Anno XXVIII, n. 38 lunedì, 19 ottobre 2026

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE
LANCIA ALERT: NON SOLO MARSALA: 42 TORNADO SULL’ITALIA IN 5 GIORNI!
VINCENZI: “È URGENTE AVVIARE CONCRETAMENTE I PIANI INFRASTRUTTURALI E NUOVE POLITICHE DI SISTEMA NELLA GESTIONE DEL TERRITORIO”

Secondo l’European Severe Weather Database (ESWD) sono stati ben 42 i tornado formatisi sulle acque territoriali italiane negli scorsi 5 giorni! A rendere noto l’allarmante dato è il settimanale report dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche, analizzando le 2 trombe marine che, generatesi nelle acque antistanti l’isola di Favignana, in pochi minuti hanno provocato una decina di feriti più danni per 30 milioni di euro lungo le coste, nonché nell’entroterra siciliani tra Marsala e Petrosino (oltre ad edifici ed infrastrutture gravemente compromesse, pesantissime sono le conseguenze economiche per l’agricoltura con interi filari di vigneti abbattuti, penalizzandone anche le rese future, nonché piante di ulivo sradicate, condotte irrigue danneggiate, serre distrutte, azzerando investimenti pluriennali).
Secondo gli esperti, almeno negli scorsi decenni non si ricordano eventi di tale portata in Italia; significativamente, inoltre, l’uragano storicamente più devastante nell’area mediterranea, avvenne nel 1851 sempre nel Trapanese e proprio in prossimità di Marsala: in quell’occasione venne raso al suolo gran parte dell’abitato di Castellamare del Golfo e furono registrate circa cinquecento vittime.
A quanto pericolosamente accaduto sull’Isola vanno aggiunti i numerosi nubifragi, che in poche ore hanno scaricato grandi quantità di pioggia soprattutto tra Lazio, Campania, Sicilia orientale, Calabria ionica e Puglia (mm.80 in meno di due ore sul Reggino, oltre cinquanta millimetri in un’ora sulla Calabria Ionica, mm. 60 in poche decine di minuti sul Foggiano).
“E’ chiaro il legame tra la proliferazione di eventi meteorologici fuori scala ed il costante riscaldamento del mar Mediterraneo dove, a causa della conformazione di bacino semichiuso, l’incremento termico, dovuto alla crisi climatica, è a velocità doppia rispetto agli oceani – ha evidenziato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue) - Questa dinamica genera profonde alterazioni meteorologiche sull'intero continente europeo con ripercussioni più accentuate sugli Stati costieri, caratterizzando l’area come un laboratorio avanzato, dove quotidianamente si possono osservare gli effetti concreti del clima futuro.”
“Siamo ormai un Paese a forte e crescente rischio, ma le risposte in termini di adattamento sono colpevolmente lente di fronte all’accelerazione di una crisi climatica, che sempre più spesso ci pone di fronte a nuove sfide – ha dichiarato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - Forti dell’efficienza dimostrata nel realizzare progetti anche nel rispetto di stringenti cronoprogrammi europei, ribadiamo la richiesta di avviare con urgenza i piani infrastrutturali da noi proposti ed in attesa di finanziamento. Ma non basta; quanto accaduto nel Trapanese dimostra la necessità di politiche complessive per salvaguardare i territori: dalle scelte urbanistiche ai criteri costruttivi fino alla gestione dei territori. L’estremizzazione degli eventi meteo necessita di scelte di sistema!”
Per quanto riguarda le rilevazioni idrologiche sull’Italia, al Nord non si discostano molto da quanto registrato 7 giorni fa, mentre gli incrementi nelle disponibilità d’acqua sono più significativi in alcune regioni interessate da recenti temporali.
In Valle d’Aosta, i flussi di Dora Baltea e torrente Lys registrano una quasi sostanziale invarianza.
Stesso discorso per i fiumi del Piemonte che, a fronte di una modesta ripresa settimanale, restano molto al di sotto delle medie di questo periodo: Tanaro -68%, Toce -70%, Stura di Demonte -42% (elaborazione ANBI su dati ARPA Piemonte).
I grandi laghi dell’Italia settentrionale mantengono valori di riempimento scarsi e, fatta eccezione per quello d’Iseo (55%), ben inferiori alle medie storiche: Verbano al 15,3% con un livello di oltre mezzo metro più basso del consueto, Lario al 29,4%, Benaco al 42,9%.
In Veneto, la crisi idrica dei principali corsi d’acqua è evidente anche in pieno autunno: le portate dell’Adige, che in questo periodo dell’anno dovrebbe attestarsi mediamente a 214 metri cubi al secondo (mc/s), si mantengono stabilmente al di sotto di mc/s 100 (rilevamento di Boara Pisani; fonte: ARPAV), mentre quelle di Bacchiglione, Brenta e Livenza, Brenta e Bacchiglione sono rispettivamente 83%, 74% e 53% sotto media.
Pur crescendo lungo tutta l’asta, la portata del fiume Po rimane modesta, mantenendo ampio il “gap” con le medie storiche: se il deficit idrico si attesta al 61% nell’Alessandrino, i flussi nel Grande Fiume sono il 55% più scarsi del normale in prossimità del delta.
In Emilia-Romagna, i fiumi appenninici, sempre più simili ai “wadi” sahariani che si riempiono d’acqua solo quando a monte si verificano piogge consistenti, aspettano le prime abbondanti piogge autunnali per riprendere vigore; intanto nell’alveo del Reno scorre solo il 19% della portata, mentre in quello del Taro addirittura l’11% (fonte: ARPAE)!
In Liguria segnano un andamento positivo gli idrometri dei fiumi Entella, Vara ed Argentina.
In Toscana, nonostante le piogge della scorsa settimana soprattutto sulle Alpi Apuane e sull’Appennino (con accumuli fino a duecento millimetri), l’andamento idrometrico dei corsi d’acqua rimane stabile, se non addirittura negativo: esemplare è il Serchio, che a Ripafratta registra mc/s 5,84 contro una media storica di mc/s 28,61 (-80%).
Sono stabili i livelli idrometrici dei fiumi nelle Marche; fanno eccezione Tronto e Nera, i cui livelli sono in calo. Il principale invaso della regione (Castreccioni) trattiene 26,55 milioni di metri cubi d’acqua, cioè un valore nettamente inferiore a quanto registrato nello scorso triennio.
In Umbria, a settembre è piovuto poco rispetto a quanto accaduto l’anno scorso o nel 2024: quest’anno gli afflussi medi sono stati di mm. 45,9; questo ha sicuramente influito sulle negative “performances” idrometriche del lago Trasimeno che, pur guadagnando 2 centimetri, registra a Polvese un’altezza di -m. 2,14 contro una media di -m. 0,83. I flussi idrici sono in crescita negli alvei dei fiumi Topino e Paglia.
Temporali, in alcuni casi trasformati in nubifragi, hanno rigenerato i bacini dei laghi vulcanici del Lazio, in special modo quelli romani: Albano guadagna cm. 7, Bracciano cm. 3, Martignano cm. 5, mentre i viterbesi Vico e Bolsena rispettivamente cm. 1 e cm. 2. In crescita è il fiume Tevere, la cui portata però si mantiene al di sotto degli ottanta metri cubi al secondo quando, seguendo il trend dello scorso quinquennio, dovrebbe attestarsi su valori superiori a mc/s 100 a Roma centro.
Spinti dagli afflussi abbondanti dei giorni scorsi, nonché dai violenti temporali abbattutisi su Napoletano, Agro Nocerino Sarnese e Basso Cilento, i fiumi in Campania hanno registrato un’impennata improvvisa dei livelli idrometrici: aumenti consistenti di portata si rilevano sui bacini fluviali di Volturno, Sele e Garigliano.
Nubifragi e trombe marine hanno messo alla prova anche i territori di Puglia. Nonostante nel Foggiano si siano registrati abbondanti fenomeni meteorologici, il principale invaso a servizio della Capitanata (Occhito) ha continuato ad effettuare rilasci per oltre mln. mc. 2,5; i bacini dauni trattengono complessivamente 96 milioni di metri cubi d’acqua, quasi quarantaquattro milioni più dello scorso anno.
Infine, la Sardegna è ancora ricca d’acqua: infatti, nonostante un’estate meteorologicamente difficile ed una positiva, ma impattante stagione turistica (+8,24% di arrivi rispetto al 2025), le riserve idriche, accumulate nei numerosi bacini durante gli eventi estremi tra gennaio ed aprile, continuano ad essere abbondanti (circa il 61% del loro potenziale e +58% sul 2025), soddisfacendo complessivamente il fabbisogno dell’isola; nel solo mese di settembre, tra erogazioni ed evaporazione, l’acqua fuoriuscita dai serbatoi sardi è quantificabile in oltre cento milioni di metri cubi (fonte: Autorità di Bacino della Sardegna).


LAZIO
PIOGGE COPIOSE, CANALI INGROSSATI E FIUMI AI LIMITI

Il Lazio ha registrato importanti precipitazioni ed imponenti quantità di pioggia unitamente ad improvvisi e forti venti; in poche ore sono caduti picchi di oltre cento millimetri d’acqua piovana, in particolare sul litorale romano e nei comuni di Anzio, Nettuno e Pomezia: sono le stesse quantità, che di solito cadono in un mese intero. In provincia di Latina si sono registrate, in alcune zone come quelle del canale Elena, anche oltre centotrenta millimetri.
Gli impianti idrovori, che in molti casi sono stati integrati con pompe d’emergenza, sono stati sotto pressione, così come tutto il personale dei Consorzi di bonifica Lazio Sud Ovest (con sede a Latina) e Litorale Nord (con sede a Roma); anche la Capitale non è stata risparmiata ed il Centro Operativo Comunale della Protezione Civile si è riunito ripetutamente per analizzare lo scenario, che gli esperti del meteo analizzavano per un’attenta prevenzione, coordinando gli interventi sul vasto territorio.
Dalla cabina di regia di ANBI Lazio, nei territori delle province di Rieti, Viterbo e Frosinone non si sono registrate criticità particolarmente gravi ed importanti come quelle, che hanno interessato le zone del litorale di Roma e Latina, ma  anche in questi territori bellissimi e delicati il sistema idraulico consortile ha retto bene.


IN EMILIA ROMAGNA RINNOVATA LA TRAVERSA DI CEREZZOLA: DA OGGI PIU’ ACQUA PER L’AGRICOLTURA E PIU’ SICUREZZA PER IL TERRITORIO
GARGANO: “I CONSORZI DI BONIFICA ED IRRIGAZIONE DIMOSTRANO CON IL QUOTIDIANO LAVORO DI ESSERE UN PUNTO FERMO PER LE ISTITUZIONI. PER ADATTARCI ALLA CRISI CLIMATICA DOBBIAMO ORA PUNTARE ALLE RISORSE EUROPEE”

È stato inaugurato il nuovo nodo idraulico di Cerezzola in Val d’Enza, a servizio delle province di Reggio Emilia e di Parma: un’opera rinnovata, più sicura ed efficiente, progettata per rispondere alle esigenze di un territorio, che deve affrontare sfide climatiche sempre più complesse, garantendo al contempo una fondamentale risorsa per l’agricoltura.
In questo quadro, il Consorzio di bonifica Emilia Centrale (con sede a Reggio Emilia) ha realizzato, rispettando i tempi del rigido cronoprogramma scandito dal P.N.R.R. (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), un’opera che, nel corso della sua realizzazione, ha dovuto fare i conti con le piene dell’Enza e con 93 allerte meteorologiche, nonchè con la necessità di continuare a garantire l’operatività indispensabile per l’irrigazione delle colture di pregio nell’areale del Parmigiano Reggiano e del pomodoro.
"Il Pianeta è malato, ma noi non siamo pronti; altrimenti come spieghiamo i 30 miliardi di danni subiti dal 2000 al 2005 per eventi di origine naturale in Italia o le 8 Regioni, che quest'anno hanno già dichiarato lo stato di calamità? Tutto questo diventa anche un problema di coesione sociale" – ha evidenziato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - I Consorzi di bonifica ed irrigazione si dimostrano un punto fermo di operatività ed efficienza per le Istituzioni. Forti dei risultati raggiunti, lanciamo un appello agli organi decisori per dare concreto avvio al Piano Invasi ed ai progetti per oltre 7 miliardi di euro, presentati nel P.N.I.I.S.S.I., cioè il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico, nonchè quelli per la manutenzione del nostro territorio con particolare attenzione alle aree interne. Per il futuro – ha concluso il DG ANBI - bisogna guardare ai fondi europei per coesione e competitività, rispettandone le tempistiche; noi abbiamo dimostrato di saperlo fare."
La rifunzionalizzazione della Traversa sull’Enza interessa direttamente i comuni di Canossa, nel Reggiano e Neviano degli Arduini, in provincia di Parma, nonchè più in generale la Valle dell’Enza su ambo le sponde delle due province.
Lorenzo Catellani, Presidente Consorzio di bonifica Emilia Centrale, ha sottolineato: “La rifunzionalizzazione della traversa di Cerezzola rappresenta un esempio concreto di come un’infrastruttura idraulica possa essere ripensata in una prospettiva contemporanea. Oggi non possiamo più limitarci a progettare opere, che svolgano una sola funzione; dobbiamo costruire sistemi capaci di rispondere contemporaneamente a sicurezza idraulica, disponibilità idrica, esigenze agricole, crescente variabilità climatica. L’innovazione tecnologica dello sbarramento mobile ci permette di governare l’acqua in modo più flessibile, adattando il funzionamento dell’opera alle condizioni del fiume ed alle necessità del territorio.”
I lavori al nodo idraulico sono iniziati nel gennaio 2024 e sono stati finanziati dal Ministero Infrastrutture e Trasporti, attraverso il P.N.R.R. Italia Domani, per un valore complessivo di oltre sedici milioni di euro. Sotto il profilo tecnico, il progetto sulla Traversa di Cerezzola ha reso possibile la messa in sicurezza strutturale ed idraulica, l’ammodernamento dei manufatti, la rifunzionalizzazione e l’efficientamento dell’intero nodo idraulico mediante un ampliamento della capacità d’invaso, grazie alla realizzazione di uno sbarramento mobile regolabile (Hard Top Rubber Dam), che consentirà il controllo dei livelli in alveo, abbassandosi fino a scomparire in condizioni di “morbide” del corso d’acqua.
Nel dettaglio, il massimo volume d’acqua invasabile è pari a 106.000 metri cubi, che potranno essere utilizzati ai fini irrigui, tramite la derivazione esistente sul canale Ducale d’Enza al servizio di un vasto territorio di alta pianura tra il Reggiano ed il Parmense.
I lavori hanno permesso anche di mettere in sicurezza l’areale circostante con i fabbricati limitrofi alla Traversa e la Strada Provinciale n. 513, in passato colpita da tracimazioni in caso di piena dell’Enza. Un plauso è arrivato dall'Assessore Agricoltura, Caccia, Pesca e Rapporti UE della Regione Emilia Romagna, Alessio Mammi: "Si tratta di un’opera straordinaria, perché garantisce di tenere l’acqua, quando c’è per poterla utilizzare, quando serve, in un ciclo storico caratterizzato da effetti siccitosi ed alluvionali sempre più estesi, a causa del surriscaldamento globale e dei cambiamenti climatici. La traversa di Cerezzola è un investimento significativo anche per la messa in sicurezza del territorio e delle comunità locali. Come Regione, in coordinamento con tutti i Consorzi di bonifica, stiamo portando a realizzazione un piano strategico di investimenti nel comparto irriguo, che vale poco meno di 1 miliardo di euro; tra le attività di progettazione, è in corso anche il PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico Economica) dell’invaso della Val d’Enza.”
“Dietro il risultato di oggi ci sono un progetto complesso, un cantiere sottoposto a condizioni particolarmente difficili ed il lavoro di tante professionalità, che hanno saputo affrontare gli imprevisti senza perdere di vista l’obbiettivo – ha concluso Ada Francesconi, Direttrice Generale Consorzio di bonifica Emilia Centrale - È questo il senso del nostro lavoro: trasformare le risorse investite in opere concrete, utili e durature per la comunità.”


PUGLIA
LAVORI SU NODO IDRAULICO

Il Consorzio di bonifica Capitanata (con sede a Foggia) ha installato 2 manufatti in acciaio inox presso il nodo idraulico di Finocchito: il primo è il “Canale Venturi con soglia a risalto”, preposto alla misurazione della portata erogata al potabilizzatore dell’Acquedotto Pugliese; il secondo è una paratoia per la regolazione della portata d'acqua erogata al Canale Adduttore del Tavoliere.
Le attività rientrano nella perizia di manutenzione della diga di Occhito e del nodo idraulico Finocchito.


IN TOSCANA
SCAMPATO NELL’ALTO TEVERE RISCHIO IDROGEOLOGICO NEL TERRITORIO DI SANSEPOLCRO. IL CONSORZIO DI BONIFICA INTERVIENE E MIGLIORA LA “STRADA DELLE TROTE”
VINCENZI: “MANUTENZIONE IDRAULICA E TUTELA DELLA BIODIVERSITA’ SONO ORMAI CULTURA DIFFUSA NELL’AZIONE DEI CONSORZI DI BONIFICA”

A San Sepolcro, in provincia di Arezzo, l’opera idraulica in un territorio a cavallo tra l’area industriale ed il centro abitato appariva integra ma, in realtà, sotto la superficie dell’acqua si nascondeva un pericolo per la sicurezza idrogeologica del territorio: la soglia, che contribuisce a mantenere stabile il fondo del fiume Tevere, risultava in gran parte svuotata dall’azione erosiva della corrente, minando la stabilità del manufatto. Individuata la criticità, il Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) è tempestivamente intervenuto, rincalzando la soglia con massi ciclopici, posizionati nella parte più esposta all’erosione idrica ed evitando così il cedimento della struttura idraulica.
“L’intervento – ha reso noto il Direttore Generale dell’ente consortile aretino, Tulio Marcelli - è stato preceduto da una vasta operazione di recupero della fauna ittica: prima dell’apertura del cantiere, infatti, centinaia di esemplari sono stati trasferiti a monte dell’area interessata dai lavori.”
In  questo tratto di fiume, la mitigazione del rischio idraulico ha permesso anche di rendere più facilmente percorribile la “strada” delle trote: con il ripristino della soglia, infatti, è stata migliorata la rampa di risalita, realizzata alcuni anni fa dal Consorzio di bonifica per consentire ai pesci di superare il dislivello creato dall’opera idraulica; in particolare, si sono ridotte al minimo le perdite d’acqua, rendendo più fruibile il percorso durante i periodi estivi e nelle condizioni di deflusso minimo vitale, cioè quando la disponibilità d’acqua  è forzatamente più contenuta.
“È un intervento, che dimostra come la manutenzione del reticolo idrografico significhi anche osservare ciò, che accade sotto la superficie, prevenendo situazioni, che potrebbero compromettere la sicurezza idraulica e ricordando che la sicurezza dei territori di pianura nasce a monte” ha evidenziato la Presidente Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno, Serena Stefani.
“La particolarità di questo intervento è nel doppio risultato raggiunto, abbinando prevenzione idrogeologica e tutela della biodiversità, confermando la Toscana come una delle culle di quella manutenzione gentile, ormai cultura diffusa nel mondo dei Consorzi di bonifica ed irrigazione” ha sottolineato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
“Assicurare la piena efficienza delle opere è fondamentale per garantire la stabilità e la sicurezza del corso d’acqua sotto il profilo idraulico, ma anche per tutelare e preservare la biodiversità, che caratterizza questi ambienti – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Una corretta gestione e manutenzione contribuisce inoltre a favorire l’infiltrazione dell’acqua nel sottosuolo, essenziale per la ricarica ed il reintegro delle falde.”

                                                                                                      

FRIULI VENEZIA GIULIA
INVSTIMENTO STRATEGICO DI 80 MILIONI PER MODERNIZZARE LA RETE IRRIGUA

Un investimento strategico da quasi ottanta milioni di euro per rendere più efficienti, sostenibili e resilienti le reti irrigue della media pianura friulana: questo il focus dell'incontro promosso a Mereto di Tomba dal Consorzio di bonifica Pianura Friulana (con sede a Udine), rivolto ai consorziati ed alle aziende agricole locali, nonché di Flaibano, Sedegliano, Coseano, Basiliano, Codroipo per presentare i progetti di ammodernamento degli impianti.
Nel marzo 2024, il Governo ha assegnato fondi FSC (Fondi Sviluppo Coesione) per 160 milioni di euro al Friuli Venezia Giulia; di questi, ben 80 milioni sono stati destinati all’ente consorziale per gli interventi di messa in sicurezza del sistema del torrente Torre, mentre altri 80 milioni sono destinati al Piano di Ammodernamento delle Reti Irrigue: questo significa non solo sostituire infrastrutture ormai obsolete, ma anche gestire l'irrigazione con strumenti tecnologici e innovativi, guardando ai prossimi 30 anni.
I cantieri (ne partiranno 3, dopo i 2 già avviati, mentre altri 2 seguiranno nel 2027, per un totale di circa venticinque milioni di euro)  comporteranno inevitabilmente alcuni disagi per le aziende agricole; da qui nasce l’importanza della collaborazione tra proprietari dei terreni, imprese esecutrici e tecnici dell’ente consortile, affinché eventuali criticità possano essere affrontate e risolte rapidamente. Il “Pianura Friulana” ha inoltre assunto specifiche professionalità per essere all’altezza della fiducia data dall’Amministrazione Regionale.
Il Piano di Ammodernamento delle Reti Irrigue, finanziato nell'ambito del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2024-2029, coinvolgerà 13 Comuni del Friuli Venezia Giulia.
I lavori saranno avviati dal prossimo novembre con conclusione entro il 2029. Tutti gli interventi, in procinto di entrare nella fase operativa, puntano a migliorare la gestione della risorsa idrica, ridurre le perdite di rete, garantire infrastrutture irrigue più moderne e adeguate alle esigenze dell'agricoltura dei prossimi decenni.
Le vecchie tubazioni saranno sostituite con nuove condotte più resistenti ed affidabili, in grado di garantire una più regolare distribuzione dell'acqua. Gli agricoltori potranno continuare ad utilizzare le attrezzature già in loro possesso, senza modificare le proprie abitudini di lavoro.
Allo stesso tempo, la rete sarà dotata di sistemi, che consentiranno di monitorare automaticamente i consumi e gestire la distribuzione dell'acqua in modo più efficiente.
Il Piano introduce inoltre una significativa innovazione digitale: i consumi saranno rilevati e trasmessi automaticamente al Consorzio di bonifica, rendendo più rapido il controllo della rete e permettendo di individuare tempestivamente eventuali anomalie o perdite.


EMILIA ROMAGNA
IRRIGAZIONE E PRESIDIO AGRICOLO PER SOSTENERE LA COLLINA

Garantire disponibilità idrica alle aziende agricole della collina significa sostenere la produzione, ma anche contribuire alla permanenza delle imprese ed al presidio di un territorio particolarmente fragile: è questo il ruolo assunto negli scorsi decenni dalle infrastrutture irrigue, ideate e realizzate nel Distretto Montano del Consorzio di bonifica Romagna Occidentale (con sede a Lugo, nel Ravennate) unitamente alle aziende agricole. Nelle aree collinari e montane l'attività agricola opera, infatti, in condizioni più complesse rispetto alla pianura, con minori marginalità, maggiori difficoltà produttive e colture caratterizzate da un elevato fabbisogno di manodopera.
Le principali colture considerate (tra cui vite, actinidia, albicocco, pesco e susino) interessano complessivamente, nelle vallate dei corsi d’acqua Santerno, Senio, Lamone e Marzeno, oltre undicimila ettari di Superficie Agricola Utilizzata (SAU), generando una stima di oltre seicentosessantamila giornate di lavoro. A questa funzione economica ed occupazionale si aggiunge quella di presidio del territorio. Gli eventi del 2023 hanno evidenziato in modo particolare la vulnerabilità dell'area collinare: nel comprensorio le frane hanno interessato circa millecinquecento ettari tra terreni agricoli e aree boscate.
Nei recenti 25 anni, l’ente consortile ha sviluppato una rete di infrastrutture finalizzate a rendere disponibile l'acqua anche nelle zone, dove scarsità delle precipitazioni ed elevate temperature possono compromettere le produzioni agricole.
Nel Distretto Montano risultano realizzati 21 impianti irrigui con 950 aziende agricole, aderenti su un bacino complessivo di circa duemila aziende per quasi settemila ettari, una capacità di invaso di circa tre milioni e cinquecentomila metri cubi ed una rete di condotte, lunga quasi quattrocento chilometri.
Gli investimenti effettuati nel periodo 2000-2025 ammontano a circa cinquantuno milioni di euro, di cui circa trenta di cofinanziamento pubblico e 21 milioni di cofinanziamento privato da parte delle aziende aderenti. Su 9 bacini irrigui, inoltre, sono presenti anche impianti fotovoltaici flottanti per una capacità complessiva di kW. 840; su altri 4 impianti sono in corso di costruzione.
L’ente consortile gestisce la quasi totalità degli impianti irrigui dell'area ed affianca le aziende agricole sia sul territorio, sia nella gestione degli impianti: l'attività comprende l'intero percorso, dalla progettazione alla realizzazione, fino alla gestione delle opere.
Alle imprese agricole vengono erogati complessivamente ogni anno circa tre milioni di metri cubi d’acqua, provenienti da derivazioni superficiali. Nessun prelievo viene fatto da falda. La disponibilità irrigua assume particolare rilievo nelle zone più difficili, comprese le aree caratterizzate dalle argille plioceniche a valle della Vena del Gesso, dove nei periodi più critici l'assenza d’acqua può compromettere non soltanto le produzioni dell'annata, ma anche la stessa permanenza delle colture arboree.


ABRUZZO
SI METTE IN SICUREZZA CANALE IRRIGUO CHE LAMBISCE ABITAZIONI

Un investimento da 1.440.000 euro per mettere in sicurezza un tratto di un importante canale irriguo della Val Pescara e rendere più sicura un’area del territorio comunale di Alanno, nella zona di Ticchione: si tratta di un intervento particolarmente atteso anche per le criticità, che interessano il canale, dove si registrano importanti perdite d’acqua, che hanno provocato danni alle abitazioni adiacenti e dove alcuni anni fa un bambino perse la vita per annegamento, cadendo nel fosso.
Grazie a risorse regionali, ottenute nell'ambito del Programma di Sviluppo Rurale (“Investimenti in infrastrutture con finalità ambientali”), il Consorzio di bonifica Centro (con sede a Chieti) potrà realizzare lavori di manutenzione straordinaria sul canale principale alla sinistra del fiume Pescara e che prevedono il ricoprimento di un tratto del fosso con uno scatolare in cemento armato.
L’obiettivo dell'intervento appena avviato è duplice: conservare la funzionalità dell'infrastruttura e, allo stesso tempo, aumentare il livello di sicurezza del territorio in un tratto del territorio di Alanno, in cui il canale si trova in prossimità di aree antropizzate ed infrastrutture viarie.
L’intervento, della durata di 240 giorni, si inserisce in un più ampio programma di attività di manutenzione e adeguamento delle infrastrutture irrigue, portato avanti dall’ente consorziale con l’obbiettivo di preservare una rete fondamentale per l’agricoltura e, contemporaneamente, intervenire sui punti, in cui la presenza dei canali deve essere resa compatibile con la crescente urbanizzazione e la sicurezza delle persone.
Oltre ai lavori ad Alanno, partirà a breve anche un altro cantiere a Chieti Scalo, dove sarà realizzato un impianto fotovoltaico per autoconsumo, finanziato con fondi regionali PSR per 160.000 euro. Il Consorzio bonifica Centro opera nei territori di 78 Comuni consorziati, di cui 44 in provincia di Pescara, 25 in provincia di Chieti e 9 in provincia di Teramo.


TOSCANA
COSTANTE PRESENZA SUL TERRITORIO

Un nuovo intervento di manutenzione ordinaria ha interessato il fosso dei Molini, situato a ridosso del centro abitato di Grosseto: l’intervento del Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud (con sede in città) ha riguardato la decespugliazione in alveo per garantire il regolare deflusso delle acque.
Sul piano istituzionale, un lungo incontro si è svolto tra la Presidenza consorziale ed una rappresentanza della Giunta Comunale di Scansano; numerose le questioni affrontate: dalla pulizia del guado lungo il torrente Trasubbie alla funzionalità idraulica del ponte sul fosso Infiammata, dalla manutenzione del fosso dei Mulini al Contratto di Fiume Ombrone in vista della firma del Protocollo d’Intesa, che avverrà nelle prossime settimane.
Il progetto per il recupero del lago di San Floriano è stato invece il tema centrale della visita della Presidenza dell’ente consortile al Comune di Capalbio: a lavori eseguiti, San Floriano rilascerà acqua dolce nel contiguo lago di Burano, contribuendo a salvaguardare un’oasi di grande valore naturalistico, messa a rischio dai cambiamenti climatici.
Dopo un iter particolarmente complesso e non poche difficoltà, il percorso ha finalmente preso impulso ed è stato programmato l’iter della conferenza dei servizi, che a breve farà entrare nel vivo la fase autorizzativa del progetto, finanziato con 6.200.000 euro dal Ministero Ambiente Sicurezza Energetica.
La vicenda del lago di San Floriano è un impegno congiunto per raggiungere un obbiettivo importante per tutta la Maremma del Sud, ricordando anche altri importanti progetti in corso (Diaccia Botrona e lago dell’Accesa).
Un primo incontro conoscitivo è avvenuto anche tra il vertice del Comune di Soriano e la Presidenza dell’ente consorziale grossetano. Durante la visita è stata chiesto un intervento di pulizia per 2 corsi d’acqua nella frazione di Sovana: il fosso del Calesine ed il fosso Picciolana. L’attenzione si è poi spostata su una particolare criticità, che preoccupa il paese, perché il torrente Lente sta progressivamente erodendo un attraversamento fondamentale per la comunità soranese: è stato garantito il supporto del “Toscana Sud” per individuare una soluzione strutturale.
Infine, si è parlato anche del locale settore agricolo e di nuove strategie per l’irrigazione.


VENETO
RISCHIO IDRAULICO VERTICE IN MUNICIPIO

Riunione in municipio a Mira, nel Veneziano, sulle attività in corso contro il rischio idraulico. Oltre al Comune, erano presenti il gestore del servizio idrico integrato Veritas, il Consorzio di bonifica Acque Risorgive (con sede a Venezia Mestre) ed il Genio Civile di Venezia. L’incontro ha permesso di fare il punto della situazione sulle varie attività in corso.
Corposi gli interventi attuati dall’ente consortile, che oltre ad essersi attivato per la progettazione di alcuni interventi tra Mira, Marano ed Oriago, ha provveduto alla sistemazione di diversi canali e manufatti oltre alla realizzazione, in convenzione con il Comune, delle nuove griglie per le Seriole e del potenziamento di alcune pompe di sollevamento.
A novembre ci sarà anche un momento di condivisione con la cittadinanza, organizzando un convegno sul cambiamento climatico e sugli interventi per la prevenzione del rischio idraulico.


LIGURIA
AVVIATO PERCORSO VERSO NUOVO CONSORZIO DI BONIFICA

L’esperienza del Consorzio di bonifica Canale Lunense (con sede a Sarzana, in provincia di La Spezia) è stata al centro dell’incontro, che si è svolto ad Albenga, nel Savonese, per la costituzione di un nuovo ente consortile nel territorio locale.
Alla riunione, presieduta dall’Assessore Agricoltura Regione Liguria, Alessandro Piana e cui hanno partecipato amministratori locali e rappresentanti del mondo agricolo, l’ente consorziale spezzino, nella veste anche di ANBI Liguria, ha portato la propria esperienza centenaria, indicata come un modello di riferimento per costruire anche nel Ponente ligure una gestione organizzata e condivisa della risorsa idrica, capace di coniugare irrigazione, bonifica, sicurezza idraulica e tutela del territorio.
Particolare attenzione è stata dedicata all’importanza di una struttura consortile, in grado di programmare e realizzare l’ordinaria manutenzione idraulica, sviluppare progetti, intercettare finanziamenti regionali, nazionali ed europei per interventi strutturali ed innovativi. La presenza ad Albenga ha rappresentato quindi un importante riconoscimento per il “Canale Lunense”, chiamato a condividere la propria esperienza ed il proprio modello organizzativo in un territorio, nel quale Comuni e mondo agricolo intendono avviare un percorso analogo per affrontare, in maniera condivisa, le nuove sfide legate alla gestione dell’acqua ed alla sicurezza del territorio.


TOSCANA
INAUGURATA SPETTACOLARE BRIGLIA E FIRMATO CONTRATTO DI FIUME

La valorizzazione e la tutela del fiume Greve e dei suoi affluenti sono stati al centro di un’importante giornata dedicata alla sicurezza e alla promozione della cultura ambientale, tenutasi a Greve in Chianti ed organizzata dal locale Comune e dal Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno (con sede a Firenze) in collaborazione con Regione Toscana, Legambiente Chianti fiorentino ed Università di Firenze.
La giornata si è aperta con il sopralluogo e l’illustrazione dei lavori svolti dall’ente consortile, in collaborazione con il Genio Civile della Regione Toscana, per la messa in sicurezza ed il restauro di un’antica briglia monumentale sul Borro di Montefioralle, inaugurata in questa occasione: un'opera antica e spettacolare, funzionale alla regimazione idraulica del corso d'acqua; l’intervento ha richiesto una spesa complessiva pari a 800.000 euro.
L'intervento prevede anche la possibilità di realizzare una pista di servizio per collegare il centro di Greve in Chianti con l’opera idraulica e di qui fino al borgo medievale di Montefioralle: un elemento di accessibilità per la manutenzione e che mira anche alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico.
Momento cardine, frutto di un percorso avviato dai Comuni interessati, è stato anche la sottoscrizione di un documento. che sancisce una nuova alleanza per l'ambiente fluviale e che vede coinvolti i Comuni di Greve in Chianti, Impruneta, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci e Firenze: è il Contratto di Fiume della Greve, cui si aggiunge la firma di una convenzione fra il Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno ed il Circolo Legambiente Chianti, finalizzata al monitoraggio ed alla tutela di un tratto del fiume Greve.


EMILIA ROMAGNA
CI SI PREPARA ALL’INVERNO CON GLI SVASI DEI CANALI

In Emilia Romagna si chiude una stagione irrigua particolarmente impegnativa, caratterizzata da un prolungato periodo siccitoso e di stress colturale a seguito delle alte temperature, cui il Consorzio di bonifica Burana (con sede a Modena) ha risposto con una capillare attenzione nell’impiego oculato della risorsa idrica.
L’ultimo giorno di attingimento di risorsa dalla rete consortile ha così dato il via alle successive operazioni di svaso dei canali (km. 2400), effettuate con la massima gradualità per favorire il naturale trasferimento della fauna ittica verso i bacini, in cui l’acqua rimarrà in quantità sufficiente.
Per prevenire eventuali situazioni di localizzate criticità, l’ente consortile ha attivato convenzioni ad hoc con le associazioni di pesca del territorio, affinché i volontari possano intervenire direttamente per il recupero ed il salvataggio degli esemplari.
Nei mesi autunnali ed invernali, i canali ad uso promiscuo assumeranno prevalentemente una funzione idraulica, volta allo scolo delle acque in eccesso nei periodi di pioggia.


AGENDA

Il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, interverrà nella mattinata di lunedì 19 ottobre p.v. al convegno “Governare l’acqua tra sicurezza del territorio, scarsità e cambiamenti climatici”, organizzato dal Consorzio di bonifica Brenta a villa Contarini di Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova.
Il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, sarà invece venerdì mattina 23 ottobre a Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, per l’inaugurazione di un cantiere nell’ambito della ristrutturazione dello schema irriguo Aurunco Cellole, curata dal Consorzio di bonifica Bacino Inferiore Volturno.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
Sito internet: anbi.it - eMail: anbimail@tin.it

Disiscriviti ? Aggiorna preferenze