OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE
FINALMENTE L’AUTUNNO: MOLTE PIOGGE MA NON RISOLVONO LE CRITICITA’ IDRICHE IN UN TERRITORIO ANCORA POCO RESILIENTE
VINCENZI: “I PROBLEMI RESTANO: BISOGNA ACCELERARE GLI ITER PROCEDURALI ALMENO PER I PROGETTI GIA’ FINANZIATI NEL PIANO IDRICO NAZIONALE”
Savona: in 24 ore sono caduti quasi trecento millimetri di pioggia; in Valle d’Aosta si sono registrati accumuli superiori a cento millimetri su alcuni comuni al confine Sud-Orientale con il Piemonte dove, da inizio settimana, tra Biellese e Vercellese così come in provincia di Verbania, le cumulate di pioggia hanno anche superato i duecento millimetri (a Comparient, cmm. 281 ca.); in Lombardia, nubifragi hanno interessato il lago Maggiore (a Laveno, mm. 132 in 24 ore) ed alcuni comuni ai piedi delle Alpi Orobie (oltre centodieci millimetri); a Nord-Est, oltre cento millimetri di pioggia si sono abbattuti su Vicentino e Bellunese, mentre in Friuli-Venezia Giulia sono i territori più occidentali ad essere maggiormente colpiti con accumuli anche superiori a duecentosessanta millimetri in 24 ore (malga Valine); al confine tra Emilia-Romagna e Liguria sono caduti 110 millimetri di pioggia in meno di 24 ore sulla zona del lago di Brugneto; in Toscana, la provincia di Livorno è stata flagellata da piogge violentissime (fino ad un centinaio di millimetri in 24 ore con la località Marciana, dove sono caduti addirittura mm.187); sull’isola d’Elba, dopo l’alluvione dei giorni scorsi, ulteriori mm. 180 di pioggia si sono riversati sul versante occidentale con straripamento di fossi ed interruzione della viabilità; nel Lazio, su Castro dei Volsci in Ciociaria, si sono registrati afflussi pluviali di oltre duecentoventi millimetri in un solo giorno, mentre a Latina sono caduti mm. 164, che hanno causato l’allagamento di molte strade provinciali, nonché l’interruzione di una linea ferroviaria; in Campania, rovesci di quasi quaranta millimetri in un’ora hanno interessato il Casertano; in Sardegna, strade trasformate in fiumi nell’Oristanese, dove si sono abbattuti una settantina di millimetri di pioggia, ma soprattutto nella Sardegna Centro-Orientale, dove le precipitazioni hanno raggiunto mm. 154 su Baunei ed addirittura mm. 221 sulla nuorese Siniscola (!!).
È questa una sintesi del primo giorno percepito di un autunno dalle temperature ancora eccezionalmente miti, diffusa dall’Osservatorio ANBI Risorse Idriche, ricordando che le piogge ancorché abbondanti leniscono, ma non risolvono le conseguenze della prolungata siccità.
“Il rischio è sempre il solito: qualche giornata di pioggia fa erroneamente ritenere risolto il problema idrico, procrastinando ulteriormente scelte fondamentali per contrastare una ricorrente situazione di incertezza nelle disponibilità d’acqua; basti pensare alle autobotti ancora presenti in alcuni comuni del Piemonte o al livello di attenzione raggiunto dalle disponibilità idriche nella diga di Ridracoli a servizio potabile della Romagna” ha sottolineato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, citando i dati diffusi dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po.
Gli accumuli di pioggia registrati nelle ultime ore confermano i rischi, che perturbazioni autunnali di questa intensità possono comportare in un’area come quella mediterranea, ancora alle prese con temperature, marine e dell’aria, molto elevate per il periodo. La fragilità dei nostri territori, ampiamente soggetti a frane e alluvioni, nonché una popolazione di circa otto milioni, residente in zone ad elevato rischio idrogeologico, è la “fotografia” della ancora scarsa resilienza del Paese di fronte a questa complessa congiuntura meteorologica.
“Purtroppo i ritardi nel concreto avvio degli stanziamenti previsti dal Piano Idrico Nazionale, tra cui alcuni invasi, limita non solo la possibilità di incrementare le riserve d’acqua, ma anche l’adattamento dei territori alla crisi climatica, caratterizzata dall’accentuarsi di eventi estremi che, stanti le attuali condizioni del Mare Nostrum, potrebbero registrarsi soprattutto sulle aree costiere” ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
Nelle prossime ore la situazione dovrebbe migliorare, ma con strascichi di maltempo anche nel fine settimana.
Per quanto riguarda la condizione dei corpi idrici lungo la Penisola, è fortemente influenzata dalla situazione meteorologica in divenire.
Ne è un esempio il livello idrometrico del lago Maggiore che, grazie ad un afflusso di oltre settecentoventi metri cubi al secondo, è cresciuto di oltre mezzo metro in 2 giorni ed il valore di riempimento è di fatto quasi triplicato (dal 18% al 52,7%!!). Il bacino del Lario ora è pieno al 42,9%, quello del lago d’Iseo al 59,3% ed il Benaco al 45,7% (fonte: Enti regolatori dei grandi laghi).
In Valle d’Aosta la portata della Dora Baltea da mc/s 9,80 è salita a mc/s 13,40, mentre l’incremento nel torrente Lys è stato di quasi dieci metri cubi al secondo.
Portate in crescita anche in Veneto a causa dei violenti nubifragi, con il Piave a Ponte della Lasta che cresce da mc/s 4,54 ad oltre settanta metri cubi al secondo; la Livenza che incrementa la portata di oltre il 200%, il Brenta del 570% ed il Bacchiglione del 420% (elaborazione ANBI su dati ARPAV).
I flussi nel fiume Po risultano ancora fortemente deficitari e sotto media (a Pontelagoscuro, la portata si attestava a mc/s 625,21 cioè -63% sulla media storica).
In Liguria, l’altezza idrometrica del fiume Entella è cresciuta di cm. 121, quella della Vara di cm. 144 e quella dell’Argentina di cm.47.
In Toscana, pur crescendo, il flusso del fiume Arno risultava scarso: mc/s 10,20 (circa il 73% meno della media); incrementi notevoli vengono invece registrati dal Serchio (in un giorno oltre +1200%) e dall’Ombrone, nel Grossetano (+575% in 24 ore)!
Nelle Marche, l’andamento idrometrico dei fiumi si mantiene stabile su livelli decisamente bassi, soprattutto per quanto riguarda Esino e Sentino. La principale diga (Castreccioni), trattiene mln. mc. 32,89, vale a dire un volume di poco superiore a quelli registrati nel siccitosissimo 2022.
In Umbria, afflussi non eclatanti hanno comunque consentito al lago Trasimeno di alzare il proprio livello idrometrico (+ cm.4); portate in linea con i valori storici di riferimento per il fiume Topino e superiori alla media per il Chiascio, mentre è sotto media la Paglia.
Nel Lazio, i livelli idrometrici del lago di Albano sono segnalati in rialzo (+ cm.2), mentre quelli di Nemi risultano invariati rispetto alla settimana scorsa. Il fiume Tevere è in crescita, con portate ora in linea con la media degli scorsi 6 anni.
In Campania, le forti piogge sui bacini montani settentrionali hanno fatto impennare gli idrometri del fiume Garigliano (+ cm. 188 a San Castrese); nel Cilento, il Mingardo è cresciuto di mezzo metro.
In Puglia, il grande invaso a riempimento pluriennale di Occhito contiene circa ottantadue milioni di metri cubi d’acqua, pari al 33% dei volumi autorizzati, ma +83% rispetto ai volumi trattenuti nel 2025.
In Sicilia, infine, i volumi idrici stoccati nei laghi artificiali (mln. mc.409,69) sono tra i più cospicui dei recenti 16 anni: rispetto allo scorso anno, c’è il 74% di acqua in più e la disponibilità dei bacini è del 58% sui volumi autorizzati d’invaso.

IN EMILIA ROMAGNA
NELLA BASSA PARMENSE VANNO IN ARCHIVIO LE POMPE MOBILI LUNGO IL PO: REALIZZATO IL NUOVO IMPIANTO DI FOCE ONGINA
VINCENZI: “ORA BISOGNA GUARDARE AL FUTURO: CHIEDIAMO L’URGENTE AVVIO DEL PIANO INVASI DEGLI INTERVENTI PREVISTI DAL PIANO IDRICONAZIONALE”
Contribuire a tutelare, di fronte alle conseguenze della crisi climatica, il valore economico dell’agroalimentare nella “Parma Food Valley” (pomodoro, Parmigiano Reggiano, culatello, ecc.), che annualmente supera i dodici miliardi di euro con fondamentali ricadute sulle comunità ed il territorio; in questo scenario molto complesso diventa strategico consentire alle colture di pregio ed alle imprese agricole di poter continuare la propria attività, grazie ad azioni concrete ed infrastrutture più efficienti.
“Disporre di una fornitura d’acqua adeguata è indispensabile per garantire la qualità dei prodotti e sostenere la filiera agroalimentare in un comprensorio caratterizzato da produzioni D.O.P. e I.G.P. d’eccellenza” ha evidenziato Tommaso Foti, Ministro Affari Europei, P.N.R.R. e Politiche Coesione.
Così, utilizzando 7 milioni di euro del P.N.R.R. (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), il Consorzio di bonifica Parmense (con sede “nella città del Teatro Regio”), a fronte delle difficoltà riscontrate nei prelievi dal fiume Po durante gli ormai ricorrenti periodi di siccità, ha progettato e realizzato una completa ri-funzionalizzazione dell’impianto di prelievo irriguo a Foce Ongina, nel comune di Polesine Zibello, confinando, nell’album dei ricordi, l’iconica immagine delle pompe mobili, posizionate sull’argine maestro del Grande Fiume.
“Ricollocato a valle della foce del torrente Ongina, dove la massima profondità è pari a tre metri e mezzo, l’impianto è dotato di tecnologia avanzata: due nuove elettropompe di aspirazione, ciascuna della portata di 1.650 litri al secondo– ha precisayo Fabrizio Useri, Direttore Generale Consorzio di bonifica Parmense – Il nuovo manufatto è collegato a quello esistente, che è stato riqualificato e nel quale è collocata la strumentazione per il funzionamento delle pompe.”
La nuova opera consortile assicurerà il prelievo di risorsa idrica a quote più basse anche nei periodi di forte siccità, garantendo annualmente fino ad otto milioni di metri cubi d’acqua ad oltre undicimila ettari agricoli tra i comuni di Polesine Zibello, Roccabianca, Busseto e Soragna.
“Grazie a questo nuovo impianto possiamo finalmente superare la gestione emergenziale della crisi idrica, garantendo certezza d’acqua irrigua anche nelle annate più critiche – ha sottolineato la Presidente dell’ente consorziale, Francesca Mantelli – Si chiude così un ciclo, iniziato nel 2022 e che ha visto l’ente consortile attuare strategie ed interventi nell’ottica della prevenzione.”
“L’impianto di Foce Ongina rappresenta una risposta concreta alle criticità causate dalla crisi climatica, ma che da tempo non sono più classificabili come eccezionali – ha rimarcato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI ed ANBI Emilia Romagna – Adesso dobbiamo però già guardare al futuro: per questo rilanciamo l’appello agli organi decisori, affinché si dia urgente avvio al Piano Invasi ed a quei progetti, per un valore complessivo di oltre sette miliardi di euro, presentati nel P.N.I.I.S.S.I., il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico.”
“Di fronte agli effetti sempre più devastanti del surriscaldamento globale e dei cambiamenti climatici, caratterizzati da periodi di prolungata siccità alternati ad eventi meteorologici estremi, abbiamo bisogno di sistemi irrigui efficienti e resilienti, che assicurino risorse idriche alle produzioni agricole e, al tempo stesso, contribuiscano alla sicurezza del territorio – hanno concluso la Sottosegretaria Presidenza, Manuela Rontini e l’Assessore Agricoltura Regione Emilia Romagna, Alessio Mammi – Il nuovo impianto di Foce Ongina, come molti altri interventi realizzati od in corso di realizzazione, rappresenta la capacità di tradurre gli investimenti pubblici in infrastrutture strategiche, contribuendo alla realizzazione di opere idrauliche su tutto il territorio regionale per un valore di oltre 1 miliardo di euro.”
MARCHE
BILANCIO IDRICO ESTIVO RESILIENZA DEL SISTEMA E GESTIONE CRITICITA’
Anomalie termiche con +5° sopra la media storica, estrema siccità e prolungate ondate di calore con significativa riduzione delle portate nei fiumi regionali: l’estate 2026 sarà ricordata come la più calda dal 1950 (fonte: C.N.R. - Consiglio Nazionale Ricerche) con evidenti conseguenze nella disponibilità e nel consumo idrico destinato all’irrigazione.
In questo scenario critico, il Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro) ha confermato il suo ruolo strategico di custode della risorsa idrica, riuscendo a superare indenne i mesi più caldi, garantendo la continuità del servizio e bilanciando i prelievi irrigui anche con le necessità della rete idropotabile. A distanza di circa un mese dalla fine della fase più critica, il quadro generale della regione mostra un andamento differenziato tra la resilienza del sistema e la gestione delle fragilità territoriali.
La situazione della diga di Mercatale fotografa perfettamente gli effetti del cambiamento climatico nel Pesarese: l’assenza di precipitazioni primaverili ha condizionato le portate di ricarica del fiume Foglia e di conseguenza dell’acqua invasata nella diga.
Nonostante ciò, il servizio è stato garantito per tutto il ciclo produttivo fino alla regolare programmazione della chiusura degli impianti, avvenuta il 5 ottobre u.s.; continuano invece i prelievi ai fini idropotabili da parte di “Marche Multiservizi” e si valutano le modalità di recupero della fauna ittica presente sul lago.
Negli impianti a pelo libero della vallata del Tenna, al fine di evitare l’evaporazione dell’acqua dovuta alle persistenti ondate di calore, nei canali a scorrimento sono stati necessari consistenti rilasci, che hanno notevolmente ridotto la riserva idrica; è stato istituito un sistema di turnazione distributiva che, nel razionalizzare la risorsa in modo equo, garantisce l'approvvigionamento idrico a tutti fino alla naturale chiusura della stagione irrigua. La diga di Castreccioni a Cingoli si è invece confermata il polmone idrico delle Marche con quasi ventisette milioni di metri cubi d'acqua disponibili e livelli di salubrità eccellenti, certificati anche dal monitoraggio della Goletta dei Laghi di Legambiente.
Ottimi segnali arrivano anche dalla diga di Comunanza, che registra volumi superiori alla media del recente biennio, grazie alla conclusione del lungo iter di collaudo; questo passaggio ha finalmente sbloccato la piena capacità progettuale di 13,65 milioni di metri cubi, che era stata fortemente limitata dopo il sisma 2016, offrendo una fondamentale polizza assicurativa per la vallata dell'Aso.
Con l'obbiettivo principale di supportare il comparto agricolo in una stagione segnata da siccità e rincari, dopo la comunicazione delle nuove tariffe, che hanno principalmente riguardato la vallata del Musone, l’ente consortile ha avviato una rateizzazione degli importi dovuti per la fornitura irrigua.
SARDEGNA
DALLA REGIONE BOCCATA D’OSSIGENO PER L'AGRICOLTURA NORD DELL’ISOLA
Un contributo di 4.150.000 euro dalla Regione Sardegna permetterà alle aziende agricole di respirare, almeno sul fronte dei costi idrici: questo il principale tema di un partecipato incontro a Chilivani, nella sede sassarese del Consorzio di bonifica Nord Sardegna, durante il quale i vertici dell’ente hanno avuto modo di spiegare ai rappresentanti delle Organizzazioni Professionali Agricole come saranno ripartite le somme, che l’Amministrazione Regionale ha concesso: € 3.500.00,00 sono un contributo straordinario per mitigare gli effetti della siccità e compensare le restrizioni irrigue; € 645.000,00 invece arrivano a copertura delle spese per l’energia del 2022 ed assorbire l’eccezionale rincaro elettrico, dovuto allo scoppio della guerra Russia Ucraina e che aveva dovuto anticipare l’ente consortile.
Tali contributi straordinari consentono di ridurre gli oneri a carico dei consorziati per le annualità 2023 e 2024: gli importi richiesti con gli avvisi esauriranno la contribuzione dovuta per queste 2 annualità, senza emissione di ulteriori saldi. Una quota residua del finanziamento sarà inoltre destinata alla riduzione del ruolo 2025. L’emissione ravvicinata dei ruoli 2023 e 2024 rientra nel programma di recupero delle annualità arretrate: una situazione di ritardo, ereditata dai periodi di commissariamento, ma che si sta lentamente recuperando. Plauso è stato espresso dalle associazioni di categoria per l’importante risultato.
A tenere banco nella discussione è stata anche l’importanza della programmazione pluriennale per le colture e conseguentemente la necessità di avere disponibilità stabili di risorsa idrica; i lavori in corso su vari invasi non hanno permesso di raggiungere le quote di riserva idrica, che i bacini possono contenere, scoraggiando molti agricoltori dal programmare determinate colture con la possibilità di perdere le normali quote di assegnazioni idriche da parte della Regione.
Il secondo punto trattato durante la riunione è stato l’allargamento delle Zone di Protezione Speciale, ossia aree designate dall'Unione Europea per la tutela e la conservazione delle specie di uccelli selvatici rari, minacciati o migratori.
In conclusione, sono state annunciate 3 tappe informative e di discussione per i diversi distretti consorziali: il 28 ottobre da Ozieri, il 3 novembre a Perfugas e l’11 a Badesi.
AUDIZIONE PARLAMENTARE
ANBI: SEMPLIFICARE LE PROCEDURE PER I SEDIMENTI NON PERICOLOSI È LA CONDIZIONE PRIMA PER GARANTIRE MANUTENZIONE IDRAULICA PIU’ EFFICIENTE E PIU’ SICUREZZA IDRAULICA
VINCENZI: “I CONSORZI DI BONIFICA SONO FRONT OFFICE DEL TERRITORIO. VOGLIAMO FAVORIRE LA DISPONIBILITA’ DI DATI E COMPETENZE A SERVIZIO DELLE COMUNITA’ LOCALI”
In materia idraulica, la prima opera pubblica, di cui il Paese ha bisogno, è l’efficientamento delle infrastrutture esistenti: vanno in questa direzione le proposte di emendamento avanzate da ANBI alla Commissione Ambiente della Camera in sede di audizione per la conversione in legge del decreto sulle “Disposizioni urgenti per il rafforzamento delle istruttorie ambientali, la gestione dei problemi climatici, l’economia circolare e le bonifiche”. Esprimendo sostanziale condivisione del provvedimento, l’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue concentra l’attenzione soprattutto sulla “disciplina della gestione delle terre e rocce da scavo”, valutando favorevolmente l’obbiettivo di semplificare la materia, agevolando l’esecuzione degli interventi nel rispetto della tutela ambientale.
La gestione dei materiali prodotti durante gli interventi operati dai Consorzi di bonifica rappresenta, infatti, un aspetto rilevante della programmazione delle attività di tali enti, nonché dei relativi costi e tempi d’esecuzione.
L’esigenza è quella di favorire regole certe, proporzionate ed applicate in modo omogeneo, consentendo di mantenere la funzionalità della rete idraulica, garantendo al contempo la protezione di suoli ed acque. Si richiede così di modificare le disposizioni del Testo Unico Ambientale in materia di terre da scavo per consentire ai Consorzi di bonifica di eseguire sia lo spostamento di sedimenti che la loro estrazione, quando ritenuto necessario per garantire la sicurezza idrogeologica. In particolare, si propone di semplificare le procedure per l’escavazione degli alvei ed il trattamento dei relativi sedimenti non pericolosi, utilizzando i vicini terreni agricoli, senza impedirne le attività; analogo snellimento procedurale si chiede per l’asportazione e lo spostamento dei sedimenti, al fine di garantire il corretto deflusso delle portate di piena per prevenire inondazioni o ripararne le conseguenze sull’assetto idrogeologico; infine si chiede che i sedimenti non pericolosi, spostati all’interno delle acque superficiali e nell’ambito delle vicine pertinenze idrauliche, non siano considerati rifiuti e quindi non assoggettati alle relative, complesse procedure.
“Vogliamo così porre fine alle incertezze operative che, complici le lungaggini burocratiche, accentuano le criticità idrauliche e sono state anche concause di alcuni eventi dalle disastrose conseguenze per i territori e le loro comunità” ha dichiarato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
ANBI valuta inoltre positivamente l’introduzione di uno strumento dedicato ad eventi imprevedibili, causati dalla crisi climatica e che, pur non rientrando nelle emergenze di protezione civile, possono determinare conseguenze significative sugli ecosistemi acquatici come, ad esempio, la proliferazione di invasive specie aliene; al proposito si propone di prevedere espressamente la possibilità per i Comuni di avvalersi, mediante apposite convenzioni, anche dei Consorzi di bonifica territorialmente competenti, utilizzando così strutture e conoscenze già disponibili, favorendo la tempestività degli interventi ed il loro raccordo con la gestione delle infrastrutture idrauliche.
Al proposito si ritiene importante che il prossimo decreto attuativo definisca chiaramente le tipologie di investimento ammissibili e preveda tempestive modalità di accesso, tenendo conto delle criticità, che possono coinvolgere le reti idrauliche. Tali modalità attuative dovranno inoltre favorire il coordinamento fra Comuni, quando un medesimo evento interessi un sistema idraulico sovracomunale, affinché la risposta sia organizzata, tenendo conto delle connessioni fra i territori coinvolti, considerata l’unitarietà del sistema idraulico.
“In linea con la proposta di legge parlamentare, elaborata con il CNEL ed interessante le Regioni – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - il nostro obbiettivo è creare connessioni sempre più agili con la riconosciuta competenza operativa e la profonda conoscenza dei territori, presente nei Consorzi di bonifica, espressioni di sussidiarietà ed autogoverno. Una programmazione stabile della manutenzione del territorio è infatti un’esigenza ineludibile.”
VENETO
SICUREZZA IDRAULICA RIQUALIFICATA DIFESA A MARE
Il Consorzio di bonifica Veneto Orientale (con sede a San Donà di Piave, nel Veneziano) ha inaugurato un importante intervento di messa in sicurezza idraulica del canale Revedoli a Torre di Fine, in comune di Eraclea. L’intervento, dal valore complessivo di 6 milioni di euro, è stato finanziato dalla Protezione Civile nell'ambito del P.N.R.R.
Il canale Revedoli è un corso d’acqua, che scorre a circa due chilometri nell’entroterra parallelamente alla costa ed è soggetto sia ai fenomeni di marea, sia all’infiltrazione salina, rappresentando pertanto una difesa delle campagne interne sia dalle mareggiate che dall’ingressione salina.
Negli ultimi anni il canale era stato interessato da diversi episodi di tracimazione con l’allagamento della sede stradale e minaccia per le aree agricole circostanti, posizionate a una quota di circa due metri sotto il livello del mare. Le opere realizzate hanno compreso la diaframmatura, il rialzo e l'adeguamento delle quote arginali, il consolidamento delle sponde e la sostituzione delle porte vinciane del mandracchio della storica idrovora di Torre di Fine; a protezione del centro dell’abitato è stato inoltre realizzato un muretto di contenimento. Il canale Revedoli costituisce una tratta della Litoranea Veneta, idrovia realizzata dalla Repubblica di Venezia per collegare, al sicuro da intemperie e predazioni, Venezia a Trieste.
L'opera si inserisce nell’ampia progettualità di riqualificazione di questa storica infrastruttura, promossa dall’ente consorziale per garantire la difesa dalle mareggiate, favorire la navigazione interna, tutelare l'infrastruttura ambientale e paesaggistica del territorio.
Il valore complessivo dell’adeguamento della Litoranea Veneta alle nuove esigenze, per lo più dettate dal cambiamento climatico, è stimato in 136 milioni di euro, suddivisibile in più interventi; l’intervento di Torre di Fine si inserisce in questa grande progettualità.
EMILIA ROMAGNA
MANUTENZIONE PUNTUALE
Il Consorzio di bonifica Burana (con sede a Modena) ha terminato un intervento capillare per la sicurezza del proprio comprensorio, completando i lavori di sfalcio della vegetazione sul cavo Cavalletta, importante canale nei pressi di Scortichino di Bondeno ed infrastruttura fondamentale per allontanare le acque piovane.
Lungo complessivamente 7 chilometri, il Cavalletta (la sua natura promiscua garantisce prevalentemente lo scolo delle acque meteoriche, ma può anche fornire acqua al comparto agricolo durante la stagione irrigua) appartiene all’omonimo nodo idraulico, gestito dall’ente consorziale tra le province di Ferrara, Modena e Mantova.
Negli scorsi 12 mesi sono stati oltre seimilaottocento i chilometri di sfalcio, effettuati dall’ente consortile, consentendo il regolare deflusso delle acque durante la stagione autunnale ed invernale.
TOSCANA
MANUTENZIONI IN CORSO
Nel territorio di Isola del Giglio, il Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud (con sede a Grosseto) ha completato un nuovo ciclo di manutenzione ordinaria sul reticolo idraulico locale: si tratta del secondo passaggio dell’anno sul territorio isolano dopo le operazioni condotte prima della stagione estiva; ”Cb6” è tornato in azione per preparare i corsi d’acqua in vista dei mesi piovosi e della stagione invernale.
Gli interventi hanno riguardato diversi corsi d’acqua dell’isola, tra i quali il fosso della Botte, in località Campese ed il fosso del Santo, in località Arenella.
Le operazioni consistono nelle manutenzioni ordinarie con decespugliazione e rimozione della vegetazione in eccesso nelle sezioni idrauliche per ripristinare la corretta officiosità idraulica e far scorrere regolarmente le acque. Si tratta di piccoli, ma fondamentali interventi per ridurre il rischio idraulico del territorio isolano, caratterizzato in alcune zone da una spiccata fragilità e un elevato rischio idrogeologico.
Inoltre, un intervento di manutenzione ordinaria ha interessato il fosso Perrazzeta, affluente di sinistra del fiume Albegna, in prossimità dell’abitato di Marsiliana, nel comune di Manciano. I lavori dell’ente consortile hanno previsto la rimozione della vegetazione infestante nella sezione idraulica per prevenire ostruzioni e favorire il regolare deflusso.
Un nuovo intervento di manutenzione ordinaria ha infine interessato il fosso delle Giuncaie, controfossa destra del torrente Osa, in località Talamone, nel comune di Orbetello. L’ente consorziale ha eseguito lo sfalcio della vegetazione in eccesso nella sezione idraulica per garantire il regolare deflusso e migliorare l’efficienza nell’Unità Idrografica Albegna.
EMILIA ROMAGNA
RINNOVATI IMPIANTO IDRAULICO E SCOLI
L'interno sistema scolante di bonifica, collegato all'impianto idrovoro del Travallino, è stato oggetto di importanti interventi di manutenzione straordinaria. I canali di bonifica Travallino, Fiumicello delle Bruciate e Lorgana sono stati risezionati per le lunghezze interconesse e funzionali allo scolo di quest'area di bassa pianura, consentendo il recupero di ben 21.650 metri cubi di capacità scolante; inoltre, le sponde dei canali sono state risagomate e potenziate, grazie al posizionamento di massi in pietrame, per contrastarne la futura erosione.
L'impianto idrovoro di sollevamento Travallino, che controlla l'interconnessione tra questi scoli, è stato dotato di una porta vinciana per proteggere la paratoia in caso di rigurgiti da valle; sempre a tale scopo sono state posizionate anche alcune valvole “a clapet” a servizio delle tubazioni di mandata delle pompe idrovore.
A monte, invece, l’impianto è stato potenziato con un'altra pompa sommergibile ed ora è in grado di sollevare fino a duemila litri di pioggia al secondo; sempre a protezione dell'impianto si è installato uno sgrigliatore automatico."
Questo importante intervento rappresenta l’ottantesimo lavoro concluso dal giugno 2023 ad oggi e costituisce un ulteriore tassello del complesso programma di opere che il Consorzio di bonifica Renana (con sede a Bologna) sta realizzando per aumentare la sicurezza idraulica della pianura: si tratta di un investimento di 2 milioni di euro, resi disponibili dalla Struttura Commissariale governativa per la ricostruzione post alluvione 2023-2024, nell'ambito dei fondi P.N.R.R. (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza).
TOSCANA
SUPEREROI PER L’AMBIENTE LA MISSIONE CONTINUA
In occasione di “Lucca Comics & Games 2026”, il Consorzio di bonifica Toscana Nord (con sede a Viareggio, in Lucchesia), il Comune di Lucca, “Sistema Ambiente” con il supporto dell’Ufficio Scolastico Territoriale rinnovano l’iniziativa “Supereroi per l’ambiente”, che quest’anno presenta un format aggiornato.
L’obiettivo rimane quello di portare, all’interno della manifestazione, un messaggio chiaro sulla tutela del territorio, utilizzando il linguaggio visivo e narrativo dei “cosplayer” per rendere immediata e riconoscibile l’idea, che la cura dell’ambiente è un compito collettivo.
La scelta dei “supereroi” nasce dalla capacità di queste figure di sintetizzare, in modo diretto, il concetto di responsabilità: ogni supereroe ha una missione e quella proposta dai partner dell’iniziativa riguarda la protezione del territorio, la riduzione dei rifiuti e l’attenzione agli spazi pubblici. L’uso del costume diventa così un dispositivo comunicativo, che permette di raggiungere un pubblico ampio, trasversale e non necessariamente già sensibile ai temi ambientali.
L’iniziativa si colloca nel quadro delle attività di educazione civica ed ambientale, che gli enti promotori portano avanti durante l’anno, integrando il linguaggio della manifestazione con quello della sostenibilità. Durante i giorni di “Lucca Comics & Games”, i “cosplayers” possono scattare una foto, che rappresenti la loro adesione al tema ed inviarla, via whatsapp, al numero +39 348 8076362. Una giuria selezionerà i 3 scatti più efficaci e coerenti con il messaggio ambientale, assegnando altrettante coppe.
L’edizione 2026 introduce inoltre il contest dedicato alle scuole di Lucca, che hanno immaginato e disegnato il proprio supereroe per l’ambiente: il percorso, promosso con l’Ufficio Scolastico Territoriale, ha coinvolto gli studenti in una riflessione concreta sul ruolo della tutela del territorio, traducendo la fantasia in un gesto di responsabilità.
Le premiazioni sono in programma domenica 1 novembre p.v., alle ore 13.30, al Giardino degli Osservanti.
AGENDA
Il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, interverrà nella mattinata di lunedì 26 ottobre p.v,. all’inaugurazione dell’invaso di compenso, realizzato dal Consorzio di bonifica Tevere Nera nel comune di Orvieto (Terni).
Il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, sarà invece a Firenze, nella mattinata di mercoledì 28 ottobre, per partecipare all’ Assemblea Regionale dei Contratti di Fiume in occasione dei 60 anni dall’alluvione dell’Arno, mentre venerdì mattina, interverrà a Poppi (Arezzo) per le conclusioni del convegno “Difendere la montagna, costruire il futuro”, organizzato dal Consorzio di bonifica Alto Valdarno. |