Anno XXII, n. 19 venerdì, 15 maggio 2020

ANBI LANCIA L’ALLARME NELLE ZONE DEL RISO:

LE NUOVE COLTURE MINACCIANO UN TERRITORIO CANDIDATO UNESCO IL PARADOSSO PIEMONTESE: L’ACQUA C’E’ MA SI RISCHIA LA CRISI IDRICA NELLE CAMPAGNE

Preziose portate idriche stanno scorrendo nei fiumi piemontesi senza essere utilizzate sul territorio e quindi non rimpinguando il grande serbatoio, rappresentato dalla falda freatica: è questa la conseguenza della tecnica colturale del riso “all’asciutto”, sempre più diffusa sia nella modalità della sommersione ritardata sia in quella, che prevede solo bagnature periodiche.
A lanciare l’allarme è stata l’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue (ANBI) sulla base dell’analisi elaborata dall’Associazione Irrigazione Est Sesia - A.I.E.S. (con sede a Novara). In Piemonte, la fase di sommersione delle risaie sta procedendo, infatti, in maniera ridotta, nonostante la buona disponibilità di risorsa idrica. Ciò comporta un ritardo annunciato nell’avvio del tradizionale fenomeno della risorgenza, così come evidenziano i dati di falda. Tali acque costituiscono oltre il 30% della risorsa tradizionalmente utilizzata nei territori a valle delle risaie; senza il contributo della falda saranno inevitabili riduzioni idriche significative: nonostante fiumi con buona portate e derivazioni idriche al massimo delle concessioni, si registreranno apporti idrici insufficienti nelle zone tradizionalmente servite da fontanili e colatori, già rimaste in crisi, lo scorso anno, fino a Luglio inoltrato, cioè un mese dopo la riattivazione del flusso di falda, naturale conseguenza dell’irrigazione nel comprensorio.
“E’ questo l’esempio di un mal interpretato concetto di risparmio idrico, che pregiudica un equilibrio ambientale mantenuto nei secoli – ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – Le risaie, infatti, sono un reticolo di piccoli invasi, le cui acque non solo sono utilizzate più volte da un appezzamento all’altro, ma percolano nel terreno, arricchendo la falda e dando origine al tipico fenomeno dei fontanili nell’area padana.”
“L’acqua – ha proseguito Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – là dove c’è, deve essere usata per ristorare il territorio, come dimostrano anche gli studi condotti dal Centro Studi Qualità Ambiente dell’Università di Padova. La diffusione della risorsa idrica, infatti, non solo è un fondamentale asset di produzione agricola, ma determina quel panorama ammirato nel mondo e che, oggi più che mai, deve essere preservato anche come importante fattore di attrazione turistica. Le nuove tecniche colturali in asciutta, invece, non solo stanno pregiudicando un ambiente, candidato a patrimonio Unesco, ma mettono in crisi la gestione irrigua non più diffusa nell’arco dei mesi, bensì tutta concentrata nei periodi più caldi.”
Nel comprensorio novarese prosegue la tendenza all’abbassamento del livello di falda già registrata in anni recenti, anziché l’innalzamento progressivo, che si verificava tradizionalmente a partire dalla fine di Aprile a seguito della sommersione delle risaie nelle precedenti settimane. In alcune zone della Lomellina i freatimetri sono addirittura asciutti mentre, in altre aree, il livello di falda è stazionario dai primi di Febbraio e sempre al di sotto delle media del periodo 2009-2019. Per prevenire situazioni di crisi idrica, l’Autorità di Bacino del fiume Po ha confermato il livello di regolazione sperimentale del lago Maggiore a 1,35 metri sull’idrometro di Sesto Calende; tale bacino ha, però, velocità di svuotamento ben più rapida della falda freatica ed occorrerà, quindi, un significativo contributo di piogge nel mese di giugno per poter avere riserve lacustri, tali da soddisfare le esigenze delle utenze fino a metà agosto, senza ricorrere a riduzioni nelle forniture irrigue. Si ritiene invece che applicare scelte colturali, atte a favorire l’equilibrio irriguo del territorio risicolo (come incentivare la tradizionale semina “in acqua” su almeno il 50% della superficie), porterebbe ad accumulare in falda una riserva di circa trecento milioni di metri cubi d’acqua.

 

OSSERVATORIO ANBI SULLO STATO DELLE RISORSE IDRICHE:

FIUMI AI MINIMI STORICI IN EMILIA ROMAGNA E IN DEFICIT NEL VENETO. RALLENTA L’EMERGENZA SICCITA’ IN ALCUN REGIONI DEL SUD, MA NON IN PUGLIA

Sono le piogge e lo scioglimento delle nevi (al Nord) a condizionare la congiuntura idrica italiana: ad analizzare l’andamento è l’Osservatorio ANBI sullo Stato delle Risorse Idriche. La situazione dall’evoluzione più preoccupante è quella dei fiumi dell’Emilia Romagna, dove il Secchia è sceso sotto al minimo storico, toccando una portata di soli 2,57 metri cubi al secondo (la precedente minima era mc/sec 2,79, ma in questo periodo dell’anno scorso era mc/sec 187,82!; in grave difficoltà anche gli altri fiumi della regione (Savio, Taro, Trebbia), le cui portate sono più che dimezzate rispetto alla media storica e addirittura poco sopra il 10% di quanto registrato nel  2019.
Resta sotto osservazione il fiume Po, la cui portata ancora non allarmante è, però, dimezzata rispetto alla media storica ed inferiore allo scorso anno.  Pur in leggera crescita, si mantengono sotto media anche i principali fiumi veneti (ad eccezione del Piave): Adige -13%; Brenta -47%; Bacchiglione -60%; tali dati si accompagnano ad un mese di Aprile, che ha segnato -71% nell’andamento pluviometrico.
“Guardiamo con giustificata apprensione il divenire delle disponibilità irrigue in due regioni, come l’Emilia Romagna ed il Veneto, fondamentali per l’agroalimentare italiano, già fortemente colpito dalla crisi idrica nel Meridione – ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - Per questo riteniamo fondamentale l’azione programmatoria, che andranno a sviluppare le Autorità di Bacino Distrettuale.”
“E’ soprattutto in questi momenti, che emerge l’importanza della gestione dell’irrigazione collettiva, garantita dai Consorzi di bonifica, promuovendo lo sviluppo delle più efficienti tecnologie ed evitando lo sfruttamento delle falde, a tutela del più generale interesse ambientale” ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
Al Nord, si confermano in buona salute stagionale i laghi di Garda e d’Iseo, in ripresa è il lago Maggiore, mentre resta abbondantemente sotto media il lago di Como; in Piemonte, dopo un Aprile caratterizzato da -22,6% nelle precipitazioni, i principali fiumi (Dora Baltea, Tanaro, Stura di Lanzo) hanno ripreso vigore idrico con portate più che raddoppiate rispetto ad un anno fa. Piogge d’Aprile scarse anche sull’Umbria, dove sono caduti mm. 40,3, segnando il minimo del recente quinquennio e circa la metà dello scorso anno; non va meglio nelle Marche i cui bacini, con circa 48 milioni di metri cubi d’acqua trattenuta, segnano il dato peggiore del recente quinquennio, inferiore anche al Maggio 2019, considerato siccitoso.
Resta positiva invece la situazione idrica del lago di Bracciano (nel Lazio) e della diga di Penne (in Abruzzo), che ha toccato il record d’invaso dal 2017 ad oggi; in linea con lo scorso anno permangono anche le disponibilità idriche in Sardegna. Al Sud si alleggerisce la crisi idrica della Calabria (diga di Sant’Anna: poco meno di 12 milioni di metri cubi, quasi in linea con l’invaso dello scorso anno) e della Basilicata, dove comunque mancano all’appello oltre 66 milioni di metri cubi rispetto all’anno scorso; analogo è l’andamento della Sicilia, il cui deficit è sceso a -61,63 milioni di metri cubi rispetto ad un anno fa. Resta, invece, gravissima la condizione della Puglia, il cui deficit idrico rimane attorno ai 122 milioni di metri cubi rispetto al 2019: l’irrigazione, dove avviata con la massima oculatezza, è “fino ad esaurimento delle scorte”.

                                                                 

ANBI: LA RISPOSTA ALLE DIFFICOLTA’ IDRICHE IMPOSTE DAI CAMBIAMENTI CLIMATICI NON SONO I POZZI MA L’EFFICIENZA DELL’IRRIGAZIONE COLLETTIVA

VINCENZI: “CHIEDIAMO ALLA REGIONE SICILIA DI PORRE FINE AI COMMISSARIAMENTI DEI CONSORZI DI BONIFICA, RESTITUENDOLI ALL’ORDINARIA GESTIONE DEMOCRATICA”

“Comprendiamo la preoccupazione degli agricoltori isolani e delle organizzazioni professionali, che li rappresentano, ma la risposta ai tagli delle disponibilità irrigue, operati dalla Regione Sicilia nelle province di Palermo e Trapani colpite dalla siccità, non può essere la riattivazione dei pozzi abbandonati con il rischio di conseguenze per l’equilibrio ambientale, bensì il rilancio dei Consorzi di bonifica ed irrigazione che, come nel resto d’Italia, possono gestire, anche in Sicilia, l’irrigazione collettiva in termini di efficienza operativa ed economica.”
Ad affermarlo è stato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
“Ne è condizione indispensabile, però – ha aggiunto il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano - il ritorno degli enti consorziali all’ordinaria gestione democratica secondo i principi di autogoverno e sussidiarietà, uscendo da gestioni commissariali che, negli anni, sono state espressione di un mal interpretato ruolo della politica.”
“Rivolgiamo pertanto – ha concluso Vincenzi - un appello al Presidente dell’Assemblea Regionale, Gianfranco Miccichè ed al Governatore della Sicilia, Nello Musumeci, affinché i Consorzi di bonifica siano celermente messi nelle condizioni di operare proficuamente, assolvendo ad un ruolo quantomai indispensabile di fronte alle sempre più evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici.”


TOSCANA: ANTICIPATA LA STAGIONE IRRIGUA

È partita, nella Piana di Lucca, la stagione irrigua, gestita dal Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca): la distribuzione d’acqua a campi e colture è assicurata in quel preziosissimo reticolo di canalette che, ancora oggi, si estende in particolare nel Morianese e nella zona centro-nord del Capannorese.
La distribuzione dell’acqua è iniziata con qualche settimana di anticipo, rispetto agli anni scorsi; già da un po’ di giorni, su domanda dei concessionari, sono state gestite le richieste specifiche, iniziando, in molti casi, con distribuzioni mirate per quella che si annuncia, al momento, una stagione particolarmente siccitosa.
Il motto scelto dall’ente consortile in queste settimane è “Assicurare la massima sicurezza del territorio, nella massima sicurezza dei propri dipendenti e di tutti i cittadini” ed anche nei mesi del “lockdown”, l’ente consorziale non ha interrotto la sua attività, ma anzi le opere di manutenzione sulle canalette irrigue sono avanzate spedite e proseguiranno nei prossimi mesi. Nel 2020, sul reticolo irriguo, l’ente consortile ha investito, infatti, 150.000 euro, derivanti dalle concessioni idriche annuali. Per questo è importante che tutti i cittadini, che utilizzano l’acqua per coltivare o semplicemente per annacquare orti e giardini, chiedano la regolare autorizzazione; per migliorare la distribuzione d’acqua e l’attività di costante monitoraggio del reticolo irriguo da prelievi abusivi, il “Toscana Nord” ha rafforzato la sua squadra di guardiani idraulici.”.

EMILIA ROMAGNA: CRESCE LA PREOCCUPAZIONE PER LA SCARSITÀ DI PIOGGE

La stagione agricola entra nel vivo e con essa l’avvio dell’irrigazione a servizio della gran parte delle colture tipiche. Il Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città ducale”) ha già iniziato a derivare la risorsa idrica dai corsi d’acqua maggiori, invasando il reticolo di canalizzazioni e distribuendo in modo capillare l’acqua alle imprese agricole, che ne hanno necessità immediata.
Lo staff tecnico dell’ente consortile ha individuato, su anticipata segnalazione dei coltivatori, i loro singoli bisogni e con modalità progressiva sta mettendo in funzione i 23 impianti, di cui dispone sul territorio. Oltre agli impianti, l’ente attingerà risorsa anche dagli 11 pozzi disponibili fino a coprire un’area complessiva che si aggira attorno ai trentaduemila ettari di terra sottesa alla rete irrigua, che misura oltre mille chilometri. Questa quantità di acqua stagionalmente consente di poter “pompare” 14 metri cubi al secondo nel reticolo, ma naturalmente la condizione essenziale, perché questo possa verificarsi, resta legata alla quantità disponibile nei corsi d’acqua, nelle falde e sotto forma di precipitazioni che, ad oggi, sono quasi del tutto assenti nel primo quadrimestre dell’anno, ritenuto dalle statistiche il più secco dal 1900.
Mancano all’appello oltre il 55% delle piogge e se lo scenario proseguisse con queste condizioni le ripercussioni sul comparto agricolo potrebbero preoccupare. Per ora comunque l’ente consorziale ha provveduto alle forniture irrigue con puntualità e con la massima attenzione all’utilizzo virtuoso della risorsa idrica. Come primo provvedimento sono stati invasati migliaia di metri cubi di acqua, partendo dall’impianto del Cantonale nel comune di Busseto; si tratta di un impianto idrovoro, che serve oltre quattromila ettari di colture in molti comuni della Bassa Parmense e che usufruisce dei quantitativi d’acqua sollevata dal fiume Po, grazie ad un altro impianto molto rilevante come quello di Ongina.

CAMPANIA: PIENA OPERATIVITA’ DEGLI IMPIANTI IRRIGUI

“Tutti gli impianti di irrigazione gestiti dal Consorzio di bonifica Velia (con sede a Prignano Cilento, in provincia di Salerno) sono in esercizio e garantiscono la preziosa risorsa idrica a 3.695 ettari coltivati all’interno del Parco Nazionale del Cilento.
Tutto ciò, grazie ad uno straordinario impegno in questo momento difficile, contrassegnato dalle misure di contenimento del Covid-19. Oltre all’impianto Alento, che serve 2616 ettari in 13 comuni del Cilento (sempre in esercizio per l’intero anno) sono stati attivati anche l’impianto Palistro per 647 ettari nei comuni di Ceraso e Ascea e l’impianto Badolato, a servizio di 432 ettari nel comune di Castelnuovo Cilento.
L’ irrigazione nel bacino del fiume Alento è consentita grazie ad importanti opere idrauliche a cominciare dalle 6 dighe con invasi artificiali, tra le quali spicca quella di Piano della Rocca con una capacità di 26,5 milioni di metri cubi d’acqua, 5 traverse di derivazione fluviali e ben 526 chilometri di condotte interrate ed a pressione per la distribuzione dell’acqua all’utenza irrigua.

FRIULI VENEZIA GIULIA: SI CHIAMA PALUDO MA SARA’ IRRIGATO

Con un finanziamento di 3 milioni di euro, il Consorzio di bonifica Pianura Friulana (con sede ad Udine) ha realizzato un particolare impianto di irrigazione per servire il comprensorio irriguo “Paludo”, nel comune di Latisana. I terreni, privi di risorsa idrica, con il nuovo impianto saranno coperti dal servizio anche in caso di siccità.
Già prima del suo completamento, l’impianto ha offerto, nella scorsa stagione, la possibilità di irrigare una piccola frazione del comprensorio; ora si potranno servire circa trecentosettanta ettari mentre, in futuro, la stazione di pompaggio coprirà ben 680 ettari, in gran parte di seminativi ma anche con colture specializzate.  
“L’impianto, unico nella sua tipologia, permette di attingere a seconda delle esigenze e delle disponibilità da 2 canali: quello irriguo è alimentato dall’acqua di risorgiva del fiume Varmo mentre, in caso di carenza, si attinge anche dal limitrofo canale Fossalon per adattarsi alle esigenze di un territorio disomogeneo sia in relazione alle colture praticate, che alle differenti dimensioni aziendali. La flessibilità dell’impianto permetterà di rispondere alle presenti e future esigenze di sviluppo, tenendo conto dei vantaggi offerti dal sollevamento meccanico e dalla possibilità di ampliamento.

SARDEGNA: FINANZIATA UNA DELLE OPERE DI RISANAMENTO PIU' IMPORTANTI D'ITALIA

Si risparmieranno oltre sette milioni di metri cubi di acqua all'anno, grazie al rifacimento ed al risanamento, da parte del Consorzio di bonifica Gallura (con sede ad Arzachena, in provincia di Sassari) del canale adduttore alimentato dalla diga Liscia, che serve i distretti di Arzachena e Olbia.  Si tratta di un progetto da circa venti milioni di euro (€ 19.470.000,00) provenienti dal Ministero Infrastrutture e Trasporti, di concerto con il Ministero Politiche Agricole Alimentari Forestali, che ha inserito il progetto dell’ente consortile all'interno di un piano di interventi urgenti. Riguarderà il rifacimento di 28 chilometri del canale adduttore, che trasporta un volume annuo medio, per uso irriguo, pari a 23.530.980 metri cubi d’acqua.
L’intervento arriva dopo lunghi studi e rilevazioni, che hanno permesso di quantificare le perdite dovute alla vetustà degli impianti ed agire di conseguenza, programmando e gestendo le risorse, messe a disposizione, con interventi mirati. Il canale fu realizzato negli anni '60 e dopo 60 anni presenta numerose crepe, in cui ogni anno si disperde circa il 30% degli oltre ventitre milioni di metri cubi d’acqua, che vi scorrono. Questo intervento consentirà di recuperare tutte le perdite e far giungere a destinazione anche quei 7 milioni di metri cubi, che oggi si perdono per strada.  
Entro questo mese sarà stipulato il contratto con l'impresa aggiudicataria dei lavori. L'intervento è importante non solo per le risorse stanziate, ma anche per la complessità: si tratta, infatti, di procedere su 28 chilometri totali di canale: km.22 di asta principale, di cui km.15 in galleria e km.7“a cielo aperto”; m.600 di canale derivatore per Arzachena; km. 4,6 di canale “a cielo aperto” denominato canale derivatore Est e km. 1,8 di canale “a cielo aperto” denominato derivatore Ovest.
Si punta a completare in questo modo un ciclo di interventi avviati dall’ente consorziale per il risanamento ed il riassetto funzionale del canale adduttore, alimentato dal serbatoio di Punta Calamaiu. Gli interventi sono stati ora programmati, perché la situazione negli anni è andata via via peggiorando, facendo perdere negli ultimi 7 anni circa cinquanta milioni di metri cubi d’acqua.

MARCHE: RIAPERTO PONTE STRATEGICO PER IL TERRITORIO

Il Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro) ha mantenuto le promesse fatte al territorio e in meno di un anno ha consegnato, alla comunità di Monte Cerignone, una struttura all’avanguardia, nuova di zecca: il Ponte Amelia, sulla strada provinciale 2 “Conca”,riaperto al traffico.
In questa fase iniziale ci sarà un limite di velocità di 30 chilometri orari, per consentire il completamento di alcune opere, ma al più presto la viabilità tornerà ordinaria.
Si tratta di un’infrastruttura imponente, lunga 43 metri e pesante 56 tonnellate, interamente progettata e realizzata dall’ente consorziale. L’opera, che ha travi portanti in acciaio Corten, ospita anche piste pedonali e ciclabili ai lati ed è dotata di una moderna illuminazione. È costata 1.300.000 euro (€ 800.000,00 da Regione Marche ed € 500.000,00 dalla Provincia Pesaro e Urbino). Si tratta di un’opera strategica per la viabilità dell’entroterra e la cui sistemazione viene incontro alle esigenze dei cittadini e delle tante attività produttive del territorio.

TOSCANA: CURATE LE “FERITE” MA GIA’ SI TEME NUOVO BLITZ DELLE NUTRIE

Migliaia di euro sono finiti ancora una volta nella riparazione degli argini, feriti dalle grandi, profonde ed articolate gallerie scavate dagli animali selvatici; è un autentico flagello per il torrente Mucchia, nel comune di Cortona ed un impegno gravoso per il Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo). Anche durante il lockdown, gli operai dell’ente hanno dovuto lavorare sodo per completare l’ennesimo intervento e restituire la necessaria solidità alle sponde indebolite dalla presenza massiccia di tane.
I fori d’ingresso lasciavano intuire l’impressionante sviluppo sotterraneo dei cunicoli; da qui, l’urgenza di effettuare l’intervento programmato per il 2020 e realizzato proprio durante l’emergenza sanitaria: le squadre con i mezzi d’opera dell’ente hanno individuato, censito e sistemato decine di cavità. Il fenomeno è noto: il terreno più friabile, la disponibilità di cibo ed altri fattori ambientali rendono l’area circostante il torrente Mucchia particolarmente appetibile e gettonata dalle popolazioni di nutrie che, anche dopo lo “sfratto”, tendono a tornare. 
Per evitare di esporre il territorio ad inutili rischi e di disperdere le risorse in costose operazioni di ripristino, sarebbe opportuno adottare una strategia di contenimento, anche attraverso la cattura e l’allontanamento delle popolazioni di animali che vivono in questa area: un problema, che è intenzione dell’ente consortile rappresentare agli amministratori regionali.

CIAO GRAZIOSO! IL CORDOGLIO ANBI PER LA SCOMPARSA DI GRAZIOSO MANNO

Grazioso Manno era l’immagine della signorilità meridionale: elegante, gentile, colto, ma allo stesso tempo, umile; profondo conoscitore ed amante della sua terra calabrese, era un condottiero a capo di un presidio chiamato Consorzio di bonifica Ionio Catanzarese ma anche, per molti anni, Unione Regionale Bonifiche e Irrigazioni. È stato un grande interprete del ruolo del Consorzio a servizio di un territorio, per il quale si spendeva ogni giorno anche da quando, a sorpresa, aveva rinunciato a ricandidarsi come presidente consortile, conscio che altri avrebbero potuto continuare le sue battaglie con rinnovate energie. Non erano le cariche, però, a dare autorevolezza all’uomo che, infatti, per tutti era rimasto “il presidente”. È stato questo il ricordo di Francesco Vincenzi, Presidente ANBI alla notizia della scomparsa di una figura di primo piano della Bonifica calabrese.
"Proprio pochi giorni fa – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – Manno aveva ottenuto l’ennesima vittoria contro chi l’accusava di diffamazione per la vicenda della diga sul fiume Melito, una grande incompiuta, che porterebbe sviluppo ed occupazione alla Calabria. È stata la battaglia di Davide contro Golia e, come allora, sta prevalendo la forza della passione civile. In questo doloroso momento ci impegniamo come ANBI a continuare ad affiancare il Consorzio di bonifica in una battaglia, che è stata impegno di vita per un uomo coraggioso, cui deve andare il riconoscente pensiero di tutto il sistema consortile e poi – ha concluso Gargano – il mio grande ricordo per un amico sempre pronto a spendersi per i Consorzi e l’agricoltura calabrese, a spendersi per gli amici di cui aveva stima e fiducia, a spendersi per le idee in cui credeva anche a costo di scontrarsi con chi non le condivideva, a volte avendo torto altre ragione ma sempre con onestà intellettuale. Perdo un amico, una persona buona, una persona onesta, un protagonista della vita pubblica calabrese, a volte discusso, ma sempre rispettato.”
È stata tutta l’ANBI, a lungo frequentata da Manno come dirigente nazionale, ad associarsi al dolore della famiglia ed alle condoglianze di Presidente e Direttore Generale. “La vita è una: dobbiamo viverla” scriveva Grazioso Manno in uno dei suoi ultimi post, lo strumento utilizzato in anni recenti e con cui incitava a non arrendersi mai, impegnandosi ogni giorno per un mondo migliore.


VENETO: RIPARTIAMO INSIEME, NEL SEGNO DI UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

Un invito alla ripartenza, che tenga conto anche delle esigenze dell’ambiente troppo spesso maltrattato ma, al contempo, un messaggio chiaro sullo sforzo che i Consorzi di bonifica hanno svolto in queste settimane di lockdown, causa Coronavirus: da queste considerazioni è nato lo spot di 30 secondi “Ripartiamo insieme, nel segno di uno sviluppo sostenibile”, che ANBI Veneto ha ideato e sta trasmettendo  sulle principali emittenti private della regione; la campagna trova inoltre sbocco sui canali social ed è stata divulgata dagli enti consorziali della regione.
“Prendersi cura dell’ambiente significa prendersi cura di noi stessi – recita lo spot - In queste settimane, dove siamo stati messi tutti a dura prova, i Consorzi di bonifica hanno continuato ad operare per la sicurezza delle nostre case e delle nostre campagne, per garantire l’acqua all’agricoltura, al nostro cibo. Ora è giunto il momento di ripartire tutti insieme, nel segno di uno sviluppo sostenibile. Consorzi di Bonifica del Veneto, custodi di un territorio meraviglioso.”
Il video è visibile nel sito di ANBI Veneto e nella pagina YouTube https://www.youtube.com/watch?v=qqPEPY5fV1U

VINCENZI: “ANBI SARA’PRESENTE AL MACFRUT DIGITAL CON UN NUOVO PROGETTO SULLA SOSTENIBILITA’”

Sarà dedicata al tema della sostenibilità in agricoltura, la presenza di ANBI all’edizione virtuale di Macfrut 2020: lo ha annunciato il Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), Francesco Vincenzi, intervenuto alla presentazione, via web, di Macfrut Digital che, in ottemperanza alla particolare contingenza sanitaria vissuta dal Paese, si svolgerà on-line da martedì 8 a giovedì 10 Settembre p.v. .“Stiamo predisponendo un evento ricco di contenuti per apporre il nostro tassello ad una fase storica, dalla cui crisi deve emergere un nuovo modello di sviluppo economico per il Paese” ha concluso Vincenzi.

VENETO: TERREVOLUTE FESTIVAL DELLA BONIFICA TORNA CON 6 WEBINAR SU ZOOM

Terrevolute, Festival della Bonifica promosso da ANBI Veneto e dall’Università di Padova, a causa dell’emergenza Covid-19, ha dovuto abbandonare la piazza e le sale di San Donà di Piave, ma è riuscito a reinventarsi: dalla collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Ateneo patavino, Consorzio di bonifica Veneto Orientale (con sede a San Donà di Piave, in provincia di Venezia), Teatro Boxer e Teatro delle Arance è nato, infatti, un ciclo di “webinar” che, sulla piattaforma web Zoom, fino al 29 Maggio p.v., proseguirà la riflessione sui temi propri della manifestazione, giunta alla terza edizione: ambiente, storia, letteratura, musica e cinema documentario, sotto il comune denominatore offerto dalla Bonifica e dal rapporto tra uomo, territori di pianura, acqua. Si dà così continuità al percorso, che porterà, nel 2022, all’evento celebrativo dei 100 anni del Congresso Regionale della Bonifica, che nel 1922, proprio nella città sandonatese, pose le basi per la moderna Bonifica. 

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
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