INIZIATIVA COMUNE A BRUXELLES
L'EUROPA MEDITERRANEA ALLA UE: SERVE UN PIANO GLOBALE PER AUMENTARE LE DISPONIBILITA’ IDRICHE MANTENENDO IL PRESIDIO TERRITORIALE DELLE COMUNITA’ CONTRO SICCITA’ ED ALLUVIONI
VINCENZI: “IN GIOCO CI SONO AUTOSUFFICIENZA ALIMENTARE E BIOMATERIALI PER FUTURO SOSTENIBILE. INFRASTRUTTURE IDRAULICHE ED INVASI SONO ESIGENZE CONDIVISE NELLA MAGGIOR PARTE DEL CONTINENTE”
Serve aumentare la disponibilità d'acqua sui territori per garantire la redditività agricola, creando così le condizioni per mantenere i presidi umani nelle aree interne e marginali, assicurando manutenzione idrogeologica; per questo sono necessari investimenti in infrastrutture idrauliche ed invasi, ma anche nell’innovazione, sviluppando la digitalizzazione dei corpi idrici e valorizzando i paesaggi rurali, che altro non sono che esempi di ingegneria naturale: è unanime la voce dei Paesi mediterranei, emersa nel corso dell'incontro svoltosi a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo (organizzato da ANBI, CERSTE-Centro Europeo di Ricerche socioeconomiche, tecnologiche ed ambientali, Irrigants d'Europe, Intergruppo Sviluppo del Sud Italia e delle Isole Minori), dedicato al ruolo strategico dell’acqua nella sicurezza alimentare, nello sviluppo economico e nella resilienza territoriale.
“Di fronte alle grandi esigenze di nuovi utilizzatori idrici come i data center o l’estrazione di terre rare, c’è bisogno di rivedere la Direttiva Quadro Acque in un contesto internazionale, che evidenzia la necessità di autosufficienza nella disponibilità di risorsa” ha affermato Adriano Battilani, Segretario Generale Irrigants d’Europe, associazione che rappresenta il 75% dei terreni irrigui nel Vecchio Continente.
Al centro del confronto è stato il nesso tra acqua, agricoltura, energia ed ambiente come leva fondamentale per una gestione sostenibile ed innovativa dei territori. Particolare attenzione è stata riservata alle infrastrutture idriche, alla modernizzazione dei sistemi irrigui, al riuso delle risorse e all’adozione di tecnologie digitali per il monitoraggio.
L’iniziativa ha avuto lo scopo di contribuire alla definizione di una strategia europea coerente con Politica Agricola Comune, Green Deal ed interventi per la coesione territoriale, rafforzando competitività, occupazione e stabilità delle aree rurali; serve un piano globale europeo contro fenomeni quali siccità ed alluvioni, che ormai interessano anche le aree centrali ed orientali della UE: è questa la richiesta avanzata dai rappresentanti delle organizzazioni irrigue di Spagna, Portogallo, Francia ed Italia.
"Le opere idriche agricole costituiscono da secoli il vero e proprio sistema vascolare dei territori, cui garantiscono la sicurezza idrogeologica, la produttività e l’abitabilità – ha evidenziato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - Probabilmente è proprio la difficoltà nel riconoscere l'artificialità di ambienti, che siamo abituati a ritenere naturali, il principale impedimento a vedere riconosciuto in sede comunitaria il cosiddetto Water Aquis, cioè l’importanza strategica delle infrastrutture idrauliche nel Sud dell’Europa, ma non solo. Ora è quanto mai urgente un'indagine approfondita sullo stato delle reti idrauliche multifunzionali, nonché la pianificazione dell'efficientamento delle infrastrutture esistenti e la costruzione di nuove. Ciò offrirebbe anche l'opportunità di valutare, dove sarebbe possibile implementare soluzioni basate sulla natura e misure di ritenzione idrica naturale, secondo gli indirizzi comunitari. L'ammodernamento delle infrastrutture idrauliche agricole deve proseguire nel Mediterraneo ed in tutta Europa per dare impulso ad un processo già in atto di valorizzazione ad ampio spettro, incentrato sulla sostenibilità, sul ripristino della biodiversità e sulla produzione di servizi ecosistemici. Solo così - conclude Vincenzi - sarà possibile affrontare le sfide del clima rispetto a fenomeni, che negli ultimi tre anni sono costati 20 miliardi di euro all’agricoltura italiana ed espongono al rischio di una severa riduzione del grado di autosufficienza alimentare e di biomateriali fondamentali per un futuro sostenibile.”
VENETO
PRESTIGIOSO MOMENTO DI CONFRONTO SCIENTIFICO
Nella prestigiosa sede dell'Istituto Veneto di Scienza, Lettere ed Arti a Venezia, il Consorzio di bonifica Veneto Orientale (con sede a San Donà di Piave, nel Veneziano), in qualità di socio dell’associazione internazionale Deltamed, è intervenuto alla tavola rotonda dell’evento “WATER - Science and Governance”, promosso dal CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, presente anche Andrea Rinaldo, “Stockholm Water Prize 2023”.
Il confronto ha messo al centro il Mediterraneo come laboratorio di buone pratiche per l’adattamento alla crisi climatica con particolare attenzione ai sistemi deltizi, nonchè alle aree umide e lagunari, che sono tra i territori più esposti a stress idrico, pressioni antropiche ed innalzamento del livello del mare.
Dal confronto è emerso come le esperienze maturate nel territorio del Veneto Orientale nella gestione integrata delle acque, nel monitoraggio e nelle strategie di adattamento possano rappresentare modelli concreti e trasferibili anche ad altri contesti euromediterranei.
OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE
AL NORD PRIME PREOCCUPAZIONI IDRICHE MENTRE AL SUD SI RILASCIA ACQUA IN MARE
VINCENZI: “LA MANCANZA DI BACINI PREGIUDICA IL FUTURO DELL’ITALIA: DALL’AGRICOLTURA AI DATA CENTER. IL PIANO INVASI MULTIFUZIONALI È A DISPOSIZIONE DEL PAESE”
È un’Italia “scialacquona” quella, che sta vivendo, non senza preoccupazioni, l’annunciato colpo di coda del “generale Inverno”, caratterizzato da repentini abbassamenti di temperature, bombe d’acqua ed abbondanti nevicate tardive (previsti quasi un metro su Alpi ed Appennini e perfino qualche centimetro sulle colline alle porte di Roma nonché sulla costa tra Romagna e Molise) con il corollario di rischi per l’equilibrio idrogeologico.
Proprio sul mare Adriatico è registrato un vortice depressionario, che dal Veneziano si sposterà verso Sud, portando piogge anche violente con accumuli, che in Abruzzo potrebbero raggiungere mm. 90 sulla fascia collinare litoranea; eventi pluviali abbondanti continueranno a bagnare anche la Calabria tirrenica e la Sicilia settentrionale, dove sono previste cumulate di oltre sessanta millimetri sulle province più vicine allo Stretto (fonte: ECMWF - European Centre for Medium-Range Weather Forecasts). Il pericolo maggiore è nuovamente rappresentato dalle acque insolitamente calde del mar Mediterraneo e che potrebbero essere concausa di eventi meteo estremi: nello scorso weekend hanno registrato oltre un grado sopra la media.
Tale anomalia termica non è circoscritta al solo Mare Nostrum, ma riguarda tutti gli oceani, le cui temperature si stanno avvicinando al record assoluto del 2024 (fonte: Copernicus). L’Osservatorio ANBI Risorse Idriche segnala che dal 1991 al 2020 le precipitazioni sul nostro Paese sono state del 19% circa inferiori a quelle del trentennio precedente; tale indicazione si è poi accentuata negli anni a seguire, andando ad incidere sul bilancio idrico di molte regioni.
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.) ha calcolato a Dicembre 2025 che, nei precedenti 24 mesi, il 3% del territorio italiano abbia sofferto a causa di siccità severo-estrema e che tale percentuale salga all’11% nelle regioni meridionali con punte del 26% in Calabria. In queste stesse zone del Sud Italia, dove solo qualche mese fa si vietava l’irrigazione e l’uso potabile era incerto, si assiste ora al paradosso che, a seguito delle abbondanti precipitazioni, si sia costretti a rilasciare acqua dai bacini, disperdendola in mare: accade in Basilicata con la grande diga di San Giuliano così come con i serbatoi stracolmi della Sardegna centro-meridionale ed il lago Castello in Sicilia, ma anche la diga Liscione in Molise che ha oramai raggiunto lo sfioratore.
“Questo, unitamente alla riduzione di costanti apporti nivali, all’innalzamento delle temperature ed al progressivo scioglimento del permafrost sulle montagne, dovrebbe indurre i soggetti decisori a porsi domande sulla sostenibilità di enormi quantitativi idrici, riversati a mare, allorquando l’andamento meteo offrirebbe l’opportunità di creare nuove, preziosissime riserve da utilizzare nei momenti di bisogno. Il Piano Invasi Multifunzionali, che abbiamo proposto con Coldiretti, è a disposizione del Paese ed i primi 400 progetti attendono solo il finanziamento per la loro realizzazione” ha evidenziato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
“A metà Aprile presenteremo un report sulle progettualità dei Consorzi di bonifica ed irrigazione” ha anticipato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
In Sicilia, le precipitazioni di questi giorni andranno ad aggiungersi ai mm. 75 di pioggia già caduta nelle prime due decadi di Marzo ed ai mm.280 accumulati nei mesi di gennaio e febbraio.
In Basilicata, anche la scorsa settimana ha contribuito decisamente al riempimento degli invasi con ulteriori 19 milioni di metri cubi d’acqua; le dighe trattengono volumi pari a mln. mc. 417, vicini ormai alla capienza massima.
Discorso diverso va invece fatto per la Capitanata, in Puglia, dove il pareggio di bilancio idrico risulta ancora lontano (mln. mc. 13 Mln è stato l’afflusso settimanale negli invasi): il bacino di Occhito è riuscito finalmente ad immagazzinare oltre cento milioni di metri cubi d’acqua, ma il deficit idrico dei laghi foggiani risulta ancora troppo consistente: -57%.
In Campania sono in aumento i livelli idrometrici dei fiumi Volturno e Sele, mentre decrescenti sono quelli del Garigliano.
In Abruzzo, nella scorsa settimana sono affluiti 1.932.000 metri cubi d’acqua nell’invaso di Penne.
Nel Lazio risulta decrescente il trend idrometrico sia dei laghi romani che di quelli viterbesi; in calo sono anche le portate dei fiumi Tevere ed Aniene, mentre stabile è il Velino.
In Umbria si registra una riduzione dei flussi negli alvei dei fiumi Topino, Chiascio, Paglia ed anche l’abbassamento di 2 centimetri nel livello del lago Trasimeno.
Nelle Marche, incrementi di portata vengono rilevati nei fiumi Potenza, Tronto, Nera, Esino, Sentino; un accrescimento di circa due milioni ed ottocentomila metri cubi viene anche registrato nei bacini.
In calo, nonché deficitarie rispetto alla media, sono le portate dei corsi d’acqua Serchio (-47%), Arno (-74%), Ombrone (-75%) in Toscana.
In Liguria si riducono le altezze idrometriche dei fiumi Entella, Vara ed Argentina.
Al Nord del Paese, i deflussi sono tornati nella norma dopo le piene, che avevano ingrossato i fiumi del bacino padano soprattutto ad Ovest.
In Valle d’Aosta sono ancora sovrabbondanti i flussi nella Dora Baltea, mentre in riduzione è la portata del torrente Lys.
In Piemonte, i livelli idrometrici dei fiumi Tanaro, Stura di Demonte e Stura di Lanzo sono ancora superiori ai valori medi del periodo.
In Lombardia, l’incremento settimanale dell’indice SWE (Snow Water Equivalent) è quantificabile in 390 milioni di metri cubi, ma resta comunque ampio il “gap” rispetto sia alla media storica (-35%) che al 2025 (-24%).
Tra i grandi laghi, il Verbano è al colmo, mentre preoccupa il Sebino al 24,3% di riempimento.
In Veneto tornano sotto media le portate fluviali di Livenza (-18%), Brenta (-13%) e Bacchiglione (-40%); si amplia ulteriormente il deficit dell’Adige, che questa settimana registra portate del 30% inferiori al normale in attesa che le annunciate precipitazioni consentano un riequilibrio seppur temporaneo dei flussi.
In Emilia-Romagna continuano ad essere negative le “performances” dei fiumi: nei casi di Santerno, Secchia ed Enza risultano scarse, anche se confrontate con i valori minimi storici; male anche il Reno, che registra una portata di soli 5,47 metri cubi al secondo contro una media di mc/s 30,42 (-82%!).
Infine, surplus idrici vengono segnalati ancora in molte stazioni di rilevamento del fiume Po, soprattutto nella sezione piemontese; a Pontelagoscuro, nel Ferrarese, si registra invece un deficit di portata (-11%).
TOSCANA
APERTA LA NUOVA STAGIONE IRRIGUA
Via libera alla stagione irrigua 2026: il Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) ha avviato la raccolta delle richieste di fornitura idrica da parte delle imprese agricole del comprensorio, servite dai distretti gestiti dall’ente consortile. Come ogni anno, tecnici e operai sono al lavoro per completare la manutenzione, la sistemazione e la messa in pressione delle reti irrigue.
Nel 2025 sono state 170 le imprese agricole, che hanno utilizzato l’acqua proveniente dalla diga di Montedoglio sia per contrastare la siccità estiva che per fronteggiare le gelate primaverili.
Complessivamente sono stati utilizzati circa un milione settecentomila metri cubi di risorsa idrica per irrigare quasi settecento ettari di terreni coltivati. Il 2026 porta anche una novità: la mappa dei distretti gestiti dall’ “Alto Valdarno” si è arricchita di una nuova infrastruttura irrigua, cioè il primo tratto funzionale del Distretto Irriguo 23, completato e inaugurato nell’autunno del 2025.
Ogni anno il Consorzio di bonifica deve anticipare i termini di apertura della stagione irrigua, in modo da poter intervenire tempestivamente in caso di improvvisi e repentini abbassamenti delle temperature: ormai, infatti, non bisogna fronteggiare soltanto il caldo e la siccità estivi, ma anche garantire il servizio antibrina, indispensabile per proteggere fiori e gemme dalle gelate notturne.
Parallelamente l’ente consortile continua a guardare al futuro: l’obiettivo è riuscire ad individuare le risorse necessarie per completare la realizzazione delle reti del Sistema Occidentale di Montedoglio e per modernizzare le infrastrutture esistenti; un’altra importante sfida sarà trovare soluzioni per contenere il costo del servizio irriguo e mettere a disposizione degli imprenditori la risorsa a prezzi calmierati.
DELTA DEL PO: ARRIVA DAL PASSATO L’INSIDIA NASCOSTA CHE LOGORA I CANALI
I POLESANI COSTRETTI AD ACCOLLARSI GLI ONERI DELLA SUBSIDENZA SOMMERSA EREDITA’ DELLE TRIVELLAZIONI DEL SECOLO SCORSO
VINCENZI: “E’ UN’INGIUSTIZIA CHE RISCHIA DI ACCENTUARSI. SERVONO QUANTOMENO MISURE CERTE DI COMPENSAZIONE”
Esiste una minaccia invisibile, che agisce silenziosamente sotto il pelo dell’acqua, mettendo a rischio l’equilibrio idraulico nel Delta del Po: è la cosiddetta “subsidenza sommersa”, cioè un fenomeno tanto subdolo quanto pericoloso, poiché si sottrae alla vista immediata, ma agisce in profondità, alterando inesorabilmente i fondali dei canali e compromettendo la complessa rete di scolo, deputata a tenere asciutto il territorio.
Mentre l’abbassamento del suolo in superficie è un dato tristemente noto ed osservabile, la sua declinazione nei corpi idrici rappresenta la faccia meno visibile, ma strutturalmente più critica dell’eredità lasciata dalle estrazioni di gas metano. Il lento e costante deterioramento degli alvei dei corsi d’acqua, i disallineamenti dei fondali e la modifica delle pendenze non sono semplici variazioni morfologiche, ma rappresentano potenziali cause di allagamenti, cedimenti spondali e di manufatti per un sistema, che vive di calcoli millimetrici. In un territorio, dove le pendenze dei lunghi canali sono progettate con estrema precisione per garantire il deflusso rapido delle acque, ogni minimo cambiamento strutturale riverbera i suoi effetti a grande distanza, rischiando di paralizzare la vitale rete idraulica del Delta.
Per anni, il contrasto a questa deriva è stato sostenuto dai fondi della Legge 205/2017, che tra il 2018 e il 2024 ha garantito e consentito, al Consorzio di bonifica Delta del Po (con sede a Taglio di Po, in provincia di Rovigo), interventi per complessivi 4.100.000 euro: questi finanziamenti, tradotti in investimenti annuali da 600.000 euro, hanno permesso di intervenire su tutte le unità territoriali del comprensorio, operando su decine di chilometri di canali, oltre che su impianti idrovori e manufatti di regolazione. Tuttavia, con l’esaurimento delle annualità, il 2025 ha segnato un drammatico punto di rottura.
“In assenza di rifinanziamento statale, il Consorzio di bonifica Delta del Po, per proseguire nel risanamento della rete idraulica, è stato costretto a stanziare direttamente 400.000 euro: è il valore delle annualità previste dalla legge 205/2017, al netto dei costi di I.V.A. e gestione” ha spiegato la Presidente dell’ente consortile, Virginia Taschini.
“Si tratta di cifre, che gravano direttamente sui consorziati per riparare un danno derivante dal passato, ma i cui effetti sono ancora in corso” ha evidenziato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
Decine di interventi dell'ente consorziale hanno consentito di manutenere molti dei principali canali del comprensorio; la rete di scolo nel Delta Po veneto è però costituita da 607 chilometri di scolo e, sebbene non tutti presentino criticità, il lavoro da svolgere a causa della subsidenza è ancora enorme.
“Con un bilancio consortile di circa nove milioni e cinquecentomila euro, già eroso da 3 milioni di costi energetici, il peso di questi interventi sottrae risorse vitali ad altri interventi fondamentali in epoca di crisi climatica” ha aggiunto Taschini. In mancanza di un rifinanziamento governativo, anche il bilancio previsionale 2026 dovrà farsi carico di tale onere.”
“Di fronte alle ipotesi di riavvio delle trivellazioni in Alto Adriatico e che ci vedono dichiaratamente contrari, ribadiamo la necessità quantomeno di compensazioni certe per un’attività di difesa del suolo, che non può essere rinviata, pena la vulnerabilità dell’intero ecosistema deltizio, che interessa sia il Veneto che l’Emilia Romagna” ha concluso Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.

22 MARZO WORLD WATER DAY
GARGANO: "L'ACQUA TORNI AD ESSERE ELEMENTO DI PACE E DI VITA. NE PARLEREMO AL FORUM EUROMEDITERRANEO IN SETTEMBRE A ROMA"
“Eravamo purtroppo abituati alle immagini dei migranti dalla siccità, ma ora le atrocità della guerra ce ne propongono altre: quelle delle risorse idriche diventate target bellici. Sarà un nuovo elemento di confronto al Forum Euromediterraneo sull’Acqua, in calendario a Settembre”: ad indicarlo è stato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, alla vigilia della Giornata Mondiale dell'Acqua.
"Quanto sta accadendo nel mondo ci obbliga ad essere maggiormente responsabili verso le disponibilità idriche ad iniziare dalla necessità di incrementare anche le nostre riserve d'acqua, avviando il Piano Bacini Multifunzionali, proposto con Coldiretti, nonché il Piano di Efficientamento della Rete Idraulica. I progetti sono pronti per far transitare l’Italia dalla cultura dell'emergenza a quella della prevenzione, creando maggiori certezze per l'irrigazione e la ricarica delle falde, ma anche per la produzione di energie rinnovabili ed il benessere delle comunità. Francia e Spagna raccolgono oltre il 30% dell'acqua piovana, noi solo l'11%" ha concluso il DG ANBI.
EMILIA ROMAGNA
WORLD WATER DAY CONFRONTI SU ACQUA, CIBO E TERRITORIO
Senza acqua non c’è futuro e senza la reale consapevolezza che l’impiego della risorsa idrica debba necessariamente essere “intelligente ed oculato”, le giovani generazioni potrebbero incontrare molte più criticità concrete nel loro quotidiano, rispetto ad oggi, in un contesto di progressivo mutamento del clima, caratterizzato da eventi estremi.
Le comunità, l’economia e gli equilibri sociali e produttivi, sia a livello globale che locale, sono direttamente influenzati dalla gestione dell’acqua e dalla capacità strategica e resiliente di difenderla e preservarla.
E’ in questo contesto che, in concomitanza con la celebrazione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2026, due classi terze dell'Istituto Superiore Antonio Zanelli (48 studenti e 4 docenti del corso di studi per geometri), arrivando su rotaia da Reggio Emilia a Ciano d’Enza e proseguendo poi fino a Cerezzola, hanno potuto toccare con mano l’operato degli interventi del Consorzio di bonifica Emilia Centrale (con sede nel capoluogo reggiano), visitando il cantiere, che l’ente consortile sta via via completando in prossimità della cosiddetta traversa di Cerezzola: un macro-progetto di rifunzionalizzazione ed ammodernamento dell’infrastruttura idraulica per ridurre gli impatti ambientali, incrementare la sicurezza e garantire maggiore risorsa ed efficienza disponibile.
La lezione di idraulica e non solo sulle rive del fiume Enza, in un contesto paesaggistico suggestivo, ha consentito alle classi di appropriarsi di spunti interessanti e conoscenze basilari per poter realizzare il loro elaborato di ricerca creativa, richiesto come prova di gruppo dall’innovativo progetto “Radici d’Acqua – contest del Consorzio di bonifica Emilia Centrale”, che si chiuderà il 30 Aprile p.v.: un progetto volto a scoprire storia e ruolo dell’ente consorziale nella trasformazione progressiva del paesaggio circostante e nella corretta gestione dell’acqua.
A Piacenza, la Facoltà di Scienze Agrarie Alimentari ed Ambientali dell’Università Cattolica (campus piacentino) ed il locale Consorzio di bonifica (con sede in città) hanno celebrato la Giornata Mondiale dell’Acqua con un “workshop” dedicato agli studenti universitari ed agli studenti delle scuole superiori nell’auditorium “G. Mazzocchi” dell’Ateneo.
Obiettivo della mattinata è stato quello di riflettere, da un lato, sull’uso consapevole dell’acqua e la necessità di adattare i territori alla nuova fase climatica, dall’altro, sul cibo e sugli stili alimentari degli adolescenti, nonchè sulla tutela della salute e della sicurezza alimentare.
L’iniziativa patrocinata da ANBI Emilia-Romagna ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle sfide, che attendono aziende ed Istituzioni nella gestione sempre più consapevole, efficiente e sostenibile dell’acqua. Il sistema dei Consorzi di bonifica in Emilia-Romagna conta oltre ventimilacinquecento chilometri di canali e condotte e km.5.290 di argini.
In questo contesto, il canale Emiliano Romagnolo svolge un ruolo centrale: con km.135 di asta principale rende irrigabili oltre centosettantacinqueila ettari, sostenendo filiere agroalimentari di eccellenza con più di 10 prodotti a Denominazione d’Origine Protetta (D.O.P.) e Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.), circa trecentoquarantanove milioni di euro di produzione lorda vendibile e 1.870.000 giornate di lavoro agricolo. Alla base della mattina di confronto con gli studenti c’era anche il progetto didattico “Acqua da mangiare”, che ha come obbiettivo principale, l’approfondimento delle tematiche legate ai concetti di sostenibilità ambientale, alimentare e sociale, partendo dal ruolo fondamentale svolto dall’acqua.
SEMINARE VITA PER PROTEGGERE I TERRITORI: CRESCE L’ESPERIENZA SPERIMENTALE CON L’UNIVERSITA’ DI PISA
ARRIVA LA PRIMAVERA ED IN TOSCANA AUMENTANO GLI ARGINI FIORITI: PIU’ BELLEZZA, SICUREZZA IDRAULICA E BIODIVERSITA’
VINCENZI: “I CORSI D’ACQUA TORNANO COSI’ VALORE AGGIUNTO PER LE COMUNITA’”
Da Nord a Sud della Toscana si allarga il progetto Argini Fioriti, la cui collaborazione scientifica è con l’Università di Pisa: per iniziativa del Consorzio di bonifica Toscana Sud (con sede a Grosseto), dopo le positive esperienze nei comuni di Buonconvento e Monteroni, la sperimentazione arriva ora nel comune di Siena dove, su un tratto d'argine del torrente Arbia nella frazione di Taverne, è stata effettuata la semina di una miscela selezionata di essenze vegetali con l'obbiettivo di coniugare la sicurezza idraulica con la tutela attiva della biodiversità locale.
La ricerca, che conferma la Toscana come “laboratorio a cielo aperto”, si chiama “Argini fioriti – wildflowers” e studia alcune piante autoctone per sfruttarne le proprietà specifiche. Si tratta di specie erbacee, che pur avendo una crescita ridotta per non ostacolare il normale deflusso dell’acqua in alveo, sono capaci di contrastare i fenomeni erosivi superficiali da dilavamento, garantendo argini più solidi e, al tempo stesso, producendo una grande quantità di fiori utili per la riqualificazione del paesaggio rurale, ma anche fonte alimentare per gli insetti impollinatori.
Il fulcro dell’operazione sta infatti nella capacità di queste fioriture nell’attirare animali come le api, la cui presenza è fondamentale per la maggioranza delle specie vegetali; contemporaneamente si rende l'ambiente meno ospitale per tassi, istrici e nutrie che, scavando profonde tane all'interno delle sponde, rappresentano un pericolo per la stabilità di argini ed opere idrauliche, nonchè per la sicurezza della popolazione.
“Trasformando gli argini in prati fioriti si riesce quindi a proteggere il territorio in modo naturale e sostenibile” ha evidenziato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
Altro aspetto centrale del progetto è l'educazione delle nuove generazioni attraverso la partecipazione delle scuole: esperti dell’ente consortile e ricercatori universitari incontreranno gli studenti lungo il corso d’acqua per spiegare il funzionamento dell'ecosistema fluviale e l'importanza del lavoro svolto dagli insetti.
“La sicurezza idraulica non è un’attività isolata, ma un impegno integrato con la salvaguardia ambientale” ha affermato Federico Vanni, Presidente Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud.
“Dobbiamo garantire un futuro più sicuro al territorio, trasformando la manutenzione degli argini in un valore aggiunto per l'intera comunità, che così riscopre il fiume come risorsa viva e protetta – ha aggiunto Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – È questa la cultura dell’acqua, che promuoviamo come asset di adattamento alla crisi climatica insieme a manutenzione del territorio, nuove infrastrutture idrauliche, tra cui gli invasi multifunzionali, ricerca ed innovazione.”
“Argini fioriti è un progetto, che ben si inserisce nel percorso di Siena per la sostenibilità e l’impegno ambientale, che culminerà, nel 2027, con la celebrazione del premio European Green Leaf – ha concluso Barbara Magi, Assessore Ambiente Comune Siena - Uniamo la sostenibilità ambientale, la tutela della biodiversità, la sicurezza idraulica attraverso un coinvolgimento attivo dei giovani in azioni concrete di miglioramento complessivo dei nostri territori.”
Dopo le fasi di monitoraggio scientifico anche il tratto arginale di Taverne d'Arbia diventerà un nuovo punto di osservazione per l’Università di Pisa, mentre il Consorzio di bonifica Toscana Sud sta valutando la possibilità di estendere questa “manutenzione gentile” ad altri corsi d'acqua, consolidando un modello operativo, che non si limita a sistemare e pulire, ma semina vita per proteggere il territorio e la sua comunità.
TOSCANA
APPROVATI NUOVI FINANZIAMENTI PER INTERVENTI STRUTTURALI
L’Assemblea del Consorzio di bonifica Medio Valdarno (con sede a Firenze) è tornata a riunirsi per accogliere le risorse stanziate dalla Protezione Civile post eventi meteo del 2023 e 2024; con l’approvazione del Piano degli Interventi Urgenti, l’ente consortile è stato individuato tra i soggetti attuatori di interventi finanziati per un totale di € 21.950.000,00.
Di conseguenza sono entrati, negli strumenti di programmazione dei lavori, tanti nuovi interventi da realizzarsi nel corso dell’anno; tra i maggiori: gli interventi di ripristino e regimazione idraulica lungo il fiume Bisenzio nei comuni di Prato, Vaiano e Cantagallo per 3.200.000 euro e gli adeguamenti arginali del torrente Impialla, dall’immissione nello Stella verso monte, per 2.500.000 euro. E’ stato unanimemente sottolineato quanto sia strategico il ruolo dell’ente consortile sia dal punto di vista amministrativo-finanziario (è in grado di anticipare risorse economiche nei casi di somma urgenza, ricevendo poi i relativi rimborsi e finanziamenti solo al termine del ben più lungo iter burocratico) sia dal punto di vista tecnico-operativo (ha progettazioni pronte ed adeguate capacità professionali per “mettere concretamente a terra” gli interventi stimati intorno ai cinquanta milioni e che vanno oltre l’attività ordinaria del valore di circa venti milioni all’anno.
EMILIA ROMAGNA
OCCHIO! SGUARDI SUL TERRITORIO EVOLUTION
Trasformare la gestione dell’acqua in un’esperienza sensoriale e culturale: è questo il cuore di “Occhio! Sguardi sul territorio EVOLUTION”, progetto a cura di “LAB.BRAINdesign”, che rinnova la sinergia tra 2 istituzioni bolognesi: il Consorzio di bonifica Renana (con sede in città) e l’Accademia di Belle Arti.
Lanciata ufficialmente durante “Art City 2026”, nell’ambito di ArteFiera, l'iniziativa rappresenta il secondo capitolo di una collaborazione nata nel 2025: se lo scorso anno si era giunti a manifesti di tipo grafico-artistico sui principali temi della Bonifica (acqua, ambiente, biodiversità, tecnologia), l’edizione di quest’anno alza il tiro, passando alla progettazione fisica di “punti di osservazione sull’acqua” (strutture di design, installazioni interattive, oggetti poetici), pensati per essere collocati lungo i bacini ed i canali gestiti dall’ente consortile con l’obbiettivo di riconnettere la comunità al paesaggio idraulico.
Il primo premio è andato al progetto "Eco-Eco ponte" di Federico Rumi per la capacità di creare un dialogo tra segno artificiale e natura.
L'opera infatti utilizza 2 coni speculari blu sulle sponde opposte di un bacino per generare un ponte visivo e sonoro, che ridefinisce la percezione dell'ambiente. A premiare i vincitori è stato l’Assessore Agricoltura ed Agroalimentare Regione Emilia Romagna, Alessio Mammi, che ha voluto esprimere il suo plauso all’iniziativa per la capacità della Bonifica di aprirsi a mondi diversi e far conoscere le proprie attività ad un pubblico più ampio.
“Occhio! Sguardi sul territorio Evolution” dimostra l'impegno dell’ente consorziale anche nella divulgazione culturale del valore del territorio; la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti dimostra come il design possa diventare uno strumento fondamentale per raccontare l’equilibrio nella gestione territoriale di un ambiente antropizzato, attraverso lo sguardo innovativo e fuori dagli schemi dei giovani.
SARDEGNA
A SCUOLA DI IMPIANTI
È stata la classe IV dell’Istituto Comprensivo Dante Alighieri di Ales (nello specifico, della Scuola Primaria del plesso di Villa Sant'Antonio) ad aggiudicarsi il primo premio del Concorso “A scuola di Impianti”, curato e sviluppato dal Consorzio di bonifica Sardegna Meridionale (con sede a Cagliari).
La premiazione si è svolta al Polo Giuridico Economico del capoluogo dell’Isola alla presenza di oltre duecentocinquanta alunni provenienti da 10 Istituti Comprensivi e di numerose Autorità, tra cui l'Assessora Regionale all’Istruzione, Ilaria Portas. Il percorso dei mesi scorsi ha visto lezioni frontali dell’ente consortile, improntate su tutto ciò, che concerne l’acqua: dall’utilizzo in agricoltura all’ importanza per la natura.
RINNOVI AL VERTICE
Faentino, 57 anni, imprenditore agricolo, già al timone dell’ente nella precedente legislatura, Nicola Dalmonte guiderà il Consorzio di 2° grado C.E.R.-Canale Emiliano Romagnolo (con sede a Bologna) sino al 2030. Il Consiglio dei delegati, composto dai rappresentanti degli enti consortili di bonifica “Burana” (con sede a Modena), “Renana” (con sede a Bologna), “Pianura di Ferrara” (con sede nel capoluogo estense), “Romagna Occidentale” (con sede a Lugo, nel Ravennate) e “Romagna” (con sede a Ravenna), Ravenna Servizi Industriali, Province e Città Metropolitana di Bologna oltre ai delegati di Regione Emilia Romagna e Ministero Agricoltura Sovranità Alimentare Foreste, ha nominato Vicepresidenti, Piero Peri e Carlo Carli.
Con l’elezione del nuovo Consiglio di Amministrazione del Consorzio di bonifica Brenta (con sede a Cittadella, in provincia di Padova) e la nomina a Presidente di Martino Cerantola si è completato il quadro della “governance” dei Consorzi di bonifica del Veneto.
L’ente consortile si troverà a gestire passaggi cruciali, a partire dal tema urgente del Deflusso Ecologico; sarà inoltre impegnato su fronti fondamentali quali l’efficientamento idrico, le azioni di ricarica delle falde e la valorizzazione di un paesaggio caratterizzato storicamente da rogge ed opifici legati alla forza motrice dell’acqua.
GARGANO NEL BRESCIANO
Nel pomeriggio di lunedì 30 Aprile p.v., il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, concluderà il convegno “Proteggere i bacini idrici da evaporazione, alghe e agenti organici: presentazione dei moduli galleggianti Birdie”, organizzato da ANBI Lombardia a Verolanuova, nel Bresciano; ne sarà sede il Municipio con successiva visita tecnica alle vasche di sperimentazione nello stabilimento Valsir. |