Anno XXVIII, n. 9 venerdì, 6 marzo 2026

12 MARZO

TORNANO I BAGLIORI NELLA NOTTE

Saranno centinaia le idrovore tricolori, che si illumineranno nella notte del 12 Marzo p.v. lungo l’intera Penisola, quale ideale prologo alla Giornata Mondiale dell’Acqua. L’iniziativa promossa da ANBI richiamerà, una volta di più, l’attenzione sull’attività dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, valorizzandone uno dei simboli: gli impianti idraulici, destinati alla gestione delle risorse idriche.
Congiuntamente si vogliono veicolare due messaggi in questa drammatica contingenza bellica: l’acqua come patrimonio di tutti ed elemento di pace, ma proprio per questo bisognosa di essere salvaguardata e conservata come insegnano le cronache della crisi climatica con l’estremizzazione degli eventi meteo.


È ORMAI LA STORIA A DIRE DI CAMBIARE PASSO

LE DRAMMATICHE CONTINGENZE INTERNAZIONALI EVIDENZIANO LA NECESSITA’ ANCHE DI SOVRANITA’ IDRICA

VINCENZI: “L’ANDAMENTO METEO STA AIUTANDOCI MA DOBBIAMO PROGRAMMARE LE INFRASTRUTTURE IDRICHE DEL FUTURO PERCHE’ SENZA ACQUA NON C’E’ CIBO”

“Di fronte ai foschi scenari internazionali, che si stanno disegnando e nonostante un avvio d’anno complesso per la gestione del territorio, il superamento della crisi idrica nelle regioni del Mezzogiorno si potrebbe rivelare un eccezionale fattore strategico nella prospettiva purtroppo non remota di dover contare sempre più sulla sovranità alimentare, di cui la disponibilità idrica è elemento fondamentale”: a dirlo è stato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, perché è ormai possibile affermare che molti dei territori inariditi al Centro-Sud da lunghi mesi di siccità nel biennio 2024-2025, quest’anno non dovranno subire  restrizioni nella distribuzione idrica sia agricola che domestica.
“Bacini ricchi d’acqua – ha proseguito il Presidente ANBI - potrebbero assumere rilevante importanza anche  nella produzione di energia idroelettrica, laddove l’approvvigionamento di combustibili fossili fosse condizionato dagli eventi geopolitici.”
Ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI: “Oggi è più che mai evidente il rammarico per essere stati trascurati, negli anni, gli investimenti in infrastrutture idrauliche, essenziali per la mitigazione degli effetti della crisi climatica, perché una maggiore capacità di stoccaggio dell’acqua significa più resilienza dei territori, più energia, agricoltura più produttiva e minori conflitti tra stakeholders. Cumulate di pioggia fino a settecento millimetri, come quelle registrate nei giorni scorsi, avrebbero potuto rappresentare un’enorme ricchezza, anziché costituire un pericolo per la vita delle comunità e l’economia dei territori. È ormai la storia a dirci di cambiare pagina.”
Il settimanale report dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche riporta l’uscita della Sardegna dalla crisi idrica: nel mese di febbraio, infatti, negli invasi dell’isola sono affluiti ben 449,28 milioni di metri cubi d’acqua, facendo salire l’ammontare dei volumi stoccati a mln. mc. 175,52 cioè il 95% dei volumi d’invaso autorizzati. Si tratta della maggiore quantità d’acqua disponibile dal 2011 e supera di circa il 23% il valore medio di questo periodo. Finalmente anche nei territori nordoccidentali della Nurra, una delle zone più colpite dalla crisi climatica, si torna a sperare in un ritorno alla normalità, grazie a bacini pieni all’83% (fonte: Autorità di Bacino della Sardegna).
In Sicilia, in 2 settimane, sono entrati oltre centoquaranta milioni di metri cubi d’acqua nei bacini: il deficit è ancora considerevole (mln. mc. 265 ca.), ma nei prossimi giorni l’Italia insulare sarà colpita da una nuova perturbazione, che comporterà purtroppo anche rinnovate preoccupazioni per l’assetto idrogeologico delle isole.
Pure in Basilicata le riserve idriche continuano ad aumentare: negli ultimi 7 giorni si registrano + mln. mc. 10,65 e così il totale dei volumi raccolti ha ormai raggiunto mln. mc. 365,68 con una crescita di ben 223 milioni di metri cubi negli scorsi 2 mesi.
Nettamente diversa permane però la situazione nel Nord della Puglia: mentre l’Italia Meridionale veniva squassata dai cicloni mediterranei, il mese di febbraio regalava solo una quarantina di millimetri di pioggia sulla Capitanata, così come sui monti Dauni, mentre sulla costa adriatica salentina cadevano oltre cento millimetri! Rispetto agli ultimi mesi del 2025 si è comunque registrato un miglioramento e si contano quasi quarantasette milioni di metri cubi in più rispetto a 12 mesi fa, ma il deficit idrico resta ancora troppo elevato (-63%) per rassicurare i produttori agricoli foggiani, stremati da due anni caratterizzati dall’impossibilità di irrigare i campi a causa dei bacini prosciugati.
In Abruzzo, la diga di Penne trattiene circa due milioni di metri cubi d’acqua in più rispetto al mese scorso.
In Campania continuano a ridursi i livelli idrometrici dei fiumi anche se il Garigliano resta comunque al di sopra dei valori medi di questo periodo.
Anche nel Lazio le portate fluviali sono in calo, ma ancora superiori alla norma; i livelli idrometrici dei laghi romani di Albano e Nemi si abbassano di 1 centimetro, mentre il Sabatino cresce di analogo livello ed il “viterbese” lago di Bolsena segna + 3 centimetri (fonte: AUBAC).
In Umbria, i volumi invasati dal lago di Maroggia sono aumentati di 2,35 milioni di metri cubi in un mese, mentre il livello del lago Trasimeno è cresciuto di 2 centimetri in una settimana. La portata del fiume Paglia registra un aumento, mentre quelle di Topino e Chiascio sono in riduzione.
Nelle Marche, dopo le piene delle settimane passate,  sono decrescenti i livelli idrometrici dei fiumi Potenza, Esino, Sentino, Tronto e Nera, risultando in alcuni casi tra i più bassi tra quelli registrati nel recente quinquennio, dimostrando quindi un’accentuazione del regime idrico intermittente.
Carattere torrentizio viene ormai riscontrato anche da importanti fiumi della Toscana come Serchio, Ombrone ed Arno, che in pochi giorni sono tornati sotto le medie del periodo, seppur dopo un lungo periodo di piogge intense (Gennaio ha registrato un surplus pluviometrico regionale del 69% con punte di oltre 100% nei bacini meridionali di Fiora e Ombrone e di +94% sulla costa, mentre a Febbraio si sono raggiunte cumulate record di oltre seicento millimetri nel Pistoiese).
Al Nord sono in rialzo i livelli idrometrici dei grandi laghi.
In Valle d’Aosta sono in aumento i flussi del torrente Lys, mentre la Dora Baltea sta registrando un calo.
I flussi del fiume Po continuano ad essere abbondanti nella sezione piemontese, calando poi in quella lombardo-emiliana (a Pontelagoscuro -25% sulla media storica).
In Piemonte, il mese di febbraio è stato ancora positivo dal punto di vista idrologico: +57% di pioggia a livello regionale, +142% sul Piemonte meridionale, neve abbondante su Piemonte Meridionale, Occidentale e Dora Baltea (surplus indice SWE-Snow Water Equivalent rispettivamente di +86%, +52%, +31%), scarsa su Piemonte Settentrionale (-51%) ed Orientale (-24%). Nel complesso, la riserva idrica nivale nella regione supera di poco millenovecento milioni di metri cubi. In una settimana si è registrato l’aumento dei flussi dei fiumi Toce e Stura di Demonte e la decrescita di quelli di Tanaro e Stura di Lanzo (fonte: ARPA Piemonte).
Grazie all’incremento della risorsa nivale (+17% in una settimana), è migliorato il bilancio idrico in Lombardia, riducendo il deficit sulla media storica a -17,5%.
In Liguria è vistosa la riduzione delle altezze idrometriche dei fiumi nella scorsa settimana.
In Veneto sono ancora deficitarie le portate dei fiumi, che in 7 giorni hanno subito un’ulteriore contrazione dei flussi in alveo (fatta eccezione per la Piave); i deficit maggiori vengono riscontrati da Livenza (-26% sulla media), Adige (-20%), Bacchiglione (-45%).
Infine sono scarsi anche i flussi nei fiumi appenninici dell’Emilia-Romagna: Reno -57%; Secchia -61%; Taro -76% ed Enza addirittura -89%!

                                                                                                             

PUGLIA

REALIZZATA NUOVA INFRASTRUTTURA IDRAULICA

Il Consorzio di bonifica Capitanata (con sede a Foggia) ha concluso i lavori di realizzazione della vasca di accumulo e del collegamento idraulico con l’impianto di potabilizzazione di AQP (Acquedotto Pugliese) presso il nodo idraulico di Finocchito.
L’infrastruttura ha una capacità di 70.000 metri cubi d’acqua proveniente dalla diga di Occhito. L’utilizzo della vasca consentirà interventi di manutenzione e l’incremento della resilienza del sistema di adduzione oltre che maggiore elasticità e funzionalità durante il servizio irriguo.


PROGETTO EUROPEO FARMWISE: CONSORZIO CER IMPEGNATO IN TRE SPERIMENTAZIONI

VINCENZI: “INTELLIGENZA ARTIFICIALE E CAPITALE UMANO MIGLIORANO EFFICIENZA IDRICA PER AGRICOLTURA SOSTENIBILE”

Finanziato per 36 mesi da “Horizon Europe” con 5.800.000 euro il progetto FARMWISE, di cui è capofila l’Università svedese di Lund, può contare sul contributo tecnico-scientifico di 80 tra i migliori ricercatori europei in materia di acqua, agricoltura, clima ed intelligenza artificiale.
Per l’Italia è presente il Consorzio di 2° grado C.E.R. – Canale Emiliano Romagnolo che, in collaborazione con ANBI ed Università di Bologna (dipartimenti DISTAL e CIAMICIAN), è impegnato nello sviluppo di tre innovazioni di rilievo, annunciate da Raffaella Zucaro, Direttrice Generale dell’ente consortile, con sede nel capoluogo dell’Emilia Romagna: “Fornire informazioni relative all'impatto della fertilizzazione sulla qualità dell'acqua e sui rischi di inquinamento attraverso indicatori per un modello di gestione idrica sostenibile; valorizzare i rifiuti organici, tramite produzione di Biochar, per migliorare la qualità di suolo ed acqua; implementare biosensori, sviluppati dall’Università di Bologna, grazie ai quali sarà possibile il rilevamento di contaminanti nell'acqua, grazie alla bioluminescenza clonata dalle lucciole.”
Gli ambiziosi obbiettivi di FARMWISE (Future Agricultural Resource Management and Water Innovations for a Sustainable Europe) puntano ad un miglioramento del processi decisionali delle autorità attraverso lo sviluppo di un software basato sull'Intelligenza Artificiale (aiuterà ad effettuare scelte più informate sulla base di dati affidabili e quantitativi per la gestione dell'agricoltura e delle risorse idriche) e ad un’analisi di diversi scenari di cambiamento climatico, grazie ad un  sistema di supporto, in grado di fornire le opzioni più vantaggiose a seconda delle diverse esigenze; non solo: si punta ad una migliore gestione della qualità dell'acqua attraverso l’integrazione di database pertinenti e tecnologie avanzate, quali biosensori intelligenti ed indicatori basati sulla bioluminescenza, che miglioreranno l’accuratezza della modellazione della qualità idrica anche in relazione ai contaminanti emergenti; infine, si sta procedendo ad un approccio “human-in-the-loop”, che permetterà di coinvolgere l'utilizzatore finale nel ciclo di generazione delle informazioni necessarie.
È Attilio Toscano, professore ordinario di idraulica agraria all’Ateneo bolognese e responsabile scientifico delle attività italiane di FARMWISE, a sottolineare il valore scientifico del progetto e l’importanza del legame tra ricerca e territorio: “Farmwise rappresenta un esempio concreto di come la ricerca applicata possa fornire strumenti innovativi e scientificamente solidi per la tutela della risorsa idrica. La collaborazione con i Consorzi di bonifica è strategica, perché consente di trasferire conoscenze, dati ed innovative tecnologie direttamente nei contesti operativi, dove la gestione dell’acqua è una sfida quotidiana. Questo dialogo continuo tra mondo accademico e soggetti gestori è fondamentale per garantire qualità delle acque, sostenibilità ambientale e resilienza dei sistemi agricoli di fronte ai cambiamenti climatici.”
“L’innovazione è uno dei pilastri della nostra strategia di contrasto alla crisi climatica e di cui il Consorzio C.E.R. è un’eccellenza internazionalmente riconosciuta; manutenzione, infrastrutture e cultura sono gli altri asset costantemente perseguiti dai Consorzi di bonifica ed irrigazione” ricorda Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.
Infine, il Presidente di ANBI, Francesco Vincenzi, evidenzia: “Le competenze tecnico-scientifiche dei Consorzi di bonifica italiani si confermano stella polare della ricerca e dell’innovazione, volte al miglioramento della qualità delle acque irrigue in favore di un’agricoltura innovativa e resiliente. Lavoriamo con il massimo impegno, coordinando il nostro know-how ed il capitale umano con tutti i portatori d’interesse.”


IN PIEMONTE PERICOLO DI DISASTRO ANNUNCIATO: RISCHIO CROLLO PER UN PONTE CANALE SULLA DORA BALTEA

VINCENZI: “CI APPELLIAMO ALLA REGIONE PIEMONTE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI”

In Piemonte, tra i comuni di Verolengo e Saluggia al confine tra la Città Metropolitana di Torino e la provincia di Vercelli, c’è una situazione di forte criticità: quella del ponte canale sulla Dora Baltea; a segnalarlo è l’Associazione Irrigazione Ovest Sesia (A.I.O.S.), indicando che si tratta di un manufatto a 9 campate, nel quale scorrono migliaia di metri cubi d’acqua, ma che presenta gravi problemi strutturali, già segnalati più volte alla proprietà, cioè alla Regione Piemonte.
“Un eventuale cedimento dell’infrastruttura – ha denunciato il Presidente dell’ente irriguo con sede a Vercelli, Stefano Bondesan - avrebbe conseguenze gravissime non solo per il comparto agricolo, ma per l’intero territorio circostante, dove sono presenti importanti insediamenti industriali ed i pozzi d’acqua potabile a servizio di una parte significativa del Monferrato.”
Da oltre due anni il ponte canale è oggetto di monitoraggio continuo da parte degli ingegneri del Politecnico di Torino nell’ambito di un protocollo d’intesa, voluto da A.I.O.S. e che coinvolge il Dipartimento DIATI (Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture) ed altri Dipartimenti dell’Ateneo (DISEG, DAD) per il rilievo e la digitalizzazione del manufatto.
“È indispensabile poter disporre delle risorse necessarie ad avviare interventi di manutenzione straordinaria sul ponte canale per eliminare il rischio di un disastro annunciato – ha sottolineato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI - Solo così si potrà continuare a garantire un sistema irriguo sicuro, efficiente ed affidabile, come lo è stato fino ad oggi. Ci aspettiamo che la Regione Piemonte stanzi le risorse necessarie.”
Procedono invece, secondo cronoprogramma, i lavori dell’Associazione Irrigazione Ovest Sesia sulla Rilevata Dora, storica infrastruttura strategica, che consente alle acque del canale Cavour di proseguire verso i territori vercellese e novarese: i lavori del primo e secondo lotto, con un investimento complessivo di 34 milioni di euro per il periodo 2024–2028, riguardano il restauro, il ripristino e la messa in sicurezza di un’opera realizzata oltre centocinquanta anni fa.
L’intervento sulla Rilevata Dora rientra nel più ampio stanziamento pubblico di 66 milioni di euro a disposizione di A.I.O.S. per la messa in sicurezza della principale rete irrigua del territorio vercellese. I lavori iniziati tra Gennaio e Marzo 2025 prevedono il collaudo tra Maggio e Giugno 2027.
Al termine dei lavori, la Rilevata Dora potrà contare su una maggiore resistenza all’erosione, una più elevata sicurezza strutturale ed una più agevole manutenzione.
“In periodi sempre più segnati dalla siccità è essenziale poter contare su un sistema senza perdite – ha evidenziato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI –Per questo resta d’attualità il nostro Piano di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese, composto da 858 progetti, che con un investimento di circa quattro miliardi e mezzo garantirebbero oltre ventunmila unità lavorative.”
“Nel caso della Rilevata Dora, poi, è cruciale garantire la stabilità dell’unico tratto del canale Cavour, che corre in rilevato – ha concluso Stefano Bondesan – Un suo cedimento comporterebbe il rischio di lunghi periodi senz’acqua con gravi danni all’infrastruttura ed al comparto agricolo.”


TOSCANA

L’AGRICOLTURA GUARDA DRITTA A MONTEDOGLIO

Le realtà più innovative del territorio aretino guardano con crescente attenzione alla diga di Montedoglio come soluzione strategica per garantire continuità produttiva e sostenibilità; nonostante la buona performance dei primi 2 mesi del 2026, con piogge cumulate di oltre duecento millimetri e fiumi con portate superiori alle medie del periodo, la preoccupazione resta infatti alta.
Così da Castiglion Fiorentino, nel cuore della Valdichiana, arriva un nuovo appello alla Presidente del Consiglio RegionaleToscana, Stefania Saccardi, in visita in Valdichiana insieme ai vertici del Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo). L’invaso più grande dell’Italia centrale rappresenta una prospettiva concreta anche per la qualità dell’acqua.
L’incontro ha ribadito l’importanza strategica della disponibilità di risorse idriche a costi sostenibili per l’agricoltura dell’area di Castiglion Fiorentino, che fonda la propria identità su produzioni di qualità.
L’ente consorziale è impegnato da anni nella ricerca di finanziamenti per dare forma ai distretti irrigui e completare le reti di distribuzione dell’acqua proveniente da Montedoglio; l’obbiettivo è ampliare l’accesso alla risorsa idrica e garantirne l’uso a prezzi sostenibili.


LOMBARDIA

IN PRIMA LINEA PER SICUREZZA IDRAULICA E RESILIENZA  DEI TERRITORI

I Consorzi di bonifica ed irrigazione della Lombardia confermano il proprio ruolo strategico nella tutela e gestione della risorsa idrica, nella prevenzione della siccità e nella messa in sicurezza dei territori in un contesto segnato dagli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici: questi i temi al centro della conferenza stampa, promossa da ANBI Lombardia nell’evocativa cornice della Biblioteca Ambrosiana di Milano. L’incontro ha visto la partecipazione di Alessandro Rota, Presidente ANBI Lombardia, Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, Carlo Enrico Cassani in rappresentanza di Regione Lombardia.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto istituzionale e tecnico per ribadire il ruolo centrale dei Consorzi di bonifica e presentare i progetti della Lombardia, candidati nell’ambito del Piano Nazionale Interventi Infrastrutturali e Sicurezza Settore Idrico (P.N.I.I.S.S.I.).
“Il P.N.I.I.S.S.I. rappresenta un punto di svolta nelle politiche dell’acqua, un’opportunità concreta per dare continuità agli investimenti sui territori superando la logica emergenziale – ha dichiarato Alessandro Rota, Presidente ANBI Lombardia - Affrontare il cambiamento climatico richiede uno sforzo collettivo e integrato basato su una nuova cultura dell’acqua, che coniughi consapevolezza, innovazione e manutenzione diffusa. “
"I Consorzi di bonifica della Lombardia sono un'eccellenza del sistema, di cui viene plaudita anche dalle Istituzioni la capacità di rispettare gli stringenti cronoprogrammi del P.N.R.R.; non solo: ben il 46% dei progetti inseriti nel P.N.I.I.S.S.I. afferisce alla capacità operativa e sussidiaria di tali enti, autentico front office del territorio, di cui sono rimasti gli unici uffici progettazione di area vasta. Sono centinaia le proposte che mettiamo a servizio del Paese per aumentarne la resilienza alla crisi climatica: il Piano Nazionale di Efficientamento della Rete Idraulica ed il Piano Nazionale Invasi, proposto con Coldiretti e di cui sono già pronti i primi 400 progetti per nuovi bacini” ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
Il P.N.I.I.S.S.I. è finalizzato alla programmazione di interventi nelle infrastrutture idriche primarie per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento idrico, anche ad uso plurimo.
Con l’Avviso 2023 sono state presentate a livello nazionale 418 proposte progettuali per un investimento complessivo di 12 miliardi di euro. In Lombardia sono stati presentati 14 interventi (12 dei Consorzi di bonifica) e tutti sono stati ritenuti ammissibili a finanziamento per un richiesto importo complessivo pari a € 300.152.256,29.
Il primo Stralcio P.N.I.I.S.S.I. 2023 ha destinato € 957.062.827,86 al finanziamento di 75 interventi a livello nazionale; di questi, 31 sono riferiti a Consorzi di bonifica o di regolazione per un totale di € 480.927.468,76. Alla Lombardia sono stati assegnati € 82.999.377,15 per 6 interventi: 4 dei Consorzi di bonifica (Est Ticino Villoresi di Milano, Media Pianura Bergamasca di Bergamo, Garda Chiese di Mantova e Navarolo di Cremona); 1 al Consorzio dell’Oglio; 1 alle opere per il lago d’Idro.
La Lombardia è risultata la seconda regione d’Italia ad essere finanziata con una percentuale del 17,3% sull’importo totale.
Con l’Avviso 2025, pubblicato il 22 Ottobre u.s., in Lombardia sono stati presentati 22 progetti (21 da Consorzi di bonifica)
L’importo complessivo richiesto ammonta a € 495.117.883,29, di cui il 67% (€ 333.893.373,90) riguarda progetti esecutivi, immediatamente cantierabili per manutenzione straordinaria, rifacimento ed ottimizzazione delle infrastrutture di prelievo, adduzione distribuzione e smaltimento delle acque a scopo irriguo e di bonifica nei comprensori di pianura, nonché opere volte al mantenimento ed al recupero della capacità di invaso.


VENETO

PADOVA PUNTA SULLA SICUREZZA

Il Consorzio di bonifica Bacchiglione (con sede a Padovs) assume un ruolo di primo piano nella redazione e nell'attuazione del nuovo Piano delle Acque della “Città del Santo” che, dopo l’approvazione del Consiglio Comunale, entrerà nella fase operativa quale strumento strategico, fondamentale per la riduzione del rischio idraulico e la sicurezza urbana del territorio urbano.
Il Piano è frutto di un lavoro biennale e di un Protocollo d’Intesa, che vede l'ente consortile operare in stretta sinergia con Comune, Consiglio di Bacino e AcegasApsAmga. In questo scenario, il contributo tecnico del Consorzio è essenziale per mappare la complessa rete idrografica (in alcuni tratti risale addirittura all’epoca romana) ed analizzare le interazioni tra canali di bonifica e fognature, garantendo una visione unitaria del sistema di drenaggio cittadino, in coordinamento con gli altri enti preposti alla gestione idrica e alla sicurezza idraulica.
L’apporto dell’ente consorziale si tradurrà in azioni concrete già nella fase di immediata attuazione, che prevede interventi su 92 chilometri di rete di deflusso con un investimento iniziale di 6 milioni di euro, di cui 4 milioni stanziati dal Comune e 2 stanziati dagli enti gestori. Le attività prioritarie riguarderanno la pulizia, il risezionamento dei fossati e il ripristino della continuità idraulica; il “Bacchiglione”, inoltre, è già all’opera per importanti interventi di adeguamento delle arginature dei canali San Gregorio e Piovego, a difesa della zona industriale e del nascente nuovo Polo Ospedaliero di Padova.


EMILIA ROMAGNA

ESPEIENZA PILOTA PER RICAMBIO GENERAZIONALE

Il Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città ducale”) ha posto un essenziale tassello a garanzia del presente e del futuro dell’ente, stipulando un importante accordo con le rappresentanze sindacali a garanzia di un efficace ricambio generazionale all’interno dell’organigramma della struttura consortile.
Già nella precedente legislatura, conclusasi lo scorso Dicembre, ci si era posti un obbiettivo ambizioso: garantire l’innesto di forze nuove e giovani che, affiancate al personale esperto, potessero offrire da subito il loro contributo nelle attività d’ufficio, nel comparto tecnico e nell’operatività amministrativa.
“Ad oggi posso affermare – ha dichiarato Francesca Mantelli, Presidente dell’ente consortile – che stiamo riuscendo a vincere questa non facile sfida: i risultati ottenuti rivelano che, nel biennio 2024-2025, l’età media dei nuovi assunti è pari a 33 anni.”
L’accordo è redatto sulla base  del rinnovato Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei Consorzi di bonifica e della costituzione di un nuovo ente bilaterale nazionale, confermando moderne relazioni industriali di qualità ed introducendo, di fatto, importanti novità sulla capacità di fare sistema, come ha sottolineato il Segretario Nazionale S.N.E.B.I. (Sindacato Nazionale Enti Bonifica ed Irrigazione), Massimo Gargano: “In una realtà, dove le enormi sfide legate ai cambiamenti climatici non possono prescindere dall’innovazione, è necessario ragionare senza dualismi, ritenendo fondamentale il confronto tra le Parti, al fine di trovare soluzioni condivise per la competitività e la crescita. I Consorzi di bonifica, i loro amministratori, i collaboratori trovano anche nel Contratto Collettivo, uno strumento per valorizzare sensibilità, competenze e capacità di procedere insieme.”
“Il Consorzio di bonifica Parmense chiude un’intesa con la componente sindacale, contento di aver condiviso questo traguardo comune e puntando proprio sul valore rappresentato dal ricambio generazionale” ha concluso Fabrizio Useri, Direttore Generale dell’ente consorziale.


TOSCANA

CAMAIORE SEMPRE PIÙ VERDE

A Camaiore il verde cresce come la qualità della vita. Nel parco Iqbal Masih, a Lido di Camaiore, Comune e Consorzio di bonifica Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provincia di Lucca) hanno effettuato un sopralluogo congiunto per la messa a dimora degli ultimi alberi donati dall’ente consortile: 20 lecci, 10 aceri campestri, 20 tigli, che arricchiscono il patrimonio ambientale cittadino e rafforzano un’area verde molto amata.
L’iniziativa rappresenta un investimento concreto sul futuro del territorio, perché gli alberi svolgono un ruolo essenziale sia per la sicurezza idraulica sia per la qualità ambientale: rafforzano il suolo, aiutano a mitigare gli effetti delle piogge intense, migliorano la capacità di assorbimento dell’acqua e riducono i rischi legati al dissesto; allo stesso tempo purificano l’aria, catturano anidride carbonica, filtrano gli inquinanti, incrementano la biodiversità e rendono più belli e vivibili gli spazi urbani, contribuendo a territori più sicuri, più puliti e quindi più vivi.
Con l’ultima edizione del progetto “Un albero per ogni nuovo nato” l’ente consortile ha donato oltre duemilaseicento piante a 30 Comuni del comprensorio.


VENETO

NEL SEGNO DELL’EDUCAZIONE AMBIENTALE

Il Consorzio di bonifica Acque Risorgive (con sede a Venezia Mestre) ha confermato il rapporto di collaborazione con il Centro Internazionale Civiltà Acqua anche per il 2026: si rinnova così un legame, che mira a trasformare la gestione tecnica delle risorse idriche in percorsi di educazione, valorizzazione paesaggistica ed ambientale, consapevolezza collettiva; si tratta di azioni imprescindibili per un territorio fluviale e di bonifica, compreso tra le province di Venezia, Padova e Treviso, solcato da centinaia di chilometri di canali di scolo ed irrigui, ma anche da zone umide e manufatti idraulici di pregio storico.
Grande spazio sarà dato alle attività didattiche ed educative nelle scuole per raccontare alle nuove generazioni il valore della Bonifica moderna, nonché alle collaborazioni universitarie per lo studio di soluzioni innovative. Tra le novità più attese del 2026 spicca l'avvio dello “Sportello Acqua” a Legnaro (in collaborazione con Veneto Agricoltura, ANBI Veneto ed il sistema AKIS - Agricultural Knowledge and Innovation System): un punto informativo per il mondo agricolo, mirato alla diffusione di conoscenze e buone pratiche nella gestione della risorsa.


AGENDA

Il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, relazionerà nel pomeriggio di lunedì 9 Marzo p.v. sul tema “Il ruolo dell’ANBI nella pianificazione e governance territoriale delle risorse idriche in Italia” di fronte alla comunità internazionale di studenti e ricercatori, che operano e studiano nel campus di Ciheam, l’Istituto Agronomico del Mediterraneo, a Bari.
Il giorno dopo, martedì, interverrà invece a Roma, in Palazzo Giustiniani, nel corso del convegno “La risorsa acqua in Italia e in Africa”. Venerdì 13 Marzo, infine, assieme al Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, parteciperà al convegno “Bonifica del Vallo di Diano, gli ultimi 100 anni di un processo millenario” organizzato, al mattino nella Certosa di Padula, dal Consorzio di bonifica Vallo di Diano e Tanagro (con sede a Sala Consilina in provincia di Salerno), per inaugurare il programma di celebrazioni per il proprio centenario.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
Sito internet: anbi.it - eMail: anbimail@tin.it

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