Anno XXII, n. 39 venerdì, 9 ottobre 2020

FINITA LA STAGIONE IRRIGUA TORNA L’INCUBO DI UN TERRITORIO FRAGILE

ANBI: “I DATI DIMOSTRANO CHE ANCHE IN TEMPO DI COVID LA SICUREZZA IDROGEOLOGICA RESTA UNA PRIORITA’ PER GLI ITALIANI E GLI STATI DI CALAMITA’ NATURALE NON SONO UNA RISPOSTA”

“Sulle azioni di contrasto alla violenza dei cambiamenti climatici, che in questi giorni stanno sferzando alcune regioni con drammatiche conseguenze per i  territori e perdite di vite umane, è urgente una cabina di regia nazionale, cui ANBI possa intervenire con le proprie, concrete progettualità”: a chiederlo è stata l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), i cui enti consortili sono rimasti, dopo le modifiche costituzionali, pressoché l’unica realtà di gestione territoriale fra il Comune e la Regione. “La risposta alle emergenze”, ha proseguito ANBI, “non possono essere i postumi stati di calamità naturale che, dati alla mano, riescono a ristorare solo il 10% dei danni. Serve un urgente Piano di interventi preventivi per rispondere ad una crescente emergenza idrogeologica, che già oggi interessa il 91% dei comuni ed oltre tre milioni di famiglie; ad evidenziarlo è anche una ricerca che, in tempo di Covid, la indica comunque come priorità per il 38% degli imprenditori ed il 23,9% dei cittadini.”
“I Consorzi di bonifica ed irrigazione – ha precisato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, intervenuto a Spoleto alla presentazione del Piano per l’efficientamento della rete idraulica del Paese – sono il front office dei cittadini su temi quali prevenzione idrogeologica ed irrigazione. La sicurezza dei territori da eventi naturali, sempre più violenti, non può prescindere dalla manutenzione garantita dal presidio dell’uomo anche nei territori montani, dove deve essere incentivata la sostenibilità ambientale con quella economica. Contestualmente va varata, al più presto, la legge contro il consumo indiscriminato del suolo, da anni ferma in Parlamento. Serve quindi un nuovo modello di sviluppo, che abbia il territorio al centro, per permettere all’Italia di continuare a  ricoprire il ruolo, che le spetta in Europa e nel mondo.”
“Il Recovery Fund dovrà essere usato bene per cambiare un Paese, che nell’Unione Europea è al 18° posto per l’innovazione e addirittura al 25° nella capacità di spesa dei fondi comunitari; un primo obbiettivo deve essere quindi il superamento della cattiva burocrazia, che fa sì che sia stato emanato solo il 19% dei decreti attuativi per il rilancio del Paese – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - I Consorzi di bonifica ed irrigazione si assumono le proprie responsabilità presentando un Piano fatto di centinaia di interventi definitivi ed esecutivi, cioè immediatamente cantierabili, per la sistemazione del territorio, capaci di garantire oltre 21.000 posti di lavoro grazie ad un investimento di circa quattro miliardi e trecento milioni di euro. L’Italia – conclude il DG di ANBI - è ad un bivio epocale ed alla politica chiediamo: concreto sviluppo nel segno del Green New Deal  o inevitabile declino per la nostra economia e per la società nel suo complesso?”

UMBRIA: PROGETTI AVVIATI I PER OLTRE 15 MILIONI  E NUOVE PROPOSTE PROGETTUALI PER 200 MILIONI DI EURO

Grande partecipazione ed interesse per il convegno “Resilienza ai cambiamenti climatici, Transizione Ecologica, Recovery Fund, Green Deal” tenutosi a Spoleto, nella storica sede del Consorzio Bonificazione Umbra, organizzatore dell’evento insieme ad ANBI Umbria.; presenti anche il Presidente, Francesco Vincenzi ed il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano.
Nel corso del convegno è stato sottolineato come, nella prospettiva del Recovery Fund,  siano già pronte per l'Umbria proposte progettuali per circa duecento milioni di euro da parte degli enti consortili della regione (oltre a quello ospite, il “Tevere Nera”, con sede a Terni ed il “Val di Chiana Romana e Val di Paglia”, con sede a Chiusi Scalo, in provincia di Siena) con la possibilità di creare nuovi posti di lavoro. Tutte le progettazioni sono destinate al miglior utilizzo delle risorse irrigue e alla difesa idrogeologica: temi trainanti della programmazione europea, come ha sottolineato Giuseppe Blasi, Capo Dipartimento Ministero Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che ha affermato che i progetti presentati dai Consorzi di bonifica umbri, a valere sul Piano di Sviluppo Rurale Nazionale e sui Fondi Sviluppo e Coesione, sono stati tutti ammessi a finanziamento.
“I consorzi di bonifica ora sono pronti ad essere protagonisti per investire sul territorio i fondi europei del Recovery Fund. Il nostro obbiettivo è quello di portare valore aggiunto ai 14 comuni ed agli agricoltori, che rappresentiamo”, ha dichiarato il Presidente della “Bonificazione Umbra”, Paolo Montioni.
“Questi progetti sono un'occasione per la nostra regione, che non dobbiamo perdere” ha affermato la Presidente della Giunta della Regione Umbria, Donatella Tesei, intervenuta in video. Tra i progetti già avviati in Umbria nell'ambito del Piano di Sviluppo Rurale, per oltre quindici milioni di euro, ci sono quelli relativi all'ammodernamento dell'impianto di irrigazione a pioggia della Piana di Trevi e Montefalco (Distretto di Cannaiola), che prevede l’ampliamento dell’area irrigua alla zona di coltivazione del Sedano Nero di Trevi.
Con i lavori si otterrà un uso più efficiente della risorsa idrica ed una riduzione delle perdite. Il progetto è stato finanziato nell'ambito del P.S.R. (Programma Sviluppo Rurale) Umbria 2014-2020, per un importo complessivo di € 5.999.405,12. Inoltre, il progetto di ammodernamento dell'impianto di irrigazione “a pioggia” della Valle di Spoleto, servito dalla diga sul Marroggia è stato presentato nell'ambito del P.S.R.N. (Programma Sviluppo Rurale Nazionale), per un importo complessivo di € 10.290.312,22. Complessivamente con i Programmi Sviluppo Rurale sono stati finanziati dalla Regione Umbria € 15.500.000 per i 3 Consorzi di bonifica operanti nella regione: € 10.500.000,00 per l’irrigazione e € 5.000.000,00 per la prevenzione idrogeologica.


OSSERVATORIO ANBI SULLE RISORSE IDRICHE

DOPO LA VIOLENZA DEGLI EVENTI METEO A NORDOVEST LA SITUAZIONE IDRAULICA RAPIDAMENTE VERSO LA NORMALITA’. AL CENTROSUD INVECE SI ASPETTANO LE PIOGGE PER RIEMPIRE I BACINI IN DEFICIT IDRICO

Mentre la piena “morbida” del fiume Po sta attraversando i comuni del basso Veneto, comunque in stato di pre-allarme, sta progressivamente tornando alla normalità la situazione idraulica nei territori nord occidentali, gravemente colpiti dalla violenza degli eventi meteo di inizio Ottobre. Il “grande fiume”, con livelli largamente superiori sia alla media storica che all’anno scorso, segnala il raddoppio delle portate in 48 ore, man mano che si avvicina alla foce (a Borgoforte, nel mantovano ha toccato i 5.102 metri cubi al secondo contro una media storica pari a mc/sec 1.632).
Esemplare dell’eccezionalità dell’evento meteo, che ha causato gravissimi danni al territorio con la perdita anche di vite umane, è la situazione dei corsi d’acqua piemontesi (Dora Baltea, Sesia, Stura di Lanzo, ma anche Stura di Demonte, Orco e soprattutto Tanaro e Cervo), le cui portate sono in repentino calo, riavvicinandosi velocemente alle medie del periodo. Analogo, in Liguria, è l’andamento del fiume Centa e del torrente Argentina, mentre rimane sostenuto il livello idrometrico del Vara. In Emilia Romagna, i fiumi, dopo l’innalzamento dei livelli nei giorni scorsi, sono tornati sotto la media del periodo, ad eccezione del Savio.
A completare il quadro diffuso dall’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche ci sono i fiumi del Veneto, le cui portate sono in discesa ed i grandi laghi del Nord Italia, i cui livelli, pur in calo, restano largamente superiori alla media del periodo.
“I cambiamenti climatici stanno pregiudicando l’attuale modello di sviluppo italiano – ha affermato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, intervenuto ad un webinar di “IT Cold” (Comitato Italiano Grandi Dighe) – La sicurezza idrogeologica nasce nei territori montani, dove è necessario realizzare nuovi invasi per trattenere le piene e creare riserve idriche, utili a favorire la permanenza dei presidi umani, contrastando il progressivo abbandono di quelle aree. Devono essere bacini multifunzionali  contribuendo, in particolare nel campo delle energie rinnovabili, al raggiungimento degli obbiettivi indicati dall’Agenda 2030; potremmo immaginarli come batterie naturali a servizio del Paese.”
Nel Nord Italia, il Piano ANBI per l’efficientamento della rete idraulica indica la necessità di manutenzione straordinaria per 9 invasi, la cui capacità è limitata dalla presenza di 544.700 metri cubi di sedime sul fondo; vengono inoltre segnalati 4 bacini da completare (capacità totale: mc. 3.962.000; investimento previsto: € 16.468.018), nonché 13 progetti definitivi ed esecutivi, cioè cantierabili, per realizzare altrettanti serbatoi artificiali (capacità complessiva: mc 58.323.000; investimento: € 477.084.472; occupazione stimata: 2.385 unità). Per quanto riguarda le riserve idriche nel  resto d’Italia, si spera nelle piogge autunno-vernine per recuperare i deficit sul 2019, registrati nei bacini di Marche (-8,6 milioni di metri cubi) , Puglia (-68.72 milioni di metri cubi) e Basilicata (-50,12 milioni di metri cubi).
Confortante è invece la condizione delle riserve idriche nel Lazio, mentre sono in calo le portate dei fiumi Sele e Volturno in Campania; in Sardegna, la stagione irrigua si è conclusa con gli invasi, che trattengono acqua per il 64,59% della loro capacità: una performance migliore del 2019.

EMERGENZA IDROGEOLOGICA A NORDOVEST

I DATI DELL’OSSERVATORIO ED I PROGETTI CONCRETI DI ANBI PER PIEMONTE E LIGURIA: 59 OPERE PER 542 MILIONI DI EURO

Se i gravi danni subiti dal canale Cavour e dalle risaie sono l’immagine di un territorio agricolo, messo in ginocchio dalla violenza degli eventi atmosferici sul Nordovest dell’Italia, l’analisi dei dati diffusi dall’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche  permette di comprendere l’evolversi dell’emergenza idrogeologica; l’andamento dei fiumi piemontesi ben illustra cosa accaduto lo scorso 3 Ottobre: in poche ore,  la portata del Tanaro è schizzata a 942 metri cubi al secondo (un anno fa era mc/sec 14.1), il Cervo ha toccato quota 936 contro mc/sec 15,3 in questo periodo del 2019; la Dora Baltea ha raggiunto la portata di mc/sec 797 (un anno fa, mc/sec 45) per poi scendere repentinamente, dopo 24 ore, a mc/sec 225; analoghi andamenti si sono registrati per Sesia e Stura di Lanzo, ma anche  Toce, Agogna, Vermegnana, Gesso e Pesio, creando situazioni di grave criticità.
"E’ evidente che di fronte a piogge che, in poche ore, riversano sul territorio la quantità d’acqua, che generalmente cade in 6mesi, si può solo incrementare la capacità di resilienza, migliorando l’efficienza della rete idraulica – ha chiarito Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - Per questo, il piano per la sistemazione idraulica del territorio, precedentemente redatto dai Consorzi di bonifica ed irrigazione piemontesi, prevede 54 progetti definitivi ed esecutivi, cioè cantierabili, per un importo complessivo di quasi 540 milioni di euro, in grado di attivare circa duemilasettecento posti di lavoro.”
Tra gli interventi più significativi, previsti in Piemonte, si segnalano l’adeguamento degli alvei del torrente Sessera ( € 150.050.000,00), del diramatore Quintino Sella (€ 22.700.000,00), del Canale Cavour (€ 40.800.000,00), del cavo Montebello (€ 21.910.000,00). Analoga è la situazione registrata in Liguria, dove i fiumi Roya, Centa, Argentina, Vara sono passati, in pochissimo tempo, da livelli inferiori ad 1 a quote tra i 6 e gli 8  metri sullo zero idrometrico. Nella regione, l’unico Consorzio di bonifica ad oggi operante (il “Canale Lunense”) ha pronti 5 progetti di manutenzione straordinaria del territorio per un importo complessivo di € 2.517.000,00.
“Non possiamo che risollecitare la Regione Liguria, con la quale era già avviata una positiva interlocuzione, ad incentivare la costituzione di altri Consorzi di bonifica in un territorio particolarmente fragile – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - La risposta alle conseguenze dei cambiamenti climatici non possono, infatti, essere gli stati di calamità, che ristorano solo il 10% dei danni subiti. Servono politiche di prevenzione, che devono vedere il diretto coinvolgimento delle comunità locali, così come avviene nei nostri enti consorziali, secondo i principi di sussidiarietà ed autogoverno.”

                                                                

LOMBARDIA: ALLE PRESE CON IL MALTEMPO

L’avvio dello scorso fine settimana è stato caratterizzato da episodi di maltempo in diverse zone del Nord Italia ed  ingenti sono stati i danni avutisi sul territorio a seguito di numerosi nubifragi. Fortunatamente il comprensorio del Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano) ha avuto a che fare con fenomeni contenuti anche per via delle asciutte in corso; in alcuni casi, infatti, i canali in riduzione hanno contribuito sensibilmente a laminare le acque meteoriche.
Nel Basso Pavese, la piena del fiume Po ha spinto il personale consortile di zona ad attivare la Chiavica del Reale.


ANBI: “L’AGRICOLTURA ITALIANA HA BISOGNO DI ACQUA MA IL PROLIFERARE DEI POZZI È UNA MINACCIA PER L’ASSETTO IDROGEOLOGICO. SERVONO SCELTE PRECISE PER L’IRRIGAZIONE COLLETTIVA”
GARGANO: “IL CONCRETO CONTRIBUTO PROGETTUALE DEI CONSORZI DI BONIFICA A SERVIZIO DI UN PAESE IN RITARDO NELL’INNOVAZIONE ED UTILIZZO DEI FONDI COMUNITARI”

“I cambiamenti climatici pongono l’Italia come front office del pericolo di desertificazione nell’area del Mediterraneo; l’agricoltura italiana ha crescente bisogno di acqua, cui non si può rispondere, incrementando i prelievi dalla falda attraverso i pozzi, perché ciò comporta pericolose conseguenze sull’equilibrio idrogeologico di terreni già fragili; per questo, chiediamo alla politica precise scelte di investimento in favore dell’irrigazione collettiva come quella gestita dai Consorzi irrigui e di bonifica, esempio internazionale di innovazione. L’acqua è una risorsa di tutti e come tale va gestita nel segno della sussidiarietà, contrastando scelte individuali, che possano pregiudicare l’assetto del territorio. È una scelta di sostenibilità, indispensabile per confrontarsi con scelte comunitarie che, come il Deflusso Ecologico, penalizzerebbero il settore primario italiano, privilegiando impostazioni oscurantiste. Senza acqua non può esserci agricoltura e l’agricoltura è cibo per tutti. ”
A tornare ad evidenziare i pericoli della “deregulation dei pozzi” e la necessità di una forte attenzione in Europa è stata l’ANBI attraverso le parole del Direttore Generale, Massimo Gargano, intervenuto ad un convegno sul futuro dell’irrigazione, organizzato ad Arezzo; nell’occasione, il neo Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha voluto siglare, tra i primi atti, il Patto per l’Acqua, impegnandosi a creare nuove infrastrutture irrigue, superando la logica dell’approvvigionamento autonomo, che danneggia l’ambiente, non ha margini di innovazione, ha costi importanti per le imprese agricole riducendone i redditi ed incide negativamente sulla competitività delle produzioni sui mercati.
“Altrettanto significativo – ha prosegue il DG ANBI - è il ribadito impegno della Ministra, Teresa Bellanova, per valorizzare le aree interne ed invertire la tendenza all’abbandono, favorendo, attraverso la multifunzionalità agricola, la resilienza e la vitalità delle aree rurali  in un’ottica di salvaguardia del territorio. Nella strategia di futuro per il sistema Paese può essere un’opportunità importante anche per l’occupazione.”
In quest’ottica ed in previsione degli impegni per il Recovery Fund, i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno presentato al Governo 858 progetti definitivi ed esecutivi, cioè cantierabili, per l’efficientamento della rete idraulica nazionale; potrebbero garantire oltre ventunmila posti di lavoro, grazie ad un investimento di circa 4 miliardi e 339 milioni di euro.
“E’ un contributo concreto per un Paese, che è agli ultimi posti nella capacità di utilizzo delle risorse europee – ha concluso Gargano - Dopo di noi, solo Croazia, Romania e Spagna.”

TOSCANA: IRRIGAZIONE COLLETTIVA: LA REGIONE FARA’ LA SUA PARTE

Un patto per l’acqua: è la proposta lanciata dal Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno ad Organizzazioni Professionali Agricole ed a Regione Toscana, al termine del convegno “Acqua, Agricoltura, Ambiente: l’irrigazione è il futuro”, svoltosi ad Arezzo, presente anche il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano.
"L’acqua è un bisogno primario per l’agricoltura del nostro comprensorio - ha detto la Presidente CB2, Serena Stefani –. Ormai, complici anche i cambiamenti climatici, non si può produrre ed essere competitivi sui mercati senza avere a disposizione un’irrigazione capace di  dare certezze produttive alle imprese, che operano sul territorio. È quindi necessario allearsi per conquistare tutte le importanti risorse messe a disposizione dall’Europa per far crescere la distribuzione collettiva della risorsa irrigua.”
Invito immediatamente raccolto dai responsabili di Cia, Coldiretti, Confagricoltura Arezzo e Siena. E soprattutto dal Neopresidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che, con un gesto simbolico, ha accettato di innaffiare con gli altri partner un’aiuola diventata l’emblema dell’agricoltura toscana: un modo per dire che la Regione  farà la sua parte, per creare nuove infrastrutture irrigue e dare un concreto sviluppo alla distribuzione collettiva dell’acqua.
“Il patto siglato attraverso il Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno è il modo per rendere sinergico, tra agricoltori e Istituzioni, un impegno capace di generare progettazione e possibilità di acquisizione di finanziamenti dall’Unione Europea”, ha commentato Giani, aggiungendo: “Nei prossimi 5 anni i Consorzi di Bonifica, enti snelli e specializzati, saranno il braccio operativo della Regione nel settore della difesa del suolo, della progettazione e dell’irrigazione.”
“Se lavoreremo bene insieme l’Italia potrà diventare  il Paese guida in Europa per costruire un sistema agroalimentare equo, redditizio per gli agricoltori e maggiormente sostenibile” ha spiegato infine Susanna Cenni, Vicepresidente Commissione Agricoltura Camera Deputati.

LOMBARDIA: RITORNO ALLA NORMALITA’

Dopo 5 anni, il Consorzio di bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po (con sede a Mantova) può finalmente tornare alla normale gestione dello scolo delle acque piovane; a seguito del cantiere per la costruzione della nuova controchiavica sul Po a Moglia di Sermide, il corso del canale Emissario era stato infatti deviato sul canale Fossalta (defluisce sempre nel fiume Po mediante l’impianto Revere) attraverso alcuni manufatti di interconnessione idraulica ed anche con la posa di panconi al cosiddetto manufatto di interruzione, posto nei pressi di località Cavo, in comune di Borgocarbonara.
La gestione della rete scolante negli anni recenti è stata così complessa, perchè  si è dovuto affrontare gli eventi meteo col solo impianto delle acque basse, tra l’altro avente minore potenzialità, facendo defluire le acque piovane verso la rete posta a servizio dei territori più depressi; grazie ad alcuni adeguamenti alle strutture, realizzati appositamente ed all’ automazione di tutti gli sbarramenti principali, è stato possibile far fronte anche ad eventi di un certo rilievo, come quello dello scorso Dicembre, senza creare danni al territorio. I lavori alla nuova controchiavica, presso l’impianto Agro Mantovano Reggiano, sono ora terminati; la struttura è già operativa, dotata di 4 paratoie del peso di 13 tonnellate cadauna, videosorvegliate e telecomandabili a distanza. 
Il prossimo passo sarà l’installazione delle nuove pompe sommergibili, che andranno a sostituire quelle dell’impianto con le ciminiere, risalente al 1907; in questi giorni gli uffici consortili sono impegnati nelle procedure per la gara d’appalto. Una volta che le nuove pompe saranno in funzione, lo storico stabilimento, che ha funzionato egregiamente per oltre un secolo e addirittura fino al 1980 con macchine a vapore, sarà trasformato in un museo di archeologia industriale. 

LIGURIA: TORRENTE IN SICUREZZA

Il Consorzio di bonifica Canale Lunense (con sede a Sarzana, in provincia di La Spezia) ha terminato, prima dell'arrivo delle piogge autunnali, importanti lavori di manutenzione idraulica, iniziati nel mese di agosto sul torrente Belaso, che attraversa i comuni di Santo Stefano e Vezzano Ligure.  
A seguito di sopralluoghi si era osservata la presenza di importanti quantitativi di materiale ghiaioso, depositato sul letto del torrente e che andava a ridurre le capacità di normale deflusso delle acque meteoriche. I lavori sono iniziati con il taglio della vegetazione infestante (principalmente canne); successivamente sono intervenuti i nuovi mezzi meccanici con braccio telescopico e testata trinciante con rotazione di 360°, in grado di arrivare fino ad una distanza di 18 metri, permettendo di lavorare più velocemente e agevolmente anche da una sola sponda.
Il materiale presente sul fondo del torrente è stato oggetto di analisi e riutilizzato per il consolidamento delle sponde e livellamento del piano dell’argine. L’ente consorziale sovrintende ad un comprensorio di 35 chilometri quadrati e consorzia quasi quattordicimila soggetti, fra cui più di cinquemila agricoltori.

EMILIA ROMAGNA: POSTA IN SICUREZZA STRADA DI BONIFICA

Un complesso intervento di sistemazione idrogeologica e di messa in sicurezza del territorio di montagna, essenziale per garantire la percorribilità della strada e per prevenire il rischio di caduta massi: il Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città del Teatro Regio”) ha portato a termine i lavori per la messa in sicurezza della strada di bonifica Roccamurata-Branzone, nel comune di Valmozzola, danneggiata in seguito agli eccezionali eventi atmosferici, che hanno interessato la zona dell’Appennino parmense dall’8 al 12 Dicembre 2017. 
L’intervento (importo: 50.000 euro) è stato finanziato dai fondi stanziati per l’emergenza maltempo in seguito all’ordinanza del Capo della Protezione Civile. I lavori hanno riguardato, in particolare, la sistemazione dei danni alla pavimentazione e dei cedimenti strutturali, oltre che la posa di una rete metallica per prevenire la caduta massi.

TOSCANA: MANUTENZIONE IDRAULICA NEL RISPETTO DELL’HABITAT FLUVIALE

Senso unico alternato sulla strada provinciale n. 26 dell’Esse dal km 0+000 al km 5+350, tra la provinciale della Misericordia a Marciano della Chiana e Viale Santa Maria delle Vertighe a Monte San Savino: un piccolo disagio per un obbiettivo strategico, cioè mitigare il rischio  idrogeologico dell’area nel periodo dell’anno tradizionalmente caratterizzato da piogge abbondanti ed  intense.
La limitazione  si rende necessaria per consentire al Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) di completare la manutenzione ordinaria sul torrente Esse, nel tratto che costeggia  il tracciato stradale. Nel corso dell’operazione sarà rimossa  solo la vegetazione, che rappresenta un ostacolo per il regolare deflusso dell’acqua; sulle sponde laterali, in prossimità dell’alveo bagnato, verrà conservata una fascia  erbacea che, oltre a svolgere la funzione di corridoio ecologico per l’avifauna e favorire la capacità di autodepurazione delle acque, consente di limitare l’azione erosiva delle piene ordinarie.
La limitazione al traffico proseguirà per un paio di settimane, condizioni meteorologiche permettendo.

VENETO: CONSORZIO PIAVE, AL VIA I LAVORI DI RICONVERSIONE IRRIGUA IN PROVINCIA DI TREVISO

Inizieranno tra pochi giorni i lavori per la realizzazione di un importante ed articolato impianto pluvirriguo nel comprensorio del Consorzio di bonifica Piave (con sede a Montebelluna, in provincia di  Treviso) e che permetterà di efficientare la distribuzione della risorsa irrigua in un territorio di 3.060 ettari tra i comuni di Istrana, Paese, Quinto, Crocetta del Montello ed Arcade.
Tali interventi derivano dalla necessità di rispettare i valori di Deflusso Ecologico, previsti dalla Direttiva Europea Quadro Acque che, fissando un limite minimo di portata dei fiumi, di fatto costringerà ad una riduzione dei prelievi dal Piave già a partire dal 2022. Gli interventi consentiranno una riduzione del prelievo d'acqua di circa milleduecento litri al secondo, grazie alla maggiore efficacia dell'irrigazione “ad aspersione” rispetto agli attuali sistemi “a scorrimento”. Tale risparmio idrico si presenta fondamentale anche a causa dei lunghi periodi siccitosi, sempre più frequenti in quest'epoca di mutamenti climatici.
Il costo complessivo degli interventi è di 20 milioni di euro, che l’ente consortile ha  ottenuto dal Ministero Politiche Agricole Alimentari Forestali tramite il Piano Nazionale Sviluppo Rurale 2014-2020.

SARDEGNA: AL VIA LAVORI PER NUOVO IMPIANTO IRRIGUO

Si amplia la rete irrigua del Consorzio di bonifica Sardegna Meridionale (con sede a Cagliari) che, nella Settimana Nazionale della Bonifica e dell'Irrigazione, ha posto la prima pietra del nuovo impianto irriguo nella zona del Sarrabus. 
L’infrastruttura apporterà un importante valore economico in un comprensorio dove, grazie all'acqua garantita dagli impianti d’irrigazione, vengono coltivati oltre ottomila ettari di ortaggi e circa quattromilasettecento di erba medica.

VENETO: CONCLUSO IL 1° FESTIVAL DELLA BONIFICA DIFFUSO

Dopo le 3 giornate a San Donà di Piave (11-13 Settembre) ed il convegno dedicato ad irrigazione e viticoltura in collina, tenutosi a Vo’ (18 Settembre), si è concluso, a Noale, il Festival della Bonifica, che quest'anno, per la prima volta, si è svolto in modalità diffusa, con il coinvolgimento di più comprensori consorziali (Veneto Orientale a San Donà, Adige Euganeo a Vo' e Acque Risorgive a Noale).
L'iniziativa noalese, organizzata dal Consorzio di bonifica Acque Risorgive (con sede a Venezia Mestre) ed ANBI Veneto, ha visto riassunto in una giornata il format di successo del Festival, combinando convegno, visite guidata sul territorio e spettacolo serale (Giobbe Covatta con "6 gradi", incentrato sul surriscaldamento globale). Momento principale è stato il convegno del mattino, dedicato alla sicurezza idraulica, alla tutela ambientale ed alla “manutenzione gentile” dei corsi d'acqua; protagonisti sono stati gli alvei del comprensorio con buone pratiche nella gestione ambientale, ben esportabili anche in altri territori. Il Marzenego, fiume di risorgiva che attraversa sia  Noale che  Mestre, è stato occasione per parlare di riqualificazione urbana, visto che ad esso è collegato il progetto di riqualificazione, voluto dal Comune di Venezia, con la creazione di un parco, che interesserà anche il cuore della Terraferma.
La Piovega di Scandolara e il Rio Storto, dove l’ente consortile ha creato delle aree golenali, sono invece esempi di invasi dalla doppia funzione: sono destinati ad accogliere le acque di piena, evitando così allagamenti, ma fungono anche da aree di fitodepurazione con abbattimento dell'azoto in percentuali superiori al 70%. Nel complesso, si tratta di interventi di manutenzione del territorio, basati su un approccio fortemente legato al tema della “sostenibilità” e pertanto pienamente inseriti nella Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, ma anche coerenti con i temi di Agenda 2030, che rappresenta il filo conduttore di tutte le iniziative di Terrevolute | Festival delle Bonifica.

FRIULI VENEZIA GIULIA: SI PUNTA SUI CONTRATTI DI FIUME

Festeggiata a Prepotto la “Settimana Nazionale della Bonifica e della Irrigazione” in Friuli Venezia Giulia: l’evento è stato organizzato quest’anno dal Consorzio di bonifica Pianura Isontina (con sede a Ronchi dei Legionari, in provincia di Gorizia).
Le colline di Prepotto, patria dello Schioppettino, hanno fatto da cornice alla manifestazione, che quest’anno ha puntato l’attenzione sullo strumento dei “Contratti di Fiume”. Rilevante è l’attività svolta dall’ente consortile organizzatore e dal Consorzio di bonifica Pianura Friulana (con sede a Udine), quali coordinatori dei rispettivi tavoli per la sottoscrizione della “Dichiarazione di Intenti” dello Judrio e del Cormor: un percorso gemello, svolto su incarico della Regione Friuli Venezia Giulia, che li ha individuati come soggetti titolati nello sviluppo di strategie ecosostenibili ed all’avanguardia rispetto alle mutate esigenze, conseguenza dei cambiamenti climatici in atto; si tratta di un’attività complessa, quella di riuscire a “mettere a sistema” le istanze di tutela ambientale, provenienti dalla cittadinanza, con il pragmatismo degli operatori del comparto agricolo e le complessità amministrative di Comuni e Regione.
Autorevole la presenza alla manifestazione di ben 42 Sindaci, 17 dei quali in rappresentanza dei comuni appartenenti al bacino idrografico dello Judrio e 25 in rappresentanza dei comuni appartenenti al bacino idrografico del Cormor che, assieme alla Regione Friuli Venezia Giulia, all’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, ai Presidenti delle associazioni “Judrio” e “Valli del Cormor” hanno ufficialmente presentato la sottoscrizione delle “Dichiarazioni di Intenti” per il “Contratto di Fiume dello Judrio” e per il “Contratto di Fiume del Cormor”.
Erano presenti anche gli Assessori Regionali all’Agricoltura, Stefano Zannier, ed all’Ambiente, Fabio Scoccimarro, che ha indicato come il Friuli Venezia Giulia punti ad essere “prima regione in Europa a raggiungere i traguardi fissati nel Green Deal continentale, per il quale l’Unione Europea, ha posto come termine il 2050”, rimarcando la strategicità degli strumenti partecipati, che collegano enti, Istituzioni e cittadinanza in un’ottica di cogestione del territorio.

PUGLIA: SETTIMANA DELLA BONIFICA E DELL’IRRIGAZIONE: CONCLUSA L’EDIZIONE 2020

Malgrado tutte le difficoltà organizzative, legate al particolare momento e con un  programma forzatamente ridotto per la mancanza delle scuole, il Consorzio di bonifica Capitanata (con sede a Foggia) non ha voluto mancare all’appuntamento con la Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione 2020, annoverando 3 appuntamenti: alla diga di Capaccio, “Cultura, natura e sport”, evento dedicato alle famiglie e a gruppi di pilates:yoga; alla diga di Capacciotti, riflessioni olistiche sull’acqua ed il suo ambiente; alla diga di Occhito, visita guidata alle maestose infrastrutture e passeggiata  per gruppi organizzati, compresa delegazione dell’Amministrazione Comunale di Carlantino.
Il  completamento degli schemi idrici della Capitanata e la creazione di nuove infrastrutture idrauliche è stato  il “mantra”, che ha accompagnato i 3 eventi; con  le dighe praticamente vuote, infatti, si è potuto evidenziare che la risorsa idrica dipende dalle precipitazioni atmosferiche, ma anche e soprattutto  dalla capacità e possibilità di poterla recuperare per ridistribuirla per gli usi irrigui e potabili.

EMILIA ROMAGNA: CONCORSO “DE AQUA ET TERRA”: PREMIATI 3 GIOVANI ARTISTI CALABRESI

È dalla nota visione dantesca "De Aqua et Terra", che prende nome il concorso nazionale di scultura, indetto dal Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara (con sede nella città estense) in collaborazione con il locale Istituto Dosso Dossi; arrivato alla terza edizione, ha premiato 3 giovani e brillanti studenti calabresi. In un'ottica di apertura dell’ente consortile in ogni aspetto, ponendo molta attenzione alla cultura, si stanno installando opere scultoree, realizzando un percorso all’aperto, pensato in 10 piazzole nell’ottocentesco impianto idrovoro di Marozzo, divenuto Ecomuseo della Bonifica.
L’obiettivo, mediante il linguaggio della scultura, è accompagnare il visitatore in un viaggio emozionale attraverso il paesaggio e la sua storia idraulica, che nel tempo ha plasmato il territorio. Dopo 'Il Nocchiere' di Michelangelo Galliani nel 2018 e la “Maestra delle acque” di Nicola Zamboni nel 2019, sono stati premiati Francesco Maiuolo, Marta Marino e Francesco Barbieri, studenti all’Accademia di Belle Arti "Fidia" di Vibo Valentia.
Con “Principio”, il titolo della scultura vincitrice e realizzata in pietra leccese, gli artisti hanno voluto sottolineare l’inizio, su cui si fonda l’origine della vita, immaginando una conchiglia che, come prezioso ritrovamento archeologico fossile, riemerge dal prosciugamento delle acque per opera della Bonifica, testimonianza concreta del legame indissolubile tra l’acqua e la terra.

VINCENZI AL CONGRESSO GEOLOGI EMILIA ROMAGNA

Il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, interverrà al 1° Congresso dei Geologi dell’Emilia Romagna, che si terrà nel Salone Bolognini del Complesso di San Domenico a Bologna; l’intervento è previsto nella mattinata di lunedì 12 Ottobre p.v. . 

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
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