Anno XXII, n. 24 venerdì, 19 giugno 2020

RECORD DI SICCITÀ IN ROMAGNA:
È PIOVUTO IL 70% MENO CHE IN ISRAELE! IL CER DISTRIBUISCE IL DOPPIO DELL’ACQUA IRRIGUA

Nel comprensorio dell’Emilia Romagna centro orientale, sotteso all’influenza diretta dei benefici idrici del Canale Emiliano Romagnolo (C.E.R.), la quantità di precipitazioni, caduta dall’inizio dell’anno sino a Maggio, è la più bassa dagli anni ’50: a diffondere il dato è stata l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), che informa anche come si siano finora registrati solo 70 millimetri di pioggia nel Ferrarese ed in Romagna, così come circa novanta millimetri in provincia di Bologna.
È un record negativo, perfino se comparato alle medie di Israele, uno dei Paesi più siccitosi in assoluto e cui spesso si fa riferimento: la pioggia è stata appena il 30% di quella caduta ad Haifa e Gerusalemme, un’area del mondo, in cui mediamente piovono, nello stesso periodo, oltre trecento millimetri. Per queste ragioni di estrema necessità, l’attività del Canale Emiliano Romagnolo è iniziata con largo anticipo, già da fine Febbraio, per salvare i trapianti di bietola da seme, che rischiavano di essere compromessi irrimediabilmente per la mancanza d’acqua; sempre in Febbraio hanno rischiato di soccombere alla siccità anche le produzioni precoci di colture da foglia come gli spinaci destinati all’industria di surgelati. L’appassimento di centinaia di ettari è stato evitato mediante consistenti prelievi idrici dal fiume Po e la loro immediata distribuzione alle aziende agricole per opera dei Consorzi di bonifica Renana (con sede a Bologna), Romagna (con sede a Ravenna), Romagna Occidentale (con sede a Lugo, nel ravennate). Oltre a questo, va considerato che l’acqua prelevata dal fiume Po si è resa indispensabile per alimentare, come di consueto, anche 3 potabilizzatori romagnoli e l’intero complesso petrolchimico di Ravenna, da sempre collegato ed associato al sistema idrico C.E.R.. L’assoluta mancanza di pioggia è proseguita con severità in Marzo, Aprile e Maggio, costringendo le aziende agricole ad irrigare anticipatamente ogni coltura erbacea (comprese alcune centinaia di ettari di frumento), nonché ad iniziare le irrigazioni su frutteti e vigneti per non compromettere le produzioni con cascole di frutticini, indotte dallo stress idrico.
“Il 2020 – ha commentato l’emiliano Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - ha ulteriormente dimostrato come il cambiamento climatico stia diventando sempre più severo con incremento delle temperature medie di quasi 2 gradi in Emilia Romagna e conseguente maggiore necessità d’irrigazione per soddisfare l’accresciuta sete delle campagne.”
Alle “desertiche” piogge registrate sino a Maggio sono seguiti alcuni acquazzoni nella prima decade di Giugno che, seppur positivi, non hanno cambiato la situazione. L’acqua distribuita dal Consorzio di 2° grado C.E.R. (con sede a Bologna) è stata, sino alla prima decade di Giugno, pari a 130 milioni di metri cubi: più del doppio della media storica! Fortunatamente, le piogge cadute in Piemonte e Lombardia hanno mantenuto i livelli del Po a quote idonee al prelievo, seppure in continuo preoccupante calo per settimane.
“Mentre l’acqua del Canale Emiliano Romagnolo sta diventando assolutamente irrinunciabile per l’economia e l’ambiente – hanno sottolineato il Presidente, Massimiliano Pederzoli ed il Direttore Generale del Consorzio C.E.R., Paolo Mannini – l’estremizzazione degli eventi meteo sta minando la certezza di un sicuro approvvigionamento dal Po. L’ente consortile è perciò in piena operatività anche nell’innovazione sul risparmio idrico grazie ad irrigazioni di precisione, sistemi di trasporto dell’acqua intelligenti, nonché strategici lavori di modernizzazione degli impianti e manutenzione dei rivestimenti del canale.”
“Preoccupati dal peggioramento della crisi climatica – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – accanto alla realizzazione di nuovi invasi si sta anche rivalutando un vecchio progetto per la costruzione di un grande bacino idrico della capacità di 26 milioni di metri cubi da posizionare sull’Appennino Bolognese, in zona Castrola, collegandolo al canale C.E.R. per integrare le risorse idriche in caso di possibili emergenze idriche.”

TOSCANA: DISTRETTO 23: UNA SFIDA DA VINCERE

allentare l’uso dei pozzi privati, promuovere e far crescere l’uso dell’irrigazione collettiva, utilizzare la risorsa disponibile senza sprechi: questi gli obbiettivi, che hanno convinto il Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) ad avviare un ambizioso progetto: realizzare il Distretto 23 per consegnare l’acqua su una superficie irrigabile di circa duemilatrecento ettari. Un maxi-disegno che, una volta ultimato, sarà in grado di soddisfare le esigenze irrigue di un’area pari a 2/3 di quella attualmente servita dai 4 distretti.
Così, l’importante infrastruttura, che può contare sulla consistente disponibilità idrica di qualità dalla diga di Montedoglio, è diventata, per l’Alto Valdarno, il simbolo della Giornata Mondiale della Lotta alla Desertificazione e alla Siccità. Con i suoi 40 chilometri di condotte, il gigante irriguo della Valdichiana, progettato dall’ente consortile, abbraccerà diversi comuni: Foiano della Chiana (oltre milleseicento ettari), Castiglion Fiorentino (poco meno di cinquecento ettari), Marciano della Chiana (oltre cento ettari), Lucignano (quasi novanta ettari), Cortona (3 ettari). La maxi-superficie può essere suddivisa in 3 aree: la zona collinare di Pozzo della Chiana e del Rio di Renzino a Nord Ovest; il fondovalle del torrente Esse a Sud Ovest; la pianura di bonifica ad Est, quella più complessa, perché attraversata da infrastrutture e corsi d’acqua. Per le dimensioni e l’importanza, la scelta progettuale è caduta su un meccanismo. che ne consentirà la realizzazione in 3 stralci.
L’infrastruttura è progettata sulla base dei fabbisogni irrigui delle imprese agricole del comprensorio e sui loro piani di sviluppo colturali, tenendo conto delle evoluzioni, che i cambiamenti climatici comporteranno per le piantagioni; permetterà di adottare le moderne tecniche irrigue ed efficientamento idrico; avrà la rete di distribuzione alimentata a gravità e con pressioni minime costanti, non inferiori alle 3 atmosfere. Il costo complessivo stimato è di circa ventotto milioni e mezzo di euro con un primo stralcio, in progettazione definitiva, su oltre novecento ettari per una spesa complessiva di circa diciotto milioni.  La presentazione del progetto si è tenuta a Foiano della Chiana, presenti, oltre al Sindaco ed ai vertici dell’ente consortile, Marco Remaschi, Assessore Agricoltura di Regione Toscana e Lucia De Robertis, Vicepresidente Consiglio Regionale Toscana.

PUGLIA: SI ESTENDE L’IRRIGAZIONE

Il Consorzio di bonifica montana Gargano (con sede a Foggia) estende la rete d'irrigazione, assicurando acqua ad una superficie di circa quattrocento ettari, che porteranno a 1.300 gli ettari irrigati attraverso la rete consortile (Carpino, Ischitella, Rodi Garganico, Vico del Gargano, Vieste). Il nuovo lotto irriguo nell’agro di Carpino persegue l'obiettivo di una razionalizzazione delle reti private esistenti e di un'ottimale utilizzazione delle risorse idriche presenti nel sottosuolo; con tale opera si intende, infatti, monitorare i prelievi dalla falda - evitando o limitando il prelievo non coordinato.
Grazie a 125 punti di consegna, il nuovo lotto assicurerà l’irrigazione ad una superficie di ulivi. Il nuovo lotto rientra nel più ampio progetto irriguo, interessante le piane di Varano mediante l'utilizzo di risorse idriche sotterranee già disponibili e la realizzazione delle necessarie opere di sistemazione idraulica dei terreni vicini al locale lago. Sono in attesa di finanziamento anche il quarto ed il quinto lotto, che prevedono l’attrezzamento di superfici pari rispettivamente a trecento e duecentocinquanta ettari circa.

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA DESERTIFICAZIONE
CONSORZI DI BONIFICA SENZA FRONTIERE: CREATA UN’AREA AGRICOLA IN SENEGAL DOVE IL CUNEO SALINO INARIDISCE I SUOLI

Dal Veneto al Senegal nel nome dell’acqua e dell’agricoltura: il Consorzio di bonifica Veneto Orientale (con sede a San Donà di Piave, in provincia di Venezia) ha avviato un importante progetto di cooperazione internazionale nello Stato africano, unitamente all’azienda di servizi idrici integrati LTA (Livenza Tagliamento Acque); il progetto si chiama “Aiutiamoli in Africa” ed è promosso dall’associazione onlus Milena Pallamin.
“E’ un esempio della cultura del fare, insita nell’operare dei Consorzi di bonifica ed irrigazione – ha evidenziato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – L’intervento ha infatti caratteristiche di riproducibilità, così da poter essere replicato a servizio delle comunità idricamente sofferenti. È opportuno ricordare che anche in Italia esistono regioni a rischio come Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e soprattutto Sardegna, dove il pericolo desertificazione incombe sul 52% del territorio e l’11% ne risulta già colpito.”
L’iniziativa ha visto realizzare un primo appezzamento agricolo di 5 ettari, adibito alla coltivazione di orticole a beneficio del Réseau des femmes d’Oulampane (Comunità delle Donne di Oulampane), nell'area della Casamance fortemente colpita dalle conseguenze del cambiamento climatico e, in particolare, dalla risalita del cuneo salino. È stato costruito un pozzo attrezzato con pompa a pannelli solari, raccordato ad un sistema per la raccolta dell'acqua, distribuita attraverso condotte irrigue; successivamente, il sito è stato recintato ed è stato eretto un magazzino per il deposito e la vendita dei prodotti orticoli.
“L’acqua è una risorsa di tutti a servizio della Terra e delle sue comunità – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI  – Il progetto in Senegal è un tassello della nostra apertura verso il mondo e che vede l’esperienza degli enti consortili italiani, frequente protagonista di scambi sia con i Paesi più aridi del Mediterraneo e dell’Africa, sia con maestri dell’ingegneria idraulica, come gli olandesi  o della gestione ambientale come i britannici.”

                                                              

 

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE:
LA PIOGGIA RIMPINGUA I FIUMI DEL NORD: UNA CASSAFORTE CON LA PORTA APERTA

In questo momento, i fiumi del Nord Italia sono un forziere con la porta aperta: è questa la metafora, che si evince dal bollettino settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che segnala come le recenti piogge abbiano fortemente cambiato il panorama idrico delle regioni settentrionali.
“E’ una ricchezza, che non stiamo accantonando e che rischiamo di rimpiangere di fronte ad un andamento climatico quantomai alterno – ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – Contiamo che il Governo proceda alla necessaria infrastrutturazione idraulica del territorio, pur nel rispetto delle compatibilità ambientali e paesaggistiche.”
Ad evidenziare il paradosso è soprattutto il fiume Po, al di sopra della media ad ogni rilevamento da Torino a Pontelagoscuro; eppure, come ha evidenziato l’Autorità di Distretto, basterà qualche settimana senza precipitazioni per cadere in una situazione di criticità.
“Oggi sarebbe quantomai necessario poter disporre di quei bacini, che creerebbero utili riserve d’acqua, trattenendo contestualmente quelle ondate di piena, tornate a far paura in alcune realtà e che sono state meglio controllate, laddove si sono potute allagare aree a ciò deputate. Purtroppo, esperienze troppo limitate” ha chiosato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
Positiva permane la condizione dei grandi laghi; conseguentemente, pur fra alti e bassi, sono sostanzialmente in media anche i principali fiumi della Lombardia: Brembo, Ticino, Adda, Mincio, Chiese. Nel Veneto, è in ripresa il fiume Adige, così come Bacchiglione e Brenta, mentre Piave e Livenza sono ai livelli massimi da 4 anni in qua. Se in Piemonte solo il fiume Tanaro pare godere delle maggiori piogge di Maggio, sono in forte ripresa idrica i corsi d’acqua dell’Emilia Romagna; nella stessa regione stanno scendendo i livelli delle dighe piacentine, complici l’andamento pluviometrico e l’apertura della stagione irrigua. Restano deficitarie rispetto all’ultimo quinquennio anche le dighe delle Marche: negli invasi, nonostante le recenti piogge, si sono accumulati solo 500.000 metri cubi d’acqua in più, facendo registrare una disponibilità complessiva, inferiore anche al 2017 siccitoso.
In Umbria, Maggio si segnala invece come il mese meno piovoso (mm.36,93) del recente quinquennio. Diversa è la disponibilità idrica, presente in Toscana che, comunque in calo, si mantiene superiore al 2017, nonostante Maggio abbia segnato un calo delle precipitazioni mediamente attorno al 40%, seppur con forti differenziazioni fra aree geografiche. In Sardegna, i bacini sono pieni oltre l’88% della capienza con il record dell’invaso del Liscia, riempito al 99%. Resta migliore del 2019 la situazione del lago di Bracciano nel Lazio, mentre non si può dire altrettanto dei principali fiumi della Campania: sia Volturno che Sele sono deficitari rispetto al biennio scorso. Al Sud, solo le disponibilità idriche della Calabria paiono essersi positivamente stabilizzate, mentre continuano inesorabilmente a calare i livelli dei bacini di Puglia e Basilicata.


MARCHE: ILLUSTRATO STATO DELL’ARTE

Sono quasi conclusi i lavori alla vasca di espansione sul fiume Foglia, in zona Ca’ Paci di Pesaro; lo stato di avanzamento lavori (imposto complessivo: € 2.200.000,00) è stato illustrato dal Consorzio di bonifica Marche (con sede nella città capoluogo) ai vertici della Regione. Si tratta di un’opera strategica attesa da tempo, fondamentale per la difesa del centro urbano.
La cassa di espansione costituisce il primo stralcio esecutivo degli interventi di sistemazione sul fiume Foglia e si inserisce nel quadro generale di interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico nel territorio di Pesaro. L’area della cassa ricopre una superficie di oltre diciassette ettari, con un volume massimo di invaso, pari a mc. 308.770. Le finalità principali delle opere sono di fornire la riduzione delle condizioni di rischio idraulico, indotte dal Rio La Fossa e di predisporre le aree di intervento per il futuro ampliamento dell’opera di invaso, funzionale alla mitigazione delle piene del Foglia.
Al fine di salvaguardare il delicato ecosistema fluviale, mitigare visivamente l’intervento e creare i presupposti necessari alla formazione di un’area umida a significativa valenza ambientale, è stato previsto un taglio selettivo delle specie arbustivo-arboree alloctone, riqualificando la vegetazione presente mediante messa a dimora di formazioni arbustive a dominanza di pioppi e salici. La realizzazione degli interventi non comporterà impatti significativi sulla comunità ittica del Foglia.

TOSCANA: UN ESEMPIO DI FATTIVA ECOLOGIA FLUVIALE

Le piogge molto abbondanti tra Novembre e Dicembre 2019 e gli ultimi temporali primaverili avevano fatto accumulare diverse sabbie e detriti nel tratto del torrente Mugnone sotto il Ponte Rosso, a Firenze.
Qui il Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno (con sede nella “città gigliata”) era intervenuto in passato per allargare la sezione idraulica e permettere maggiore possibilità di espansione delle acque che, proprio in quel punto, allargandosi, rilasciano gran parte del trasporto solido tipicamente contenuto nelle ondate di piena.
Finita la stagione invernale si è dunque reso necessario l’intervento di rimozione e movimentazione del materiale presente sotto il ponte: sabbie e ghiaie, che l’ente consortile ha subito riutilizzato in loco per risistemazioni del fondo delle piste di servizio in alveo; anche questa è ecologia della gestione dei corsi d’acqua!

VENETO: ADEGUAMENTO IDRAULICO

Il Consorzio di bonifica Adige Po (con sede a Rovigo) ha redatto un progetto (importo: € 2.500.000,00) per il risezionamento del canale Buniolo che, oltre al capoluogo, attraversa i comuni di Ceregnano ed Adria; lo scopo è garantire la sicurezza del bacino idraulico, che si estende su una superficie di 1.500 ettari.
Il progetto prevede l’adeguamento delle caratteristiche idrauliche del corso d’acqua, tenendo conto delle maggiori portate conseguenti all’aumento delle aree urbanizzate e soprattutto dei cambiamenti climatici. I lavori progettati nella scorsa primavera sono stati aggiudicati alla fine dell’estate 2019 e sono tuttora in corso. L’intervento è finanziato dalla Regione Veneto.

TOSCANA: PARTONO LAVORI

A giorni aprirà il cantiere, affidato dal Consorzio bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca) e che si occuperà della sistemazione del Rio Ponticelli, in località Casoni, dopo che, a seguito delle piogge dello scorso inverno, un tratto della sponda sinistra ha ceduto.
I lavori prevedono la realizzazione di opere antierosione: l’intera sponda franata verrà ripristinata con un rinforzo generale per limitare che il transito dell’acqua intacchi nel tempo la struttura arginale.
I lavori saranno realizzati, utilizzando moderne tecniche di ingegneria naturalistica: la nuova sponda verrà interamente rivestita di biostuoia, materiale biodegradabile che favorirà la veloce ricrescita della vegetazione erbacea.

LOMBARDIA: ALLERTA MALTEMPO

A seguito delle intense precipitazioni (la pioggia caduta in 8 ore ha raggiunto, a seconda delle zone, dai 60 ai 100 millimetri) il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano) ha sorvegliato la situazione attraverso il sistema di monitoraggio sia sul reticolo di competenza, sia sui corsi d’acqua affidati da Regione Lombardia.
Inoltre, i tecnici e gli operai reperibili, durante il picco di piena dei torrenti del Nord-Ovest milanese, hanno raggiunto le aree interessate dalle maggiori criticità; tra queste, la zona di confluenza tra i torrenti Guisa e Nirone a Nord dell'ex sito Expo (ora MIND), per la cui salvaguardia si è dimostrata efficace la vasca di laminazione sul Guisa a Garbagnate Milanese e che ha contributo notevolmente a limitare le portate defluenti verso valle.
È stata alta l'attenzione anche sul versante ad Est di Milano per quanto riguarda il sistema delle Trobbie; il personale reperibile è riuscito a contenere le 3 ondate di piena dei torrenti, immesse nel Naviglio Martesana senza operare manovre di riduzione delle portate derivate dal fiume Adda, al fine di salvaguardare l’erogazione delle dispense irrigue, grazie alla gestione della vasca di laminazione di Inzago. Per quanto riguarda la rete dei Navigli occidentali (Naviglio Grande, Naviglio Bereguardo e Naviglio di Pavia), a fronte di precipitazioni nettamente superiori alla media, si è operato sugli scarichi di San Cristoforo, Conca Fallata e Fosson Morto.

VENETO: PROGETTI FINANZIATI

Sono stati finanziati, dal Ministero dell’Ambiente, 2 interventi, riguardanti la sistemazione del rio Porra a Limena e del rio Settimo tra Montegalda e Grisignano; il Consorzio di bonifica Brenta (con sede a Cittadella, nel padovano) ha completato i relativi progetti, che sono stati approvati dai Geni Civili di Padova e di Vicenza.
Con fondi 2020 della Protezione Civile nazionale, inoltre, sono stati finanziati 2 nuovi interventi: “Interventi di ripristino dei danni su manufatti di presa nel fiume Brenta in comune di Bassano del Grappa” e “Scolmatore di piena dei canali Piazzola, Marina, Porretta e Barcarolo in comune di Piazzola sul Brenta”. Si stanno ultimando i progetti esecutivi. È inoltre stato completato il progetto esecutivo della cassa di espansione tra Mestrino e Veggiano sui corsi d’acqua Ceresone e Tesinella, anch’esso finanziato con fondi della Protezione Civile Nazionale.

EMILIA ROMAGNA: PRIMA USCITA CONSORZIALE POST COVID-19

Prima uscita dell’anno per il Consiglio di Amministrazione del Consorzio di bonifica Emilia Centrale (con sede a Reggio Emilia) e prima uscita stagionale dopo la fase più acuta dell’emergenza Covid-19, che ha obbligato ad una rapidissima ridefinizione delle mansioni operative dello staff tecnico e impiegatizio consortile.
La sede scelta per l’incontro, in cui si è approvato il bilancio 2019 (chiuso in pareggio e con molteplici investimenti in favore dei territori) ma soprattutto si è provveduto a focalizzare l’attenzione sulle nuove strategie di pianificazione lavori nel vasto comprensorio, è caduta sull’area attrezzata, che l’ente consortile ha allestito presso la cassa di espansione sul cavo Tresinaro, nel territorio di Rio Saliceto.
L’opera di difesa idraulica, inaugurata nel 1998 e che contiene fino a 2,5 milioni di metri cubi di acqua, evita eventuali esondazioni del cavo nell’area carpigiana e, al contempo, rappresenta un vero polmone vitale per la biodiversità della zona, essendo stata riconosciuta zona comunitaria protetta. Il bilancio consuntivo dell’ente consortile è corredato da una relazione, che contiene ampi ragguagli sulle attività svolte nel 2019: in pianura, i tecnici hanno lavorato a 37 interventi di manutenzione straordinaria e:o nuove opere per  46,5 milioni di euro; sono stati inoltre eseguiti, con personale e mezzi consortili, 60 interventi di manutenzione straordinaria di canali ed impianti per oltre due milioni di euro; sempre in pianura, l’ente consorziale ha definito 46 accordi di collaborazione (Comuni, Province ed altri enti) per la realizzazione di nuovi interventi; in montagna e collina l’ “Emilia Centrale” ha progettato od eseguito  149 interventi per quasi nove milioni di euro.

PIEMONTE: PROGETTO ARETE’. ACQUA IN RETE

Aretè per i greci significava virtù: “ciò che rende la vita umana degna di essere vissuta, ricca di significato ed esempio per gli altri”. Questo nome riassume l’obbiettivo generale: accrescere il valore ecologico di zone già tutelate, rafforzandone il ruolo di aree, sorgente di biodiversità ed esportando le esperienze più virtuose.
L’area, in cui si sviluppa il progetto Aretè è molto vasta ed eterogenea: include un’ampia fascia di territorio tra Piemonte e Lombardia, che ha come fulcro la Valle del Ticino e si irradia verso Nord-Est nella zona delle Colline Novaresi, verso Sud interessando la Lomellina nella Zona di Protezione Speciale “Risaie della Lomellina” e verso Ovest nell’area dell’Alto Milanese. Tale progetto si propone di migliorare la qualità degli ambienti naturali ed agricoli; coinvolge 3 aspetti strettamente collegati: le aree boscate (i boschi della Valle del Ticino e di alcune zone della Lomellina rappresentano un’eccellenza territoriale; previsti interventi di restauro forestale; tra le specie interessate alla reintroduzione ci sono la farnia, il ciliegio selvatico e la sanguinella); gli agroecosistemi (marcite, prati sommersi, aree erbose a fioritura prolungata, macchie arbustive contribuiscono a rendere più ospitali le aree agricole; l’obbiettivo è di incrementare la biodiversità nelle campagne); il reticolo irriguo (gli interventi previsti consentiranno di migliorare la distribuzione dell’acqua, con la creazione di aree umide, la riqualificazione delle sponde per creare ambienti adatti alla fauna ed alla flora locale, l’incremento delle superfici gestite a marcita o prato allagato, la riqualificazione di boschi).
Nello specifico, il progetto si pone i seguenti traguardi: mettere a sistema studi e progetti territoriali; individuare soluzioni operative, cercando di mantenere equilibrio tra le diverse esigenze espresse dalla realtà locale; assicurare uno sviluppo eco-compatibile ed un ambiente vivibile alla comunità; promuovere lo scambio e la divulgazione di conoscenze sui problemi ambientali e lo sviluppo sostenibile. Il progetto è supportato dalla Fondazione Cariplo ed è realizzato da una squadra di partner, tra cui l’Associazione Irrigazione Est Sesia (con sede a Novara).

EMILIA ROMAGNA: INDIVIDUATA COPPIA DI LUPI STANZIALI

Dopo anni di segnali saltuari (rilevati a partire dal 2014 fino al 2019) da alcuni mesi è stata individuata la presenza stabile di una coppia di lupi nell’area protetta di Campotto, nel comune di Argenta. Sulla base delle tracce trovate e dei comportamenti, che le fototrappole hanno registrato dall’inizio del 2020, secondo gli esperti si tratta di 2 esemplari giovani, maschio e femmina, giunti nelle valli di Argenta attraverso le aste dei fiumi, che confluiscono in questo strategico nodo idraulico: Reno, Idice e Sillaro. 
Qui, nei 1.650 ettari delle casse di espansione del Consorzio di bonifica Renana (con sede a Bologna) dove confluiscono le acque della pianura felsinea, grazie al susseguirsi di progetti di rinaturalizzazione sono stati ricreati tutti gli ambienti tipici degli ecosistemi d'acqua dolce: prati umidi, valli, canali e boschi igrofili. La provenienza di questi esemplari di lupo è appenninica: attraverso le “greenways” delle vie d’acqua, i lupi in dispersione viaggiano per molti chilometri, alla ricerca di areali inediti ed alternativi a quelli già occupati dai branchi originari e in cui vi sia adeguata disponibilità di prede; l’ecosistema dell’area protetta delle Valli di Argenta, gestito dall’ente consorziale e sesta  stazione del Parco regionale del Delta del Po, presenta anche ambienti di rinaturalizzazione integrale ed inaccessibile, scelti dalla coppia di lupi come base del loro areale attuale.

NUOVO PRESIDENTE ANBI VENETO

Francesco Cazzaro, Presidente del Consorzio di bonifica Acque Risorgive (con sede a Venezia Mestre) è stato eletto alla guida di ANBI Veneto (11 enti consortili con oltre millecinquecento dipendenti); succede a Giuseppe Romano, che ha presieduto l’associazione regionale per 10 anni.
Vice è stato nominato Paolo Ferraresso, Presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione (sede a Padova). Sessanta anni appena compiuti, nato e residente a Villa del Conte (Pd) dove è stato anche sindaco per due mandati (2004 – 2014), Cazzaro è titolare di un’azienda agricola attiva nell’acquacoltura.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
Sito internet: anbi.it - eMail: anbimail@tin.it

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