Anno XXVIII, n. 26 venerdì, 3 luglio 2026

ANBI CHIEDE LA CONVOCAZIONE DELLA CABINA DI REGIA PER IL PO

VINCENZI: “NON DOBBIAMO RIPETERE L’ERRORE DEL 2022: NON BASTA QUALCHE TEMPORALE PER RIEQULIBRARE L’ECOSISTEMA”

Il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, a nome dell’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue, ha inviato richiesta di convocazione della cabina di regia per il bacino del fiume Po al Commissario Straordinario Emergenza Idrica, Fabio Ciciliano (anche Capo Dipartimento Protezione Civile nazionale), nonché ai Segretari Generali Autorità di bacino distrettuale interessate (“Fiume Po” ed “Alpi Orientali”).
“Non possiamo ripetere l’errore del 2022, quando bastò qualche temporale a cancellare l’emergenza siccità dall’agenda politica – ha ricordato Vincenzi - Non bastano, infatti, pochi eventi meteo, peraltro violenti e forieri di danni, per far ritenere superata una grave insufficienza idrica, che sta penalizzando la più importante area per l’agroalimentare italiano.”
“E’ soprattutto in questi momenti, ma non solo, che emerge la necessità di un tavolo di concertazione per evitare che ad essere penalizzati siano soprattutto i territori a valle del fiume come si sta registrando per il Delta polesano, ormai contaminato per decine di chilometri dalla risalita del cuneo salino – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Superare gli egoismi è una necessità di coesione sociale.”
La richiesta ANBI è in linea con il Presidente del Veneto, Alberto Stefani che, dopo aver firmato lo stato d’emergenza regionale, a seguito delle anomale condizioni idrologiche e idrauliche riscontrate sul territorio in particolare polesano, ha chiesto la convocazione urgente dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici nel Distretto idrografico fiume Po, al fine di rivalutare il grado di severità idrica e le ulteriori misure da attuare per il contenimento della crisi idrica. La decisione è stata assunta alla luce della verificata presenza di insufficienti precipitazioni (finora l’intero anno idrologico presenta un deficit di -28%, pari a quasi 2,4 miliardi di metri cubi d’acqua) con le portate dei maggiori fiumi veneti sensibilmente e costantemente inferiori alle medie storiche: Piave, Brenta e Po -23%; Adige -21%; in sensibile discesa è anche il livello del lago di Garda. Nell’ordinanza, il Presidente Regione Veneto individua anche alcune azioni necessarie a fronteggiare la situazione di carenza idrica, ottimizzando l’uso delle risorse anche attraverso il “miglior consiglio irriguo” (“Irriframe” è il sistema esperto ANBI).
"Le precipitazioni registrate nelle scorse ore rappresentano un sollievo momentaneo, ma non possono essere considerate la soluzione del problema – ha dichiarato il Presidente Coldiretti Veneto, Carlo Salvan - La criticità del Po resta elevata e le portate continuano ad essere insufficienti a garantire un equilibrio del sistema. Servono interventi strutturali ed una gestione condivisa della risorsa acqua: è quanto abbiamo chiesto in un recente incontro al Commissario Straordinario Emergenza Idrica, Ciciliano, che auspichiamo venga investito dei poteri e delle risorse necessarie anche per dare il via ai progetti dei Consorzi di bonifica. L'emergenza idrica – conclude Salvan – deve fare accelerare la realizzazione di infrastrutture necessarie ad aumentare la capacità di trattenere l'acqua sul territorio, a partire dal Piano Invasi Multifunzionali.”
“I Consorzi di bonifica ed irrigazione  non vogliono, nè possono ridursi a semplici notai della crisi idrica; chiediamo alle Istituzioni di supportarci con risorse adeguate ed una burocrazia più veloce” - ha spiegato il Presidente ANBI Veneto, Alex Vantini – Nella nostra regione, i fatti parlano chiaro: in 10 anni, abbiamo tradotto finanziamenti pubblici per oltre quattrocento milioni di euro  in opere per lo stoccaggio della risorsa idrica e per l’efficientamento irriguo Laddove il territorio è stato dotato di infrastrutture, aumenta la capacità di far fronte al cambiamento climatico.”
Il Direttore ANBI Veneto, Silvio Parizzi, ha concluso, rifacendosi al messaggio dell’Assemblea ANBI appena svoltasi a Roma: “Gli eventi estremi saranno sempre più frequenti; è necessario che la crisi climatica e l'urgenza di adattare i territori ai nuovi scenari vengano poste ai vertici assoluti dell'agenda pubblica.”


A ROMA CONCLUSA ASSEMBLEA NAZIONALE CONSORZI BONIFICA ED IRRIGAZIONE

VINCENZI: “SE IN ITALIA I SOLDI SI TROVANO SOLO PER LE EMERGENZE C’E’ UN PROBLEMA. METTIAMO A SERVIZIO DEL PAESE IL NOSTRO KNOW HOW E LA NOSTRA PASSIONE”

GLI INTERVENTI DI FOTI, LOLLOBRIGIDA, GARGANO

“Mettiamo a servizio del Paese il nostro know how e la nostra passione; chiediamo di  collaborare  con tutti soggetti deputati alla programmazione territoriale”: è con queste parole che il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, ha concluso la seconda giornata dell’Assemblea nazionale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione,  cui sono intervenuti anche i Ministri, Tommaso Foti (Affari Europei, PNRR, Politiche di Coesione) e Francesco Lollobrigida (Agricoltura, Sovranità Alimentare, Foreste); tema 2026: “L’acqua è strategia: Il modello italiano per la sicurezza, la crescita e la pace”.
“I Consorzi di bonifica si confermano un punto di riferimento decisivo per la messa a terra del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, grazie a 258 interventi già conclusi e rendicontati per un investimento complessivo di 5,4 miliardi di euro – ha dichiarato Foti - Oggi l’acqua non è più soltanto un tema di interesse ambientale, ma rappresenta un asset strategico per traguardare gli obbiettivi europei del 2030, che prevedono un incremento del 10% nella resilienza complessiva della UE: traguardi che, senza un’adeguata attenzione al settore idrico, sarebbero difficilmente raggiungibili. Nell'ambito della Politica di Coesione per la programmazione 2021-2027, in linea con le indicazioni della Commissione Europea che individua, nella resilienza idrica, un pilastro per il futuro, l’Italia ha innalzato, a 2,4 miliardi di euro, l’impegno per la progettazione, l’attuazione e la rendicontazione di interventi da completare entro il 2029. Al momento - ha reso noto il Ministro -  sono prenotati solo 400 milioni di euro per 180 interventi: esistono quindi ancora ampi margini per presentare nuovi progetti cantierabili in tempi rapidi. A fronte di questi numeri, emerge la necessità di superare la retorica di un ambientalismo ideologico, che si oppone alle infrastrutture necessarie come le dighe; tra le priorità operative vi è inoltre la pulizia dei fondali degli invasi, i cui sedimenti non devono più essere considerati rifiuti speciali e quindi complicati da smaltire, bensì risorse da valorizzare nell'ottica dell'economia circolare. La strada da percorrere è ancora lunga. Per vincere la sfida sarà decisivo rafforzare la cooperazione istituzionale, superando l'attuale frammentazione delle competenze, uno dei mali storici del settore, attraverso una sinergia efficace tra Stato centrale, Regioni, enti locali, Consorzi di bonifica e soprintendenze. Solo così – ha concluso Foti - la risorsa idrica potrà essere tutelata e resa pienamente disponibile per tutti i suoi utilizzi: agricolo, industriale e civile.”
“L’acqua è indispensabile per l’agricoltura, l’agricoltura è centrale per la tutela dell’ambiente e l’ambiente è determinante per la gestione del clima – ha affermato il Ministro, Francesco Lollobrigida -  Come Governo abbiamo voluto restituire una visione strategica a questo tema, seguendo il modello virtuoso dei Consorzi di bonifica, che riescono ad individuare i bisogni dei territori, programmare gli interventi, progettare ed attuare opere prioritarie per il Paese ed il futuro delle prossime generazioni. Per fronteggiare l’emergenza idrica e superare la storica sovrapposizione delle competenze, che non seguendo i confini naturali dei bacini idrici ha generato disfunzioni e blocchi amministrativi, abbiamo istituito una Cabina di Regia interministeriale. Dei 253 progetti strategici presentati dai Consorzi di bonifica, ben 108 fanno capo direttamente al Ministero dell’Agricoltura. Attualmente – ha ricordato Lollobrigida- in Italia viene trattenuto appena l’11% dell’acqua piovana; è evidente la necessità di intervenire con soluzioni e strumenti strutturali. Già oggi, attraverso la pulizia dei fondali delle dighe, potremmo incrementare del 30% la disponibilità d'acqua. La Cabina di Regia sta lavorando prioritariamente su questo.”
“L’Italia ha bisogno delle aree interne, dove vivono 13 milioni di persone, che non devono essere certo un peso, ma una risorsa per il Paese – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Se non vogliamo pensare ad un reddito di restanza, dobbiamo però garantire loro servizi indispensabili, come la disponibilità d’acqua, perché la manutenzione del territorio nasce a monte e possiamo già annunciare che stiamo lavorando ad un accordo con le Università per specifici corsi indirizzati a tali aree.”
Alla giornata finale dell’Assemblea nazionale dei Consorzi di bonifica ed Irrigazione sono intervenuti anche Ettore Prandini, Presidente Coldiretti; Cristiano Fini, Presidente CIA; Luigi D’Eramo, Sottosegretario Ministero Agricoltura; Giorgio Salvitti, Consigliere Ministro Lollobrigida; Stefania Proietti, Presidente Regione Umbria; Piero Comnadini, Presidente Consiglio Regionale Sardegna; Giuseppe Romano, Capo Dipartimento per il Sud presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
“Se i soldi saltano fuori solo in emergenza, c’è un problema – ha infine affermato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – Il Piano Invasi Multifunzionali è un’esigenza del Paese di fronte alla crisi climatica, che mina il futuro dell’agricoltura e delle aree interne. Per questo dobbiamo rilanciare le nostre proposte come un mantra, perché prevenire fa anche risparmiare. La disponibilità d’acqua deve essere una priorità per il Paese e dobbiamo accelerare sulle tempistiche, perché non possiamo aspettare fino a 15 anni per vedere realizzata un’opera. Il Piano Idrico Nazionale rappresenta un passo avanti nella programmazione, cui però bisogna dare ora concretezza, garantendo tempi certi per le risorse. Con il PNRR – ha concluso Vincenzi - abbiamo dimostrato di saper rispettare gli stringenti cronoprogrammi europei, sapremo fare altrettanto con i Fondi per la Coesione.”


                                                                                                                     

ASSEMBLEA NAZIONALE CONSORZI DI BONIFICA ED IRRIGAZIONE

FRANCESCO VINCENZI: “NON E’ POSSIBILE ASPETTARE SETTE ANNI PER CANTIERARE UN’OPERA!”

“Manca la prevenzione. Tutte le volte che finisce un’emergenza saltano fuori le risorse, ma abbiamo oltre 250 progetti cantierabili: perché le risorse non ci sono?”: a chiederselo è stato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, durante il confronto con Vincenzo Gesmundo, Segretario Generale Coldiretti, coordinato dal Direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, a conclusione della prima giornata di lavori dell’Assemblea nazionale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione.
“Noi dobbiamo farlo capire alla politica — ha proseguito Vincenzi — È un problema di risorse, ma anche di tempi: ci vogliono sette anni per cantierare un’opera, questo non è possibile!”
Infine, un appello: “Dobbiamo capire quali sono le priorità di questo Paese. Siamo un Paese immaturo o maturo? Dobbiamo individuare, anche come cittadini, quali sono le priorità e la politica non deve chiudersi nelle stanze, senza ascoltare. Non abbiamo l’acqua per i rubinetti e per abbeverare gli animali, ma c’è per riempire le autobotti. Questo modello non è più possibile.”


ASSEMBLEA NAZIONALE CONSORZI BONIFICA ED IRRIGAZIONE

MASSIMO GARGANO: “INNOVAZIONE CHE PROTEGGE E PRODUCE”

L'agricoltura italiana è chiamata ad affrontare una delle più profonde trasformazioni della propria storia recente. L'intensificarsi degli effetti del cambiamento climatico, l'alternanza tra siccità prolungate ed eventi pluviometrici estremi, la crescente pressione sulle risorse naturali e la necessità di garantire produzioni alimentari sicure e di qualità impongono nuove capacità d’adattamento, nonchè nuove modalità di gestione del territorio e dell'acqua.
“In questo scenario, innovazione, ricerca ed infrastrutture non rappresentano semplicemente fattori di modernizzazione, ma strumenti indispensabili per rafforzare la resilienza dei territori, aumentare l'efficienza nell'utilizzo delle risorse e garantire la competitività del sistema agroalimentare nazionale; serve però un quadro normativo, capace di accompagnare la realizzazione degli interventi, valorizzare le competenze presenti sui territori, accelerare la trasformazione delle progettualità in opere” ha affermato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, intervenuto all’Assemblea nazionale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione.
La sicurezza idrica costituisce una delle principali condizioni per lo sviluppo dell'agricoltura, la tutela dell'ambiente e la sicurezza delle comunità. All'interno di questo percorso, il sistema dei Consorzi di bonifica ed irrigazione rappresenta una delle principali reti territoriali per l'applicazione concreta dell'innovazione, degli investimenti infrastrutturali ed un ambito necessario di ricerca e sperimentazione. Attraverso la gestione di oltre duecentotrentunmila chilometri di canali e condotte, circa ventitremila opere idrauliche e più di tremila impianti idrovori e di sollevamento, tali enti consortili operano quotidianamente per coniugare sicurezza territoriale, gestione della risorsa idrica, efficienza irrigua e sostenibilità ambientale.
“In collaborazione con con Almaviva Bluebit stiamo sperimentando la digitalizzazione della rete idraulica del Paese per trasformarla in pensante e parlante” ha annunciato il DG ANBI.
Negli ultimi anni il sistema consorziale ha dimostrato una significativa capacità progettuale e realizzativa. I Consorzi di bonifica sono infatti soggetti attuatori di 258 interventi finanziati nell'ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per un valore complessivo di circa 1,6 miliardi di euro, contribuendo al raggiungimento degli obbiettivi europei di efficientamento delle reti irrigue, contenimento delle perdite, risparmio della risorsa idrica e produzione di energia rinnovabile con riduzione dei consumi energetici da fonti fossili.
A ciò si aggiunge la risposta fornita nell'ambito dell'ultima finestra del P.N.I.I.S.S.I. (Piano Nazionale Interventi Infrastrutturali e Sicurezza Settore Idrico), che ha visto la presentazione di progetti per 7,3 miliardi di euro, in larga parte dotati di livelli avanzati di progettazione ed immediatamente cantierabili. La crescente frequenza degli eventi estremi conferma, inoltre, come la sicurezza dei territori non possa essere affidata esclusivamente alla gestione dell'emergenza. La manutenzione delle infrastrutture idrauliche, la programmazione degli interventi e gli investimenti nella prevenzione rappresentano strumenti essenziali per ridurre l'esposizione al rischio e rafforzare la resilienza delle comunità.
“Per questo – ha aggiunto Gargano - insieme al C.N.E.L. (Consiglio Nazionale Economia Lavoro), è stata presentata una proposta di legge, attualmente in iter parlamentare, per definire la possibilità delle Regioni di stabilire convenzioni con i Consorzi bonifica per la manutenzione della rete fluviale, così come già avviene in alcune situazioni.”
L'innovazione nel settore idrico e irriguo non si esaurisce nella realizzazione di nuove opere infrastrutturali ed impianti irrigui: essa comprende anche l'impiego di sistemi di telecontrollo, sensoristica avanzata, modellistica previsionale, supporto satellitare, intelligenza artificiale e strumenti digitali in grado di migliorare la conoscenza dei territori e la gestione della risorsa. La crescente disponibilità di dati, capacità di calcolo e tecnologie avanzate consente di sviluppare modelli decisionali sempre più efficaci per l'anticipazione dei fenomeni, l'ottimizzazione della distribuzione della risorsa, la riduzione dei consumi e l'adattamento ai cambiamenti climatici.
Per affrontare le sfide future sarà necessario proseguire lungo un percorso che integri investimenti infrastrutturali, innovazione tecnologica e ricerca applicata. In particolare, risultano strategici il potenziamento della capacità d’accumulo delle risorse idriche, la modernizzazione delle reti di distribuzione, il riuso delle acque depurate, la digitalizzazione dei sistemi di gestione, il rafforzamento delle sinergie tra istituzioni, ricerca, imprese e territori. In questa prospettiva, l'esperienza maturata dal sistema dei Consorzi di bonifica ed irrigazione dimostra come questo processo di modernizzazione possa rappresentare non soltanto un fattore di efficienza, ma uno strumento concreto di protezione dei territori, sostegno alla competitività delle produzioni agricole e della filiera agroalimentare, costruzione di nuove opportunità di sviluppo sostenibile per il Paese.


SOTTOSCRITTO PROTOCOLLO D’INTESA PER MIGLIORARE COLLABORAZIONE ISTITUZIONALE A SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO

A FIRMARLO PROTEZIONE CIVILE, ANBI ED AUTORITA’ DI DISTRETTO

E’ stata l’Assemblea nazionale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, svoltasi a Roma, a fare da cornice alla firma  del Protocollo d’ Intesa fra Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ANBI,  Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale, Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale con l’obbiettivo di rafforzare il raccordo tra pianificazione di bacino, presidio territoriale, monitoraggio, adattamento climatico e pianificazione di protezione civile in caso di severità idrica o rischio idraulico da frana e costiero.
L’intesa è finalizzata a promuovere una collaborazione stabile anche al fine di supportare le attività di Regioni, Comuni, Centri funzionali, Consorzi di bonifica ed altri soggetti del Servizio nazionale della protezione civile; per questo è previsto lo sviluppo di modalità condivise di scambio dati e interoperabilità. Tale collaborazione apporterà un supporto conoscitivo all’aggiornamento della pianificazione di protezione civile, grazie anche a mappatura e valutazione post-evento delle caratteristiche e degli effetti di alluvioni, frane ed eventi costieri; tali considerazioni saranno supporto all’eventuale individuazione di aree da sottoporre ad approfondimento, perimetrazione o revisione pianificatoria, nel rispetto delle competenze delle amministrazioni e degli enti competenti.
D’intesa con gli enti territoriali e le amministrazioni centrali potranno essere realizzati studi idrologici, idraulici, geomorfologici, geotecnici o costieri; simulazioni di scenario ed analisi territoriali; analisi di potenziali criticità idrauliche; elaborazioni da dati satellitari, aerofotogrammetrici o da osservazione della Terra; sviluppo di servizi digitali, WebGIS, gemelli digitali distrettuali, applicazioni di intelligenza artificiale, dashboard o strumenti interoperabili di supporto alle decisioni.
Per fare ciò è istituito un Gruppo di lavoro, che potrà, fra l’altro, individuare eventuali casi pilota o attività sperimentali.  Il Protocollo si applicherà, in via prioritaria, ai territori ricadenti nei distretti idrografici dell’Appennino Centrale e dell’Appennino Settentrionale, ma è aperto all’adesione di altre Autorità di bacino distrettuali. A sottoscriverlo nella Capitale sono stati Fabio Ciciliano (Capo Dipartimento Protezione Civile), Francesco Vincenzi (Presidente ANBI), Marco Casini (Segretario Generale Autorità Bacino Distrettuale Appennino Centrale), Gaia Checcucci (Segretario Autorità Bacino Distrettuale Appennino Settentrionale).


ANBI E DIPARTIMENTO PER IL SUD: FIRMATO PROTOCOLLO D’INTESA ZES UNICA

L’ANBI ed il Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa per avviare una collaborazione istituzionale nell’ambito della strategia di sviluppo della ZES Unica, la Zona Economica Speciale, che dalla Sardegna alla Puglia, passando per le Marche e l’Umbria, sostiene gli investimenti, grazie a credito d’imposta e procedure semplificate.
Si tratta di un importante riconoscimento per il sistema dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, che gestiscono oltre diciannove milioni di ettari, pari al 64% del territorio italiano, attraverso una rete infrastrutturale fatta di canali, impianti idrovori, invasi e reti irrigue collettive. Nelle regioni della ZES Unica, gli enti consortili rappresentano già oggi un presidio decisivo per la competitività delle filiere agroalimentari e per l’adattamento ai cambiamenti climatici, in piena coerenza con le traiettorie di sviluppo del Piano strategico della Zona Economica Speciale.
“Il nostro sistema gestisce le infrastrutture idriche, che sostengono l’agroalimentare e l’agroindustria: metterle in dialogo con la strategia della ZES Unica significa costruire insieme le condizioni per uno sviluppo più coeso dei territori” ha spiegato il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano.
“Piani strategici di filiera e concreta semplificazione burocratica sono i primi due interventi, cha abbiamo messo in campo: dal 1° marzo 2024 ad oggi sono state rilasciate ben 1.500 autorizzazioni uniche, equivalenti a 58 miliardi di euro in investimenti e 65.000 posti di lavoro” ha aggiunto Giuseppe Romano, Capo Dipartimento per il Sud Presidenza Consiglio dei Ministri.
Il Protocollo apre così un percorso di lavoro condiviso per scambiarsi dati, conoscenze e buone pratiche, confrontarsi nei tavoli tecnici, mappare insieme le aree di interesse consortile sul territorio. Si tratta di un confronto strutturato, finalizzato al riconoscimento dei Consorzi di bonifica ed irrigazione quali beneficiari delle agevolazioni ZES.
“I nostri enti consorziali sono già protagonisti dello sviluppo e custodi di un patrimonio infrastrutturale, che garantisce sicurezza idrica e sostegno alle filiere produttive. Avviare un dialogo strutturato con il Dipartimento per il Sud ci permette di mettere questa esperienza al servizio di una crescita più equilibrata. È un primo, importante passo, che intendiamo costruire insieme con continuità” ha affermato il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi.
ANBI designerà 2 propri rappresentanti nei tavoli istituiti dal Dipartimento per il Sud; il Protocollo, della durata di 3 anni, costituisce il primo passo per un percorso di collaborazione destinato a consolidarsi nel tempo.


ANBI HA RINNOVATO LO STATUTO: UN DOCUMENTO PER IL TERZO MILLENNIO

In apertura dell’Assemblea ANBI, i rappresentanti dei 141 enti consortili aderenti hanno approvato la revisione di alcuni articoli-chiave dello Statuto associativo, dando vita a un documento aggiornato nella terminologia e nella visione strategica.
Il testo è stato rielaborato per incorporare concetti oggi centrali nell’azione consortile: la gestione sostenibile e integrata delle risorse idriche, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la mitigazione del rischio idrogeologico, l’uso circolare dell’acqua, le soluzioni basate sulla natura (Nature-based Solutions), la transizione ecologica e digitale, la biodiversità e la resilienza territoriale.
La revisione amplia il perimetro d’azione di ANBI, rafforzando la presenza nelle sedi europee ed internazionali, promuovendo la formazione professionale, la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica, introducendo esplicitamente valori quali la parità di genere, la trasparenza, l’integrità e la responsabilità sociale.
“Il nuovo testo conferma e consolida i Consorzi di bonifica ed irrigazione come rete strategica nazionale nella lotta alla siccità, alla desertificazione, alla subsidenza ed all’erosione costiera, valorizzando ancor più il ruolo degli agricoltori quali custodi del paesaggio e protagonisti nella cura del territorio: un riconoscimento, che proietta il sistema consortile al centro delle politiche ambientali, idriche e di sviluppo rurale degli anni futuri” ha sottolineato il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi.
“Una riforma necessaria – ha aggiunto il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano - Lo Statuto del Terzo Millennio è un atto fondativo rinnovato, capace di rispecchiare il ruolo e l’assunzione di responsabilità attuale e futura dei Consorzi di bonifica ed irrigazione italiani.”


LA CRISI CLIMATICA METTE A RISCHIO I TERRITORI PENALIZZA L’AGRICOLTURA E SOLLECITA INTERVENTI INFRASTRUTTURALI

L’ESEMPIO DELLA BARBABIETOLA: IRRIGAZIONE INTELLIGENTE PER TUTELARE UNA FILIERA TUTTA ITALIANA ED IL REDDITO DEGLI AGRICOLTORI

UNA RICERCA ANBI – COPROB ITALIA ZUCCHERI EVIDENZIA L’URGENZA DI PIANO INVASI ED EFFICIENTAMENTO RETE IDRAULICA

Il mutamento repentino del clima, caratterizzato dall’incremento delle temperature e dall’estremizzazione degli eventi meteo (di fronte a forti rovesci o grandinate, un terreno inaridito aumenta il rischio idrogeologico, che già interessa circa il 94% dei comuni italiani) condiziona ormai in maniera determinante sia l’andamento stagionale del comparto agricolo (in Italia, 4 miliardi di danni all’anno nello scorso triennio), sia le pratiche agronomiche. In questo scenario complesso diventa imprescindibile un’adeguata pratica irrigua e per questo Coprob Italia Zuccheri (unico produttore nazionale di zucchero italiano al 100%) ed ANBI (attraverso il centro sperimentale “Acqua Campus” di Budrio) hanno svolto una sperimentazione triennale, unica nel suo genere e dedicata interamente alla barbabietola da zucchero.
L’irrigazione di tale coltura, infatti, nell’areale della pianura Padana non era mai stata finora un’indispensabile pratica agronomica, ma la ricerca adesso certifica che può elevare la produzione sia delle radici che della percentuale di saccarosio.
“Il risultato ottenuto è significativo e conferma che, nel contesto della crisi climatica, l'irrigazione assume un ruolo strategico, contribuendo a migliorare la quantità e la qualità delle produzioni agrarie, garantendone la continuità anche in annate siccitose” ha spiegato Claudio Gandolfi, Docente Ordinario di idraulica agraria Università Statale Milano.
“Gli effetti dei cambiamenti climatici hanno un’incidenza diretta sulle colture, influenzando produttività e sostenibilità economica del settore agricolo” ha dichiarato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
“ANBI non solo accompagna i Consorzi di bonifica in un percorso d’innovazione, ma mette a disposizione dell’impresa conoscenze e metodologie concrete, che consentono il miglior impiego dell’acqua – ha evidenziato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – Tale sforzo deve, però, essere affiancato da indispensabili interventi infrastrutturali, finalizzati ad aumentare le disponibilità idriche sui territori: i progetti del Piano Invasi Multifunzionali, proposto con Coldiretti e di quello per l’efficientamento delle opere idrauliche esistenti sono a disposizione del Paese.”
Gli studi svolti per Coprob Italia Zuccheri sono un essenziale contributo per la resilienza di una coltura storica e da tutelare nel panorama nazionale.
“La bietola non rappresenta soltanto una fonte di reddito, ma è una coltura da rinnovo fondamentale per la fertilità dei terreni e per la sostenibilità delle aziende agricole – ha aggiunto Luigi Maccaferri, Presidente Coprob Italia Zuccheri – La collaborazione con ANBI e Consorzio di 2° grado C.E.R.-Canale Emiliano Romagnolo nasce dall’esigenza di investire in ricerca per consentire alla barbabietola da zucchero di essere maggiormente resiliente alla luce dei cambiamenti climatici e per renderla più redditizia per l’agricoltore. Gli aiuti pubblici sono indispensabili per accompagnare la transizione, ma devono servire a costruire una stabile filiera dello zucchero 100% italiano, fondata su contratti equi, remunerazione adeguata agli agricoltori, reciprocità delle regole ed innovazione.”
I risultati del progetto sperimentale “Innovazione irrigua nella barbabietola a sostegno della resa” sono stati illustrati a Minerbio, nel Bolognese.
“Questa sperimentazione dimostra come l’innovazione possa tradursi in risposte concrete per una filiera bieticolo-saccarifera, strategica per la nostra economia agricola e per il Paese – ha dichiarato Alessio Mammi, Assessore Agricoltura Emilia-Romagna – Come Regione sosteniamo convintamente percorsi come le attività svolte nell’ambito di Acqua Campus, oggi punto di riferimento internazionale per il trasferimento delle innovazioni in agricoltura. Crediamo infatti che sia fondamentale rendere le conoscenze e le tecnologie sviluppate dalla ricerca concretamente accessibili agli agricoltori: è questa la direzione, che dobbiamo continuare a seguire.”
I risultati del triennio sperimentale 2023-2025, condotto nell’Area Ricerche “Acqua Campus” da Consorzio C.E.R. (con sede a Bologna) e COPROB - Italia Zuccheri, confermano che la gestione della risorsa idrica non è solo una misura per affrontare la siccità, ma un indispensabile investimento strategico. Il confronto tra annate profondamente diverse ha evidenziato le necessità di un approccio flessibile: in quelle caratterizzate da elevata piovosità, come il 2023, la coltura può fare a meno di interventi irrigui, mentre tale pratica diventa indispensabile nei periodi siccitosi. In tali condizioni, le aree irrigate ottengono una Produzione Lorda Vendibile, decisamente superiore, utilizzando sistemi “a goccia”, che si confermano i più performanti per questa coltura. La sperimentazione indica inoltre l'irrigazione “di soccorso” come un eccellente “compromesso” per l’imprenditore agricolo, proteggendo la coltura e stabilizzando i margini di profitto, senza sopportare gli oneri di sistemi irrigui più strutturati. Grazie all'integrazione di modelli previsionali avanzati (il sistema di consiglio irriguo “Irriframe”, voluto da ANBI e Consorzio C.E.R. od il monitoraggio satellitare NDVI - Normalized Difference Vegetation Index), è oggi possibile ottimizzare l’uso della risorsa idrica per garantire elevati standard qualitativi in ogni annata. I dati del 2025, ottenuti grazie alle nuove strategie di gestione idrico-nutritiva, offrono risposte concrete al comparto bieticolo per una sempre più solida  sostenibilità economica ed ambientale.
“L'acqua non è più soltanto una risorsa naturale: è una vera infrastruttura strategica per il futuro dell'agricoltura italiana – ha concluso Francesco Battistoni, Vicepresidente Commissione Ambiente Camera Deputati – La collaborazione tra Coprob, Consorzio C.E.R. ed ANBI rappresenta un modello virtuoso di come sostenibilità ambientale e competitività agricola possano crescere insieme. Difendere la filiera dello zucchero 100% italiano significa investire nel lavoro, nel territorio e nella sovranità alimentare del nostro Paese.”


TRENTINO ALTO ADIGE

NUOVA SINERGIA

A seguire l’assemblea generale ordinaria di COMIFO, Federazione Provinciale Consorzi Irrigui e Miglioramento Fondiario, svoltasi a Trento, si è quest’anno proposto un “salotto”, cui è intervenuto anche il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi.
A fronte di una comprovata e sempre più frequente ciclicità nel manifestarsi degli eventi di stress idrico sul suolo nazionale, è oggettivo osservare come non si siano ancora attivate progettazioni di sistema, che mirino ad una gestione possibilmente ottimizzata, sinergica ed integrata della risorsa idrica. Certo è che questa sfida, in cui l’agricoltura deve giocare un ruolo cardine, non può contare su fondi agricoli europei che non contemplano investimenti; sarà necessario interloquire con ulteriori “portafogli”, che possano disporre di tali fondi per poter integrare le iniziative che i territori sono chiamati ad iniziare subito.
Nello specifico, Vincenzi ha sottolineato come “abbiamo bisogno di dare concretezza a quelle, che sono le esigenze del Paese, ad iniziare dalla realizzazione del Piano Invasi Multifunzionali, che si propone di mettere in sicurezza i territori non solo dalla siccità, ma più in generale dalle conseguenze della crisi climatica. Il mondo dei Consorzi di bonifica ed irrigazione è pronto a raccogliere la sfida del cambiamento, della programmazione e della progettazione per realizzare un piano nazionale di infrastrutturazione del territorio per fare fronte all’emergenza idrica ed ambientale.
Per questo è fondamentale presidiare il lavoro istituzionale presso l’Unione Europea, al fine di adeguare la Direttiva Quadro Acque alle esigenze nazionali, specie per quanto riguarda il Deflusso Ecologico, che interessa l’intera filiera delle eccellenze italiane e del loro ambiente produttivo.” Per COMIFO Trento tale intervento sprona all’unità di intenti, alla condivisione di strategie ed a collaborazioni estese e trasparenti tra le Istituzioni.


MARCHE

140 MILIONI CONTRO DISSESTO IDROGEOLOGICO

Sono stati presentati, nella Sala dell’Agricoltura di Regione Marche, gli interventi destinati alla messa in sicurezza del territorio marchigiano e alla prevenzione contro il dissesto idrogeologico, grazie ad opere destinate a ridurre il rischio idraulico ed a migliorare la resilienza del territorio di fronte agli eventi meteorologici estremi.
Ad illustrare il piano da 140 milioni di interventi, già realizzati o in fase di progettazione, è stato l’Assessore Regionale Difesa Suolo e Costa, Tiziano Consoli, insieme ai vertici del Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro): insieme hanno tracciato la strategia per la tutela del suolo nei prossimi anni, sottolineando come l’investimento nella prevenzione del dissesto idrogeologico rappresenti una vera e propria leva strategica di sviluppo per le Marche.
E’ stata anche condivisa la necessità di superare la logica dell’emergenza per investire in una programmazione di lungo periodo e che consenta di proteggere cittadini, infrastrutture ed attività economiche, riducendo al tempo stesso i costi derivanti dagli interventi successivi alle calamità; 3 le province interessate (Pesaro, Ancona e Macerata) e ben 12 i comuni: Montecalvo in Foglia in zona Badia, con la cassa di espansione denominata Foglia; Ancona, con gli interventi sulla cassa Manarini in zona Collemarino e la riorganizzazione delle fognature della città; Falconara Marittima e Camerata Picena, con le casse di espansione San Sebastiano e Cannettacci, nonchè gli strategici interventi sui fossi, che insistono intorno all’aeroporto Raffaello Sanzio, le diverse opere sul bacino idrografico dell’Aspio e dei suoi affluenti; Ancona, Osimo, Castelfidardo, Offagna e Camerano, Montecosaro, con il fosso Cunicchio; Macerata e Pollenza, con il fosso Narducci; Morrovalle, con il fosso Bagnolo ed il torrente Trodica.


EMILIA ROMAGNA

CONSERVARE L’ACQUA CHE PIOVE È INDISPENSABILE

Grazie ai fondi del P.N.R.R. (Piano Nazionale Ripresa Resilienza), il Consorzio di bonifica Renana (con sede a Bologna) ha completato un’imponente opera di manutenzione straordinaria dei propri canali e nei nodi idraulici in chiusura del bacino scolante delle acque bolognesi, situati tra Medicina, Molinella, Argenta. Nei canali di bonifica Lorgana, Garda e Menata scolano gran parte delle acque meteoriche della pianura bolognese, che si trova tra i fiumi Reno e Sillaro.
Sono stati riscavati e risezionati questi scoli principali, rimuovendo 330.000 metri cubi di fanghi, che si erano accumulati sul fondo. Così è stata restituita una capacità di accumulo idrico pari a 106 piscine olimpioniche. Lungo questi scoli, oltre ventisette chilometri di sponde sono stati anche stabilizzati e potenziati; questi lavori vengono realizzati, grazie a macchine speciali come le draghe, che lavorano direttamente in alveo oppure escavatori posizionati su pontoni galleggianti e mobili.


TOSCANA

MANUTENZIONI STRAORDINARIE

Sui corsi d’acqua della Valdinievole sono in corso vari interventi di manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza in vista della stagione autunnale: i lavori, finanziati dal Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno (con sede a Pisa), grazie ad un investimento complessivo di 185.000 euro derivanti da economie negli esercizi precedenti, interessano i territori di Pescia, Chiesina Uzzanese , Altopascio, Larciano, Lamporecchio e Monsummano Terme; 3 i corsi d’acqua, oggetto d’intervento: il torrente Bagnolo, il rio Cecina ed il fosso di Montecarlo.
L’intervento rappresenta un’importante azione di prevenzione e tutela idraulica, con benefici che si estendono ben oltre i singoli tratti interessati dai lavori, considerando che molti corsi d’acqua attraversano o delimitano più territori comunali. Particolarmente significativo è l’intervento in corso sul fosso di Montecarlo nei comuni di Pescia, Altopascio e Chiesina Uzzanese: a causa della sua conformazione ha mostrato negli anni una crescente vulnerabilità a causa dell’aumento della pressione antropica e degli eventi meteorologici più intensi, che hanno provocato dissesti di sponda, frane e accumuli di materiale nell’alveo.
I lavori prevedono il ripristino dei dissesti e manutenzione della vegetazione, oltre alla realizzazione di tratti di viabilità arginale funzionali alle attività di vigilanza ed alle future manutenzioni; i lavori continueranno poi verso valle. A questi si aggiungono gli interventi diffusi lungo il rio Cecina ed il torrente Bagnolo, dove verranno effettuate opere di riprofilatura delle scarpate, consolidamento delle arginature, ripristino di frane e rimozione della vegetazione ammalorata o secca. I lavori sono attualmente in corso con conclusione prevista entro l’estate.


FLASHBACK DALL’ASSEMBLEA ANBI 2026

ETTORE PRANDINI PRESIDENTE COLDIRETTI

“L’acqua non è un costo: è un investimento, che genera ritorni economici rapidi per le filiere agricole ed energetiche. I sistemi irrigui a scorrimento non disperdono risorsa: ricaricano le falde e garantiscono acqua potabile ai comuni di pianura. Le criticità ambientali non derivano dall’agricoltura, ma dall’assenza di depuratori nei territori: attribuire colpe al settore primario è una semplificazione, che non aiuta nessuno.
L’agricoltura non “consuma” il 70% dell’acqua: la preleva, la utilizza e la restituisce, mentre una parte sarebbe comunque persa, se non intercettata. Raccontare questi dati è essenziale per costruire politiche basate su evidenze e non su pregiudizi. I Consorzi di bonifica svolgono un ruolo decisivo: gestiscono infrastrutture, informano le comunità e supportano le Istituzioni.
Superare le ideologie ha già evitato errori e può aprire nuove opportunità nei territori interni. Dove l’uomo è stato costretto a lasciare le aree rurali, l’ambiente ha subito danni maggiori. Per questo serve una strategia condivisa che riconosca all’acqua il suo valore reale: una risorsa per tutta la collettività. Gli agricoltori hanno garantito cibo durante il COVID, senza ricevere il giusto riconoscimento e ancora oggi restano l’anello meno remunerato della filiera. Senza reddito adeguato, qualità e sicurezza alimentare non reggono. L’acqua è decisiva: dove manca, la qualità dei prodotti crolla. Investire sull’acqua evita disastri come le alluvioni recenti, che hanno distrutto imprese e comunità. La gestione dei fiumi va fatta con criteri tecnici, non ideologici. I consorzi di bonifica funzionano: le poche criticità vanno isolate, non usate per generalizzare. Serve una strategia che valorizzi agricoltori e consorzi come pilastri della sicurezza del Paese."


CRISTIANO FINI 
PRESIDENTE CIA

"Come sistema Paese dobbiamo fare delle scelte. La prima su tutte: la sicurezza alimentare. Oggi questa sicurezza è minacciata da più fattori e su questo serve un'azione forte italiana ed europea per favorire l'autosufficienza alimentare e non continuare a dipendere dalle importazioni. Dopo una primavera molto piovosa non ci aspettavamo la siccità di questi giorni, segno che la crisi climatica in atto sta mordendo sempre di più. Sappiamo da 30 anni quali sono i problemi e quali le soluzioni, ma tutto quello che ci eravamo detti di fare non è stato fatto e per diverse ragioni: mancata pianificazione, mancate risorse". In questi anni però non siamo rimasti fermi, il PNRR ci ha dato una grande mano, ma è finito: sono state messe in campo risorse per le infrastrutture, ma non sono sufficienti. Occorre pianificare e non affrontare l’emergenza: pianificare significa mettersi in gioco sui territori, ma anche mettere a disposizione tante risorse. L’agricoltura può dare un grande contributo al contrasto della crisi climatica, nonostante sia il settore che più ne paga le conseguenze. Ill settore primario deve avere strumenti: il primo è l’acqua. Il secondo è la disponibilità di piante più resistenti alle condizioni climatiche, che permettano rese produttive superiori e maggiore sostenibilità ambientale. Sostenere l’agricoltura significa sostenere l’ambiente, l’economia e la tenuta sociale del Paese.”


NICOLO’ GHERARDI 
GIUNTA CONFAGRICOLTURA

“La priorità assoluta per l’agricoltura italiana è la disponibilità d’acqua. L’imprevedibilità climatica e la crescente scarsità rendono indispensabile un cambio di passo: servono invasi, grandi e piccoli, opere che il Paese non realizza da quasi un secolo e che oggi diventano decisive per garantire continuità produttiva. Accanto a questo, va valorizzata l’acqua reflua: l’Italia dispone di 9 miliardi di metri cubi che possono diventare una risorsa strategica. L’innovazione è un altro pilastro: sensori, sistemi di irrigazione efficienti, microirrigazione e tecnologie digitali devono guidare scelte imprenditoriali più consapevoli. Non possiamo più permetterci pratiche anacronistiche come l’irrigazione per scorrimento. Serve anche una revisione delle tecniche agronomiche con l’introduzione di pratiche rigenerative e l’aumento della sostanza organica nei suoli, fondamentale per trattenere acqua e migliorare la resilienza dei terreni. Le nuove varietà NGT rappresentano un passo avanti importante, pur senza creare false aspettative: possono gestire meglio la carenza idrica, ma non sostituire l’acqua. Infine, il settore deve cogliere le opportunità legate all’acqua anche in termini di energia rinnovabile, investimenti ed occupazione. Se il Novecento è stato il secolo del petrolio, il XXI secolo è il secolo dell’acqua. Ai giovani imprenditori agricoli dico: il primo investimento è la cultura, la conoscenza, la competenza.”


VINCENZO GESMUNDO 
SEGRETARIO GENERALE COLDIRETTI

“L’acqua è la più grande infrastruttura strategica del nostro Paese. È una risorsa, che genera sviluppo, produce energia, garantisce cibo, tutela il territorio e rappresenta un presidio di pace. Di fronte all’avanzare della siccità e della desertificazione non possiamo più permetterci di rincorrere le emergenze. Servono scelte immediate ed investimenti concreti.
Le priorità sono chiare: ammodernare una rete idrica, che disperde una quantità inaccettabile di acqua, realizzare una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio per aumentare la capacità di accumulo e garantire l’autosufficienza idrica del settore agricolo, accelerando finalmente la cantierabilità delle opere già progettate. Da anni discutiamo di piani, strategie e programmi. Oggi il Paese ha bisogno di cantieri. Non possiamo continuare a ripetere le stesse analisi, mentre gli agricoltori sono costretti ad affrontare danni sempre più gravi. Ogni anno sul nostro Paese cadono enormi quantità di pioggia, ma siamo ancora in grado di trattenere solo una minima parte della risorsa, molto meno di quanto fanno altri Paesi europei. È un paradosso che non possiamo più accettare. Le grandi opere possono rappresentare un motivo d’orgoglio nazionale, ma le priorità dei cittadini sono altre. Chi apre il rubinetto e non trova acqua, chi vede i raccolti compromessi o è costretto a rinunciare al proprio patrimonio zootecnico chiede risposte oggi, non tra decenni.”


ROBERTO DIACETTI 
DIRETTORE GENERALE FONDAZIONE ENPAIA

“Il modello italiano dell’acqua dimostra che quando un Paese sa integrare finanza, gestione delle risorse e previdenza, costruisce non solo infrastrutture, ma stabilità. L’acqua è un asset strategico: genera valore economico, protegge i territori, sostiene il lavoro. Ma questo valore diventa duraturo solo, se accompagnato da un sistema previdenziale solido, capace di trasformare la crescita in sicurezza sociale.
La strategia di Enpaia si muove esattamente in questa direzione: investimenti responsabili, orientati al lungo periodo, che rafforzano la filiera agroalimentare e contribuiscono alla resilienza del Paese. Dove i Consorzi di bonifica garantiscono sicurezza idrica, “noi – ha poi aggiunto - garantiamo sicurezza previdenziale. È un intreccio virtuoso, che unisce risorse naturali, capitale umano e sostenibilità finanziaria. Garantire l’acqua non è solo proteggere i campi: l’acqua finanzia e sorregge indirettamente lo Stato sociale. Quando l’acqua manca, non si ferma solo l’agricoltura: si interrompe una catena, che va dai raccolti alla logistica, dal lavoro alla previdenza. È il “cortocircuito logico che Enpaia contribuisce a prevenire come portatore di visione, garantendo sicurezza per il Paese. Oggi l’Italia può proporre al mondo un modello, che funziona perché tiene insieme ciò, che altrove è frammentato: la tutela dell’acqua, la forza del lavoro e la credibilità della previdenza. Enpaia è parte integrante di questa architettura nazionale e continuerà a lavorare con le istituzioni e con ANBI per trasformare la gestione dell’acqua in una leva di sviluppo, competitività e coesione sociale.”


AGENDA

Il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, interverrà , nella mattinata di lunedì 6 Luglio p.v., all’inaugurazione della cassa di espansione “Fosso della Madonna”, organizzata in località Calcinaia di Bibbona, in provincia di Livorno) dal Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa (con sede a Venturina Terme, nel Livornese). Il DG ANBI sarà inoltre relatore, la mattina di mercoledì 8 Luglio, al convegno “PAI distrettuali AUBAC. Prevenzione, salvaguardie e attuazione” organzzato dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale, nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a Roma. 

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
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