proseguito - si inserisce una nuova infrastruttura, che potrebbe trasferire un quantitativo considerevole di risorsa idrica, dal Molise alla Puglia, da utilizzare per gli usi potabili, che attualmente gravano sull’invaso di Occhito. È un’infrastruttura  sulla quale stiamo puntando in modo decisivo.”
Il progetto prevede il collegamento degli schemi  idrici del Fortore (Puglia) e del Biferno (Molise), realizzabile attraverso il prolungamento, sino al nodo idraulico di Finocchito, dell'adduttore che parte dall'invaso di Ponte Liscione per alimentare i comprensori irrigui del Basso Molise. Il collegamento idraulico tra i due schemi conferirà all'adduttore in costruzione la duplice funzione di alimentare i comprensori irrigui del Basso Molise e trasferire in Puglia parte della risorsa idrica, invasata a Ponte Liscione, per un volume medio annuo stimato tra I 40 ed i 70 milioni di metri cubi. Si tratta di un’opera strategica, che evita di disperdere la risorsa in Molise ed aumenta la disponibilità della risorsa per l’agricoltura in Puglia, riducendo il prelievo dalla diga di Occhito, a fronte di un ristoro per la regione Molise da definire  nell’ambito di un futuro Accordo di Programma tra le regioni. 
L’ente consorziale ha aggiunto che vi sono numerosi altri progetti realizzati dalla struttura consortile e che potrebbero trovare finanziamento nell’ambito del Recovery Plan. A margine dell’incontro, il Vicepresidente, Piemontese, non ha mancato di elogiare il Consorzio di bonifica della Capitanata, definendolo un esempio virtuoso in tutta la Puglia.

EMILIA ROMAGNA: LAVORI SENZA SOSTA

La zona di Alta pianura a Sud di Modena ha esigenze idrauliche particolari per un reticolo idraulico fittissimo e complicato. In questo territorio di oltre trentamila ettari, tra i comuni di Modena, Formigine, Castelnuovo Rangone, Spilamberto e Vignola, il Consorzio di bonifica Burana (con sede nella “città della Ghirlandina”) ha chiuso tutti i cantieri avviati nell’anno 2020, finanziati dalla Regione Emilia-Romagna. Innanzitutto, nel comune di Spilamberto è concluso il cantiere per la sistemazione ed il potenziamento dello scolmatore sul canale San Pietro - Rio Secco (€ 260.000,00). Poco lontano, a San Vito, si è ultimato un intervento di rifacimento delle sponde ammalorate del canale San Pietro (€ 130.00,000).
Si è provveduto anche al ripristino della paratoia di regimazione delle acque posta a valle del nodo idraulico San Pietro – Guerro. Sempre a Spilamberto sono appena stati ultimati i lavori di ricostruzione di un tratto del muro di sponda del canale San Pietro, in località Baranzona (€ 179.000,00). Altre palificate in legname sono state posizionate a sostegno di scarpate in terra, erose da frane nel canale San Pietro a tutela degli abitati di San Lorenzo e Paganine(€ 260.000,00). A valle dell’abitato di San Vito, a seguito delle forti piogge di Settembre 2020, si è provveduto alla sistemazione degli argini collassati del canale di San Pietro e della barriera stradale interessata: risagomate le sponde danneggiate e posizionate palizzate in legno per 170 metri, si è riportato il tratto interessato in sicurezza.
Spostandosi all’incile del canale San Pietro, sono stati utilizzati dei massi ciclopici per consolidare lo scolmatore di piena nel fiume Panaro (€ 80.000,00); l’incile del San Pietro riveste un ruolo strategico nell’economia irrigua del territorio delle Basse inferiori di Vignola, caratterizzato da colture agricole di pregio, la cui sopravvivenza è strettamente legata all’approvvigionamento idrico. Infine, è stato ultimato l’intervento per il ripristino del manufatto scaricatore di piena e della paratoia del canale di Corlo nel Diversivo Martiniana a Modena (€ 60.000,00).
Il territorio a sud di Modena (un tempo sede di opifici, mulini, segherie, cartiere) negli ultimi due secoli ha visto l’assetto economico stravolto e la densità abitativa esplosa.; quello, che non è cambiato, è la stretta interdipendenza tra vitalità della zona e un efficiente assetto idraulico, senza trascurare la complessità delle attività di scolo, derivante dalla perdita di superfici drenanti, oggi occupate da suolo edificato.

TOSCANA: COMUNITA’ RASSICURATA

Nelle scorse settimane l’intervento del Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno (con sede a Firenze) sul torrente Elsa a Poggibonsi, in località Il Masso, ha destato l’interesse da parte di associazioni e cittadini del territorio: anche in questo caso, infatti, si è intervenuti per la realizzazione di opere di difesa di sponda e per la stabilizzazione dell’alveo nel più scrupoloso rispetto di normative e regolamenti, in pieno accordo con Genio Civile Regione Toscana e  Comune.
Le sponde presentavano solo vegetazione erbacea ed arbustiva di carattere stagionale mentre, per quanto riguarda la tenuta delle sponde, sono innegabili le migliorie, che si ottengono con la realizzazione di rampe, scogliere e palizzate di legno sia dal punto di vista della resistenza a prossimi eventi di piena, sia dal punto di vista ambientale, considerato l’utilizzo esclusivo di materiali e tecniche naturali, che prevedono da ultimo anche la plantumazione di nuove piante tipiche degli ambienti d’acqua.

EMILIA ROMAGNA: LOTTA AL DISSESTO IN VAL CEDRA

Lavori di regimazione idraulica, ripristino del corretto deflusso delle acque superficiali ed operazioni di messa in sicurezza di 2 importanti arterie stradali nel territorio della Val Cedra, in provincia di Parma: il Consorzio di bonifica Emilia Centrale (con sede a Reggio Emilia) ha portato a termine i capillari interventi a protezione dei territori dei comuni di Monchio delle Corti (regimazione acque superficiali nel comune di Monchio delle Corti, in cui è stato anche posto in sicurezza il piano viabile della strada di bonifica Valditacca-Passo Colla) e Palanzano (regimazione idraulica lungo il fosso delle Pianelle, in località Coloreto, a protezione della strada pubblica Vaestano-Ponte Enza).
I lavori sono stati finanziati con fondi della Protezione Civile Regione Emilia-Romagna per un importo pari a 110.000 euro.

MARCHE: LIBERATO FOSSO

Nuovo lavoro di manutenzione idraulica da parte del Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro): questa volta  ha coinvolto il territorio pesarese ed in particolare il Fosso Foglia 11, in località Strada dei Canneti.
Nel corso di un sopralluogo era risultato evidente che il corso d’acqua presentava l'ostruzione di diversi tratti della sezione di deflusso; la sponda sinistra, sopraelevata di quasi quattro metri rispetto all'alveo, era stata coinvolta da diversi fenomeni franosi superficiali, che avevano provocato la sedimentazione di terreno in alveo. Per questo, in occasione delle piogge, il fosso esondava.
I lavori hanno previsto la rimozione del materiale franato in alveo ed  il ripristino della regolare sezione di deflusso lungo un tratto di circa duecentosettanta metri.

PIEMONTE: NUOVA PASSONATA

È chiamata “passonata” e serve a proteggere le sponde dei corsi d’acqua; lungo il cavo Dassi, nel comune di Nibbia, l’ha realizzata l’Associazione Irrigazione Est Sesia (con sede a Novara).

TOSCANA: ALLEATI CONTRO ALLAGAMENTI

Dopo aver condiviso le attività di manutenzione dei corsi d’acqua da realizzare nei prossimi mesi, continua la stretta collaborazione tra il Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) ed il Comune di Terranuova Bracciolini per tenere sotto controllo le criticità idrauliche.
Il territorio terranuovese è stato sottoposto ad un’efficace attività di prevenzione: decine di chilometri di corsi d’acqua sono stati oggetto di manutenzione ordinaria. L’attività è partita a fine estate dal fiume principale, il Ciuffenna, dove è stata sistemata la cassa di espansione, in località Podere Steccato, per continuare poi lungo il tratto urbano dalla frazione della Penna fino all’immissione del torrente nell’Arno. Successivamente l’operazione di contenimento della vegetazione, monitoraggio delle opere e piccole sistemazioni idrauliche si è spostata sul Borro di Riofi delle Cave, sul Borro di Piantravigne e sul Borro di Renacciola; gli interventi hanno poi riguardato il Borro delle Ville ed alcuni tratti dei suoi affluenti, tra cui il Borro Farnibona e il Borro di Cavaloso.
Nell’ultimo step sono stati inseriti il Borro del Tasso ed il torrente Ascione con un affluente. L’attività dell’ente consortile si è rilevata fondamentale per la difesa del suolo pubblico, abbinata ai lavori di manutenzione e decoro urbano, condotti dall’Amministrazione Comunale.

LOMBARDIA: VILLORESI E NAVIGLI OCCIDENTALI SENZ’ACQUA PER LAVORI

E’ stato approvato, dal Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano),il calendario provvisorio delle “asciutte” 2021-2022 del reticolo idraulico.
Il calendario ha confermato sino ad inizio Aprile 2021 l’”asciugatura” totale (già in corso) del Canale Villoresi; previsto in autunno un ulteriore periodo di “asciutta” totale che interesserà, oltre al Villoresi, il Naviglio Grande e gli altri Navigli occidentali per l’esecuzione di alcuni importanti interventi di recupero spondale sovvenzionati.
Un aggiornamento della pianificazione delle lavorazioni necessarie ha permesso all’ente consortile di limitare l’asciutta totale primaverile nei Navigli Grande, Bereguardo e Pavese, definendo per un primo periodo un regime di “asciugatura” solo parziale: pertanto dal 25 Gennaio al 14 Febbraio nei Navigli occidentali avverrà esclusivamente una diminuzione dei livelli idrici; l’acqua verrà effettivamente tolta solo a partire dal prossimo 15 Febbraio e sino al termine del mese di marzo.

VENETO: CONSORZIO DI BONIFICA DIVENTA DIGITALE

La nuova app, realizzata dal Consorzio di bonifica Acque Risorgive (con sede a Venezia Mestre), mette a disposizione di tutti i cittadini, con un semplice tocco, i servizi gestiti dall’ente consortile: previsioni meteo aggiornate, notizie  costanti sui cantieri aperti in tutto il comprensorio formato da 52 comuni, informazioni e pagamenti online senza doversi recare agli sportelli; uno strumento digitale, semplice e intuitivo, scaricabile gratuitamente dagli app store di Apple e GooglePlay.
L’ente consorziale, per rendere più semplice l’utilizzo dell’applicazione Acque Risorgive, ha realizzato un video tutorial pubblicato sul canale YouTube (https://youtu.be/hVU5A7PV88U) che spiega in maniera divertente quali sono i servizi a disposizione dei consorziati.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
Sito internet: anbi.it - eMail: anbimail@tin.it

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