Anno XXII, n. 20 venerdì, 22 maggio 2020

SETTIMANA DELLA BIODIVERSITA’
ANBI: CON LA CARTA D’IDENTITA’ DEI CORSI D’ACQUA NASCE IN TOSCANA IL LABORATORIO DI MANUTENZIONE IDRAULICA GENTILE

“Il periodo delle manutenzioni sui corsi d’acqua coincide con il risveglio ecologico; conciliare sicurezza idrogeologica e tutela delle specie nidificanti non deve più essere un problema.”
Ad affermarlo, in occasione della Settimana della Biodiversità, è stato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI che, sulla base dell’esperienza toscana, indica l’impegno dei Consorzi di bonifica a costruire, in maniera partecipata e per ogni corso d’acqua, una “carta d’identità”, che raccolga tutte le informazioni necessarie per scegliere il più efficace intervento di sistemazione. Tutto ciò, in linea con la nuova sfida degli enti consortili: la “manutenzione gentile”, cioè coniugare sicurezza idraulica e valorizzazione dell’ambiente.
Ad essere capofila dell’esperienza è il comprensorio del Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in Lucchesia): da Massa Carrara alla Versilia fino alla Piana di Lucca, i volontari delle associazioni ambientaliste locali perlustrano i corsi d’acqua, prima che i lavori di manutenzione abbiano inizio; laddove individuano presenza di avifauna nidificante segnalano le cove, lasciando una bandierina colorata sul posto; in quel caso le attività di taglio in loco vengono sospese. Contemporaneamente ai sopralluoghi dei volontari, l’ente consortile effettua monitoraggi sugli alvei: un biologo raccoglie informazioni e pianifica, insieme ai tecnici, le tipologie di intervento, mirate caso per caso. Viene così redatto un piano di azioni attente all'ambiente, nonché alle specie avicole ed anfibie in piena attività riproduttiva. Per raggiungere l’obbiettivo è nato un gruppo operativo di lavoro, di cui fanno parte, oltre ad un team multidisciplinare di operatori dell’ente consortile, anche esperti del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali dell’Università di Firenze (DAGRI) e del Centro Italiano di Riqualificazione Fluviale (C.I.R.F.).
“Questa nostra sensibilità – ha sottolineato Ismaele Ridolfi, Presidente Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord - è in sintonia con la delibera della Regione Toscana, che stabilisce le linee guida per coniugare interventi contro il rischio idrogeologico e salvaguardia ambientale. Partiamo con una serie di fiumi e corsi d’acqua, rappresentativi di tutte le aree del territorio: Serchio, Magra, Versilia, Camaiore, Frigido, Ozzeri ed altri rii della Versilia. Raccoglieremo informazioni tecniche ed ambientali, georeferenziandole sul sistema informativo territoriale. Vogliamo essere promotori di manutenzione idraulica sempre più puntuale, attenta e calibrata alle specifiche caratteristiche di ogni tratto di fiume.”
Gli effetti della “manutenzione gentile” lungo i corsi d’acqua della Toscana settentrionale si vedranno entro le prossime settimane.
“La nuova cultura idraulica, cresciuta nei Consorzi di bonifica ed irrigazione, ci impegna a sviluppare ovunque le tecniche di manutenzione gentile – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Le collaborazioni avviate con il mondo scientifico ed accademico, nonché con quanti hanno a cuore la tutela ambientale, ci stanno accompagnando in un progetto importante, finalizzato a migliorare la sicurezza idraulica del territorio, salvaguardando gli habitat fluviali e palustri.”

MARCHE: LAVORI SOSPESI NEL RISPETTO DELLE NIDIFICAZIONI

Un importante intervento è stato realizzato del Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro) per ripulire e mettere in sicurezza i fossi regionali: prima del fermo lavori, imposto per tutelare la nidificazione dell'avifauna, l’ente consortile ha dato risposta ai problemi legati alla Fossa di Santo Stefano, che corre per buona parte al confine tra i comuni di Tavullia e Gradara, in zona agricola.
Il fosso si presentava, per buona parte, occluso da sedimenti terrosi e vegetazione a canna domestica.  L’ente consortile ne ha ripristinato la sezione per oltre millecinquecento metri di lunghezza, grazie a lavori di trinciatura ed escavazione, riportando la funzionalità idraulica e riducendo l’incidenza dei ristagni idrici dei terreni agricoli limitrofi. Ora i lavori sono fermi per il rispetto delle norme di tutela della nidificazione dell'avifauna.

TOSCANA: SOS ECOSISTEMI: ADOTTATO MANUALE DI BUONE PRATICHE

In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, il Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) ha inaugurato il manuale di buone pratiche per il contenimento della vegetazione. Lo strumento innovativo, che consente di realizzare “tagli personalizzati” e poco invasivi, è l’ultimo tassello della strategia adottata dall’ente per coniugare le esigenze di mitigazione del rischio idraulico alla tutela degli ecosistemi fluviali.
Il vademecum operativo, condiviso in ambiente universitario, consentirà di rendere ancora più “green” la manutenzione ordinaria, effettuata dall’ente consortile sul reticolo di gestione. Area di test iniziale sarà la Valdichiana. Il documento analizza gli interventi di riduzione del rischio idraulico, previsti dal progetto di manutenzione ordinaria. Per ciascun corso d’acqua viene elaborata una scheda in cui, dopo una breve descrizione generale del contesto ambientale e delle caratteristiche ecologiche, si forniscono specifiche indicazioni per la realizzazione degli interventi previsti dal Piano delle Attività, soprattutto quando le operazioni vengono effettuate nel periodo Marzo-Giugno, quello più delicato dal punto di vista ambientale. L’obbiettivo è di ridurre gli effetti negativi sull’avifauna nidificante e, più in generale, sulla biodiversità, tenendo conto anche delle indicazioni fornite da Regione Toscana. In alcuni casi si può prevedere il trasferimento di pesci, il trasloco di uova di anfibi e la conservazione di sedimenti per creare vere e proprie banche semi da riposizionare al termine dell’operazione.
Un aspetto interessante è che le buone pratiche utilizzate a salvaguardia della fauna si rivelano utili anche nella difesa idraulica; ad esempio: conservare, dove possibile,  una copertura vegetale serve a garantire l’ombreggiatura  dell’acqua e, di conseguenza, ad evitarne l’eccessivo  riscaldamento, a limitarne l’abbassamento di tensione dell’ossigeno e a ridurne l’evaporazione; in questo modo non si alterano le condizioni chimico-fisiche, che potrebbero avere riflessi negativi su numerosi processi ecosistemici ed influenzare lo sviluppo della vegetazione acquatica, degli insetti e degli invertebrati, che rappresentano la base alimentare per molte altre specie, tra  cui numerosi uccelli.
Non solo: il mancato ombreggiamento favorisce, in alveo, lo sviluppo di vegetazione idrofita ed elofita che, più della vegetazione arborea e arbustiva presente lungo le sponde, può ridurre significativamente la capacità di deflusso del canale e favorirne l’interrimento. L’adozione dell’abc delle buone pratiche non è che uno dei tanti progetti promossi dall’ente consorziale per migliorare l’ecologia del reticolo e del territorio: un percorso avviato da tempo, dando la priorità all’utilizzo dell’ingegneria naturalistica per realizzare nuove opere ed interventi di ripristino su molti corsi d’acqua, soprattutto nelle aree più delicate e fragili come quelle montane. L’approccio ambientalista alla gestione dei corsi d’acqua, perseguito dal CB2, è testimoniato anche dalla recente adesione ad A.I.P.I.N. (Associazione Italiana Per l’Ingegneria Naturalistica).

OSSERVATORIO ANBI SULLO STATO DELLE RISORSE IDRICHE: LA PIOGGIA ALLONTANA L’EMERGENZA DAL BACINO PADANO MENTRE TORNA AD AGGRAVARSI AL SUD ITALIA

VINCENZI: “VIOLENZA E LOCALIZZAZIONE DEI FENOMENI METEO RIBADISCONO LA NECESSITA’ DI UN PIANO NAZIONALE INVASI CHE ABBINI SICUREZZA IDROGEOLOGICA E FABBISOGNI IDRICI”

Le piogge dei giorni scorsi, evidenziando la fragilità idraulica di territori eccessivamente urbanizzati, hanno però momentaneamente risolto le preoccupazioni sullo stato delle risorse idriche nel bacino padano.
I grandi laghi (Maggiore, Como, Garda) hanno registrato forti apporti d’acqua, raggiungendo livelli abbondantemente sopra le medie stagionali e di cui beneficiano gli emissari; il lago d’Iseo ha addirittura sfiorato il massimo storico. In grande recupero sono anche i fiumi piemontesi (Dora Baltea, Tanaro, Stura di Lanzo), ma soprattutto il fiume Po, che registra una portata superiore di circa il 50% alla media del periodo e più che doppia rispetto allo scorso anno. In ripresa sono anche i fiumi Adige (la portata è seconda solo al 2019 nel più recente quinquennio) in Veneto, Taro e Trebbia (hanno superato abbondantemente la media storica mensile) in Emilia-Romagna mentre, nella stessa regione, restano marcatamente deficitarie le portate di Secchia e Savio, soprattutto se paragonate allo scorso anno.
“Per ora, grazie anche alle riserve idriche trattenute nei bacini piacentini, abbiamo allontanato le preoccupazioni immediate per la distribuzione irrigua, ma siamo solo all’inizio della stagione – ha ricordato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – Essendo limitata ai soli laghi la possibilità di trattenere queste acque, sarà sufficiente qualche settimana senza piogge per tornare a far scattare l’allarme.”
“Quanto accaduto con i recenti eventi meteo soprattutto a Milano, ripropone il tema della gestione del territorio, penalizzato da un’urbanizzazione cresciuta senza criteri di rispetto idraulico. Per questo sono necessari bacini di espansione a monte dei centri urbani a rischio, finalizzati a trattenere le acque in eccesso per utilizzarle nei momenti di bisogno, secondo logiche di multifunzionalità nel rispetto delle priorità di legge” ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
Scendendo nel Centro Italia sono confortanti i dati dell’invaso del Bilancino in Toscana (dove è piovuto circa il 50% in meno della media nel mese di Aprile), del bacino di Penne in Abruzzo (quasi al colmo di invaso fissato a 8,80 milioni di metri cubi) e del lago di Bracciano nel Lazio; in Sardegna, gli invasi trattengono oltre l’88% della loro capacità. È invece al minimo dell’ultimo quinquennio, la quantità d’acqua trattenuta dalle dighe nelle Marche. Situazione idrica, inferiore agli anni scorsi, anche per le dighe della Calabria, mentre torna ad aggravarsi il deficit d’acqua nei bacini di Puglia e Basilicata, così come resta grave la situazione per l’irrigazione in Sicilia.

 

                                                                           

 

EMILIA ROMAGNA: PIOGGIA DI INTERVENTI CONTRO IL DISSESTO

Un piano strutturato per la difesa e la salvaguardia dell’Appennino nei territori delle province di Modena, Reggio Emilia e Parma: il Consorzio di bonifica Emilia Centrale (con sede a Reggio Emilia)ha approvato, in piena Fase 2 dell’emergenza Covid19,  ben 29 progetti, che riguardano interventi di prevenzione al dissesto idrogeologico, manutenzione straordinaria e contrasto al fenomeno franoso per le zone di montagna nelle aree modenesi, reggiane e parmensi; interventi pianificati anche grazie al contributo di Regione Emilia-Romagna e Protezione Civile per un importo complessivo di 2.650.000 euro.
Tra i lavori più significativi è prevista la ricostruzione di un tratto arginale del canale Rovereto Soliera, nel comune di Novi, per un importo di oltre centoventimila euro, oltre ai lavori di contrasto ai fenomeni franosi in località Case Gatti, nel comune di Toano e in località Ginepreto, nel comune di Castelnovo né Monti. Questi progetti rappresentano un concreto antidoto al fenomeno del dissesto idrogeologico, che attanaglia le aree montane, che hanno necessità urgenti di condizioni più idonee per poter incrementare uno sviluppo economico e sociale spesso già condizionato da disagi quotidiani. Questo ulteriore Piano permette di intervenire con quasi sei milioni di euro in pochi mesi per un totale di una sessantina di interventi essenziali. Alcuni interventi sono orientati alla sistemazione di strade pubbliche nei comuni di Casina, Monchio delle Corti, Tizzano Val Parma.
Gli importanti lavori di prevenzione del dissesto idrogeologico nei comuni di Villa Minozzo e di Toano hanno un importo complessivo di quasi cinquecento mila euro. La montagna non è però il solo fronte, su cui l’ente consortile sta operando in questo periodo: anche la pianura vede un importante progetto di rifunzionalizzazione del nodo idraulico di Cerezzola, essenziale per il territorio e dall’importo pari a 12 milioni di euro.  Si tratta del primo progetto individuato nell’ambito del tavolo tecnico “Enza”, che si pone l’obbiettivo di ridurre il deficit idrico della Val d’Enza, caratterizzata da un’importante produzione agricola e da un’alta vocazione alla produzione di Parmigiano Reggiano.
La capacità di invaso, alla fine dell’intervento di riqualificazione, potrà giungere a 170.000 metri cubi d’acqua con la possibilità di riempire più volte il bacino nel corso della stagione estiva; i principali obbiettivi dell’intervento sono rendere più efficienti le derivazioni, mettere in sicurezza il reticolo idraulico, riducendo il rischio di allagamenti. 

VENETO: OLTRE 26 MILIONI PER IL DOPO TEMPESTA VAIA

È pari a € 26.729.579,70 il valore complessivo dei fondi, che la Protezione Civile, attraverso 2 ordinanze del Commissario per l’emergenza Vaia, mette a disposizione dei Consorzi di bonifica del Veneto per la sicurezza idraulica del territorio regionale. Si tratta di 23 progetti d’intervento, inseriti nel “Piano degli Interventi urgenti in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato il Veneto dal 27 ottobre al 5 novembre 2019” e  che hanno, come oggetto, la realizzazione, la manutenzione, il ripristino, la ristrutturazione di canali di scolo e bacini di laminazione, la messa in sicurezza di torrenti ed argini, la ristrutturazione e l’adeguamento di impianti idrovori, sostegni e manufatti idraulici in tutti i 10 comprensori di bonifica regionali. Ora che i finanziamenti sono stati comunicati ai soggetti attuatori, inizia l’iter che porterà alle gare d’appalto: secondo quanto previsto dalle ordinanze, i contratti di assegnazione dei lavori dovranno essere firmati entro la fine di Settembre. 
I finanziamenti, che stanno arrivando, sono fondamentali per la messa in sicurezza del Veneto, regione ad elevato rischio idraulico; i Consorzi di bonifica sono in prima linea e la loro nomina a soggetti attuatori per la gestione dei danni di Vaia rappresenta un ulteriore riconoscimento dell’efficienza e capacità progettuale. La sicurezza idraulica rappresenta, però, solo una faccia della medaglia; l’altra è costituita dai lunghi periodi siccitosi anche in questa prima parte 2020, dove la scarsità di piogge ha causato grandi difficoltà all’agricoltura.
Nello specifico, le risorse per gli enti consorziali, previste nel Piano degli Interventi post Vaia sono distribuite così:  il Consorzio di bonifica Veronese (con sede nella città capoluogo) è destinatario di 3.750.000 euro che verranno impiegati in 3 interventi nei comuni di Rivoli Veronese, Isola della Scala, Legnago; il Consorzio di bonifica Veneto Orientale (con sede a San Donà di Piave, in provincia di Venezia) riceverà € 3.339.579,70 per 3 interventi, che interessano in particolar modo i comuni di Torre di Mosto, Gruaro e San Stino di Livenza; il Consorzio di bonifica  Piave (con sede a Montebelluna, in provincia di Treviso) ottiene 2.800.000 di euro per un importante progetto tra Codogné e San Fior; € 2.900.000,00 andranno invece al Consorzio di bonifica Acque Risorgive (con sede a Venezia Mestre) per 3 interventi, che coinvolgeranno i comuni di Curtarolo, Campagna Lupia e Mira; il Consorzio di bonifica Delta Po (con sede a Taglio di Po, in provincia di Rovigo) riceverà 2.600.000 euro equamente suddivisi per 2  interventi,  che interesseranno Rosolina, Porto Viro e Porto Tolle; il Consorzio di bonifica  Adige Po (con sede a Rovigo) riceverà 2.500.000 euro per lavori di sistemazione idraulica tra Pontecchio Polesine, Guarda Veneta e Crespino; al Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta (con sede a Cologna Veneta, nel veronese) andranno 2.800.000 euro per 5 progetti tra Zevio e Caldiero, Lonigo, Caldogno e Villaverla, Sossano e Vo’ Euganeo, Sovizzo; 2.400.000 euro andranno al Consorzio di bonifica Adige Euganeo (con sede ad Este, in provincia di Padova) per 2 progetti di sistemazione  sponde dei canali Fossa Molesana tra i comuni di Agna, Anguillara Veneta, Bagnoli di Sopra, Tribano  e Collettore Generale Acque Alte  tra Piacenza d’Adige, Ponso, Santa Margherita d’Adige e Vighizzolo d’Este; al Consorzio di bonifica  Brenta (con sede a Cittadella, nel padovano) andranno 2.640.000 euro per 2 interventi a Bassano del Grappa e Piazzola sul Brenta; infine, 1 milione di euro andrà al Consorzio di bonifica Bacchiglione (con sede a Padova) per interventi alle botti a sifone di Codevigo e Piove di Sacco.

EMILIA ROMAGNA: INTERVENTI DI PREVENZIONE DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO

Tra i lavori portati a termine dal Consorzio di bonifica Piacenza (con sede nella città emiliana) in comune di Ferriere, si segnalano la messa in sicurezza della strada di bonifica per Centenaro e del Rio Cavallo a protezione dell’abitato di Retorto.
Per quanto riguarda il collegamento viario, era evidente il cedimento della sede stradale a monte dell’abitato di Toazzo con conseguente pericolo di precipitare nel sottostante Rio Grande; l’intervento, cofinanziato da Regione Emilia-Romagna, è consistito nella realizzazione di una briglia in gabbioni, nel consolidamento della difesa spondale in massi al fine di mitigare l’erosione provocata dall’acqua e nella realizzazione di una palizzata in legname per consolidare la scarpata. L’intervento sul Rio Cavallo è invece consistito nella realizzazione di una nuova briglia in gabbioni metallici con all’interno massi ciclopici.
I comuni interessati dagli interventi appena conclusi o in programma per le prossime settimane sono: Gropparello, Ferriere, Lugagnano, Farini, Ponte dell’Olio, Vigolzone, Castell’Arquato, Alta Val Tidone, Bobbio, Ziano, Travo.

FRIULI VENEZIA GIULIA: BONIFICA DELLE ACQUE DI FALDA

Il Comune di San Giorgio di Nogaro ha affidato al Consorzio di bonifica Pianura Friulana (con sede a Udine) la realizzazione del progetto di bonifica delle acque di falda dell’area “ex concerie Cogolo”, sita nella zona industriale dell’Aussa Corno.
Il Comune ha ricevuto un contributo di 1.755.000 euro dalla Regione Friuli-Venezia Giulia per la realizzazione degli interventi e ha redatto il progetto di bonifica, già approvato dal competente servizio regionale. In questa fase, il Comune, per sviluppare i successivi avanzamenti progettuali fino alla costruzione ed al collaudo delle opere, ha scelto di coinvolgere l’ente di bonifica e il Consorzio di Sviluppo Economico per l’area del Friuli, supportati dalla Direzione centrale dell’ambiente e dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente.
Il “Pianura Friulana” si pone così al servizio del territorio e delle sue esigenze, mettendo a disposizione professionalità ed organizzazione, con l’obbiettivo di favorire insediamenti e dare nuovo impulso allo sviluppo economico e occupazionale di tutta l’area.

LOMBARDIA: PROSEGUONO MICRO INTERVENTI

Il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano) sta proseguendo le manutenzioni, che stanno accompagnando l’avvio della stagione irrigua. Sono stati così ultimati i lavori di impermeabilizzazione della facciata di un sifone a Monza.
Nelle ultime settimane sono stati effettuati anche micro-interventi sia sull’asta principale del canale Villoresi che sulla rete derivata; tra i comuni di Masate e Gessate, si è provveduto a mettere “in asciutta” l'ultimo tratto del Villoresi per poter ripristinare un cedimento spondale, avvenuto con la reimmissione delle prime acque dopo la stagione invernale.

LAZIO: I CONSORZI DI BONIFICA FRUSINATI ADERISCONO AL CEA

I Consorzi di bonifica della provincia di Frosinone hanno anticipato la stagione irrigua di un mese, partendo da fine Aprile per permettere alle aziende agricole di innaffiare ortaggi e mais. Il servizio procede con regolarità su tutto il territorio, anche se in Valle di Comino si segnalano le prime criticità di carenza idrica, causate dalla lunga siccità primaverile. Gli enti consorziali ciociari, destinati a confluire in un solo soggetto provinciale (Bonifica Lazio Sud Ovest) hanno anche finalizzato un importante traguardo come la adesione al Cea - Consorzio Energie Rinnovabili.
I 3 enti avranno un unico fornitore di energia, che consentirà un abbattimento significativo della bolletta energetica. A favorire le adesioni al Cea sono state le ripetute iniziative promosse nei mesi scorsi anche da ANBI Lazio, perché le economie di scala sono le uniche possibilità per abbattere i costi di sistema. Le somme risparmiate potranno, già dal prossimo anno, essere reinvestite per efficientare i servizi ai consorziati. 

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
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