MARTEDI’ 14 APRILE: A ROMA PRESENTAZIONE PROGETTUALITA’ CONSORZI DI BONIFICA PER PIANO IDRICO NAZIONALE
Si terrà martedì 14 Aprile p.v. dalle ore 10.00 a Roma, nella Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari (via di Campo Marzio, 78), la presentazione degli oltre 260 progetti (46% del totale), presentati dai Consorzi di bonifica ed irrigazione per il Piano Idrico Nazionale (P.N.I.I.S.S.I.).
Al convegno “Sicurezza idraulica e resilienza dei territori: la proposta concreta dei Consorzi di bonifica”, che sarà concluso dal Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, interverranno esponenti di Governo, Parlamento, mondo imprenditoriale e scientifico oltre a rappresentanti degli enti consorziali di tutta Italia; sono previsti gli interventi del Ministro per gli Affari Europei, il P.N.R.R. e le Politiche di Coesione, Tommaso Foti e del Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi.
OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE
DISPONIBILITA’ D’ACQUA IN CALO AL CENTRO NORD MENTRE GLI INVASI TRABOCCANO AL CENTRO SUD
VINCENZI: “SIAMO UN PAESE RIPETENTE ALLE LEZIONI DEL CLIMA”
Si chiama frana di Petacciano in Molise, una delle più estese d’Europa, il “fil rouge” con la memoria troppo corta di un Paese, dove basta un assaggio d’estate a far subito dimenticare i rischi legati alla fragilità del territorio ed alla crisi climatica che, in questi primi 3 mesi del 2026, sembra essersi accanita sulla nostra Penisola. Sprazzi d’inverno rigido, che si alternano ad estati anticipate; conclamate crisi idriche, interrotte solo da pesanti alluvioni; laghi rimasti semi-asciutti per anni, ma che in poco tempo si riempiono, costringendo a sversare decine di milioni di metri cubi d’acqua in mare; edifici ed infrastrutture danneggiate, economia agricola compromessa, incolumità delle persone messa continuamente a rischio: non c’è regione italiana, che nello scorso quinquennio non abbia subito le conseguenze dell’accentuarsi della crisi climatica.
“Dovrebbero bastare questi dati a convincerci sull’urgente necessità di adattare il territorio alle nuove condizioni climatiche ad iniziare da infrastrutture idrauliche, che furono pensate e realizzate, quando le alluvioni erano un fenomeno sporadico, le estati non duravano 5 mesi e le temperature non segnavano, anno dopo anno, nuovi record storici, impensabili allora alle nostre latitudini” ha commentato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
I pericoli maggiori arrivano sempre dal mare, dove le temperature delle acque continuano a crescere, mantenendosi, a livello globale, su valori di poco inferiori all’anno dei record 2024 (attualmente siamo a +0,48°C rispetto alla media, mentre due anni fa l’anomalia era +0,54°C e l’anno scorso +0,39°C; fonte: Copernicus). Da domenica prossima è annunciata una nuova perturbazione, che colpirà soprattutto il Nord-Ovest, con accumuli di pioggia che potrebbero superare i cento millimetri (fonte: ECMWF), la costa tirrenica e la Sardegna (sono previsti circa cinquanta millimetri in 24 ore sul Cilento e sull’isola, dove nel frattempo sono attese temperature intorno ai trenta gradi nelle zone interne centro-settentrionali).
Il report settimanale dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche indica la decrescita dei livelli idrometrici dei grandi laghi nel Nord Italia: Verbano, Lario e Benaco. Sale, invece, il livello dello specchio lacustre d’Iseo, mantenendosi però sotto la media del periodo.
In Valle d’Aosta aumentano i flussi negli alvei di Dora Baltea e torrente Lys.
In Piemonte, il mese di marzo è stato più piovoso del consueto (+51%) e la neve è caduta abbondante in quota, registrando un surplus nell’indice SWE (Snow Water Equivalent) in tutti i bacini fluviali, fatta eccezione per quelli di Ticino (-50%) e Toce (-2%); su Piemonte Meridionale ed Occidentale, la risorsa idrica nivale registra rispettivamente +135% e +88%. Tornano però a decrescere, in modo vistoso, i livelli dei fiumi Tanaro (ora a -47%), Stura di Demonte e Toce.
Ancora deficitario è lo stato delle riserve idriche in Lombardia (-25,3%), soprattutto a causa della scarsità di neve al suolo (-40%).
Se il versante occidentale delle Alpi sta attraversando un periodo idricamente favorevole, molto diversa è la condizione, in cui versa il Veneto, dove anche il mese di marzo 2026 si è contraddistinto per scarsità di precipitazioni sia pluviali che nivali: dall’ inizio dell’ anno idrologico (1 Ottobre), gli afflussi sono stati superiori alla media a Gennaio e Febbraio, mentre negli altri mesi il deficit pluviometrico è sempre stato ampio (Marzo: -21%), così come l’apporto nivale (nel mese scorso, precipitazioni nevose fino a -28% sulle Dolomiti e -35% sulle Prealpi). Conseguenza diretta di tale situazione è la scarsità delle portate nei principali fiumi veneti: Brenta, -57%; Adige, -55%; Bacchiglione, -52%; Livenza, -48%; Piave, -39%!
Anche in Emilia-Romagna aumenta il numero dei fiumi, le cui portate risultano al di sotto dei minimi storici: ai ricorrenti Santerno ed Enza si aggiunge ora la Secchia; il deficit idrico registrato dal Reno si attesta questa settimana al 60%, mentre quello del Taro è a -69%! Nel Piacentino, i due invasi di Molato e Mignano trattengono rispettivamente mln. mc.7,71 (96,9% di riempimento) e mln. mc.6,99 d’acqua (70,7%).
In calo, lungo tutta l’asta, è la portata del fiume Po, che si mantiene nettamente al di sotto dei valori medi di riferimento (a Pontelagoscuro: -47%).
In Liguria sono in calo le altezze idrometriche dei fiumi Entella, Vara ed Argentina.
In Toscana decrescono visibilmente le portate dei fiumi Serchio (ora al 41% della media nel recente ventennio), Arno (al 51%), Ombrone (al 39%).
Nelle Marche sono in calo i livelli idrometrici dei fiumi Potenza, Esino e Sentino; mentre cresce il Tronto, sul cui bacino si sono concentrate le precipitazioni più consistenti della scorsa settimana, andandosi ad aggiungere agli afflussi derivati dalla fusione nivale, causata dal repentino aumento delle temperature. I bacini artificiali trattengono attualmente l’84% dell’acqua invasabile.
In Umbria, il mese di marzo è risultato meno piovoso rispetto allo scorso biennio (nel 2026: mm.61,2 di pioggia sulla regione). Nella scorsa settimana si è inoltre ridotta notevolmente l’altezza idrometrica del lago Trasimeno: -cm. 7 (a Polvese); rispetto allo scorso anno, il livello del lago naturale si è abbassato di 30 centimetri, mentre il deficit è di cm. 105 (oltre un metro!) sui valori medi storici. In riduzione è l’altezza del fiume Paglia, mentre stabili sono Chiascio e Topino.
Nel Lazio, decrescenti sono i livelli idrometrici dei laghi “romani” Albano e Nemi (entrambi -cm. 2). Anche questa settimana, il fiume Tevere registra un incremento di portata, mentre ancora troppo scarso è il flusso nel Velino (ora a mc/s 25,15 contro una media negli ultimi 6 anni pari a mc/s 34,81).
L’Abruzzo cerca di tornare alla normalità dopo i danni causati dai nubifragi della scorsa settimana; nel Sud della regione, lungo la costa, le cumulate pluviali di Marzo sono state superiori fino al 400% rispetto alla media (ad Ortona sono caduti quasi trecento millimetri di pioggia), mentre in particolare sull’Aquilano e sul Fucino si sono registrati accumuli di pioggia anche di soli 20 millimetri (ad esempio, su Avezzano).
In Campania continuano ad alzarsi i livelli idrometrici dei fiumi Sele e Volturno, mentre stabili rimangono i flussi nel Garigliano; c’è preoccupazione per la nuova perturbazione annunciata sul settore meridionale della regione, perché gli invasi del Velia sono già al colmo.
Infine la Puglia, dove i bacini della Capitanata sono pressoché pieni (mln. mc.291,35 su un volume utile autorizzato di mln. mc. 331,9); in soli 7 giorni, al netto degli inevitabili rilasci, i volumi raccolti sono aumentati di mln. mc.138,73.
“L’Italia è un’alunna ripetente alle lezioni del clima, che ormai da anni ripropone scenari di insufficienza idrica, alternati tra Sud e Nord del Paese; di fronte a questo quadro, una rete idraulica inadeguata all’estremizzazione meteorologica e l’insufficiente numero di invasi obbliga a rilasciare ingenti quantità d’acqua, che sarebbe utile invece trattenere sul territorio, perché fondamentali per i momenti di bisogno” ha concluso Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
ANBI PER L’INNOVAZIONE
IN VENETO NUOVO PATTO TRA CONSORZI DI BONIFICA E CANTINE VITIVINICOLE PER UN’IRRIGAZIONE PIU’ INTELLIGENTE
VINCENZI: “UN PROGETTO SPECIFICO PER UNA TERRA VOCATA”
Le ondate di calore, la scarsità d’acqua e l’estremizzazione degli eventi atmosferici rendono sempre più complicata anche la gestione dei vigneti: in Veneto è stato così avviato il progetto GRAPE – Gestione Razionale dell’Acqua e Irrigazione di Precisione per l’Eccellenza Vitivinicola: ha durata triennale (2026–2028) ed unisce due tra le realtà più importanti del mondo vitivinicolo veneto (Cantina di Soave – CADIS e CollisWine) con il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta (“APV”, con sede a San Bonifacio, in provincia di Verona) ed il Consorzio L.E.B.-Lessinio Euganeo Berico (con sede a Cologna Veneta, nel Veronese) attraverso il suo Centro di Sperimentazione per l’Innovazione Irrigua (Ce.Sp.I.I.); il supporto scientifico è curato dall’Università di Verona (Dipartimento di Biotecnologie).
“Queste collaborazioni rientrano nella cultura del nostro mondo, che ha nell’area sperimentale Acqua Campus, a Budrio nel Bolognese, un modello di riferimento internazionale; in questo caso, imprese, enti consortili e ricerca universitaria lavorano insieme per migliorare specificatamente l’uso dell’acqua nei vigneti, aumentare la qualità delle uve, rendendo un territorio straordinariamente vocato come quello veneto, più resiliente ai cambiamenti climatici” ha evidenziato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
“L’obiettivo comune è rispondere alle sfide della crisi climatica, grazie a moderne tecnologie: rilievi con droni, analisi dei terreni, utilizzo di sensori e stazioni meteo per arrivare a modelli matematici per ottimizzare l’utilizzo idrico. In questo caso, GRAPE darà anche vita a nuove linee guida per una viticoltura più sostenibile” ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
Le attività partiranno da 3 aziende pilota nella zona di Illasi, nel Veronese, dove saranno testate le nuove tecniche; la rete di sensori e strumenti installati resterà attiva anche dopo il 2028 e potrà essere replicata in altri territori.
Il progetto riunisce attori con ruoli diversi, ma complementari: il Ce.Sp.I.I., si occuperà della parte sperimentale e scientifica (raccolta dati, modelli previsionali e tutte le attività, che permetteranno di capire come irrigare meglio e quando farlo); il Consorzio di bonifica APV avrà un ruolo operativo fondamentale, perché, gestendo i distretti irrigui dove si svolgeranno le prove in campo, sarà il ponte tra innovazione e territorio, garantendo che le tecnologie testate possano essere davvero applicate nella pratica quotidiana; CADIS e CollisWine metteranno a disposizione vigneti pilota, tecnici ed esperienze concrete di gestione aziendale; Università di Verona analizzerà suoli, dati climatici ed informazioni tecniche.
“Quando Consorzi di bonifica ed irrigazione, imprese ed Università lavorano insieme si costruiscono soluzioni capaci di migliorare l’efficienza irrigua e la resilienza dei territori: è una visione di lungo periodo nella gestione responsabile della risorsa idrica” ha sottolineato Paolo Ferraresso, Presidente Consorzio di 2 grado L.E.B. .
“Il progetto GRAPE porta innovazione nei distretti irrigui di un territorio, che vive di viticoltura d’eccellenza, accompagnando le imprese in un passo concreto per rafforzare sostenibilità, competitività e qualità del nostro paesaggio rurale” ha chiosato infine Claudio Zambon, Presidente Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta.
IN MAREMMA DIGHE MOBILI PER GARANTIRE ACQUA E SICUREZZA IDRAULICA
Dighe mobili per trasformare i canali di bonifica in una vera e propria rete d’accumulo d’acqua; accade in Maremma con un progetto strategico da 1.600.000 euro per rendere più forte l’agricoltura nella battaglia contro la scarsità idrica: il Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud (“Cb 6”, con sede a Grosseto) ha infatti ottenuto il via libera definitivo per il completamento del sistema di sbarramenti mobili nella Piana di Alberese, grazie a risorse stanziate dalla Regione Toscana.
La terza e più imponente infrastruttura ora finanziata rappresenta il miglioramento funzionale di un sistema nato con i primi due sbarramenti sui canali Padulino e Barbicato: sarà realizzata la più grande diga mobile in gomma flessibile, in corrispondenza del canale Essiccatore Principale di Alberese; si tratta di uno sbarramento alto m.3,30 ,progettato per innalzare i livelli del canale fino a quote, in grado di consentire la formazione di un lineare invaso artificiale, capace di aumentare la capacità di stoccaggio nel comprensorio irriguo di circa centotrentanovemila metri cubi costantemente alimentati, prelevando acqua dal fiume Ombrone nel periodo tra Aprile e Settembre, senza aumentare il rischio idraulico durante le piene.
Questi volumi si integreranno con quelli delle due precedenti dighe mobili, che contribuiscono rispettivamente con riserve da circa 10.000 e 17.000 metri cubi. Complessivamente sarà servita un’area di oltre millecento ettari, garantendo acqua ad un centinaio di aziende agricole, che attualmente guardano con preoccupazione all’incedere della stagione estiva.
«Il nostro cronoprogramma è serrato – ha illustrato Roberto Tasselli, Direttore della nuova Area Irrigazione e Contratti dell’ente consortile – Per la stagione irrigua 2026 prevediamo l’erogazione del servizio in via sperimentale alle prime 50 aziende del comparto Nord per poi entrare a pieno regime nel 2027, coinvolgendo l’intero comprensorio. Ma le progettualità di “Cb6” non si fermano qui.»
«Lo scorso Gennaio è stato infatti candidato, per il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico, un ulteriore ampliamento irriguo, che prevede una stazione di pompaggio e 7 chilometri di nuove condotte per portare l’acqua in altri 120 ettari della Piana» ha annunciato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
«Dietro a questa spinta infrastrutturale non c’è solo ingegneria, ma una precisa scelta strategica, comune all’intero sistema dei Consorzi di bonifica e irrigazione: in attesa dei primi finanziamenti al Piano Invasi Multifunzionali stiamo infatti studiando ovunque soluzioni per aumentare la resilienza del sistema idraulico attraverso la realizzazione di infrastrutture integrative strategiche e la loro integrazione con nuove tecnologie digitali per aiutare gli agricoltori ad ottimizzare i prelievi d’acqua in base al reale fabbisogno delle colture» ha evidenziato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
«Il mantenimento di adeguati livelli idrici nei canali non serve solo ai campi, ma sostiene i naturali processi di ricarica delle falde e contrasta attivamente l’intrusione del cuneo salino – ha concluso Federico Vanni, Presidente Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud - La strada dell’irrigazione collettiva è l’unica possibile per garantire le attività rurali e salvaguardare l’ambiente, che le ospita; per ciò abbiamo condiviso questo percorso con il Parco della Maremma, perché siamo convinti che un’agricoltura forte sia il miglior presidio per la natura.»

VENETO
INTERVENTO CON TECNOLOGIA NON INVASIVA
Il Consorzio di bonifica Delta Po (con sede a Taglio di Po, in provincia di Rovigo) prosegue la propria attività con un nuovo e mirato intervento di efficientamento idraulico nel comune di Rosolina: l’operazione si è resa necessaria per risolvere le criticità di un’area agricola e residenziale, in prossimità del villaggio Norge, caratterizzata da croniche difficoltà nello scolo delle acque meteoriche.
Per garantire la salvaguardia di 3 ettari di terreno, l’ente consortile ha realizzato una nuova condotta sotterranea, lunga 27 metri sotto la Strada Provinciale 45 e progettata per accelerare il deflusso dai fossi privati verso il canale consortile Fenilone.
L’opera sfrutta un dislivello di 50 centimetri tra la campagna soccorsa ed il ricettore finale, il cui sgrondo è garantito dal funzionamento di un’idrovora consortile sul Po di Levante.
Si è trattato di un intervento di precisione, eseguito con un impatto ambientale e logistico pari a zero; dal punto di vista tecnico, l’operazione si è distinta per l’utilizzo della trivellazione orizzontale controllata (TOC), una tecnologia d’avanguardia che ha permesso di posare la tubazione senza procedere a scavi “a cielo aperto”, evitando così qualsiasi interruzione o disagio alla circolazione stradale e preservando intatto il manto stradale.
EMILIA ROMAGNA
RIPRISTINO DI ACQUEDOTTI
A seguito degli eventi alluvionali del maggio 2023, che hanno duramente colpito l’Appennino romagnolo, compromettendo infrastrutture idriche e viabilità, proseguono da parte del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale (con sede a Lugo, in provincia di Ravenna) gli interventi di ripristino degli acquedotti rurali nei comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Modigliana, Tredozio.
Gli interventi in corso e quelli futuri hanno l’obbiettivo di ricostruire in modo sostenibile e sicuro le infrastrutture rurali danneggiate per garantire acqua potabile a residenti ed agricoltori.
Oltre al ripristino delle reti idriche, il programma mira a rafforzare la resilienza del territorio, prevenendo futuri rischi idrogeologici e garantendo una gestione efficiente delle risorse idriche in aree strategiche per l’agricoltura e la vita rurale. Le operazioni di ripristino hanno visto una stretta collaborazione tra il Consorzio e le comunità locali.
Nel comune di Brisighella, l’intervento ha riguardato gli acquedotti Purocielo, Palazza e S.Eufemia; sono stati stanziati 190.000 euro per la sostituzione delle tubazioni compromesse e la messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti.
Nel territorio di Casola Valsenio, i lavori di ripristino riguardano gli acquedotti Renzuno, Fontanelle e Sassuolo-Pagnano; l’intervento è del valore di 508.000 euro su un finanziamento complessivo sul territorio comunale d €i 1.330.000,00. A Modigliana e Tredozio sono pure in corso interventi significativi, tra cui il ripristino dell’acquedotto rurale Zappagrano, Godenza e Borgomano, parte di un programma da 300.800 euro, rivolto ai diversi acquedotti nei comuni.
TOSCANA
PRONTI A SCENDERE IN CAMPO GLI AGRICOLTORI “CUSTODI” DEI CORSI D’ACQUA
Oltre tredici milioni di euro in interventi e decine di cantieri pronti a partire: sono i numeri dell’attività programmata dal Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) per il 2026 ed al centro dell’incontro operativo, che ha riunito le imprese agricole in possesso dei requisiti necessari, delle attrezzature adeguate e del personale qualificato per collaborare con l’ente consortile; “in aula”, gli operatori iscritti all’apposito “albo on line” e cui potranno essere affidati gli interventi sul reticolo idrografico del comprensorio.
Il programma, approvato da Regione Toscana e da completare entro il 31 Dicembre p.v., si presenta ampio ed articolato: sono infatti previsti sfalci su oltre millecento chilometri di aste fluviali, riprofilature su 33 chilometri di sezioni idrauliche e manutenzione di 28 opere in gestione.
L’incontro ha consentito di illustrare nel dettaglio la programmazione dei cantieri e di condividere modalità operative e tempistiche con le imprese agricole, che si confermano ancora una volta efficienti e preziose “custodi” del reticolo idrografico. Il loro lavoro si integra con quello svolto da operai e tecnici consortili in un’azione coordinata, che garantisce efficacia, tempestività e capillarità degli interventi.
LIGURIA
AMBIENTE E SOSTENIBILITA’ AL CENTRO DEL CONFRONTO CON LA REGIONE
Ambiente, gestione dell’acqua, tutela del territorio e sostenibilità hanno caratterizzato la visita dell’Assessore Ambiente Regione Liguria, Paolo Ripamonti, alla sede del Consorzio di bonifica Canale Lunense, a Sarzana, in provincia di La Spezia.
L’incontro, seguito da un sopralluogo alla centrale idroelettrica ed al bacino del canale, ha consentito di fare il punto su alcune questioni riguardanti il comprensorio, a partire dai danni provocati dalle nutrie ad argini e colatori di bonifica: un fenomeno, che incide sull’equilibrio del reticolo e comporta costi crescenti sul fronte della manutenzione.
Nel confronto, l’ente consortile ha richiamato anche il tema della “manutenzione gentile”, indicata come metodo di lavoro, ma sottolineando la necessità di procedure capaci di garantire rispetto degli habitat e rapidità di intervento nelle situazioni più urgenti; spazio poi alla gestione della risorsa idrica, con il tema della concessione, in fase di rinnovo ormai da più di 10 anni, ai progetti legati ad energia rinnovabile ed ammodernamento delle infrastrutture (dalle intubazioni al fotovoltaico flottante, fino al mini-idroelettrico).
TOSCANA
CERTIFICAZIONI CONFERMATE
Il Consorzio di bonifica Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca) ha superato l’audit di mantenimento delle certificazioni su qualità, ambiente e sicurezza con esito pienamente positivo.
La verifica condotta da “Certiquality” conferma la solidità di un sistema gestionale che, recentemente, si è ulteriormente ampliato con i certificati Emas e Parità di genere.
L’ente consortile adotta un Sistema di Gestione Integrato per Qualità, Ambiente, Salute e Sicurezza: dalla difesa idraulica alla manutenzione del territorio, dalla gestione delle acque irrigue alla tutela dell’ambiente. Il sistema orienta l’organizzazione verso il miglioramento continuo, la prevenzione dei rischi, l’uso responsabile delle risorse, la riduzione degli impatti ambientali e la garanzia di condizioni di lavoro sicure.
Prevede inoltre monitoraggi costanti, trasparenza gestionale, formazione del personale ed una rendicontazione ambientale, conforme agli standard europei. I risultati ottenuti dimostrano che il sistema non è un semplice adempimento, ma uno strumento operativo, che migliora concretamente il lavoro dell’ente, coinvolgendo tutti i dipendenti.
VENETO
CIBO E IRRIGAZIONE
Nella splendida cornice di Villa Busetto Giarabassa, a San Giorgio in Bosco, si è svolto il simposio “Cibo e irrigazione: gestione dell’acqua e agricoltura di qualità per il futuro del territorio”; l’iniziativa, promossa dal Consorzio di bonifica Brenta (con sede a Cittadella, in provincia di Padova), ha avuto l’obbiettivo di delineare strategie efficaci per una gestione sostenibile dell’acqua a supporto delle filiere agricole locali. I lavori si sono aperti con i saluti degli Assessori Regione Veneto, Filippo Giacinti (Bilancio) ed Elisa Venturini (Ambiente); presenti anche il Presidente, Alex Vantini ed il Direttore ANBI Veneto, Silvio Parizzi. Ad introdurre l’incontro sono stati il Commissario Straordinario, Luigi De Lucchi ed il Direttore del Consorzio di bonifica Brenta, Umberto Niceforo, cui sono seguiti gli interventi scientifici e le esperienze dal mondo produttivo.
VINCENZI A CHIVASSO
Il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, interverrà, domenica 12 Aprile p.v., alla Cerimonia per i 160 anni dell’inaugurazione del canale Cavour; l’appuntamento è all’Edificio di Presa a Chivasso, nella Città Metropolitana di Torino. |