Anno XXII, n. 29 venerdì, 24 luglio 2020

IL FUTURO DELL’IRRIGAZIONE SARA’ NELLE RISORSE IDRICHE INGEGNERIZZATE?

ANBI PROPONE UN TAVOLO TECNICO SULL’UTILIZZO DELLE ACQUE REFLUE, VOLUTO DALLA UE

Nasce l’ “acqua su misura” per le necessità irrigue dell’agricoltura, in crescita a causa dei cambiamenti climatici: è questa la nuova frontiera dell’innovazione, indicata dall’ANBI per l’utilizzo delle acque reflue dagli impianti di depurazione urbana.
“L’acqua affinata – ha precisato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI -  è il prodotto di un ciclo industriale e può quindi essere calibrata sulle necessità dell’utente finale, cioè l’imprenditore agricolo. I costi di tale processo, però, non possono gravare sui bilanci delle aziende rurali e, pertanto, servono investimenti per la realizzazione di reti ed infrastrutture compatibili con gli attuali sistemi di irrigazione collettiva e garanzie rigorose sulla qualità dell’acqua per i consumatori, ne va di mezzo la salute e la tenuta stessa del Made in Italy agroalimentare. In questo momento di scelte fondamentali per il futuro modello economico del Paese, è  importante porre anche questo tema per allineare l’Italia alle indicazioni dell’Unione Europea, finora largamente disattese.”
“Ci sono solo  3 anni per armonizzare le normative nazionali con il  Regolamento Comunitario sui Requisiti Minimi dell’Acqua di Riuso e che, dopo 6 anni di gestazione, è già attuativo, prevedendone l’obbligatorietà in campo agricolo – ha precisato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - E’ necessario adeguarlo agli obbiettivi del Green New Deal e, per questo, proponiamo la costituzione di un tavolo tecnico intersettoriale per rendere compatibili le indicazioni da Bruxelles con le aspettative dei settori economici del nostro Paese; dobbiamo evitare l’italica abitudine di arrivare impreparati alla scadenza!”
“Dalle acque reflue – ha proseguito Adriano Battilani, Segretario Generale Irrigants d’Europe, che rappresenta il 75% delle aree irrigate nella U.E. – devono essere estratte, prima dell’utilizzo agricolo, quelle sostanze incompatibili con l’irrigazione, ma utili in altri settori, favorendo così un esempio di economia circolare. Devono contestualmente esserci campagne di responsabilizzazione collettiva sulla qualità delle risorse idriche, perchè il caso delle microplastiche presenti nelle acque dimostra come sia ancora lunga la strada da percorrere!”
“È indispensabile garantire la qualità delle acque irrigue in un quadro di compatibilità economiche  – ha concluso Alessandro Folli, Presidente dei Consorzi di bonifica lombardi e rappresentante ANBI ad un apposito webinar organizzato da Utilitalia – Per ANBI, le acque reflue devono essere integrative, non sostitutive dell’attuale sistema irriguo, pur potendone rappresentare fino al 50% del fabbisogno.”
L’utilizzo delle acque reflue e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul loro utilizzo saranno temi di un apposito focus organizzato dall’ANBI alla prossima edizione di Macfrut Digital, in programma dall’8 al 10 Settembre; nell’occasione sarà presentato il progetto “Goccia Verde”.

OSSERVATORIO ANBI SULLE RISORSE IDRICHE:

CROLLANO LE PORTATE DEL FIUME PO. PUGLIA E BASILICATA IN UNA SETTIMANA MENO 23 MILIONI DI METRI CUBI DI ACQUA

Come previsto, in assenza di significative precipitazioni, si stanno rapidamente esaurendo le portate del fiume Po, praticamente dimezzate rispetto alla media storica e largamente inferiori all’anno scorso, puntando alla prima soglia di criticità fissata a quota 600 metri cubi al secondo. A segnalarlo è l’analisi settimanale dell’Osservatorio ANBI sullo Stato delle Risorse Idriche. Diversa è la situazione dei principali fiumi lombardi (Adda, Chiese, Ticino, Mincio, Brembo), tutti nella media del periodo, perché stanno usufruendo dei rilasci dai grandi laghi, i cui livelli stanno, però, progressivamente diminuendo. Tra i fiumi del Veneto, Piave e Livenza hanno livelli superiori allo scorso anno, non altrettanto invece Adige, Bacchiglione e Brenta. In Piemonte, dove in Giugno è piovuto il 46,3% della media storica, sono in calo settimanale le portate di Dora Baltea, Sesia e Stura di Lanzo. In Emilia Romagna si mantengono sopra la media mensile sia Reno che Trebbia, mentre resta in grave sofferenza il Secchia, con portate praticamente dimezzate.
“La situazione complessiva nel Nord Italia – ha commentato  Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – obbliga ad alzare la soglia di attenzione sull’utilizzo delle risorse idriche, indispensabili all’agricoltura in un’importante fase dei processi colturali.”
Nel Centro Italia resta tranquillizzante la situazione dell’invaso della diga di Penne in Abruzzo ; nel Lazio è superiore, all’anno scorso, il livello del lago di Bracciano, mentre è inferiore, anche se non preoccupante, il livello idrometrico del fiume Liri-Garigliano. In Sardegna, va segnalato che il riempimento degli invasi è sceso a circa il 78% dopo che, nel mese di giugno, si è registrato un calo di quasi cento milioni di metri cubi. La grande sete continua ad attanagliare anche la Basilicata, le cui riserve idriche sono calate di 12 milioni di metri cubi in una settimana  e la Puglia, i cui invasi sono calati di 11 milioni di metri cubi d’acqua in 10 giorni (segnando una residua disponibilità inferiore di circa ottantuno milioni di metri cubi rispetto al 2019). Resta deficitaria la situazione negli invasi siciliani, seppur l’isola sia stata colpita da disastrose “bombe d’acqua”, mentre la Calabria continua a vivere un 2020 idricamente felice (i bacini Sant’Anna e Monte Marello segnano il record d’acqua nel recente quadriennio), così come si segnalano in ripresa i livelli idrometri dei fiumi Sele e Volturno in Campania.
“Le situazioni differenziate nel Sud Italia, fortemente condizionate dall’estremizzazione degli eventi meteorologici, sono la fotografia della necessità di aumentare la resilienza dei territori, attraverso adeguate infrastrutture, che diano maggiori certezze produttive agli agricoltori, migliorando contestualmente la sicurezza idrogeologica – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Una prima risposta è presente nel nostro Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, un portafoglio di progetti definitivi ed esecutivi, che mettiamo a servizio del Paese nel momento, in cui l’Unione Europea chiede scelte concrete per migliorare l’Italia.”

LOMBARDIA: RIDUZIONE PORTATA PER CARENZA IDRICA DEL LARIO

Considerata l’attuale situazione idro-meteorologica ed essendo il livello del lago di Como in continua discesa, il Consorzio Adda (con sede Milano) ha disposto una diminuzione delle portate derivate ad un valore pari al 75% della competenza. Di conseguenza anche nel Naviglio Martesana, una volta ristabilite le adeguate condizioni di sicurezza idraulica, si provvederà a ripristinare la portata al 75%. Il lago di Como non ha purtroppo beneficiato di un incremento di afflussi a seguito delle ultime intense piogge: permane pertanto uno stato di preoccupazione sulle riserve idriche lombarde.

                                                                              

ECCO L’ITALIA CHE NON CI PIACE: INCOMPRENSIBILE NO DI REGIONE SARDEGNA ALLA REALIZZAZIONE DELLA CENTRALE IDROELETTRICA SUL LISCIA

VINCENZI: “INUTILIZZATE LE RISORSE, DANNEGGIATA ECONOMIA E OCCUPAZIONE DELL’ISOLA”

Non c’è fine all’infinito e paradossale accanimento giudiziario della Regione Sardegna per bloccare la centrale idroelettrica del Liscia, progettata dal Consorzio di bonifica Gallura (con sede ad Arzachena, in provincia di Sassari) e finanziata dal Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali: dopo 6 anni di ricorsi persi, nonché la sentenza della Corte di  Cassazione a Sezioni Unite e le reiterate sentenze del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, la Regione ha proposto, il 25 Giugno scorso, ulteriore ricorso alle Sezioni Unite della Cassazione e addirittura alla Corte di Giustizia Europea.
“E’ una vicenda incredibile – ha commentato  Francesco Vincenzi, Presidente ANBI -  che oggi, in piena crisi economica  aggravata dall’emergenza Covid-19, costringe il Consorzio di bonifica Gallura a dover varcare, ancora una volta, le porte dei tribunali con il rischio di congelare il progetto per altri  anni.”
La centrale idroelettrica (i lavori si potrebbero effettuare in 6 mesi) produrrebbe, ogni anno, 2.678.000 kilowattora, con un introito di 600.000 euro  e la mancata emissione di 1.339.065 kilogrammi di anidride carbonica; la nuova struttura  dovrebbe essere realizzata in località Calamaiu, sul canale adduttore irriguo. Le risorse stanziate dal Governo  ammontavano inizialmente al 30% del totale,  ma ora esiste la possibilità del 100% di finanziamento su un progetto complessivo di 2.300.000 euro. L’investimento  prevedeva un tempo di rientro in 10 anni ed avrebbe già permesso un risparmio per le casse regionali, dal 2013 ad oggi, di 2.200.000 euro, poiché la produzione di energia per autoconsumo, avrebbe azzerato la spesa energetica dell’ente consortile, per altro a carico della Regione; ciò avrebbe comportato un beneficio economico anche ai consorziati, quantificato in un paio di milioni di euro.
La possibilità che un Consorzio di bonifica possa produrre energia elettrica da fonti rinnovabili per soddisfare le proprie esigenze è prevista dalla Legge Regionale 6/2008; per questo, l’ente consortile della Gallura ritenne opportuno partecipare ad un bando nazionale del Mi.P.A.A.F. per dotarsi di un impianto “green” a servizio di un territorio a forte vocazione agricola. Succede però  che, a far data dall’ottenimento del finanziamento, Regione Sardegna, che agisce anche nell’interesse dell’Autorità di Bacino e del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino, nega l’autorizzazione alla costruzione, avviando una guerra giudiziaria assieme ad ENAS - Ente Acque della Sardegna.
“Un’incomprensibile  vicenda a colpi di ricorsi e che non trova giustificazione alcuna – ha continuato il Presidente Consorzio di bonifica Gallura, Marco Marrone - L’accanimento, con cui la Regione si oppone alla realizzazione della centrale, oltre ad allungare inutilmente i tempi, sta provocando un ingente danno economico agli agricoltori ed al Consorzio di bonifica, costretto a promuovere un’azione giudiziale di risarcimento danni per non aver potuto abbattere i costi di distribuzione irrigua.”
“Questo – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - nonostante ben 2  pronunciamenti del Tribunale preposto e altrettanti rigetti in Cassazione. La domanda è d’obbligo: cui prodest?” Vi sono estremi del danno erariale?
L’ente consorziale ha lanciato pertanto un appello al Presidente della Regione, Christian Solinas, per una soluzione bonaria, affinché si possa realizzare un’opera in linea con quanto già in essere nel resto d’Italia, dove gli enti consorziali, oltre ad avere funzioni gestionali maggiori, producono energia da fonti rinnovabili e non gravano sulle casse regionali.
“Questa guerra giudiziaria della Regione – ha concluso il Direttore Consorzio di bonifica Gallura, Giosuè Brundu - impoverisce l’Isola e le sue ambizioni, frenate da un freddo  accanimento burocratico, lesivo della stessa  dignità dei sardi”.

VENETO: IMPORTANTI INTERVENTI PER LA SICUREZZA IDRAULICA

Tremilatrecento ettari messi in sicurezza idraulica attraverso la ricalibratura di 5 chilometri di canali e la realizzazione di una “botte a sifone” lunga 110 metri: il Consorzio di bonifica Acque Risorgive (con sede a Venezia Mestre) ha presentato, presenti l’Assessore Agricoltura Regione Veneto, Giuseppe Pan ed il Sindaco, Marco Dori, l’articolato intervento su  una vasta parte del comune di Mira, a ridosso della laguna veneta. 
Alla Regione si deve  lo stanziamento dei fondi  (4,25 milioni di euro), che hanno permesso  di realizzare gli interventi. Al centro dei lavori vi è l’impianto idrovoro di Dogaletto (recentemente potenziato grazie ad un finanziamento regionale pari a 2,5 milioni di euro), cui afferisce la rete di scolo, oggetto degli interventi. La ricalibratura dei canali e la realizzazione di una nuova botte a sifone, che sottopassa l’idrovia, permetteranno all’idrovora di esercitare al massimo la sua capacità di sollevamento, che da 12 metri cubi al secondo è passata a mc. 26,  mitigando così il rischio idraulico in un’area, che include gli abitati di Mira sud, Piazza Vecchia e Gambarare.
Un ulteriore stralcio, in fase di approvazione in Regione, prevede la realizzazione  di un bacino per la fitobiodepurazione, in località Giare, allo scopo di migliorare la qualità delle acque sversate in laguna e favorire, al tempo stesso, la creazione di un’oasi di biodiversità.

CAMPANIA: RIATTIVATA L’IRRIGAZIONE IN SINISTRA GARIGLIANO

Il Consorzio di bonifica Bacino Inferiore Volturno (con sede a Caserta) è operativo dal 1° Giugno sul territorio del soppresso Consorzio di bonifica Aurunco, che aveva sede a Sessa Aurunca, nel casertano. L’ente consortile, oltre ad aver avviato le attività di manutenzione dei canali di bonifica per la difesa idraulica del territorio, sta ripristinando le funzioni irrigue nei comprensori in sinistra del fiume Garigliano e ne ha nel frattempo riassunto il personale, tenendo fede agli impegni presi con le rappresentanze sindacali e con la Regione Campania; sono state assunte anche 3 unità del soppresso Consorzio della Valle Telesina, nel beneventano.
Attualmente viene regolarmente derivata l’acqua dalla diga sul Garigliano ed è in via di riattivazione il servizio irriguo (nei comuni di Cellole e Sessa Aurunca), che sta già raggiungendo il 60% delle utenze e che era rimasto inoperante per due anni. Inoltre, si sta irrigando su circa seimila ettari dei 9000 complessivamente coperti dal servizio; entro breve, l’irrigazione raggiungerà anche i restanti 3000 ettari di competenza dell’ente consorziale.
Per quanto riguarda, invece, l’impianto d’irrigazione delle utenze site nella valle del fiume Peccia (circa cinquecento ettari nei comuni di Rocca d’Evandro, Mignano Montelungo, San Pietro Infine) potrà attivarsi solo con un intervento straordinario della Regione Campania, avendo gli impianti di derivazione subito furti e danneggiamenti; l’onere stimato è di circa settecentomila euro.

TOSCANA: INTERVENTO SU LUNGARNO

Sono in corso  i lavori del Consorzio di bonifica Medio Valdarno (con sede a Firenze) sui muri di sponda ed i sovrastanti parapetti (con funzione di arginatura di contenimento delle piene) sul Lungarno Corsini a Firenze; si tratta di  un importante intervento sia di difesa idraulica, considerato che le murature sono classificate come vere e proprie opere idrauliche, che di decoro urbano e di bell’aspetto delle sponde del fiume in pieno centro storico, Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1982.
Il risanamento, su finanziamento di Regione Toscana per complessivi 190.000 euro, interessa i paramenti arginali in pietra e sovrastante parapetto per una lunghezza complessiva di un centinaio di metri e si concluderà a metà Settembre. Già lo scorso anno si era intervenuti su altri tratti, andando ad eseguire un risanamento completo, nell’ambito di un programma generale di manutenzione ordinaria ai paramenti murari dei lungarni all’interno del centro storico di Firenze, in accordo sia con Regione Tocana per l’aspetto idraulico che con la Soprintendenza per gli aspetti di interesse storico, architettonico e paesaggistico.
Gli interventi di manutenzione delle opere idrauliche sull’Arno a Firenze, attuati dall’ente consortile, hanno, come finalità primaria, la sicurezza idrogeologica e la pubblica incolumità, ma ogni volta rendono il fiume più bello e vivibile.

EMILIA ROMAGNA: L’EUROPA CHIEDE ITER E TEMPI DI REALIZZAZIONE CERTI

Il Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara (con sede nel capoluogo estense) ha incontrato le aziende agricole di Poggio Renatico per presentare tempi e modi di realizzazione della nuova linea irrigua del Ciarle, un’opera attesa da oltre trenta anni  e per la quale l’ente è riuscito ad aver assegnato un finanziamento europeo dopo più di due  anni di lavoro; si tratta del completamento dell'opera irrigua, alimentata dal Canale Emiliano Romagnolo e che darà benefici a 5.586 ettari, garantendo inoltre migliore qualità dell’acqua.
L’ente consorziale sta investendo 20 milioni di euro sull’alto ferrarese, a testimonianza dell’impegno profuso per il territorio: 10 milioni di euro a Cento per opere di sicurezza idraulica ed altrettanti a Poggio Renatico per quest’opera irrigua,  che in parte sarà “a cielo aperto” ed  in parte tubata. Tutto il procedimento dei lavori dovrà essere concluso entro il  30 Giugno 2023. Ora si è nella fase delle operazioni preliminari, legate al rischio di ritrovamenti bellici ed agli espropri. Il 26 Luglio si chiuderà il bando di gara  per i lavori, cui seguirà la valutazione e l’affidamento entro l’anno, vedendo l’avvio dell’opera ad inizio 2021.
Per la realizzazione del nuovo canale si cercherà di essere meno impattanti possibile sulle proprietà private, cercando di rispettare l’andamento dei confini e le attuali affossature aziendali.

TOSCANA: INNOVATIVO INTERVENTO

È innovativo e destinato a durare nel tempo il lavoro, che il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca) ha completato  per mettere in sicurezza un tratto del canale Barra Barretta.
Il canale, a partire da Vecchiano,  attraversa l’area agricola storica per 9 chilometri fino ad immettersi nel lago Massaciuccoli, cui è strettamente collegato  tanto da risentire anche delle piene lacustri. Sono fenomeni frequenti durante l’anno, soprattutto nelle stagioni piovose, in cui i livelli dell’acqua del canale si mantengono molto elevati e per lungo tempo, esercitando una pressione continua e prolungata sulle arginature, causa del verificarsi di filtrazioni.
Il rischio è rappresentato dai sifonamenti, che  portano alla rottura dell’argine con evidente rischio  di allagamenti in tutta la vasta zona di bonifica, soggiacente ai  livelli di lago e canale. Il crollo di un argine della Barra aprirebbe, al lago, una via d’uscita verso la campagna, con conseguenze simili a quelle dell’alluvione 2009. Il Barra è un canale importante per tutto il sistema idraulico del lago di Massaciuccoli ed è anche fonte primaria per l’irrigazione; purtroppo, i suoi argini sono fragili e hanno creato spesso problemi: l’ultimo intervento risale allo scorso Ottobre, quando sono state bloccate sul nascere 2 filtrazioni apertesi a poche ore di distanza.
Rispetto ad altri interventi simili, i lavori attuali adottano un nuovo sistema  per la difesa dell’argine: l’utilizzo di palancole in PVC,  più semplici da infiggere nel terreno e più resistenti. Per scongiurare il pericolo di nuove filtrazioni, sarebbero però  necessari ulteriori lavori; il canale, infatti, soffre di un mix di cause strutturali, che lo rendono estremamente fragile: alti livelli d’acqua, argini realizzati ai primi del ‘900 con materiale permeabile, forte sofferenza dei terreni agricoli circostanti.

VENETO:RIPRISTINATA FUNZIONALITA’ IDRAULICA

Il Consorzio di bonifica Delta  Po (sede a Taglio di Po, in provincia di  Rovigo) ha completato i lavori di messa in sicurezza idraulica dello scolo Milani, importante canale che ha, come obbiettivo, la salvaguardia idraulica di una vasta zona del centro urbano. L’intervento, finalizzato non solo alla pulizia ed al recupero ambientale, ma anche a prevenire futuri problemi idraulici, è stato preceduto dal perfezionamento di un Accordo di Programma tra Giunta Regione Veneto, Comune ed ente consortile, nonché dall’approvazione del Piano Comunale delle Acque, che disciplina un complesso di interventi finalizzati al controllo dei deflussi idrici.
Il valore complessivo degli interventi è di 60.000 euro messi a disposizione da Regione Veneto e dal Comune; si è così provveduto alla pulizia delle sponde attraverso il disboscamento e la potatura delle alberature, al risezionamento dell’intero canale con recupero e riutilizzo del materiale franato. Nel complesso, i lavori hanno permesso  di riscoprire una parte di territorio per lungo tempo abbandonata e in stato di degrado.
L’idea è valorizzare ulteriormente  tale area, rendendola usufruibile alla collettività anche con un percorso ciclopedonale, collegato a quelli già previsti dal Piano degli Interventi comunale.

TOSCANA: VIA I SEDIMENTI CHE SOFFOCANO IL BORRO

A Cavriglia, il cantiere più significativo e delicato chiuderà a breve i battenti: Sul borro della Cervia, infatti, mancano solo poche rifiniture per completare i lavori. Complessivamente il restyling dell’asta fluviale, progettato e realizzato dal Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede a Firenze), ha interessato  una lunghezza di 640 metri e ha richiesto  l’espurgo del fondo e la risagomatura del corso d’acqua.
L’accumulo di sedimenti terrosi  ha favorito 2 fenomeni capaci di aumentare i fattori di rischio idraulico: lo sviluppo di specie vegetali invasive e la riduzione della  sua capacità di deflusso. Per dare un’idea delle dimensioni dell’intervento basta un numero: sono oltre mille i metri cubi di sedimenti, che gli operai consorziali hanno rimosso, vale a dire materiale  quanto basta per riempire almeno quindici stanze alte 3 metri e con una superficie di 20 metri quadri  ciascuna.
Oltre al tratto urbano del Borro della Cervia, nel comune di Cavriglia saranno idraulicamente sistemati  Borro Valli, Borro di San Pancrazio, Borro della Cervia, Borro Vacchereccia , Borro di San Cipriano, Borro Lanzi, Borro dei Frati. I lavori, iniziati nel mese di luglio e articolati in 10 lotti, andranno ad interessare circa centocinquanta  chilometri di aste fluviali e saranno ultimati entro la fine del 2020 con un investimento complessivo di oltre un milione e duecentomila  euro.

EMLIA ROMAGNA: VOLGE AL TERMINE MESSA IN SICUREZZA STRADA

La nuova fase per la messa in sicurezza della strada di bonifica per Roccaferrara, nel comune di Corniglio, procede con successo: è positivo, infatti, l’esito del sopralluogo effettuato dal Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città ducale”).
Dopo l’intervento d’emergenza  a seguito del movimento franoso del versante sovrastante, il finanziamento di 50.000 euro della Regione Emilia-Romagna consente all’ente consortile di procedere nelle fasi di perforazione per la posa di una rete metallica con biostuoia, che garantirà il rafforzamento della parete e la definitiva messa in sicurezza del versante. La fase successiva, che concluderà l’intervento, sarà interamente finanziata dall’ente consorziale per il completamento dei lavori, che dovrebbero terminare alla fine di Luglio.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
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