MARTEDI’ PROBLEMATICHE IDRICHE LEGATE AL FUTURO DELLE AREE INTERNE E MARGINALI APPRODANO AL PARLAMENTO EUROPEO
Si terrà martedi’ 24 Marzo p.v., dalle ore 13.00 alle ore 15.00, la Tavola Rotonda “Acqua per cibo e territori resilienti” organizzata da ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue), Irrigants d’Europe, CERSTE (Centro Europeo di Ricerche socioeconomiche, tecnologiche ed ambientali), Intergruppo Parlamentare Sviluppo Sud – Aree fragili e isole minori nella sala Spinelli 1H1 (BRU) dello Spinelli Building del Parlamento Europeo, a Bruxelles (Belgio). Interverranno: Francesco Vincenzi, Presidente ANBI; Adriano Battilani, Segretario Generale Irrigants d’Europe; Armando Pugno, Delegato Aree Rurali CERSTE; Josè Nuncio de Barahona, Presidente Portogues Association of Agricultural Water Boards – Fenareg; Valero de Palma Mangano, Presidente Spanish Association of Agricultural Water Boards – Fenacore; Eric Fretillere, Presidente French Association of Agricultural Water Boards Irrigants de France; Ettore Nardi, Presidente Italian Association Traffic Transport Engineering Campania e Molise.
ANBI APRE UNA PAGINA NUOVA:
SOTTOSCRITTO PROTOCOLLO D’INTESA VERSO CERTIFICAZIONE DI GENERE CON FONDAZIONE RIGEL
E’ unanime il plauso alla firma del Protocollo d’Intesa verso la certificazione di genere, apposta da ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue) con la Fondazione Rigel ((Rispetto Inclusione Genere Etica Lavoro).
“Con questo documento i Consorzi di bonifica ed irrigazione dichiarano chiaramente da che parte stanno – ha affermato con orgoglio Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – Da questo atto dovranno discendere nuove consapevolezze sia in termini contrattuali che nella quotidiana attività sui luoghi di lavoro. Era un processo già in itinere, ma a dare un’accelerazione è stata la nascita dell’Ente Bilaterale di settore, di cui uno dei primi atti è stato il riconoscimento del bonus sulle rette degli asili nido.”
Tra gli obbiettivi del Protocollo d’intesa è previsto di accompagnare gli enti consortili nell’attuazione delle nuove previsioni contrattuali in materia di pari opportunità, favorendone un’applicazione concreta, consapevole e progressiva; promuovere modelli innovativi di gestione delle risorse umane, orientati al benessere organizzativo, alla parità di genere, all’inclusione, alla responsabilità sociale, alla sostenibilità; accompagnare i Consorzi di bonifica ed irrigazione alla certificazione di genere, nonché alla valutazione d’impatto della certificazione.
“La firma del Protocollo tra ANBI e la Fondazione RIGEL, preceduta da una scandita tavola rotonda durante la quale mi sono posta in posizione di ascolto delle esigenze dei Consorzi di bonifica, risponde ad esigenze ineludibili per il futuro di tutte le organizzazioni private, pubbliche e parapubbliche: cultura organizzativa, qualità del lavoro, riconoscimento del valore aggiunto delle persone – ha dichiarato Antonella Ninci, Presidente Fondazione RIGEL - La Fondazione innanzitutto ascolta prima di offrire formazione e consulenza sui temi della parità di genere, della certificazione, dell’inclusione, della gestione risorse, della comunicazione interna. Costruisce così percorsi formativi e di crescita insieme ai destinatari degli stessi in maniera sostenibile, perché risponde solo ai bisogni formativi avvertiti, senza che si sprechi niente. La sostenibilità, infatti, non riguarda solo il territorio, l’acqua e l’impronta, che lasciamo sul Pianeta: riguarda anche il modo, in cui lavoriamo e valorizziamo le persone nelle nostre organizzazioni.”
Alla tavola rotonda, che ha accompagnato la firma e coordinata da Caterina Truglia, Vicedirettrice ANBI, sono intervenute: Maria Chiara Zaganelli, Direttore Generale CREA (Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l'analisi dell'Economia Agraria); Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale); Serena Stefani, Presidente Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo); Stefania Pastore, Direttore Generale Consorzio di bonifica Nord Bacino del Tronto Tordino e Vomano (con sede a Teramo); Lucia Pignata, Responsabile Ufficio Legale Consorzio di bonifica Volturno (con sede a Caserta); Arianna Saroli, General Manager Saroli Club Castel Gandolfo.

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE
FENOMENI METEO ESTREMI: NEL 2026 GIA’ COLPITE 184 LOCALITA’ ITALIANE
VINCENZI: “BISOGNA AUMENTARE LA RESILIENZA DEI TERRITORI PER RIDURRE GRAVI RISCHI ALLE COMUNITA’ ”
Dopo il “medicane” Harry, nonché le tempeste Francis e Kristin, è stato il turno di Jolina, l’ennesimo ciclone mediterraneo del 2026, a flagellare nuovamente le regioni meridionali d’Italia, chiamate ancora una volta a fronteggiare eccezionali eventi estremi con la complicata gestione di enormi masse di pioggia. Anche questa volta ad essere colpite duramente sono la Sicilia centro-orientale con la Calabria settentrionale e jonica, generando tornado e nubifragi caratterizzati da cumulate pluviometriche record che, per pur provocando danni e fenomeni di dissesto idrogeologico, non hanno fortunatamente causato vittime.
E’ ormai chiaro che un ruolo determinante nella formazione di questi eventi estremi lo ha il riscaldamento delle acque del mar Mediterraneo, che intorno alle coste italiane hanno temperature medie, superiori alla norma di circa 1 grado e che, combinandosi con l’aria gelida delle correnti polari, producono energia in atmosfera, innescando tornado, nubifragi, grandinate e, nei casi più gravi, uragani mediterranei.
L’Osservatorio ANBI Risorse Idriche rende noto che, da inizio 2026, le località colpite da tali fenomeni sono già state 184 sulle coste tirreniche ed insulari, nonché sulla Puglia e la Calabria ioniche, risparmiando finora la costa adriatica e le regioni alpine (fonte: European Severe Weather Database).
“C’è bisogno di un’urgente strategia di adattamento per aumentare la resilienza delle comunità ad emergenze annunciate; noi proponiamo 4 asset, per cui servono però scelte concrete dei soggetti decisori: manutenzione del territorio, nuove infrastrutture idrauliche, innovazione e ricerca, cultura dell’acqua” ha ribadito Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
In 48 ore, su centinaia di località della Calabria sono caduti oltre cento millimetri di pioggia e, su alcuni comuni, le cumulate hanno superato i duecento millimetri fino ad arrivare ai record registrati a Cotronei (mm. 308), a San Sostene e Santa Cristina d’Aspromonte (oltre trecentocinquanta millimetri!). Alcune fiumare (ad esempio: Fiumarella e Trionto) sono tracimate, allagando strade e centri abitati (Corigliano, Mirto, Rossano, Calopezzati, Pietropaola, ecc.), dove la popolazione a rischio era stata precauzionalmente allontanata (fonte: Centro Funzionale Multirischi-ARPACAL).
In Sicilia, nubifragi violenti hanno colpito le province di Messina e Catania con accumuli di pioggia, in 48 ore, superiori a duecento millimetri come registrato a Novara di Sicilia e Linguaglossa (fonte: SIAS). Si calcola che i bacini dell’isola siano pieni oltre l’80% della capacità: ai circa duecentottanta millimetri di pioggia, caduti mediamente tra Gennaio e Febbraio sull’isola, garantendo afflussi per circa trecento milioni di metri cubi, sono andate a sommarsi le ingenti cumulate dei giorni scorsi dopo una prima decade marzolina, atmosfericamente più stabile.
Infatti, al netto dei danni causati, è innegabile che le piogge record di inizio 2026, tra i più bagnati dei recenti decenni in alcune regioni del Mezzogiorno, abbiano apportato sostanziali benefici alla ricarica degli acquiferi ed all’accrescimento delle riserve idriche proprio in quei territori, che da anni soffrivano per l’estrema e perdurante siccità.
E’ così anche per la Sardegna, dove le dighe trattengono oltre il 95% dell’acqua invasabile: Gennaio 2026 ha visto afflussi pluviali fino a 7 volte superiori alla media su alcune località del settore meridionale ed orientale dell’ isola, così come Febbraio è stato ben più piovoso della media su gran parte del territorio.
In Basilicata, con l’ulteriore incremento di oltre ventitre milioni di metri cubi in 7 giorni, l’ammontare dei volumi invasati ha raggiunto mln. mc. 398, pressoché colmando l’enorme “gap” con i volumi autorizzati di riempimento, creatosi nello scorso biennio.
A crescere più lentamente sono invece le riserve idriche della Capitanata in Puglia, aumentate di 76 milioni di metri cubi dall’inizio dello scorso Dicembre 2025 e raggiungendo così circa il 40% di riempimento totale (nello stesso periodo i serbatoi lucani hanno incamerato quasi duecentosettanta milioni di metri cubi).
“Estremizzazione e parcellizzazione degli eventi meteo evidenzia la necessità di infrastrutture calmieratrici, capaci di trasformare il rischio in risorsa per le comunità – ha commentato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – Il Piano Invasi, proposto con Coldiretti, risponde a questa necessità, trattenendo le acque di pioggia da utilizzare per l’irrigazione, ma anche per produrre energia rinnovabile, ricaricare le falde, migliorare gli ecosistemi, offrire opportunità di benessere”
In Campania calano i livelli idrometrici dei fiumi Volturno, Sele e Garigliano.
In Abruzzo, dall’inizio di questo mese, la pescarese diga di Penne è riuscita a trattenere 1.490.000 metri cubi d’acqua in più.
Nel Lazio continuano ad alzarsi i livelli idrometrici dei laghi vulcanici: in 6 giorni, Bracciano ha guadagnato cm. 10, Nemi cm.4, Albano cm. 3, mentre nel Viterbese, Vico e Bolsena registrano rispettivamente +cm.3 e + cm.4 (fonte: AUBAC). Le portate dei fiumi romani (Tevere ed Aniene) sono in linea con i valori medi del recente quinquennio mentre, in Sabina, il Velino registra un leggero surplus.
In Umbria, decrescenti ed inferiori alle medie storiche sono le altezze idrometriche dei fiumi Chiascio e Topino; stabile, ma ancora ben al di sotto del livello minimo vitale, è l’altezza del lago Trasimeno.
Nelle Marche, le dighe trattengono meno acqua di quanto accaduto nel più recente triennio (mln. mc. 50,05 contro una media triennale di mln. mc. 52,17); tra i fiumi, a crescere è il solo Tronto.
In Toscana, le piogge cadute una settimana fa sulle province centro-settentrionali hanno consentito un aumento dei flussi sia del fiume Serchio che dell’Arno.
In Liguria è stato consistente l’accrescimento dei livelli nei fiumi Entella, Vara e Argentina, la cui portata supera ora abbondantemente i valori medi di riferimento.
L’Italia settentrionale, interessata soprattutto a Nord-Ovest da abbondanti piogge e da copiose nevicate (soprattutto nel Varesotto, in Valchiavenna, in Val d’Ossola e Valsesia) vede decisamente aumentare i flussi idrici in molti bacini, nonché la crescita delle altezze idrometriche dei laghi.
In rialzo sono i livelli dei grandi laghi Verbano, Lario, Benaco e Sebino.
In Valle d’Aosta si registra segno positivo per le portate della Dora Baltea e del torrente Lys.
In Piemonte, la portata del fiume Sesia è cresciuta di ben 726 metri cubi al secondo nello scorso weekend; anche nel Tanaro scorre il 555% in più d’acqua rispetto alla scorsa settimana (fonte: ARPA Piemonte).
Per quanto riguarda la Lombardia, le precipitazioni nello scorso weekend dovrebbero aver accresciuto anche il manto nevoso, ma le temperature del periodo ne provocheranno il rapido scioglimento, non arricchendo le riserve per i mesi più caldi.
In Veneto si registra un surplus di portata nei fiumi Brenta, Bacchiglione e Piave, mentre ancora sotto media e decrescenti sono i flussi in alveo dell’Adige.
Il fiume Po è in piena, grazie ad afflussi sovrabbondanti dalle regioni alpine: a Piacenza, la portata ha toccato il 226% sopra la media (fonte: ARPAE).
Infine, nonostante il bilancio idro-climatico risulti in tutta la regione in linea con le medie storiche, in Emilia-Romagna è sotto osservazione la condizione dei fiumi appenninici che, fatta eccezione per i bacini occidentali, mostrano vistosi deficit idrici: nei casi di Savio, Santerno ed Enza, lo scarto è negativo anche in confronto ai valori minimi storici.
VENETO
LA STAGIONE IRRIGUA 2026 POTREBBE ESSERE L’ULTIMA PRIMA DEL DEFLUSSO ECOLOGICO
Con l’apertura ufficiale delle paratoie del canale Lessinio Euganeo Berico, presso la sede direzionale del Consorzio di 2° grado L.E.B. a Cologna Veneta (in provincia di Verona), ha preso il via la stagione irrigua nel Veneto, dove entrerà nel vivo ad Aprile.
In quota, le abbondanti nevicate registrate nel mese di febbraio si stanno già sciogliendo a causa del rialzo termico. Il contesto è comunque di un deficit, da Ottobre a Febbraio, del 36% per le Dolomiti e del 23% per le Prealpi. Se da un lato questo fenomeno contribuisce a sostenere le portate attuali dei fiumi, dall’altro rappresenta una risorsa volatile che, per mancanza di adeguati sistemi di stoccaggio, è destinata a defluire velocemente verso il mare senza poter essere conservata per i periodi di massima siccità. A fare la differenza sarà dunque la presenza o la mancanza di piogge nella delicata fase dei trapianti, delle semine e della fioritura degli alberi da frutto. Secondo le proiezioni del Centro di Sperimentazione per l’Innovazione Irrigua CeSpII-LEB (anch’esso con sede nella veronese Cologna Veneta), Marzo sarà un mese relativamente secco in controtendenza con i piovosi, primi 2 mesi 2026: +36% a Gennaio e +33% a Febbraio rispetto alla media trentennale 1991-2020. Il bilancio dell’anno idrologico iniziato ad Ottobre rimane fin qui negativo con un deficit del 23%. A farne le spese sono soprattutto le falde acquifere con livelli, che nella bassa pianura si stanno riprendendo, mentre permane un ritardo della ricarica nella zona di falda. Anomalie nelle temperature graveranno sulla richiesta d’irrigazione.
Gli enti consortili del Veneto distribuiscono risorsa a fini irrigui ed ecosistemici attraverso un’infrastruttura di 26.000 chilometri. Lo scenario normativo, che regola le derivazioni, rischia però di mutare radicalmente: dal 1° Gennaio 2027 entreranno in vigore i nuovi parametri del Deflusso Ecologico, che potrebbero rivedere al ribasso la quantità di risorsa prelevata dai fiumi e distribuita tramite la rete secondaria. Questi criteri sono attualmente oggetto di una delicata fase di sperimentazione e valutazione presso il tavolo tecnico, istituito dalla Regione Veneto con l’Autorità Bacino Distrettuale Alpi Orientali. La posta in gioco è altissima, poiché la questione riguarda direttamente una produzione agricola regionale dal valore di 8 miliardi di euro, la cui stabilità dipende per il 90% dalla disponibilità d’irrigazione senza dimenticare i servizi ecosistemici, legati alla risorsa in termini ambientali, paesaggistici, economici e ricreativi, il cui valore è stimato in oltre seicento milioni di euro all’anno. Il monitoraggio costante e la gestione oculata delle derivazioni restano dunque le priorità per affrontare una stagione che si preannuncia complessa sotto diversi punti di vista.
SARDEGNA
IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO INAUGURATO DOPO 40 ANNI
Un’inaugurazione, che ha atteso ben 40 anni, quella dell’impianto di sollevamento di Uta Nord con la conseguente riattivazione del collegato comprensorio irriguo: il Consorzio di bonifica Sardegna Meridionale (con sede a Cagliari) ha tagliato il nastro di un’opera della quale, dopo averne ottenuto l’affidamento nel 2020 da parte della Regione, ha curato ripristino e messa in funzione, salvandola dall’abbandono in cui era caduta.
Ora quell'opera è pronta finalmente a servire un territorio a forte vocazione agricola, che conta 1700 ettari nel distretto di Uta Nord e che in questi anni sta salvando le stagioni irrigue nel distretto del Cixerri (6000 ettari attrezzati). Assieme ad Efisio Perra, Presidente dell’ente consortile ospite, erano presenti all’inaugurazione, tra gli altri, l’Assessore Regionale Agricoltura, Francesco Agus ed il Presidente ANBI Sardegna, Gavino Zirattu. Verso la fine degli anni ’70 venne predisposto il progetto per l’infrastrutturazione del complesso irriguo di Uta dall’Ente Autonomo del Flumendosa. Contestualmente furono appaltati i lavori per la realizzazione dello sbarramento sul rio Cixerri a Genna Is Abis, necessari per fornire risorsa idrica all’impianto irriguo in costruzione.
I tempi di realizzazione delle due opere, però, non coincisero e, a causa dell’intervallo di tempo intercorso tra l’infrastrutturazione del territorio e la realizzazione della diga, una parte delle opere realizzate, in particolare l’impianto di sollevamento di Uta Nord, divenne oggetto di atti vandalici, che ne hanno compromesso la funzionalità impedendo, una volta resa disponibile la risorsa, la messa in servizio dell’opera; il comprensorio irriguo non è così mai entrato in funzione.
La svolta nel 2020, quando la Regione Sardegna di assegnare il comprensorio di Uta Nord al Consorzio di bonifica Sardegna Meridionale, che dal 1 Gennaio 2018 aveva incorporato anche i Consorzi di bonifica Cixerri e Basso Sulcis. Ad Ottobre 2022 l’assegnazione, sempre da parte della Regione, di 2 milioni di euro necessari per l’esecuzione dei lavori di «Realizzazione opere idrauliche ed elettromeccaniche a servizio dell’impianto di sollevamento di Uta Nord», che hanno permesso l’avvio dell’impianto nell’Aprile 2024.
Da allora, oltre sette milioni di metri cubi d’acqua sono stati erogati a servizio del comparto di Uta (circa cinquanta ettari), ma soprattutto verso il distretto irriguo dell’ex comprensorio Cixerri attraverso la condotta di collegamento per le miniere di Iglesias, garantendo il servizio irriguo ad oltre settecento ettari con un migliaio di utenti. L’ente consortile è ora atteso da altri importanti progetti come quello che vede al centro la riconversione dell’approvvigionamento idrico nell’agro di Decimoputzu, Villasor e Villaspeciosa.
EMILIA ROMAGNA
NASCE “HUB DELL’INNOVAZIONE”
Nell’ultimo decennio gli studi approfonditi sul risparmio idrico in agricoltura hanno trovato uno straordinario impulso in un luogo chiamato “Acqua Campus”, a pochi chilometri dall’abitato di Budrio, nel Bolognese, dove l’agricoltura è un binomio saldo con il territorio.
Ogni giorno, i laboratori ANBI di ricerca in campo, coordinati dal team agronomico del Consorzio C.E.R.-Canale Emiliano Romagnolo (con sede a Bologna) ed in collaborazione con i Consorzi di bonifica dell’Emilia Romagna e non solo, sviluppano modelli e progetti, che trovano impiego nella rete di canalizzazioni di bonifica, guadagnando il plauso e partnership prestigiose con Università, Centri di studi internazionali, delegazioni estere, gruppi imprenditoriali.
Oggi, il Centro Studi ha un’occasione storica, trasformandosi in vero e proprio “hub” dell’innovazione di ANBI, ampliando notevolmente le potenzialità a servizio degli enti consortili e di tutti coloro, che guardano alle pratiche virtuose nell’utilizzo sostenibile dell’acqua in epoca di mutamento del clima. “Acqua Campus-Hub dell’Innovazione” vedrà nascere presto nuove aree destinate a molteplici studi per agricoltura di precisione con applicazioni digitali e AI, fertirrigazione, antibrina, automazione e test agronomici avanzati, oltre a nuove macchine tecnologicamente innovative come le paratoie intelligenti per un’irrigazione sempre più “sartoriale” delle colture. Il via libera al progetto di allargamento arriva a seguito dell’accordo tra “Acqua Campus”, ANBI e Consorzio di 2° grado C.E.R. e dei 16 partner coinvolti in questa fase.
“L’Hub dell’Innovazione sarà un acceleratore strategico per la divulgazione e l’innovazione tecnologica applicata all’irrigazione, rafforzando il dialogo tra Istituzioni, ricerca e mondo produttivo” evidenzia Raffaella Zucaro, Coordinatrice ANBI Emilia-Romagna.
“Oltre al ruolo fondamentale nella più generale gestione delle acque di scolo in tutto il Paese – sottolinea il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi – i Consorzi di bonifica ed irrigazione sono un modello italiano di autogoverno, che punta a fare rete fra i portatori d’interesse anche sul risparmio idrico. Con gli studi di “Acqua Campus” possiamo offrire le più aggiornate soluzioni per il risparmio della risorsa con attenzione all’impiego dell’acqua ed a sostegno del “made in Italy”, in linea con i “target” ambientali richiesti. Potenziare Hub dell’Innovazione significa guardare al domani della nostra comunità oltre che alla nostra economia.”
Oggi “Acqua Campus” è centrale nella sperimentazione e trasferimento dell’innovazione verso un’agricoltura più sostenibile, capace di adattarsi agli effetti dei mutamenti climatici in atto.
TOSCANA
SICUREZZA IDRAULICA E TUTELA DEL TERRITORIO
Si sono conclusi gli interventi di manutenzione straordinaria sul fosso della Carestia, realizzati dal Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa (con sede a Venturina Terme, in provincia di Livorno) nelle località Porcarecce e Pianetti del comune di Castagneto Carducci: si tratta di opere strategiche, che rafforzano la sicurezza idraulica in un tratto particolarmente delicato del reticolo idrografico locale, interessato negli anni da fenomeni erosivi e da criticità aggravate dal susseguirsi di eventi meteorologici intensi.
Per quanto riguarda la località Porcarecce, l’intervento è stato finanziato con risorse statali e regionali pari a € 121.650,38; i lavori hanno consentito la messa in sicurezza di un tratto soggetto ad erosione dell’alveo e instabilità delle sponde. Più ampio e strutturato l’intervento realizzato in località Pianetti, finanziato da Regione Toscana per un importo complessivo di 410.000 euro.
Le opere hanno riguardato il consolidamento delle sponde mediante gabbioni rinverditi, la realizzazione di scogliere nei tratti più critici e la riprofilatura delle sezioni idrauliche. Nel loro insieme, gli interventi hanno consentito di stabilizzare l’alveo del fosso della Carestia, migliorare la capacità di deflusso delle acque, mitigare il rischio idrogeologico e garantire una maggiore protezione alle aree agricole ed alle infrastrutture limitrofe, contribuendo a rafforzare la resilienza del territorio rispetto ad eventi meteorici sempre più intensi.
FRIULI VENEZIA GIULIA
MANUTENZIONI IDRAULICHE IN DIRITTURA D’ARRIVO
Il Consorzio di bonifica Pianura Friulana (con sede a Udine) sta ultimando, nel pieno rispetto delle tempistiche fissate, gli interventi di manutenzione sui corsi d’acqua e le reti di scolo, di competenza sia diretta che regionale/comunale, nella zona Collinare dell’Alto Friuli e Sinistra Torre; obbiettivo: ristabilire la funzionalità idraulica di rii e canali di scolo, nonché delle reti afferenti, attraverso lavori di sfalcio, taglio piante pericolanti o schiantate nel corpo idrico.
I lavori, programmati per il periodo autunno/inverno 2025/2026, sono stati realizzati in collaborazione con le amministrazioni comunali di Buja, Cividale del Friuli, Colloredo di Monte Albano, Faedis, Fagagna, Majano, Moimacco, Moruzzo, Pagnacco, Povoletto, Remanzacco, Rive d’Arcano, San Daniele e Treppo Grande. La spesa coperta dai canoni di bonifica è stata di circa quattrocentocinquantamilamila euro.
Pur trattandosi di manutenzione ordinaria, indispensabile ad assicurare il corretto scolo delle acque, non sono stati trascurati gli aspetti ambientali e paesaggistici con particolare attenzione alle modalità di intervento.
Ora, con una nota inviata a tutti i Comuni interessati, l’ente consortile ha trasmesso l’elenco degli interventi di manutenzione, pianificati per la stagione autunnale/invernale 2026-27, con l’invito a segnalare eventuali problematiche idrauliche del territorio e a dare disponibilità per un sopralluogo con tecnici comunali per ricercare possibili soluzioni e valutando quindi la possibilità di inserire gli interventi segnalati fra i programmi di intervento. A tal proposito, il Piano di Classifica recentemente approvato costituisce uno strumento indispensabile, prevedendo nuovi compiti e funzioni per l’ente consorziale.
TOSCANA
UNA TARGA PER RICORDARE LA SICUREZZA IDROGEOLOGICA
Consorzio di bonifica Medio Valdarno (con sede a Firenze) e Comune di Campi Bisenzio hanno presentato e co-firmato simbolicamente una targa posta a conclusione degli importanti lavori di rifacimento del fosso di San Donnino (valore: 1.600.000 euro), realizzati nell'ambito degli interventi di somma urgenza post evento Marzo 2025.
Il cantiere in prossimità della sede della Fratellanza Popolare può dirsi dunque concluso e con esso, a distanza di solo un anno dall'evento meteo, sono completati anche gli altri 3 cantieri sul territorio comunale di Campi Bisenzio per un totale complessivo di 3.300.000 euro. Nel prossimo futuro il territorio comunale di Campi Bisenzio vedrà attuare, al confine con Calenzano, anche due nuovi lotti del rifacimento arginale del torrente Marina.
LAZIO
ADOTTATO IL MODELLO 231
Il Consorzio di bonifica Litorale Nord (con sede a Roma) ha approvato e adottato il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo quale strumento di rafforzamento del proprio sistema di “governance” a garanzia di una maggiore trasparenza, responsabilità e prevenzione dei rischi connessi all’attività istituzionale.
Nello scorso mese di febbraio, “CBLN” ha svolto le sessioni di formazione specifica per tutto il personale consortile, dando praticamente il via delle attività inerenti all’adozione del Modello 231. Il Modello 231 è volto a tutelare l’ente dalla responsabilità amministrativa nel caso di commissione di reati da parte di soggetti apicali, sottoposti o di soggetti, che agiscono in nome e per suo conto.
Il documento approvato è costituito da una “Parte Generale” contenente i principi generali, enunciati dal Decreto e le componenti essenziali del Modello, nonchè una “Parte Speciale” contenente le attività rilevanti per il “CBLN” (le modalità di commissione dei reati, descritte a titolo esemplificativo e non esaustivo, nonchè i presidi ed i principi di comportamento, atti a prevenire la commissione di tali reati).
Il Modello 231 è strettamente collegato al Codice Etico di Comportamento già approvato dall’ente consorziale. Facendo seguito alle attività da espletare in ottemperanza all’adozione del Modello 231, “CBLN” ha istituito un Organismo di Vigilanza monocratico. La documentazione completa è disponibile sul sito consortile nella sezione “Amministrazione Trasparente”.
VERSO LA GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA
ANBI HA PRESENTATO “BREATH OF WATER” IL NUOVO PROGETTO MUSICALE DEL CHITARRISTA ANDREA VETTORETTI
GARGANO: “LA CULTURA DELL’ACQUA E’ UN ASSET DELLA NOSTRA PROPOSTA DI ADATTAMENTO ALLA CRISI CLIMATICA”
Il 22 Marzo p.v., in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, uscirà Breath of Water, il nuovo progetto musicale del chitarrista e compositore Andrea Vettoretti, pubblicato in vinile da CNI – Compagnia Nuove Indye; la presentazione ufficiale è avvenuta a Roma nella sede ANBI.
Ad anticipare l’album è l’uscita del primo singolo digitale The Eye of the Sea, che inaugura un percorso di pubblicazioni mensili sulle piattaforme fino a Dicembre, accompagnando nel tempo l’ascolto del progetto, la cui versione in CD sarà pubblicata a Giugno.
“E’ per noi un’esperienza nuova e siamo contenti di esserne partner per raggiungere un pubblico più ampio con tematiche e sensibilità, che ci accomunano; ricordo che la promozione della cultura dell’acqua è uno dei pilastri della nostra proposta di adattamento alla crisi climatica insieme a manutenzione del territorio, efficientamento e realizzazione di infrastrutture idrauliche, innovazione e ricerca” ha commentato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, presentando l’iniziativa.
Breath of Water conclude la trilogia di Vettoretti, dedicata agli elementi ed alla relazione tra uomo e natura, iniziata con Rain e proseguita con Quantum One: tre lavori, che attraversano pioggia, cosmo ed acqua come luoghi di ascolto, consapevolezza ed immaginazione.
“Il nuovo progetto – ha dichiarato il musicista veneto - nasce da un lavoro durato oltre tre anni ed è dedicato all’acqua come elemento vitale, memoria del pianeta e spazio di ascolto profondo. L’album intreccia la chitarra con suoni d’acqua, provenienti da oltre venti Paesi, raccolti grazie alla collaborazione con il Global Network of Water Museums (UNESCO), di cui sono il primo “ambassador” musicale: ne nasce un viaggio sonoro intimo ed universale, in cui natura, musica e consapevolezza ambientale si fondono in un unico respiro.”
Il progetto è prodotto da Paolo Dossena, che accompagna da anni il percorso artistico del chitarrista trevigiano, contribuendo alla coerenza ed allo sviluppo della sua visione musicale. The Eye of the Sea, primo estratto digitale, rappresenta il cuore narrativo dell’album. Il brano è ispirato al racconto A Descent into the Maelström di Edgar Allan Poe e traduce in musica l’esperienza del vortice marino: paura, attrazione, perdita e rivelazione.
La chitarra disegna un movimento circolare ed ipnotico, mentre i suoni dell’acqua diventano parte integrante del racconto, trasformando il “maelström” in uno spazio d’ascolto sospeso. Andrea Vettoretti è un compositore e chitarrista italiano, attivo sulla scena internazionale, noto per progetti, che uniscono musica, natura ed immaginazione. La sua ricerca artistica, racchiusa nella visione New Classical World, crea ponti tra suono, scienza, sostenibilità e narrazione; è direttore artistico del Festival delle Due Città e docente al Conservatorio di Venezia.
Alla presentazione nella Capitale sono intervenuti: Paolo Dossena, produttore musicale; Maria Spena, Presidente Comitato One Water; Francesco Nazzaro, Capo Gabinetto Città Metropolitana Roma e, da remoto, Eriberto Eulisse, Direttore Global Network of Water Museums. Il vinile di Breath of Water, in edizione limitata e numerata, sarà disponibile dal 22 Marzo in tutti i principali store fisici e on-line.
VENETO
IL POLESINE HA CELEBRATO SAN BENEDETTO
Con qualche giorno d'anticipo rispetto alla tradizionale data del 21 Marzo, nella meravigliosa cornice del Tempio della Beata Vergine del Soccorso (la Rotonda) a Rovigo, i Consorzi di bonifica Adige Po (con sede nella città capoluogo) e Delta Po (sede a Taglio di Po, nel Rodigino) hanno celebrato la ricorrenza di San Benedetto, patrono d’Europa e dei bonificatori, simbolo del lavoro, della cura del territorio e della responsabilità verso il bene comune.
Alla celebrazione hanno preso parte numerose autorità civili e militari del territorio, ma si è trattato soprattutto di una celebrazione della Bonifica con la presenza di oltre 150 dipendenti dei 2 enti consorziali. La Santa Messa è stata officiata dal Vicario generale della Diocesi di Adria-Rovigo, don Damiano Furini, che nel suo intervento ha richiamato i principi dell’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco, sottolineando la necessità di custodire la “casa comune” attraverso un impegno quotidiano e condiviso.
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