Anno XXII, n. 44 venerdì, 13 novembre 2020

OSSERVATORIO ANBI SULLE RISORSE IDRICHE: PUGLIA, BASILICATA E SICILIA RISCHIANO IL LOCKDOWN IRRIGUO. IL SUD ITALIA È ORMAI ZONA ROSSA PER LE RISERVE IDRICHE

“I dati dei nostri rilevamenti dimostrano, settimana dopo settimana, l’urgenza di infrastrutturare il territorio italiano, idricamente sempre più diversificato: non solo bisogna realizzare nuovi invasi ed efficientare quelli esistenti, ma è necessario creare le condizioni per trasferire risorse idriche fra zone vicine, anche superando i confini regionali”: Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, ha commentato così l’aggravarsi del trend costantemente segnalato dall’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.
Ad essere in “zona rossa” sono le regioni meridionali dove, alla conclamata crisi idrica di Puglia (-77,18 milioni di metri  cubi rispetto al 2019) e Basilicata (-35,97 milioni di metri cubi sull’anno scorso), si aggiunge la Sicilia su cui, in Ottobre, sono caduti solo 44,71 millimetri di pioggia (l’anno scorso erano stati mm. 99.54), accentuando la crisi delle disponibilità idriche, calate di oltre 42 milioni di metri cubi in un mese e registrando un deficit di quasi 86 milioni di metri cubi nel confronto con le riserve d’acqua, presenti lo scorso anno.
Nonostante le ancora confortanti riserve idriche trattenute nei bacini (l’invaso di Sant’Anna sul fiume Tacito è al top del recente quadriennio), la carenza di piogge, molto accentuata nelle province di Catanzaro e Crotone, sta creando allarme fra gli agricoltori calabresi, preoccupati soprattutto per la situazione dei pascoli nelle aree interne.
Anche in Campania, la tendenza segnalata dagli idrometri è quella di una discesa dei livelli idrici nei fiumi per la mancanza di piogge recenti: i valori di Sele, Volturno e Garigliano sono inferiori rispetto alle medie dell’ultimo quadriennio. Per quanto riguarda gli invasi, la diga di Piano della Rocca, sul fiume Alento, è attestata a 6,6 milioni di metri cubi (26% della capacità), mentre l’invaso di Conza della Campania, sull’Ofanto, presenta un deficit consistente (quasi 6,4 milioni di metri cubi d’acqua) rispetto ad un anno fa.
Portate inferiori allo scorso anno anche per i fiumi laziali (Tevere, Liri-Garigliano, Sacco), mentre le altezze idrometriche dei bacini (Bracciano, Nemi, Elvella) sono in media; il bacino di Penne, in Abruzzo, registra invece i valori minimi (730.000 metri cubi) dal 2017. Restando nell’Italia Centrale, va segnalato un Ottobre particolarmente piovoso in Umbria (mm. 123,6; l’anno scorso erano stati mm. 20,3!) e di cui ha goduto la diga Marroggia, i cui livelli sono raddoppiati rispetto all’anno scorso, trattenendo 2,54 milioni di metri cubi d’acqua, cioè la metà della capacità d’invaso.
Non va altrettanto bene nelle Marche, le cui disponibilità idriche sono al minimo dal 2017, mentre continuano a segnare un dato positivo i bacini della Sardegna (complessivamente 1.066,38 milioni di metri cubi, una quantità inferiore solo al 2018 negli anni scorsi).
Risalendo la Penisola, sono tutti sotto media i fiumi dell’Emilia Romagna (Trebbia, Taro, Savio, Reno, Secchia), mentre resta confortante la disponibilità idrica dagli invasi piacentini (Mignano e Molato). In calo e dimezzate rispetto allo scorso anno sono anche le portate del fiume Po, così come di molti corsi d’acqua piemontesi (Dora Baltea, Pesio, Stura di Lanzo,Tanaro). Inferiori allo scorso anno, ma superiori alla media storica sono invece le portate dei fiumi veneti (Adige, Bacchiglione, Livenza, Piave, Brenta) con i bacini montani, che trattengono ancora oltre la metà del volume invasabile, grazie ad un Ottobre, che ha registrato un +54% rispetto alla media delle precipitazioni. Infine, i grandi laghi del Nord sono tutti abbondantemente sopra media con i livelli del lago Maggiore, che ormai lambiscono le zone più basse.
“La fotografia, che emerge dai nostri dati –  ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – è quella di un Paese sempre più differenziato dal punto di vista idrico che, utilizzando una simbologia corrente, va dal verde del Veneto al rosso delle regioni meridionali a rischio di lockdown irriguo. Si è appena conclusa una stagione agricola idricamente difficile in Puglia, Basilicata e Sicilia; la speranza è che la stagione autunno-vernina porti le attese precipitazioni, evitando al contempo possibili conseguenze idrogeologiche su un terreno inaridito. Ad essere a rischio è il fiorente settore primario dell’Italia meridionale, messo in difficoltà da una crisi climatica, al cui incedere non corrisponde altrettanta velocità di risposte per incrementare la resilienza dei territori.”

ANBI: SPERIMENTAZIONE INTERNAZIONALE NEI CONSORZI DI BONIFICA

ARRICCHIMENTO ORGANICO DEI TERRENI PER CONTRASTARE IL RISCHIO IDROGEOLOGICO DI FRONTE AI  CAMBIAMENTI CLIMATICI

È l’apporto di sostanza organica in terreni ormai impoveriti, una delle nuove frontiere della ricerca promossa da ANBI. Per iniziativa dei Consorzi di bonifica Burana (con sede a Modena) ed Emilia Centrale (con sede a Reggio Emilia), un progetto di calibro europeo è in corso sull’ Appennino emiliano tra le province di Parma, Reggio Emilia e Modena; si chiama Life AgriCOlture e coinvolge 15 aziende impegnate a  verificare come, attraverso buone pratiche (regimazioni idrauliche, miglioramento della foraggicoltura e della gestione della sostanza organica nel settore zootecnico) sia possibile contenere i costi di produzione e stoccare l’anidride carbonica nel terreno, garantendo una più efficace azione di difesa del suolo.
"E’ una sfida importante, che coinvolge anche Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano e Centro Ricerche Produzioni Animali, nell’ambito della transizione ecologica europea, di cui devono essere protagoniste le aziende agricole unitamente a cittadini, istituzioni, mondo produttivo. Da tempo – ha precisato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – siamo impegnati nella ricerca di  soluzioni per arricchire i terreni con sostanza organica, utile anche a trattenere le acque di pioggia;  suoli impoveriti e crescente desertificazione sono fenomeni conclamati  in alcune zone del Paese, contribuendo all’abbandono dei terreni agricoli.”
L’incremento della sostanza organica nei terreni, attraverso l'impiego di tecniche agronomiche sostenibili, è fondamentale non solo per la fertilità, ma anche per valorizzazione del paesaggio e la salvaguardia idrogeologica del territorio; per questo, il Consorzio di bonifica Veneto Orientale (con sedea San Donà di Piave, in provincia di Venezia), insieme all’Università di Padova, è impegnato nel progetto sperimentale TerritoriBio (Territori e Reti Rurali per Innovazioni Tecniche e Organizzative Rivolte a Imprese Biologiche) finalizzato a promuovere un'agricoltura 4.0 a partire dai fabbisogni riscontrati in aziende agricole, sia biologiche che convenzionali, presenti sui Colli Euganei e nel veneziano. In questo quadro, grandi sono le potenzialità  delle colture di copertura, meglio note come “cover crops”, seminate nei periodi, in cui il terreno non sta ospitando colture da reddito ed  utili ad aumentare i servizi ecosistemici, promossi dall’agricoltura a servizio dell’ambiente.
L’attività in corso sta analizzando l’effetto dell’apporto di differenti matrici organiche e dell’impiego di “cover crops” sulla capacità di ritenzione idrica del terreno,  volano fondamentale nell’ assorbimento delle acque in eccesso. Allo stesso tempo, trattenere le acque consente di aumentare la riserva idrica nei suoli, migliorando la capacità di resistenza delle coltivazioni ai periodi di scarse  precipitazioni. Obbiettivo della ricerca è quindi individuare nuovi sistemi di gestione agronomica con evidenti esternalità verso la tutela del territorio e la salvaguardia ambientale.
“Numeri alla mano – ha affermato Maurizio Borin, docente Ateneo patavino - è dimostrato come un piccolo incremento di sostanza organica su scala planetaria possa avere effetti considerevoli in termini di mitigazione dei cambiamenti climatici.”
“Progetti come Life AgriCOlture e SOILBANK – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – testimoniano  il concreto impegno dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, attraverso la ricerca, nella sfida ai cambiamenti climatici, cruciali per il futuro del Pianeta.”

IN PUGLIA, LAUREA HONORIS CAUSA ALLA DIGA DI OCCHITO: COMPLETATO IL COLLAUDO DOPO OLTRE MEZZO SECOLO DI ONORATO SERVIZIO!

VINCENZI: “L’ITALIA NON PUO’ PERMETTERSI QUESTI TEMPI !!!”

Dopo un lunghissimo iter approvativo, durato 56 anni, l’apposita commissione  ha finalmente emesso il certificato di collaudo della diga di Occhito, realizzata fra il 1958 e il 1966 in comune di Carlantino nel foggiano,  per la raccolta e la regolazione, ai fini irrigui, delle acque del fiume Fortore.
Il collaudo venne disposto durante la costruzione dell’opera nel 1964 e la notevole durata della sperimentazione è stata causata  da problemi tecnici, riguardanti inizialmente la funzionalità dello scarico di superficie (danneggiato da eventi di piena)  e poi di quello di fondo (interessato da interrimenti) oltre ad un lungo periodo intermedio di controlli strumentali e di scarsi afflussi. Nel frattempo, la diga, un’opera ingegneristica di vitale importanza per tutta la provincia di Foggia, ha subito alluvioni e terremoti, continuamente monitorata e mantenuta in esercizio.
Ora la commissione di collaudo, dopo aver esaminato ogni aspetto, è giunta al convincimento che lo sbarramento “presenta un comportamento sostanzialmente regolare, non essendo emersi, allo stato, elementi indicativi di anomalie di una qualche rilevanza, capaci di incidere negativamente sulle sue attuali condizioni di sicurezza”.
“La gestione dei grandi invasi – ha spiegato il Presidente Consorzio di bonifica Capitanata (con sede a Foggia), Giuseppe De Filippo - necessita un’attenzione continua da parte delle Istituzioni per il finanziamento degli interventi di manutenzione. Sarà quindi impegno del Consorzio continuare a rappresentare questa esigenza nelle sedi competenti, accanto alla richiesta di completamento degli schemi idrici e alla realizzazione di nuove infrastrutture.”
“Non abbiamo dubbi sul rispetto delle normative di legge, ma oltre mezzo secolo per dare il definitivo via libera ad un’opera, per altro già in esercizio e fondamentale per lo sviluppo del territorio, ben illustra la nostra richiesta di superare evidenti farraginosità burocratiche – ha precisato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI -  Basti pensare che in Italia ci sono ben 16 bacini in attesa di essere completati e per i quali abbiamo già progetti definitivi ed esecutivi; l’ultimazione di tali opere, con un investimento di circa quattrocentocinquantuno milioni di euro, creerebbe quasi duemilatrecento posti di lavoro ed aumenterebbe le disponibilità idriche del Paese con oltre novantasei milioni di metri cubi.”
“Non solo – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – Ci sono 90 bacini, la cui capacità è limitata di quasi l’11%, perché interriti dalla presenza di oltre settantadue milioni di metri cubi di sedime, conseguenza di anni di mancata manutenzione. Escavarli per riportarli alle quote originali necessita, secondo i progetti redatti dai Consorzi di bonifica ed irrigazione, di circa duecentonovantuno  milioni di euro, garantendo oltre duemiladuecentocinquanta posti di lavoro, ma soprattutto aumentando la capacità complessiva  di invaso per oltre seicentonovantasette  milioni di metri cubi.”
“Con l’approvazione degli atti di collaudo – ha concluso il Direttore Generale dell’ente consorziale, Francesco Santoro - la diga di Occhito inizia ora il cosiddetto regolare esercizio, durante il quale si dovrà assicurare una costante attività di monitoraggio e  manutenzione, nonché  l’approfondimento dello studio del comportamento dell’opera, condotto sulla base dell’evoluzione tecnico-scientifica e dell’adeguamento normativo.”

                                                                     

EMILIA ROMAGNA: CONFERENZA DELLA MONTAGNA 2020, RECORD DI INTERVENTI ED OPERE

Seicentonovanta interventi realizzati nel territorio montano per la sicurezza e lo sviluppo dell’Appennino, su cui pesa costantemente il macigno del fenomeno del dissesto idrogeologico: è questo il bilancio 2019 delle attività di difesa e salvaguardia delle terre alte presentato, come ogni anno, nel corso della  Conferenza della Montagna 2020, cioè l’analisi approfondita dei lavori e delle opere concretizzate dai Consorzi di bonifica, grazie al quotidiano lavoro degli addetti in queste aree spesso sfavorite dalle avverse condizioni ambientali.
Questo check complessivo di quanto stagionalmente eseguito dai 7 enti consortii regionali prese vita nel 2013, quando Regione Emilia Romagna, ANBI Emilia Romagna ed U.N.C.E.M. (Unione Nazionale Comunità ed Enti Montani) Emilia Romagna  decisero di sottoscrivere un vero e proprio accordo (in attuazione di una legge regionale) in grado di proiettare un fedele monitoraggio degli interventi, con cui li enti consortili reinvestono le loro economie e finanziamenti; tali somme per il 2019, anno al centro del focus dell’incontro, si confermano superiori a quanto derivato dai contributi dei consorziati in quelle aree. Infatti, a fronte di oltre diciannove milioni e mezzo di euro introitati, ben 21.049.000 euro sono stati restituiti nell’immediato al territorio montano sotto forma di progettazione, manutenzione ed esecuzione di lavori. Va considerato altresì che il valore consolidato a scala regionale degli investimenti delle Bonifiche nel 2019 si attesta al 77,96%  rispetto ai contributi consortili montani, ma che la ricaduta territoriale complessiva in queste aree, con ulteriori investimenti di altri enti per mezzo dei Consorzi, arriva al 109%.
“Un risultato davvero di rilievo – ha commentato il presidente ANBI ER, Massimiliano Pederzoli – senza trascurare che  in futuro  potrà subire alcune oscillazioni anche in funzione dei tempi di autorizzazione, eventuali cofinanziamenti e altri fattori che non necessariamente dipendono dalla volontà dei Consorzi.”
“Nel 2019 è stato raggiunto un risultato senza precedenti, a tutto vantaggio dell’Appennino e di chi lo vive – hanno affermato Irene Priolo, Barbara Lori e Alessio Mammi, rispettivamente Assessori Ambiente, Montagna ed Agricoltura di Regione Emilia Romagna - E’ l’esito del prezioso lavoro di squadra tra Regione, Consorzi ed Unioni di Comuni che, con una scelta lungimirante, ha permesso di reinvestire nella sicurezza della montagna quasi il 78% delle risorse del tributo di bonifica raccolto in questo territorio.”
Soddisfatto anche il presidente di U.N.C.E.M., Giovanni Battista Pasini "C’è maggiore consapevolezza ed efficacia, un cambio di impostazione che non è stato semplice, ma che ha garantito un risultato che non ha eguali in Italia e che i cittadini dei comprensori montani apprezzano. Nel nostro Paese, in cui si interviene quasi sempre in emergenza, occorre un cambio di paradigma, operando in prevenzione per una migliore salvaguardia dei territori; per questo abbiamo chiesto alla Regione Emilia Romagna la possibilità di prevedere un finanziamento di 10 milioni annui proprio in questa direzione."
La Conferenza della Montagna 2020  si è svolta quest’anno on-line dalla sede di ANBI ER a Bologna; nell’occasione sono state presentate anche 2 “case history” virtuose di attività in montagna: quelle del Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città del Teatro Regio”) e quello del Consorzio di bonifica Burana (con sede a Modena).

CAMPANIA: ASSESSORE IN VISITA

C’è bisogno di una maggiore attenzione nei confronti dei Consorzi di bonifica e di investimenti significativi per la difesa del territorio: è  quanto chiesto dal Consorzio di bonifica Destra Sele (con sede a Salerno) e da ANBI Campania all'Assessore Agricoltura Regione Campania, Nicola Caputo, in visita all'idrovora Aversana di Eboli, dove  è rimasto particolarmente colpito dall'innovativa sala controllo dell’impianto, che monitora tutto il territorio (circa ventiquattromila ettari) di competenza consortile.
Nell’occasione è stato ribadito che la struttura è a disposizione di Protezione Civile e Regione Campania per la manutenzione e la difesa del territorio. Il “Destra Sele” è un ente modello  in materia di irrigazione, prevenzione del rischio idrogeologico, tutela ambientale ed energie rinnovabili con circa settecentomila euro di energia, prodotti ogni anno. Non a caso, nel 2020 la riduzione delle bollette per la bonifica e l’irrigazione è stato di un ulteriore 10% rispetto agli anni precedenti; tale traguardo è stato reso possibile, grazie ad una serie di economie di gestione ed alla piena operatività degli impianti energetici.
A conti fatti, gli 11.000 consorziati sopportano un onere di bilancio, pari mediamente a 0,65 centesimi al giorno, meno di un caffè al giorno. Pienamente operative sono già le turbine idroelettriche in località Pescara e Ferro Faone, il campo fotovoltaico ad Eboli e l’annesso impianto eolico: strutture, che consentono la sostenibilità ambientale ed energetica dell’ente consorziale, che ha anche ricevuto, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, 10 milioni di euro per la manutenzione straordinaria della diga di Persano, finalizzata ad  incrementare la sicurezza idraulica. Tutti gli impianti irrigui sono stati rimodernati con l’acquisizione di investimenti statali e comunitari (oltre cento milioni di euro) per la ristrutturazione degli impianti obsoleti.
L’ente consortile ha dato vita ad un’importante attività di progettazione, che ha portato ad una ristrutturazione totale degli impianti, consentendo così di aumentare volumi d’acqua e pressione agli agricoltori, riducendo i costi energetici e manutentivi.

LOMBARDIA: GIORNATA DEL RINGRAZIAMENTO, L’ACQUA VITALE PER L’AGRICOLTURA

La Giornata nazionale del Ringraziamento, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana, è ruotata quest’anno attorno al tema “L’acqua, benedizione della Terra”.
A sottolinearlo nella propria newsletter è stato il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano): le Sacre Scritture sottolineano la centralità dell’acqua tra i doni più preziosi fatti da Dio all’uomo. L’acqua, che purifica, è sinonimo di vita, determinante per la pratica dell’agricoltura, che da essa dipende e al tempo stesso per tutelare gli ecosistemi terrestri ed acquatici. La sempre inferiore disponibilità idrica ed i frequenti periodi di siccità, originati dai cambiamenti climatici in corso, rappresentano problematiche preoccupanti per l’umanità.
Alla luce di ciò diventa prioritario limitare gli sprechi d’acqua ed ottimizzarne i consumi, investire nei suoi riutilizzi, attraverso programmi di lungo periodo, sulla via dell’auspicato raggiungimento di un’agricoltura sostenibile. La storia della Chiesa è arricchita anche dall’encomiabile lavoro di bonifica idraulica, compiuto nei secoli dagli ordini monastici all’insegna di una concezione dell’acqua come bene collettivo.
Un libero e garantito accesso all’acqua per tutti gli uomini, al riparo da concezioni utilitaristiche o mercantilistiche che vorrebbero imporre ingiustificabili privatizzazioni, costituisce un’esigenza di giustizia sociale imprescindibile. “L’acqua è vitale per l’agricoltura; è anche vitale per la vita” come ha detto Papa Francesco all’Angelus.

VENETO: LAGHETTO ANTI MUTAMENTI CLIMATICI

Il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta (con sede a San Bonifacio, in provincia di Verona) ha realizzato a Schio, in località Giavenale, un laghetto della capacità di 2.200 metri cubi d’acqua, avente valenza ambientale, irrigua e di mitigazione del rischio idraulico.
Il bacino, alimentato con le  acque del torrente Leogra e rivestito da una geomembrana, funge infatti da bacino di laminazione per la raccolta dell’acqua, risparmiando danni, in caso di forti precipitazioni, alla zona residenziale di Marano Vicentino. In caso di prolungati periodi di siccità, il rilascio dell’acqua fornisce irrigazione di soccorso strutturata per le aziende agricole della zona a valle. Il bacino, infine, ha un’importante valenza nel preservare la biodiversità, ospitando pesci, specie anfibie ed uccelli.

TOSCANA: TAGLIO SPETTACOLARE  PER LA SICUREZZA IDRAULICA

La gravità delle condizioni è stata confermata con l’abbattimento: all’interno, il tronco risultava completamente marcio; il grande pioppo affacciato sul Borro del Quercio, a San Giovanni Valdarno, rappresentava quindi una minaccia per la sicurezza idraulica e la pubblica incolumità.
Se ne sono accorti i tecnici del Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) che, durante un recente sopralluogo, hanno intuito il pericolo nascosto dentro la corteccia e tra i rami dell’imponente alberatura collocata, tra l’altro, in un punto cruciale e delicato. Immediata la decisione di rimuoverla.
L’operazione, tutt’altro che semplice, ha richiesto l’intervento di una piattaforma aerea e di operai specializzati rimasti all’opera per diverse ore. Diversi sono i tagli pianificati e realizzati in questi giorni dall’ente consortile, che ha rimosso alberature pericolanti in alcuni comuni della vallata, sia nel versante aretino che fiorentino.

PIEMONTE: I CANTIERI PROCEDONO

In questi giorni, l’Associazione Irrigazione Est Sesia (con sede a Novara) sta procedendo alla pulizia idraulica dell’alveo del torrente Cervo ed alla costruzione di un argine artificiale, così da poter deviare il corso dell’acqua e lavorare sul pilone danneggiato dall’alluvione, esattamente come si fece durante la fase di costruzione 157 anni fa.
Si sta procedendo anche alla rimozione delle piante e dei detriti dalla roggia Gamarra, nei pressi della frazione Scavarda, in comune di Vinzaglio.
Infine, dopo aver eseguito la pulizia dell’alveo del torrente Terdoppio, il personale dell’ente consortile come ogni anno sta controllando, pulendo e risigillando i giunti e ripristinando gli intonaci ammalorati sul ponte canale, in granito rosa di Baveno, del naviglio Langosco sul torrente Terdoppio a Vigevano, in località cascina Rometta.

EMILIA ROMAGNA: SISTEMAZIONE STRADALE IDROGEOLOGICA

Ancora un intervento del Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città ducale”) nel territorio montano della provincia: l’ente consortile ha terminato i lavori di sistemazione idrogeologica della strada “Aione-Fondovalle Stirone”, nel comune di Pellegrino Parmense.
Le maestranze consortili sono intervenute sulla pavimentazione della carreggiata, che risultava in parte compromessa, eseguendo la pulitura delle banchine e delle scarpate, oltre all'apertura ed alla sistemazione delle cunette stradali; il piano viario, deformato a causa del dissesto, è stato inoltre risagomato.

TOSCANA: SI INTERVIENE SU UN TORRENTE AD ALTO RISCHIO

Procedono speditamente i lavori di sistemazione di lunghi tratti del torrente Turrite, che il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca) sta eseguendo su finanziamento del Ministero dell’Ambiente (oltre ottocentomila euro) e che prevede di terminare per il prossimo mese di febbraio.
Si tratta di una serie di sistemazioni dell’alveo a valle dell’abitato di Gallicano, in Garfagnana, e che fu teatro, in passato, di numerosi eventi alluvionali, dovuti alle forti oscillazioni di livello del corso d’acqua, che trae alimentazione dalle Alpi Apuane. A monte del torrente, la diga gestita da Enel svolge una funzione di regolazione delle portate e anche di raccolta di detriti e materiale alluvionale, ma col passare del tempo il Turrite ha rivelato diverse criticità, che hanno reso necessaria questa prima serie di interventi. I rilievi sulla salute del corso d’acqua, eseguiti nel 2015, mostrarono argini in parte erosi nella parte più bassa, quella vicina all’acqua; proprio sui tratti più delicati e critici si concentrano le attività in corso, che puntano a ridurre il rischio idrogeologico ed a consolidare il versante destro, che sostiene la strada provinciale.
A sinistra del torrente sono già visibili le grandi scogliere costruite in massi naturali; sono terminati anche i lavori di riprofilatura di un tratto dell’alveo, che nel tempo era stato invaso da accumulo di materiale ghiaioso, trasportato dalla corrente. L’intervento, che l’ente consortile prevede di ultimare entro pochi mesi, sarà completato da ulteriori scogliere sul lato destro e da opere di rinforzo del versante, laddove si registrano le pendenze maggiori.
Le sommità dei lavori saranno rinverdite con palificate in legname, una tecnica di ingegneria naturalistica, che consente di integrare le nuove opere nel contesto ambientale esistente.  I lavori in atto sono un primo stralcio del progetto generale, che prende in considerazione l’intero corso d’acqua.

VENETO: INTERVENTI SUL TERRITORIO

Il Consorzio di bonifica Brenta (con sede a  Cittadella, in provincia di Padova) ha operato nel comune di Colceresa, provvedendo alla sostituzione del ponte sul torrente Ponterone.
Il ponte produceva un sensibile restringimento dell’alveo . I lavori eseguiti hanno previsto la rimozione del precedente manufatto e la sua ricostruzione. L’intervento è il risultato della collaborazione tra l’ente consortile ed il Comune di Colceresa per un importo di 52.200 euro. Lavori  hanno interessato anche il territorio di Grumolo delle Abbadesse con il tamponamento della roggia Tergola in località Sarmego.
La roggia Tergola è un canale, che permette di irrigare campagne principalmente coltivate a riso; perciò, nel periodo irriguo, questi canali rimangono sempre invasati, creando l’habitat ideale per le nutrie, che continuano a indebolire l’argine fino a comportarne la loro rottura.
Al proposito è già pronta una soluzione progettuale definitiva, alla quale è necessario un finanziamento pubblico.

MARCHE: CONTINUA MANUTENZIONE DEI FOSSI

La manutenzione dei fossi è tra le attività del Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro), che continua la sua opera per garantire un corretto deflusso lungo i corsi d’acqua di competenza.
Ecco, quindi, che recentemente è finito, sotto la lente, il fosso Chienti 1100, in località Valle nel comune di Macerata: qui il problema riguardava soprattutto un’ostruzione fluviale, dovuta ad alcuni depositi terrosi ed all’eccessiva vegetazione; dal sopralluogo è poi  emersa anche la necessità di rimuovere materiale di un vecchio passaggio stradale, oggi in disuso.
Quindi gli operai sono intervenuti con la trinciatura degli arbusti in eccesso e con l’abbattimento di alcune piante di alto fusto all’interno dell’alveo (ovviamente tutte specie non protette), perchè in condizioni precarie di vegetazione. A questo ha fatto seguito sia la risagomatura del corso d’acqua sia l’espurgo dell’alveo.

EMILIA ROMAGNA: PIÙ EFFICIENZA IRRIGUA E BENEFICI PER IL PAESAGGIO

Un intervento da 65.000 euro per il miglioramento dell’efficienza irrigua  e che garantirà anche ripercussioni positive sotto il profilo paesaggistico: il Consorzio di bonifica Emilia Centrale (con sede a Reggio Emilia) ha terminato i lavori di tombamento del condotto irriguo Canaletta Sparate, nel Comune di Fabbrico; la Canaletta Sparate ha origine dal canale Pia e termina nel fosso Piane per una lunghezza complessiva di oltre due chilometri.
L’intervento ha visto la sostituzione dell’attuale canaletta in cemento armato, ormai degradata, con una tubazione in pvc; il condotto irriguo vedrà così una notevole riduzione delle perdite ed un beneficio sotto il profilo paesaggistico con l’eliminazione di manufatti impattanti a livello visivo.

FRIULI VENEZIA GIULIA: AGGIUDICATA GARA  D’APPALTO

Lungo il fiume Tagliamento partiranno a breve i lavori, a cura del Consorzio di bonifica Pianura Friulana (con sede ad Udine), di consolidamento e adeguamento delle arginature in corrispondenza del ponte di Braulins, nei comuni di Gemona, Osoppo e Trasaghis; l'importo del progetto è di 1.150.000 euro.
L’intervento, in sponda destra e sinistra del fiume, prevede il consolidamento e l'innalzamento degli argini di 70 centimetri, la realizzazione di nuove opere (scogliere, pavimentazioni, rivestimenti di paramenti murari) ed il rinforzo di quelle esistenti (sostituzione di ringhiere e parapetti lungo alcuni tratti di strada).
In corrispondenza dell’abitato di Braulins erano infatti state rilevate altezze d’argine non adeguate alle massime delle piene centenarie attese.

VENETO: PROSSIMI INTERVENTI DI EFFICIENTAMENTO IRRIGUO

Il Consorzio di bonifica Bacchiglione (con sede a Padova) ha completato le procedure di appalto per gli interventi di “Ottimizzazione della gestione delle acque irrigue della Riviera del Brenta”, finanziati dal Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali, tramite il Piano Sviluppo Rurale Nazionale, per un importo di € 4.550.000,00. Il piano si articola in 27 interventi idraulici, che permetteranno un risparmio dell’acqua ad uso irriguo su 5.250 ettari di campagna, in 7 comuni: Campagna Lupia, Campolongo Maggiore, Camponogara, Dolo, Fossò, Stra, Piove di Sacco.
In sintesi, il progetto prevede l’adeguamento, mediante automazione e telecontrollo, di manufatti di regolazion, dotati di paratoie lungo i canali consortili, ma anche la realizzazione di aree umide in grado di bacinizzare le acque, in caso di forti piogge. Proprio in relazione alla necessità di invasare acqua, favorendo la sicurezza idraulica, è da segnalare la realizzazione di un’area umida di circa quattro ettari in zona demaniale del territorio comunale di Dolo, in grado di raccogliere fino a quarantamila metri cubi d’acqua.
Tali interventi si presentano come fondamentali per mitigare gli effetti dei sempre più lunghi periodi siccitosi, ingenerati dai mutamenti climatici: il risparmio previsto è, infatti, di 3 milioni di metri cubi d’acqua, pari al 30% della risorsa utilizzata oggi.

SARDEGNA: IN ARRIVO CONTRIBUTO PER LA RIMOZIONE DELLE CONDOTTE IN AMIANTO

Contributi sono stati assegnati dalla Regione Sardegna ai Consorzi di bonifica Nord Sardegna (con sede ad Ozieri,  in provincia di Sassari) e Gallura (con sede ad Arzachena, sempre nel sassarese) per implementare le risorse necessarie alla manutenzione ed al rinnovamento delle condotte, che alimentano gli interi comprensori; nello specifico, serviranno alla rimozione ed allo smaltimento delle condotte in amianto, lungo una rete idrica complessivamente di circa quattrocentonovantacinque chilometri.
Le risorse arrivano dal Piano regionale di Protezione, Decontaminazione, Smaltimento e Bonifica dell’Ambiente dall’Amianto e sono state assegnate in base all’estensione chilometrica delle condotte.

GARGANO A CONVEGNO INTERNAZIONALE CUEMYC

Il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, interverrà nel pomeriggio di  martedì 17 Novembre p.v. al V Congreso Internacional para el Estudio de la Mediacion y el Conflicto, co-organizzato dall’Università di Cagliari. La sessione si terrà sulla piattaforma Zoom.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
Sito internet: anbi.it - eMail: anbimail@tin.it

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