DUE EVENTI IN SEDE ANBI
Due significative conferenze stampa sono previste in settimana nella sede ANBI, a Roma (via Santa Teresa 23).
La prima si terrà martedì 17 Marzo p.v. e vedrà la firma del Protocollo d’Intesa verso la Certificazione di Genere tra la Fondazione R.I.G.E.L. (Rispetto Inclusione Genere Etica Lavoro) ETS e l’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue; a sottoscrivere il documento saranno i rispettivi Presidenti: Antonella Ninci e Francesco Vincenzi. Insieme al Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, interverranno: Maria Chiara Zaganelli, Direttore Generale CREA; Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA; Lucia Pignata, Responsabile Ufficio Legale Consorzio di Bonifica Bacino Inferiore Volturno; Serena Stefani, Presidente Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno; Arianna Saroli, General Manager Saroli Club Castel Gandolfo.
Il giorno dopo, mercoledì 18, la Sala Medici della sede ANBI ospiterà la presentazione del progetto musicale e discografico “Breath of water” del chitarrista e compositore, Andrea Vettoretti e che sarà lanciato su tutte le piattaforme in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua; oltre all’artista ed al Direttore Generale ANBI, Gargano, parteciperanno: Paolo Dossena, produttore musicale; Maria Spena, Presidente Comitato One Water; Francesco Nazzaro, Capo di Gabinetto Città Metropolitana di Roma Capitale.
L’ORGOGLIO DEI CONSORZI DI BONIFICA ED IRRIGAZIONE NELLA NOTTE DELLE IDROVORE TRICOLORI
VINCENZI: “SENZA IL NOSTRO LAVORO NON CI SAREBBE IL 30% DELLE PIANURE E L’85% DEL MADE IN ITALY AGROALIMENTARE”
“I bagliori tricolori di centrali idrovore ed impianti idraulici operanti nel nostro Paese hanno illuminato la notte italiana per porre l’attenzione dell’opinione pubblica e dei soggetti decisori sul lavoro degli oltre ottomila lavoratori e lavoratrici dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, impegnati a garantire quotidianamente indispensabili condizioni allo sviluppo socio-economico delle comunità locali e cioè la sicurezza idrogeologica, nonché la gestione delle risorse idriche per l’agricoltura, che produce cibo”:
Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, ha commentato così la numerosa e convinta adesione all’iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue. A dare il via alle accensioni è stato l’impianto del Consorzio di bonifica Litorale Nord a Focene, nella Città Metropolitana di Roma, deputato a garantire l’equilibrio idraulico del territorio, su cui insiste l’aeroporto “Leonardo da Vinci” a Fiumicino.
“Se mai ce ne fosse stato bisogno, crisi climatica e conflitti bellici sono a dimostrarci la vitale importanza dell’acqua – ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – Oggi più che mai è indispensabile aumentare la capacità nazionale di trattenere l’acqua di pioggia, creando riserve per i momenti di necessità e riducendo i rischi alluvionali. Con l’illuminazione di idrovore ed impianti idraulici vogliamo porre l’accento sulla necessità di avviare il Piano Invasi, proposto con Coldiretti, perno di quelle nuove infrastrutture idrauliche, che sono uno degli asset della nostra strategia di adattamento all’estremizzazione degli eventi meteo, composta anche da manutenzione del territorio, ricerca ed innovazione, cultura dell’acqua.”
In Italia i Consorzi di bonifica ed irrigazione strutturati sono 141 e gestiscono una rete idraulica di oltre duecentotrentunmila chilometri con 960 impianti idrovori e quasi ventitremila opere per “tenere asciutti” 9.592.611 ettari. Su questi territori gli enti consortili provvedono anche alla tutela dell’ambiente ed alla produzione di energia rinnovabile, grazie a circa trecentocinquanta impianti idroelettrici e 110 impianti fotovoltaici “fuori suolo”. La superficie servita da opere d’irrigazione è di 3.500.000 ettari.
“Ci sono soprattutto 2 elementi, che danno il senso dell’importanza del nostro lavoro: senza la costante azione delle idrovore, che gestiamo, tornerebbe acquitrinoso il 30% delle pianure italiane, così come l’85% del made in Italy agroalimentare dipende dalla disponibilità d’acqua per l’irrigazione: chiediamo pertanto che la rete nostra idraulica sia concretamente riconosciuta come un asse strategico dell’Italia. I Consorzi di bonifica ed irrigazione sono un’originale quanto straordinaria esperienza di autogoverno democratico del Paese nel segno della sussidiarietà” ha concluso Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE
CONSEGUENZA DELLA CRISI CLIMATICA GLOBALEIN AUMENTO, DISTRUTTIVI E LETALI GLI EVENTI METEO ESTREMI SULL’ITALIA
VINCENZI: “ADATTAMENTO SIGNIFICA NUOVE INFRASTRUTTURE IDRAULICHE MA ANCHE POLITICHE PER LE AREE INTERNE E MARGINALI E STOP ALLA CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA”
“L’Italia è uno dei Paesi con la più alta letalità dovuta ad eventi meteorici: ciò per la sua complessa morfologia accentuata però da cementificazione ed abbandono del territorio, ma anche per la collocazione geografica, che ne fa un hub della crisi climatica nel bacino mediterraneo; a questo aggiungiamo una scarsa cultura idraulica. È stato quindi un caso fortunato che, nonostante i gravi danni causati, i violenti eventi meteo delle scorse settimane su ampie zone del Sud Italia, non abbiano provocato vittime, rimpinguando altresì le riserve idriche”: ad analizzare la preoccupante realtà è stato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
Tali piogge sono peraltro state il frutto di una stagione di enormi contrasti meteorologici, sia a livello continentale che globale: anche a Febbraio, infatti, una parte dell’Europa (Scandinavia, Paesi baltici e Russia settentrionale) registrava temperature inferiori alla media fino ad oltre sette gradi, mentre gli Stati mediterranei e la Germania segnavano temperature fino a tre gradi sopra la media (le acque del Mare Nostrum, che bagnano le coste italiane, erano oltre due gradi più calde del normale).
“E’ ormai noto che tali differenze termiche sono accompagnate dai grandi rischi generati dallo scontro atmosferico tra correnti miti e gelide, esemplificati dalle centinaia di eventi estremi, registrati sull’Italia soprattutto verso le zone costiere; per questo è necessario attrezzare il territorio con nuove infrastrutture idrauliche quali invasi multifunzionali, capaci di trattenere le forti piogge, limitando i danni al territorio e creando al contempo riserve per i momenti di penuria idrica” ha aggiunto Vincenzi.
L’Osservatorio ANBI Risorse Idriche segnala che una certa stabilità ha caratterizzato il clima italiano nelle scorse due settimane con conseguente, repentina contrazione delle altezze idrometriche dei corpi idrici lungo la Penisola, a testimonianza di una sempre più marcata accentuazione del carattere torrentizio dei nostri corsi d’acqua.
“Di fronte a questi dati non possiamo che ribadire la richiesta di un’applicazione delle normative europee sui corpi idrici che sia modulata sulle specificità territoriali, così come chiediamo alla politica italiana di approvare una legge contro l’eccessivo consumo di suolo, nonché provvedimenti atti alla permanenza di comunità attive nelle aree interne e marginali del Paese” ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
In Sardegna, un inizio d’anno tanto “bagnato” non lo si vedeva da molti decenni e questo ha fatto sì che anche gli invasi ormai vuoti si riempissero, in molti casi, addirittura al colmo! A fine Febbraio, i volumi d’acqua raccolti ammontavano a 1757,52 milioni di metri cubi, cioè il secondo valore più alto da 16 anni e corrispondente al 95% dei volumi di riempimento autorizzati.
In Sicilia, i dati riguardanti gli invasi raccontano di come in 40 giorni le dighe siano riuscite a trattenere oltre duecentocinque milioni di metri cubi d’acqua, consentendo ai bacini di raggiungere il 62% di riempimento. In media, a Febbraio, sull’isola sono caduti 93 millimetri di pioggia, andati a sommarsi ai mm. 183 di Gennaio.
Anche in Basilicata, di settimana in settimana, si registrano costanti e cospicui avanzamenti nello stoccaggio delle riserve idriche: negli scorsi 7 giorni sono affluiti nei bacini circa nove milioni di metri cubi d’acqua. Il maggiore tra i laghi artificiali (monte Cotugno) attualmente risulta deficitario di circa il 20%, mentre per l’invaso di Pertusillo la carenza idrica si attesta a circa ventitré milioni di metri cubi pari al 19% delle sue potenzialità. I bacini San Giuliano e Camastra sono altresì praticamente pieni, con il primo che contiene acqua sufficiente a distribuire i 40 milioni di metri cubi annui, destinati all’irrigazione ed equamente distribuiti tra la Puglia e la Basilicata. Il bacino di Serra del Corvo, invece, trattiene solo mln. mc. 2,90 su un volume utile, autorizzato di circa diciasette milioni di metri cubi (fonte: Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale).
In Puglia, nel Foggiano, vi sono stati miglioramenti nella condizione idrica, ma non tali da mettere al sicuro da future, ulteriori limitazioni nella distribuzione e nell’uso della risorsa stoccata. Da metà Dicembre, quando il trend di crescita è tornato ad essere positivo, l’incremento d’acqua invasata è stato pari a 70 milioni di metri cubi. Il surplus sul siccitosissimo 2025 è del 60%, ma il deficit resta ugualmente enorme (oltre duecentosei milioni di metri cubi e -62% sui volumi d’invaso autorizzati), le piogge continuano ad essere insufficienti e la crescita, se confrontata col resto del Mezzogiorno, è troppo lenta (questa settimana solo 1.300.000 metri cubi in più).
In Campania, il livello del fiume Garigliano decresce visibilmente.
In Abruzzo, le precipitazioni di Febbraio sono state consistenti sull’Aquilano, mentre sono state scarse sulle colline di Chieti. Il livello dell’invaso di Penne continua ad alzarsi ed attualmente il serbatoio pescarese è arrivato a contenere mln. mc. 4,70 d’acqua.
Nel Lazio, purtroppo, sembra essere già concluso il momento favorevole dei laghi ai Castelli Romani (Nemi ed Albano), che dopo anni di progressivo depauperamento idrico avevano ripreso ad immagazzinare acqua: dopo le piogge copiose di Febbraio ed il conseguente innalzamento dei livelli idrometrici si cominciano a registrare nuovi arretramenti. Nel Viterbese, invece, cresce ancora l’altezza del lago di Bolsena, guadagnando ulteriori 5 centimetri. In una settimana, il flusso in alveo del fiume Tevere si è ridotto del 38%, mentre rimangono abbondanti le portate di Aniene e Velino (fonte: AUBAC).
In Umbria sono decrescenti le portate fluviali con il Chiascio, che si distingue per l’abbassamento di quasi un metro e mezzo del livello in alveo; stabile è la condizione del lago Trasimeno. Sulla regione le precipitazioni di Febbraio sono state molto abbondanti (mm.135 in media).
Nelle Marche sono in discesa le altezze idrometriche dei fiumi Potenza, Esino e Sentino, mentre gli invasi contengono mediamente il 5% in meno d’acqua rispetto allo scorso triennio.
In Toscana, anche questa settimana sono scarsi i flussi nei fiumi Arno, Serchio ed Ombrone.
In Liguria si abbassano i livelli idrometrici dei fiumi Vara ed Entella, mentre cresce l’Argentina. In questi giorni sono previste precipitazioni abbondanti sul versante tirrenico della Penisola e sulla regione le cumulate potrebbero superare mm. 60 tra il Genovese ed il Savonese.
Nel Nord Italia si registra l’abbassamento dei livelli nei laghi Maggiore, Lario e Sebino; in crescita il bacino di Garda.
In Valle d’Aosta è stabile la portata della Dora Baltea, mentre crescono i flussi nel torrente Lys.
Le portate del fiume Po sono in calo lungo tutta l’asta: il deficit a Pontelagoscuro è del 30%.
In Piemonte, dopo un Febbraio piovoso (+31%), vanno riducendosi i flussi idrici nei fiumi. La fusione nivale dovrebbe comunque garantire una buona tenuta delle portate primaverili soprattutto in quei bacini, che hanno beneficiato di maggiori precipitazioni nevose in questo avvio d’anno come i settori meridionali, occidentali e la Dora Baltea; nel frattempo le portate di Tanaro e Stura di Lanzo stanno registrando vistosi deficit idrici (rispettivamente -37% e -44%).
In Lombardia tornano a ridursi le riserve idriche, a causa soprattutto delle alte temperature, che hanno favorito la precoce fusione della neve fresca, caduta a metà Febbraio, nonché l’abbassamento dei livelli dei grandi laghi: attualmente il deficit sulla media storica si attesta al 28,1% ed anche il confronto con il 2025 risulta negativo (-17,8%).
In Veneto, il mese di febbraio è stato più umido del normale con accumuli di pioggia mediamente superiori del 33% alla norma e con surplus, a livello di bacino idrografico, addirittura di +98% sul Tagliamento, +78% sul Lemene, +62% sulla pianura tra Livenza e Piave e +61% sulla Livenza! Indice SWE (Snow Water Equivalent) nella media, ma bilancio negativo delle precipitazioni nevose tra Ottobre e Febbraio sia sulle Dolomiti (-36%) che sulle Prealpi (-23%).
È in aumento, questa settimana, la portata del fiume Adige, mentre si riduce quella di Livenza e Brenta; in generale, fatta eccezione per la Piave, i flussi di tutti i fiumi sono largamente deficitari (fonte: ARPAV).
Sono infine scarse anche le portate dei fiumi appenninici dell’Emilia Romagna: Taro -66%; Enza -92%; -Secchia -84%; Secchia -73% e Savio -80%! I bacini piacentini di Molato e Mignano sono riempiti rispettivamente al 92% ed al 69,2%.
“Settimana dopo settimana va disegnandosi la prevista prospettiva idrologica della prossima estate con probabili complessità nelle regioni dell’Italia centro-settentrionale” ha concluso il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano.
CAMPANIA
CENTENARIO DEL CONSORZIO DI BONIFICA UNA STORIA DI SICUREZZA E SVILUPPO
La necessità di rilanciare le opere di bonifica ed irrigazione nel comprensorio del Vallo Diano e Tanagro anche con la costruzione della diga traversa di Casalbuono, la cui progettazione è in uno stato avanzato, nonchè la necessità di accentuare ulteriormente il ruolo di operatori della difesa del suolo dei Consorzi di bonifica in Campania: è quanto emerso nella sala Sanseverino della Certosa di Padula, dove si è tenuto il convegno “Bonifica del Vallo di Diano, gli ultimi 100 anni di un processo millenario”, evento inaugurale per le celebrazioni del centenario della fondazione del Consorzio di bonifica Vallo di Diano e Tanagro (con sede a Sala Consilina, in provincia di Salerno), riconosciuto con Regio Decreto del 21 Marzo 1926. Prima del convegno è stato presentato il logo del Centenario proposto dal Liceo Artistico di Teggiano “Pomponio Lieto” e premiata l’ideatrice, Ines Vassallo, che ha lavorato sulla stilizzazione delle briglie, che diventano una mano, che raccoglie le acque e le lamina: da qui il pay off, “Bonifica e Futuro nelle nostre mani”.
Beniamino Curcio, Presidente dell’ente consorziale ha commentato: “Se oggi abbiamo un territorio ricco e non più acquitrinoso, è per il lavoro incessante della Bonifica. Ci siamo innamorati del logo, che rappresenta la nostra identità; lo utilizzeremo anche come logo istituzionale dell’ente.”
Ad aprire il parterre degli interventi istituzionali, è stato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, che ha ricordato come il lavoro dei Consorzi di bonifica sia alla base del paesaggio e dell’agroalimentare, due punte di diamante del’ “sistema Italia“. Cibo ed acqua sono beni strategici per il Paese e vanno gestiti in un contesto di multifunzionalità, che significa “protezione della falda acquifera, avere a disposizione acqua in maniera programmabile e sicura, togliendola quando è in eccesso dai territori ed averla a disposizione quando manca” ha concluso Gargano.
Vito Busillo, Presidente ANBI Campania, ha messo in evidenza come, nonostante i Consorzi di bonifica campani abbiano una produzione progettuale importante e la regione sia finora l’unica ad essersi dotata di un piano invasi, finora i progetti realmente finanziati siano ancora pochi.
Tra i molti intervenuti anche Tullio Ferrante, Sottosegretario Ministero Infrastrutture Trasporti: ”Finalmente si investe nelle risorse idriche come risorse strategiche nazionali. Non ci riferiamo solo alle grandi dighe, come quella di Campolattaro, ferma dal 1992 e sulla quale il Governo ha messo 140 milioni di euro, sbloccando l’iter per il suo completamento anche coi fondi del P.N.R.R..
La disponibilità ad intervenire da parte del M.I.T. c’è.”
Durante il convegno è stato siglato un Protocollo d’Intesa tra Università di Salerno Luciano Feo e Consorzio di bonifica Vallo di Diano e Tanagro per lo studio e la tutela del territorio nell’ambito della progettazione esecutiva della diga traversa di Casalbuono, che contribuirà a rendere resiliente l’intero territorio, perché in futuro le sorgenti dovranno essere utilizzate per esclusivo uso potabile, mentre le acque accumulate nell’invaso potranno essere destinate all’irrigazione del comprensorio consortile.
Angelica Catalano Direttore Generale Dighe ed Infrastrutture idriche del M.I.T. ha, tra l’altro, affermato: “Quest’anno ai Consorzi di bonifica abbiamo finanziato 168 interventi per oltre cinque miliardi di euro. Stiamo ora finanziando il primo stralcio del P.N.I.I.S.S.I.: in Campania ci sono 3 interventi per 148 milioni di euro. Stiamo cercando di avere maggiori finanziamenti dalle Politiche di Coesione in sede Ue.”
Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, ha ricordato il ruolo, che possono rivestire i Consorzi di bonifica ed irrigazione nella strategia di adattamento al cambiamento climatico ed ha reso merito alla riforma regionale per averli instradati in un percorso di futuro. “Per questo – ha affermato Vincenzi – abbiamo avviato la digitalizazione della rete idraulica di nostra competenza e siamo impegnati a creare opportunità per contrastare l’esodo dalle aree interne del Paese.”
Ha concluso i lavori Claudia Pecoraro, Assessora Ambiente Regione Campania che, nel sottolineare l’esigenza di una gestione pubblica dell’acqua, ha annunciato che occorrerà dare il via al più presto ai lavori per nuovi invasi, al fine di poter fronteggiare la crisi climatica.
IN VENETO
CONSORZI DI BONIFICA ED AZIENDE AGRICOLE REALIZZANO DECINE DI CHILOMETRI DI NUOVE INFRASTRUTTURE VERDI
In Veneto, il paesaggio rurale si arricchisce dal punto di vista ambientale, grazie ad innovative collaborazioni tra Consorzi di bonifica e mondo agricolo. Si è conclusa, infatti, la fase operativa del Progetto Collettivo Agroambientale NU.VO.L’A. (NUovi interventi VOlti alL’ Ambiente) nel Delta del Po: un piano ambizioso, che ha visto 23 aziende agricole del comprensorio unirsi in un’Associazione Temporanea di Scopo (A.T.S.), mettendo a disposizione parte delle rispettive proprietà per tradurre in realtà una vasta rete di interventi ecologici. L’iniziativa, articolata in 33 interventi, ha permesso la creazione di 50 chilometri di siepi e fasce tampone: questi filari di alberi e arbusti, posizionati strategicamente ai margini dei campi o lungo i corsi d’acqua, migliorano la qualità della risorsa idrica attraverso la fitodepurazione, trattengono i sedimenti, offrono habitat agli insetti e stabilizzano le sponde; si è inoltre proceduto alla rinaturalizzazione di 2 chilometri di corsi d’acqua con finalità fitodepurative, alla plantumazione di 2 boschetti per una superficie complessiva di 5.500 metri quadrati ed all’installazione di 33 nidi artificiali per favorire l’avifauna.
L'impatto del progetto sul territorio è tangibile, finanziato con € 647.400,36 dalla Regione del Veneto attraverso le misure del Complemento Regionale per lo Sviluppo Rurale (C.S.R.) del Piano Strategico Nazionale della Politica Agricola Comune 2023-2027. Capofila del progetto è il Consorzio di bonifica Delta Po (con sede a Taglio di Po, in provincia di Rovigo), che ha seguito le aziende dalla progettazione alla fase esecutiva dei lavori.
“Agricoltura ed ambiente sono facce della stessa medaglia: la cura del suolo, dell'acqua e della biodiversità rappresentano valori tanto ecologici quanto produttivi” ha spiegato Virginia Taschini, Presidente dell’ente consortile.
Analogamente, la sinergia tra Consorzio di bonifica Acque Risorgive (con sede a Venezia Mestre) e 13 aziende agricole del comprensorio veneziano ha permesso di creare oltre trentacinque chilometri di siepi e fasce tampone, 3.500 metri quadri di piccoli boschi, un’area umida per tutelare avifauna, anfibi e piccoli rettili: si tratta di 28 interventi inseriti nel Progetto Collettivo Agroambientale, che l’ente consortile ha condotto insieme ad un’Associazione Temporanea di Scopo per realizzare un piano di investimenti ecologici a tutela di ambiente e biodiversità. Anche questo progetto è stato realizzato, grazie a finanziamenti per 450.000 euro assegnati dalla Regione Veneto attraverso le misure C.S.R. 2023-2027.
“Il nostro compito, nel ruolo di capofila dell’ATS, che ha incluso dieci realtà agricole veneziane, due padovane ed una trevigiana – ha spiegato il Direttore di “Acque Risorgive”, Carlo Bendoricchio – è stato quello di guidare le aziende sia in fase progettuale che realizzativa contribuendo, insieme alle organizzazioni di categoria, agli aspetti burocratici ed amministrativi.”
L'iniziativa ha permesso la creazione di “chilometri verdi”, consistenti in filari di alberi e arbusti inseriti in aree inerbite ampie 6 metri, collocate strategicamente ai margini dei campi coltivati o lungo i corsi d'acqua aziendali; questo sforzo collettivo ha portato anche alla rinaturalizzazione di 2 chilometri di fossati caratterizzati da un flusso continuo d’acqua. Particolarmente significativa è la creazione di un’area umida di oltre mille metri quadrati, realizzata a Marghera, nel comune di Venezia, alimentata da un fosso aziendale, che è stato rinaturalizzato. Oltre alla componente vegetale, il progetto ha dedicato particolare attenzione all’avifauna con l’installazione di 38 nidi artificiali ed alla riproduzione di anfibi e piccoli rettili con la realizzazione di 180 metri quadrati di muretti a secco; tra le soluzioni più innovative spicca il posizionamento di “bat box” per pipistrelli, alleati naturali nel contrasto alla diffusione della zanzara tigre. Entrambi gli interventi polesano e veneziano hanno superato positivamente il collaudo tecnico di AVEPA (Agenzia Veneta per i Pagamenti) alla fine dello scorso anno.
“In questo modo, le aziende agricole riconoscono il nostro ruolo di partner strategico, promuovendo un'evoluzione ecosistemica del territorio, ancor più preziosa nel contesto generato dalla crisi climatica. Quanto in corso nel Veneto è un esempio di cosa intendiamo, quando evidenziamo la necessità di nuove infrastrutture idrauliche in sintonia con il territorio” ha commentato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
Ora gli agricoltori si occuperanno della manutenzione delle nuove infrastrutture verdi e, a partire dal corrente anno, promuoveranno unitamente ai Consorzi di bonifica la divulgazione dei benefici ecologici generati.
EMILIA ROMAGNA
INIZIATA LA STAGIONE IRRIGUA
Con l’avvio del pompaggio dal fiume Po all’impianto Palantone di Bondeno per l’invaso dell’Attenuatore del fiume Reno, è iniziata ufficialmente dalla Romagna la stagione irrigua 2026, che vede il Canale Emiliano Romagnolo servire, grazie al Consorzio di 2° grado C.E.R. (con sede a Bologna), un’area tra le più produttive a livello internazionale sotto il profilo industriale ed agricolo: 227.000 ettari, di cui 175.000 attualmente irrigabili, ma anche il rifornimento idrico al Petrolchimico di Ravenna oltre all’uso idropotabile ed in favore dell’ambiente, servendo centinaia di ettari di aree umide, tra cui le oasi di Punte Alberete e Valle Mandriole a Ravenna.
Delle complessive 4 pompe, di cui è dotato l’impianto Palantone, 3 sono state attivate da subito e gestite in parallelo con una portata pari a 5 metri cubi/secondo ciascuna. Dopo Palantone era prevista l’accensione delle pompe presso gli impianti Sant’Agostino, Crevenzosa, Pieve di Cento e Savio con il Canale Emiliano Romagnolo, che distribuirà l’acqua dal fiume Po fino al rio Pircio a 150 chilometri di distanza dal Grande Fiume. I Consorzi di bonifica, afferenti ad ANBI Emilia Romagna e che potranno contare sull’apporto di risorsa idrica fornita dal Consorzio C.E.R. sono: “Burana” (con sede a Modena), “Pianura Ferrara” (con sede nella città estense), “Renana” (con sede a Bologna), “Romagna Occidentale” (con sede a Lugo, nel Ravennate) e “Romagna” (con sede a Ravenna); potranno beneficiarne anche Ravenna Servizi Industriali per il rifornimento idrico industriale al Petrolchimico ravennate così come il partner multiutility Romagna Acque e centinaia di ettari di aree umide, che potranno così mantenere il loro valore di habitat, ricchezza ecologica e biodiversità.
TOSCANA
SI RIVEDE L’ESCAVATORE ANFIBIO
Ha lavorato per più di 10 giorni e sta per completare l’opera lo speciale escavatore anfibio, che il Consorzio di bonifica Medio Valdarno (con sede a Firenze) ha già utilizzato sul fiume Arno nel centro storico fiorentino e sul torrente Ombrone Pistoiese: questa volta, l’intervento si è svolto sul fiume Bisenzio per un tratto di circa cinque chilometri, che attraversano il territorio comunale di Campi Bisenzio, da Prato fino ai Renai di Signa; un investimento di circa trentamila euro, che è servito a movimentare i sedimenti depositati per anni (soprattutto in occasione delle grandi piene) fino a ritrovare le cosiddette “specchiature”, cioè le strutture in cemento o pietra, che servono a rinforzare le scarpate interne degli importanti argini.
Si tratta di una manutenzione ordinaria, che si esegue su cicli pluriennali per ritrovare la sezione di progetto dell’alveo.
EMILIA ROMAGNA
NON C’E’ PREVENZIONE SENZA MANUTENZIONE
"Prevenire è meglio che curare": questo è un principio fondamentale anche nella manutenzione del territorio, verso cui è indirizzato l’importante lavoro di pulizia, risezionamento e rafforzamento con massi ciclopi degli argini del canale Riolo per salvaguardare l'integrità del centro abitato di Bologna e metterlo in sicurezza dalle piene; dall'autunno scorso, infatti, il Consorzio di bonifica Renana (con sede nel capoluogo felsineo) ha intrapreso importanti interventi di rigenerazione idraulica sul corso d’acqua nel tratto tra Galliera e Malalbergo.
Il Riolo è il principale scolo artificiale delle acque per la pianura bolognese tra il fiume Reno ed il Navile: si tratta, quindi, di un canale di bonifica fondamentale, dovendo garantire il deflusso delle acque raccolte da un amplissimo bacino idrografico a Sud di Malalbergo.
Gli eventi alluvionali di Maggio 2023 hanno provocato un importante accumulo di sedimenti nel Riolo e negli scoli laterali; inoltre, l'alternanza tra fasi di piena ed asciutte, con livelli variabili d’ acqua in alveo, ha provocato cedimenti localizzati nelle sponde.
Così è stato necessario procedere al risezionamento del canale ed alla realizzazione di adeguate difese spondali, rigenerando la funzionalità idraulica del canale Riolo.
L’intervento, che sarà concluso entro primavera 2026) ha comportato un investimento di 2 milioni di euro, assegnati all’ente consorziale dalla Struttura Commissariale Governativa per il Ripristino Post Alluvioni 2023.
TOSCANA
RIMOSSE PIANTE CHE OSTRUIVANO IL DEFLUSSO IN TORRENTE
Il torrente Aulella, a Serricciolo, scorre oggi con un profilo più libero e ordinato: fino a poche settimane fa, quel tratto era segnato da un’isola compatta di arbusti, cresciuta proprio al centro dell’alveo fino a svilupparsi lungo le sponde; inoltre, diverse alberature di grande dimensione, presenti lungo le sponde, avrebbero potuto diventare un problema per il corretto deflusso delle acque in caso di piena ed erosione dell’alveo, andandosi magari ad intraversare proprio a monte del ponte dalle arcate strette, uno dei punti più delicati del corso d’acqua.
Per questo, il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca) aveva inserito l’area tra le priorità dei suoi piani di manutenzione ordinaria, riportando il tratto ad una condizione di equilibrio, riducendo in modo significativo il rischio di ostruzioni.
VENETO
DOCENTI A LEZIONE PER CONOSCERE LA BONIFICA
Il mondo della Bonifica entra nelle classi venete non solo come materia di studio, ma come esperienza viva e partecipata: con il webinar di formazione, dedicato ai docenti delle scuole primarie e secondarie del Veneto, si è compiuto un importante passo del progetto “Luoghi d’acqua, territorio da vivere”, che vedrà il coinvolgimento di centinaia di ragazzi di 33 classi di scuole in tutta la regione.
L’iniziativa si inserisce nel quadro del Protocollo di Formazione siglato tra ANBI Veneto, Regione ed Ufficio Scolastico Regionale: un’alleanza strategica, che mira a trasmettere alle nuove generazioni il valore di un patrimonio spesso invisibile, ma di importanza esistenziale per il territorio locale.
Oltre ai docenti delle classi coinvolte hanno partecipato all’incontro anche i referenti per la didattica e la comunicazione dei Consorzi di bonifica regionali, pronti a supportare le scuole in questo percorso.
Il webinar si è articolato in 2 sessioni: nella prima sono stati illustrati i siti scelti dagli 11 enti consortili aderenti (ognuno ha individuato un luogo simbolo, che diventerà oggetto di visite guidate e “laboratori a cielo aperto”); la seconda parte ha invece offerto una panoramica sulle basi tecniche e storiche dell’attività di bonifica.
Il progetto “Luoghi d’acqua, territorio da vivere” conferma ancora una volta l’impegno di ANBI Veneto nel trasformare la consapevolezza di studenti e docenti in una nuova cultura dell’acqua e del territorio.
AGENDA
Il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, interverrà nella mattinata di lunedì 16 Marzo al workshop “Governo delle acque e sviluppo sostenibile, il Consorzio di bonifica del Sarno tra gestione operativa e sinergia accademica” organizzato dall’ente consortile nella propria sede a Nocera Inferiore, nel Salernitano.
La presenza del Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, è invece annunciata nel pomeriggio di giovedì 19 Marzo p.v. all’evento “Acqua Agricoltura e Salute. Innovazione e ricerca per la sicurezza, la qualità e la sostenibilità”, organizzato da Fondazione Univerde a Palazzo Rospigliosi, in Roma. |