Anno XXII, n. 16 venerdì, 24 aprile 2020

ANBI DENUNCIA IL CRESCENTE PERICOLO NUTRIE: AUMENTA IL RISCHIO PER LE COMUNITA’ E LE LORO ATTIVITA’

VINCENZI: “RISCHIA DI ANDARE FUORI CONTROLLO IL RAPPORTO FRA ANIMALI SELVATICI ED ABITANTI. IL NOSTRO È UN AMBIENTE CHE VA GESTITO CON EQUILIBRIO”

“Nel ferrarese è sempre più emergenza nutrie. Bisogna intervenire prima che i danni alle colture ed il rischio idrogeologico aumentino, per non parlare degli incidenti anche gravi, accaduti ad agricoltori ed automobilisti.”
A lanciare l’allarme, comune in tutta Italia, è stato Franco Dalle Vacche, Presidente del Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara (con sede nella città estense), nel cui comprensorio si possono stimare circa 500.000 nutrie, quasi il doppio dei cittadini dell’intera provincia e diventate un autentico pericolo per le produzioni agricole, l’incolumità pubblica, la tenuta arginale dei corsi d’acqua, ma anche per la circolazione stradale.
Originarie dell’America del Sud, le nutrie furono importate per produrre pellicce; sono molto prolifiche e si cibano di vegetali per una quantità giornaliera, corrispondente al 25% del loro peso, causando ingenti i danni al mondo agricolo.
Ancor più preoccupante è l’innalzamento del rischio idraulico, che incombe su tutta la comunità per il pericolo di crollo degli argini, causato dalla presenza delle tane; è quindi indispensabile che non venga pregiudicata la sicurezza delle centinaia di migliaia di chilometri di alvei, che innervano idraulicamente l’Italia.
Per questo, ANBI chiede che, anche in questo momento di emergenza sanitaria, non si abbassi la guardia sul contenimento di tali animali, il cui numero è cresciuto esponenzialmente per le condizioni favorevoli di un inverno mite; per altro, le attività di controllo, fortemente diminuite in questo periodo, non prevedono controindicazioni al rispetto delle normative sul distanziamento sociale.
“Una situazione preoccupante in qualsiasi contesto,  ma soprattutto per territori come quello ferrarese che, per il 44%, è sotto il livello del mare con punte fino a quattro metri di abbassamento e la cui vita è dovuta al delicato equilibrio idraulico, garantito dai Consorzi di bonifica – ha commentato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – La riparazione dei danni causati dalle nutrie è una voce, che diventa sempre più onerosa nei bilanci degli enti consortili.”
Un ulteriore problema per l’ambiente e l’ecosistema è lo scortecciamento degli alberi adiacenti alle tane, in prossimità dei corsi d’acqua: indebolisce le piante fino alla morte, pregiudicando l’habitat naturale e favorendone la colonizzazione da parte di specie aliene.
La presenza di alberi e vegetazione è altresì strettamente connessa alla salubrità dell’intero ambiente: dalla salvaguardia delle specie autoctone alla mitigazione del clima.
“Il necessario lockdown per la pandemia lascia spazio, come l’abbandono dei pascoli in montagna, all’avanzare della natura che, se non è gestito, può condizionare il nostro stesso esistere – ha concluso Francesco Vincenzi, Presidente ANBI –Non rendersi conto della gravità della situazione ci rende simili a coloro che, avvisati per tempo di un pericolo incombente, non tengono conto degli allarmi, salvo poi ritrovarsi a fare i conti con i conseguenti problemi. La drammatica esperienza del Covid-19 deve esserci da monito non solo in ambito sanitario, ma più in generale per le necessità di politiche preventive per la sicurezza dei territori.”

ANBI AGGIORNA I DATI SULLO STATO DELLE RISORSE IDRICHE DEL PAESE: CRESCE LA PREOCCUPAZIONE PER IL PO, MA È IL SUD A PAGARE IL PREZZO PIU’ ALTO

Cresce la preoccupazione per la portata del fiume Po, dimezzata rispetto alla media storica ed inferiore del 20% sull’anno scorso, secondo un andamento indicativamente costante dal Piemonte al delta; gli fanno da corollario i corsi d’acqua dell’Emilia Romagna, tutti abbondantemente sotto i livelli dello scorso anno e della media stagionale (ad eccezione del Panaro).
A renderlo noto è stato il periodico bollettino dell’Osservatorio ANBI sulla Stato Risorse Idriche.
Il quadro è preoccupante anche in Veneto, la cui situazione idrica è classificata molto simile a quella registrata nella primavera del 2017, l’anno più siccitoso degli ultimi due secoli; la situazione più grave è quella del fiume Brenta, largamente al di sotto della media stagionale.
Sono in leggera ripresa, invece, le portate dei fiumi piemontesi (Dora Baltea, Tanaro, Stura di Lanzo) in conseguenza del progressivo sciogliersi delle nevi alpine.
Dello stesso fenomeno stanno beneficiando i grandi laghi alpini, i cui livelli sono in crescita ed il lago d’Iseo, dopo mesi di sofferenza, è tornato in media stagionale; restano invece sotto media, il lago Maggiore ed il lago di Como. Sopra la media stagionale, seppur in rapida flessione, permane il lago di Garda.
In Toscana, le piogge di Marzo (superiori alla media lungo l’Appennino, il monte Amiata e le Colline Metallifere) hanno permesso il rimpinguarsi delle riserve idriche, ben rappresentate dai 68,44 milioni di metri cubi trattenuti nell’invaso di Bilancino, a monte di Firenze.
Sostanzialmente in media con le annate scorse sono le riserve d’acqua, presenti nei bacini marchigiani ed umbri, mentre la diga di Penne, in Abruzzo, registra addirittura il record in anni recenti con 7,84 milioni di metri cubi presenti (capacità massima di invaso: 8,80 milioni di metri cubi). La confortante stagione idrica nell’Italia centrale è confermata anche dal livello idrometrico del lago di Bracciano nel Lazio, cresciuto di 32 centimetri rispetto allo scorso anno e dalle quantità d’acqua, trattenute nei bacini della Sardegna: circa 788 milioni di metri cubi, 17 in più del 2019.
Seppur in leggera ripresa nelle disponibilità idriche, appare irrimediabilmente pregiudicata la stagione irrigua 2020 in Puglia (-113 milioni di metri cubi d’acqua circa ), Basilicata (-121 milioni di metri cubi circa), Sicilia (-107milioni di metri cubi circa); resta problematica anche la situazione calabrese, dove le piogge invernali hanno registrato un calo del 40% ed è esemplare la condizione del bacino di Sant’Anna, sul fiume Tacina, alla quota minima degli anni più recenti: 7,59 milioni di metri cubi.
“Nella Giornata della Terra – ha chiosato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – mi corre l’obbligo di ricordare che su una popolazione mondiale di oltre 7 miliardi e mezzo, circa un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile, mentre circa due miliardi e mezzo non dispongono di acqua a sufficienza per le pratiche igieniche ed alimentari.”
“La siccità – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – è la prima causa di carestie nel mondo che per effetto dei cambiamenti climatici e senza adeguate infrastrutture, rischia di diventare un fenomeno endemico anche nel Sud Europa. Per questo è necessario aumentare la capacità di stoccare l’acqua quando c’è, per utilizzarla nei momenti di bisogno. Occorre adottare politiche di controllo capaci di garantire la produzione di cibo, la coesione tra Regioni e Stati, la sicurezza alimentare per favorire il contenimento dei flussi migratori provocati dal fabbisogno idrico.”

EMILIA ROMAGNA: EFFICIENTATA IRRIGAZIONE DAL PO

Tanti gli interventi realizzati dal Consorzio di bonifica Piacenza (con sede in città) nella Val d’Arda: il più importante, giunto quasi al termine, è l’efficientamento dell’impianto idrovoro di sollevamento di San Nazzaro, in comune di Monticelli d’Ongina e nel cui cantiere si è svolto un sopralluogo tecnico alla presenza dei vertici dell’ente consortile e di A.I.Po (Agenzia Interregionale per il fiume Po).
Oltre alle colture foraggere, tra le eccellenze della zona spiccano pomodoro, mais, aglio, cipolle, scalogno ed orticole in genere. Le prime inefficienze alla stazione di sollevamento di San Nazzaro erano state riscontrate lo scorso Luglio, nel pieno della stagione irrigua e senza indugio erano iniziati i primi interventi urgenti. Sono stati poi eseguiti diversi sopralluoghi congiunti con i tecnici di A.I.Po al fine di condividere il quadro conoscitivo delle criticità e valutare soluzioni praticabili per il ripristino della funzionalità dell’impianto, dei manufatti collegati e delle parti integranti del sistema di distribuzione idrica dal Po alle campagne vicine.

VENETO: IRRIGAZIONE AVVIATA CON QUALCHE PREOCCUPAZIONE

Con il caldo la stagione irrigua è iniziata in anticipo: già a Marzo, il Consorzio di bonifica Brenta (con sede a Cittadella, in provincia di Padova) ha attivato alcuni impianti per le esigenze delle colture agrarie specializzate ed ora tutti gli impianti pluvirrigui sono stati messi in funzione.
L’ente consortile, fin dall’inizio dell’anno, è stato fortemente impegnato per le manutenzioni su canali, tubazioni e centrali di pompaggio; l’emergenza sanitaria Coronavirus, se da una parte ha rallentato alcuni interventi, non ha però fermato le attività, con le opportune cautele ed in piena sicurezza. In alcuni canali messi “in asciutta” per gli interventi manutentori si è dovuto reimmettere l’acqua anticipatamente, rispetto alle previsioni, non solo per l’irrigazione, ma per i molteplici benefici ambientali ed igienico-sanitari soprattutto per l’elevarsi delle temperature.
C’è comunque preoccupazione sulla disponibilità delle risorse idriche, soprattutto se la stagione irrigua sarà lunga, perché la portata del fiume Brenta è su valori modesti, non lontani dalle condizioni di siccità; anche le falde sono basse e le risorgive hanno affiori ridotti.

EMILIA ROMAGNA: SOSTITUITA CANALETTA AD OTTO ANNI DAL TERREMOTO

Sono passati già 8 anni dal terremoto, che colpì l’Emilia-Romagna e parte del basso territorio lombardo e veneto, ma ancora oggi si lavora alla ricostruzione. Anche il Consorzio di bonifica Burana (con sede a Modena) è stato duramente colpito, riportando danni in tutti gli impianti e in gran parte del reticolo di 2.200 chilometri di canali; il lungo lavoro di ricostruzione prosegue ancora oggi.
Il territorio di Mirandola, oltre all’importante distretto biomedicale, è anche una zona ad altissima vocazione agricola e garantisce eccellenze, per cui l’Italia è conosciuta nel mondo. La capacità di invaso e distribuzione della risorsa idrica fa la differenza non solo nella resa, ma addirittura nella sopravvivenza delle produzioni agricole, in condizioni di siccità.  Tra le varie opere in gestione all’ente consortile sono presenti alcune canalette realizzate negli anni ‘60 per la distribuzione della risorsa irrigua nei comuni di Mirandola e Concordia sulla Secchia; a seguito del terremoto di Maggio 2012 risultarono deteriorate.
Queste canalette sono state oggetto di un primo intervento tramite l’apposizione di puntelli, che ne hanno rallentato il deterioramento per evitare che si interrompesse il flusso d’acqua per irrigare da primavera ad autunno. Lo scorso inverno, ottenuto l’indennizzo assicurativo, si è potuto sostituire 2 lunghi tratti di canaletta per un intervento dell’importo complessivo di 285.000 euro. Va ricordato che la canaletta Belvedere ha origine dal canale di Gavello per una lunghezza complessiva di oltre seimilaottocento metri ed alimenta le canalette Belvedere 2°, Casellina, Venezia e Guglielmina, importanti vettori per l’acqua irrigua durante la stagione estiva.

LOMBARDIA: PROSEGUE L'IMMISSIONE IDRICA NEL NAVIGLIO MARTESANA

Dall’inizio di Aprile, quando sono iniziate le prime manovre di aumento delle portate dopo il termine dell’“asciutta” parziale, il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano) sta progressivamente reimmettendo acqua anche nel Naviglio Martesana.
La regolazione idraulica in avvio di stagione irrigua è frutto di un delicato equilibrio tra diverse variabili: le esigenze degli utenti, che richiedono dispense idriche all’ente consortile; la necessaria effettuazione di alcune operazioni manutentive, come il taglio delle erbe palustri, estremamente infestanti (dopo un' “asciutta”, che ha lasciato in alveo un minimo quantitativo d'acqua, in coincidenza di un clima sempre più caldo e senza precipitazioni); l'approvvigionamento idrico, più o meno significativo, dai bacini lacuali; la configurazione del canale chiamato, in caso di necessità, a  scolmare  le acque del sistema delle Trobbie. Iniziato a Trezzo, il taglio della vegetazione acquatica interesserà l’intera asta; in questi giorni si sta intervenendo a Gorgonzola.
Il caldo del periodo sta decisamente influendo sul proliferare delle erbe palustri, sempre più incontrollato e che richiede un deciso intervento prima del ripristino dei livelli nel canale.

ANBI: IL DISSESTO IDROGEOLOGICO COSTA DUE MILIARDI E MEZZO ALL’ANNO. IL GOVERNO NON LASCI SOLI I CONSORZI DI BONIFICA!”

“Correva l’anno 2013 e l’allora Ministro, Mario Catania, annunciò la necessità di varare una legge contro l’eccessivo consumo del suolo. Da allora il provvedimento è fermo in Parlamento.”
A ricordarlo anche quest’anno, pur in una situazione di emergenza sanitaria che continua necessariamente ad occupare le nostre attenzioni, è stato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, in occasione della Giornata della Terra, celebrata in tutto il mondo, il 22 Aprile.
“Proprio la pandemia – ha proseguito il Presidente ANBI – deve farci riflettere sull’unicità di risorse fondamentali come terra ed acqua, che altresì violentiamo quotidianamente. La cementificazione spesso incontrollata accentua il rischio idrogeologico, incrementato per l’estremizzazione degli eventi meteorologici, conseguenza dei cambiamenti climatici. L’impermeabilizzazione rappresenta la principale causa di degrado del suolo in Europa, in quanto comporta un rischio accresciuto di inondazioni, minaccia la biodiversità, contribuisce alla progressiva e sistematica distruzione del paesaggio soprattutto rurale. Non è mai superfluo ricordare che il 9,8% del territorio nazionale è costituito da aree ad elevata criticità idrogeologica, che interessano l’82% dei comuni.”
L’intensa urbanizzazione, sviluppatasi senza tenere in alcuna considerazione le aree fragili dal punto di vista idrogeologico (alluvioni, frane, dissesti), il contemporaneo abbandono delle aree collinari e montane da parte della popolazione e delle attività agricole, i cambiamenti climatici acuiscono la fragilità del territorio.
“Il consumo di suolo in Italia continua a crescere e si stima abbia intaccato ormai oltre 2.100.000 ettari del nostro territorio, diventando la prima causa di quel dissesto idrogeologico, che ogni anno costa mediamente 2 miliardi e mezzo di danni all’Italia – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Entro l’estate presenteremo un Piano Nazionale Strategico  di Manutenzione ed Infrastrutturazione Idraulica del Territorio; contestualmente torneremo a chiedere di concludere le tante opere incompiute, spesso ferme nelle pieghe della burocrazia e già costate troppo in termini di risorse pubbliche, chiediamo al Governo di non lasciarci soli in questo momento drammatico per il Paese.”

 

TOSCANA: AFFIDATI NUOVI PROGETTI

Sono stati affidati gli appalti per le manutenzioni 2020; così si potranno avviare i lavori nei tempi prestabiliti. Anche in questo periodo di difficoltà e forti limitazioni, il Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno (con sede a Pisa) continua a lavorare su tutto il reticolo idrografico del comprensorio, in vista di una graduale ripresa delle attività sul territorio.
Proprio nei giorni scorsi si sono concluse le operazioni per l'appalto e l'affidamento dei progetti di manutenzione ordinaria 2020, relativa al reticolo principale; si è provveduto all'aggiudicazione di 29 perizie per 3.228.328,85 euro. Sono distribuite sulle 4 U.I.O. (Unità Idrografiche Omogenee), in cui è suddiviso il comprensorio dell’ente consortile. Sarà quindi possibile dare il via ai lavori, come da programma, a partire dalla prima settimana di Giugno; in corso di affidamento sono le perizie sul tessuto agricolo, collinare e montano del comprensorio.

MARCHE: ATTIVITA’ CONTINUA PER SICUREZZA CORSI D’ACQUA

Non si ferma l’attività di manutenzione e messa in sicurezza dei canali da parte del Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro): attualmente uomini e mezzi sono impegnati sul fiume Aspio, nel territorio comunale di Camerano.
In particolare, l’ente consortile sta provvedendo allo sfalcio della vegetazione erbacea ed arbustiva, al taglio selettivo ed alla rimozione della vegetazione arborea che rappresenta un pericolo di ostruzione, al ripristino della sezione idraulica, allo spostamento del materiale sub-alluvionale presente in alveo.
Entro l’anno, l’ente consorziale dovrebbe intervenire anche per facilitare il deflusso delle acque a monte ed evitare l’occlusione nell’attraversamento presente al confine tra Ancona e Camerano.

VENETO: LAVORI DI SICUREZZA IDRAULICA PER UN TORRENTE

Il Consorzio di bonifica Piave (con sede a Montebelluna, in provincia di Treviso) sta completando i lavori di sistemazione idraulica del torrente Rù Bianco, che attraversa il comune di Cornuda ed è stato causa di alcuni allagamenti nel 2018.
L’ente consortile ha ripristinato alcuni ponticelli e le sezioni demaniali del corso d’acqua oltre ad aver demolito strozzature, che provocavano esondazioni. Il costo dell’intervento ammonta a 400.000 euro, finanziati dal Commissario Delegato all’Emergenza Idraulica della Tempesta Vaia (il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia).

TOSCANA: LA SCOGLIERA COMPLETATA

Le piene di Novembre e Dicembre 2019, come è normale dopo ogni grande evento meteo, avevano causato, su diversi corsi d’acqua del territorio pistoiese, danni alle opere ed alle sistemazioni idrauliche di difesa. Si è trattato di criticità localizzate, riconducibili in gran parte a dissesti arginali subito risolti o stabilizzati dal Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno (con sede a Firenze), in accordo con il Genio Civile Valdarno Centrale della Regione Toscana.
Su uno di questi (tra i più pericolosi data la zona, la morfologia fluviale, le condizioni strutturali degli argini e le difficoltà di accesso) l’intervento è stato particolarmente urgente e consistito nella formazione di un contrargine a campagna, nel posizionamento una telonatura e nella successiva ricostruzione dell’argine franato. Si tratta dell’arginatura in sinistra idraulica del torrente Ombrone, circa quattrocento metri a valle del Guado dei Sarti, in località Ferruccia, in comune di Agliana.
Gli interventi attualmente in corso, mai fermatisi nemmeno in piena emergenza Coronavirus, sono vicini alla conclusione con la ricostruzione dell’opera di protezione della scarpata arginale, mediante la posa di massi ciclopici di scogliera. #IlConsorziononsiferma è l’hashtag con il quale, in questi giorni di emergenza, l’ente consortile vuole mostrare, sui social, il lavoro quotidiano quale servizio essenziale di sorveglianza, gestione e manutenzione dei corsi d’acqua per la sicurezza idrogeologica del territorio.

CALABRIA: CONTINUA GARANZIA DEI SERVIZI AL TERRITORIO

Il Consorzio di bonifica Tirreno Catanzarese (con sede a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro) ha completato l’avviamento di tutta la manodopera stagionale, destinata all’irrigazione. Nonostante le difficoltà causate dall’attuazione delle direttive a tutela della pandemia da Covid-19, si è programmata l’attività degli operatori e dei tecnici di pronto intervento per assicurare i servizi di manutenzione e gli interventi necessari agli impianti oltre che per la tutela idrogeologica dei territori consortili.
L’ente consorziale, per la manutenzione e la messa in sicurezza degli impianti irrigui, ha messo in campo una forza lavoro operativa, formata da 3 squadre specializzate di pronto intervento, composte complessivamente da 17 operai con varie qualifiche e coordinate dai tecnici del competente ufficio irriguo, che si avvale dell’utilizzo di mezzi meccanici (terna, trattori con rimorchio, escavatori e fuoristrada). Il programma dei lavori procede, tra l’altro, per la piena efficienza dell’impianto Angitola, che irriga “a pelo libero” i terreni situati tra il fiume omonimo ed il fiume Amato.
Sono stati resi operativi i lavori di pronto intervento dovuti alla rottura di punti di consegna o di tratti di condotta come quelli, che hanno interessato l’Impianto Savuto (nella zona compresa tra il fiume omonimo ed il torrente Torbido, nel comune di Nocera Terinese) e l’impianto Bagni, nel comune di Lamezia Terme. Ciò conferma il ruolo primario, che hanno i Consorzi di bonifica nel comparto agricolo, volano principale dell’economia calabrese.

EMILIA ROMAGNA: RETE IDRAULICA, TEST DI INNOVAZIONE DIDATTICA

La distanza forzata ed il lockdown, dovuti all’emergenza Covid-19, non fermano il desiderio e la voglia degli studenti, coinvolti nelle attività formative del Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città ducale”), di conoscere ed approfondire il proprio territorio ed in particolare l’importanza delle funzioni consortili nella gestione della risorsa idrica.
Mettendo a profitto una collaborazione con i tecnici consortili, iniziata nell’autunno scorso, i ragazzi e le ragazze delle classi 1°C e 1°D della Scuola Secondaria di Primo Grado “Biagio Pelacani” dell’Istituto Comprensivo “Rita Levi-Montalcini” di Noceto hanno scelto di portare avanti e di concludere, sperimentando anche l’impiego di nuovi strumenti tecnologici, il progetto di ricerca sulla storica rete dei canali, con particolare riferimento al Canale Sanvitale.
La fitta rete di canalizzazione, infatti, rappresenta un’opera di fondamentale importanza per l’economia dei comuni di Medesano, Noceto, Fontevivo, Fontanellato e San Secondo, lungo un’unica “strada d’acqua”, che dalla Pedemontana si adagia verso la Bassa, alimentando i distretti del Parmigiano Reggiano e del pomodoro. Il progetto, nato nell’ambito delle attività formative per gli istituti scolastici, è stato sviluppato dagli studenti, che hanno approfondito i temi ambientali affrontati, dalle proprie abitazioni, con il coordinamento delle loro insegnanti. L’obbligo di svolgere le attività didattiche “a distanza” ha portato alla conseguente modifica del programma iniziale e ad una serie di innovazioni, che alla fine hanno dato un soddisfacente risultato.
Gli studenti hanno potuto sperimentare l’utilizzo di strumenti come le app di Google, Meet, Google Maps ed hanno anche realizzato il Quick Response Code, un’immagine che può essere decodificata tramite appositi lettori, contenuti negli smartphone e nei tablet. In particolare, il progetto ha permesso di creare una vera e propria mappatura (visualizzabile tramite Google Map all’indirizzo urly.it/3570x) della rete dei canali Sanvitale: in corrispondenza di ogni canale è stata inserita una descrizione. Gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Noceto hanno anche realizzato uno spot video del progetto di ricerca, leggendo alcuni testi, dai toni scherzosi ed in rima, sull’importanza degli interventi dell’ente consorziale sul territorio.
Lo spot è visibile sul portale web della scuola all’indirizzo: http://icnoceto.edu.it/iorestoacasa/893-canali-sanvitale.html.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
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