Anno XXVIII, n. 8 lunedì, 2 marzo 2026

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

COME CAMBIA IL MONDO: LE SEQUENZE METEO DELLA CRISI CLIMATICA STANNO CREANDO DESERTI VERDI IN AFRICA E CAMPAGNE BRULLE IN EUROPA

VINCENZI: “IL NOSTRO TERRITORIO È UN PATRIMONIO AMBIENTALE CHE VA DIFESO CON NUOVE INFRASTRUTTURE”

La foto da “Copernicus” è sconcertante: il deserto del Marocco si inerbisce! In altri Paesi del bacino mediterraneo, tra cui l’Italia, la desertificazione minaccia invece territori rigogliosi fino a qualche tempo fa. È una delle conseguenze dell’estremizzazione degli eventi atmosferici, dove un evento alluvionale segue ad un lungo periodo di siccità: è accaduto sul Marocco come sulla Libia, ma anche sulla spagnola Valencia e sull’italica Emilia-Romagna. La sequenza si è ripetuta in questo avvio d’anno sull’Italia Centro-Meridionale con i recenti accumuli idrici record sulle isole maggiori: sulla Sardegna sono caduti mm.235 di pioggia (252% in più della media); sulla Sicilia, mm.159 (+117%), ma sulle province sud-orientali (Messina, Catania e Siracusa) la media pluviometrica è stata di mm.219 (+198% sulla media) per l’apporto d’acqua del ciclone Harry.
La provincia di Catanzaro, investita in pieno dall’uragano, è risultata la più piovosa d’Italia nello scorso mese (mm. 315), mentre complessivamente sulla Calabria si è registrato +112% nelle precipitazioni; a seguire c’è il Molise con +101% di pioggia (+162% sulla provincia di Isernia); la Campania è a +75%, la Basilicata a +49%, la Puglia a +45% con grandi differenze, però, tra le province settentrionali ed il Salento: se, infatti, sul Brindisino si segnala +99%, sul Leccese +69% e sul Tarantino +53% nelle piogge, la provincia di Foggia ha registrato solo +0,43%. Sull’Italia centrale, vanno segnalati il dato del Lazio, che con mm. 230 di pioggia (+165%) è stata la regione più piovosa (sulla Capitale, mm. 222 e +182%) e quello della provincia de L’Aquila in Abruzzo (mm. 208 e +199%).
Il dato nazionale è di mm. 101 di cumulata media con un surplus pari al 58%. La neve, che a Gennaio scarseggiava su Alpi ed Appennini (-32% in media), in Febbraio è tornata a cadere copiosa su diversi territori montani, registrando accumuli importanti anche su alcune delle principali cime delle 2 isole maggiori: nel Sud Sardegna, cm. 65 di manto nevoso e +646% nell’indice SWE-Snow Water Equivalent, mentre la riserva idrica nivale nel Catanese è +78% del consueto; il deficit di SWE a livello nazionale si è ridotto da -32% in Gennaio all’attuale -3% (fonte: Fondazione Cima; elaborazione: ANBI).
“In breve tempo la situazione meteo sull’Italia è radicalmente cambiata, inducendo errate percezioni sul futuro idrico, tuttora dominato da grande incertezza – ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue).  L’insufficiente numero di bacini nel nostro Paese impedisce, infatti, di capitalizzare l’acqua caduta, facendone adeguata riserva. Ciò è particolarmente evidente per la neve scesa recentemente sui rilievi: le temperature miti ne favoriscono, infatti, lo scioglimento ed il fluire verso valle e quindi in mare.”
Il lungo periodo di instabilità atmosferica, dovuto al flusso atlantico persistente nelle prime due decadi di Febbraio, oltre alle nevicate in quota è stato caratterizzato da venti di burrasca sulle coste e da precipitazioni straordinarie, che hanno interessato soprattutto il settore jonico-tirrenico meridionale, già provato dagli eventi estremi di Gennaio.
Alcuni esempi fanno comprendere a pieno la complessità del periodo appena trascorso: su Monreale (località Vigna d’Api), entroterra Sud di Palermo, in meno di cinquanta giorni sono caduti ben 561 millimetri di pioggia (fonte: SIAS) mentre, su alcune località calabresi, ai 500 millimetri di pioggia, che hanno accompagnato l’uragano Harry, si sono aggiunti i 200 millimetri del ciclone di San Valentino. Parlando di Mezzogiorno d’Italia, questi sono accumuli, che normalmente vengono registrati in un anno, non in un mese e mezzo!!! Oltre agli ingenti danni provocati da tali fenomeni, si registrano però benefici per le riserve idriche dell’Italia Meridionale e che dopo almeno due anni di siccità implacabile erano in una condizione di drammatica sofferenza.
“L’analisi della situazione induce un’unica considerazione: la necessità di infrastrutture idrauliche per calmierare gli estremi della troppa o troppo poca acqua, mantenendo così l’equilibrio idrico, che ha fin qui forgiato gli ammirati territori della nostra Penisola” ha aggiunto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
Venendo al settimanale report dell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche, in Puglia l’incremento dei volumi idrici negli invasi della Capitanata ammonta ad oltre dodici milioni di metri cubi, facendo salire al 37% circa, la percentuale di riempimento degli invasi foggiani (mln.mc.121,26).
Di ben altra entità è l’afflusso settimanale nei serbatoi di Basilicata, dove in 7 giorni sono stati raccolti quasi trentasei milioni di metri cubi d’acqua; i 2 invasi principali della regione (monte Cotugno e Pertusillo)  trattengono complessivamente oltre duecentonovantotto milioni di metri cubi d’acqua, pari al 76% dei volumi autorizzati.
Portate decrescenti, ma ancora abbondanti, sono segnalate nei fiumi della Campania: il livello idrometrico del Garigliano alla foce, pur essendosi ridotto di oltre due metri rispetto alla settimana scorsa, si mantiene circa 1 metro sopra ai valori registrati in questo periodo nel recente passato.
Nel Lazio frena la crescita d’altezza del lago di Albano, che rimane stabile a m. 1,92 sullo zero idrometrico, mentre ulteriori cm. 2 li guadagna il vicino lago di Nemi. Decrescenti, dopo le piene di una settimana fa, sono i flussi in alveo dei corsi d’acqua laziali, che comunque si mantengono superiori al solito: la portata del fiume Tevere a Roma si attesta adesso a 371,39 metri cubi al secondo contro una media di mc/s 150 dell’ultimo sessennio (fonte: AUBAC).
In Umbria, come nel resto dell’Italia centro-settentrionale, tornano a calare i livelli idrometrici dei corsi d’acqua, mentre viene segnalato un innalzamento di 2 centimetri del lago Trasimeno; sulla regione, il mese di gennaio è stato decisamente più umido della media con mm. 161,5 di pioggia ed un surplus idrico di circa il 160%.
Nelle Marche continuano a riempirsi i laghi artificiali, che ora contengono oltre quarantanove milioni di metri cubi d’acqua, rappresentando un valore tra i più alti in questa stagione, mentre scendono le altezze idrometriche di tutti i fiumi monitorati.
In Toscana le portate dei fiumi Arno ed Ombrone si riducono al di sotto dei valori medi.
Al Nord l’andamento settimanale di crescita nelle altezze dei laghi continua ad essere complessivamente positivo: solamente il Verbano registra una decrescita del livello idrometrico, riducendo i volumi di un 1,5% (ora al 70,5%); Benaco è al 90% di riempimento, Lario al 48,8%, Sebino al 27,1%.
In Valle d’Aosta sono decrescenti i flussi della Dora Baltea.
In riduzione sono anche le portate del fiume Po, che nelle stazioni di rilevamento in prossimità del delta registrano valori inferiori alla media (a Pontelagoscuro -7,3%).
Portate in calo, ma ancora abbondanti (+24,5%) registra il fiume Tanaro in Piemonte; cresce invece la Stura di Lanzo.
Le riserve idriche della Lombardia risultano ancora deficitarie (-23,9%) in attesa dei recenti apporti nivali (fonte: ARPA Lombardia).
In Liguria sono in ribasso i livelli idrometrici dei fiumi Entella, Vara ed Argentina.
In Veneto si registra un incremento dei flussi in alveo nei fiumi Adige, Livenza e Brenta.
Infine, l’Emilia-Romagna, dove le portate dei fiumi Secchia, Enza e Taro tornano al di sotto dei valori medi di riferimento.


PROTOCOLLO D’INTESA ANBI-ANCI: UN ATTO FONDAMENTALE PER UN TERRITORIO IDRICAMENTE PIU’ SICURO

Sono oltre tremila le convenzioni in essere fra Comuni e Consorzi di bonifica lungo la Penisola (settori: sicurezza idraulica, prevenzione rischio idrogeologico, produzione energia rinnovabile, manutenzione viabilità, riqualificazione aree produttive, sviluppo territoriale), cui ora la firma del Protocollo d’Intesa ANBI-ANCI, avvenuta a Roma, ha dato un quadro normativo di prospettiva. Scopo principale è la promozione di condivise azioni di sensibilizzazione anche in sede europea sulla manutenzione preventiva del territorio per la riduzione del rischio idrogeologico e la corretta gestione delle acque irrigue.
Fra le azioni, che potranno essere definite a livello territoriale, hanno in particolare carattere concretamente innovativo: l’istituzionalizzazione di concertazione e confronto per la redazione dei piani di gestione idrogeologica dei bacini idrografici territoriali; la creazione di unità tecniche da parte dei Consorzi di bonifica a supporto della progettazione dei Comuni per gli interventi di difesa del suolo e di regimentazione delle acque; la collaborazione sinergica per l'attuazione dei Piani per il contenimento delle nutrie ed il mantenimento del livello minimo di invaso nella rete dei canali consortili durante il periodo extra-irriguo; lo scambio di banche dati, anche georeferenziate; la redazione di studi idraulici e idrogeologici a supporto dell'adozione di nuovi strumenti urbanistici comunali; l’utilizzo degli argini dei canali per strutture di mobilità lenta, pedonale e ciclabile, laddove sia possibile.
"Consorzi di bonifica e Comuni sono accomunati dall' essere espressione elettiva dei territori. Per questo è naturale trovare concrete convergenze operative a tutela delle comunità e dell'ambiente": a dirlo è  stato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, che ha proseguito: "La crisi climatica ha fatto delle aree mediterranee, un hub dell'estremizzazione degli eventi atmosferici. La collaborazione fra soggetti territoriali è fondamentale per efficaci interventi di adattamento. E’ questo anche l’obbiettivo del Disegno di Legge ANBI-CNEL, presentato in Parlamento per conferire a Regioni ed enti territoriali la facoltà di stipulare convenzioni con i Consorzi di bonifica per affidare loro attività di progettazione, direzione lavori e manutenzione, relative al più generale reticolo idrografico ed agli interventi di mitigazione del dissesto."
"Questo Protocollo d’Intesa è davvero significativo per l’Italia dei Comuni e per la tutela del nostro territorio, soprattutto alla luce del tempo sfidante, che viviamo in materia di eventi estremi sempre più frequenti ed intensi – ha aggiunto Marco Fioravanti, Presidente del Consiglio Nazionale ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Sindaco Ascoli Piceno - Si tratta di un serio impegno per tradurre in azioni la nostra visione comune: manutenzione preventiva del suolo per ridurre i rischi idrogeologici, gestione razionale e sostenibile delle risorse idriche, tutela dell’ambiente e della biodiversità. Da un lato penso ai miei colleghi sindaci, che ogni giorno affrontano emergenze sul campo, e ai Comuni, che sono il primo baluardo di prossimità ai cittadini; dall’altro ai Consorzi di bonifica, con la loro profonda conoscenza territoriale. Insieme – ha concluso Fioravanti - ANCI ed ANBI possono fare la differenza, non solo garantendo sicurezza, ma aprendo la strada ad un’Italia più resiliente e pronta a fronteggiare le sfide del futuro."
A sancire l’importanza dell’atto sottoscritto e quanto tale collaborazione istituzionale sia necessaria erano presenti anche Marco Casini, Segretario Generale Autorità bacino distrettuale Appennino Centrale e Giuseppina Giovannoli, Sindaco Comune Sermoneta, in provincia di Latina.

                                                                                                      

L’ESEMPIO DELLA SARDEGNA PER LE ZONE UMIDE

AMBIENTE ED ECONOMIA DEGLI STAGNI CAGLIARITANI SALVATI GRAZIE ALLE NUOVE COMPETENZE DEI CONSORZI DI BONIFICA

In ideale prosecuzione con la Giornata Nazionale Zone Umide, organizzata da ANBI nella Riserva Naturale della Diaccia Botrona nel Grossetano,  stanno per concludersi i lavori di ripristino dell’equilibrio naturale nel delicato sistema ambientale della bocca a mare dello stagno di Feraxi, nel Cagliaritano, grazie all’intervento del Consorzio di bonifica Sardegna Meridionale, cui è stata affidata la manutenzione immediata anche dei compendi Malfatano e Su Stangioni di Teulada con l’assegnazione di 4 milioni di euro dalla Regione Sardegna. L’intervento rientra nelle competenze dell’ente consortile, grazie ad una giovane legge sarda, che gli attribuisce la possibilità di “eseguire interventi di manutenzione straordinaria volti alla tutela ed alla salvaguardia delle aree lagunari e delle zone umide di competenza regionale.”
“E’ questo un esempio dello spirito alla collaborazione interistituzionale, che sta alla base anche del Disegno di Legge ANBI-CNEL, in itinere parlamentare, per conferire a Regioni ed enti territoriali la facoltà di stipulare convenzioni con i Consorzi di bonifica, affidando loro la vigilanza e la manutenzione ordinaria/straordinaria di corpi d'acqua di competenza regionale e comunale, nonché la realizzazione di nuove opere idrauliche” ha evidenziato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
Assieme ai 3 compendi, sui quali gli interventi sono più urgenti, l’ente consorziale cagliaritano si occuperà anche degli stagni Sa Praia, San Giovanni, Colostrai (nella Sardegna Sud Orientale), della laguna di Santa Gilla e dello stagno di Nora (nel Cagliaritano), del compendio ittico di Porto Pino, Cirdu e Boi Cerbus (nel Sulcis Iglesiente).
“L’intervento in programma su Feraxi –ha  precisato Efisio Perra, Presidente Consorzio di bonifica Sardegna Meridionale (con sede a Cagliari) - fa parte della prima convenzione stipulata con la Regione e che ha seguito un iter velocissimo da Marzo 2025; siamo orgogliosi di dare sollecita risposta alla popolazione ed agli operatori economici locali, ma soprattutto di essere artefici della tenuta del delicato equilibrio di quei luoghi in un periodo di forti stravolgimenti ambientali, dovuti a cause naturali ed antropiche.”
Nello specifico lo stagno di Feraxi riceve le acque dolci dal Rio Piricocca e dal Rio Corr’è Pruna; un canale artificiale garantisce la comunicazione con il mare e l’attività di itticoltura e mitilicoltura, condizionata, però, dal continuo riempimento dei fondali con detriti trasportati dalle correnti marine, creando talvolta anche l’occlusione della bocca a mare.
“Allo stato attuale non risulta garantito il ricambio idrico, che aiuta a prevenire l’accumulo di sostanze tossiche come ammoniaca e nitriti: per ciò l’intervento è urgente per garantire l’ossigenazione dell’acqua, che garantisce la salute di pesci e piante – ha spiegato Andrea Mandras, Direttore Area Tecnica Consorzio di bonifica Sardegna Meridionale – Tecnicamente si tratta di un intervento di riconfigurazione batimetrica della bocca a mare per non mettere a rischio l’ equilibrio stagionale di scambio idrico tra mare e laguna, fondamentale per i cicli migratori e riproduttivi delle specie ittiche: è prevista la rimozione di sedimenti per circa settemila metri cubi.”
“Le ricadute non sono solo di tipo ambientale, ma anche economiche. Si tratta infatti di un’area protetta, dove attività antropiche, che creano economia per il territorio anche grazie al turismo, devono convivere con il delicato sistema ambientale” ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.


LOMBARDIA

PROGETTO EUROPEO VERSO LA CONCLUSIONE

A Milano, ANBI Lombardia ha partecipato alla conferenza finale del progetto MAURICE (MAnagement of Urban water Resources In Central Europe) finanziato dal programma Interreg Central Europe 2021-2027. La giornata ha rappresentato un importante momento di confronto sui temi della ricarica degli acquiferi (MAR) e, più in generale, sulla gestione delle risorse idriche di fronte ai cambiamenti climatici in atto: siccità prolungate, eventi meteorologici estremi, calo dei livelli di falda e fenomeni di eccesso idrico, concentrati in brevi periodi, stanno infatti incidendo sempre più su progettazione, realizzazione e manutenzione delle infrastrutture idriche.
Il progetto MAURICE coinvolge 11 partner europei, tra cui il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi (con sede nel capoluogo lombardo) e prevede lo sviluppo congiunto di azioni pilota, piani d’azione e strategie per rafforzare la resilienza delle regioni dell’Europa centrale, promuovendo soluzioni concrete di adattamento al cambiamento climatico, nonchè una gestione dell’acqua più sostenibile e consapevole.
L’ “ET Villoresi”, insieme al Politecnico (coordinatore del progetto) ed all’Università degli Studi di Milano, sta sviluppando un’azione pilota nell’area a Sud del derivatore di Parabiago, nell’Altomilanese, dove alcuni agricoltori hanno dato disponibilità all’allagamento controllato dei campi nel periodo autunno-inverno per monitorare gli effetti dell’irrigazione a scorrimento sull’innalzamento della falda anche tramite l’installazione di piezometri.
La seconda parte dell’incontro ha visto avvicendarsi i portatori d’interesse in un dialogo con Istituzioni, università ed associazioni agricole; protagonisti di questi momenti di confronto anche ANBI Lombardia con gli enti consortili Est Ticino Villoresi e Muzza Bassa Lodigiana (con sede a Lodi), che ha portato l’esperienza maturata nella gestione irrigua e nella ricarica delle falde. La sfida è chiara: tutelare le risorse idriche sotterranee, affrontare il deficit idrico e trasformare le criticità climatiche in opportunità di innovazione per il territorio.


VENETO

TRE PROPOSTE PER IL DEFR

ANBI Veneto è intervenuta in audizione presso la Terza Commissione (Attività Produttive) del Consiglio Regionale per presentare le proprie osservazioni al Documento di Economia e Finanza Regionale (D.E.F.R.). Pur esprimendo gratitudine per il riconoscimento del ruolo strategico dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, già presente nel documento, l’Associazione ha ribadito l’urgenza di passare dalle dichiarazioni d'intenti ai fatti.
Sono 3 i punti cardine proposti come integrazione del D.E.F.R.: la creazione di un fondo dedicato a sostenere l'attività di progettazione degli enti consortili, un sostegno strutturale alla manutenzione straordinaria della rete consorziale di fronte ai cambiamenti climatici (con particolare attenzione alla subsidenza anche in relazione alle recenti ipotesi di riavvio delle estrazioni metanifere) e l’avvio operativo del Piano Invasi, già promosso dalla Regione, ma ancora in attesa di risorse per entrare nell’operatività.


TOSCANA

APPROVATO NUOVO PAB

La Regione Toscana ha approvato il Piano delle attività di bonifica (Pab) dell’ente consortile Toscana Sud (con sede a Grosseto), che consente di programmare e realizzare le manutenzioni ordinarie sull’intero reticolo di gestione.
Si tratta di un passaggio fondamentale per migliorare la sicurezza idraulica e la corretta funzionalità di fiumi, torrenti, canali e fossi nelle province grossetana e di Siena, dove sono previsti circa duemila interventi di manutenzione. Le attività interesseranno complessivamente quasi duemila chilometri di corsi d’acqua, con operazioni di sfalcio, rimozione della vegetazione, ripristino delle sezioni idrauliche e controllo delle opere idrauliche.
Oltre agli interventi di manutenzione, il piano comprende anche la costante attività di vigilanza sul reticolo, il monitoraggio delle 18 stazioni idrovore e la gestione dell’impianto irriguo: un insieme di azioni, che garantiscono non solo la prevenzione del rischio idraulico, ma anche il supporto al comparto agricolo del territorio.
Tra gli interventi più recenti del “Toscana Sud” in provincia di Siena rientra la manutenzione ordinaria del torrente Bornia, nell’unità idrografica Destra Ombrone, in località Pianella nel comune di Castelnuovo Berardenga; un nuovo intervento ha altresì interessato il torrente Patrignone, nell’unità idrografica Albegna, in località Magliano. Tali interventi hanno portato alla rimozione della vegetazione erbacea ed arbustiva in eccesso sia per la tutela dal rischio idraulico che per la salvaguardia della pubblica incolumità, poiché entrambi i corsi d’acqua sottopassano strade provinciali.


EMILIA ROMAGNA

TRAVERSANTE MIRAFIORI UNA PORZIONE DELLA GALLERIA SARÀ RIPRODOTTA IN 3D

Il Traversante Mirafiori è un’opera idraulica, che venne realizzata nella seconda metà dell’800 nei pressi di Mirafiori di Rivergaro, secondo indicazione di Camillo Cavour, per derivare le acque di subalveo ad incremento delle portate superficiali, già raccolte nelle prese a Rivergaro, Gossolengo e Gazzola per le condotte piacentine di destra e sinistra Trebbia.
A seguito dei regimi di piena del torrente, la galleria drenante subì rilevanti danni ed il crollo della parte centrale della struttura nel 2009. Con fondi P.N.R.R. (Piano Nazionale Ripresa Resilienza) il Consorzio di bonifica Piacenza (con sede in città), ente gestore dell’opera, ne ha completato la ristrutturazione; è invece rimasta tale e quale a 160 anni fa, in quanto non danneggiata, la galleria, che convoglia le acque nel rio Comune di Destra.
Gli interventi di ristrutturazione portati a termine, a oltre un secolo e mezzo dalla realizzazione dell’opera, hanno comportato un finanziamento dal Ministero Infrastrutture Trasporti per € 8.753.200,00. Ora è la galleria di adduzione delle acque nel rio Comune di Destra ad essere oggetto di studio: alla base, una collaborazione tra ente consorziale, Università Brescia (Laboratorio 3DGeoLab del Dipartimento DICATAM) e Politecnico di Milano (Laboratorio 3DSurveyGroup del Dipartimento ABC); ci sarà così modo di tracciare con precisione il posizionamento e lo sviluppo della galleria storica, oltre a valutarne lo stato conservativo ed ottenerne una dettagliata riproduzione 3D.
Il progetto è partito lo scorso Ottobre con un primo rilievo topografico della galleria lunga oltre un chilometro e trecento metri, allo scopo di materializzare e misurare con precisione la posizione di alcuni punti fissi, utilizzati come riferimenti (tecnicamente chiamati “target”) posizionati all’interno della galleria. Ad accompagnare i docenti e i ricercatori accademici, una coppia di speleologi che sono tornati a Mirafiori a venticinque anni dalla prima ispezione. Alla preparazione in loco dell’area test è seguita un’attività corposa, realizzata con l’impiego di strumenti in parte già a mercato e in parte solo brevettati.
Ad inizio Febbraio, la seconda fase, quella più pionieristica, finalizzata all’ottenimento del rilievo tridimensionale della galleria; a renderlo innovativo, gli strumenti utilizzati, tra i quali un prototipo brevettato e non ancora sul mercato: in pratica, uno strumento fotogrammetrico, chiamato Ant3D, composto da un insieme di fotocamere, utile all’acquisizione digitale della condotta e che gli Atenei stanno valutando come strumento di misura ed ispezione autonoma di ambienti scarsamente accessibili. Il distretto irriguo del fiume Trebbia ha una estensione complessiva di circa ventimila ettari.
La superficie irrigata è di quasi dodicimila ettari, di cui circa il 40% coltivato a mais, il 30% a pomodoro, il 12% ad erba medica ed il resto ad orticole, prato ed altre colture. Il Consorzio di Bonifica Piacenza, per svolgere la propria funzione irrigua, utilizza le acque superficiali del Trebbia. distribuendola in tre sottodistretti telecontrollati.


VENETO

STRATEGIE 2026

Il Consorzio di bonifica Bacchiglione (con sede a Padova) ha presentato le linee d’azione 2026, mettendo al centro la lotta al cambiamento climatico dopo un 2025 segnato da temperature record ed eventi estremi. Il piano prevede 35 interventi nel comprensorio, che si estende tra le provincie di Padova e Venezia, con l'obbiettivo di potenziare la sicurezza idraulica e la capacità di stoccaggio della riserva irrigua. Attualmente sono 10 le opere in fase di realizzazione e 7 quelle in via d’appalto, mentre restano 18 i progetti pronti, ma ancora in attesa di fondi.
L'investimento totale stimato supera i duecentouno milioni di euro, di cui oltre centocinquanta necessari per finanziare le nuove proposte progettuali, volte a riqualificare le infrastrutture esistenti ed a creare bacini di laminazione e aree di fitodepurazione.
L’ente consortile è anche impegnato nel dar corpo al Piano Acque del Comune di Padova. In vista della prossima stagione irrigua, l’ente consorziale ha anche sollecitato le Istituzioni a sbloccare i finanziamenti necessari a rendere il territorio più resiliente, trasformando la gestione tecnica in una strategia di tutela ambientale, sociale ed economica a beneficio della collettività.


EMILIA ROMAGNA

…E 66!

Continua a ritmo serrato l'attività di potenziamento della sicurezza idraulica sul reticolo artificiale del Consorzio di bonifica Renana (con sede a Bologna): infatti è già entrata in azione la versione aggiornata del manufatto idraulico per lo scarico della cassa di Valle Santa nel canale Sussidiario, il tutto localizzato nella frazione Campotto, ad Argenta.
Il ripristino post alluvionale di quest'opera, oltre alla manutenzione straordinaria delle 2 paratoie ed alla sostituzione delle apparecchiature meccaniche di manovra, ha previsto la realizzazione dei dispositivi per l'automazione ed il telecontrollo del funzionamento da remoto del manufatto.
A ciò si sono affiancate le opere edili necessarie, nonchè il rimodellamento degli ambiti di sponda, connessi allo scaricatore della cassa di Valle Santa. Nello specifico, questo intervento ha comportato un investimento di 500.000 euro, resi disponibili dalla Struttura Commissariale di Missione per la Ricostruzione post Alluvione."
Si tratta del 66° intervento concluso per la sicurezza idraulica del territorio di pianura dall'alluvione del Maggio 2023 ad oggi; in totale però 115 le opere progettate sul reticolo di bonifica della “Renana” con investimenti complessivi pari a 165 milioni di euro.


PUGLIA

LAVORI IN CORSO

Il Consorzio di bonifica Capitanata (con sede a Foggia) ha avviato i lavori di risanamento della tratta pensile, ammalorata, dell’adduttore Triolo – Celone, in località La Marchesa, agro di Lucera, finanziati nell'ambito del P.N.R.R. - Misura “Investimenti in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell'approvvigionamento idrico”.
L’ente consortile ha altresì Iniziato le attività di collegamento della nuova vasca di accumulo, realizzata presso il nodo idraulico di Finocchito, all’impianto di potabilizzazione di AQP- Acquedotto Pugliese; l’intervento rientra nei lavori di “Aumento della capacità della vasca di Finocchito per l’attività di manutenzione della diga di Occhito”, finanziati nell’ambito del Patto per la Puglia FSC 2014-2020.


VENETO

FONDI PER TELEMETRIA IDRICA

Il Consorzio di bonifica Adige Euganeo (con sede ad Este, in provincia di Padova) ha ottenuto un finanziamento (€ 225.400,00) dal Ministero Agricoltura, Sovranità Alimentare Foreste (M.A.S.A.F.), destinato all'installazione di 9 misuratori di portata presso altrettante fonti di prelievo idrico ad uso irriguo: il progetto prevede la fornitura e la posa di apparecchi adatti all'installazione sotterranea o permanente sott'acqua, nonchè la possibilità di archiviazione e trasmissione dei dati in sicurezza tramite comunicazione criptata con la rete mobile; inoltre, la nuova strumentazione verrà inserita nella rete di telecontrollo consortile.
L'installazione di questi dispositivi si rivela strategica nel contesto attuale, caratterizzato dalla crisi climatica, ma anche dal rinnovo delle concessioni di derivazione da tutti i fiumi; la capacità di misurare e conoscere con esattezza il prelievo d'acqua consentirà una gestione più oculata della risorsa, essenziale per migliorare la fornitura alle campagne. Le opere previste dovranno essere completate e rendicontate nel corso del 2026, garantendo una rapida esecuzione del progetto.
L'assegnazione delle risorse economiche è avvenuta nell’ambito del Decreto Ministeriale, che ha messo a disposizione complessivamente oltre duemilioniseicentomila euro per finanziare interventi su almeno 61 fonti di prelievo idrico con concessione pari o superiore a 100 litri al secondo.


TOSCANA

UNA SCUOLA-GIARDINO SEMPRE PIÙ VERDE

Il Liceo Scientifico “Vallisneri” di Lucca ha accolto la plantumazione di 20 nuove essenze donate dal Consorzio di bonifica Toscana Nord (con sede a Viareggio, in Lucchesia) nell’ambito del progetto “Un albero per ogni nuovo nato” per promuovere la diffusione del verde e la cultura della cura del territorio attraverso gesti concreti e condivisi.
Per l’Istituto, l’intervento si inserisce nel percorso educativo “Scuola–Giardino”, che trasforma gli spazi scolastici in un ambiente vivo, capace di stimolare osservazione, responsabilità ed attenzione verso la natura. Sono stati messi a dimora 1 leccio ed altre 20 essenze composte da mirto, fillirea e corbezzolo: un piccolo bosco, che arricchirà il giardino scolastico ed accompagnerà le generazioni future, perché la tutela dell’ambiente nasce da gesti semplici, quotidiani, che diventano patrimonio condiviso.


RINNOVATO CONTRATTO COLLETIVO NAZIONALE DIRIGENTI CONSORZI DI BONIFICA

A SIGLARLO SNEBI, SINDICOB E FEDERMANAGER

Sospesa la trattativa nel 2023 e ripresa nel 2025, SNEBI (Sindacato Nazionale Enti Bonifica Italiani), Sindicob e Federmanager hanno siglato il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Dirigenti dei Consorzi di bonifica, sanando 3 anni d’attesa. Elementi innovativi e caratterizzanti sono: parità di genere (sarà entro breve redatto un apposito documento), tutela della genitorialità, formazione e valorizzazione delle professionalità.
“Non possiamo che dichiararci soddisfatti dopo 3 anni d’interlocuzione” ha dichiarato Sandro Folli, Presidente S.N.E.B.I. .
A fargli eco è stato Massimo Gargano, Segretario Sindacato imprenditoriale dei Consorzi di bonifica: “Con senso di responsabilità siamo riusciti a superare le divisioni, arrivando a concludere, con reciproca soddisfazione, una trattativa nell’interesse della categoria, apportando elementi di significativa novità.”
Esprimendo altrettanta soddisfazione per la conclusione della vertenza, Giuseppe Di Nunzio, Vicepresidente Sindicob, ha evidenziato “l’importanza del riconoscimento contrattuale al ruolo delle rappresentanze sindacali dei dirigenti.”
“Siamo convinti che il rapporto fra azienda e dirigenti debba evolversi verso un’autentica partnership. Quanto siglato è un primo passo in quella direzione” ha concluso Mario Cardoni, Direttore Generale Federmanager.


EMILIA ROMAGNA

CONFERME AI VERTICI

Si apre, nel segno della continuità, il nuovo mandato amministrativo 2026-2030 del Consorzio di bonifica Romagna Occidentale, con sede a Lugo, in provincia di Ravenna:  è stato riconfermato Presidente per il secondo mandato Antonio Vincenzi, avvocato di Faenza; i nuovi Vicepresidenti sono Fabio Zannoni, dirigente d’azienda di Ravenna ed Antonio Dosi, imprenditore agricolo di Fusignano.
Ha preso ufficialmente il via anche il nuovo mandato quinquennale del Consiglio d’Amministrazione del Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara, con sede nel capoluogo estense: durante la seduta di insediamento, Stefano Calderoni è stato confermato nel ruolo di Presidente, mentre Vicepresidenti sono stati eletti Luca Natali ed Andrea Rino Crovetti.
Infine, i Sindaci Fabio Fecci (Noceto), Francesco Mariani (Compiano) e Marco Taccagni (Soragna) sono ufficialmente entrati a far parte del nuovo Consiglio d’Amministrazione del Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città del Teatro Regio”) dopo la conferma di Francesca Mantelli a Presidente dell’ente per la legislatura 2026-2030.


AGENDA

Il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, interverrà nella mattinata di mercoledì 4 Marzo p.v. al convegno “Il ruolo dei Consorzi di bonifica in Puglia contro la crisi idrica”, organizzato a Putignano, in provincia di Bari, da Copagri.
Il giorno dopo, mercoledì, il DG ANBI interverrà alla conferenza stampa organizzata a Milano da ANBI Lombardia per dare risalto alle proposte infrastrutturali dei Consorzi di bonifica della regione per la sicurezza idrica e la resilienza dei territori; previsto anche un focus sulle progettualità presentate sul Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (P.N.I.I.S.S.I.) 2025.

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
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