Anno XXVIII, n. 15 lunedì, 20 aprile 2026

21-23 MARZO 2026: È TEMPO DI MACFRUT!

Sarà, anche quest’anno, lo spazio dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) ad ospitare, nella mattinata di martedì 21 Marzo p.v., l’inaugurazione del salone Macfrut 2026 in Fiera a Rimini: sul palco, insieme al Presidente ANBI, Francesco Vincenzi ed a molte Autorità, ci sarà Francesco Lollobrigida, Ministro Agricoltura Sovranità Alimentare Foreste.
Al pomeriggio, nello spazio Hub Innovation, si terrà l’evento “Nuovi modelli per l’uso efficiente dell’acqua”. La mattina del giorno dopo avrà luogo, organizzato da CIHEAM Bari, Comitato One Water Italia ed ANBI, l’evento “Trame d’acqua: intrecciare sicurezza e resilienza nel Mediterraneo. Tradurre le priorità politiche in azioni per i territori e le filiere produttive”; contemporaneamente, nello spazio Coldiretti, ANBI Emilia-Romagna e Consorzio di 2° grado Canale Emiliano Romagnolo (con sede a Bologna) interverranno all’evento “Dall’acqua alla tavola.
I modelli di formazione per l’agricoltura del futuro: Docet e Acqua e Territorio Lab”. Nel pomeriggio, all’Ecosistema Acqua Campus, si terrà un’iniziativa di Consorzio C.E.R. ed ANBI ER, in cui sarà firmata la nuova convenzione triennale fra ANBI e la Rete Regionale Istituti Agraria Emilia-Romagna; a seguire avrà luogo l’appuntamento Consorzio C.E.R./ AICS/ ANBI sul tema “Governance e resilienza climatica: i Consorzi di bonifica italiani nei Balcani e nel mondo”.
Infine, nella mattinata di giovedì 23 Aprile, Consorzio C.E.R. ed ANBI organizzeranno l’evento “Acqua, Suolo, Biodiversità: le sinergie possibili grazie all’irrigazione di precisione”, cui seguirà un’iniziativa riservata agli studenti degli Istituti d’Agraria, promossa anche da ANBI ER.


SAVE WATER NO WAR

NELLA PREOCCUPANTE CONGIUNTURA MONDIALE ANBI PRESENTA 266 PROGETTI PER PIANO IDRICO NAZIONALE

VINCENZI: “UN ECCEZIONALE IMPEGNO DI SISTEMA CHE TOGLIE OGNI ALIBI SU SICUREZZA IDRAULICA, SVILUPPO ED OCCUPAZIONE”

“Di fronte all’efficienza realizzativa, dimostrata nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, rispettandone tutti i cronoprogrammi ed alla  capacità progettuale, esibita con il 46% delle proposte nel Piano Idrico Nazionale, abbiamo il diritto di alzare le nostre ambizioni, chiedendo ai soggetti decisori i necessari finanziamenti in tempi certi e celeri per aumentare la resilienza dei territori alla crisi climatica”: a dirlo è stato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, illustrando i 266 progetti (139 al Nord, 67 al Centro, 60 al Sud e nelle isole) redatti da enti di bonifica ed irrigazione d’intesa con tutte le Regioni italiane e presentati nella nuova “finestra” P.N.I.I.S.S.I. (Piano Nazionale Interventi Infrastrutturali e per Sicurezza Settore Idrico) tra Ottobre 2025 e Gennaio 2026.
Per realizzare tali opere multifunzionali (74 invasi, 66 derivazioni, 106 adduzioni) serviranno 7 miliardi e 300 milioni di euro capaci di attivare oltre cinquantasettemila posti di lavoro, con un impatto economico sul territorio pari ad 1 miliardo e mezzo all’anno. Dei bacini previsti, 48 sono nuovi serbatoi, mentre 26 saranno adeguati, aumentando la complessiva disponibilità idrica di 1 miliardo di metri cubi.
Gli interventi per l’efficientamento della rete idraulica permetteranno di risparmiare 2 miliardi di metri cubi d’acqua all’anno; 44 sono i progetti, che prevedono anche la produzione di energia rinnovabile (12 da fotovoltaico, 13 da fotovoltaico galleggiante, 19 da idroelettrico): si calcolano 1 miliardo e 100 milioni di kilowattora, che permetteranno di evitare l’immissione di oltre quattrocentoventicinquemila tonnellate annue di anidride carbonica in atmosfera.
“Con questo programma dettagliato, i Consorzi di bonifica ed irrigazione si confermano autentici uffici progettazione a servizio del territorio, ma è evidente che inutili complessità burocratiche frenano energie e competenze. Ora però non ci sono più alibi: esistono progetti immediatamente cantierabili e, come affermiamo sempre, anche risorse: alla politica chiediamo di trasformare queste opportunità in opere tangibili per il Paese” ha affermato ancora il Presidente ANBI.
“Nello scorso ventennio, il dissesto idrogeologico ha causato mediamente 3 miliardi e mezzo di danni all’anno; nel più recente quadriennio, l’estremizzazione degli eventi atmosferici è costata complessivamente 20 miliardi di mancato reddito agli agricoltori italiani; il passaggio da una logica emergenziale ad una strategia di investimenti nella prevenzione deve essere una priorità nazionale – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - Il Piano Invasi proposto con Coldiretti, che finalmente ha ottenuto il contenitore istituzionale dove poter essere presentato e finanziato, sarà decisivo per la sicurezza dei cittadini, l’ambiente, il reddito nonché la competitività delle imprese e dell’agroalimentare italiano anche attraverso la produzione di energia idroelettrica mediante pompaggio;  la modernizzazione delle reti irrigue, la riduzione delle perdite idriche, la digitalizzazione ed il monitoraggio intelligente degli alvei sono infine garanzia di sostenibilità in una fase storica, che dimostra come le risorse idriche debbano essere preservate e non diventare inumani target bellici: Save water, No war!”.
Alla presentazione delle progettualità ANBI per il Piano Idrico Nazionale, avvenuta a Roma nella Sala dei Gruppi Parlamentari alla Camera dei Deputati, sono intervenuti, fra gli altri: Francesco Battistoni, Segretario dell’Ufficio di Presidenza a Montecitorio; Silvio Lai, componente della Commissione Bilancio della Camera; Maria Siclari, Direttore di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale); Marco Casini, Segretario Generale Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale; Elisabetta Pellegrini, Struttura di Missione Ministero Infrastrutture e Trasporti; Attilio Toscano, Professore Ordinario di Idraulica Agraria all’Università di Bologna; Donato Gerardo Pasquale, Responsabile del Settore Water & Waste Water di Schneider Electric.
Il Ministro per gli Affari Europei, PNRR e Politiche di Coesione, Tommaso Foti ha inviato un videomessaggio.

                                                                                                    

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

LA NORMALITA’ CHE FA NOTIZIA: PIOVE AL SUD E SULLE ISOLE

VINCENZI: “TEMIAMO L’ESTREMIZZAZIONE DEGLI EVENTI ATMOSFERICI: ESTATE TORRIDA ED ALLUVIONI. L’ATTUAZIONE DEI NOSTRI PIANI RIDURREBBE I RISCHI”

Mentre sui social fa eco lo slogan “Save water, no war”, la notizia meteorologica di questa settimana in Italia è una non-notizia: continua a piovere sul Mezzogiorno e sulle isole! Torna, però, lungo la Penisola, la paura di El Niño che, come osservato negli anni più recenti, potrebbe favorire l’alta pressione africana durante l’estate con conseguenti ondate di calore, siccità, temperature sopra la media (in Italia ed in Europa) e che potrebbero persistere anche nella stagione autunnale, accompagnate da fenomeni meteorologici di forte intensità.
“Nella prospettiva di questo scenario fa rabbia la consapevolezza delle risorse idriche, sversate a mare nelle scorse settimane proprio in quelle zone, che più hanno sofferto la sete nei mesi scorsi: il timore è di dover rimpiangere quella sovrabbondanza d’acqua, qualora si verificasse un protrarsi della stagione secca e del clima torrido” ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
L’Osservatorio ANBI Risorse Idriche segnala anche come sia ormai ricorrente che alle emergenze idriche possano seguire eventi meteo estremi: fu così nel 2022 nelle Marche e nel 2023 in Emilia Romagna come nel resto dell’Italia settentrionale; è stato così a Gennaio e Febbraio di quest’anno in Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata ed è accaduto pochi giorni fa in Puglia, ultimo territorio che era ancora in sofferenza idrica.
“Di fronte all’evidenza è quantomai urgente avviare il Piano di Efficientamento della Rete Idraulica ed il Piano Invasi Multifunzionali, proposto con Coldiretti: avrebbero anche la funzione di calmierare l’estremizzazione degli eventi atmosferici – ha ricordato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – Questa settimana abbiamo presentato il contributo ideativo dei Consorzi di bonifica ed irrigazione al Piano Idrico del Paese: i progetti ci sono ed anche le risorse, almeno in parte: spetta a chi di dovere accelerare per dare risposte concrete di adattamento alla crisi climatica.”
Per quanto riguarda i dati del report settimanale, al Nord si registra una crescita nei livelli dei grandi laghi Verbano, Lario, Sebino e Benaco.
In Valle d’Aosta si riducono le portate della Dora Baltea, mentre si accrescono notevolmente quelle del torrente Lys, che si attesta a quasi undici metri cubi al secondo.
In Piemonte, un deciso aumento di portata viene registrato dal fiume Tanaro ed in crescita sono anche Stura di Demonte e Toce.
In Lombardia, la fusione della scarsa neve in quota procede più rapidamente del consueto, ampliando il già consistente “gap” con i valori storici dell’indice SWE (Snow Water Equivalent), che ora segna -44,9%; complessivamente le riserve idriche della regione ammontano ora a 2257 milioni di metri cubi con un deficit di mln. mc. 1011!
Incrementi di portata sono invece registrati da tutti i fiumi del Veneto, dove il deficit idrico resta comunque significativo: Bacchiglione -60%,  Adige -40%, Brenta -39%.
Alterno è l’andamento idrometrico del fiume Po, i cui flussi, nel settore piemontese, tornano sopra la media; nel tratto emiliano-lombardo, invece, il deficit di portata rimane consistente (a Pontelagoscuro -61%).
 In Emilia-Romagna sono ben 4 fiumi appenninici (Santerno, Reno, Enza, Trebbia), che hanno valori di portata più scarsi dei minimi storici.
In Liguria, i livelli idrometrici dei fiumi Vara ed Argentina sono in calo.
Anche in Toscana, al netto delle ultime piogge, l’andamento idrometrico dei fiumi risulta negativo.
Nelle Marche si riducono notevolmente le portate fluviali di Potenza, Esino, Tronto e Sentino; nei bacini, la riserva idrica è però abbondante e quantificabile in mln. mc. 54,84.
In Umbria recupera il livello del lago Trasimeno (+cm. 7) dopo il brusco calo registrato la settimana scorsa; sono in calo le portate dei fiumi Chiascio e Topino.
Nel Lazio tornano a scendere seppur lievemente i livelli dei laghi di Albano e Nemi, che sembrano avere esaurito l’inversione di tendenza, che aveva permesso il recupero di preziosi centimetri nei mesi scorsi, interrompendo il declino idrico, che da troppi anni sta compromettendo i preziosi ecosistemi lacustri dei Castelli Romani; in leggera riduzione sono le portate dei fiumi Tevere ed Aniene a Roma e Velino, in provincia di Rieti.
In Campania viene segnalato l’abbassamento dei livelli idrometrici nei fiumi Volturno, Sele e Garigliano.
In Basilicata, i livelli degli invasi vengono mantenuti ad una quota di sicurezza ed i volumi trattenuti si sono così ridotti di quasi ventisei milioni di metri cubi in 2 settimane.
In Puglia, i bacini della Capitanata sono al colmo (mln. mc. 291,56) e la diga di Occhito, che trattiene poco più di  duecentoventuno milioni di metri cubi, è costretta a mantenere le paratoie aperte per garantire la sicurezza idraulica dei territori di Basso Molise e Foggiano.
In Sicilia, anche Marzo è stato un mese umido con precipitazioni medie stimabili in mm. 111, mentre nella prima decade di Aprile sono mediamente già caduti circa trenta millimetri di pioggia: il 2026 si sta così finora rivelando un anno straordinario dal punto di vista pluviometrico.
Infine in Sardegna ci sono invasi pieni per oltre il 94% e precipitazioni, che continuano a sferzare l’isola anche in questi giorni.


VENETO

LA STAGIONE IRRIGUA INIZIA TRA DEFICIT IDRICO E INCOGNITE METEO

Le piogge dei giorni scorsi non devono trarre in inganno: nonostante il sollievo temporaneo, il quadro idrico regionale resta fragile all’avvio della stagione irrigua; il più recente Bollettino ANBI Veneto sulla disponibilità di risorsa conferma infatti una grande incertezza dettata da deficit strutturali, difficili da colmare nel breve periodo. Secondo i dati ARPAV (Agenzia Regionale Prevenzione Protezione Ambientale Veneto) di Marzo, sulla regione sono caduti mediamente 54 millimetri di pioggia (-21% rispetto alla media).
Il dato è ancora più critico, se si analizza l’intero anno idrologico (Ottobre-Marzo), che presenta un ammanco complessivo del 23% con appena mm. 399 accumulati contro gli attesi mm. 517; anche il fronte nivale resta sotto la media del periodo con deficit del 35% sulle Prealpi e fino al 28% sulle Dolomiti.
Questa scarsità incide direttamente sulle portate dei grandi fiumi: il Bacchiglione ha segnato -38%, l’Adige -21%, il Livenza -23%, con flessioni significative anche per Po (-17%) e Gorzone (-16%). A complicare il quadro è stata la variabilità termica con il rallentamento alla fine del mese nella fusione delle nevi e con le ovvie conseguenze nella ricarica delle riserve. Per quanto riguarda le falde, si registrano, tra Verona, Vicenza e Padova, livelli inferiori alle medie stagionali con ricariche localizzate e discontinue.
Per Aprile le proiezioni del CeSpII (Centro Sperimentazione Innovazione Irrigua) istituito presso il Consorzio LEB – Lessinio Euganeo Berico (con sede a Cologna Veneta, in provincia di Verona) invitano alla cautela: se la prima metà di Aprile appare nella norma, dal 22 del mese si attende un netto deterioramento: la componente umida lascerà spazio a condizioni secche, che diverranno preponderanti entro inizio Maggio.


ANBI PER L’INNOVAZIONE

SI CHIAMA GEOMATERASSO PER FARE DORMIRE SONNI PIU’ TRANQUILLI AGLI AGRICOLTORI

VINCENZI: “I CONSORZI DI BONIFICA SONO LABORATORI DI COSTANTE RICERCA APPLICATA”

Un’immagine ha incuriosito lungo le canaline irrigue, che da Castelbaldo vanno a Begosso, nel Veronese: un enorme "piumone da letto" sul fondo degli alvei; si tratta di una delle innovazioni più interessanti per ammodernare l’irrigazione, utilizzata dal Consorzio di bonifica Adige Euganeo (con sede ad Este, in provincia di Padova).
Le condotte risalgono infatti agli anni ’30 del secolo scorso ed ora mostrano i segni del tempo: crepe e fessurazioni causano consistenti perdite d'acqua, accentuate dall'usura, dovuta alle pulizie periodiche dei fondali, dove gli escavatori hanno inevitabilmente "rosicchiato" lo spessore delle sponde, riducendone progressivamente la tenuta.
Riparare queste condotte era finora un’impresa complessa, perché l’intervento prevedeva la demolizione integrale delle vecchie lastre in cemento armato, la rimozione delle macerie e la successiva ricostruzione spondale; il risultato di tali difficoltà era evidente nei tempi di cantiere: almeno 3 settimane di intenso lavoro per sistemare appena 150 metri di condotta. La svolta arriva dall’applicazione di un materiale innovativo, chiamato “geomaterasso” in calcestruzzo.
La tecnologia si basa su due strati di un robusto tessuto speciale in polipropilene, uniti tra loro da migliaia di filamenti interni, che creano celle vuote, simili alla struttura di un piumone da letto. La posa è semplicissima: il “sacco” vuoto viene srotolato e steso sopra la vecchia canalina, adattandosi come un guanto ad ogni irregolarità del fondo; successivamente, al suo interno viene iniettato un cemento fluido ed una volta asciutto, il "piumone" si trasforma in una lastra di cemento armato, diventando impermeabile e durissimo.
I vantaggi sono evidenti – ha sottolineato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - I numeri parlano chiaro: lo stesso intervento di 150 metri, che prima richiedeva 3 settimane, oggi si completa in soli 3 giorni, permettendo di operare con estrema tempestività sul territorio.
“Il ricorso a questi nuovi interventi permette di azzerare le perdite d’acqua, garantendo che la risorsa idrica pompata arrivi interamente ai campi. L’efficientamento della rete idraulica è una delle priorità dei nostri piani a servizio del Paese” ha concluso Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.


PUGLIA

AMMODERNAMENTO IRRIGUO

Avviata la fase esecutiva per l’installazione di nuovi sistemi di gestione intelligente su una superficie di circa quarantamila ettari nel comprensorio Sinistra Ofanto: l'intervento prevede la trasformazione dei gruppi di consegna in unità tecnologicamente avanzate, capaci di dialogare in tempo reale con una piattaforma di gestione centralizzata attraverso una rete IoT (Internet of Things) a bassissimo consumo energetico.
I lavori rientrano nel progetto di “Ammodernamento ed efficientamento del comprensorio irriguo Sinistra Ofanto: gestione centralizzata della distribuzione di acqua e monitoraggio del bilancio idrico con interscambio dati su infrastruttura IoT”, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (M.A.S.A.F.) a valere sul Fondo Nazionale Investimenti Irrigui.
Il Consorzio di bonifica Capitanata (con sede a Foggia) introduce così un modello di gestione dinamico, che supera i limiti delle infrastrutture tradizionali. La nuova piattaforma tecnologica consentirà ai consorziati una gestione più agile e “smart” del prelievo, migliorando l'interazione con l’ente consortile e garantendo la continuità di un servizio fondamentale per le produzioni di pregio del territorio.
Gli obiettivi dichiarati sono: massimizzare l'efficienza agronomica e la resilienza climatica; eliminare gli sprechi, assicurando che ogni goccia d’acqua sia utilizzata per il reale fabbisogno delle colture (vigneti, oliveti e frutteti).


TOSCANA

SOPRALLUOGO A CONCLUSIONE LAVORI

Sopralluogo di Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno (con sede a Firenze) e Regione Toscana a conclusione del cantiere sul rio Diecine, nel quartiere delle Fornaci a Pistoia.
L’intervento si è tenuto in più fasi: dapprima dopo il franamento è intervenuto l’ente consortile con un pronto intervento idraulico, finalizzato alla rimozione della terra, che si era riversata in alveo, per garantire il regolare scorrimento delle acque; in una fase intermedia è intervenuto il Comune per risolvere le problematiche di tipo urbano, legate a condotte fognarie, sicurezza stradale, etc.; infine l‘ente consorziale ha ultimato il cantiere di natura idraulica con il ripristino della sponda ceduta ed il restauro di tutte le murature della sponda sinistra lungo l’intero tratto scoperto del corso d’acqua.
I lavori del Consorzio di bonifica sommano a circa centotrentamila euro e sono stati condotti in stretta correlazione con Genio Civile Regione Toscana e Comune di Pistoia. Sul tema del dissesto idrogeologico si è così lavorato insieme con un unico interesse: rendere più sicure le città anche dal punto di vista idraulico.


EMILIA ROMAGNA

CAVO IN SICUREZZA

Il Consorzio di bonifica Parmense (con sede nel capoluogo di provincia) sta per completare il primo, capillare intervento di manutenzione straordinaria sul cavo Gandiolo, nel territorio del comune di Noceto; si tratta di un’importante azione di messa in sicurezza nell’ambito dei lavori di adeguamento migliorativo della rete dei canali consortili all’interno del primo stralcio operativo, previsto dal cronoprogramma concordato con la Regione Emilia-Romagna che, lo scorso biennio, ha finanziato lavori straordinari per 212.500 euro, consentendo all’ente consortile di restituire all’area interessata la necessaria sicurezza idraulica, mitigando eventuali rischi di alluvioni ed allagamenti.
Il nuovo gettito recuperato dalla contribuenza sarà invece finalizzato per l’impiego della manutenzione ordinaria sul canale. Il cavo Gandiolo ha origine da una vecchia presa irrigua sul canale Grande, in località La Rampa a Noceto e, dopo un percorso di circa cinque chilometri, confluisce “a caduta” direttamente nel fiume Taro.
Sino a 2 anni fa, la competenza è appartenuta ad un ente privato, denominato “Consorzio Cavo Gandiolo”; l’acquisizione da parte dell’ente consorziale ha consentito la pronta redazione di un progetto per l’adeguamento migliorativo infrastrutturale e la relativa messa in sicurezza.
Gli interventi, che sono finanziati da Regione Emilia-Romagna, hanno avuto inizio lo scorso Febbraio e consentono il ripristino della funzionalità idraulica primaria, allo scopo di ridurre parte delle attuali criticità, ripristinando il regolare deflusso di portata.
Elevata attenzione è stata posta sugli interventi ritenuti prioritari come, ad esempio, le operazioni di decespugliamento della vegetazione infestante attraverso metodo selettivo; lo spurgo, la pulizia e la rimozione di materiale ostruente tratti di canale tubati, dove il personale operativo è intervenuto, utilizzando mini ruspe telecomandate; gli interventi di risezionamento dell’alveo e di risagomatura delle sponde, oltre alla demolizione e rimozione di quei manufatti ormai in disuso. Ulteriori risorse regionali per la manutenzione straordinaria sono in arrivo con un secondo stralcio d’interventi per un importo pari a 160.000 euro.


TOSCANA

PREVENZIONE CONTINUA

Un intervento importante ha interessato il torrente Osa, all’altezza della foce, nel comune di Orbetello. Il Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud (con sede a Grosseto) ha eseguito lavori di decespugliazione della vegetazione in eccesso lungo il rilevato arginale con l’obbiettivo di tutelare sia il rischio idraulico sia la pubblica incolumità.
Un pronto intervento idraulico ha invece riguardato il torrente Arbia, nella zona industriale di Pianella in comune di Castelnuovo Berardenga.
L’ente consortile ha rimosso una grossa pianta di pioppo, che stava per cadere a ridosso di un’opera di pompaggio, prevenendo così potenziali danni alla struttura e rischi per la sicurezza idraulica.


VENETO

NON SOLO FURTI, MA ATTENTATI ALLA SICUREZZA PUBBLICA

Il Consorzio di bonifica Delta Po (con sede a Taglio di Po, in provincia di Rovigo) ha reso noto che, a causa di furti di attrezzature e materiali, l’idrovora di Ca’ Giustinian a Porto Viro e l’impianto irriguo Goro ad Ariano nel Polesine hanno subito gravi danneggiamenti, che ne hanno compromesso le funzionalità.
Dell'accaduto sono state prontamente informate le Autorità competenti ed i Carabinieri, che hanno avviato le indagini.
L'ente consortile sta operando per ripristinare il corretto funzionamento delle strutture nel più breve tempo possibile, prevedendo, in caso di necessità, l'impiego di presidi di emergenza.
È importante sottolineare che simili atti vanno ben oltre il furto o lo scasso, poiché colpiscono infrastrutture vitali per la gestione idraulica di un territorio già molto fragile.
Per queste ragioni, il danno arrecato alla collettività è potenzialmente di gran lunga superiore al valore dei materiali sottratti, configurandosi come una minaccia diretta per l’economia e soprattutto l’incolumità dei cittadini.


UMBRIA

CONSEGNATI LAVORI CICLOVIA

A seguito dell'Accordo di Programma (siglato fra Consorzio di bonifica Tevere-Nera, Regione Umbria e Comune di Terni) sono stati ufficialmente consegnati i lavori di realizzazione della “Ciclovia e trekking del fiume Nera - Percorso ciclopedonale dal centro urbano di Terni alla Cascata delle Marmore' (1° lotto)”.
L'opera, che una volta realizzata entrerà a far parte della rete di mobilità ecologica di interesse regionale, è cofinanziata dalla Regione e dal Comune, che acquisirà la proprietà dell'infrastruttura a conclusione dei lavori; ente attuatore è l’ente consortile (con sede a Terni), che cura la progettazione e l'esecuzione degli interventi.
Il primo lotto, per il quale sono disponibili tutti i finanziamenti e che prevede di circa due anni di lavori, è costituito da un tratto di percorso lungo 4.800 metri per un importo complessivo dei lavori pari a circa sei milioni di euro, suddivisi fra Regione Umbria (€ 4.800.000,00) e Comune Terni (€ 1.200.000,00). Il secondo lotto, il cui iter deve essere avviato, è rappresentato da un tratto, lungo 600 metri fino alla cascata delle Marmore.
L'opera, costituita da un tracciato largo m.2,5 e con una pendenza sempre inferiore al 5%, va ad integrarsi con un contesto naturalistico, ambientale e paesaggistico di pregio; fra gli obbiettivi c'è la valorizzazione del fiume Nera, che sarà attraversato, all'altezza di Cervara, da una passerella metallica lunga 55 metri; prevista anche l'installazione di barriere di sicurezza nel tratto adiacente la strada statale Valnerina.
Il progetto comporta anche difficoltà tecniche come gli spazi limitati, che caratterizzano un tratto adiacente il fiume Nera, dove il percorso si caratterizzerà per la presenza di mensole a sbalzo adiacenti il corso d'acqua: un elemento di grande fascino per i fruitori, ma che ha imposto un maggiore impegno operativo. Grazie alla sinergia fra enti si valorizzerà un'area, che vede prossimi all'avvio altri interventi sul piano della mobilità per una piena fruizione sia da parte del movimento turistico che dei cittadini residenti.
L’auspicio è che i fondi per completare questa infrastruttura vengano reperiti in tempi certi e rapidi per integrare pienamente il nuovo percorso ciclopedonale in quella rete, che rappresenta una delle grandi potenzialità di sviluppo turistico per Terni, la cascata delle Marmore, la Valnerina, il lago di Piediluco.
Questo intervento si sposa con quanto da tempo l’ente consorziale sta realizzando per la messa in sicurezza del fiume Nera, dove saranno investiti ulteriori 22 milioni di euro per la valorizzazione ambientale e la sicurezza idrogeologica.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
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