VERSO UN’ESTATE IDRICAMENTE COMPLESSA AL CENTRO NORD ITALIA
FALDA FREATICA: SEGNALI DI SOFFERENZA IN EMILIA LOCOMOTIVA DEL SISTEMA AGROALIMENTARE ITALIANO
VINCENZI: “UN ULTERIORE SEGNALE CHE EVIDENZIA LA NECESSITA’ DI AVVIARE IL PIANO NAZIONALE INVASI MULTIFUNZIONALI”
L’anomalo incremento delle temperature nelle scorse settimane, il conseguente rarefarsi delle precipitazioni (scarse piogge cadute “a macchia di leopardo” su alcune zone, grandinate violente quanto repentine in altre) ed il precoce scioglimento delle nevi in montagna con la dispersione di risorsa idrica lungo fiumi e torrenti sino al mare stanno determinando un primo, netto abbassamento della falda freatica ipodermica, ossia la porzione di acqua libera, contenuta nel suolo entro i 3 metri dal piano di campagna: è l’esito dell’Osservatorio Falde del Consorzio C.E.R. - Canale Emiliano Romagnolo (con sede a Bologna), i cui campionamenti vengono rilevati periodicamente dall’Innovation Hub Acqua Campus, grazie ad un sistema di rete, costituito da 75 sensori di monitoraggio sull’intero territorio ed in convenzione con Regione Emilia-Romagna, integrando i dati forniti dalla Struttura IdroMeteoClima di ARPAE (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Emilia Romagna).
“Nulla di allarmistico – ha precisato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue) – ma un primo segnale della complessità della gestione idrica, che ci accompagnerà durante le prossime settimane nelle regioni centro-settentrionali.”
“La parte di falda più superficiale, che in gergo tecnico è chiamata freatica, è essenziale per le attività produttive delle imprese agricole del territorio e per la gestione complessiva degli equilibri idrologici, utili all’irrigazione – ha spiegato Raffaella Zucaro, Direttrice Generale Consorzio di 2° grado C.E.R. e Coordinatrice ANBI Emilia Romagna – Il monitoraggio, che effettuiamo periodicamente, ha rilevato che le variazioni percentuali, rispetto alla media storica, continuano ad essere negative nella parte centro-occidentale di pianura (-25% nel Reggiano, -18% nel Parmense, -19% nel Modenese). Confrontando i quantitativi di pioggia caduti nei primi 5 mesi 2026 (1° Gennaio – 8 Giugno), con quelli caduti nello stesso periodo del 2025, anno non eccessivamente piovoso – ha aggiunto Zucaro – continua ad osservarsi un deficit tra -17% e -39% su tutta la pianura.”
“E’ un’ulteriore conferma della necessità di avviare urgentemente il Piano Nazionale Invasi Multifunzionali, proposto con Coldiretti per creare riserva idrica, ma anche per contribuire a rimpinguare le falde, determinanti non solo per l’approvvigionamento idrico, ma per l’equilibrio ecosistemico –ha concluso Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE
IL SUD DIVENTA LA CASSAFORTE IDRICA D’ITALIA MENTRE AL NORD I FIUMI DIMEZZANO LE PORTATE ED I GRANDI LAGHI TRATTENGONO L’ANTICIPATO SCIOGLIMENTO DELLE NEVI
VINCENZI:
“E’ LA FOTOGRAFIA DELLA REALTA’! SERVONO EFFICIENTAMENTO DELL’ESISTENTE E NUOVI INVASI. ALLA POLITICA CHIEDIAMO DI ESSERE UN BUON PADRE DI FAMIGLIA”
Se sono bastati pochi secondi al tornado di una supercella per devastare una porzione di Roma (venti ad oltre 100 chilometri all’ora, abbattuti una sessantina di alberi ad alto fusto, scoperchiate tettoie, ribaltati cassonetti, demoliti chioschi), sono ben 229 gli eventi acuti, registrati da inizio Giugno sull’Italia, mentre sono 810 quelli dallo scorso 1° Gennaio tra tornado, grandine grossa e precipitazioni anomale (fonte: European Severe Weather Database); nel mese attuale, la grandine grossa, ha già interessato 151comuni (!!) lungo la Penisola (a Tina, nel Torinese, i chicchi di grandine hanno raggiunto il diametro di cm. 7,5).
Per capire il perché di questa instabilità climatica è sufficiente osservare le anomalie termiche del mar Mediterraneo: secondo “Copernicus”, a fine Maggio, su tutta l’area occidentale, l’acqua è stata più calda della media fino ad oltre cinque gradi, provocando l’energia devastante, che nasce dallo scontro termico con correnti fredde di origine glaciale.
Dopo che nei primi 4 mesi dell’anno una serie di cicloni mediterranei aveva sconvolto l’Italia meridionale ed insulare (in Sicilia, ad Aprile si è registrato un incremento di quasi quarantanove milioni di metri cubi nei volumi invasati, portando il totale delle riserve d’acqua a mln. mc. 617 e decretando così ufficialmente l’uscita dell’isola dall’emergenza idrica), mentre temperature equatoriali e piogge scarsissime avevano caratterizzato il mese di maggio sull’Italia centro-settentrionale, questa prima decade di Giugno ha mostrato come gli effetti della crisi climatica possano improvvisamente manifestarsi ovunque in tutta la loro pericolosità.
D’altronde, la temperatura globale dell’oceano è sempre più in linea con quella registrata nell’anno record 2024 ed una nuova preoccupazione è ora rilanciata dall’ONU: l’annuncio dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale su un imminente ritorno di El Niño, che entro l’estate dovrebbe ulteriormente sconvolgere il clima sul Pianeta, intensificando le ondate di calore estremo, nonché le precipitazioni.
“Ancora una volta abbiamo tutti i dati necessari ad intervenire in prevenzione, evitando di pagare molto di più per riparare i danni, senza considerare il rischio di vittime – ha evidenziamo Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – Ora, però, bisogna passare dalle parole ai fatti, perché anche i progetti ed una parte significativa delle risorse ci sono!”
Il report settimanale dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche segnala che i livelli idrometrici dei grandi laghi del Nord, grazie a fusione nivale e piogge intense nonostante le temperature elevate, risultano ancora in linea con quelli medi storici, se non addirittura superiori come nel caso del Sebino.
In Piemonte, le piogge di Maggio sono state del 44% più scarse del normale, mentre le temperature medie sono state superiori di 1,1 gradi. L’indice SWE (Snow Water Equivalent) ha registrato mediamente un deficit del 47%, raggiungendo -81% sulle aree meridionali della regione, -72% su quelle occidentali e -67% sulle settentrionali; positivo (+8%) è invece il bilancio nivale sul Piemonte orientale (fonte: ARPA Piemonte). Flussi in alveo estremamente esigui rispetto al consueto nei fiumi Tanaro (-76%) e Toce (-53%).
In Valle d’Aosta, a Maggio sono caduti solo 45 millimetri di pioggia, cioè il 60% in meno di quella, che cade abitualmente nel mese (fonte: Centro funzionale Regione Autonoma Valle d’Aosta). La portata della Dora Baltea registra uno scarto negativo del 63% ed i livelli idrometrici del torrente Lys risultano decrescenti.
La riserva nivale in Lombardia va rapidamente esaurendosi: a fine Maggio, in quota rimanevano poco più di duecentosettantacinque milioni di metri cubi d’acqua in forma di neve, vale a dire meno del 31% di quella, che dovrebbe esserci nello stesso periodo. Nel complesso il deficit di risorse idriche nella regione si attesta al 34,1% (fonte: ARPA Lombardia).
In Veneto, precipitazioni anche violente hanno parzialmente rigenerato i flussi in alcuni bacini, senza però riuscire a colmare l’enorme “gap”, che si era venuto a formare negli scorsi mesi siccitosi (Maggio -17%, Aprile -66%, Marzo -21% di pioggia): nell’Adige, principale fiume del Nordest e secondo in Italia, scorre il 61% in meno d’acqua, così come restano deficitare le portate negli altri principali corsi d’acqua della regione (Brenta -60%, Piave -55%, Bacchiglione -52%, Livenza -51%). Dopo una terza decade di Maggio risultata la più calda da almeno 36 anni, la riserva nivale veneta si è praticamente esaurita e poche chiazze bianche restano solamente al di sopra dei 2900 metri di altitudine (fonte: ARPA Veneto).
In Emilia-Romagna, i fiumi appenninici continuano a registrare portate molto esigue, che per l’Enza risultano addirittura inferiori ai minimi storici. La diga piacentina di Molato contiene mln. mc. 7,45 d’acqua, pari al 93,6% della sua capacità, mentre quella di Mignano è piena al 76,6%.
Per quanto concerne il fiume Po, il tratto piemontese presenta portate in calo e nettamente inferiori alla media: a San Sebastiano si registra -74% sul consueto, mentre nell’Alessandrino il deficit è del 64%; in prossimità del delta, a Pontelagoscuro, la portata rilevata, pur in crescita, è del 48% inferiore alla media.
In Liguria sono abbondanti le portate dei fiumi Vara ed Argentina.
In Toscana, il flusso nel fiume Ombrone torna a scendere anche al di sotto del Deflusso Minimo Vitale ed a Sasso d’Ombrone scorrono in alveo appena 1,66 metri cubi d’acqua al secondo contro una media storica di mc/s 7,16 (-77%).
Nelle Marche sono in calo i livelli idrometrici dei fiumi Potenza, Tronto e Sentino; i bacini artificiali trattengono attualmente mln. mc. 52,76 d’acqua.
In Umbria, le piogge di Maggio hanno registrato mm. 73,4 di cumulata media. Il livello del lago Trasimeno continua ad abbassarsi, raggiungendo m. -1,64 a Polvese (fonte: Centro funzionale regionale-Protezione Civile); tendenza decrescente anche per le altezze idrometriche dei fiumi Chiascio, Topino e Paglia. La diga di Maroggia contiene mln. mc. 4,22 d’acqua, cioè un quantitativo superiore a quanto registrato nello scorso quinquennio.
Nel Lazio, i livelli dei laghi di Nemi ed Albano continuano a decrescere (il primo -cm. 4 in 2 settimane, l’altro -cm. 3); lo scarto idrometrico negativo, rispetto al 2025, è di cm. 10 per il bacino di Nemi, mentre per quello di Albano, il cui livello attuale si attesta a m. 1,79 (lo scorso anno venne raggiunto il 5 di Agosto!), è di -cm. 28.
In Abruzzo, i volumi trattenuti dalla diga di Penne (mln. mc. 8,41) sono tra i più ingenti del recente decennio.
In Campania sono positive le “performances” idrometriche dei fiumi Volturno e Sele.
L’abbondante acqua invasata nei bacini sta consentendo alla Basilicata di fare fronte alla grande richiesta irrigua dell’agricoltura, messa alla prova dalle alte temperature del periodo: nelle scorse 2 settimane sono oltre venticinque i milioni di metri cubi d’acqua, fuoriusciti (tra erogazioni ed evapotraspirazione) dagli invasi di monte Cotugno, Pertusillo e Basentello; attualmente restano ancora disponibili volumi idrici, pari a mln. mc. 359,44.
In Puglia, nello stesso periodo, i serbatoi a servizio della Capitanata hanno erogato quasi dodici milioni di metri cubi d’acqua ma, nonostante questo, le dighe foggiane riescono a trattenere ancora l’84% dei volumi autorizzati d’invaso.
“E’ il Sud quest’anno la cassaforte idrica d’Italia, confermando la tendenza meteorologica ad alternare stagioni siccitose e ricche d’acqua – ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – Alla politica chiediamo l’attenzione del buon padre di famiglia, perché è evidente la necessità di aumentare la resilienza delle comunità e delle economie locali, efficientando le opere idrauliche esistenti, realizzando nuovi invasi per trattenere le acque di pioggia sul territorio, creando le reti utili a trasportare l’acqua da un territorio all’altro, secondo necessità.”
La Sicilia è stata in grado di affrontare con serenità un mese di maggio estremamente secco (sull’Isola si sono registrati deficit pluviometrici tra il 50 e l’80%; fonte: RadarMeteo/Hypermeteo), grazie alla disponibilità idrica degli invasi pieni all’88%.
In Sardegna, infine, sono 1617,50 i milioni di metri cubi d’acqua, trattenuti dalle dighe: -54,33 milioni rispetto a Maggio, ma ciò nonostante gli invasi sono ancora pieni all’87,54%.
VENETO
MAGGIO CALDO E SECCO SOLLIEVO DALLE PIOGGE DI GIUGNO
Al netto dei gravi danni generati su alcuni territori da grandine, trombe d’aria e nubifragi, la piovosità e le temperature fresche, che stanno caratterizzando la prima metà di giugno, consentono di tirare un parziale sospiro di sollievo in una primavera calda e poco piovosa.
Il bollettino sulla disponibilità di risorsa idrica, redatto da ANBI Veneto in collaborazione con il Ce.Sp.I.I. del Consorzio di 2° grado L.E.B. (con sede a Cologna Veneta, in provincia di Verona), fotografa una situazione complessa ed un equilibrio tuttora fragile. Secondo i dati Arpav (Agenzia regionale protezione ambientale veneta), ad incidere è l’eredità di un Maggio secco, che ha registrato una media di precipitazioni regionali, pari a circa novantaquattro millimetri, segnando un deficit del 17% rispetto alla media storica e confermando un trend negativo, che nell’anno idrologico si attesta a -28%.
Questa carenza si è riflettuta sullo stato dei corsi d’acqua; spiccano infatti i dati relativi alle portate dei grandi fiumi, sensibilmente inferiori alle medie storiche mensili: -68% per l’Adige al misuratore di Boara Pisani, -64% per il Brenta a Barzizza, -55% per il Po a Pontelagoscuro. Per quanto riguarda le falde, i livelli sono ancora ovunque sotto la media, pur lontani dai minimi del 2022; bene i bacini montani su Piave, invasato al 91% e Brenta, invasato al 97%; nella media, secondo i dati dell’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, gli invasi dell’Adige con il 36% dei volumi utili.
Le analisi del Ce.Sp.I.I. – Consorzio L.E.B. per il mese di Giugno indicano un’inversione di tendenza rispetto a Maggio con una prima metà di Giugno prevalentemente umida e fresca e con temperature e precipitazioni, che verso la fine del mese dovrebbero avvicinarsi ai valori medi del periodo. Le piogge sopra la media (specie sulla pianura centrale) e la bassa evapotraspirazione ridurranno temporaneamente il fabbisogno irriguo, preservando le riserve idriche del suolo.
Dal punto di vista operativo saranno necessarie prudenza e flessibilità: l’umidità nel terreno condiziona la portanza dei suoli e dunque il transito con mezzi pesanti, col relativo rischio di compattazione. La comparsa di una componente più calda dalla terza settimana impone un costante monitoraggio dell’umidità per adeguare tempestivamente le irrigazioni al ritorno del caldo estivo.
ANBI VERSO IL 100% DEGLI OBBIETTIVI PNRR
NEL PIACENTINO INAUGURATO IL TRAVERSANTE MIRAFIORI
VINCENZI: “GRAZIE A NUOVE OPERE IDRAULICHE RISPARMIEREMO UN MILIARDO E MEZZO DI METRI CUBI D’ACQUA”
TOMMASO FOTI, Ministro Affari Europei, PNRR e Politiche Coesione: “NELLA UE VANNO DISCUSSI DEFLUSSO ECOLOGICO E MINIMO VITALE”
Si arricchisce di un’altra tessera, il mosaico della parte di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, gestita con riconosciuta efficienza dai Consorzi di bonifica ed irrigazione: l’ente consortile di Piacenza ha infatti inaugurato il Traversante Mirafiori, un’opera idraulica, costruita nella seconda metà dell’Ottocento ed ora ristrutturata con fondi P.N.R.R. per € 8.753.200,00. Gli interventi portati a termine, a circa centosessanta anni dalla prima realizzazione, comprendono, tra l’altro, la demolizione e la ricostruzione della porzione di struttura gravemente danneggiata dalla piena del 2009; la realizzazione di 10 nuovi cunicoli drenanti lunghi 50 metri ciascuno; la realizzazione di una nuova condotta lunga 220 metri.
“Grazie a questo intervento – ha dichiarato Luigi Bisi, Presidente Consorzio di bonifica di Piacenza (con sede nella città capoluogo) - saremo in grado di garantire una gestione più efficiente e sostenibile della risorsa idrica, assicurando acqua agli agricoltori senza impatti sull’alveo del fiume Trebbia.”
“E’ con orgoglio che, giorno dopo giorno, ci avviciniamo al 100% degli obbiettivi, assegnatici nell’ambito del piano Next Generation Eu” ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
Il Traversante Mirafiori è un’opera idraulica, realizzata nella seconda metà dell’800 nei pressi di Mirafiori di Rivergaro per incrementare le portate superficiali, che alimentano la condotta piacentina delle acque di destra e sinistra Trebbia.
“Grazie alle infrastrutture idrauliche, realizzate dai Consorzi di bonifica ed irrigazione con fondi P.N.R.R. – ha proseguito Vincenzi - potremo risparmiare circa un miliardo e mezzo di metri cubi d’acqua.”
“Il Traversante Mirafiori – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - è la testimonianza di come sia possibile far coesistere azioni di tutela ambientale ed attività, che si basano sull’utilizzo di risorse naturali: un’opera, di cui beneficiano il territorio, il settore agroalimentare e l’ambiente fluviale, visti il prelievo irriguo flessibile e modulabile, la misurazione puntuale del Deflusso Minimo Vitale, l’attività di movimentazione della ghiaia.”
Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, il P.N.R.R. e le Politiche di Coesione: “Il risparmio idrico è la vera scommessa: dobbiamo eliminare le perdite e realizzare infrastrutture, che possano effettivamente soddisfare le esigenze dell’agricoltura e dell’industria, senza penalizzare l’uso potabile e turistico. Per questo, dobbiamo discutere in Europa sul Deflusso Minino Vitale e sul Deflusso Ecologico.”
Complessivamente il distretto irriguo del fiume Trebbia ha un’estensione di circa ventitremila ettari; la superficie irrigata è di quasi undicimilaottocento ettari, di cui il 40% coltivato a mais, il 30% a pomodoro, il 12% ad erba medica, il resto ad orticole e prato. Il Consorzio di bonifica di Piacenza, per svolgere la propria funzione irrigua, utilizza le acque superficiali del Trebbia, distribuendole in 3 sotto-distretti telecontrollati.
Caterina Truglia, Vicedirettrice ANBI: “Investire nella manutenzione, nell’ammodernamento e nella valorizzazione delle reti idriche significa investire nella sicurezza delle comunità, nella tutela del paesaggio e nella competitività dell’agricoltura italiana. Per ciò va ribadita l’importanza di una gestione sostenibile della risorsa acqua e di interventi capaci di coniugare innovazione, tutela ambientale e sviluppo dei territori.”
“Il Traversante Mirafiori è stata una grande intuizione dell’800 per recuperare l’acqua ed incanalarla per usi agricoli e industriali; credo sia proprio questo, anche oggi, il messaggio importante: dove c’è acqua, c’è vita” ha concluso il Vescovo Diocesi Piacenza-Bobbio, Adriano Cevolotto.
Nell’occasione, l’ente consorziale ha anche presentato il volume celebrativo “Da Camillo Cavour al PNRR: il Traversante Mirafiori”, edito da Tip.Le.Co Piacenza e che vede l’alternarsi di contenuti, che toccano la storia, il paesaggio, il progetto di ristrutturazione ed il cantiere fino ad approfondimenti legati ad aspetti speleologici, idrologici e costruttivi.

ANBI AUDITA IN COMMISSIONE AMBIENTE DEL SENATO
“I CONTRATTI DI FIUME DEVONO DIVENTARE UNO STRUMENTO OBBLIGATORIO PER GLI ENTI PUBBLICI TERRITORIALI”
LA POSITIVA ESPERIENZA DEI CONSORZI DI BONIFICA ED IRRIGAZIONE
Solo attraverso una “governance” stabile, continuativa e fondata sul contributo di chi opera quotidianamente sul territorio si possono conseguire obbiettivi di tutela ambientale, resilienza climatica, sicurezza idraulica e sviluppo sostenibile: è questa la convinzione di ANBI, espressa dal Direttore Generale, Massimo Gargano, audito in Commissione Ambiente del Senato nell’ambito dell’esame della proposta di risoluzione "Misure per rafforzare lo strumento del Contratto di Fiume".
Nel merito, ANBI, condividendo l’obbiettivo del documento, propone l'obbligo di partecipazione e sottoscrizione di tale strumento pianificatorio da parte degli enti pubblici competenti per territorio (Autorità di Bacino Distrettuale, Regioni, Città Metropolitane, Province, Comuni, Enti Parco, Consorzi di bonifica ed irrigazione, ecc.), limitando l’attuale partecipazione volontaria ai soggetti economici, produttivi, associativi e della società civile; chiede inoltre il riconoscimento dei Contratti di Fiume come sedi permanenti di concertazione territoriale, nel cui ambito valorizzare il ruolo dei Consorzi di bonifica ed irrigazione quali soggetti tecnici di presidio permanente e di raccordo tra esigenze ambientali, sicurezza idraulica, agricoltura e sviluppo locale.
“L'esperienza maturata negli anni dimostra come molti Contratti di Fiume abbiano prodotto importanti percorsi di confronto e condivisione, ma abbiano spesso incontrato difficoltà nel tradurre le decisioni in azioni concrete, a causa dell'assenza o della partecipazione discontinua di soggetti pubblici essenziali” ha evidenziato il DG ANBI - La presenza obbligatoria degli enti pubblici, che operano quotidianamente sul territorio, consentirebbe di trasformare i Contratti di Fiume in sedi permanenti di concertazione tecnica ed istituzionale, dove costruire decisioni realistiche, condivise e concretamente attuabili.”
Per quanto riguarda i compiti da affidare ai Contratti di Fiume, ANBI condivide l'obbiettivo di promuovere interventi finalizzati al ripristino della naturalità ed al miglioramento della qualità ecologica dei corpi idrici, nonchè alla tutela della biodiversità, definendone però gli interventi attraverso una valutazione puntuale delle caratteristiche idrauliche, agricole, economiche, ambientali e sociali dei territori interessati: la naturalità deve infatti rappresentare un obbiettivo da perseguire attraverso soluzioni territorialmente sostenibili e compatibili con le funzioni strategiche, svolte dai corsi d'acqua e dalle relative infrastrutture. Analoga esigenza di confronto permanente emerge rispetto all'impegno di "promuovere, in collaborazione con le Regioni e le Autorità di Distretto, interventi di manutenzione idraulica, sostenibile e periodica dei bacini e sottobacini idrografici”, giacchè la definizione di tali interventi richiede necessariamente il contributo degli enti, che operano quotidianamente nella gestione e manutenzione della risorsa acqua, affinché gli interventi ambientali possano essere integrati con le esigenze di sicurezza idraulica e tutela delle attività economiche.
Secondo ANBI, rilevante è anche il punto della risoluzione, che riconosce ai Contratti di Fiume un ruolo nella "definizione degli scenari e dei piani, in relazione alla mitigazione della vulnerabilità delle risorse idriche ed al contenimento dell'impatto degli eventi estremi"; pure in questo caso, come nell’efficacia dei programmi d’azione, la partecipazione obbligatoria degli enti pubblici territoriali rappresenta una condizione essenziale per garantire la qualità tecnica delle valutazioni e la concreta attuabilità delle misure individuate: i Consorzi di bonifica ed irrigazione, ad esempio, dispongono di dati, competenze ed esperienze fondamentali per costruire scenari realistici e strategie efficaci di adattamento climatico.
ANBI, infine, condivide quanto previsto nella risoluzione per impegnare il Governo a "promuovere iniziative di corretta informazione e formazione multidisciplinare in merito alle tipologie d'intervento, ai criteri e alle modalità di esercizio della manutenzione sostenibile dei corpi idrici superficiali, delle foci, dell'alveo e della sezione fluviale"; sostiene anche l'obbiettivo di promuovere programmi scolastici di educazione ambientale e civica in materia di cultura dell'acqua, prevenzione del rischio idraulico, uso sostenibile della risorsa idrica, tutela degli ecosistemi acquatici.
“Anche qui – ha concluso Massimo Gargano - i Consorzi di bonifica ed irrigazione, già promotori di numerose iniziative educative, rivolte alle scuole ed alle comunità locali, possono contribuire in maniera significativa alla costruzione di percorsi formativi, radicati nelle realtà territoriali.”
In sintesi, ANBI esprime apprezzamento per la proposta di risoluzione, che riconosce il valore strategico dei Contratti di Fiume, quali strumenti di “governance” integrata delle risorse idriche, adattamento ai cambiamenti climatici, prevenzione del dissesto idrogeologico e partecipazione attiva delle comunità locali; tuttavia, affinché tale obbiettivo possa essere realmente praticato, si ritiene necessario affrontare una criticità strutturale, che limita l'efficacia dello strumento: il carattere esclusivamente volontario della partecipazione degli enti pubblici.
LOMBARDIA
NUOVO ACCORDO CON AIPO
L’acqua continua ad essere un motore di sviluppo per la provincia di Brescia, ma va governata in scala di bacino per fronteggiare le criticità di un territorio, la cui fragilità idraulica si confronta con gli effetti della crisi climatica: con questa consapevolezza, l’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo) ed il Consorzio di bonifica Oglio Mella (con sede a Brescia) hanno sottoscritto 2 convenzioni per la gestione del fiume Mella e del torrente Garza.
Gli accordi riguardano alcuni aspetti centrali nella gestione del reticolo idrico: da una parte, la gestione ordinaria, la manutenzione e la sorveglianza dei 2 corsi d’acqua; dall’altra, il supporto alle attività di progettazione e di monitoraggio delle emergenze.
I vantaggi operativi dell’accordo tra AIPo ed ente consortile si sono immediatamente tradotti nel potenziamento della presenza capillare sul territorio sia di personale addetto alla manutenzione ed alla vigilanza, sia di tecnici qualificati per il monitoraggio idrografico.
L’intesa riguarda infatti, tra l’altro, la gestione delle vasche di laminazione e lo scolmatore delle piene del torrente Garza, opere fondamentali per la difesa idraulica. L’AIPo ha avviato da tempo collaborazioni proficue con i Consorzi irrigui e di bonifica bresciani, lodigiani, cremonesi, mantovani, nella gestione del reticolo idrografico principale nel solco di una partnership pubblico-privato, vista la sempre maggior complessità della gestione idraulica e territoriale, nonché per ottimizzare le risorse umane, finanziarie e strumentali.
La collaborazione instaurata si sta concretizzando anche nella progettazione di interventi e nella pianificazione di future opere, condividendo professionalità ed esperienze in tema di elaborazione progettuale e direzione dei lavori.
TOSCANA
VIA A COMPLETAMENTO IMPIANTO IDROVORO
Proseguono a Pisa i lavori per il completamento dell’impianto idrovoro di Porta a Lucca; l’intervento è finanziato per 1.150.000 euro con fondi ministeriali.
L’opera, realizzata dal Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno (con sede nella “città della torre pendente”), rappresenta un intervento strategico per la salvaguardia idraulica del quartiere e si prevede che l’intervento sarà completato entro Ottobre prossimo.
Con l’impianto idrovoro di Porta a Lucca, Pisa rafforza una delle difese più importanti contro il rischio idraulico. L’investimento porterà più capacità di sollevamento, telecontrollo e continuità di funzionamento anche in caso di “blackout”.
Questo importante intervento consegna alla città una nuova idrovora, la nona sul territorio comunale, a servizio della parte Nord di Pisa.
Attualmente l’impianto è dotato di 2 elettropompe sommergibili con portata di circa cinquecento litri al secondo e 2 con portata di circa duemila litri al secondo oltre ad uno sgrigliatore. Il progetto prevede l’installazione di un’ulteriore elettropompa sommergibile da circa duemila litri al secondo per portare la capacità complessiva di sollevamento fino a 7.000 litri al secondo e di un gruppo elettrogeno, in grado di garantire il funzionamento di 3 elettropompe anche in caso di assenza di energia elettrica.
Inoltre, è prevista la modifica dei quadri elettrici per il collegamento del gruppo elettrogeno e l’avviamento delle pompe, il rifacimento della strada di accesso all’impianto e di parte del piazzale, l’implementazione del sistema di telecontrollo delle apparecchiature.
LIGURIA
INVESTIMENTI NELLE RETI IRRIGUE
Nel corso dell’ancora recente Settimana Nazionale Bonifica ed Irrigazione, l’Assessore Agricoltura Regione Liguria, Alessandro Piana, ha illustrato gli interventi realizzati con i fondi P.S.R. (Piano Sviluppo Rurale) nei territori di Santo Stefano Magra, Luni e Vezzano Ligure, con oltre 1.200.000 euro destinati all’ammodernamento delle infrastrutture irrigue del Consorzio di bonifica Canale Lunense (con sede a Sarzana, in provincia de La Spezia).
La visita ha toccato anche alcune realtà produttive della piana del Magra (dall’azienda Nicolini ai Fratelli Merano fino alle Cantine Lunae), evidenziando il legame concreto tra gestione dell’acqua, competitività agricola e valorizzazione delle produzioni locali.
TOSCANA
LAVORI CONCLUSI
A Firenze si è conclusa l'ultima riqualificazione del torrente Mugnone con la rimozione dei sedimenti depositati dalle piene; i lavori, realizzati dal Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno (con sede a Firenze), hanno avuto l'obbiettivo di ripristinare il corretto deflusso delle acque e migliorare la sicurezza idraulica dell'area.
I sedimenti rimossi, in accordo con il Genio Civile Valdarno Superiore, sono stati trasportati nel fiume Arno, dove si sta rafforzando la sponda destra. Finanziato interamente con risorse proprie, questo progetto si inserisce nel più ampio programma di manutenzione e cura del reticolo idraulico, attuato capillarmente su tutto il comprensorio consortile. L’azione sul fiume, che attraversa Firenze, risponde a questa precisa strategia: coniugare la necessità di una corretta difesa idraulica con il dovere di migliorare la qualità e la fruibilità degli spazi urbani, che i cittadini vivono quotidianamente.
Si sono conclusi anche alcuni interventi di risanamento dei muri interni del torrente Agna, in comune di Montale, per un’estensione complessiva di 485 metri: i lavori sono consistiti nella ristuccatura del tratto di muro interessato e nella chiusura delle numerose brecce, che erano presenti per mancanza di pietre cadute negli anni. Nel periodo estivo/autunnale prossimo verranno eseguiti nuovi lavori, che interesseranno il muro in sinistra idraulica (comune Montemurlo).
Così, oltre ai lavori più grandi e visibili, l’ente consortile si è preso in carico anche tante piccole, ma importanti manutenzioni incidentali, facendo si che si concludessero lavori lunghi anni.
EMILIA ROMAGNA
INTERVENTO DI DIFESA IDRAULICA
Ripristinata ed ora in sicurezza la strada per località Tegge di Lodrignano, nel territorio del comune di Neviano degli Arduini: un importante lavoro di difesa idraulica, progettato dal Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città ducale”) e che consente di evitare lo scivolamento della carreggiata, grazie ad una massicciata a protezione del versante.
All’inaugurazione era presente, tra gli altri, la Sindaca, Raffaella Devincenzi. L’intervento, richiesto dall’Amministrazione Comunale per fare fronte ad uno smottamento vicino all’abitato, è stato finanziato dall’ente consortile (importo: € 60.000,00).
VENETO
FURTI DI RAME ALLE IDROVORE: ECCO IL CONTO PER IL TERRITORIO
I gravi furti di rame, che hanno colpito le idrovore del Consorzio di bonifica Adige Euganeo (con sede ad Este, in provincia di Padova) hanno causato una diretta ferita economica per la comunità: a seguito dei sopralluoghi operativi, infatti, l'ente consortile ha quantificato in 235.000 euro, i costi per i soli interventi di ripristino in somma urgenza.
Si tratta di un computo parziale, che esclude una serie di altri atti vandalici e micro furti di minore entità, subiti dalla rete scolante in periodo recente e che fortunatamente non hanno richiesto procedure d’emergenza; inoltre, a rischio sono stati 78.500 residenti e migliaia di imprese su oltre quattordicimila ettari di territorio: in caso di improvvise ondate di maltempo, la parziale operatività dei motori e la totale assenza dei gruppi elettrogeni d'emergenza avrebbero potuto mettere a rischio l’incolumità pubblica, causando danni incalcolabili a beni pubblici e privati. Il primo colpo è stato assestato il 2 Aprile a Pozzonovo, presso l'idrovora Ca’ Giovanelli, che sversa le acque di un bacino di 7.842 ettari nel fiume Gorzone.
L'impianto (portata l/s 14.400) garantisce la sicurezza idraulica in un'area, in cui vivono circa quarantacinquemila abitanti e dove sono insediate tra le 3.500 e le 4.000 attività produttive nei comuni di Anguillara Veneta, Pozzonovo, Stanghella, Tribano, Solesino, Granze, Villa Estense, Este e Sant’Elena.
Il furto di 2.000 metri di cavi ha privato la struttura dell'alimentazione di riserva e ridotto la capacità di sollevamento complessiva del 43%, richiedendo un investimento di 130.000 euro. Il 30 Aprile u.s., un secondo pesante “raid” ha preso di mira l'idrovora Acquanera a Pernumia.
Questo impianto (portata l/s 24.000) è il "salvavita" idraulico di oltre seimiladuecento ettari tra il Retratto di Monselice ed i Colli Euganei, un territorio delicato che conta 33.500 abitanti e circa duemilasettecento attività produttive, dove le pendenze dei rilievi provocano repentine corrivazioni. I ladri hanno asportato 6.000 metri di cavi; nonostante i primi interventi d'emergenza dei tecnici, la funzionalità resta dimezzata al 50% ed il ripristino definitivo richiederà 105.000 euro.
AGENDA
Il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, sarà relatore nella mattinata di martedì 16 Giugno p.v. alla presentazione della Relazione Annuale E.N.P.A.I.A. (Ente Nazionale Previdenza Addetti e Impiegati Agricoltura), in programma nella Sala degli atti parlamentari a Palazzo della Minerva, in Roma. Il DG ANBI è poi annunciato nella mattinata d giovedì 18 Giugno al Granaio Lorenese nel Parco della Maremma, a Spergolaia in provincia di Grosseto, per l’inaugurazione dell’impianto nel nuovo comprensorio irriguo Piana Alberese, realizzato dal Consorzio di bonifica Toscana Sud (con sede nella città, capoluogo della Maremma); la mattina del giorno dopo, venerdì 19 Giugno, sarà nella Valle dei Giunchi a Camedda di Ittiri, nel Sassarese, per l’inaugurazione della riqualificazione della condotta irrigua dal Bidighinzu, realizzata dal Consorzio di bonifica Nurra (con sede a Sassari). |