Anno XXVIII, n. 34 lunedì, 21 settembre 2026

A REMTECH EXPO
ANBI HA PRESENTATO PROPOSTA PER RIFINANZIARE LEGGE CONTRO I DANNI DA SUBSIDENZA NEI TERRITORI DI ROVIGO, FERRARA E RAVENNA
VINCENZI: “IL TERRITORIO CONTINUA AD ABBASSARSI. ALLA POLITICA CHIEDIAMO GRANDE ATTENZIONE NELLE SCELTE SUL FUTURO ENERGETICO DEL PAESE”
DE PASCALE ANNUNCIA INIZIATIVA CONGIUNTA FRA REGIONI EMILIA ROMAGNA E VENETO

“Al fine di consentire la manutenzione straordinaria, nonché l'adeguamento delle opere pubbliche di rilevanza nazionale, necessarie alla protezione dal fenomeno della subsidenza, in particolare nei territori del delta del Po e alla difesa dalle acque dei territori subsidenti, compresi nelle province di Ferrara, Ravenna e Rovigo, è istituito nello stato di previsione del Ministero Agricoltura Sovranità Alimentare e Foreste un fondo, con la dotazione di 6 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2027 al 2032, finalizzato all'adozione, d'intesa con le Regioni interessate, di un programma di interventi e del relativo piano di riparto della spesa tra gli enti, cui è affidata la messa in sicurezza idraulica e la contestuale gestione delle opere di protezione e contrasto al fenomeno della subsidenza”: è questo il testo della proposta normativa/emendamento alla Legge di Bilancio 2027, presentata da ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue) per il rifinanziamento della cosiddetta “Legge Ravenna” sulla gestione del fenomeno della subsidenza nei territori del Delta del Po, nonché nelle province di Ferrare Rovigo, oltre che nel Ravennate. Nel contesto di fragilità strutturale del territorio italiano, cui si sommano gli effetti crescenti della crisi climatica ed il progressivo innalzamento del mare, diviene indispensabile una specifica ed urgente attenzione verso il fenomeno della subsidenza, accentuata dall'estrazione di gas nell’Alto Adriatico.
“Le estrazioni metanifere hanno contribuito nel dopoguerra a dare un aiuto di rilievo all’economia nazionale di un Paese, che doveva assolutamente riprendersi e svilupparsi, ma è rimasto un danno permanente, delle cui conseguenze è giusto che si faccia carico lo Stato e non solo le popolazioni locali” ha affermato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
L’economia delle province di Ferrara, Ravenna e Rovigo è sopravvissuta ai danni causati dalla subsidenza, mettendo in sicurezza idraulica un territorio, dove oggi tutta l’acqua delle precipitazioni viene pompata meccanicamente per essere allontanata e non ristagnare; inoltre, il territorio orientale deve essere difeso dall’innalzamento del mare e dall’ingressione salina. Tutto questo comporta un gigantesco sforzo economico per mantenere efficienti le opere già realizzate, realizzarne di nuove, farle funzionare senza sprechi, utilizzare personale qualificato, sostenere le ingenti spese per l’energia elettrica.
La compromissione di tale rete idraulica in caso di allagamenti avrebbe rilevanti ripercussioni anche sul Prodotto Interno Lordo del Paese, interrompendo importanti flussi economici. La piena e costante funzionalità di queste opere deve quindi essere uno un prioritario interesse nazionale. I dati scientifici, gli studi climatologici, idraulici e le analisi tecnico-economiche di rischi, costi e benefici delle Università IUAV di Venezia ed Alma Mater Studiorum di Bologna, illustrate anche a Ferrara nell’ambito di RemTech Expo, affermano l’assoluta necessità di un intervento straordinario, perché questi territori possano continuare a vivere. Per questo, i Consorzi di bonifica ed irrigazione italiani, d’intesa con le categorie economiche e la società civile dei territori interessati, propongono il rifinanziamento della Legge 205 del 2017, finalizzata a far fronte ai danni permanenti ed al contrasto degli effetti della subsidenza.
“La nostra iniziativa – ha evidenziato il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi – non è contro qualcosa o qualcuno, ma chiediamo grande attenzione verso territori, che stanno ancora pagando le conseguenze di scelte operate fino a metà degli anni ’60. Pur progressivamente rallentando, ma le aree costiere tra Veneto ed Emilia Romagna continuano ad abbassarsi fino ad un centimetro all’anno con evidenti conseguenze sull’assetto e la gestione del territorio. Questa non è una partita politica, ma di equità sociale e e per questo auspichiamo la condivisione di tutti.”
In questa prospettiva, il Presidente Regione Emilia Romagna, Michele De Pascale, ha annunciato una prossima iniziativa congiunta con l’omologo veneto, Alberto Stefani. Al convegno ANBI di Ferrara erano presenti, tra gli altri, anche il Presidente, Pino Bicchielli e la componente, Nadia Romeo, della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Rischio Idrogeologico Sismico, nonchè Stefano Vaccari, membro della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.


OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE
ABRUZZO, PUGLIA, BASILICATA, SICILIA, SARDEGNA MA ANCHE PIEMONTE E LOMBARDIA: QUI SONO I DESERTI D’ITALIA
VINCENZI: “TERMINATA L’EMERGENZA IDRICA E CON LE ELEZIONI ALL’ORIZZONTE IL PIANO NAZIONALE INVASI RISCHIA DI SCOMPARIRE ANCORA UNA VOLTA DAI RADAR DELLA POLITICA”

Secondo l’indice SPEI (Standardized Precipitation Evapotranspiration Index: anomalie di precipitazioni + tasso di evapotraspirazione) riferito ai recenti mesi estivi, in siccità estrema risultano Abruzzo, il Nord di Puglia e Basilicata, le aree costiere di Sicilia e Sardegna, un’ ampia sezione di Piemonte Occidentale ed il Sud della Lombardia; più in generale, i  dati meteorologici (elaborazione: Radarmeteo-Hypermeteo) mostrano chiaramente come le regioni del Mezzogiorno d’ Italia siano esposte più di altre agli effetti del riscaldamento del bacino mediterraneo, subendo un maggiore stress idrico per via della combinazione tra scarsità di precipitazioni e temperature estreme, che accelerano il processo di evapotraspirazione dell’acqua. Mentre i territori meridionali della Penisola hanno però potuto affrontare questa estate dei record con cospicue riserve idriche, grazie ad infrastrutture per lo stoccaggio della pioggia, al Nord la carenza d’acqua ha condizionato pesantemente i suoi utilizzi ad iniziare da quello agricolo.
“Il Meridione, storicamente penalizzato da scarse piogge e siccità, è stato infrastrutturato negli anni per lo stoccaggio dell’acqua da utilizzare in tempi di magra – ha ricordato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Al Nord, dove i bacini sono stati realizzati quasi esclusivamente per la produzione idroelettrica, l’agricoltura va in sofferenza ogni qual volta la stagione autunno-vernina è avara di neve destinata a sciogliersi e diventare risorsa idrica con l’incedere dei mesi caldi.”
Nel Vecchio Continente, il 2026 è stato l’anno della consapevolezza collettiva che il clima è cambiato in maniera superiore al previsto: nessuno aveva infatti indicato un’estate più calda mediamente di ben 2,54°C in Europa occidentale (fonte: Copernicus) e addirittura di +3,5° in Italia (sulla media 1991-2020; fonte: Consiglio Nazionale delle Ricerche)). Le anomalie termiche registrate questa estate erano impensabili 40 anni fa, quando le temperature erano oltre cinque gradi inferiori, così come inimmaginabile era la sequenza di eventi meteorologici estremi, che hanno investito l’Italia meridionale nei primi 4 mesi dell’anno: piogge alluvionali con cumulate, che sono arrivate a sfiorare i cinquecento millimetri e che hanno fatto tracimare decine di corsi d’acqua, ma che hanno anche salvato il Mezzogiorno da una desertificazione ambientale ed economica dopo oltre due anni di siccità estrema.
Nei prossimi mesi è quasi certa una stagione caratterizzata da caldo alternato ad eventi estremi, perpetrandosi la dispersione di milioni di metri cubi d’acqua a causa della mancanza di infrastrutture idriche, soprattutto al Nord, capaci di trattenere le piogge in eccesso da utilizzare poi nei periodi di bisogno; neppure una settimana fa, nubifragi e tornado hanno colpito pesantemente al confine tra Friuli Venezia Giulia e  Veneto, dove sono caduti in poche ore quasi dueecento millimetri di pioggia lungo la costa (Bibione, mm. 192; Portogruaro, mm. 191), lasciando contemporaneamente “a secco” il Polesine (meno di cinque millimetri di pioggia); sull’area bergamasca, le cumulate hanno raggiunto mm. 100, così come sul Grossetano e sulla periferia Est di Roma.
“L’esempio del Sud, in cui sono stati sufficienti pochi giorni di piogge torrenziali per garantire mesi di autonomia idrica, conferma la fondamentale funzione dei bacini di stoccaggio idrico – ha evidenziato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - Terminata l’emergenza e con le elezioni all’orizzonte, il Piano Nazionale Invasi rischia però di uscire, ancora una volta, dai radar della politica.”
Il settimanale report dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche riporta che questa settimana si registrano innalzamenti di livello nei laghi di Como, Garda, Iseo, mentre decresce il Maggiore.
In Valle d’Aosta stanno riducendosi le portate di Dora Baltea e torrente Lys.
In Piemonte a crescere è soprattutto il fiume Tanaro che, pur raddoppiando la portata in una settimana, resta comunque idricamente deficitario (flussi al 46%).
In Veneto, la portata del fiume Adige si è riavvicinata ai valori consueti del periodo (mc/s 193 contro una media mensile di mc/s 206; fonte: ARPAV), mentre continuano ad essere estremamente scarsi i flussi del Bacchiglione (-84%).
In Emilia-Romagna sono tutte sotto media le portate dei fiumi appenninici; il Savio continua a registrare valori inferiori ai minimi storici. Quasi esaurita è l’acqua trattenuta dalle dighe piacentine Molato (piena al 2,4%) e Mignano (al 6%).
Buona è invece la “performance” settimanale del fiume Po, che in tutte le stazioni di rilevamento segna un cospicuo aumento dei flussi, riducendo notevolmente l’ampio gap con i dati medi di riferimento nei pressi del Delta (a Pontelagoscuro il deficit rispetto alla media è del 21%, quando solo una settimana fa era del 66%!!!).
In Liguria sono crescenti i livelli idrometrici nei bacini di Levante, Vara ed Entella, mentre a Ponente è stabile quello dell’Argentina.
In Toscana, nonostante le forti piogge, che hanno interessato il Grossetano, la portata del fiume Ombrone rimane scarsa (a Sasso d’Ombrone, il deficit idrico è del 66%); in crescita, invece, i livelli del fiume Arno.
Nelle Marche sono stabili le altezze idrometriche di molti fiumi; si distingue nuovamente per il negativo andamento idrometrico il Tronto, che continua a decrescere.
In Umbria sembra inarrestabile la progressiva discesa di livello del lago Trasimeno, calato solo di un ulteriore centimetro, grazie a sporadiche piogge. Incrementi di portata vengono invece registrati dai fiumi Paglia e soprattutto Topino, tornato quasi in pari con i valori consueti di questo periodo.
Nel Lazio si registra portata in crescita nel Tevere: a Roma ora è 84,23 metri cubi al secondo (mc/s) dopo aver toccato mc/s 177 a seguito del nubifragio del 10 settembre sulla Capitale, quando il livello del fiume si era innalzato di m.1,20 in 24 ore. Dopo mesi, per la prima volta, le rilevazioni idrometriche dei laghi vulcanici laziali risultano positive: i livelli di Albano e Vico crescono di cm. 4, Bracciano di 1 centimetro, Bolsena di cm. 5 (fonte: AUBAC). L’unica invarianza è quella registrata dal piccolo lago di Nemi.
In Campania sono crescenti le portate dei fiumi Volturno e Sele.
In Puglia, i volumi idrici trattenuti nei bacini a servizio della foggiana Capitanata ammontano ancora ad oltre centoundici milioni di metri cubi (mln. mc.) equivalenti a quasi il doppio di quelli disponibili lo scorso anno in questo periodo.
Infine si segnala che gli invasi della Sicilia, nonostante il caldo torrido estivo e l’impatto della stagione turistica sulla risorsa idrica, conservano ancora mln. mc. 443,49 d’acqua: si tratta di uno dei bilanci migliori del recente ventennio e, rispetto ad un anno fa, l’isola può contare sul 70% in più d’acqua.


VENETO
AGOSTO ANCORA IN DEFICIT IDRICO ... E A SETTEMBRE DIFFICILMENTE ANDRÀ MEGLIO

I dati ARPAV (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Veneto), raccolti nel Bollettino ANBI Veneto sulla disponibilità di risorsa idrica ad Agosto, rappresentano numericamente la crisi, con la quale Consorzi di bonifica ed agricoltura si sono confrontati nel pieno della stagione irrigua. Lo scorso mese sono caduti mediamente 87 millimetri di pioggia, contro una media di mm. 99 (-12%), con accumuli maggiori nell’area montana bellunese ed una spiccata scarsità nel Polesine.
A livello di intero anno idrologico (ottobre 2025 – agosto 2026) il deficit pluviometrico regionale raggiunge il 23%, con mm.783 cumulati rispetto ai mm. 1.020 storici. Male i fiumi con i valori di portata maggiormente negativi per Bacchiglione (-77%), Po (-58%) e Adige (-57%). La temperatura media nei distretti irrigui ha toccato i 27 °C (+2,6 °C rispetto alla norma) mentre, in montagna, agosto si è confermato tra i mesi più caldi dei recenti decenni (+3 °C). La situazione delle falde continua a mostrare criticità diffuse.
Le precipitazioni di fine agosto hanno prodotto benefici limitati, senza modificare in modo sostanziale il quadro generale. Nelle proiezioni di Ce.Sp.I.I. (Centro di Sperimentazione per l'Innovazione Irrigua) - Consorzio L.E.B. -Lessinio Euganeo Berico (con sede a Cologna Veneta, in provincia di Verona), lo scenario si presenta ancora complesso, caratterizzato dal prolungarsi dello stress idrico-climatico su gran parte del comprensorio regionale.
Questa situazione conferma quanto sia necessario affiancare una politica di investimenti strutturali alla gestione ordinaria della risorsa e come le acque sotterranee rappresentino oggi uno degli elementi più vulnerabili del sistema idrico regionale, ma anche la più importante riserva strategica naturale; investire sulla ricarica della falda significa investire sulla futura sicurezza idrica del Veneto.


TOSCANA
IL PARCHEGGIO DIVENTA SPUGNA URBANA

Trasformare un parcheggio nel cuore di San Vincenzo in un’infrastruttura verde capace di raccogliere, filtrare e riutilizzare l’acqua piovana: è l’obbiettivo del progetto previsto nel “parcheggio delle Poste” in piazza Salvo D’Acquisto, dove sarà riqualificata un’area pubblica di circa cinquemilatrecento metri quadrati.
Il progetto, promosso dal Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa (con sede a Venturina Terme di Campiglia Marittima, in provincia di Livorno)  con il Comune di San Vincenzo e finanziato dalla Regione Toscana, è stato presentato in occasione della serata dedicata al libro di Mauro Grassi ed Erasmo D’Angelis, “Fuori dalle emergenze. Clima, alluvioni, siccità, terremoti, dalle catastrofi alla prevenzione”.
Il progetto introduce un modello innovativo di gestione delle acque meteoriche: invece di convogliare rapidamente tutta la pioggia nella rete fognaria, con il rischio di sovraccaricarla durante gli eventi più intensi, l’acqua sarà trattenuta, filtrata ed in parte restituita al terreno attraverso soluzioni basate sulla natura. Sono previste 4 aree di bio-ritenzione per una superficie complessiva di 307 metri quadrati, una trincea infiltrante di circa cinquanta metri quadrati e un serbatoio di accumulo da 30 metri cubi. Le aree verdi funzioneranno come veri e propri “giardini della pioggia”: raccoglieranno l’acqua proveniente dalle superfici asfaltate, ne rallenteranno il deflusso e la filtreranno attraverso il terreno, gli strati drenanti e la vegetazione; una parte dell’acqua sarà infiltrata nel sottosuolo, mentre quella raccolta dalle prime due aree di bio-ritenzione sarà convogliata nel serbatoio e successivamente riutilizzata per il lavaggio delle strade.
Il sistema manterrà il collegamento con la rete fognaria esistente, che entrerà in funzione come sicurezza aggiuntiva in caso di precipitazioni particolarmente intense. Il nuovo sistema potrà ridurre gli allagamenti locali, alleggerire la pressione sulla rete fognaria e trattenere complessivamente fino a mc. 108,2 d’acqua piovana, corrispondenti ad un evento con tempo di ritorno di 2 anni e durata di tre ore. Le opere consentiranno anche di intercettare e trattare le acque della prima fase della precipitazione, nelle quali si concentra una parte significativa delle sostanze depositate sulle superfici stradali.
La filtrazione naturale assicurata dal terreno e dalla vegetazione contribuirà a trattenere sedimenti, oli, grassi, metalli ed altri inquinanti trasportati dalla pioggia, con un conseguente miglioramento della qualità delle acque restituite all’ambiente. Inoltre, l’ampliamento delle superfici verdi e la plantumazione di nuove alberature favoriranno la biodiversità, creeranno zone d’ombra e contribuiranno a ridurre il surriscaldamento estivo. La vegetazione sarà scelta privilegiando specie rustiche con ridotte esigenze di manutenzione, adatte al clima locale ed alle variazioni tra periodi asciutti e piovosi.
La riqualificazione comprenderà inoltre una nuova organizzazione della viabilità interna, percorsi pedonali più accessibili, spazi per la sosta delle persone, nuove panchine ed una sistemazione più ordinata dell’area destinata alla raccolta dei rifiuti. Si tratta di un modello replicabile, che dimostra come anche un’area asfaltata possa diventare uno strumento concreto di adattamento climatico e migliorare, nello stesso tempo, la vivibilità della città.
Il progetto ha un valore complessivo di € 751.638,00; le risorse provengono da Fondo Europeo Sviluppo Regionale, Stato e Regione Toscana. Secondo il cronoprogramma, l’avvio dei lavori è previsto per ottobre 2026, mentre l’ultimazione è programmata per marzo 2027.


EMILIA ROMAGNA
COMPLETATI CANTIERI CONTRO RISCHIO ALLUVIONALE

Sono terminati, prima delle piogge autunnali, gli interventi del Consorzio di bonifica Renana (con sede a Bologna) per potenziare la sicurezza idraulica nella zona di Prunaro, frazione di Budrio, col cui Comune vige apposita convenzione: la frazione è stata dotata di una nuova cassa idraulica di accumulo, a servizio delle piene nei canali Fossano e Riola. I lavori rientrano nel più vasto ambito di attività di sistemazione degli scoli comunali, che interessa vari ambiti del territorio budriese.
La cassa di Prunaro coinvolge un'area di circa quattromilacinquecento metri quadrati ed è in grado di accogliere fino a 6.200 metri cubi di pioggia dai 2 scoli gestiti dall’ente consortile. L'invaso ha una forma triangolare e le acque possono scaricarsi a valle, grazie ad una tubazione idonea, chiusa da una valvola “a clapet” per impedire rigurgiti idraulici verso monte.
Ulteriori interventi sono stati realizzati dall’ente consorziale per migliorare la funzionalità scolante del Fossano, prima dell'abitato di Prunaro.
Nello specifico, si è costruito un manufatto di presa in cemento armato per trasferire parte delle piene del canale budriese nello scolo Centonara.
Questa struttura è abbinata ad uno sgrigliatore elettromeccanico, mentre il collegamento tra i due scoli è composto da 3 condotte in parallelo, sopra le quali si è creata una viabilità di servizio. L'investimento per questi lavori dalla “Renana” per la rigenerazione idraulica del reticolo scolate artificiale.


TOSCANA
RIPRISTINATA SEZIONE IDRAULICA  AD ORENTANO

Il Consorzio di bonifica Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca) ha concluso i lavori di consolidamento sull’argine del corso d’acqua Botronchio, ad Orentano, nel comune di Castelfranco di Sotto.
L’intervento riguarda alcuni tratti, che in anni recenti hanno mostrato erosioni e cedimenti con effetti sulla stabilità dell’opera e sulla protezione dell’area.
Le piene del 2014 avevano già provocato una breccia significativa, seguita da interventi urgenti; oggi si interviene in modo strutturato per riportare l’argine a condizioni adeguate di resistenza. La spesa complessiva è di circa cinquantamila euro, finanziata da Regione Toscana.
A fine lavori, il corpo arginale è di nuovo protetto con scarpate consolidate ed un piede rinforzato, in grado di ridurre l’energia delle acque in caso di piena.
L’intervento non modifica l’idraulica del corso d’acqua e si integra con le manutenzioni ordinarie già programmate. Negli anni tecnici consortili avevano osservato segnali chiari di erosione e non era più possibile rimandare un intervento mirato.


DAL VENETO LA RICERCA RESILIENTE DEI CONSORZI DI BONIFICA
PROGETTO VENUS: NUOVE COLTURE PER IL FUTURO DELLE TERRE SALATE
VINCENZI: “È INDISPENSABILE INDIVIDUARE OPPORTUNITA’ INNOVATIVE PER AREE SEMPRE PIU’ FRAGILI MINACCIATE DA SUBSIDENZA ED INNALZAMENTO DEI MARI”

Agricoltura sostenibile, tutela delle risorse idriche e valorizzazione dei terreni marginali: sono questi i pilastri della sperimentazione scientifica del progetto internazionale Venus, che vede il Consorzio di bonifica Adige Euganeo (con sede ad Este, in provincia di Padova) impegnato insieme a 9 partner del bacino mediterraneo.
“L’ampiezza delle collaborazioni è la dimostrazione tangibile delle preoccupazioni, che accomunano Paesi, che si affacciano su un’area ormai indicata come hotspot della crisi climatica” ha evidenziato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
In stretta sinergia con la comunità scientifica è stata condotta un'importante campagna di campionamento nei 2 siti pilota del Veneziano: in località Gesia, nel comune di Cavarzere ed in località Zennare, nel comune di Chioggia. L'attività in campo ha visto una meticolosa raccolta di campioni di terreno e di biomassa vegetale di specie alofite, trascurate o sottoutilizzate (NUS - Neglected and Underutilised Species), conosciute però per la loro naturale tolleranza ad ambienti ad alta salinità. I campioni di suolo prelevati sono stati inviati ai laboratori del Dipartimento Scienze Tecnologie Ambientali, Biologiche Farmaceutiche (DiSTABiF) Università della Campania "Luigi Vanvitelli".
L'obiettivo fondamentale di questa linea di ricerca consiste nel determinare con precisione l'impronta lasciata dalle colture durante il loro secondo anno di ciclo vegetativo, valutando in quale misura queste specie siano in grado di rigenerare, migliorandole, le proprietà chimico-fisiche e biologiche del terreno. Il piano analitico si concentra sulla misurazione di determinanti parametri biogeochimici come il carbonio organico, utile a stimare la capacità delle piante di sequestrare il carbonio nel suolo, incrementando la sostanza organica; la respirazione microbica (necessaria a determinare la vitalità biologica del microbioma); la conducibilità elettrica, essenziale per monitorare lo stato di salinizzazione.
I primi dati scientifici già validati certificano una straordinaria capacità delle varietà testate dall’ente consorziale (“Atriplex halimus”, “Beta maritima”, “Salicornia europaea” e “Suaeda maritima”) di ottimizzare le risorse idriche, mantenendo un'elevata efficienza fotosintetica e riducendo al minimo l’evapotraspirazione. Le piante sono state coltivate in condizioni di aridocoltura, vale a dire in totale assenza d’irrigazione artificiale, valorizzando suoli complessi, che normalmente verrebbero abbandonati.
Eccezionali sono gli indicatori sul fronte dei consumi idrici: per produrre 1 chilo di questi ortaggi alternativi sono bastati infatti da un minimo di 6 ad un massimo di 41 litri di sola acqua piovana (i tradizionali ortaggi a foglia, come le insalate, richiedono tra i 238 ed i 384 litri per chilogrammo), praticamente azzerando le impronte idriche.
Le frazioni vegetali delle piante, comprendenti l'apparato fogliare e radicale, sono state invece inviate all'istituto ELGO-Dimitra (Hellenic Agricultural Organization) in Grecia per calcolare la sostenibilità economica e le opportunità di valorizzazione commerciale della biomassa in un'ottica di economia circolare. Tali indagini sono focalizzate sulla caratterizzazione organolettica e sullo studio delle proprietà intrinseche del materiale vegetale, al fine di validarne l'idoneità per diversi mercati industriali.
I dati nutrizionali indicano già un contenuto di fibra alimentare e micronutrienti competitivo con le verdure tradizionali per l’alimentazione umana, ma si profilano interessanti applicazioni anche nell'industria cosmetica (composti bioattivi ed antiossidanti naturali) e nel settore farmaceutico (molecole di interesse terapeutico o fitoterapico).
“I risultati preliminari raccolti nei siti pilota dell’ente consorziale padovano dimostrano concretamente la fattibilità di un'agricoltura sostenibile, competitiva e resiliente anche in territori svantaggiati – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Queste specie vegetali rappresentano un’innovativa risorsa strategica per la valorizzazione dei suoli marginali e per la tutela dell’acqua, muovendosi in linea con le direttive dell'Unione Europea.”

                                                                                                

VENETO
PROGETTO AGROAMBIENTALE FA RISCOPRIRE GEOMETRIE ANTICHE

Un meleto scandito da geometrie dei muretti a secco dal fascino antico: un'architettura edilizia dell’antica Roma prende vita nelle campagne del Graticolato Romano, tra Padova e Venezia.
L'intervento nasce grazie al Progetto Collettivo Agroambientale, coordinato dal Consorzio di bonifica Acque Risorgive (con sede a Venezia Mestre) e che ha permesso all’azienda agricola Barduca di arricchire il proprio podere con un’opera di sicuro pregio paesaggistico, ambientale e rurale a Borgoricco. Il frutteto, che richiama i giardini antichi, è strutturato su 180 metri quadrati, delimitati ed attraversati da muretti a secco, che si estendono su più file e garantiscono un rifugio ideale per la fauna di campagna, contribuendo a ripristinare un equilibrio ecologico, in cui ogni organismo (invertebrati, anfibi, rettili, insetti) svolge una funzione precisa, mentre 18 nidi per uccelli sono stati dislocati in altri spazi aziendali.
Questa combinazione ne fa una risorsa concreta anche sul piano educativo ed impiegata dalle scuole locali per percorsi didattici in campo.
L'iniziativa rientra nel più ampio progetto collettivo, sostenuto dal Complemento di Sviluppo Rurale (CSR) 2023-2027 della Regione Veneto: con un finanziamento complessivo di 572.871 euro, il piano ha consentito di realizzare 28 interventi ad alto valore ecologico, guidati e coordinati da “Acque Risorgive” in 13 aziende agricole, distribuite tra le province di Venezia, Padova e Treviso.


LAZIO
SINERGIA E COLLABORAZIONE TRA STRUTTURE CONSORTILI

Nel quadro delle attività di rilancio, che ANBI Lazio da tempo sta portando avanti, è stata concretizzata un’importante collaborazione tra il Consorzio di bonifica Conca di Sora (con sede nell’omonimo comune del Frusinate) e quello Litorale Nord (con sede a Roma). Nello specifico, attraverso un’apposita convenzione, l’ente consortile capitolino, che risulta iscritto nell’elenco A.N.A.C. (Autorità Nazionale Anti Corruzione) delle stazioni appaltanti qualificate, nella fascia denominata SF1, è divenuto stazio ne appaltante per conto dell’ente consorziale di Sora.
Il lavoro in questione riguarda un progetto esecutivo per un intervento per complessivi € 5.326.315,00 ,che permetteranno, grazie alla copertura finanziaria del M.A.S.A.F. (Ministero Agricoltura Sovranità Alimentare Foreste), la fornitura e messa in opera di apparecchiature idrauliche telecontrollate per il risparmio idrico nei comprensori del fiume Liri.
Si tratta di un primo stralcio funzionale su una superficie di oltre duemila ettari nelle zone di Valfrancesca, Sora, Felci e Pianura di Castelliri, Granciara. Previsti la sostituzione dei gruppi di consegna comiziali con nuovi apparati più moderni e, tra le altre attività, la sostituzione dei motori presso la stazione di sollevamento di Valfrancesca. Si tratta di una concreta e tangibile dimostrazione di come applicare i più seri principi in materia di aggregazione e centralizzazione delle committenze qualificate, senza ricorrere ad altre strutture di diversa natura, spesso molto onerose.


PIEMONTE
IN SCENA CANALE CAVOUR A 15 ANNI DALLA PRIMA

L’Associazione Irrigazione Ovest Sesia (con sede a Vercelli) e l’Associazione Irrigazione Est Sesia hanno riproposto al teatro Faraggiana di Novara (città, dove ha sede l’AIES) lo spettacolo teatrale “Canale Cavour – Tutto e solo di braccia e di badile”, per l’interpretazione di Lucilla Giagnoni.
Nel 2011, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, A.I.O.S. si fece impresario teatrale e alles
questa cronaca drammaturgica, prendendo le mosse dal pamphlet di Antonio Rossi, teso a rivendicare i meriti del padre, Francesco, nel concepire la grande asta irrigua.
Da qui si snoda un racconto idraulico, una leggenda edile, una storia di uomini e di acque, che non si è più interro
tta.


AGENDA

Il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, interverrà nel pomeriggio di lunedì 21 settembre p.v., all’inaugurazione del grande impianto Cavaliera, realizzato dal Consorzio di bonifica Burana (con sede a Modena) in località Malcantone di Stellata di Bondeno, nel Ferrarese; il DG ANBI sarà inoltre protagonista di un appuntamento nell’ambito del Festival del Pensiero Contemporaneo, in calendario nel pomeriggio di sabato 26 settembre, in Palazzo Gotico, a Piacenza. 

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
Sito internet: anbi.it - eMail: anbimail@tin.it

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