Anno XXVIII, n. 25 venerdì, 26 giugno 2026

ROMA, 1 E 2 LUGLIO: ASSEMBLEA ANBI

“L’acqua è strategia: il modello italiano per la sicurezza, la crescita e la pace” è l’emblematico tema dell’annuale Assemblea nazionale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, che si terrà mercoledì 1 (dalle ore 15.30) e giovedì 2 Luglio (dalle ore 10.30) p.v. nel Centro Congressi Carpegna Palace Hotel, a Roma.
 Articolata in  panel di discussione (“Il modello italiano dell’acqua”, “Innovazione che protegge e produce”, “L’acqua coltiva la pace”, “Politiche e risorse della coesione”), l’assise vedrà la partecipazione di esponenti di Governo (Antonio Tajani, Tommaso Foti, Francesco Lollobrigida, Luigi D’Eramo), Parlamento (Francesco Battistoni, Stefano Vaccari, Enrica Alifano), Istituzioni (Francesco Nazzaro, Marco Casini, Fabio Ciciliano, Maria Spena, Giuseppe Romano), Regioni (Stefania Proietti, Piero Comandini), mondo del lavoro (Vincenzo Gesmundo, Roberto Diacetti, Franco Masenello, Ettore Prandini, Cristiano Fini, Nicola Gherardi) insieme a Francesco Vincenzi, Presidente e Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.

EMILIA ROMAGNA

SICCITÀ: CER IN PREALLARME

L’incidenza climatica del ciclone africano, che da giorni attanaglia il nostro Paese ed in particolare la pianura Padana con caldo torrido, mostra pesanti ripercussioni anche sull’equilibrio idrologico e sull’evotraspirazione dei suoli agricoli nelle aree del comprensorio del Consorzio C.E.R. - Canale Emiliano Romagnolo (con sede a Bologna), che dall’impianto idrovoro di presa dal fiume Po a Bondeno trasporta il flusso dell’acqua alle colture di tutta la Romagna e di parte dell’Emilia Orientale.
In questo momento all’impianto Palantone di Bondeno si registrano m. 3,03 di quota del Grande Fiume con una portata alla stazione di monitoraggio di Pontelagoscuro di 304 metri cubi al secondo, contro una media del mese scorso di mc/s 588  e una media storica 1991-2020z sullo stesso periodo di MC/s 1568; questo contesto  restituisce la proiezione chiara di una situazione quanto mai difficile e destinata a non migliorare fino ad ulteriori incrementi da precipitazioni, che per ora non sono previsti. Lo stato attuale si conferma dunque di preallarme.


CERBERUS & C. QUANTO CI COSTERANNO?

ECCO I CONTI DELL’ECONOMIA CLIMATICA: L’ITALIA RISCHIA DI PERDEREFINO AL 5% DI PILTRACOLLO DEL TURISMO DELLA NEVE

L’Italia spende mediamente 3 miliardi e mezzo all’anno per riparare danni da eventi naturali ed a questi si aggiungono, da un quadriennio, 4 miliardi per rifondere i danni dovuti alla siccità; a questi dati, che già basterebbero a giustificare piani pluriennali di interventi d’adattamento (Piano di Manutenzione Straordinaria del Paese; Piano di Efficientamento della Rete Idraulica; Piano Invasi Multifunzionali)  ed il concreto avvio di Piani già finanziati (P.N.I.I.S.S.I. - Piano Idrico Nazionale), si aggiungono ora ulteriori proiezioni, che sollecitano urgenti politiche di resilienza e che sono state illustrate da ANBI insieme all’hub europeo Radarmeteo/Hydrometeo nel corso della presentazione dell’Assemblea Nazionale dei Consorzi bonifica ed Irrigazione.
Entro il 2040 si prevede un aumento della temperatura di almeno due gradi lungo la costa tirrenica e nel Sud Italia, dove il 17% del territorio sarà a rischio desertificazione. Tali condizioni comporteranno un impatto fra - 3% e -5% sul Prodotto Interno Lordo; in particolare si prevede un calo del 15% nel turismo internazionale e dell’8% in quello nazionale con particolare incidenza sulle “vacanze bianche”, considerata la chiusura dell’80% delle stazioni invernali, in caso di aumento medio della temperatura pari a 4 gradi. Basteranno, però, solo 3 gradi in più rispetto all’attuale media per comportare -20% nelle rese agricole e -10% nelle attività ittiche, accompagnate dal raddoppio della mortalità umana.  Un aumento di 2 gradi e mezzo sarà invece sufficiente a provocare un aumento del 10% nelle spese energetiche pro capite.
Nel frattempo, l’Italia di oggi si presenta idricamente spaccata in due con il Nord in deficit idrico soprattutto ad Est ed un inedito Trentino Alto Adige siccitoso, dove nei primi 5 mesi del 2026 è piovuto il 39% in meno rispetto alla media del recente trentennio; per converso, nel Meridione, si è passati dalla siccità alla sovrabbondanza idrica: dal +42% della Sardegna al +65% della Sicilia con Calabria, Campania ed Abruzzo, che presentano invasi pressoché al colmo.
In Italia, il periodo da Novembre scorso ad oggi è stato denotato da una marcata anomalia climatica con fenomeni estremi, caratterizzati da piogge torrenziali e siccità, temperature inusuali e perturbazioni violente; dal 1° Gennaio scorso sono state ben 1029 (+40%)  le località interessate da eventi meteo di forte intensità con aumento di anomali fenomeni meteorologici: in particolare, ci sono già stati 584 eventi con grandine eccezionale contro i 236 dell’intero 2025 e 80 tornado, cioè 10 in più dell’anno scorso.
I dati presentati da Francesco Vincenzi, Presidente e Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, unitamente al Presidente climatologo Radarmeteo/Hypermeteo, Massimo  Crespi ed al Presidente Deltamed, Giorgio Piazza, saranno centrali nell’Assemblea nazionale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, in calendario la prossima settimana nella Capitale e cui è annunciata la presenza di 3 Ministri (Antonio Tajani, Tommaso Foti, Francesco Lollobrigida) accompagnati da esponenti di Governo e Parlamento, rappresentanti del mondo accademico e scientifico, delle Organizzazioni Professionali Agricole, della società civile.

                                                                                                     

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

IL GRANDE CALDO ATTACCA LA SALUTE EUROPEA E DISEGNA GLI SCENARI DEL PROSSIMO FUTURO: LA MINACCIA METEO ARRIVA DAI MARI

VINCENZI: “SARANNO TEMI DELLA NOSTRA ASSEMBLEA NAZIONALE AD INIZIO LUGLIO”

In Europa è emergenza sanitaria per il propagarsi della cupola di calore, generatasi in Marocco: la salute dei cittadini è messa a rischio dalla prolungata esposizione a temperature molto alte; in Spagna sono già un centinaio le vittime da Maggio, mentre in Francia si stanno registrando le temperature più calde da 80 anni e che hanno superato i cinquanta gradi al suolo in ampie zone centrali e meridionali (fonte: Copernicus). Massime fino a quarantuno gradi sono segnalate nel Sud dell’Inghilterra ed in Galles, mentre sarà “Caronte” ad infiammare in questi giorni la nostra Penisola con temperature, che in città potranno superare i quaranta gradi, colpendo ancora una volta più duramente un’Italia settentrionale già alle prese con una preoccupante crisi idrica, ben rappresentata dalla contrazione di portata del fiume Po al di sotto dei 300 metri cubi al secondo (mc/s 298,42). Da venerdì scorso la media dei flussi a Pontelagoscuro è stata inferiore a mc/s 330 con un’ingressione salina, che ha a raggiunto l’incile del Po di Gnocca, distante 20 chilometri dal mare, con conseguente impossibilità di irrigare nei territori di Porto Tolle e nell’isola di Ariano, a Sud di Ca’ Vendramin. Se le portate dovessero scendere sotto mc/s 250, il cuneo salino risalirebbe per una trentina di chilometri.
“Sono esempi di una tendenza climatica che, stanti gli attuali “trends”, comporterà una perdita fino al 5% del Prodotto Interno Lordo dell’Italia al 2040 – ha ricordato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - Con un possibile aumento di 3 gradi nella temperatura si avrà un  calo del 20% nelle rese agricole e del 10% nelle attività ittiche.”
Temperature anomale stanno raggiungendo anche le quote più alte (in Valle d’Aosta, lo zero termico è tra m. 4300 e m.4800!), deteriorando ulteriormente i ghiacciai alpini  come Bossons nella valle di Chamonix, ma incidendo positivamente sull’attuale bilancio idrico dei fiumi del Nord Italia unitamente a violenti rovesci e localizzate grandinate anomale, che si verificano a seguito dell’estremizzazione delle temperature. E’ plausibile quindi ritenere che, ormai esauriti i contributi nivali ed in assenza di consistenti eventi meteo, i corpi idrici settentrionali subiranno un tracollo delle portate.
“E’ opportuno ricordare che, a fronte di un aumento di 2 gradi nella temperatura, si avrà un  calo del 15% nelle presenze turistiche straniere e dell’8% in quelle nazionali – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Con un incremento di 4 gradi sparirà l’80% delle stazioni sciistiche.”
A livello globale, le temperature marine hanno superato in questi giorni i record del 2024 (+0,03°C; fonte: C3S/ECMWF), ma sono quelle del Mediterraneo a poter condizionare negativamente la meteorologia dei Paesi prospicenti: su gran parte del Tirreno centro-meridionale, la temperatura si è stabilizzata fra i  ventinove ed i trenta gradi (fonte: LaMMa Toscana)
Il report settimanale dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche segnala che in Italia, come previsto, stanno scendendo repentinamente i livelli idrometrici dei grandi bacini del Nord.
In Valle d’Aosta, mentre aumentano le portate di Dora Baltea e torrente Lys,  impressiona il dato delle temperature a quote alte: sulle Grandes Murailles  (Valtournenche, altitudine: m. 2566), negli scorsi 30 giorni, la temperatura è scesa sotto lo zero solo l’11 Giugno per qualche ora; attualmente  le massime stanno superando i diciasette gradi!
In Piemonte sono eccezionali i flussi minimi nel fiume Tanaro: a Montecastello, le portate medie non superano mc/s 4,4, quando normalmente a Giugno si attestavano a mc/s 106,5 (-96%)! Sono più che dimezzate anche le portate, che dovrebbero scorrere in questo periodo negli alvei di Stura di Lanzo e Toce.
Le riserve idriche della Lombardia, dopo aver toccato mln. mc.  1642 (-26,1% sulla media), si sono ulteriormente contratte per la  riduzione dei volumi idrici, contenuti nei laghi della regione.
In Veneto tornano a ridursi, dopo la breve parentesi delle scorse 2  settimane, le già deficitarie portate fluviali: Adige, -65% (vicino al valore minimo indispensabile per il contenimento dell’intrusione salina); Livenza, -60%; Bacchiglione, -71%.
In Emilia-Romagna, i corsi d’acqua sono quasi tutti pressoché asciutti: la portata del Savio è di soli mc/s 0,66, quella del Reno è a mc/s 2,12; Trebbia e Nure continuano a registrare portate inferiori ai minimi storici.
L’ acqua è particolarmente scarsa nell’alveo del fiume Po: ad Isola S. Antonio, nell’Alessandrino, si è registrata la portata media (mc/s 38,8), più scarsa da almeno 2 anni, mentre al rilevamento di Pontelagoscuro, nel Ferrarese, il deficit idrico è dell’83%!
In Liguria decrescono i livelli idrometrici dei fiumi Entella, Vara ed Argentina.
Scarsi sono anche i flussi dei fiumi in Toscana: Ombrone -80%, Arno, -63%; Serchio, -37%.
Nelle Marche sono soprattutto il fiume Esino ed il suo affluente Sentino a veder abbassare le altezze idrometriche; l’acqua contenuta nei bacini artificiali ammonta a mln. mc. 51,13.
In Umbria è sceso di ben 4 centimetri, il livello idrometrico del lago Trasimeno: ora, a Polvese, l’altezza si discosta di m.1,20 dalla media storica. Sono stabili, invece, le portate dei fiumi Chiascio e Paglia.
Nel Lazio perdono ulteriori 2 centimetri anche i livelli dei laghi romani di Nemi ed Albano; quest’ultimo, salvo un breve periodo di ripresa a fine Maggio, è dal 15 Marzo che vede ridursi la propria altezza: in poco più di tre mesi ha perso 20 centimetri (-cm.38 in un anno, -cm.64 in due anni).
Negative sono anche le “performances” settimanali dei fiumi Volturno, Sele e Garigliano in Campania.
In Basilicata gli invasi di monte Cotugno, Pertusillo, Camastra e Basentello hanno visto ridursi i propri volumi di oltre nove milioni di metri cubi  in 7 giorni, ma mantengono ancora l’81% del volume d’acqua autorizzato, vale a dire quasi 128 milioni di metri cubi in più dello scorso anno.
Infine, la riduzione settimanale del quantitativo idrico, trattenuto dalle dighe in Puglia, è stimabile in mln. mc.12,66 a causa delle alte temperature con conseguenti incrementi sia nell’evapotraspirazione che nel fabbisogno idrico delle campagne; i bacini sono comunque ancora riempiti al 77%.


MENTRE CERBERUS MIETE VITTIME IN EUROPA ED IN ITALIA È BOLLINO ROSSO IN MOLTE CITTA’. 
NEI CASTELLI ROMANI ACCORDO STRATEGICO TRA ANBI, ASL, ENTE PARCO “NATURA CHE CURA”: BOSCHI E LAGHI DIVENTANO PRESIDIO TERAPEUTICO

GARGANO: “ANBI PROTAGONISTA DI CONCRETE POLITICHE DI ADATTAMENTO”

Mentre l’Italia si appresta a vivere il picco di Cerberus, l’anticiclone africano, che già ha causato oltre un centinaio di vittime in Europa, un innovativo segnale di concreto adattamento alla crisi climatica arriva da Ariccia, nella città metropolitana di Roma, dove ASL Roma 6, Ente Parco dei Castelli Romani ed ANBI hanno ufficialmente firmato il Protocollo d’Intesa quinquennale “Natura che cura” per trasformare il locale patrimonio naturale e lacustre in un diffuso "presidio di salute pubblica", validato scientificamente attraverso l'approccio integrato "One Health", promuovendo un connubio sempre più stretto tra prevenzione medica, benessere psicofisico e tutela dell'ambiente.
Le tre realtà firmatarie guideranno un programma articolato sullo sviluppo controllato della “terapia forestale” nei boschi del parco e sul macro intervento "Un Lago di Salute", focalizzato in particolare attorno ai laghi di Castel Gandolfo e Nemi, contando anche sull'attiva cooperazione delle amministrazioni locali. Integrato all'interno del programma c’è il progetto pilota "Obiettivo Salute 2026", finalizzato al miglioramento degli stili di vita della popolazione attraverso l’attività fisica, l’alimentazione sana, il contrasto alla sedentarietà e curato da medici specialisti dell'azienda sanitaria attraverso un approccio multidisciplinare: fisioterapisti guideranno i partecipanti nella corretta postura del movimento in natura e nella prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici, mentre un'equipe di psicologi elaborerà le risposte emotive, legate al contatto sensoriale con l'ambiente; il progetto monitorerà anche un campione di cittadini sedentari con l'obbiettivo di accompagnarli gradualmente alla partecipazione a una competizione sportiva nel 2027.
In questo quadro di benessere globale sarà condotta una vera e propria campagna di prevenzione attiva e di prossimità, potenziando i programmi di “screening” gratuiti e le attività di “counseling” per l'adozione di corretti stili di vita, contrastando i principali fattori di rischio cronico-degenerativi e rendendo i cittadini, protagonisti consapevoli della loro salute. In parallelo, l'area di Veterinaria garantirà quell'equilibrio fondamentale tra benessere animale e salvaguardia della fauna, alla base della visione "One Health": monitorando l'interazione uomo-animale nei contesti naturali, verranno organizzate speciali attività di sorveglianza e prevenzione dei rischi ambientali, legati alle aree naturalistiche, assicurando una fruizione sicura dei percorsi.
“La medicina del futuro deve necessariamente uscire dalle sole mura degli ospedali per calarsi nel tessuto sociale e naturale” ha affermato Giovanni Profico, Direttore Generale Azienda Sanitaria Locale 6.
“La tutela della risorsa idrica e la gestione dei bacini lacustri di Castel Gandolfo e Nemi rappresentano un tassello imprescindibile per la salute del territorio e dei suoi abitanti – ha sottolineato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI -  Noi ci impegniamo a verificare costantemente la piena compatibilità idraulica ed ambientale delle attività sportive e sociali programmate, assicurando che l'interazione con l'elemento acqua sia una risorsa di benessere per tutti.”
A fargli eco è stato il Presidente Ente Parco, Ivan Boccali, che ha rimarcato il valore di un territorio, che da semplice area protetta si trasforma in uno strumento di cura accessibile a tutti, precisando che il personale dell'Ente ed il corpo dei guardiaparco garantiranno che la fruizione terapeutica dei sentieri, nonché delle sponde lacustri, avvenga nella massima sicurezza, rispettando la biodiversità e l’ecosistema.
Nei prossimi giorni verrà definito il calendario delle "Giornate della Salute", che animeranno i Castelli Romani con camminate terapeutiche ed eventi pubblici di sensibilizzazione, grazie anche ad un’unità mobile polifunzionale che, offrendo “screening” gratuiti, consulenze mediche e materiale informativo, renderà la prevenzione un servizio di prossimità reale ed accessibile anche nei luoghi della natura.


AL NORD ITALIA CRESCE L’EMERGENZA IDRICA: LE RISPOSTE DEI TERRITORI

VINCENZI: “DOBBIAMO ATTREZZARCI PER QUESTA NUOVA NORMALITA’ CLIMATICA”

Di fronte alle criticità, che stanno emergendo, ANBI Piemonte ha chiesto alla Regione l’attivazione di una cabina di regia con l’obbiettivo di monitorare costantemente l’evoluzione della stagione irrigua e favorire il coordinamento delle iniziative necessarie. La richiesta, inviata ad inizio settimana alle autorità competenti, è ancora in attesa di concreta risposta, mentre il canale Cavour, fondamentale per l’agricoltura locale, è sceso al 50% della portata con le inevitabili conseguenze restrittive sulle disponibilità d’acqua per le colture.
Intanto scatta la solidarietà operativa: due idrovore mobili da travaso ad alta portata (circa 1000 litri al secondo), sono state messe a disposizione del cremonese Consorzio di bonifica Navarolo dall’ente consortile Toscana Sud: gli impianti mobili sono già ad Isola Pescaroli e vengono utilizzati nelle operazioni irrigue, rese complesse dalla grave crisi del Po.
Anche nel Veneto, la situazione idrica richiede la massima attenzione e la Regione si è già attivata per salvaguardare le risorse disponibili e garantire l’equilibrio del sistema idraulico.
“Tra i primi interventi adottati vi è l’apertura anticipata della diga bellunese del Corlo, prevista dal 1° Luglio, ma già avvenuta in questi giorni; contestualmente – ha dichiarato l’Assessore Regionale Ambiente e Clima, Elisa Venturini  – stiamo lavorando per contenere i prelievi e preservare le riserve disponibili, avviando anche un confronto per aumentare gli apporti provenienti dai bacini delle regioni confinanti.”
“Quando lo Stato mette concretamente le risorse, il territorio resiste” ha evidenziato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, segnalando che senza le opere di adattamento climatico, ultimate nello scorso biennio nel Delta del Po dal locale Consorzio di bonifica, le conseguenze del cuneo salino sarebbero ben più gravi di quelle finora registrate con la portata del “Grande Fiume” scesa anche sotto i trecento metri cubi al secondo, fino a venti chilometri di ingressione marina nell’entroterra e derivazioni irrigue costrette alla chiusura. Il caso più evidente è nell'isola di Ariano, un territorio di 16.000 ettari, dove l’ente consortile ha potuto mettere mano al vasto sistema del Canale Veneto: l’opera lunga quasi trenta chilometri è stata trasformata in un grande bacino per lo stoccaggio, nonchè la redistribuzione della risorsa idrica. Tra gli interventi per adattare il territorio alla crisi climatica figurano anche il completamento del bacino di Volta Vaccari, in grado di trattenere fino ad un milione di metri cubi d’acqua dolce e l’adeguamento di un tratto del Collettore Padano Polesano a fini d’invaso nel territorio di Porto Viro.
“L’aumento della capacità di invaso è parte di una strategia più ampia, che prevede altre due linee di azione: dotare il territorio di innovativi sbarramenti mobili anti sale e supportare l’agricoltura con tecnologie d’intelligenza artificiale per l’analisi ed il consiglio irriguo esperto” ha dichiarato Rodolfo Laurenti, Direttore Consorzio di bonifica Delta Po (con sede a Taglio di Po, in provincia di Rovigo).
Alla luce delle condizioni osservate e delle prospettive attese, minaccianti anche gli approvvigionamenti potabili, l’Osservatorio ufficiale permanente per gli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po ha dichiarato lo stato di severità idrica “media in assenza di precipitazioni”. Sarà così possibile attivare eventuali deroghe al deflusso minimo vitale, escludendo però la possibilità di darle sui corpi idrici principali, che al momento stanno contribuendo a mantenere il sistema in equilibrio.
Le temperature elevate e la prolungata assenza di precipitazioni stanno causando una marcata riduzione della disponibilità d’acqua anche nei bacini, che in Lunigiana alimentano gli impianti irrigui del Consorzio di bonifica Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca). In diverse aree si registrano le prime criticità, che impongono la massima attenzione nell’utilizzo della risorsa, secondo le “Regole d’oro” pubblicate sul sito consortile: utilizzare solo le quantità strettamente necessarie in base alle colture;  privilegiare sistemi irrigui “a goccia” o “a pioggia”, che ottimizzano l’uso dell’acqua.
Per anni era stato un obbiettivo atteso: portare l'acqua della diga di Montedoglio nei campi e nei frutteti della Valdichiana, uno dei territori più produttivi della Toscana, caratterizzato da colture di pregio; con l'entrata in funzione del primo tratto del Distretto Irriguo 23, le imprese agricole del territorio servito dalla nuova infrastruttura possono finalmente beneficiare dell’irrigazione. L'intervento è stato progettato e realizzato dal Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo), grazie a finanziamenti ministeriali, che ammontano a circa sette milioni di euro. Il lotto appena entrato in funzione interessa circa duecentosessanta ettari e comprende oltre quattro chilometri di rete irrigua ma, a regime, il Distretto Irriguo 23 sarà in grado di servire circa duemilatrecento ettari di superficie agricola, interessando prevalentemente il territorio di Foiano della Chiana.
Infine, le richieste di fornitura d’acqua da parte delle aziende agricole nel comprensorio del Consorzio di bonifica Emilia Centrale (con sede a Reggio Emilia) risultano in queste ore decisamente superiori alla media stagionale, registrando un boom rispetto al passato.  Vista la crescita costante di domanda irrigua, lo staff tecnico-agronomico stima per l’intera stagione un fabbisogno superiore di circa il 20% rispetto alla media.
“Stiamo affrontando temperature eccezionalmente elevate. Questo scenario fa impennare i consumi irrigui e, parallelamente, riduce drasticamente le disponibilità dei torrenti appenninici. Per il futuro, sarà imprescindibile dotarci di invasi, in grado di stoccare l’acqua quando c’è per restituirla nei momenti d’emergenza” ha dichiarato il Presidente dell’ente consortile, Lorenzo Catellani.
Per garantire la continuità del servizio irriguo, l’ente consorziale ha attivato ulteriori interventi di adeguamento alla presa di Boretto sul fiume Po, così da poter gestire eventuali riduzioni dei livelli idrici.
“Quello, che stiamo vivendo, non può più essere considerato un fenomeno eccezionale, ma una nuova normalità climatica. L’acqua è una delle principali sfide del nostro tempo: gestirla bene significa garantire sicurezza e sviluppo alle comunità locali” ha concluso il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi.

EMILIA ROMAGNA

SITUAZIONE IDRICA IN PEGGIORAMENTO

In un quadro idro-climatico peggiorativo, in cui il comprensorio è fortemente condizionato dalla persistente siccità e dal calo delle portate fluviali, il Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella "città ducale") sta proseguendo nell’attività di irrigazione con la massima continuità possibile, anche attingendo alle scorte emergenziali, di cui dispone.
La situazione più critica è quella del bacino del fiume Enza, che vive una scarsità idrica ormai endemica e dove la disponibilità della risorsa risulta fortemente ridotta, con una portata attuale pari a circa centocinquanta litri al secondo: una situazione grave che potrebbe fare scattare nei prossimi giorni l’impossibilità di proseguire il prelievo di risorsa idrica per garantire il mantenimento del DMV (Deflusso Minimo Vitale) all’interno dell’alveo. Ad ogni modo, l'ente consortile è già al lavoro per predisporre, qualora necessario, la richiesta di prelievo in deroga al DMV e che dovrà poi essere confermata dalla Regione Emilia-Romagna.
Al momento si stanno adottando tutti i criteri di gestione delle irrigazioni, dando priorità alle colture, che subiscono maggiori danni dalla carenza idrica e quelle servite da sistemi irrigui di precisione o a basso consumo idrico.
Per quanto riguarda il comprensorio di Ongina, l’impianto recentemente rifunzionalizzato è in piena operatività h24, con portate comprese tra 800 e 950 litri al secondo; tuttavia permane una situazione di attenzione legata al livello del fiume Po.'ebte ci sorziale sta ponendo massima attenzione, poiché Ongina interessa una superficie attrezzata di ben 6850 ettari, compresa tra i comuni di Busseto, Polesine Zibello, Soragna e Roccabianca, con prevalenza di colture quali erba medica, mais, pomodoro, soia ed orticole.
Altra situazione critica è quella della presa sul Taro a Borgonovo, dove l’impianto opera attualmente con 2 pompe, ciascuna con portata di circa 300 litri al secondo, per circa dieci ore al giorno, ma il cui funzionamento è limitato dai bassi livelli idrici del fiume; la risorsa, integrata grazie al pozzo di Ronco Campo Canneto, non consente di soddisfare integralmente il fabbisogno del comprensorio e anche in questo caso potrebbero scattare le limitazioni al prelievo per garantire il DMV. La Bonifica Parmense sta comunque già adottando criteri di gestione delle irrigazioni, wche danno priorità alle colture, che subiscono maggiori danni dalla carenza idrica. Va meglio invece alla presa di Ramiola dove, pur se si registra un forte calo della risorsa irrigua, il Consorzio di bonifica sta riuscendo a garantire il servizio irriguo a pieno regime con portate di prelievo pari a circa cinquecento litri al secondo.
Situazione di difficoltà, infine, anche alla presa sul torrente Parma, con l’impianto che opera quasi in continuo con una portata media di circa cento litri al secondo, non sufficienti a garantire il servizio a tutte le utenze.


LOMBARDIA

TRE CASI STUDIO UNIVERSITARI

Ricerca e sviluppo sono due concetti cardine per l’attività tecnico-progettuale del Consorzio di bonifica Oglio Mella (con sede a Brescia): in questa direzione si è da tempo instaurata una proficua collaborazione con le Università lombarde e che si sta concretizzando nel supporto dei tecnici consortili a 3 filoni di ricerca sul campo.
Con l’Università Milano-Bicocca si sta conducendo il monitoraggio dell’evoluzione della falda nei territori, in cui si pratica l’irrigazione a scorrimento: nelle colonne di 5 pozzi consortili sono stati inseriti appositi misuratori; prosegue così lo studio, la cui prima fase ha già confermato il ruolo centrale di tale tecnica irrigua nella ricarica degli acquiferi nel bacino padano.
Due altri percorsi di ricerca riguardano direttamente il tema dell’irrigazione. Il Politecnico Milano, con il progetto “Teresa” finanziato dall’agenzia spaziale europea E.S.A., sta sviluppando indicatori incentrati sulla gestione delle risorse idriche e sulla valutazione della sicurezza idrico-alimentare, basandosi su informazioni satellitari e modellistica numerica agro-idrologica: il gruppo di ricerca ha installato, in un campo di mais a Torbole Casaglia, una stazione “eddy covariance”, in grado di effettuare la misura degli scambi di materia (acqua e anidride carbonica) ed energia tra vegetazione ed atmosfera per stimare l’evapotraspirazione.
Alla modellistica in scala di distretto si dedica anche la tesi di dottorato del Dipartimento di Scienze Agrarie ed Ambientali dell’Università Milano che ha, come caso studio, l’intero distretto della roggia Seriola Nuova.


TOSCANA

VIA AL COMPLETAMENTO DI IMPIANTO IDROVORO

Proseguono a Pisa i lavori per il completamento dell’impianto idrovoro di Porta a Lucca, finanziato per 1.150.000 euro con fondi ministeriali; l’opera, realizzata dal Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno (con sede nella “città della torre pendente”), rappresenta un intervento strategico per la salvaguardia idraulica dell’omonimo quartiere cittadino.
Si prevede che l’intervento sarà completato entro Ottobre prossimo. Attualmente l’impianto è dotato di 2 elettropompe sommergibili con portata di circa cinquecento litri al secondo e 2 con portata di circa duemila litri al secondo oltre ad uno sgrigliatore.
Il progetto prevede l’installazione di un’ulteriore elettropompa sommergibile da circa duemila litri al secondo (la capacità complessiva di sollevamento arriverà così fino a 7.000 litri al secondo) e di un gruppo elettrogeno, in grado di garantire il funzionamento di 3 elettropompe anche in caso di assenza di energia elettrica. Inoltre, è prevista la modifica dei quadri elettrici per il collegamento del gruppo elettrogeno e l’avviamento delle pompe, il rifacimento della strada di accesso all’impianto e di parte del piazzale, l’implementazione del sistema di telecontrollo delle apparecchiature.
Questo importante intervento consegna alla città una nuova idrovora, la nona sul territorio comunale, a servizio della parte Nord di Pisa; un’opera strategica, che si inserisce nel lavoro più ampio dell’Amministrazione Comunale e che riguarda anche la parte Sud del territorio con interventi di prevenzione e gestione del rischio idraulico nei quartieri di San Giusto San Marco. Pisa è una città d’acqua, costruita intorno al fiume Arno, che richiede attenzione costante, manutenzione e programmazione.


VENETO

UN CONDOTTO RIVOLUZIONARIO

Prende forma la nuova grande dorsale irrigua: il Consorzio di bonifica Veneto Orientale (con sede a San Donà di Piave, nel Veneziano) sta concludendo la realizzazione di un grande condotto sotterraneo, che si sviluppa per 3.400 metri nel territorio comunale di Motta di Livenza e finalizzato a collegare i bacini di destra e sinistra Livenza per una migliore distribuzione della risorsa idrica, in chiave di adattamento del territorio ai cambiamenti climatici.
L’infrastruttura è stata suddivisa in 4 tratti raccordati da 3 pozzi, cui si aggiungono il pozzo di derivazione in prossimità della centrale irrigua di Albano ed il pozzo finale sul canale Fosson Secondario. La tubazione, dal diametro interno di 2 metri, sottopassa il fiume Livenza ed il canale Malgher, scorrendo mediamente tra gli 8 e i 10 metri sotto il piano di campagna e scendendo a quota -25 nel tratto iniziale.
Il costo dell’intervento è di 20 milioni di euro finanziati da Ministero Agricoltura Sovranità Alimentare e Foreste. Un secondo lotto ne estenderà le funzionalità su un territorio più ad Est ed è in cerca di finanziamenti per 30 milioni di euro. L’opera è realizzata grazie alla tecnica del microtunneling, che permette la posa delle tubazioni attraverso un sistema di spinta controllata per mezzo di una sorta di fresa telecomandata, che inserisce i tubi, spingendoli da un pozzo di partenza ad uno di arrivo.
Questa tecnica permette la posa, senza dover scavare trincee, preservando il piano campagna, che in questo caso è vocato ad agricoltura di qualità, a partire dai vigneti.


EMILIA ROMAGNA

SISTEMATO RIO

Il rio Blogna, affluente del Setta, prima di confluire nel torrente attraversa la località urbana, da cui prende il nome.
Durante gli eventi alluvionali 2023 e 2024, gli accumuli detritici, trasportati dalle piene, hanno ridotto la sezione dell'alveo, provocando l'esondazione del Blogna: ciò ha causato allagamenti alle proprietà private e danneggiamenti alle opere idrauliche esistenti. Era quindi necessario intervenire per ridurre il rischio idraulico, eseguendo la riprofilatura del letto demaniale nel tratto urbano e rinforzandone le sponde artificiali ammalorate. Il cantiere si è sviluppato lungo il rio per un tratto di 375 metri.
L'opera completa, realizzata dal Consorzio di bonifica Renana (con sede a Bologna) in 7 mesi, ha comportato uno stanziamento di 633.556 euro, resi disponibi dalla Struttura Commissariale Governativa per la Ricostruzione Post Alluvione.


VENETO

CONFRONTO ISTITUZIONI - TERRITORIO

Innovazione, sostenibilità e collaborazione istituzionale sono stati i temi al centro della visita dell’Assessore Governo Territorio Regione Veneto, Marco Zecchinato, al Consorzio di 2° grado L.E.B.-Lessinio Euganeo Berico ed al Ce.Sp.I.I. (Centro di Sperimentazione per l’Innovazione Irrigua), che hanno sede a Cologna Veneta, in provincia di Verona.
L’incontro ha posto l’attenzione in particolare sul ruolo centrale della ricerca applicata e delle tecnologie digitali a supporto delle decisioni per affrontare le criticità legate alla crisi climatica ed alla crescente pressione sulle risorse idriche.
Un focus specifico è stato dedicato al Ce.Sp.I.I., che è deputato a trasformare dati, monitoraggi agrometeorologici e sperimentazioni in strumenti operativi a supporto delle imprese agricole e degli enti gestori, rappresentando un punto di connessione tra innovazione scientifica ed applicazione concreta sul territorio.
La visita si colloca all’interno di un percorso di confronto continuo tra Istituzioni e territorio, orientato a valorizzare competenze, infrastrutture e progettualità condivise con l’obbiettivo di rendere sempre più efficiente e sostenibile la gestione dell’acqua in ambito regionale.

 
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SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
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