Anno XXII, n. 11 venerdì, 20 marzo 2020

22 MARZO: GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA AL TEMPO DEL COVID-19

ANBI: I CONSORZI DI BONIFICA SONO AL LAVORO PER GARANTIRE CIBO ATTRAVERSO L’ACQUA ALL’AGRICOLTURA

Oggi il 25% della popolazione mondiale vive in condizione di stress idrico; l’incremento demografico, la crescente urbanizzazione ed i cambiamenti climatici gravano già sul presente della risorsa idrica. Recenti dati resi noti dall’Osservatorio della Community Valore Acqua per l’Italia, di cui ANBI è partner, mostrano che il nostro Paese è il più idrovoro in Europa con una media di 160 metri cubi d’acqua potabile utilizzata pro-capite all’anno (il doppio della media europea, due volte la Francia e quasi tre volte la Germania). E’ quindi indispensabile accelerare la transizione verso modelli sostenibili di gestione idrica: oggi l’Italia si posiziona al 21° posto fra i 28 Paesi europei, considerati nell’indice “Valore Acqua verso lo Sviluppo Sostenibile”, con un punteggio di 4,91 su una scala da 1 (minimo) a 10 (massimo). L’Osservatorio della Community Valore Acqua per l’Italia ha effettuato anche uno studio per valutare come una gestione efficiente e sostenibile della risorsa acqua sia presente negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: l’analisi evidenzia che la risorsa acqua impatta su 10 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e 53 dei 169 target.
In questo quadro, l’Italia può vantare, però, innovative esperienze tecnologiche e consolidate competenze lungo la filiera dell’acqua, di cui i Consorzi di bonifica e irrigazione sono parte integrante anche in questi giorni gravi, ma determinanti per il futuro del Paese.
“Le umane paure  non condizionano, infatti, la responsabilità di servizio pubblico, adempiuta dal personale della Bonifica che, nel rispetto delle ordinanze sanitarie per il contenimento del coronavirus, persegue gli obbiettivi nell’interesse dei territori – ha dichiarato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - Il lavoro dei Consorzi non si può e non si deve fermare soprattutto nella fase di avvio di una stagione irrigua, che si preannuncia difficile per le scarse precipitazioni e le temperature superiori alla media nei mesi più recenti.”
“In tutta Italia – ha proseguito Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – i lavoratori degli enti consorziali sono impegnati quotidianamente nelle operazioni di manutenzione e gestione idraulica: chi in ufficio, chi all’aperto, ma anche da casa grazie allo smart working, che evidenzia, una volta di più, l’elasticità operativa, presente nei Consorzi di bonifica ed irrigazione. Contestualmente, si sta lavorando per l’apertura dei cantieri, che vedranno investimenti per circa un miliardo di euro, finalizzati al miglioramento della rete idraulica italiana.” 
Conclude il Presidente di ANBI: “Di fronte ai cambiamenti climatici e nel rispetto delle priorità normative, che prevedono il fine agricolo dopo quello umano, occorre promuovere rapidamente un’azione integrata fra i diversi interessi gravanti sulle risorse idriche per favorire anche in Italia quella transizione sostenibile già avviata in altri Paesi europei.”

 

ANBI: “AL SUD E’ GIA’ EMERGENZA ACQUA NELLE ALTRE REGIONI SI PREANNUNCIA UNA STAGIONE DA MONITORARE”

L’agricoltura italiana, una delle poche certezze produttive al tempo del coronavirus, deve fare i conti con le disponibilità idriche per una stagione irrigua, che si preannuncia anticipata in molte zone a causa di temperature superiori alla media del periodo. E’ così nel Sud del Paese, dove è ormai emergenza: negli invasi meridionali, dove ci sono attualmente circa 2.100 milioni di metri cubi d’acqua, ne mancano all’appello circa 400 rispetto all’anno scorso, ma addirittura un migliaio, se confrontiamo il dato con il 2010.
Se in Basilicata, il deficit sul 2019 è di 153 milioni di metri cubi d’acqua trattenuta (oggi sono 260 milioni ca., ma erano circa 711 nel 2010!), in Puglia (disponibili oggi, ca. 147 milioni di metri cubi), le riserve sono più che dimezzate rispetto ad un anno fa; percentualmente la crisi più evidente è, però, in Calabria: l’attuale disponibilità di circa 6 milioni di metri cubi è meno del 40% di un anno fa, ma addirittura il 25% delle riserve idriche regionali nel 2010!
In deficit idrico permangono complessivamente anche gli invasi della Sicilia (- 83 milioni di metri cubi d’acqua), così come in leggera sofferenza sono i bacini di Marche ed Umbria.
I dati, resi noti dall’Osservatorio ANBI sullo Stato delle Risorse Idriche, testimoniano anche come al Nord la situazione, pur non ancora allarmante, necessiti di costante monitoraggio, soprattutto in prospettiva. 
“Risponde a questa esigenza, l’opportuna scelta, operata dall’Autorità Distrettuale del fiume Po, che ha reso permanente l’Osservatorio sulla carenza idrica – ha commentato
Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – La prossima riunione è già in calendario per mercoledì 8 aprile p.v..
Allo stato attuale, la situazione dei corsi d’acqua in Piemonte è di sufficiente copertura dei fabbisogni idrici propri del periodo invernale, essenzialmente legati agli usi idroelettrici ed industriali. Per quanto riguarda le previsioni future, se non interverranno significative precipitazioni e dovessero innalzarsi le temperature, si avrà un rapido scioglimento delle nevi, che si tradurrà in un aumento dei deflussi idrici verso valle con la rapida perdita delle riserve idriche immagazzinate, che termineranno in mare inutilizzate prima ancora dell’attivarsi delle derivazioni irrigue.
“E’ un’ulteriore dimostrazione della necessità di un Piano Nazionale Invasi per trattenere le acque sul territorio ed utilizzarle al bisogno con evidenti benefici anche di carattere ambientale – ha evidenziato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Senza considerare le criticità idrogeologiche, che possono derivare da forti ed improvvisi afflussi idrici dalle aree di montagna.”
Per quanto riguarda le acque sotterranee, la rete di monitoraggio del comprensorio Est Sesia evidenzia livelli di falda inferiori di circa 20 centimetri rispetto a quelli della media del periodo negli ultimi 10 anni. A fronte della precaria situazione nivometrica va pertanto sottolineata l’importanza del lago Maggiore, che ha una possibilità di invaso pari a 315 milioni di metri cubi, che salgono a 420 milioni nel periodo invernale. La disponibilità di questo bacino è fondamentale per l’agricoltura e l’ambiente della pianura piemontese (vercellese e novarese), ma anche lombarda (lomellina, milanese e pavese).
In Lombardia, la principale preoccupazione per la stagione irrigua interessa il livello di riempimento dei bacini montani e la quantità di neve ancora presente sulle Alpi; per quanto riguarda i grandi laghi, sotto la media del periodo sono i bacini di Como e di Iseo, mentre il Garda è abbondantemente sopra. Con le attuali disponibilità idriche sarà però difficile soddisfare pienamente le esigenze degli agricoltori; preoccupano specialmente le aree servite dai fiumi Adda e Oglio, ma anche da Brembo, Serio e Cherio. L’attenzione è comunque elevata in tutta la regione, poiché l’assenza di pioggia nei mesi di gennaio e febbraio ha reso le campagne secche ed abbassato il livello freatico.
Situazione tranquilla, al momento, in Emilia Romagna: il livello delle falde freatiche non desta preoccupazione ed il confronto con l’autunno 2018 non evidenzia variazioni significative di livello nel bacino del fiume Po, mentre sono evidenti situazioni localmente differenziate nel fiume Reno ed in quelli romagnoli; infine, vanno segnalate le scarse portate dei fiumi appenninici (Taro, Trebbia, Parma, Panaro, Lamone e Savio).
In Veneto, infine, non si riscontrano particolari criticità ed anche gli sbarramenti antisale non sono ancora in funzione.

VENETO: NUOVA SEDE PER UNA NUOVA STAGIONE IRRIGUA

Efficientamento energetico, maggiore funzionalità e adeguamento antisismico: il Consorzio di bonifica di 2° grado L.E.B. - Lessinio Euganeo Berico ha completato i lavori di ristrutturazione della propria sede a Cologna Veneta, in provincia di Verona. La rinnovata sede accoglie, al proprio interno, nuovi spazi e riconfigura quelli esistenti, secondo un modello di funzionalità delle postazioni operative in linea con gli attuali standard in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
Il restauro ha comportato una spesa complessiva di €182.232,63 interamente finanziati dall’ente consortile. Il rinnovo della sede segue di poche settimane la pubblicazione del nuovo sito Internet e combacia con l’avvio della stagione irrigua, poiché la necessità di risorsa idrica per l’agricoltura rappresenta un’esigenza ancora più importante in relazione all’emergenza Coronavirus ed alla conseguente crescita di domanda di prodotti agroalimentari, riscontrata da alcune settimane; in questo contesto, sono state aperte le paratoie sul fiume Adige a Belfiore.
Principale arteria irrigua del Veneto, il canale L.E.B., che si sviluppa su 70 chilometri, garantisce acqua pulita ad oltre trecentocinquantamila ettari di campagna, attraversando i territori di 103 comuni, tra le province di Verona, Vicenza e Padova, nei comprensori dei Consorzi di bonifica Alta Pianura Veneta (con sede a San Bonifacio, nel veronese), Adige Euganeo (con sede ad Este, nel padovano), Bacchiglione (con sede a Padova). Grazie ad un complesso reticolo, composto da canali e condotte anche sotterranee, le sue acque irrigano anche parte della provincia di Venezia, nei territori della Riviera del Brenta fino a Chioggia. Nel complesso, tutti gli enti consorziali veneti si stanno preparando alla stagione irrigua, che ufficialmente inizierà il 15 Aprile ma che, vista l’emergenza Covid-19, richiede particolari accortezze già in questa fase.


MARCHE: APERTURA ANTICIPATA DELL’IRRIGAZIONE

Viste le scarse precipitazioni atmosferiche nell’anno trascorso ed in considerazione di un’annata agraria, che si profila particolarmente siccitosa, il Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro), nel rispetto della normativa sui servizi pubblici essenziali, ha avviato con largo anticipo l’apertura degli impianti irrigui. Il servizio di irrigazione sarà fruibile a pieno regime da lunedì 23 marzo p.v..
L’anticipazione dell’avvio della stagione irrigua 2020 implica un grande sforzo per l’ente, che deve contemperare l’esigenza di tutelare la salute dei propri lavoratori (nel rispetto delle stringenti misure di sicurezza in materia di contenimento e gestione dell’emergenza Coronavirus) e al tempo stesso garantire la continuità operativa, svolgendo un servizio pubblico essenziale. Certo di aver interpretato e soddisfatto le richieste degli agricoltori, di fronte alla delicatezza del momento, l’ente consortile ricorda anche l’avvio, per gli utenti irrigui, del nuovo sistema informativo via WhatsApp, che consente un aggiornamento tempestivo sulla disponibilità dell’irrigazione soprattutto nei casi di interruzioni, ripristini dell’erogazione e turnazioni.


LOMBARDIA: LA STAGIONE IRRIGUA INCOMBE

Il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede a Milano), nella stretta osservanza delle misure anti Coronavirus, è impegnato a permettere l’avvio di una stagione irrigua già messa a rischio, negli scorsi mesi, da condizioni meteo poco favorevoli che, assieme ai cambiamenti climatici in corso, stanno imponendo l'adozione di nuovi approcci rispetto alla gestione delle disponibilità idriche. Alla luce di queste considerazioni è determinante far sì che i lavori in corso, da quelli di impermeabilizzazione del Canale Villoresi a quelli di recupero spondale del Naviglio Grande, dalle opere pianificate nell’ambito del progetto Cariplo Arete’ alle manutenzioni sulla rete derivata terziaria e secondaria del Villoresi possano proseguire.
Nel corso di una settimana, si è provveduto alla posa di canaline e ad attività di ripristino per circa centosessanta metri di canale tra Mesero e Bernate Ticinio oltre ad altri micro interventi tra Boffalora Sopra Ticino e Parabiago, nell’Altomilanese. In gioco c’è la salvaguardia delle produzioni agricole lombarde, che l’ente consortile intende sostenere responsabilmente attraverso una puntuale ed efficace distribuzione d’acqua, che solo un reticolo in buona tenuta può garantire.

 

ANBI ANNUNCIA UN PIANO NAZIONALE STRATEGICO PER LE RISORSE IDRICHE A SERVIZIO DEL TERRITORIO

“Siamo preoccupati per l’approccio ragionieristico dell’Unione Europea, le cui politiche non considerano adeguatamente i valori ecosistemici dell’irrigazione, che restituisce all’ambiente, in una logica di circolarità, una risorsa spesso qualitativamente migliore di come viene prelevata.  E’ questa la dimostrazione di come, sul tema acqua, vada fatto uno sforzo comune per affrontarlo in maniera complessiva, sulla base della conoscenza ed il primo, importante obbiettivo raggiunto dal Libro Bianco Valore Acqua per l’Italia è proprio di avere fatto sintesi fra culture ed interessi diversi.”
A dirlo è stato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, intervenuto al webinar che, causa emergenza coronavirus, ha sostituito la presentazione ufficiale dello studio, prevista a Roma.
“I cambiamenti climatici – ha proseguito il DG ANBI – hanno ormai trasformato in irrigua tutta l’agricoltura italiana, impegnata da anni, attraverso la ricerca applicata, condotta dai Consorzi di bonifica ed irrigazione, ad ottimizzare l’uso colturale dell’acqua. In questo, è ora determinante il ruolo protagonista, che deve assumere lo Stato attraverso adeguati investimenti nel settore idrico perché, se è vero che l’acqua va risparmiata, ciò non deve mettere in crisi il comparto primario. Oggi, infatti, il cibo è irriguo anche in termini economici; basti pensare che l’agricoltura specializzata produce, pro capite, 250 giornate di lavoro contro le 4 giornate necessarie per le colture tradizionali.
Non solo: l’acqua – ha aggiunto Gargano – è elemento fondamentale per la creazione di oltre 287 miliardi di valore aggiunto, vale a dire il 17,4% del Prodotto Interno Lordo, percentuale che pone l’Italia al secondo posto in Europa dopo la Germania.  E’ necessario, quindi, investire nel Piano Nazionale Invasi per aumentare l’attuale percentuale, pari all’11%, nella raccolta di acqua piovana; l’alternativa è il ripetersi della logica degli stati di calamità che, come abbiamo più volte evidenziato, riescono a risarcire solo il 10% di quei 10 miliardi di danni, che annualmente l’estremizzazione degli eventi atmosferici causa alla nostra agricoltura.
Entro l’estate – ha annunciato infine il Direttore Generale ANBI - presenteremo un Piano Nazionale Strategico di manutenzione ed infrastrutturazione idraulica del territorio, fatto da progetti esecutivi, elaborati dai Consorzi di bonifica ed irrigazione in una logica di fruizione multifunzionale della risorsa acqua; contestualmente torneremo a chiedere di concludere le tante opere incompiute, spesso ferme nelle pieghe della burocrazia e già costate troppo in termini di risorse pubbliche.”

TOSCANA: FIRENZE IDRAULICAMENTE PIU’ SICURA: SPOSTATI SEDIMENTI IN ARNO

Le ondate di piena rappresentano, anche per il fiume Arno, occasione per il deposito di grandi quantità di sassi, terra e sabbie che, passato il maltempo, rimangono in grandi banchi accumulati in alveo o lungo le sponde nelle zone di minore velocità della corrente, come a valle delle traverse. Si tratta di un fenomeno del tutto ordinario, legato alla naturale fisiologia fluviale e che, se lasciato a se stesso, tenderebbe a donare, al tracciato delle acque, un aspetto più meandriforme.
Una condizione che, auspicabile per corsi d’acqua in ambienti non antropizzati, non è però compatibile con il tratto fluviale appena a monte della città di Firenze, in località Le Sieci, dove sono presenti abitazioni oltre ad importanti infrastrutture stradali e ferroviarie, che meritano tutela ed attenzione.
Seppur dal punto di vista della sicurezza idraulica, questi depositi appena a valle della grande briglia non costituiscano impedimento al regolare deflusso delle acque, il Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno (con sede nel capoluogo toscano) ha deciso, insieme al Genio Civile Valdarno Superiore, di operare un loro alleggerimento con rimoventazione in corrente e rimodellazione di entrambe le sponde, perché è ormai condiviso dalla comunità tecnico-scientifica che il dragaggio e l’asportazione dei materiali dall’alveo, oltre che essere assai oneroso, porta un vantaggio solo momentaneo in termini di maggiore capacità della sezione fluviale ed è particolarmente dannoso dal punto di vista ambientale.

VENETO: ASOLO SARA’ PIU’ SICURA DALLE ACQUE

Il Consorzio di bonifica Piave (con sede a Montebelluna, in provincia di Treviso) realizzerà una cassa di espansione, a Sud del comune di Asolo, per mettere in sicurezza idraulica un’area a grande rischio esondazioni, a causa dei diversi torrenti, che la attraversano. Per la realizzazione dei lavori, l’ente consortile si avvarrà di 300.000 euro, messi a disposizione dalla Regione Veneto.
Oltre alla realizzazione della cassa si provvederà anche alla pulizia ed al rinforzo arginale di diversi corsi d’acqua, che scorrono nella zona. Il bacino di laminazione verrà scavato in un terreno acquistato dal Comune di Asolo, ma saranno effettuati anche espropri di servizio per creare servitù di passaggio vicino agli argini. Il progetto di messa in sicurezza della zona è comunque più articolato: a questa prima cassa di espansione seguirà, infatti, un secondo bacino più a Sud e che interesserà soprattutto i comuni di Fonte e Riese Pio X.

FRIULI VENEZIA GIULIA: SI FA SQUADRA PER AUMENTARE LA DIFESA IDRAULICA DEL TERRITORIO

Consorzio di bonifica Pianura Friulana (con sede ad Udine), Cafc- Acqua del Friuli ed Università di Udine fanno squadra per individuare assieme strategie e interventi di difesa idraulica per il territorio del comune di Carlino. Attraverso l’integrazione e la gestione delle opere presenti si punta infatti ad un’ulteriore mitigazione del rischio idraulico. Il comune di Carlino, come altri centri della Bassa Friulana, è situato sotto il livello del medio mare; la sua sicurezza idrogeologica è affidata ad un sistema di opere di bonifica e di drenaggio urbano, che devono essere costantemente monitorate e mantenute.
Anche il comune di Carlino è caratterizzato da un’interconnessione stretta tra reti fognarie (bianche, nere e miste) e canali di bonifica. Recentemente, sul territorio di Carlino, l’ente consortile ha ultimato i lavori per l’ampliamento e l’ammodernamento dell’idrovora Colomba; i primi lotti, per circa un milione e ottocentomila euro, finanziati dalla Protezione Civile e dalla Regione Friuli Venezia Giulia, hanno consentito l’installazione di 2 nuove elettropompe, l’adeguamento dell’impianto di sgrigliatura e degli argini a mare, la realizzazione di una nuova cabina elettrica. Sono state anche illustrate le soluzioni, che potranno contribuire a mitigare il rischio idraulico a Carlino, quali un ulteriore potenziamento dell'impianto idrovoro Colomba attraverso l'installazione di una nuova pompa da 3700 litri al secondo, la realizzazione di un nuovo impianto di sollevamento idrovoro sul canale Villafredda con la contestuale realizzazione di un argine e di un fossato parallelo, lungo 550 metri.
Infine, riguardo al villaggio residenziale “Il Borgo”, particolarmente esposto a pericolo di allagamenti, è stato sottolineato che la soluzione migliore prevede la realizzazione di un impianto di sollevamento delle acque meteoriche, la totale separazione idraulica dal bacino circostante tramite la costruzione di un muretto sulla sponda destra dell'affluente al Villafredda; il re-indirizzamento di tutte le acque meteoriche interne alla vasca di raccolta dell'impianto di sollevamento.

TOSCANA: SI AMMODERNA L’IRRIGAZIONE

Grazie ai finanziamenti dell’Unione Europea, gestiti dalla Regione Toscana sulla linea di stanziamento del Piano Sviluppo Rurale, cresce la sicurezza idraulica ed alimentare dell’impianto irriguo di Bagnone e Villafranca, che assicura gli approvvigionamenti d’acqua ad una vasta area della Lunigiana. Quasi cinquecentomila euro: a tanto ammonta l’intervento che il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca) potrà realizzare, già nei prossimi mesi, per la manutenzione straordinaria della rete.
Grazie a questo finanziamento, saranno sostituiti più di due chilometri di condotte, togliendo l’attuale rete in acciaio ed optando per il polietilene, che assicura una maggiore tenuta e portata, scongiurando fenomeni come l’ossidazione e le perdite. Inoltre, come previsto dalla normativa attuale, saranno adeguati i punti di presa e installati misuratori di portata, che garantiranno registrazioni puntuali delle quantità d’acqua erogate, prevenendo sprechi. Infine, si provvederà ad una pulizia accurata dell’invaso della Marana, a Bagnone.

EMILIA ROMAGNA: SPONDA E STRADA RINNOVATE

Il Consorzio di bonifica Renana (con sede a Bologna) ha concluso un cantiere a San Giorgio di Piano: si tratta di una strada comunale, nata come modesta connessione locale, ma che oggi viene ordinariamente percorsa da mezzi di ogni tipo, anche pesanti.
Rilevate le precarie condizioni strutturali, il Comune di S. Giorgio di Piano ha attivato specifici fondi ministeriali per il ripristino delle condizioni di sicurezza stradale nel tratto di circa duecento metri, costeggiante il canale di bonifica Calcarata, dove si erano rilevati avvallamenti e smottamenti. I lavori di manutenzione straordinaria appena conclusi hanno coinvolto 400 metri lineari di strada, con un investimento di 70.000 euro.

TOSCANA: CORDOGLIO

ANBI Toscana ha espresso il suo profondo cordoglio al presidente della Regione, Enrico Rossi, per la scomparsa del padre, Angiolo, avvenuta all'ospedale Lotti di Pontedera.
“Esprimiamo tutta la nostra vicinanza al presidente Rossi per la sua dolorosa perdita, che arriva in un momento storico durissimo per i cittadini e per chi li rappresenta” si legge in un comunicato dell’associazione regionale dei Consorzi di bonifica.

UMBRIA: NUOVO PRESIDENTE

Il neo insediato Consiglio del Consorzio di bonificazione Umbra (con sede a Spoleto, in provincia di Perugia) ha eletto alla presidenza, Paolo Montioni, 41 anni, imprenditore agricolo nel settore del vino e dell’olio, già componente del CdA dell’ente consortile nello scorso decennio.
Il neoPresidente ha assunto anche la carica di Presidente di ANBI Umbria.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
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