Anno XXVIII, n. 13 venerdì, 3 aprile 2026

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

LA RETE IDRAULICA DEL SUD ITALIA IN FORTE CRISI DI FRONTE ALLA VIOLENZA METEO

AL NORD INVECE PRIMI SEGNALI DI CARENZA D’ACQUA

VINCENZI: “SERVONO INVASI MULTIFUNZIONALI PER COMPENSARE I PICCHI RACCOGLIERE L’ACQUA ED EVITARE CHE UNA RISORSA VITALE DIVENTI COSTANTEMENTE UN PROBLEMA”

Dopo Niscemi in Sicilia, Silvi in Abruzzo: anche qui famiglie sfollate, strade interrotte, scuole chiuse e timori per l’annunciato intensificarsi delle precipitazioni, previsto entro il fine settimana, quando sono attese cumulate di pioggia fino a duecentcinquanta millimetri sulle zone interne della regione, così come dovrebbero sfiorare i duecento millimetri sul Molise e superare i cento su Puglia e Basilicata, quando sono già segnalati corsi d’acqua esondati e vasti allagamenti.
Nuovamente, infatti, è l’area centro-meridionale della Penisola a dover fare i conti con l’estremizzazione degli eventi meteorologici, ma stavolta, a differenza delle precedenti emergenze causate dai 4 cicloni mediterranei lungo le coste ioniche e tirreniche, è il versante adriatico della dorsale appenninica a subire maggiormente la violenza atmosferica.
L’Osservatorio ANBI Risorse Idriche evidenzia che in tali zone la preoccupazione è ora paradossalmente rappresentata dai bacini pieni, impossibilitati ad accogliere ulteriore acqua ed anzi impegnati a rilasciare in fretta grandi quantitativi idrici (un autentico tesoro in vista delle necessità estive) per non creare rischi alle popolazioni a valle.
L’esempio arriva dal Molise, dove la diga del Liscione, che stava già sversando 60 metri cubi al secondo (mln. mc.5 in 24 ore), ha dovuto aprire ulteriormente le paratie, arrivando a rilasciare mc/s 240 che, andando a sommarsi con le acque di scolo, hanno concorso all’esondazione del fiume Biferno in più punti.
“Se fino a pochi giorni fa evidenziavamo l’importanza del Piano Invasi Multifunzionali per aumentare le riserve idriche del Paese, gli eventi meteorologici in divenire ne esaltano anche la funzione di salvaguardia idrogeologica, trattenendo le ondate di piena fino al massimo della capacità autorizzata” ha affermato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
In Abruzzo, in vista dell’ondata di maltempo, già nei giorni scorsi erano stati effettuati leggeri rilasci dalla diga di Penne: attualmente il lago contiene mln.mc. 7,74 d’acqua; paratie parzialmente aperte anche nella diga di Bomba per via del pericoloso ingrossamento del Sangro. Tra gli altri fiumi, si registra la crescita di 1 metro in 24 ore dell’Orta e le piene di Sinello, Pescara, Aterno Sagittario, Foro, Feltrino, Tavo, Trigno, Piomba, nonché l’esondazione dell’Osento che ha procurato, tra l’altro l’interruzione della linea ferroviaria Adriatica e del torrente Barricella.
Anche la Puglia sta facendo i conti con criticità idrauliche: dopo l’esondazione del fiume Idume in Salento sono tracimati Cervaro, Fortore e Saccione nel Foggiano. Il lago di Occhito (a servizio della Capitanata, ma in territorio molisano) ha registrato in soli 2 giorni un incremento di 69 milioni di metri cubi; anche gli altri invasi interessanti il Tavoliere sono ormai al colmo.
In Basilicata continua a piovere tanto e i dati riguardanti i bacini indicavano una crescita settimanale superiore a dodici milioni di metri cubi.
L’attesa perturbazione dovrebbe raggiungere anche Sicilia settentrionale e Calabria (attesi qui fino a novsanta millimetri di pioggia), aggravando il rischio idraulico.
“Di fronte ai ripetuti allarmi meteo, che condizionano la vita degli italiani, emerge evidente la fragilità del nostro Paese e l’insufficienza dell’attuale rete idraulica, inadeguata all’estremizzazione degli eventi atmosferici, che stanno colpendo l’Italia. Lo stiamo denunciando da anni ed il 14 Aprile presenteremo a Roma le progettualità, di cui sollecitiamo il concreto finanziamento” ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
Oltre alle piogge incessanti, sull’Appennino centrale e su quello umbro-marchigiano si prevedono accumuli di neve anche superiori a due metri. Fino a pochi giorni fa, il deficit nivale risultava marcato soprattutto sul settore appenninico: nella prima decade di Marzo si registrava ancora un deficit nell’indice SWE (Snow Water Equivalent) del 22% a livello nazionale, ma molto più consistente sui bacini dell’Italia peninsulare (Arno -99%, Tevere -70%, Sangro -73%, Aterno Pescara -68%, Volturno -96%, Sele -96%, Crati -93%). Purtroppo, la neve tardiva non rappresenta una riserva idrica importante, ma anzi, con l’innalzamento delle temperature ed eventuali nuove perturbazioni primaverili, può diventare un elemento di pericolosità idraulica per via dei maggiori afflussi generati dalla rapida fusione della coltre bianca.
In Campania, i livelli dei bacini di Piano della Rocca, Carmine e Nocellito  sono a meno di venti centimetri dallo sfioro; in crescita le altezze idrometriche dei fiumi Volturno, Sele e Garigliano.
Nel Lazio si registra la riduzione delle portate dei fiumi Tevere, Aniene e Velino.
Le aree meridionali delle Marche sono interessate da violente piogge e da nevicate copiose in quota (anche oltre il metro e mezzo). In tutta la regione, i bacini fluviali registrano un aumento rilevante dei flussi in alveo; il livello nel Tronto è cresciuto di mezzo metro. I volumi trattenuti dalle dighe della regione sono tra i maggiori del recente decennio.
In Umbria, il livello idrometrico del lago Trasimeno registra tuttora valori bassi; in aumento le portate dei fiumi Chiascio e Topino.
In Toscana si registrano flussi in crescita per il fiume Arno in Toscana, mentre a decrescere sono Serchio ed Ombrone.
In Liguria  si segnala una contrazione dei livelli idrometrici dei fiumi Entella, Vara ed Argentina.
Rispetto alle criticità idrogeologiche, che stanno colpendo il Mezzogiorno, è assai meno complessa la situazione dell’Italia settentrionale, che anche questa volta sarà risparmiata dalle piogge, mentre emergono però le prime difficoltà dovute alla scarsità di riserva nivale ed agli esigui deflussi fluviali.
In Valle d’Aosta sono in calo i livelli della Dora Baltea e del torrente Lys.
In Piemonte si registra il calo di portata dei fiumi Tanaro (-30% sulla media), Stura di Demonte e Toce.
In Lombardia, la poca neve (indice SWE: -35,4%) e gli scarsi volumi idrici, contenuti nel lago d’Iseo, determinano un deficit di riserve idriche del 21,1%.
Decrescenti sono i livelli idrometrici nei grandi laghi, pur rimanendo, fatta eccezione per quello d’Iseo, nettamente al di sopra dei valori medi del periodo: Verbano al 98,3% di riempimento, Lario al 41,2%, Benaco al 90,7%, Sebino al 21,4%.
Nel Veneto, la portata del fiume Adige in Polesine si è ridotta a soli 77,69 metri cubi al secondo, cioè al di sotto dei mc/s 79 indicati come soglia critica, sotto la quale le barriere antisale non sono in grado di arrestare la risalita marina; in calo sono anche i flussi di Livenza, Brenta e Bacchiglione.
In Emilia-Romagna sono in crescita, ma ampiamente deficitarie, le portate fluviali di Reno e Secchia, mentre l’Enza continua a registrare valori perfino inferiori ai minimi storici.
Infine sono in calo anche i flussi nel fiume Po, che nel tratto lombardo-emiliano continua a registrare portate inferiori a quelle medie storiche (a Pontelagoscuro: -27%).


IN VENETO

L’ADIGE È GIA’ SOTTO LA SOGLIA CRITICA ED IN POLESINE LA STAGIONE IRRIGUA PARTE IN EMERGENZA

VINCENZI: “E’ IL PREVISTO PROLOGO AD UNA STAGIONE CHE SI ANNUNCIA IDRICAMENTE DIFFICILE PER IL NORD ITALIA”

La stagione irrigua in Polesine prende il via in una situazione di allarme idrico: la portata del fiume Adige, rilevata nel Rodigino, è scivolata pericolosamente sotto la soglia critica, oltre la quale le apposite paratoie non sono in grado di contrastare la risalita del cuneo salino, che minaccia la qualità dell'acqua destinata ai campi, soprattutto nelle zone di Sant’Anna di Chioggia e Rosolina. L’allarme è stato lanciato dal Consorzio di bonifica Delta Po (con sede a Taglio di Po, in provincia di Rovigo) che, dopo la consueta manutenzione invernale, sta ultimando le operazioni di rimontaggio della barriera anti sale alla foce dell’Adige. Quest'anno, gli interventi di ripristino sono risultati particolarmente onerosi e complessi: nella scorsa stagione irrigua, infatti, la forza della corrente aveva trascinato tronchi e grossi rami, rendendo inutilizzabili alcuni flap della struttura; per riparare i danni e garantire la funzionalità dell'impianto, il Consorzio di bonifica ha dovuto sostenere una spesa straordinaria di 80.000 euro.
Nonostante l'impegno economico e tecnico, l'ente consortile sottolinea però come, in circostanze così difficili dal punto di vista idrico, tali interventi rischino di non essere sufficienti.
“Quanto si sta registrando in Veneto è il prologo ad una situazione di criticità idrica, ripetutamente paventata durante la stagione invernale a causa del carente manto nevoso sull’arco alpino – ha evidenziato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - I livelli dei grandi laghi sopra la media testimoniano il già avviato scioglimento delle nevi, destinate in gran parte a terminare velocemente in mare per la mancanza di un’adeguata rete di bacini.”
“Ancora una volta si certifica la necessità di avviare urgentemente il Piano Nazionale Invasi come da noi proposto con Coldiretti; le centinaia di progetti dei Consorzi di bonifica ed irrigazione sono patrimonio a servizio di un Paese dalla memoria purtroppo corta, così come quella della sua classe dirigente: bastano, infatti, un po’ di piogge per far dimenticare che il clima è cambiato ed i periodi di siccità si ripetono ciclicamente; è accaduto negli scorsi anni al Mezzogiorno, ora toccherà probabilmente al Nord Italia” ha chiosato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
La stagione irrigua, che è ufficialmente iniziata, si preannuncia come una delle più complicate in anni recenti con gli spettri della siccità e della salinizzazione, che incombono sul comparto agricolo polesano già dalle prime ore di attività con il rischio di compromettere anche i prelievi ad uso potabile nel proseguire verso l’estate.

                                                                                                                       

EMILIA ROMAGNA

CONTRATTO AREA UMIDA PO DI VOLANO VERSO LA FASE FINALE DEL PROGETTO PARTECIPATIVO

Il percorso verso la firma del Contratto di Area Umida del Po di Volano è ormai alle battute finali e si avvicina il momento della firma. Dopo la sottoscrizione del documento d'intenti ed un costante lavoro di messa a punto del documento, si è svolto a Palazzo Naselli Crispi il primo di due “workshops” per definire nel dettaglio il Piano d'Azione Strategico.
All'incontro hanno preso parte numerosi “stakeholders”, tra enti pubblici e soggetti privati, che hanno accompagnato l’intero cammino di co-progettazione.
Il Contratto di Area Umida è uno strumento di programmazione negoziata, che mira ad individuare criticità e soluzioni condivise per rendere il fiume e le sue zone umide più resilienti ai cambiamenti climatici, valorizzandoli al contempo sotto il profilo turistico, ambientale e culturale. L’iniziativa si inserisce nel progetto GREW (finanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia), di cui il Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara (con sede nella città estense) è partner e che prevede la sottoscrizione di 8 contratti pilota per l’adattamento climatico delle zone umide costiere transfrontaliere.
Questo percorso insegna che occorre aver cura del sistema Po di Volano per le sue straordinarie funzioni, le potenzialità di sviluppo ed il ruolo strategico, che svolge per il territorio. Le competenze frammentate spesso non permettono di agire in una direzione unica, mentre legami istituzionali solidi sono la base per dare nuova identità e concrete opportunità di crescita alle aree interne.
L’intrusione salina nell’ultimo tratto del fiume Po di Volano ha effetti su un’area di quasi seimila ettari del bacino irriguo dell’ente consorziale e quindi diventa essenziale studiare nel dettaglio come avviene la risalita dell’acqua salata. Grazie alla modellazione realizzata dall’ente consortile si possono impostare diversi scenari d’intervento e prevedere le conseguenze delle scelte progettuali sulla qualità dell’acqua e quindi sul territorio.


PIEMONTE

È NATA CER AIOS COMUNITA’ ENERGETICA RINNOVABILE

L ’Associazione Irrigazione Ovest Sesia A.I.O.S. (con sede a Vercelli) compie un passo decisivo nel percorso verso la sostenibilità energetica e l’autonomia delle comunità locali: è stata infatti sottoscritta la convenzione con Solar Valley ETS, una delle prime classificate come comunità energetica rinnovabile e solidale dal G.S.E. (Gestore Servizi Energetici).
La nascita della Comunità Energetica Rinnovabile A.I.O.S. (C.E.R. A.I.O.S.) rappresenta un momento di grande valore per enti pubblici, aziende agricole e industriali, attività locali e cittadini: un progetto condiviso. che rafforza l’intero territorio consortile.
L’iniziativa consolida l’attività della struttura “Rinnovabili” di A.I.O.S., che offrirà servizi dedicati agli enti locali, alle aziende consorziate ed alle imprese del comprensorio; tra i servizi attivati figurano consulenze tecniche ed amministrative per supportare le amministrazioni comunali nella realizzazione di impianti da fonti rinnovabili, conformi alla normativa nazionale e coerenti con gli obbiettivi di transizione energetica. “Ovest Sesia” conferma inoltre la propria linea strategica di gestione sostenibile del territorio: nessuna promozione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli (né a terra, né agrivoltaici), ma un forte incentivo all’utilizzo di superfici residuali o già compromesse e spazi riqualificabili: una scelta, che tutela la produttività agricola e valorizza il riuso del suolo.


VENETO

COMPLETATO NUVO IMPIANTO IDROVORO

E’ stato inaugurato l’intervento di rifacimento e potenziamento dell’impianto idrovoro “Isola di Bovolenta”, inserito nel più ampio progetto di adeguamento della rete di bonifica del nodo idraulico locale.
Il progetto, frutto del Protocollo d’Intesa tra il Comune di Bovolenta ed il Consorzio di bonifica Bacchiglione (con sede a Padova), ha permesso il ricollocamento della nuova centrale finalizzata alla risoluzione di storiche criticità idrauliche ed è propedeutico alla realizzazione della Variante Nord nel territorio comunale. L’opera è stata realizzata grazie a un finanziamento di € 750.000,00 dalla Regione Veneto.
Il bacino Isola di Bovolenta, esteso per circa venticinque ettari e completamente circondato dal fiume Bacchiglione, rappresenta un nodo idraulico particolarmente delicato. L’intervento è stato realizzato in più fasi per poter garantire continuità di sicurezza idraulica durante la costruzione del nuovo manufatto.
La prima fase è consistita nella costruzione del nuovo manufatto (completamente interrato e realizzato in cemento armato), nello scavo dei nuovi canali di immissione, nella realizzazione di sistemi automatizzati di telecontrollo e nell’attivazione di un gruppo elettrogeno da 60 kilowatt per garantire la continuità operativa. Successivamente sono stati realizzati i lavori di posa della nuova tubazione di scarico, l’installazione di 2 pompe con una capacità di sollevamento di 150 litri al secondo ciascuna, raddoppiando la portata dell’impianto e la realizzazione del nuovo bacino di laminazione con una capacità di 1200 metri cubi. Infine, è stato smantellato il vecchio impianto ed eseguite le operazioni di collaudo.
L’intervento ha previsto inoltre la realizzazione dei nuovi scoli Bovolenta Nord e Sud, raccordati alla rete esistente, la posa di nuove condotte con sistema di sicurezza anti-riflusso e l’installazione di uno sgrigliatore. Grazie alla sinergia fra enti si è riusciti a realizzare un intervento, che andrà a beneficio del territorio non solo dal punto di vista idraulico: il contributo di 200.000 euro dalla Provincia di Padova per realizzare opere funzionali alla realizzazione della nuova Variante Nord e la collaborazione di “Acquevenete” nella gestione della rete fognaria sono chiari esempi per continuare a realizzare insieme le infrastrutture necessarie al territorio.


EMILIA ROMAGNA

IMPORTANTE RIPRISTINO VIARIO

Con il collocamento dei dispositivi di sicurezza, il Consorzio di bonifica Renana (con sede a Bologna) ha concluso un importante lavoro di ripristino viario in via dei Gruppi, nella frazione di Livergnano, a Pianoro; si tratta della connessione di viabilità comunale, che collega la Fondovalle Savena al borgo storico: un'infrastruttura indispensabile sia per i residenti dell'intera zona sia per le aziende agricole del territorio.
Il sedime della strada comunale è stato distanziato dalla parete fragile del versante a monte della via; tra la strada ed il versante roccioso si è realizzata un'adeguata infrastruttura idraulica di drenaggio e scolo delle acque piovane, al fine di evitare fenomeni erosivi, mentre il piano stradale è stato messo in sicurezza, dove necessario.
Il lavoro è stato realizzato tra l'estate 2025 e Febbraio 2026 con un investimento di 690.000 euro. Si tratta di risorse P.N.R.R. rese disponibili dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione post alluvione 2023.  L'intervento è concluso e sono attualmente in corso le procedure di collaudo, che consentiranno di riaprire la strada entro fine Aprile.
Ogni anno, l’ente consortile realizza mediamente 60 cantieri in collina e montagna tra sistemazione dei versanti, contrasto delle frane e interventi per la fruizione territoriale. Si tratta di opere possibili grazie a convenzioni con gli Enti Locali, che consentono alla “Renana” di investire in Appennino le risorse di contribuenza che da quel territorio provengono.
Mantenere le connessioni viarie locali significa rendere raggiungibili ed abitabili questi luoghi fragili ed a rischio di abbandono; ciò, grazie anche alla costante collaborazione dell’ente consorziale con gli agricoltori dell'Appennino e che, con la loro opera di cura territoriale, conservano la varietà e la bellezza di paesaggi unici, a vantaggio dell'intera collettività presente e futura.


TOSCANA

QUASI 7 MILIONI PER SICUREZZA E TERRITORIO

L’Assemblea del Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca) ha approvato 3 variazioni di bilancio, che apportano quasi sette milioni di euro in nuove risorse, rafforzando in modo significativo la capacità operativa dell’ente su tutto il territorio: si tratta di finanziamenti destinati alla gestione delle emergenze post?calamità, alla modernizzazione delle infrastrutture idrauliche della Piana lucchese, alla riqualificazione ambientale e idraulica dell’area di Lido di Camaiore, attraversata dal canale AB Giraldina (con l’approvazione della seconda tranche da 180.000 euro, il finanziamento complessivo del progetto raggiunge € 400.000,00).
La seduta ha confermato l’impegno dell’ente consortile nel dare continuità agli interventi urgenti, legati agli eventi calamitosi che dal Novembre 2023 hanno colpito le province di Firenze, Pisa, Pistoia, Livorno e Prato; con l’approvazione della variazione relativa all’Ordinanza Commissariale di Dicembre 2025, l’ente consorziale può proseguire con le progettazioni e le opere per ripristinare la funzionalità del reticolo idraulico, consolidare gli argini danneggiati e garantire condizioni di sicurezza nelle aree più fragili, copertura economica degli interventi e di programmare ulteriori attività di ripristino e prevenzione.
Sono i 9 cantieri finanziati, che si dovranno concludere tra fine 2026 e Giugno 2027. La seconda variazione approvata riguarda l’intervento finanziato dal FEASR 2023–2027 per la manutenzione straordinaria e l’efficientamento del reticolo irriguo e di bonifica della Piana lucchese. Il progetto, sostenuto da 1.800.000 euro, permetterà di modernizzare le canalette e le infrastrutture idrauliche della Piana, migliorando la gestione delle acque e la capacità del territorio di rispondere a precipitazioni intense e prolungate.


LAZIO

MIGLIORATO ASSETTO IDRAULICO

Proseguono i lavori realizzati dal Consorzio di bonifica Lazio Sud-Ovest (con sede a Latina) e relativi al recupero della funzionalità idraulica del reticolo idrografico del bacino a scolo meccanico di Quartaccio, sotteso all’impianto idrovoro di Mazzocchio, nei comuni di Pontinia e Sezze.
L’intervento ha interessato il canale Selcella, principale collettore idrovoro del bacino, che si sviluppa per circa diciannove chilometri e drena una superficie di circa diecimila ettari, configurandosi come il più esteso tra i bacini a scolo meccanico del comprensorio. Le opere si sono rese necessarie per contrastare la progressiva riduzione della sezione idraulica dell’alveo, determinata da fenomeni di interrimento del fondo e di erosione delle sponde, capaci di compromettere la capacità di deflusso con possibili criticità per l’efficienza del sistema di drenaggio.
I lavori hanno riguardato un tratto di circa sette chilometri e hanno previsto la rimozione della vegetazione infestante, la riprofilatura delle sponde e l’escavazione dei sedimenti mediante l’impiego di un pontone mobile galleggiante; il materiale dragato è stato riutilizzato per il consolidamento delle sponde, contribuendo al ripristino delle quote originarie in aree interessate da fenomeni di subsidenza.
Il completamento dell’intervento rappresenta un ulteriore passo nell’azione del Consorzio volta al rafforzamento della resilienza idraulica del comprensorio e alla gestione sostenibile delle risorse idriche.


TOSCANA

PUNTARE SU EFFICIENZA E QUALITÁ PER CITTADINI E IMPRESE

È stato sottoscritto l’Accordo Integrativo per il biennio 2026-2027 tra il Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa (con sede a Venturina Terme, in provincia di Livorno) e le rappresentanze dei lavoratori. L'intesa lega il nuovo premio di risultato a parametri incrementali, puntando in modo deciso su produttività ed efficienza organizzativa.
A questo si affianca una forte spinta verso l'innovazione tecnologica: l’ente consortile implementerà l'uso di droni e strumenti di telerilevamento per monitorare le aree consortili, riducendo i tempi di acquisizione dei dati ed aumentando al contempo la precisione e la sicurezza operativa. Inoltre, il controllo del territorio farà un salto di qualità grazie alla gestione interamente digitalizzata dei sopralluoghi, assicurando tracciabilità e tempestività negli interventi a seguito delle segnalazioni.
Completa l'ambizioso quadro, l'obbiettivo legato al miglioramento dei processi, puntando l’ottenimento della certificazione del Sistema di Gestione Integrato (SGI) per la qualità, l'ambiente e la sicurezza. Le azioni previste si inseriscono in un quadro di crescente attenzione alla prevenzione del rischio idraulico ed agli effetti dei cambiamenti climatici, rafforzando la capacità dell’ente consorziale nel prevenire e gestire situazioni di criticità sul territorio.
Il sistema di obiettivi e monitoraggio introdotto garantirà trasparenza e misurabilità dei risultati, assicurando una rendicontazione chiara delle attività svolte e del valore generato per la collettività.


LIGURIA

SCUOLA, AMBIENTE E GIOVANI PER DIFENDERE I CORSI D’ACQUA

Il Consorzio di bonifica Canale Lunense (con sede a Sarzana, in provincia di La Spezia) è stato protagonista a Firenze, nell’ambito di Didacta Italia, la principale manifestazione nazionale, dedicata al mondo della scuola, dove si è svolto il convegno “A scuola di prevenzione”, promosso dall’Autorità di Bacino Distrettuale Appennino Settentrionale sui temi della tutela delle risorse idriche, della lotta all’inquinamento e del ruolo delle nuove generazioni nella difesa dell’ambiente; erano presenti anche gli enti di bonifica toscani.
Al centro dell’incontro c’era il progetto “Alleanza per il Fiume”, una collaborazione tra Istituzioni, associazioni (tra cui Unicef e Legambiente), scuole per sensibilizzare i giovani sulla tutela dei corsi d’acqua e sul contrasto all’inquinamento da plastica; nell’occasione si è proceduto alla sottoscrizione di un nuovo patto condiviso per ampliare e coordinare le iniziative.
In 2 anni di “Alleanza per il Fiume” il “Canale Lunense” ha coinvolto circa mille ragazzi, dimostrando che la collaborazione con Istituzioni e mondo della scuola è la chiave per trasformare i principi della legge “Salvamare” in azioni concrete.


EMILIA ROMAGNA

VINCENZI RIELETTO PRESIDENTE ANBI ER

 

Francesco Vincenzi, Presidente ANBI e Consorzio di bonifica Burana (con sede a Modena) è stato confermato alla Presidenza di ANBI Emilia Romagna dall’Assemblea dell’Associazione.
Nel corso dell’incontro sono stati eletti, sempre con voto unanime, anche i due Vicepresidenti ANBI ER: Valentina Borghi, Presidente Consorzio di bonifica Renana (con sede a Bologna) e Stefano Francia, Presidente del Consorzio di bonifica Romagna (con sede a Ravenna). Vincenzi, Accademico dei Georgofili, è imprenditore ed amministra l’impresa agricola di famiglia; è stato Presidente di Coldiretti Modena ed  oggi è al vertice di C.E.A. - Consorzio Energia e Ambiente.

 

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
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