Anno XXVIII, n. 36 lunedì, 5 ottobre 2026

GRANDE PARTECIPAZIONE ALL’INTERNATIONAL WATER SUMMIT

"Quest'anno già 8 Regioni hanno proclamato lo stato di calamità naturale”: a ricordarlo è stato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, in apertura dell'International Water Summit organizzato a Roma dall’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue nell'ambito del Forum Euromediterraneo sull'Acqua. "Contestualmente – ha proseguito il DG ANBI  - si prevede che nel 2027 i data center, presenti anche in Italia, abbisogneranno complessivamente di un fabbisogno idrico, pari alla metà delle necessità della Gran Bretagna. In questo quadro è indispensabile che la gestione dell’acqua diventi un asset prioritario per il futuro del Paese così come le opere idriche devono essere primarie infrastrutture strategiche al pari di strade e ferrovie."
Ai lavori, davanti a centinaia di rappresentanti dei Consorzi di bonifica ed irrigazione da tutta Italia, sono intervenuti: Maria Spena, Presidente Comitato One Water; Claudio Giulianetti, Vicepresidente Industrial Automation Schneider Electric, Francesco Battistoni, Segretario Presidenza Camera Deputati: Donato Pasquale, Responsabile Settore Water & Wastewater Schneider Electric; Vincenzo Gesmundo, Prersidente BF International; Attilio Toscano, Professore ordinario Idraulica Agraria, Università di Bologna; Monica Manto, Coordinatore Consiglio Direttivo Acqua Utilitalia; Giulio Boccaletti, Scienziato ed autore, IEP Bocconi e Fondazione CMCC; Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente Fondazione Univerde; Giancarlo Righini, Assessore Bilancio Agricoltura Sovranità Alimentare Regione Lazio; Andrea Rocchi, Presidente CREA; Raffaella Zucaro, Direttore Generale Consorzio Canale Emiliano Romagnolo–Acqua Campus; Adriano Battilani, Segretario Generale Irrigants d’Europe; Biagio Di Terlizzi, Direttore CIHEAM Bari; Paolo Di Stefano, Comitato Direttivo Farm Europe.
"Dietro la gestione dell'acqua c'è un'idea di futuro per il Paese ed il territorio. Da 7 anni abbiamo presentato con Coldiretti un piano di invasi cantierabili, ma non abbiamo ancora risposte; eppure dal 2000 al 2005 abbiamo subito danni per 30 miliardi a causa dell’estremizzazione degli eventi meteorologici.  L'accelerazione della crisi climatica è più veloce della capacità decisionale di questo Paese, che sbaglia a pensare che le disponibilità idriche siano un problema meramente agricolo: sono un problema di tutti e di coesione sociale": questo quanto dichiarato dal Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, a conclusione dei lavori del Summit.


EVOLUZIONE ENERGETICA E REVAMPING NEI CONSORZI DI BONIFICA ED IRRIGAZIONE

SIGLATO PROTOCOLLO D’INTESA ANBI – SCHNEIDER ELECTRIC

In occasione dell'EuroMediterranean Water Forum 2026, ANBI e Schneider Electric, leader globale nelle tecnologie per la gestione dell’energia, hanno siglato un Protocollo d'Intesa, volto a supportare l'evoluzione tecnologica degli enti consortili ed a rafforzare la resilienza, l'efficienza e la sostenibilità delle infrastrutture idriche del Paese. A firmare, nello stand congiunto all’interno di One Water Expo, sono stati il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi ed Responsabile Settori Industrial Automation di Schneider Electric Paolo Stevanin, delegato alla firma da Claudio Giulianetti Vicepresidente Industrial Automation di Schneider Electric.
L'accordo definisce un quadro di collaborazione, focalizzato sulla formazione e sull'adozione di tecnologie di efficientamento energetico per aiutare gli enti consortili ad affrontare sfide operative ed ambientali sempre più complesse.
“Nei bilanci dei Consorzi di bonifica ed irrigazione i costi energetici rappresentano una voce importante, incrementata significativamente in anni recenti a causa delle conseguenze della crisi climatica. Se da un lato, puntiamo ad incrementare l’autoproduzione di energia rinnovabile, idroelettrica e fotovoltaica, grazie alle opportunità presenti nel Piano Invasi da noi proposto con Coldiretti, l’odierno accordo con Schneider Electric, leader mondiale di settore, vuole offrire agli enti consortili  gli strumenti per efficientare gli impianti esistenti in una logica di risparmi economici, che permetteranno la riduzione degli oneri a carico dei consorziati. Per questo, Schneider Electric sarà partner in corsi di formazione ed aggiornamento per i lavoratori dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, sviluppando una positiva sinergia nell’interesse dei territori.”
E’ questo il commento del Presidente, Francesco Vincenzi e del Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, al termine di una giornata caratterizzata dalla sigla di accordi di collaborazione nell’ambito del Forum Euromediterraneo sull’Acqua.



PRESENTATA HYDROCLOUD L'INNOVAZIONE DIGITALE PER MAPPARE IL RISCHIO SICCITÀ E CONTRASTARE IL CUNEO SALINO

IN VENETO SCOPERTO UN LAGO DI GARDA SOTTERRANEO

VINCENZI: “LA CONOSCENZA DEI DATI TERRITORIALI È INDISPENSABILE PER ORIENTARE LE SCELTE DI ADATTAMENTO”

“Un imponente acquitard, vale a dire un vero e proprio lago sotterraneo d'acqua dolce, esteso su quasi trentamila ettari, cioè una superficie paragonabile all'intero lago di Garda, è stato scoperto tra i siti veneziani di Buoro (nel comune di Cavarzere) e Punta Gorzone (nel comune di Chioggia)”: a renderlo noto è stato Lorenzo Frison, ingegnere del Consorzio di bonifica Adige Euganeo (con sede ad Este, in provincia di Padova) e responsabile del progetto SWAMrisk per l'ente consortile, che prosegue: “I rilievi confermano che questo gigantesco giacimento profondo, protetto da spessi strati argillosi, è poco soggetto all’intrusione dell'acqua salata e viene intaccato solo in forma estremamente lenta dall'ingressione marina. La risalita salina lungo fiumi ha invece un impatto diretto e devastante sulla falda superficiale: qui la presenza di sale raggiunge i 14 grammi per litro attorno ai sette metri di profondità vale a dire un valore decisamente inferiore ai 35 grammi per litro tipici dell'acqua di mare, ma fortemente dannoso per le colture agricole.”
“In questo scenario, la definizione della mappa di rischio all’interno di Hydrocloud diventa per l’ente consorziale uno strumento decisivo per rendere evidente e misurabile il futuro di queste aree costiere – ha precisato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - Disporre di quadri previsionali, scientificamente validati, consentirà di orientare con maggiore precisione la programmazione delle opere pubbliche, necessarie alla sicurezza idrica ed alla resilienza: dagli interventi infrastrutturali più attesi, come lo sbarramento sul fiume Brenta, fino alla progettazione di invasi per l’accumulo d’acqua dolce, indispensabili per garantire la disponibilità di risorsa nei momenti di maggiore fabbisogno irriguo e nelle situazioni di emergenza.”
A Venezia, nell'ambito delle attività formative e tecniche del progetto europeo SWAMrisk, è stato ufficialmente presentato Hydrocloud, l’innovativo strumento predittivo e di infrastruttura dei dati, destinato a cambiare la gestione del rischio idrico e la salvaguardia dei suoli costieri. SWAMrisk (Subsurface WAter monitoring and Management to prevent drought risk in coastal systems) è un progetto di cooperazione transfrontaliera, finanziato dal programma europeo Interreg Italia-Croazia. L'iniziativa, avviata per affrontare la vulnerabilità degli acquiferi costieri, esposti ai cambiamenti climatici, vede la partecipazione di una partnership internazionale, guidata dall'Università di Spalato e composta da Regione Veneto, C.N.R. (Consiglio Nazionale Ricerche) - IGG (Istituto di Geoscienze e Georisorse), Università di Zagabria (FER), dalla società di ingegneria padovana M3E srl  e dagli enti di gestione del territorio, tra cui figura protagonista il Consorzio di bonifica Adige Euganeo.
“La collaborazione tra Italia e Croazia – ha evidenziato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - dimostra come la salinizzazione ed il cambiamento climatico non siano fenomeni locali, ma sfide globali, che richiedono percorsi condivisi. Per questo, siamo stati fra i promotori del Forum Euromediterraneo sull’Acqua”
La realizzazione di “Hydrocloud” rappresenta il punto d'arrivo di un biennio di ricerca e cooperazione; l’architettura informatica della piattaforma (attualmente raggiungibile sulla “dashboard” di progetto all'indirizzo hydrocloud.fer.hr/dashboard) è stata sviluppata dall'Università di Zagabria, mentre i contenuti e le complesse simulazioni idrogeologiche per la parte italiana sono stati curati da M3E srl sulla base dei dati scientifici forniti dal C.N.R. .
Nel quadro complessivo del progetto, il Consorzio di bonifica Adige Euganeo ha concentrato il proprio intervento sui due supersiti di competenza nel proprio comprensorio: Buoro e Punta Gorzone; si tratta di porzioni di territorio altamente fragili, caratterizzate 
da un marcato abbassamento del suolo (fino a 4 metri sotto il livello del mare a causa della subsidenza) ed interessate dalla risalita del cuneo salino lungo i fiumi e nelle falde.
“Hydrocloud” è un “repository digitale ad accesso aperto”, basato sui principi comunitari dell' “Open Data”, che raccoglie e sistematizza la grande mole di dati idrogeologici, rilevati sul campo attraverso stazioni fisse e piezometri: salinità, conducibilità elettrica, temperatura dell'acqua, quota della falda sotterranea.
La piattaforma, accessibile gratuitamente previa registrazione dell'utente via web, elabora 2 livelli di fruizione delle informazioni: da un lato, offre uno strumento avanzato per il mondo della ricerca ed i tecnici di settore, che possono estrarre i dati idrogeologici grezzi per alimentare e perfezionare sofisticati modelli matematici predittivi; dall'altro, grazie all'incrocio tra dati di campo e simulazioni numeriche, “Hydrocloud” elabora la "mappa di rischio" in una cartografia digitale dinamica, che traduce complessi parametri scientifici in immediate rappresentazioni visuali.
Attraverso campiture cromatiche ed indicatori chiari a semaforo, la mappa consente a tecnici, agricoltori ed amministratori locali di individuare con precisione quali zone del territorio e della rete idrica sono soggette all’intrusione salina o a calo di disponibilità, permettendo così di pianificare consapevolmente le scelte colturali e gli interventi sul territorio.
Inoltre, la prospettiva indicata dall’ “Adige Euganeo” guarda ad una potenziale ed evolutiva estensione dello strumento: l'aspettativa è che le informazioni contenute in Hydrocloud non si limitino al controllo della falda profonda tramite i pozzi, ma possano integrare il monitoraggio continuo dell'acqua superficiale dei canali; è fondamentale infatti disporre di una mappatura costante del grado di penetrazione salina dell'acqua lungo l'asta dei fiumi, così da poter valutare, momento per momento, se la risorsa disponibile sia effettivamente utilizzabile a fini irrigui, senza provocare danni.
“L'unione di intenti fra Stati transfrontalieri, affiancata dalla ricerca accademica e dalla gestione concreta del territorio, ci ha permesso di ottenere risorse europee per avere risposte scientifiche aperte, rigorose e soprattutto necessarie a contrastare dinamiche, che stanno interessando aree sempre più vaste del territorio con impatti sempre più gravi” ha concluso Fabrizio Bertin, Presidente Consorzio di bonifica Adige Euganeo (con sede ad Este, in provincia di Padova).

                                                                                                      

SIGLATO PROTOCOLLO D’INTESA ANBI – CONAF

NUOVE PROSPETTIVE PER LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE ACQUE E DEL TERRITORIO

ANBI e CONAF (Consiglio Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali) hanno firmato un Protocollo d’Intesa, con cui hanno scelto di proseguire nella collaborazione tecnico-scientifica per la gestione della risorsa idrica ed irrigua, la difesa del suolo, la valorizzazione dell’agricoltura e la tutela del territorio. L’atto sottoscritto consentirà di favorire l’integrazione tra le competenze tecnico-scientifiche, promuovendo la cultura della gestione sostenibile della risorsa idrica e del territorio.
Nei prossimi mesi, il tavolo di confronto, che verrà istituito, agevolerà il confronto tra esperienze nazionali e territoriali, valorizzando il contributo delle competenze tecnico-scientifiche e promuovendo la diffusione di soluzioni innovative per la gestione della risorsa idrica, la difesa del suolo, la tutela del territorio. Gli spazi di collaborazione, infatti, sono molti: dalla gestione sostenibile delle acque all’innovazione nei sistemi irrigui, dalla difesa del suolo e prevenzione dal dissesto idrogeologico alla manutenzione del territorio e delle infrastrutture idrauliche, fino alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi, nonché alla valorizzazione dei servizi ecosistemici e delle “infrastrutture verdi e blu”.
Francesco Vincenzi, Presidente ANBI: “La formazione continua è uno strumento essenziale per la prevenzione dei territori e lo sviluppo delle competenze tecnico-scientifiche, necessarie ad affrontare le sfide, che i cambiamenti climatici impongono. La gestione della risorsa idrica, la difesa del suolo, la valorizzazione dei territori sono la mission, che portiamo avanti in un dialogo continuo con professionisti, amministrazioni pubbliche, università ed enti di ricerca. In questa direzione, la collaborazione con il CONAF rappresenta un ulteriore passo concreto per rafforzare competenze e capacità di intervento per il futuro del Paese.”
Mauro Uniformi, Presidente CONAF: “La risorsa acqua è un bene primario per la vita, non solo in agricoltura. Lavorare per la gestione sostenibile di questa risorsa è un dovere di tutti, ma in primis è un impegno, che i 20.000 iscritti all’Ordine hanno preso in questi anni. La collaborazione con ANBI, già in essere in molte occasioni, ora trova una cornice istituzionale, che la trasformerà in una straordinaria opportunità per fare sistema e mettere a fattor comune le reciproche esperienze.”
Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI: "Il Protocollo d'Intesa con CONAF diventa parte integrante del nostro impegno a tutela delle aree marginali con particolare attenzione a quelle montane, vittime di un costante spopolamento quanto mai pericoloso per l'assetto idrogeologico a valle.  La sicurezza delle aree di pianura nasce, infatti, dalla manutenzione dei territori a monte e su questo dobbiamo sviluppare un'azione comune verso le Istituzioni."
Monica Cairoli, Consigliera CONAF: “Il cambiamento climatico rende più complessa la gestione dell’acqua e dei territori, richiedendo competenze diverse, capaci di operare in modo coordinato. Il Protocollo mette in relazione la conoscenza operativa, maturata dai Consorzi di bonifica, con le competenze dei dottori agronomi e dei dottori forestali nella pianificazione e nella gestione dei sistemi agricoli, forestali, ambientali. Vogliamo tradurre questa collaborazione in formazione reciproca, strumenti tecnici condivisi ed iniziative costruite sulle caratteristiche dei diversi territori. L’obiettivo è dare continuità al lavoro comune e produrre risultati concreti per le comunità.”


OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA: I CRESCENTI RISCHI DI UN’ESTATE PROLUNGATA

VINCENZI: “ALLA POLITICA CHIEDIAMO DI PASSARE DALL’ETICA DELLA CONSAPEVOLEZZA A QUELLA DELLA RESPONSABILITA’ INANZIANDO CONCRETI PIANI DI ADATTAMENTO ALLE NUOVE EVENIENZE METEO”

Porta un benessere amaro, il prolungamento dell’estate ad ottobre inoltrato con temperature massime vicino ai 30 gradi su gran parte del Centro-Sud d’Italia: infatti, ciò è un’ottima ragione per mantenere alto l’allarme sul riscaldamento globale e sulla sua incidenza verso l’economia, i territori e lo stile di vita delle persone.
La crisi climatica è entrata prepotentemente nelle prime posizioni della classifica delle principali preoccupazioni di italiani (81%) ed europei: nella maggior parte dei casi (70%), ciò è dovuto ad esperienze o disagi vissuti in prima persona: questa settimana, ad esempio, fenomeni temporaleschi, estremamente localizzati e di brevissima durata, ma fortissima intensità, hanno creato disagi su alcune località del Mezzogiorno in un contesto meteorologico simil-estivo.
Sulla penisola sorrentina, ad esempio, Positano e Vico Equense sono state interessate da nubifragi con cumulate maggiori ai mm. 60 in poche ore così come a Pimonte sono piovuti addirittura mm.76,6, mentre a Gragnano, distante solo 2 chilometri in linea d’aria, sono caduti appena mm. 0,4 (fonte: Centro Funzionale-Protezione Civile).
A Siracusa, in meno di 3 ore, sono caduti mm.77,8 di pioggia, quando normalmente cadono circa mm. 45 in tutto settembre; nello stesso lasso di tempo, a Catania un nubifragio ha scaricato 50 millimetri d’acqua. Nel Cosentino, il torrente Scirocco è esondato a Paola per le violente precipitazioni, che si sono abbattute a monte, con cumulate di oltre trenta millimetri di pioggia in breve tempo.
Tutto questo accade in un contesto, dove le acque del mar Mediterraneo registrano anomalie di temperatura fino ad oltre +3 gradi  (ad esempio, sul Tirreno centro-settentrionale) ed in ampie sezioni del bacino si raggiungono ancora i 28°. È chiaro che, in questo quadro, ogni incursione d’aria fredda può generare fenomeni estremi, potenzialmente dannosi, se non addirittura distruttivi su un territorio complesso e fragile come quello italiano, soggetto in larga parte a frane ed allagamenti.
“E’ sempre più urgente la necessità di invertire il flusso demografico dai territori interni verso le coste, perché tale tendenza aggrava la pressione antropica proprio sui territori più a rischio di fronte alle conseguenze della crisi climatica. Vanno creati i presupposti sociali e lavorativi per mantenere la popolazione nelle aree marginali e montane: è la condizione prima per ridurre i pericoli da eventi meteo lungo una Penisola, diventata hotspot della crisi climatica” ha evidenziato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
“Contestualmente vanno finanziati piani di adattamento alle nuove evenienze meteorologiche; la prevenzione fa risparmiare in termini economici e sociali. Noi siamo pronti con progetti cantierabili e dimostrata efficienza operativa; ora tocca alla politica passare dall’etica della consapevolezza a quella della responsabilità” ha chiosato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
L’altra faccia del cambiamento climatico, altrettanto preoccupante, è rappresentata dalle sempre più frequenti crisi idriche; questo fenomeno non colpisce più soltanto il Sud Italia, storicamente soggetto a scarsità di piogge e quindi più attrezzato a gestire l'emergenza, nonchè ad accumulare l’acqua, ma si sta estendendo anche alle regioni alpine. Fino a poco tempo fa, le aree montane del Nord potevano contare sullo scioglimento estivo della neve, ottenendo una costante ricarica degli acquiferi superficiali e sotterranei. Negli anni più recenti, a causa del riscaldamento globale, autunno ed inverno stanno registrando temperature sempre più elevate; di conseguenza, le già scarse riserve nevose tendono ad esaurirsi fin dalla primavera, lasciando così i corpi idrici a secco proprio durante l’estate, quando le calde temperature aumentano fortemente il fabbisogno d'acqua. Si è da poco chiuso l’anno idrologico 2025-2026 ed è certo che il bilancio idrico del Nord Italia sarà negativo come già confermano da alcuni dati.
Sono scarsi i flussi in tutti i fiumi del Piemonte: nell’alveo del Tanaro scorre solo il 44% dell’acqua consueta, -57% per la Stura di Lanzo, -53% per la Toce.
La Lombardia sta per chiudere il bilancio idrico annuale con un deficit di oltre il 24 %, corrispondente a quasi yrecerntocinquanta milioni di metri cubi in meno nelle riserve idriche (fonte: ARPA Lombardia).
Si registra un ulteriore abbassamento dei livelli idrometrici dei grandi laghi settentrionali con conseguente riduzione dei volumi idrici stoccati.
In forte discesa sono anche le performances dei corsi d’acqua in Veneto, dove si registrano flussi sempre più scarsi: -80% nel Bacchiglione!
In Emilia-Romagna, circa il 50% del territorio chiude l’anno idrologico in perdita: tra le aree, che maggiormente hanno sofferto la carenza di precipitazioni, ci sono i bacini di pianura romagnoli a Sud della foce del fiume Reno, su cui sono caduti circa centonovantacinque millimetri di pioggia meno del consueto e, ad Ovest, i bacini di pianura dal Parma al Tidone, dove la pioggia registra un deficit di circa il 23%; sono quasi asciutti i letti di molti fiumi appenninici, tra cui Taro e Trebbia continuano a registrare valori di portata inferiori ai minimi storici mentre, sul versante orientale, il flusso del Reno è attualmente inferiore del 72% sulla media.
La portata del fiume Po è in calo e, in alcuni casi, più che dimezzata rispetto ai valori medi storici.
In Liguria si registrano cali idrometrici nei fiumi di Levante (Vara ed Entella).
In Toscana permangono deficitarie le portate dei fiumi Serchio ed Ombrone; in calo è anche il flusso dell’Arno.
Risultano stabili i valori idrometrici di alcuni fiumi nelle Marche (Potenza, Esino e Nera), mentre cala il livello del Sentino e cresce quello del Tronto, che resta però nettamente inferiore ai valori registrati nello scorso quinquennio.
In Umbria sembra inarrestabile lo svuotamento del lago Trasimeno, che a Polvese si abbassa di ulteriori 4 centimetri in una settimana, scendendo a – m.2,13, cioè ben 127 centimetri sotto la media storica; sono stabili le portate dei fiumi.
Nel Lazio si segnala l’invarianza del lago di Nemi, la cui altezza idrometrica è ora pari a quella dello scorso anno (- cm.82 ).
In Campania, grazie alle piogge della scorsa settimana, sono tornati a crescere i livelli dei fiumi Volturno, Sele e Garigliano, che si mantiene però al di sotto dei valori registrati nel recente passato.
In Puglia, infine, si registra la riduzione di oltre quattro milioni di metri cubi nei volumi contenuti nel bacino di Occhito; a servizio delle campagne foggiane rimangono mln. mc.102,59 di riserve idriche: rispetto al 2025, il surplus è di mln. mc. 47,43.


TOSCANA

CONCLUSI GLI STUDI E INDIVUATE LE SOLUZIONI, ORA SI CERCANO I FINANZIAMENTI

L’area di Badesse, nel comune di Monteriggioni, è storicamente soggetta a criticità e frequenti allagamenti dovuti alle esondazioni del fosso Ruota, affluente di sinistra del torrente Staggia e di altri corsi d’acqua del bacino.
Gli studi idrologici e idraulici, condotti su eventi di piena con tempi di ritorno fino a 200 e 500 anni, hanno dimostrato la necessità di interventi strutturali, articolati su 2 azioni sinergiche e complementari: la laminazione delle piene a monte in località Prugliano ed opere di difesa attiva nell’abitato di Badesse.
In altre parole, a Prugliano si dovrebbe realizzare una cassa d’espansione, in modo da creare un temporaneo volume d’invaso di circa duecentosettantamila metri cubi e dunque ridurre i picchi di piena verso il centro abitato. A Badesse sarebbe necessario invece l’adeguamento ed il rinforzo della sponda destra del fosso Ruota nei tratti più vulnerabili, mediante la realizzazione di nuove arginature in terra e muri di contenimento.
Trattandosi di un’opera strategica e complessa, l’impegno si concentra adesso sul reperimento delle risorse economiche, necessarie per completare l’iter di progettazione e per attuare concretamente i lavori.
A Monteriggioni, il Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno (con sede a Firenze) esegue annualmente anche il proprio piano delle attività di manutenzione ordinaria sia mediante lo sfalcio della vegetazione su circa ventidue chilometri di corsi d’acqua in prossimità di centri abitati ed opere idrauliche, sia mediante diradamenti selettivi negli alvei più collinari, sia mediante interventi di risoluzione di criticità localizzate.


EMILIA ROMAGNA

FESTA DELL’ALBERO

Oltre trecentosettanta studenti dell'Istituto Omnicomprensivo di Bobbio hanno preso parte alla 17° edizione della “Festa dell'Albero e della Natura” a le Vallette di Ceci (Bobbio), organizzata dall’Unione Montana Valli Trebbia e Luretta insieme al locale Istituto Omnicomprensivo ed al Consorzio di bonifica Piacenza (con sede nella città emiliana).
Alzabandiera, Inno Nazionale e saluti delle Autorità presenti hanno aperto la giornata, proseguita con 14 laboratori didattici, cui hanno partecipato ragazzi dai 6 ai 18 anni, provenienti dalle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado di Ottone, Corte Brugnatella, Bobbio, Perino e Travo. Tante le attività, ma unico è stato il tema: dare radici al futuro e permettere alle nuove generazioni di conoscere l’ambiente, in cui vivono ed essere, un domani, cittadini attivi e coscienziosi; radici degli alberi, ma anche radici delle persone a simboleggiare l'attaccamento ad un territorio da conoscere, vivere e ripopolare.
All’iniziativa hanno partecipato, fra gli altri, il Vicepresidente Provincia Piacenza, Franco Albertini e la Presidente Consiglio Comunale piacentino, Paola Gazzolo.
Durante la manifestazione sono state anche assegnate 9 borse di studio agli studenti più meritevoli dell’Istituto Omnicomprensivo: Sofia Bellocchio, Anna Cassinari e Chiara Mulazzi hanno ricevuto le borse di studio, offerte dal Lions Club di Bobbio.


LOMBARDIA

NOTTE DELLA RICERCA PRESENTATA NUOVA PARATOIA AUTOMATIZZATA

Grande partecipazione e forte curiosità hanno accompagnato la presenza del Consorzio di bonifica Garda Chiese (con sede a Mantova) all’Open Night 2026 nel Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, organizzata nell’ambito della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori.
Durante la serata, l’ente consortile ha presentato SPIGA® “Spigate001”, la paratoia automatizzata del progetto Mantua-PSID, il primo distretto irriguo italiano, completamente automatizzato per l’irrigazione a gravità, sviluppato dall’ente consorziale insieme all’Università di Milano ed a “Digital Drop”.
SPIGA® “Spigate001” è stata donata dal “Garda Chiese” al Museo ed è destinata ad entrare nelle sue collezioni come testimonianza dell’innovazione tecnologica, applicata all’irrigazione. Non si tratta, però, soltanto di conservare un’apparecchiatura, ma di riconoscere il valore storico-scientifico di un percorso nato nei canali e nei campi del comprensorio.
Il primo esemplare SPIGA® diventa così memoria concreta del passaggio dalla tradizionale irrigazione a gravità ad una gestione digitale, automatizzata e più sostenibile dell’acqua.


EMILIA ROMAGNA

IN CENTINAIA ALLA SCOPERTA DELL’IMPIANTO

A Malcantone di Stellata di Bondeno sono stati centinaia di cittadini, che hanno approfittato della giornata di “full immersion” conoscitiva, che il Consorzio di bonifica Burana (con sede a Modena) ha organizzato alla scoperta del nuovo impianto idrovoro Cavaliera, destinato alla regolazione delle acque in un’area di oltre tremila chilometri quadrati su tre province (Modena, Ferrara e Mantova) ed a beneficio di 1 milione di persone.
La comunità locale ha risposto massicciamente all’invito, che l’ente consortile aveva lanciato.
Particolarmente significativa è stata la visita da parte dell’Assessora Ambiente ed Infrastrutture Regione Emilia Romagna, Irene Priolo.


TOSCANA

GREENSPONGE CICLO DI WEBINAR SU NATURE-BASED SOLUTIONS

Un ciclo di webinar per approfondire il ruolo delle “Nature-Based Solutions (NBS)” nella gestione sostenibile delle risorse idriche e nella resilienza dei territori: l’iniziativa si tiene all’interno del progetto GreenSponge, realizzato dal Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa (con sede a Venturina Terme, in provincia di Livorno) in collaborazione con la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.
Attiva dal 1° settembre 2024 al 31 agosto 2028, GreenSponge è un’iniziativa comunitaria (finanziata dal programma Horizon Europe attraverso il progetto SpongeWorks) pensata per aumentare la resilienza climatica contro alluvioni e siccità nella Val di Cornia. L’ obiettivo è presentare principi, applicazioni e casi di studio, relativi all’impiego integrato delle “NBS” per aumentare la capacità dei territori di trattenere, infiltrare e rilasciare gradualmente l’acqua, contribuendo a ridurre gli impatti di alluvioni, siccità, erosione e degrado degli ecosistemi.


AGENDA

Francesco Vincenzi, Presidente e Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI apriranno nella mattinata di giovedì 8 ottobre p.v. i lavori del convegno “Il futuro dei Consorzi di bonifica: digitalizzazione delle infrastrutture per una gestione sostenibile della risorsa idrica”, organizzato dall’Associazione Idrotecnica Italiana negli spazi dell’Abitart Hotel di Roma.
Il DG ANBI sarà inoltre all’evento “L’acqua che nutre il paesaggio”, organizzato dal Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta (con sede a San Bonifacio, in provincia di Verona) nel pomeriggio di venerdì 9 Ottobre a villa Cordellina Lombardi nel comune vicentino di Montecchio Maggiore. Vincenzi, invece, parteciperà al confronto “Coltivare l’Acqua”, nell’ambito del calendario de “L’Atlante delle Rive”, organizzato nel pomeriggio di sabato 10 ottobre al Teatro Comunale di Ferrara.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
Sito internet: anbi.it - eMail: anbimail@tin.it

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