Anno XXII, n. 46 venerdì, 27 novembre 2020

OSSERVATORIO ANBI SULLE RISORSE IDRICHEI DATI CONFERMANO L’INARIDIMENTO DELLA DORSALE ADRIATICA AL SUD TORNANO LE PIOGGE, MA CREANO ANCHE DANNI

La tendenza era già emersa durante l’estate in Romagna, ma ora l’analisi dei dati indica che il rischio inaridimento, complice un andamento pluviometrico “a macchia di leopardo”, coinvolge l’intera dorsale adriatica dell’Italia Centrale, colpita da un significativo calo delle piogge: a dirlo è il report settimanale dell’ Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche. Sulle coste delle Marche, infatti, ad  Ottobre è piovuto il 25% in meno della media (in montagna, però, si registra +30% ed in collina si è nella norma) e se i fiumi Candigliano, Esino e Potenza registrano portate superiori al consueto, il Tronto è segnalato addirittura in secca! Stesso andamento si osserva in Abruzzo, dove il bilancio idro-climatico (la differenza tra precipitazioni ed evapotraspirazione) segna un deficit più evidente in prossimità della costa nelle province di Pescara e Chieti.
“E’ sempre più evidente – ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – la necessità di realizzare infrastrutture idrauliche, in grado di trasportare acqua da un territorio all’altro come dimostra l’esempio virtuoso del Canale Emiliano Romagnolo; la concentrazione localizzata delle piogge, conseguenza della crisi climatica, non solo penalizza l’agricoltura, ma rischia di incidere significativamente anche sull’economia turistica di località del litorale adriatico.”
In tutta l’Italia centro-settentrionale l’andamento sta indicando un calo generalizzato nelle portate dei fiumi (in controtendenza solo Savio e Reno in Emilia Romagna, Serchio in Toscana) e nei livelli dei principali laghi. Esemplare è la condizione del fiume Po, le cui portate sono dimezzate rispetto alla media ed in linea con quelle di  Luglio. Da segnalare che, nel Lazio, per la prima volta dalla grande siccità del 2017, il lago di Bracciano, da cui dipende parte dell’approvvigionamento idrico di Roma, segna un livello inferiore a quello dell’anno precedente (-136,5 sullo zero idrometrico contro -122 di un anno fa). La pioggia è finalmente tornata a cadere abbondante sul Sud Italia, riproponendo però il paradosso dei disagi al territorio dopo mesi di siccità. La situazione più grave si è registrata nella zona di Crotone dove, secondo i dati del Centro Funzionale Multirischi di ARPACAL (Agenzia Regionale per Protezione dell’Ambiente della Calabria), tra il 21 e 22 Novembre  sono caduti 331 millimetri d’acqua (quasi il triplo della media storica mensile indicata in mm. 115,7), comportando pesanti conseguenze sull’equilibrio idrogeologico.
“C’è una crescente fragilità dei territori di fronte alla crisi climatica, Per questo – ha annunciato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - i Consorzi di bonifica, forti di migliaia di convenzioni in essere con Comuni di tutta Italia, si sono ora proposti anche per la gestione dei principali corsi d’acqua. Mettiamo riconosciute capacità progettuali ed operative a servizio del nuovo modello Paese, che deve uscire da questo tempo sospeso.”
Le piogge hanno lenito il deficit idrico della Basilicata (ora ridotto a circa trenta milioni di metri cubi sul 2019), ma alcuni territori sono rimasti paradossalmente senza acqua potabile per l’eccessivo intorbidimento della risorsa trasportata dagli acquedotti. La situazione è migliorata anche in Puglia, i cui invasi trattengono ora quasi cinquantaquattro milioni di metri cubi d’acqua, pur rimanendo un deficit di oltre settanta milioni di metri cubi rispetto all’anno scorso (invaso di Occhito: – 58, 9 milioni di metri cubi). Infine la Campania, i cui fiumi (Sele, Volturno, Garigliano), oggi in progressivo calo, hanno comunque goduto della risalita dei livelli idrometrici per il ritorno delle piogge. Per quanto riguarda gli invasi, la diga di Piano della Rocca sul fiume Alento è riempita per  il 29% della capacità, in crescita sulla settimana precedente; anche la disponibilità idrica  dell’invaso di Conza della Campania sull’Ofanto è aumentata di circa cinque milioni di metri cubi, riducendo a quasi sette milioni di metri cubi, il gap sul 2019.
 

DOPO L’ALLUVIONE IN CALABRIAGARGANO: “DI FRONTE ALLE BOMBE D’ACQUA BISOGNA AUMENTARE LA RESILIENZA IDRAULICA DEI TERRITORI. I CONSORZI DI BONIFICA HANNO CAPACITA’ PROGETTUALE ED OPERATIVA PER CANDIDARSI A GESTIRE I FIUMI NELLE AREE URBANE”

INCONTRATO IL SOTTOSEGRETARIO, MORASSUT

“C’è un problema di evidente fragilità dei territori di fronte all’estremizzazione degli eventi atmosferici; in particolare,  la crescente e non di rado incontrollata cementificazione accentua i rischi per le aree urbane, attraversate  da corsi d’acqua, costretti all’interno di argini artificiali e bisognosi di una costante manutenzione,  che raramente le amministrazioni locali sono in grado di garantire. Forti delle positive esperienze sul fiume Arno in Toscana e sui Navigli in Lombardia, nonché delle migliaia di convenzioni in essere con Comuni sparsi lungo l’intera penisola, i Consorzi di bonifica possono oggi porsi come enti attuatori per la sistemazione anche delle grandi aste fluviali, secondo quanto previsto dalle Autorità di Bacino Distrettuale, ad iniziare dalla città di Roma, attraversata da 700 chilometri di corsi d’acqua e più volte minacciata, in tempi recenti, da criticità idrauliche.”
A lanciare la proposta è stato  Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, che ha incontrato il Sottosegretario all’Ambiente, Roberto Morassut, in visita alla centrale idrovora di Focene, gestita dal Consorzio di bonifica Litorale Nord (con sede a Roma) indispensabile per la sicurezza idraulica dell’aeroporto internazionale “Leonardo da Vinci”.
“ Gli abbiamo chiesto – ha proseguito il DG ANBI - di valutare l’opportunità di inserire i progetti esecutivi, già elaborati dai Consorzi di bonifica, nel nuovo Decreto Legge contro il dissesto; per la Calabria, ad esempio, per la riduzione del rischio idrogeologico da tempo proponiamo 85 interventi urgenti per un importo complessivo di circa 128 milioni di euro. Il nuovo DL, che introduce importanti meccanismi di semplificazione, potrà essere lo strumento per garantire, grazie anche ai Consorzi di bonifica, la sicurezza idrogeologica, necessaria per contrastare i mutamenti climatici, che mettono a rischio l’economia, il lavoro e in alcuni casi l’incolumità dei cittadini.”

                                                                             

FRIULI VENEZIA GIULIA: SICUREZZA IDRAULICA E IDROGEOLOGICA: OLTRE 10 MILIONI DI LAVORI

Oltre dieci milioni di euro per interventi finalizzati alla sicurezza idraulica e idrogeologica dei comuni di Latisana e Lignano Sabbiadoro: è la quota messa in campo dal Consorzio di bonifica Pianura Friulana (con sede in Udine) a difesa del territorio per opere di manutenzione, ampliamento, ristrutturazione e adeguamento.
Volti alla mitigazione del rischio idraulico nel comune di Latisana si stanno eseguendo interventi di manutenzione, finanziati con fondi (1.550.000 euro) del Commissario Delegato all’Emergenza, per l’adeguamento idraulico e la sistemazione del canale Latisanotta. Si è poi appena concluso l’intervento di mitigazione del rischio idraulico, lungo l’argine sinistro del fiume Tagliamento (finanziato per 5 milioni di euro sempre dal Commissario Delegato all’Emergenza), con il consolidamento e l’impermeabilizzazione dell’argine, in località Sabbionera. Sono stati completati i lavori di ristrutturazione ed ampliamento dell'impianto idrovoro Punta Tagliamento, in comune di Lignano Sabbiadoro, finanziati dalla Direzione Centrale Ambiente, per un importo di 3 milioni di euro; si è così potenziato l’impianto idrovoro, in Lignano Riviera, dalla precedente capacità di pompaggio pari a 2.300 litri al secondo a quella attuale, pari a l/s 3.700.
Sempre a Lignano, una parte del finanziamento, gestito dal Commissario Delegato all’Emergenza e destinato ai lavori di adeguamento degli impianti a scolo meccanico del comprensorio della bassa pianura friulana (importo: € 1.368.487,00), è stato impiegato in 2 siti: presso l’impianto idrovoro Campilunghi, dotato di un gruppo elettrogeno, che garantisce il funzionamento della struttura anche in assenza di fornitura elettrica dalla rete Enel e presso l’impianto di sollevamento d’emergenza a Palazzolo dello Stella, che è stato dotato di motopompa di sollevamento delle acque dalla roggia Velicogna. La Direzione Centrale Difesa Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile ha inoltre finanziato, per un importo di 100.000 euro, la progettazione per l’adeguamento dell’adduttrice principale dell’idrovora di Punta Tagliamento a Lignano Sabbiadoro, al fine di mitigare le criticità idrauliche ed i conseguenti allagamenti, che si verificano in occasione di precipitazioni intense, in particolare nelle zone di Lignano Pineta e Lignano Riviera. Sono inoltre in fase di completamento gli interventi delegati dal Comune di Latisana (su trasferimento fondi della Direzione Centrale Ambiente) per la manutenzione del reticolo minore, finalizzati al ripristino della funzionalità idraulica dei fossati lungo diverse vie del centro.

MILLE… E ANCORA MILLEDALL’APPENNINO E DAI CONSORZI DI BONIFICA UN MODELLO DI BUONA PRATICA PARTECIPATIVA PER LA MONTAGNA (E LA PIANURA)

Si chiama “Difesa Attiva Appennino” ed è una “buona pratica” per la sicurezza idrogeologica nelle aree montane; si tratta di un vero e proprio modello di partecipazione diretta, che coinvolge il Consorzio di bonifica Parmense (con sede nel capoluogo”ducale”), i Comuni del territorio montano e gli imprenditori agricoli, che lavorano in un’area disagiata anche per le difficoltà causate dai fenomeni di dissesto territoriale.
A renderla nota è stata ANBI, il cui Presidente, Francesco Vincenzi, ha puntualizzato: “E’ un esempio del nostro impegno per mantenere il presidio territoriale, garantito dalla presenza dell’uomo nei territori alti. La prevenzione dalle alluvioni in pianura nasce dalla manutenzione delle aree montane.”
Il progetto Difesa Attiva Appennino, nato per iniziativa dell’ente consortile nel 2012, ha ora festeggiato quota mille: sono un migliaio infatti gli interventi di sistemazione e regimazione idraulica, realizzati grazie ai bandi pubblicati da 31 Comuni in provincia di Parma e sono mille anche le aziende beneficiarie dei finanziamenti consorziali, che dal 2016 ammontano annualmente a circa 200.000 euro, raddoppiati rispetto al budget originale, riuscendo a coinvolgere così un maggior numero di imprese rurali.
L’ente consorziale, dopo aver ricevuto le graduatorie dei progetti richiesti dalle Amministrazioni locali, ne esamina la fattibilità ed alla conclusione dell’intervento, eseguito dagli imprenditori agricoli, ne verifica e monitora la funzionalità. Le tipologie di intervento più frequenti sono la realizzazione di opere drenanti,  il ripristino e la sistemazione della viabilità poderale e interpoderale, la regimazione del reticolo idrografico minore, il ripristino della funzionalità idraulica della rete scolante superficiale (canali a cielo aperto e cunette),  la costruzione di piccole opere drenanti, i lavori di risagomatura dei fossi, i drenaggi e le opere di sistemazione idraulica in aree demaniali.
“E’ questa, un’esperienza pilota di declinazione operativa dei principi di autogoverno e sussidiarietà alla base dell’azione dei Consorzi di bonifica ed irrigazione – precisa Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – E’ la testimonianza concreta di come microinterventi diffusi concorrano non solo alla salvaguardia idrogeologica di un territorio, ma trasformino un problema in promozione dell’economia locale.”
I 31 comuni del Parmense coinvolti nel progetto Difesa Attiva Appennino sono: Albareto, Bardi, Bedonia, Berceto, Bore, Borgo Val Di Taro, Calestano, Collecchio, Compiano, Corniglio, Felino, Fidenza, Fornovo Di Taro, Langhirano, Lesignano De’ Bagni, Medesano, Monchio Delle Corti, Montechiarugolo, Neviano Degli Arduini, Noceto, Pellegrino Parmense, Sala Baganza, Salsomaggiore Terme, Solignano, Terenzo, Tizzano Val Parma, Tornolo, Traversetolo, Valmozzola, Varano De’ Melegari, Varsi.

LOMBARDIA: GLI INTERVENTI DEL PIANO LOMBARDIA IN CAPO AL CONSORZIO

In Ottobre la Giunta Regionale della  Lombardia ha approvato un corposo programma di interventi urgenti e prioritari per la difesa del suolo e la mitigazione dei rischi idrogeologici del territorio per il periodo 2020-2022;  a seguire era stato formalizzato al Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano) il ruolo di ente attuatore di alcune opere ricomprese nella pianificazione biennale.
Queste ultime, dal valore di oltre quattro  milioni di euro, interessano il ripristino di cedimenti, il consolidamento e la risagomatura spondale e più in generale azioni manutentive per quanto riguarda i diversi torrenti ricompresi nel reticolo regionale: dal sistema delle Trobbie al Molgora ed alla Molgoretta, dal Bozzente al Lura, dal Garbogera alla rete minore afferente al fiume Lambro Meridionale nei territori di numerosi comuni (tra cui Masate, Gessate, Pessano con Bornago, Bellinzago Lombardo, Lainate, Rho, Usmate Velate, Limbiate, Senago per citarne alcuni). L’ente consortile sarà chiamato ad occuparsi delle progettazioni, dello svolgimento delle procedure di gara per l’affidamento dei lavori e della realizzazione delle opere nei tempi previsti.

EMILIA ROMAGNA: CORSA CONTRO TEMPO PER  TRAVERSA MINACCIATA DA EROSIONE  SECCHIA

E’ una vera e propria corsa contro il tempo per mettere in sicurezza l’area, consolidare gli argini e rendere stabile la Traversa San Michele, in prossimità della centrale idroelettrica interrata, che segna il confine tra le province di Reggio Emilia e Modena.
Il Consorzio di bonifica Emilia Centrale (con ede a Reggio Emilia), che gestisce l’opera sul fiume Secchia, aveva infatti operato migliorie strutturali all’indomani delle ultime piene ed il monitoraggio aveva consegnato un esito inaspettato che, a causa di un imponente cratere creato dall’erosione dei flussi d’acqua, palesava la necessità di intervenire al più presto per mettere in sicurezza l’importante l’infrastruttura. Il sollecito è stato immediatamente colto dalla Protezione Civile regionale e, grazie alfinanziamento per  400.000 euro, l’ente consortile ha progettato un intervento mirato, volto a proteggere la Traversa ed al contempo a consolidare l’argine, che separa l’alveo principale del fiume dalla cassa limitrofa.
Dirigenti tecnici responsabili ed imprese hanno effettuato un sopralluogo per verificare lo stato già avanzato dei lavori e l’insieme delle migliorie, che interesseranno tutta l’area, esprimendo unanime giudizio positivo. Le maestranze dell’ente consorziale stanno completando la ricostruzione della trave frontale, dello scivolo e della vasca; attualmente hanno terminato la parte anteriore, la paratoia di fondo e si apprestano ad intervenire a valle con l’uso di massi e porfido. Inoltre sulla Traversa viene realizzata una paratia in cemento armato per il contenimento dell’argine. L’ultimazione dei lavori richiederà ancora qualche giorno e l’auspicio è di poterli realizzare senza criticità ambientali, dovute ad abbondanti precipitazioni, che finora hanno inaspettatamente risparmiato il mese di novembre, ma che potrebbero cadere in egual misura rispetto alle medie passate anche nelle prossime settimane.

SARDEGNA: A RISCHIO EROGAZIONE IDRICA CAUSA MANCATI RISTORI IN FINANZIARIA REGIONALE

“La Giunta regionale non ha inserito nella prossima finanziaria i 19 milioni di euro, che i Consorzi di bonifica della Sardegna vantano nei confronti di Enas – Ente Acque della Sardegna per il ristoro dei costi energetici. I nostri enti ora rischiano il collasso finanziario e potrebbero interrompere nei prossimi giorni l'irrigazione nelle campagne, con conseguenze devastanti per l'agricoltura di tutta l'isola”: è questo l'allarme lanciato da ANBI Sardegna.
Negli scorsi mesi, ANBI ha scritto più volte alla Regione per sollevare il problema e segnalare il rischio di uno stop alle attività. Per gli enti consorziali già provati da oltre tre anni di mancati ristori, tale condizione è, infatti, diventata insostenibile e pregiudizievole della tenuta economica e finanziaria, tanto da precludere, in taluni casi, ogni tipo di programmazione per l’avvio della nuova stagione irrigua e pregiudicare anche l’erogazione di acqua potabile in diversi territori serviti oggi dagli impianti di pompaggio consortili. In media,  i 7 enti di bonifica della Sardegna spendono 8 milioni di euro all'anno per erogare l'acqua su 170.000 ettari infrastrutturati di territorio, con una rete di quasi dodicimila chilometri di condotte e 110 vasche di accumulo, 106 impianti di sollevamento, 16 idrovore.
Lo scorso 4 Agosto, nel corso di un incontro, era stato chiesto alla Regione Sardegna di trovare una soluzione definitiva al mancato ristoro dei costi energetici, sostenuti per l'erogazione dell'acqua irrigua in pressione, secondo quanto previsto dalla legge regionale 6 del 2008. Dopo tante interlocuzioni, però, nel bilancio regionale viene confermata la mancanza di risorse; ciò porterà come conseguenza all’impossibilità di erogare la risorsa idrica necessaria, con effetti pesanti sulle campagne sarde. “Chiediamo alla Giunta regionale”, scrive ANBI Sardegna in una nota, “di cambiare immediatamente rotta: ci dispiace che, oltre al danno economico, in questo modo non venga riconosciuto il nostro ruolo più ampio. I Consorzi per loro natura non sono meri distributori di acqua agli agricoltori, ma assolvono fin dalle origini a compiti ben più nobili e di interesse generale e ambientale. È arrivato il momento di valorizzare una risorsa presente in Sardegna soprattutto nell'ottica del Green New Deal”.

TOSCANA: VIA LE ALBERATURE PERICOLANTI

Grazie anche alle buone condizioni meteorologiche, l’intervento sul torrente  Caposelvi, a Montevarchi, viene ultimato dal Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno nei tempi preventivati: le alberature pericolanti, che minacciavano la sicurezza idraulica e l’incolumità dei passanti sono state rimosse. In 40 ore e con il supporto della piattaforma aerea, la squadra di operai ha messo in sicurezza l’area e il corso d’acqua dal rischio di schianti improvvisi, aggravato in questa stagione caratterizzata da piogge più intense e giornate ventose.
Proseguono intanto anche gli altri interventi programmati dall’ente consortile (con sede ad Arezzo) su tutto il territorio valdarnese; servono principalmente per eliminare alcune piante di grandi dimensioni, che per età, posizione e condizioni di salute, rischiano di trasformarsi in pericoli capaci di ostacolare  il regolare deflusso delle acque e di minacciare altre infrastrutture. Nel versante aretino toccherà a Cavriglia, dove gli operai dovranno abbattere un gigantesco pioppo, in precarie condizioni di stabilità, presente sul rio di Poggio, in località Poggio al Vento.

MARCHE: FOSSO MESSO IN SICUREZZA

Il Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro) ha appena terminato i lavori per la messa in sicurezza di un tratto del fosso denominato “Marecchia Conca 169”, in località Siepe Grande, nel comune di Sassofeltrio.
Nel corso di un sopralluogo, i tecnici consorziali avevano riscontrato che il canale risultava ostruito da una quantità abbondante di materiale vegetale e dalla presenza di alcuni alberi (pioppi neri e salici) in precarie condizioni nell’alveo. L’ente consortile è intervenuto lungo oltre novanta  metri di fosso, eliminando la vegetazione, che ostruiva il deflusso dell’acqua. Il materiale prelevato è stato posto in zona non soggetta ad esondazione.

TOSCANA: CHIANTI, ULTIMO SFALCIO

Il Consorzio di bonifica Medio Valdarno (con sede a Firenze) ha quasi completato, prima delle prevedibili piene invernali, le ultime manutenzioni stagionali (bacini dell’Ema, della Greve e della Pesa) mediante sfalcio della vegetazione, programmate perché sui tratti arginati, in presenza di opere e sistemazioni idrauliche e all’interno dei centri abitati, siano eseguiti almeno uno o più passaggi l’anno, tra la primavera e l’autunno. Il primo passaggio di sfalcio di solito avviene nel mese di giugno e il secondo nel mese di ottobre; in alcuni casi se ne fa solo uno in piena estate, in altri invece si aumenta la frequenza arrivando anche a 3 o 4 passaggi durante tutta la stagione.
La data precisa viene determinata soltanto nel corso dei sopralluoghi propedeutici, tenendo conto dell’effettivo stato vegetativo e quindi per rendere l’intervento il più efficace possibile. Il primo sfalcio, in ottemperenza alle direttive regionali sulla manutenzione dei corsi d’acqua, prevede l’esecuzione dello sfalcio solo su argini e loro pertinenze, lasciando vegetata una fascia di circa un metro a contatto con l’acqua. Il secondo o ultimo passaggio è invece generalmente più esteso e radicale, arrivando ad interessare anche l’intero alveo.

PIEMONTE: LAVORI

L’Associazione Irrigazione Est Sesia (con sede a Novara)  sta procedendo al rifacimento del rivestimento spondale, con cubi prefabbricati, del cavo San Rocchetto; la località dell’intervento è Sartirana.

VENETO: NUOVO TRATTO DI PISTA CICLABILE

Il Consorzio di bonifica Acque Risorgive (con sede a Venezia Mestre) ha recentemente completato il nuovo tratto della pista ciclabile sull’argine sinistro del fiume Tergola, che collega il centro del comune di Vigonza a Fiesso D'Artico per poi proseguire fino a Mira.
La realizzazione di questo nuovo tratto, lungo 2.800 metri, oltre a costituire un importante apporto per la mobilità “dolce” e favorire il contatto con la natura lungo un percorso di grande valore ambientale, assume una valenza particolare nell'ottica della mobilità sostenibile in linea con uno degli obbiettivi principali di Agenda 2030. Il costo dell’intervento è di 105.000 euro e la spesa è cofinanziata per 75.000 euro dal Comune di Vigonza.
Sempre in questi giorni, “Acque Risorgive” ha concluso i lavori per l'ultimo tratto della nuova ciclopedonale in destra Brenta tra San Vito e Stra, frutto di un progetto in compartecipazione tra la Provincia di Padova ed i Comuni di Vigonza e Noventa Padovana.

PUGLIA: PIU’ VALORE A PATRIMONIO FORESTALE

Ha avuto inizio un importante intervento nell’area forestale, limitrofa all’invaso di Occhito e che persegue  obbiettivi di messa in sicurezza, ricostituzione, riqualificazione boschiva di una parte della fascia forestale a prevalenza di conifere, in destra idraulica dell’invaso, realizzata negli anni  60’ per la salvaguardia del bacino dagli interrimenti e per la protezione idrogeologica delle sponde.
Si tratta di un progetto finanziato nell’ambito del P.S.R. (Piano Sviluppo Rurale) 2014-2020 della Regione Puglia ("Interventi di bonifica delle aree interessate da incendio ed altre calamità naturali")  e realizzato su fondi demaniali, concessi dal Consorzio di bonifica Capitanata (con sede a Foggia); i lavori, pertanto, sono svolti sotto la vigilanza dell'Area Agraria  dell’ente consortile. Gli interventi sono resi necessari per rimediare alle conseguenze  delle calamità naturali, che hanno causato la caduta al suolo di piante, i cui effetti a breve e lungo termine, oltre a degradare la risorsa boschiva esistente per la maggiore incidenza di fitopatie, costituiscono un pericolo per i visitatori e per gli operatori forestali.
Inoltre, le piante cadute, i tronconi e le ramaglie  accrescono il rischio di incendio e di altre calamità oltre ad  ostacolare il normale deflusso delle acque sui versanti più esposti alle intemperie. Di particolare interesse è l’introduzione di latifoglie autoctone, più resistenti e resilienti, che accresceranno il valore dell’area e ridaranno adeguata densità alla compagine boschiva del “bosco didattico”, già iscritto nell’apposito albo regionale.

EMILIA ROMAGNA: SULLE ELEZIONI CONSORTILI

Il Consorzio di bonifica Piacenza (con sede in città) ha preso atto della nota del Sottosegretario alla Presidenza della Giunta della Regione Emilia-Romagna, dove si riconferma che la compatibilità delle elezioni per il rinnovo degli organi consortili con l’andamento dell’epidemia da coronavirus è rimessa alla valutazione del Governo oppure in subordine della Regione o dei Comuni, così come la loro compatibilità con le misure contenute nel vigente DPCM (Decreto Presidenza Consiglio Ministri) del 3 Novembre 2020.
In attesa della conclusione delle indagini epidemiologiche, citate nella nota regionale e degli eventuali provvedimenti assunti dal Governo alla luce delle stesse, allo stato attuale l’ente consortile non può che proseguire nel compito previsto per legge di garantire il prescritto rinnovo dei componenti degli organi elettivi dell’amministrazione consortile.
L’indizione e lo svolgimento delle elezioni sono, infatti, atti obbligati dalla legge e dallo statuto e l’ente consorziale è tenuto a porre in essere le operazioni elettorali fino a diversa disposizione dell’Autorità; né la legge, né lo Statuto consentono viceversa al Consorzio di disporre autonomamente il rinvio delle elezioni, posticipando nel caso specifico la scadenza degli organi attualmente in carica fino alla fine dell’emergenza sanitaria.

VINCENZI E GARGANO  ON WEB

Il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, interverrà nella mattinata di martedi 1 Dicembre p.v. al webinar conclusivo del percorso di eccellenza ed  alternanza scuola-lavoro, frutto del Protocollo d’Intesa fra la Rete delle Scuole Agrarie del Triveneto ed ANBI Veneto, sul cui canale Youtube sarà trasmesso l’evento a partire dalle ore 10.30.
Il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, aprirà, invece, venerdì 4 Dicembre p.v., la sessione pomeridiana del web-meeting “Contratti di Fiume (CdF) come strumento per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambiti locali e a elevato valore naturalistico”, organizzato nell’ambito dell’Agenda Preliminare Verso il Contratto di Fiume del Rio Posada.    

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
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