IL CORDOGLIO DI ANBI PER LA MORTE DI CARLIN PETRINI
Il Presidente, Francesco Vincenzi ed il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, hanno espresso il cordoglio dell’Associazione per la morte di Carlo Petrini, fondatore di “Slow Food”:
La comunità dei Consorzi di bonifica ed irrigazione esprime, attraverso ANBI, il proprio dolore per la morte di “Carlin” Petrini, alla cui figura era accomunata dall’ impegno per la valorizzazione del territorio come scrigno di eccellenze da preservare, perché identitarie di una storia popolare fatta di cultura e rispetto per il Creato.
Come lui siamo convinti che il futuro del nostro Paese sia legato a quei valori, che ci contraddistinguono nel mondo. Con Petrini scompare l’alfiere di un sogno di riscatto per quanti, con il proprio silenzioso quanto fondamentale lavoro, contribuiscono quotidianamente a proteggere la Terra, consapevoli che non può esserci sostenibilità ambientale, senza quella economica e sociale.
Per quanto ci compete, l’eredità di “Carlin” Petrini è e resterà nostro patrimonio.
Alla famiglia, le nostre più sentite condoglianze.
OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE
CRESCENTI PREOCCUPAZIONI PER LA MANCANZA DELLE RISERVE DI NEVE IN MONTAGNA
L’ITALIA CHE CAMBIA: LA REGIONE PIU’ ARIDA È IL TRENTINO ALTO ADIGE!
VINCENZI: “NEI MESI SCORSI ABBIAMO DISPERSO UN IMPORTANTE PATRIMONIO IDRICO CHE AVREBBE GARANTITO PIU’ SICUREZZA AI TERRITORI. È URGENTE AVVIARE IL PIANO INVASI MULTIFUNZIONALI”
Il susseguirsi di cicloni mediterranei nei primi 3 mesi e mezzo di questo turbolento 2026 (gran parte della Penisola è stata appena interessata da una serie di eventi estremi quali tornado, grandinate e bombe d’acqua, nonché un raffreddamento delle temperature con gelate tardive e nevicate al di sopra dei 1500 metri su Alpi e Appennini), oltre a causare gravi danni ha però appianato un bilancio idrico, che al Sud era in profondo rosso da oltre due anni; al contempo, temperature sopra la media e lunghi periodi secchi, hanno determinato, in diverse zone del Nord, un significativo deficit nivale (Piemonte settentrionale, Lombardia e Veneto) e portate fluviali insufficienti (Ticino, Toce, la gran parte dei fiumi veneti e quelli appenninici emiliani). Secondo il Consiglio Nazionale Ricerche (C.N.R.), la regione, che negli scorsi 12 mesi ha registrato la percentuale maggiore di territorio interessato da siccità severo-estrema, è il Trentino-Alto Adige (12%), dove tale valore sale al 15% con indice SPI (Standardized Precipitation Index) a 24 mesi. Inoltre, ad Aprile, circa l’11% circa delle aree agricole italiane ha subìto condizioni severo-estreme di siccità.
Nonostante le riserve idriche superficiali e sotterranee siano in buono stato, proprio la scarsità di riserve nivali (le tardive nevicate primaverili si sciolgono presto e non rappresentano quindi una riserva idrica duratura) crea preoccupazioni per i mesi a venire: nella prima decade di Maggio, il deficit nell’indice SWE (Snow Water Equivalent) a livello nazionale sfiorava il 48% con punte di -74% nel bacino del fiume Brenta e -56% in quello dell’Adige, mentre era -43% nel bacino padano (fonte: Fondazione CIMA).
“Con l’innalzarsi delle temperature – ha evidenziato Massimo Gargano, Direttore Generale Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue (ANBI) - la fusione del già ridotto manto nevoso accelererà con la conseguenza che nei mesi più caldi non sarà possibile fare affidamento sull’apporto delle acque di scioglimento per la ricarica dei corpi idrici e ci si dovrà affidare alla sola clemenza meteorologica.”
Già nei prossimi giorni, infatti, sono annunciate temperature oltre i trenta gradi sulla Pianura Padana, sulla costa tirrenica ma anche sulle valli alpine (30 gradi a Bressanone ed in Val d’Ossola e 33 a Bolzano, cioè circa dieci gradi in più rispetto ad Agrigento; fonte: Meteored).
Il settimanale report dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche vede crescere i livelli idrometrici dei grandi laghi del Nord con ilSebino vicino alla quota massima storica dopo che per mesi l’altezza è stata sotto media.
In riduzione e nettamente sotto media (-63%) sono le portate della Dora Baltea in Valle d’Aosta, così come quelle del torrente Lys.
Ancora molto deficitari e con tendenza decrescente sono i flussi nel fiume Po, che nella sezione piemontese segnala un deficit di oltre il 60%, mentre a Pontelagoscuro, nel Ferrarese, si registra - 42%; in Piemonte marcati deficit idrici anche in altri alvei fluviali : Tanaro -59%; Toce -56%; Stura di Demonte -41%.
In attesa delle conseguenze del recente “colpo di coda” invernale, le riserve idriche della Lombardia, pur in miglioramento, evidenziano un marcato deficit idrico (-36,2%), dovuto principalmente alla scarsa risorsa nivale in quota (-67,4%; fonte Arpa Lombardia).
In Veneto, si registra un deciso incremento di portata nel fiume Adige a Boara Pisani, dove guadagna oltre ventisei metri cubi al secondo rispetto ad una settimana fa, raggiungendo la portata media di mc/s 106,5: poco però, se confrontato con la media storica d’Aprile del secondo fiume italiano, pari a mc/s 282. Analoga è la condizione degli altri fiumi veneti che, pur crescendo, registrano ancora flussi troppo scarsi (Brenta, -62%; Piave, -60%; Bacchiglione, -58%; Livenza, -44,8%).
In Emilia-Romagna, ad un recupero delle portate nei bacini fluviali occidentali, che sono ora superiori alla media (Trebbia, Taro, Secchia, Panaro), fanno da contraltare i flussi inferiori ai minimi storici di Enza e Santerno e quelli fortemente ridotti di Reno e Savio (fonte ARPAE).
In Liguria, il livello idrometrico del fiume Entella registra una crescita, mentre in ribasso sono i valori rilevati negli alvei di Vara ed Argentina.
In Toscana sono abbondanti le portate del fiume Serchio, mentre stabili ed in linea con i valori tipici del periodo sono quelle dell’Arno; sotto media, invece, l’Ombrone (-43%). Secondo i dati della Fondazione Cima, da inizio dell’anno il Grossetano avrebbe beneficiato di apporti meteorici, superiori alla media di circa il 40%.
Nelle Marche va segnalato l’abbassamento del livello idrometrico del fiume Tronto, mentre gli invasi trattengono quasi cinquantaquattro milioni di metri cubi d’acqua.
In Umbria resta invariata la deficitaria altezza del lago Trasimeno rispetto ad una settimana fa (- cm. 104 sulla media storica) , mentre un leggero incremento di flusso viene registrato nel fiume Topino; invariate le portate di Chiascio e Paglia.
Nel Lazio c’è segno positivo nell’andamento idrometrico dei fiumi Tevere e Velino, mentre le altezze di tutti i laghi vulcanici sono stabili sui livelli registrati la settimana scorsa.
In Campania crescono le portate dei fiumi Volturno, Sele e Garigliano.
In Basilicata, nella scorsa settimana, circa cinque milioni di metri cubi d’acqua sono defluiti dal più grande invaso in terra battuta d’Europa (monte Cotugno) per soddisfare la domanda irrigua e potabile; attualmente i bacini lucani (Pertusillo, Camastra e Basentello, oltre a quello di monte Cotugno) conservano complessivamente volumi idrici pari a quasi trecentonovantuno milioni di metri cubi.
Infine in Puglia, nonostante l’avviata stagione irrigua, si registra un incremento settimanale di 500.000 metri cubi nei volumi idrici invasati nei bacini foggiani.
“Di fronte alla fotografia di un’Italia idricamente rovesciata nel 2026 è forte il rammarico per aver visto defluire in mare enormi quantità d’acqua, eccedenti le attuali capacità di stoccaggio – ha commentato infine Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - Sarebbe stato un tesoro idrico, inestimabile per territori come Basilicata, Tavoliere delle Puglie, Sicilia, Abruzzo, Calabria, Sardegna, dove solo pochi mesi si era ancora alle prese con gravi limitazioni nella distribuzione d’acqua anche ad uso civile: un’emergenza, che già sappiamo potersi ripetere negli anni a venire. Non possiamo quindi che ribadire l’urgenza di avviare quel Piano Invasi Multifunzionali, che abbiamo proposto da tempo con Coldiretti e che, unitamente all’efficientamento delle opere idrauliche esistenti, aumenterebbe in maniera significativa la resilienza dei nostri territori.”

VENETO
APRILE SECCO, LE PIOGGE DI MAGGIO NON COMPENSERANNO
Secondo i dati ARPAV (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Veneto), raccolti nel Bollettino ANBI Veneto, il mese di aprile 2026 si è concluso con un quadro idro-meteorologico fortemente anomalo.
Le piogge registrate nei giorni scorsi compensano, infatti, solo in piccola parte un mese, che è risultato molto avaro di precipitazioni, caratterizzato da un pesante deficit complessivo e da temperature nettamente superiori alla norma.
Le precipitazioni mensili hanno raggiunto una media regionale di circa trentadue millimetri a fronte dei mm. 94 attesi, determinando un’anomalia del -66%. Questo calo ha interessato in modo diffuso tutti i bacini idrografici regionali, registrando punte vicine o superiori a -70% nei sistemi dei fiumi Brenta, Sile, Livenza e Adige, mantenendo il bilancio complessivo dell’anno idrologico (da Ottobre 2025) su un passivo di -30%. In parallelo, la colonnina di mercurio ha fatto registrare valori medi di circa due gradi superiori alla norma, qualificando il periodo come il terzo aprile più caldo dal 1991.
Tale andamento termico ha accelerato la fusione anticipata di un manto nevoso, già ridotto a fine stagione, incrementando l’evapotraspirazione e riducendo le riserve d’acqua nel territorio. Per il mese di Maggio 2026, le elaborazioni del CeSpII (Centro Sperimentale per l’Innovazione Irrigua) - Consorzio L.E.B. - Lessinio Euganeo Berico (con sede a Cologna Veneta, in provincia di Verona) delineano uno scenario più stabile con condizioni meteorologiche, che dovrebbero rientrare generalmente nella media del periodo su gran parte della regione. I modelli statistici evidenziano la possibilità di un leggero surplus pluviometrico su alcune aree della pianura veneta meridionale, mentre per la terza settimana del mese si attende un calo termico, in grado di mitigare temporaneamente la domanda evapotraspirativa dei suoli.
In questo contesto di transizione, l’indicazione tecnica è quella di monitorare con attenzione lo stato delle colture ed il livello di umidità dei terreni. Diventa quindi fondamentale controllare preventivamente la piena funzionalità degli impianti d’irrigazione, programmando i primi turni distributivi in modo mirato e sulla base dell’effettivo andamento delle temperature stagionali.
I più recenti dati scientifici evidenziano come gli effetti del cambiamento climatico incidano in modo sempre più concreto sulla salute delle persone, sulla sicurezza alimentare e sugli equilibri degli ecosistemi. In questo scenario, la marcata scarsità di precipitazioni, registrata nelle recenti settimane, desta particolare preoccupazione in relazione all’avvio della stagione irrigua, che richiede adeguata disponibilità idrica e continuità negli apporti. La gestione dell’acqua non può quindi essere considerata un tema settoriale, ma una questione trasversale, che coinvolge agricoltura, ambiente e qualità della vita.
ANBI PER LE AREE MARGINALI
QUANDO LA CRISI PUO’ DIVENTARE OPPORTUNITA’
SI CHIAMANO NUS E POSSONO ESSERE NUOVE OPPORTUNITA’ DI SVILUPPO AGRICOLO PER LE AREE COSTIERE A RISCHIO SALINIZZAZIONE: L’EVIDENZA SCIENTIFICA ARRIVA DAL VENETO GRAZIE AD UN PROGETTO MEDITERRANEO
VINCENZI: “E’ UNA DIMOSTRAZIONE DELLA SPECIFICITA’ TERRITORIALE DEL SUD EUROPA.
LO RICONOSCA ANCHE BRUXELLES”
Il destino delle aree agricole costiere e dei territori situati sotto il livello del mare è oggi strettamente legato alla capacità di adattamento ai cambiamenti climatici: in questo contesto di vulnerabilità condivisa si muove il progetto internazionale VENUS (Valuing Environmentally-friendly Neglected Uses of Small-scale crops), di cui il Consorzio di bonifica Adige Euganeo (con sede ad Este, nel Padovano) ha ospitato il “Third Open Day”, presenti l'ente capofila greco ELGO-Dimitra (Hellenic Agricultural Organization), gli specialisti spagnoli di IDENER ed i ricercatori dell’egiziano National Water Research Center mentre, per l’Italia, hanno partecipato i partner scientifici dell’ente consortile: il CNR-Consiglio Nazionale Ricerche, l’Università della Campania "Luigi Vanvitelli" e la società Rinci Srl. Il progetto VENUS è un percorso di ricerca, che coinvolge complessivamente 12 partner distribuiti in 8 Paesi del bacino mediterraneo (Italia, Grecia, Spagna, Egitto, Giordania, Marocco, Algeria e Tunisia), impegnati nello scambio di dati e sperimentazioni per “disegnare” il futuro di terre minacciate dalla modificazione degli habitat agricoli a causa soprattutto dalla salinizzazione e della subsidenza. Caratteristica di questa iniziativa internazionale è la reciprocità: ogni ente mette a disposizione i propri campi sperimentali per testare soluzioni, che potranno poi essere applicate su scala mediterranea.
“Solo integrando la ricerca internazionale con interventi strutturali potremo garantire maggiore resilienza a questi importanti ecosistemi del nostro Paese. È un’evidente dimostrazione della specificità idrologica del Sud Europa, di cui chiediamo il riconoscimento anche nelle scelte comunitarie a Bruxelles" ha sottolineato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
Le delegazioni hanno così visitato i siti veneziani di Gesia a Cavarzere e Zennare a Chioggia: due aree predisposte appositamente alla sperimentazione e scelte dall’ente consorziale veneto, poiché situate circa quattro metri sotto il livello del mare; qui, la risalita del cuneo salino e l’abbassamento dei terreni rendono complessa l'agricoltura tradizionale, creando però un’area ideale per lo studio delle cosiddette NUS (Neglected and Underutilized Species), cioè varietà come Salicornia, Atriplex, Beta Marittima, Salsola Oppositifolia, Suaeda Maritima; in due anni di sperimentazione è stata valutata la loro capacità di svolgere un ruolo ecologico di riqualificazione, vegetando in suoli salsi con un fabbisogno idrico estremamente ridotto. Nonostante le incertezze iniziali, legate alla conduzione di specie prive di protocolli agrari consolidati, le piante hanno mostrato un ottimo attecchimento ed una rigogliosa floridezza vegetativa, testimoniando l’individuazione di un habitat idoneo alle loro necessità come suffragato anche dal supporto scientifico a tali evidenze: analizzando la biomassa raccolta ed inviata ai laboratori dell’Ateneo casertano, è stata definita la "Water Use Efficiency" delle piante, certificando la loro capacità di mantenere l’efficienza fotosintetica anche in ambienti caratterizzati dalla salinizzazione dei suoli. Queste specie sottoutilizzate possono dunque trasformarsi in una risorsa commerciale strategica; se la parte colturale ha confermato la fattibilità agraria, il futuro risiede nell’individuazione di sbocchi di mercato definiti: dall’industria farmaceutica (grazie ai principi attivi di queste piante) alla produzione di mangimi per l’allevamento fino al settore energetico per la produzione di metano; particolare rilievo è dato all’impiego alimentare, dove il finocchio di mare (paccasassi) è già diventato un'eccellenza gastronomica marchigiana ed altri campi d’impiego si stanno individuando per la salicornia od altre varietà testate. Scopo del progetto VENUS è infatti quello di validare l'intera filiera, individuando nuove opportunità di sviluppo per quei territori, che oggi subiscono maggiormente la pressione del cambiamento climatico.
Lorenzo Frison, ingegnere responsabile del progetto per il Consorzio di bonifica Adige Euganeo, ha sottolineato il valore del risultato raggiunto:
"Il progetto VENUS si pone in continuità con altre indagini sperimentali come quelle di MOST e SWAMrisk: l'obbiettivo è comporre un quadro conoscitivo preciso su come si trasformeranno, per effetto della crisi climatica, le aree prossime alla gronda lagunare."
"Presidiamo circa quindicimila ettari, che si trovano a quote significative sotto il livello del mare – aggiunge il Presidente del Consorzio di bonifica Adige Euganeo, Fabrizio Bertin - Per noi, la riuscita della sperimentazione VENUS è parte integrante di un impegno più vasto, che include anche grandi opere infrastrutturali come lo sbarramento sul fiume Brenta contro la risalita del cuneo salino, inserito nelle progettualità del Piano Idrico Nazionale e di cui attendiamo gli sviluppi attuativi.”
“Sono 266, per un importo complessivo di circa sette miliardi e trecento milioni di euro, i progetti redatti da Consorzi di bonifica ed Irrigazione, inseriti nel Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – Alla politica chiediamo di accelerare le tempistiche per l’utilizzo dei fondi disponibili, riconoscendo contestualmente la specificità dei territori minacciati dall’ingressione salina ed evitando scelte, come la ripresa delle trivellazioni in Alto Adriatico, già foriere di gravi ripercussioni, che ancora pesano anche economicamente nella vita quotidiana delle popolazioni sul Delta del Po.”
VERSO IL FORUM EUROMEDITERRANEO SULL’ACQUA SIGNIFICATIVI MESSAGGI DAL MONDO DELLA BONIFICA
L’ACQUA COLTIVA LA PACE: SI CONCLUDE NEL WEEKEND LA SETTIMANA NAZIONALE DELLA BONIFICA E DELL’IRRIGAZIONE
VINCENZI: “OGNUNO DEVE FARSI GOCCIA CONTRO LA SETE DEL MONDO”
“L’acqua coltiva la pace” è il tema della 26° edizione della Settimana Nazionale Bonifica ed Irrigazione che vivrà, sabato 23 e domenica 24 Maggio p.v., il weekend finale, tradizionalmente dedicato all’apertura straordinaria delle “cattedrali dell’acqua”, cioè i grandi impianti idraulici destinati a gestire l’acqua sui territori, preservandoli da allagamenti e distribuendo risorsa prioritariamente a fini agricoli.
In una Settimana, caratterizzata soprattutto da attività scolastiche e culturali, un segnale di particolare significato arriva dalla Versilia: Lucca chiama il Burkina Faso con un progetto di cooperazione internazionale, che mira a realizzare un pozzo, che possa assicurare acqua a fini potabili ed irrigui a circa 1.200 persone di Kaya, provincia di Namentenga, regione centrosettentrionale del Burkina Faso, l’ultimo avamposto prima di addentrarsi nella zona rossa del Paese, dove imperversa il conflitto terroristico.
Il piano di solidarietà con lo Stato africano è condotto dal Centro Missionario della Diocesi di Lucca ed è stato sposato dal Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord e da numerose Istituzioni e associazioni del territorio; per raccogliere le migliaia di euro necessarie per il progetto (5 milioni di Cfa, la moneta burkinabé), è partito un crowdfunding sulla piattaforma on-line lucchese Eppela, presentato ad un incontro nella sede dell’ente consorziale a Capannori e cui hanno partecipato, tra gli altri, il Vescovo di Lucca, Paolo Giulietti ed il Presidente della Provincia di Lucca, Marcello Pierucci.
“L’acqua coltiva la pace è un claim, che rappresenta auspicio, consapevolezza ed urgenza di fronte all’attualità fatta di conflitti bellici e crisi climatica; sono parole, che diventano anche un impegno concreto con un progetto di cooperazione internazionale, che insieme a tanti enti ed associazioni del comprensorio sosterremo attivamente durante la raccolta dei fondi necessari” ha affermato Dino Sodini, Presidente del Consorzio di bonifica Toscana Nord.
“Vogliamo contribuire a creare un ponte tra il nostro territorio ed i Paesi del Terzo Mondo, perché è così che crediamo si costruisca davvero la pace: sarà questo, infatti, uno dei temi del primo Forum Euromediterraneo sull’Acqua, che si terrà in Settembre a Roma e per la cui assegnazione ci siamo fortemente impegnati – ha dichiarato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - Da anni, inoltre, affianchiamo l’onlus M.A.I.S. (Movimento per l’Autosviluppo Internazionale nella Solidarietà) nella realizzazione di pozzi per l’acqua in Mozambico. Parlando d’acqua c’è bisogno di tante, piccole gocce, che insieme si trasformino in un flusso di scelte di sistema.”
“Non si possono avere atteggiamenti distaccati di fronte alle morti per fame e sete, che minacciano ogni anno miliardi di persone. Va cambiata una cultura fatta di troppa retorica e poca concretezza. La crisi climatica accentua le difficoltà del Pianeta, dove i flussi migratori sono l’inevitabile risposta a condizioni di vita insopportabili, aggravate dall’inumana scelta di trasformare le risorse idriche in obbiettivi di guerra - ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
“Ricordo Papa Paolo VI, quando evidenziò che lo sviluppo è il nuovo nome della pace - conclude il Vescovo di Lucca, Paolo Giulietti -. Superare le disuguaglianze e le ingiustizie è il presupposto per mettere fine alla genesi dei conflitti e questo progetto rappresenta un mattone della casa in costruzione. A volte si ha la sensazione di essere inermi di fronte alle guerre; eppure, la nostra testimonianza è preziosa e decisiva, anche quando si decide di contribuire attivamente in progetti, che sembrano piccoli, ma in realtà fanno la differenza.”
Il link per fare una donazione su Eppela è https://www.eppela.com/lacquacoltivalapace. Per adesioni di istituzioni ed associazioni al progetto, si può inviare una mail a info@cbtoscananord.it .
LOMBARDIA
TERRITORIO PIU’ PROTETTO
Presente l’Assessore Territorio e Sistemi Verdi Regione Lombardia, Gianluca Comazzi, è stata inaugurata l’area di laminazione sul torrente Rudone a Nuvolento, in provincia di Brescia.
L’opera, che presenta un volume di 63.000 metri cubi ed un’estensione di 34.135 metri quadri, è stata finanziata con uno stanziamento regionale di oltre 2.400.000 euro ed ha come soggetto attuatore, il Consorzio di bonifica Chiese (con sede a Calcinato, in provincia di Brescia).
Oltre alla realizzazione delle vasche, il finanziamento ha consentito una serie di interventi di adeguamento idraulico, tra cui l’integrazione di alcune paratoie.
Il nuovo impianto ubicato in località Carlina, alla confluenza tra i torrenti Rudone e Pospesio, è progettato per reggere anche eventi meteorologici estremi, riducendo la quantità d’acqua, che arriva a valle da 33 a 10 metri cubi al secondo. Per la manutenzione e la gestione dell’opera, Regione Lombardia ha inoltre stanziato ulteriori 30.000 euro all’ente consortile, che dovrà garantirne il corretto funzionamento nel tempo.
Con questa opera i Consorzi di bonifica ed irrigazione dimostrano efficiente capacità operativa, aumentando protezione, resilienza e sostenibilità del territorio.
EMILIA ROMAGNA
POST ALLUVIONE APERTI OLTRE 300 CANTIERI
Sono oltre trecento i cantieri affidati al Consorzio di bonifica Romagna Occidentale (con sede a Lugo, in provincia di Ravenna) nell’ambito delle Ordinanze Commissariali, emanate dopo gli eventi alluvionali che, nel 2023 e nel 2024, hanno colpito i territori locali e della Toscana; il “Romagna Occidentale” è così è l’ente attuatore dell’imponente piano di interventi straordinari e che prevede investimenti superiori ai centoventisei milioni di euro.
Per quanto riguarda il Distretto collinare e montano, che si estende per circa centoventimila ettari tra Emilia- Romagna (70.000 ettari) e Toscana (50.000 ettari), sono oltre duecento i rii ed i torrenti interessati dagli interventi per più di centoventi chilometri attraverso 132 cantieri realizzati tra il 2024 e il 2025 (circa sette milioni di euro sui 30 milioni di euro in investimenti totali, previsti anche nei prossimi anni per il ripristino e la messa in sicurezza idrogeologica nelle vallate dei fiumi Santerno, Senio, Lamone e Marzeno).
Le attività si stanno concentrando nei comuni maggiormente colpiti delle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Bologna e Firenze, tra cui Faenza, Brisighella, Riolo Terme, Casola Valsenio, Modigliana, Tredozio, Imola, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice, Castel del Rio, Marradi, Palazzuolo sul Senio e Firenzuola.
L’intervento straordinario dell’ente consorziale è stato richiesto dalle Regioni Emilia-Romagna e Toscana, le cui Agenzie regionali ed il Genio Civile rivestono il ruolo di autorità idrauliche, competenti su tutti i corsi d’acqua naturali e demaniali. Sono in corso anche i ripristini di 42 acquedotti rurali extraurbani per un importo complessivo degli interventi, superiore a tre milioni di euro.
Il Distretto di pianura, che si estende per circa settantaseimila ettari dalla via Emilia al Reno, tra il Sillaro ed il Lamone, nelle province di Ravenna, Bologna e Ferrara, è un’area particolarmente fragile dal punto di vista idraulico, dove il sistema di scolo delle acque dipende quasi esclusivamente dalle opere artificiali di bonifica, gestite dall’ente consortile. Il progetto complessivo di ripristino delle infrastrutture consorziali ammonta ad oltre novantacinque milioni di euro destinati a 39 linee di intervento.
Ad oggi risultano completati ed in fase di rendicontazione circa cinquanta milioni di euro in lavori. Gli interventi di ripristino sono estremamente differenziati: dalla riparazione in emergenza delle aperture arginali alla messa in esercizio degli impianti alluvionati fino agli interventi più strutturati per il ripristino dei danni da erosioni e frane su ampi tratti della rete scolante, impattata dall’alluvione.
Tra gli interventi più significativi quelli nel collettore generale (Canale di Bonifica in Destra di Reno), che si era fatto carico dello smaltimento di tutte le acque fuoriuscite dai fiumi Sillaro, Senio, Santerno e in sinistra Lamone verso il mar Adriatico: si è intervenuti nel tratto ricadente nel reparto Zaniolo (importo € 2.770.544,00), nel reparto canal Vela (€ 6.103.089,00) e nel reparto Mandriole a Sant’Alberto (€ 5.174.227,00). Significativi anche i lavori nel canale dei Mulini a Castel Bolognese, Lugo e Fusignano, ricadente nei comuni di Solarolo, Bagnara di Romagna, Cotignola e Lugo (€ 3.197.157,00) e quelli nello scolo Tratturo nei comuni di Lugo ed Alfonsine (€ 2.556.405,00); quelli nel collettore Fosso Vecchio, in comune di Alfonsine e Ravenna (€ 6.178.677,00); quelli nel fosso Vetro nei comuni di Bagnacavallo e Ravenna (€ 5.081.371,00). In particolare, nel solo comune di Conselice sono stati eseguiti importanti interventi, tra i quali quelli nello scolo Zaniolo €(4.621.001,00), nel Diversivo in Valle (€ 2.687.834,00), nel Fossatone Nuovo (€ 546.491,00).
Nel complesso, il Consorzio di bonifica ha realizzato e sta realizzando interventi fondamentali, in particolare per la pulizia e la manutenzione straordinaria degli alvei; il ripristino di opere idrauliche danneggiate, come briglie e manufatti; la messa in sicurezza dei punti critici interessati da frane, che occludevano alvei e canalizzazioni; il risezionamento dei canali per ripristinare la capacità originaria di scolo; il consolidamento di frane e scarpate con palificate, geotessuti e pietrame; la ricostruzione di tratti arginali erosi; il ripristino di impianti idrovori ed irrigui strategici.
Le attività proseguono contemporaneamente in decine di cantieri distribuiti sul territorio, con l’obbiettivo di completare gli interventi nel minor tempo possibile, compatibilmente con le condizioni meteo e con le esigenze delle aziende agricole.
Oggi si può dire che centinaia di cantieri sono stati completati o sono in corso d’opera con interventi fondamentali per ripristinare la sicurezza idraulica, la funzionalità dei corsi d’acqua e delle opere di bonifica, restituendo maggiore protezione a cittadini, imprese agricole ed attività produttive.
Accanto agli interventi emergenziali, il Consorzio di bonifica continua a sviluppare una visione di lungo periodo, orientata alla resilienza climatica, al miglioramento della capacità di scolo delle acque ed alla manutenzione sostenibile della rete idraulica.
TOSCANA
NUOVO PICCOLO MA IMPORTANTE INTERVENTO
A Quarrata gli eventi meteo, soprattutto quello del Novembre 2023, hanno colpito davvero duro e così diversi sono stati gli interventi in somma urgenza e gli investimenti strategici, realizzati dal Consorzio di bonifica Medio Valdarno (con sede a Firenze) in accordo con Genio Civile Regione Toscana ed Amministrazione Comunale.
Durante i sopralluoghi post evento e come segnalato anche da alcuni cittadini si era notato un evidente deterioramento superficiale di un paramento verticale del muro esistente in sinistra idraulica del torrente Stella.
E così, oltre ai lavori più grandi e visibili, l’ente consortile si è preso in carico anche tante piccole, ma importanti manutenzioni incidentali, come quella terminata a Valenzatico dove, sul muro di sponda dello Stella, si è eseguita una pulitura superficiale poi un nuovo rivestimento dalla sommità muraria alla quota della strada. La mitigazione del rischio idraulico passa anche attraverso interventi come questo che, seppur di complessità minore, aiutano a prevenire problemi più gravi.
LAZIO
STUDENTI IN VISITA
Nell’ambito delle iniziative promosse per la Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione 2026, il Consorzio di bonifica Litorale Nord (con sede a Roma) ha aperto l’impianto idrovoro di Casal Palocco alle visite didattiche: protagonisti della giornata sono stati gli alunni della scuola primaria “M. Calderini - G. Tuccimei” di Acilia, che hanno visitato l’impianto di Ostia, approfondendo i temi della sicurezza idraulica e della tutela del territorio.
Al termine del percorso è stato donato un gioco di carte “Memory” dedicato alla Bonifica, pensato per sensibilizzare i più giovani ai temi ambientali attraverso un approccio educativo e coinvolgente.
Unire attività didattiche e momenti ludici consente di trasmettere la consapevolezza che vivere in sicurezza in un territorio fragile non è un fatto scontato; mostrare concretamente come funziona un impianto idrovoro, come l’acqua venga sollevata da aree poste al livello o al di sotto del livello del mare e convogliata verso il mare attraverso la rete dei canali di bonifica, suscita sempre grande interesse e stupore, non solo nei bambini ma anche negli adulti.
EMILIA ROMAGNA
ACQUA & TERRITORIO: I PREMIATI DELL’EDIZIONE 2026
Erano numerosissimi i giovani studenti, provenienti da tutta l’Emilia Romagna, presenti nel sito “Acqua Campus” di Budrio, ospiti del Consorzio di 2° grado C.E.R. – Canale Emiliano Romagnolo (con sede a Bologna) e pronti per ricevere i riconoscimenti personali e di gruppo che ANBI ER assegna ormai da 3 lustri ai migliori progetti audio video- testuali, realizzati durante l’anno scolastico in tutti i comprensori dei Consorzi di bonifica associati.
Le classi vincitrici, prima di ricevere i premi, sono state guidate in alcuni percorsi creativi, ludico-formativi ed ambientali all’interno dell’area ricerche agronomiche. Al termine sono stati premiati i vincitori del concorso “Acqua & Territorio”, accompagnati ad “Acqua Campus” dai propri docenti e dai tutor dei Consorzi di bonifica Pianura di Ferrara (con sede nel capoluogo estense), Emilia Centrale (con sede a Reggio Emilia), Renana (con sede a Bologna), Piacenza (con sede in città), Romagna (con sede a Ravenna).
Elenco dei premiati: per le Scuole Primarie, miglior video “Le Avventure di Bonni” Istituto Alda Costa 3 A Scuola Manzoni di Ferrara; miglior podcast “Operazione piedi asciutti” 3 A Istituto di Ostellato scuola Alighieri di Fiscaglia (FE); miglior fotografia “Nel cuore della Vita” Francesco Miselli scuola di Villa Minozzo (RE); per le Scuole Secondarie: miglior video “Acqua è Vita” classi 1-2-3a scuola Media Vallisneri di Arceto Scandiano (RE); miglior podcast “Istruzioni per il Futuro” Istituto comprensivo del Mare Plesso Mattei Marina di Ravenna (RA); miglior fotografia “La diga del Molato” Lucia Bottrighi Classe 1D istituto Borgonovo Val Tidone (PC). Inoltre, il Premio della Critica è andato al video “Insieme ogni goccia conta” classi 3° e 3D Scuola Caduti della Libertà Anzola dell’Emilia (Bo).
Oltre ai premi del concorso “Acqua & Territorio”, l’occasione è stata favorevole a conferire anche il premio della sessione regionale del concorso fotografico ANBI “Obiettivo Acqua” all’autrice Francesca Zambelli, che ha primeggiato con un’immagine scattata a Lizzano Belvedere presso le suggestive cascate del Dardagna nel parco regionale del Corno alla Scale nel Bolognese.
PIEMONTE
CANALE CAVOUR: MOSTRA DOCUMENTARIA PER I 160 ANNI
Per celebrare il 160° anniversario dall’inaugurazione del canale Cavour, l’Associazione Irrigazione Est Sesia (con sede a Novara) ha allestito una mostra iconografica documentaria: l’Archivio Storico delle Acque e delle Terre Irrigue ripercorre la storia dell’importante arteria idrica, fautrice dello sviluppo delle terre del riso nel territorio agricolo novarese e lomellino, nonchè ispirata a principi di unità, progresso e lungimiranza; gran parte della documentazione esposta fa parte dell’Archivio Canali Cavour contenente disegni, lettere e “maquettes”, che diventano la traccia per riscoprire questa grandiosa opera di ingegneria idraulica.
Un settore della mostra espone gli scritti comparsi all’epoca in Italia ed all’estero con la descrizione degli aspetti tecnici dei lavori costruttivi e degli innovativi accorgimenti adottati; dalla documentazione emerge l’importanza di questa infrastruttura irrigua che, oltre secolo e mezzo dopo la sua realizzazione, continua a svolgere il compito per il quale è nata: portare acqua a migliaia di ettari coltivati prevalentemente a riso, creare lavoro e ricchezza.
All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, gli Assessori Cultura (Marina Chiarelli) ed Ambiente (Matteo Marnati) di Regione Piemonte.
AGENDA
Il Presidente, Francesco Vincenzi ed il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, interverranno nel pomeriggio di lunedì 25 Maggio p.v. all’iniziativa “Ogni goccia conta: la nuova condotta irrigua per il sistema Arda”, organizzata dal Consorzio di bonifica Piacenza nell’auditorium San Giovanni (in Municipio) a Fiorenzuola d’Arda. Inoltre, nella mattinata di mercoledì 27 Maggio, il DG ANBI interverrà al Tavolo di Lavoro “Verso il nuovo Piano di Classifica del Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia: buone pratiche nazionali, spunti e riflessioni” in programma nel salone dell’hotel Nicolaus, a Bari. |