Anno XXII, n. 27 venerdì, 10 luglio 2020

“E’ IL TEMPO DELLE SCELTE PER IL FUTURO DEL PAESE”L’ASSEMBLEA ANBI 2020 ON WEB

“Fiducia nel futuro, visione per il Paese, coraggio di fare scelte”: sono questi gli asset indicati da Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, in apertura dell’Assemblea ANBI 2020, quest’anno in streaming nel rispetto delle normative igienico-sanitarie anti Covid-19.
“Oggi solo il 20% dei provvedimenti del Governo – ha proseguito - trova concreta ricaduta sul territorio di un Paese, dove mediamente servono 11 anni per realizzare un’opera pubblica ed i grandi investimenti per le infrastrutture idriche al Sud risalgono ancora al tempo della Cassa per il Mezzogiorno.  Le progettualità dei Consorzi di bonifica ed irrigazione mettono, a servizio del Paese, oltre tremilaottocento progetti, capaci di garantire quasi cinquantacinquemila posti di lavoro: è il nostro impegno nella gestione del territorio e per la sua economia, ma  ora è anche il tempo del coraggio della politica, perché l’agricoltura del made in Italy necessita di acqua, seppur nel rispetto del principio di sostenibilità: questo è e sarà un nostro obbiettivo in Italia ed in Europa, il nostro impegno e la nostra responsabilità per le imprese, i consumatori e la sicurezza idrogeologica per i cittadini.”
Ai lavori (articolati in 2 mattinate coordinate dal giornalista, Klaus Davi e dal Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano)  sono intervenuti:  Teresa Bellanova, Ministra Politiche Agricole Alimentari Forestali; Giuseppe L’Abbate, Sottosegretario Mi.P.A.A.F.; Roberto Morassut, Sottosegretario M.A.T.T.M.; Salvatore Margiotta, Sottosegretario M.I.T.; Pier Paolo Baretta , Sottosegretario M.E.F.; Gianpaolo Vallardi, Presidente ComAgri Senato; Filippo Gallinella, Presidente ComAgri Camera; Susanna Cenni  e Raffaele Nevi, componenti Commissione Agricoltura Camera; Paolo Trancassini, componente Commissione Bilancio Camera; Ettore Prandini, Presidente Coldiretti; Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura; Giovanni Daghetta, Consigliere Nazionale CIA; Fabrizio Curcio, Capo Dipartimento Casa Italia; Giuseppe  Blasi, Capo Dipartimento Mi.P.A.A.F.; Angelica Catalano, Direttore Generale Ufficio Dighe; Luca Bianchi, Direttore Generale SVIMEZ; Raffaele Borriello, Direttore Generale ISMEA; Massimiliano Atelli, Consigliere Presidenza Corte dei Conti; Erasmo D’Angelis, Segretario Generale Autorità Bacino Appenino Centrale.
“C’è bisogno – ha insistito il Presidente ANBI - di un nuovo modello di sviluppo per l’Italia, importante per fare l’indispensabile passo avanti, trasformando gli attuali problemi in opportunità. Lo sviluppo del territorio dovrà essere perno centrale per il rilancio economico del Paese. Si apre una stagione di fondamentale programmazione per rinnovare il Paese, grazie ad una mole di finanziamenti europei come mai abbiamo visto, ma anche per le opportunità offerte dalla Politica Agricola Comune e dal Green New Deal. Noi vogliamo dare un significativo contributo, mettendo a disposizione il Piano Nazionale Manutenzione Straordinaria e Infrastrutturazione di opere per la difesa idrogeologica e la raccolta delle acque. Di certo – ha affermato Vincenzi, concludendo i lavori dell’Assemblea - non ci fermiamo qui; continueremo ad operare nell’interesse del Paese come sempre, con coraggio e passione per il territorio.”

ANBI: PRESENTATO IL PIANO NAZIONALE DI ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Suddiviso in 4 sezioni, raggruppa 3.869 progetti (il 50% già esecutivi) il Piano Nazionale per la Manutenzione Straordinaria e l’Infrastrutturazione di Opere per la Difesa Idrogeologica e la Raccolta delle Acque, redatto da ANBI e presentato dal suo Presidente, Francesco Vincenzi, in occasione della seconda giornata dell’Assemblea Nazionale dell’Associazione. L’ammontare complessivo dell’investimento previsto dal Piano ammonta a quasi undici miliardi di euro, in grado di garantire oltre cinquantaquattromila posti di lavoro.
La gran parte del Piano è dedicato alle Opere di Manutenzione Straordinaria per la Difesa Idrogeologica: sono 3.658 per un investimento di oltre ottomilaquattrocento milioni di euro ed un’occupazione stimata in circa quarantaduemila unità. Il maggior numero di progetti (2015) interessa il Nord (Piemonte Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna), seguito dal Centro (1.224) e dal Sud (419). Il Sud Italia (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia) è però primo nella poco invidiabile classifica dei bacini da completare: sono 42, capaci di contenere 103.862.280 metri cubi d’acqua; per ultimarli servono oltre cinquecentosessantacinque milioni di euro con un’occupazione stimata in circa duemilaottocento unità. In tutto, le opere incomplete sono 66 (19 in Centro Italia e 5 al Nord), abbisognano di un investimento complessivo pari a circa ottocento milioni di euro, con cui si garantiranno 4.000 posti di lavoro.
Il Meridione è, purtroppo, primo anche nel numero degli invasi bisognosi di manutenzione straordinaria a causa del progressivo interrimento: sono 45, la cui capacità complessiva (604.470.000 metri cubi) è ridotta dell’11,3% a causa di sedime, pari a 68.636.550 metri cubi; il costo per la rimozione del materiale è quantificato in 274,5 milioni di euro, capaci di garantire 1.372 posti di lavoro. In Italia sono complessivamente 90 i bacini (36 al Centro e 9 al Nord) condizionati dall’interrimento, che  riduce del 10,7% la loro capacità; per ripulirli serviranno quasi duecentonovanta milioni di euro, che garantirebbero però 1.448 posti di lavoro. Infine, nella sezione dedicata ai bacini di raccolta delle acque, il maggior numero di progetti (30) interessa il Nord Italia (capacità prevista: 100.345.000 metri cubi; investimento: circa seicentotrentatre milioni di euro; 3.166 i posti di lavoro stimati); al Centro i progetti sono 17, mentre al Sud ne sono previsti 8. Per realizzare questi 55 interventi servono circa millequattrocentocinquantacinque milioni di euro, da cui dipenderebbero 7.276 posti di lavoro.
“L’analisi dei dati – ha commentato il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi  –conferma l’immagine di un’Italia a più velocità e con il Meridione, che vede risalire gli investimenti  idrici più importanti al tempo della Cassa per il Mezzogiorno. Per questo, consci dei rischi derivanti dalla mancata infrastrutturazione del territorio al tempo dei cambiamenti climatici, chiediamo un vero Green New Deal per il nostro Paese, più  determinazione nelle attività di contrasto all’estremizzazione degli eventi meteo, procedure esecutive più rapide ma non meno controllate, maggiori  risorse destinate ad incrementare la capacità di resilienza dei territori e delle loro comunità.”

BELLANOVA: “PER L’EFFICIENTAMENTO IRRIGUO SERVE AGIRE SU PIU’ FRONTI IN UN QUADRO ORGANICO DI INTERVENTI”

“Lo sblocco di cantieri ed investimenti è condizione necessaria per rilancio del Paese nello scenario globale; il Decreto per la Semplificazione deve avere al centro questo tema indispensabile per rispondere alle esigenze di competitività delle aziende ed alla necessità di creare lavoro”: ad affermarlo è stato il Ministro Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, intervenendo all’Assemblea ANBI 2020 on web. 
L’intervento è stato  un corposo elenco di azioni ed investimenti, che interessano il mondo della Bonifica nella sua azione quotidiana, riconosciuta e apprezzata dal Ministro, di contrasto agli effetti dei mutamenti climatici.
“Bisogna agire su più fronti – ha affermato - con un quadro organico di interventi strutturali, gestionali e normativi, che intervengano su diversi livelli dell’approvvigionamento e dell’utilizzo dell’acqua, con l’obbiettivo di attuare azioni mirate per l’uso efficiente della risorsa.”
Bellanova ha affermato anche che “è in corso un confronto molto serrato, affinché una parte importante delle risorse programmate dal prossimo autunno per il 2021 – 2027 vengano destinate alle infrastrutture irrigue ed alla difesa idrogeologica.”
Attenzione è stata inoltre rivolta all’innovazione digitale ed alla necessità di condividere conoscenze aggiornate. “Continuiamo ad investire sulle banche dati inerenti al consumo irriguo, quali strumenti essenziali per avere effettiva cognizione sulla gestione della risorsa – ha affermato  -  I Consorzi di bonifica sono già coinvolti e possono dare ulteriori, importanti contributi.”
Infine, ancora un richiamo alla concretezza: “Non possiamo avere un approccio, dove siamo sempre generalisti. L’acqua è una risorsa esauribile da gestire con attenzione, rigore e coraggio delle scelte. Serve un partenariato sociale con strutture competenti, che sappiano agire con passione. Una passione che riconosco nell’opera dei Consorzi di bonifica.”

                                                                          
 

VINCENZI: “LE DISPONIBILITA’ IDRICHE ITALIANE SONO FERME AGLI ANNI ‘70”

“In Italia, nel 2019, la disponibilità d’acqua è stata indispensabile per generare il 17,3% del Prodotto Interno Lordo, cioè 288 miliardi di euro. Il nostro è un Paese ricco d’acqua, perché annualmente cadono circa 300 miliardi di metri cubi di pioggia, di cui però ne riusciamo a trattenere al suolo solo 45. Quasi 50 anni fa, nel 1971, la Conferenza Nazionale sulle Acque indicò in almeno 17 miliardi di metri cubi, la capacità d’invaso necessaria a rispondere alle esigenze di crescita del Paese nel 1980. Quarant’anni dopo la potenzialità di raccolta delle 534 dighe italiane è ferma a 11,9 miliardi. Risulta evidente l’importanza, soprattutto nella prospettiva di un rilancio dell’Italia collegato al New Green Deal, di aumentare sensibilmente la capacità d’invaso per sopperire alle accresciute esigenze idriche.” Ad evidenziare tali dati è stato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
“Il settore, che utilizza maggiori risorse idriche, è l’agricoltura, con circa venti miliardi di metri cubi all’anno, soprattutto nel Nord Italia, per irrigare complessivamente 3.300.000 ettari. Sta, però, crescendo in molte aree del Paese – ha proseguito il Presidente ANBI – la richiesta d’irrigazione per migliorare la competitività sui mercati; inoltre, numerose produzioni agricole, a causa del ripetersi di stagioni siccitose accompagnate da alte temperature, necessitano ora di risorse idriche durante l’intero arco dell’anno. Infine, va considerato che una costante disponibilità d’acqua ridurrebbe lo spopolamento delle aree collinari e montane. Risulta quindi fondamentale rendere disponibile più risorsa idrica – ha concluso Vincenzi – attraverso la realizzazione anche di piccoli invasi e l’incremento della superficie servita da impianti irrigui.”

OSSERVATORIO ANBI SULLE RISORSE IDRICHELA GRANDE SETE DELLA BASILICATA E LE PIOGGE CONCENTRATE DI UMBRIA E VENETO

È la Basilicata la regione più assetata d’Italia: lo si evince dal bollettino settimanale dell’Osservatorio ANBI sullo Stato delle Risorse Idriche; la disponibilità d’acqua nei bacini lucani si sta riducendo, infatti, di circa due milioni di metri cubi al giorno, segnando un deficit complessivo di oltre sessantacinque milioni rispetto al 2019. Situazione analoga in Puglia, dove il deficit sul 2019 è di circa sessantaquattro milioni e le riserve si assottigliano di circa un milione di metri cubi a settimana. Restando al Sud, il deficit idrico siciliano è di circa settanta milioni di metri cubi rispetto ad un anno fa; nel mese di Giugno, la disponibilità negli invasi dell’isola è calata di oltre ventuno milioni di metri cubi.
È in controtendenza, invece, la situazione in Calabria, dove l’importante diga di Sant’Anna, sul fiume Tacina, segna la maggiore disponibilità idrica (oltre undici milioni di metri cubi) del recente quadriennio. Risalendo l’Italia, l’invaso di Penne, in Abruzzo, è quasi al limite della capacità così come l’altezza delle acque del lago di Bracciano, nel Lazio, segna + 27 centimetri rispetto all’anno scorso. In Campania, invece, è di 50 centimetri l’altezza idrometrica del fiume Volturno, in ripresa, mentre crolla a soli 2 centimetri, quella del fiume Sele. Record di pioggia in Umbria, dove il mese di Giugno, con 117 millimetri, è il più piovoso dal 2016; è interessante segnalare che le precipitazioni si sono concentrate nell’arco di pochi giorni, lasciando il territorio all’asciutto per il resto del mese.
“E’ l’ennesima conferma della estremizzazione degli eventi atmosferici, per rispondere ai quali i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno approntato un Piano Nazionale di interventi per  la sistemazione del territorio ed il contrasto al dissesto idrogeologico: sono 3.869 progetti, perlopiù definitivi ed esecutivi, bisognosi di un investimento pari a 10.945 milioni di euro” ha commentato  Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
Nelle Marche, l’acqua contenuta nei principali bacini è pari a 46,62 milioni di metri cubi: quantità superiore al 2017, ma inferiore al resto del quinquennio. Pur in calo, restano confortanti le riserve idriche della Sardegna, ora circa al 77% della complessiva capacità d’invaso. Al Nord, continua il progressivo calo dei livelli dei grandi laghi, che comunque rimangono, ad eccezione del lago di Como, al di sopra della media storica. Restano sostanzialmente in media e comunque superiori allo scorso anno, le portate del fiume Po, così come quelle dei principali fiumi lombardi (Adda, Brembo, Ticino, Mincio, Chiese).
Le piogge più che dimezzate (46,3%) rispetto alla media storica non favoriscono la ripresa dei fiumi piemontesi e, infatti, Dora Baltea e Stura di Lanzo registrano livelli inferiori allo scorso anno. Singolare l’andamento delle portate dei fiumi veneti: nel mese di Giugno, sostenuti da copiose piogge (+70%sulla media mensile), avevano inizialmente registrato ottime performances per scendere sotto le medie storiche a fine mese ed ora cominciare a riprendersi (ad eccezione dell’anomalo Piave e, in parte, del Bacchiglione).
Migliora la situazione anche dei fiumi dell’Emilia Romagna che, ad eccezione del Savio, sono però  al di sotto delle medie storiche; da segnalare, infine che le dighe piacentine, dopo aver sfiorato la capacità massima, contengono ora 12,76 milioni di metri cubi, cioè il dato più basso del recente quinquennio (ad eccezione del siccitoso 2017) a testimonianza della maggiore richiesta d’acqua, proveniente dal territorio.
“In vista dei mesi più caldi, la situazione idrica va monitorata soprattutto nelle regioni del Centro Nord, soggette a forti e repentini sbalzi nelle disponibilità idriche, pregiudizievoli per gli andamenti colturali –conclude Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Ulteriori indicazioni si attendono dagli Osservatori distrettuali.”

CALABRIA: UNA QUESTIONE DA RISOLVERE

“Incomprensibilmente la società Multiutility A2A, che gestisce i laghi silani dopo averli programmati, ha ridotto, i rilasci dei volumi d’acqua per l’irrigazione nel fiume Simeri per la stagione irrigua 2020, con inevitabili ripercussioni sulle aziende agricole, che non possono vedere soddisfatta la richiesta di acqua ad uso irriguo necessaria per le colture”: questo quanto comunica il Consorzio di bonifica Ionio Catanzarese (con sede nella città capoluogo) in una lettera inviata alla società A2A ed alla Regione Calabria.
I rilasci di acqua a valle della centrale di Magisano da parte di “A2A”, prosegue la lettera, non costituiscono un “favore” della società, ma sono disciplinati dalla convenzione sottoscritta nel 1968 e tuttora in vigore tra gli allora Cassa per il Mezzogiorno ed Ente Nazionale per l’Energia Elettrica. Detta convenzione, stabilisce che la società, che gestisce gli impianti idroelettrici, deve, nel periodo da Giugno a Settembre di ciascun anno, rilasciare, sul fiume Simeri (sulla base dei diagrammi dei fabbisogni riportati nei progetti stessi a valle della centrale di Magisano) 24,6 milioni di metri cubi d’acqua e, laddove la disponibilità dell’invaso risulti inferiore a quello vincolato iniziale, la società è obbligata a sospendere l’esercizio degli impianti idroelettrici. Sebbene l’ente consortile abbia ottenuto un anticipo di 990.000 metri cubi dei rilasci concessi, nello scorso mese di maggio, ora gli scarichi a valle della centrale di Magisano sono assolutamente insufficienti a garantire l’erogazione del servizio irriguo.
E’ una situazione questa, che non è sostenibile e pertanto si chiede che “A2A”  assicuri il rilascio di almeno 110.000 metri cubi al giorno di risorsa idrica che, nel periodo Giugno-Settembre, corrispondono a complessivi 13.420.000 metri cubi d’acqua. Il suddetto volume, seppur sommato ai metri cubi rilasciati a Maggio, resta ben al di sotto dei 24,6 milioni da rilasciare come previsto dalla vigente convenzione. Laddove dovessero essere necessarie maggiori quantità di acqua, l’ente consorziale si riserva di chiedere l’aumento degli scarichi in alveo fino al raggiungimento della quantità di risorsa, stabilita in convenzione. Il Consorzio ha la necessità della programmazione e pertanto rinnova la richiesta per ottenere un calendario settimanale dei rilasci con l’indicazione degli orari, al fine di consentire un’ottimale pianificazione per l’accumulo della risorsa idrica. Inoltre, la scarsità d’acqua erogata non consente agli impianti irrigui di mantenere costantemente la pressione di esercizio, necessaria al corretto funzionamento ed alla regolare erogazione di acqua.
Il continuo svuotamento e riempimento delle linee principali, oltre ad arrecare danni alle colture, sta provocando rotture strutturali agli impianti per i quali, il Consorzio si riserva di chiedere l’eventuale ristoro nelle opportune sedi giudiziarie.

LOMBARDIA: UN PROBLEMA (QUASI) NUOVO

Il Consorzio di bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po (con sede a Mantova) ha effettuato un sopralluogo per verificare la situazione presso l’impianto di Boretto; davanti all’impianto, infatti, si è accumulata un’ingente quantità di sabbia, che ostruisce le bocche delle pompe, da cui si attinge l’acqua dal fiume Po per l’irrigazione. L’ente consortile deve togliere la sabbia, che viene caricata su una chiatta e spostata sulla sponda opposta del Grande Fiume.
La Protezione Civile dell’Emilia-Romagna ha stanziato a tale scopo 50.000 euro, che però non sono sufficienti a coprire tutte le spese. Con l’interessamento di A.I.Po (Agenzia Interegionale Po) e dell’Autorità di Bacino si stanno studiando ipotesi di intervento per fare in modo che in futuro questa situazione non si verifichi nelle proporzioni attuali, ma la soluzione non è di facile individuazione. Grazie a questa attività straordinaria di escavo, raramente condotta nel mese di luglio, l’ente consorziale sarà comunque  in grado di garantire, senza problemi, la risorsa irrigua a tutti gli agricoltori interessati.

PIEMONTE: OTTIMISMO PER LA STAGIONE IRRIGUA

Si è tenuta, a  Novara, l’Assemblea dei Delegati dell’Associazione Irrigazione Est Sesia (con sede in città), durante la quale è stato approvato il bilancio per l’esercizio 2019. Nel corso dell’Assemblea  è stato  fatto il punto sulla stagione irrigua in corso, che sta procedendo regolarmente, nonostante le risorse nevose siano ridotte ai minimi degli ultimi 20 anni.
Anche se le falde  non hanno ancora raggiunto i livelli ottimali per alimentare il sistema delle risorgive e dei fontanili, la disponibilità idrica è rimasta mediamente costante, grazie alle numerose precipitazioni ,che hanno caratterizzato Giugno, risultato il mese più ricco di precipitazioni degli ultimi 20 anni. La riserva attualmente accumulata nel Lago Maggiore fa sperare in una corretta prosecuzione della stagione irrigua.

VENETO:  IMPORTANTI FINANZIAMENTI PER LA MESSA IN SICUREZZA IDRAULICA DEL POLESINE

Il Consorzio di bonifica Adige Po (con sede a Rovigo) ha ottenuto dal Commissario per gli interventi conseguenti alla tempesta Vaia, l’importante finanziamento di  € 2.500.000,00 per un’importate opera di sicurezza idraulica nel territorio medio polesano, da realizzarsi nel triangolo tra i comuni Pontecchio Polesine, Guarda Veneta e Crespino,  a Sud del capoluogo rodigino.
Gli interventi rientrano nell’ampio progetto denominato “Lavori di sistemazione idraulica del bacino Ponte Foscari per far fronte alle nuove portate dei canali indotte dai cambiamenti climatici”: si tratta del risezionamento di alcuni canali con la demolizione e la ricostruzione di manufatti aventi oggigiorno caratteristiche insufficienti per garantire il regolare deflusso delle portate di piena, ormai nettamente superiori  a causa dei mutamenti climatici. Particolarmente significativa è l’attenzione ai calcoli idraulici, necessari a definire con precisione le portate di piena  prevedendo, in casi di precipitazioni particolarmente intense, lo scolo delle acque nel Collettore Padano-Polesano attraverso una nuova inalveazione.
Per i casi estremi è inoltre prevista la realizzazione di un nuovo impianto idrovoro, in grado di sollevare fino a quattromilacinquecento litri al secondo. Ora che le risorse sono state stanziate inizia una nuova corsa contro il tempo: è fissata infatti al 30 settembre, la data ultima per la stipula dei contratti con le imprese vincitrici delle gare d’appalto, pena la revoca dei finanziamenti.

EMILIA ROMAGNA: CONVENZIONE PER GESTIONE TRATTI STRADE COMUNALI

Firmata la convenzione tra Consorzio di bonifica Piacenza (con sede in città) ed i Comuni di Morfasso, Bettola, Coli, Ferriere per la collaborazione alla sistemazione e gestione di alcuni tratti di strade comunali, ricomprese tra collegamenti di bonifica o naturale prosecuzione di queste ultime. L’ente consortile ogni anno definirà la disponibilità delle risorse da destinare agli interventi, oggetto della convenzione, dandone informazione ai Comuni, che stileranno un programma di lavori da realizzare con priorità, cui farà seguito una valutazione tecnico-economica.
Per quanto ritenuto fattibile e realizzabile seguirà un progetto esecutivo, la sua realizzazione ed il cofinanziamento. A carico dei Comuni rimarrà l’esecuzione delle manutenzioni invernali (spazzaneve e spargisale), nonché lo sfalcio delle scarpate e delle banchine delle strade di bonifica. Ad oggi sono già stati effettuati i primi sopralluoghi tecnici congiunti ed è in via di definizione il piano di lavoro. Con la firma di questo documento è stato raggiunto un proficuo accordo, che riuscirà a mettere in sicurezza alcuni collegamenti importanti come la strada tra Montosero e la Provinciale del Cerro, dando un importante servizio ad una delle comunità più numerose della  vallata.

TOSCANA: PER LA SICUREZZA DELLA VALLE DELL’ORCIA

Il ponticello anni ’70, che ad ogni precipitazione intensa  si trasforma in una sorta di diga capace di provocare allagamenti e danni nella valle dell’Orcia, una delle più belle, note e amate del mondo, aveva richiamato anche l’attenzione dei media nazionali. Ora arriva la certezza dal Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud (con sede a Grosseto): il pericoloso attraversamento della Strada Provinciale 117 sul torrente Spagnola, collocato nelle immediate vicinanze della frazione di Sant’Angelo Scalo, nel comune di Montalcino e che, ad ogni pioggia, rischia di minacciare i prestigiosi vigneti di Brunello, presto sarà sostituito.
L’analisi della situazione ha portato ad individuare la necessità di introdurre un nuovo ponte di luce non inferiore a 14 metri, capace di reggere piene con tempo di ritorno pari a 200 anni; prevista  anche la risagomatura della sezione idraulica e la riprofilatura del fondo alveo. L’intervento richiederà un investimento complessivo di circa trecentoventimila  euro, intercettati sull’ordinanza del Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico;  i tempi di realizzazione dovrebbero concludersi nell’arco di 150 giorni lavorativi, a partire dall’affidamento dei lavori.

VENETO: ALTRO TASSELLO SULLA MAGLIA IDRAULICA COMUNALE

Nuovo intervento sulla maglia idraulica nel comune di Noventa Padovana: si sono conclusi i lavori di miglioramento della rete per garantire il normale deflusso delle acque meteoriche nella rete idraulica in gestione al Consorzio di bonifica Bacchiglione (con sede a Padova). Grazie all’accordo di programma tra Regione Veneto, ente consorziale e  Comune di Noventa Padovana è stato possibile realizzare i lavori, al fine di garantire un primo invaso delle acque meteoriche ed  il loro deflusso verso il canale di scarico, evitando così allagamenti nelle aree urbane.
L’intervento ha previsto la pulizia e la rimozione della vegetazione lungo le sponde e la riprofilatura a sezione ristretta dei fossati per rendere i livelli delle acque, compatibili con lo scarico negli scoli consortili, intervenendo sulle criticità causate dalla poca manutenzione dei fossi privati, ostruiti a causa della vegetazione incolta e delle frane spondali, verificatesi nel corso del tempo.  La spesa complessiva per lo svolgimento dei lavori è stata di 86.470 euro, di cui 50.000 euro finanziati da Regione Veneto ed il re sto a carico del Comune interessato.

TOSCANA: APPROVATA LA PRIMA SOCIAL MEDIA POLICY: BANDITI CONTENUTI OFFENSIVI

Il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca)  ha approvato la sua “social media policy”: le linee guida  per l’utilizzo dei suoi social network.  Lo scopo, si legge nel documento, è quello di favorire livelli crescenti di trasparenza, confronto, dialogo, interazione e partecipazione; il testo è pubblicato sul sito Internet dell’ente consortile.
I canali di comunicazione codificati dalle linee guida, oltre al sito Internet istituzionale, sono Twitter, Facebook, Instagram e YouTube, su cui l’ente consorziale ha profili già attivi; tra i nuovi servizi in partenza: una piattaforma di WhatsApp e un canale Telegram, attraverso i quali i cittadini potranno essere informati in tempo reale sui lavori in partenza e sulle allerte meteo. La “social media policy” parte dal principio del rispetto: sono banditi, infatti, contenuti violenti, offensivi, denigratori, nonché l’accesso e l’utilizzo con “fake identity”. Un capitolo del documento è anche riservato alla garanzia del trattamento dei dati personali degli utenti: il Consorzio, infatti, assicura la massima privacy a tutti i cittadini.

EMILIA ROMAGNA: OBBIETTIVO CENTRATO

Nei giorni scorsi, con l’approvazione  del bilancio consuntivo 2019 e l’incontro a Ferrara con i Sindaci della provincia, per il Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara (con sede nella città estense) si è chiuso ufficialmente il 2019, guardando però al futuro: il bilancio consuntivo presentato, infatti, è la fotografia dell’attività svolta, ma anche della gestione di ciò, che è successo sul  territorio in seguito all’andamento del clima, che sempre più condiziona la sicurezza idraulica ed il servizio irriguo.
Nel 2019, infatti, sulla provincia sono caduti 772 millimetri di pioggia, sopra la media ma con un andamento non regolare, che ha comportato alti consumi e quindi maggiori costi per l’energia elettrica (su circa cinque milioni di euro, 2:3 sono  accise e costi fiscali!), mettendoci in difficoltà.  Nel  sistema consortile di canali sono transitati ben 2 miliardi di metri cubi d’acqua, arrivati con le piogge e altri 400 milioni di metri cubi sono stati derivati dal fiume Po. Un altro elemento importante è legato alle scelte colturali delle aziende agricole, con servizi irrigui particolari ed anticipati (nel 2019 al 1° marzo; 337 richieste pari a 2.810 ettari) o posticipati (114 domande per 668 ettari); di particolare rilievo ed impegno sono i circa tredicimila ettari di secondo raccolto: un dato costantemente in crescita.
A supportare l’attività sono i contributi richiesti ai consorziati che, nonostante il pagamento 2020 cadesse nel periodo del Covid-19, hanno dato una risposta positiva, facendo registrare un incasso in linea  al preventivato.

MARCHE: ASSEMBLEE COMPRENSORIALI

Il Comprensorio A (Foglia, Metauro, Cesano) del Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro) ha eletto, a Fermignano, il suo nuovo Presidente (Roberto Talevi), proseguendo l’iter per il rinnovo degli organi comprensoriali e questa volta è toccato ai rappresentanti della provincia di Pesaro e Urbino. Nel corso dell’Assemblea è stato evidenziato il ruolo determinante dell’ente consortile nella lotta al dissesto idrogeologico con 3.538 interventi eseguiti nei 4 comprensori; sottolineato anche l’apporto fondamentale dato all’agricoltura marchigiana con la fornitura di 13.620.433 metri cubi d’acqua per l’irrigazione; strategica anche la “terza funzione” dell’ente consorziale al servizio di Regione, Province e Comuni marchigiani attraverso la progettazione e direzione lavori di ponti, edifici ed opere idrauliche, tra cui spiccano la messa in sicurezza del ponte di Castreccioni (diga di Cingoli) e la sistemazione idraulica del fiume Misa. In precedenza, a Macerata si era tenuta l’Assemblea del Comprensorio C  (Musone, Potenza, Chienti, Asola e Alto Nera) ; presidente è stato eletto Angelo Accorroni. A Pedaso, infine, si è svolta l’Assemblea del Comprensorio D (Aso, Tenna, Tronto): Giovannino Antognozzi è il nuovo Presidente.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
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