PREMIAZIONE OBIETTIVO ACQUA E PROTOCOLLO CON ANCI: DUE APPUNTAMENTI NELLA SETTIMANA ANBI
Si terrà martedì 24 Febbraio p.v., dalle ore 10.30 in Palazzo Rospigliosi a Roma, la cerimonia conclusiva della 6° edizione del Concorso Fotografico “Obiettivo Acqua”, organizzato da ANBI, Coldiretti, Fondazione Univerde e cui hanno partecipato quasi 400 “scatti”: saranno assegnati 2 primi premi (foto a colori e nfoto in bianco e nero) e 4 menzioni speciali ( (“Crisi climatica: difendere l’acqua, difendersi dall’acqua”; “Acqua è…biodiversità”; “A due ruote lungo l’argine” in collaborazione con FIAB-Federazione Italiana Ambente Bicicletta; “Zone umide”). Sono previsti gli interventi di Vincenzo Gesmundo, Segretario Generale Coldiretti; Francesco Vincenzi, Presidente ANBI; Alfonso Pecoraro Scanio Presidente Fondazione Univerde; Giorgio Salvitti, Consigliere Ministro Agricoltura Sovranità Alimentare Foreste; Giorgio Centurelli, Capo Segreteria Tecnica Ministero Ambiente Sicurezza Energetica; Ettore Prandini, Presidente Coldiretti.
Il giorno dopo, mercoledì 25 Febbraio alle ore 11.00, in sede ANBI nella Capitale, avrà luogo, invece, la conferenza stampa per la firma del Protocollo d’Intesa fra l’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue (ANBI) e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) per azioni condivise di sensibilizzazione alla manutenzione preventiva del territorio anche in sede europea; a sottoscrivere l’accordo saranno Francesco Vincenzi e Marco Fioravanti, Presidente Consiglio Nazionale ANCI.
OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE
ECCO L’EUROPA DEGLI EVENTI METEO ESTREMI
VINCENZI: “PREPARIAMOCI ALLA NUOVA NORMALITA’”
In Europa, i primi mesi del 2026 sono caratterizzati da una serie fenomeni meteorologici di rara intensità, che stanno mettendo a dura prova la tenuta idrogeologica: alluvioni in Albania, Portogallo, Spagna, Canarie; gran parte della Francia in allerta rosso-arancione per 30 giorni consecutivi, mettendo simultaneamente in stato di allerta ben 81 dipartimenti per 154 fiumi e segnando così un record storico (fonte: Copernicus); l’Europa Nord-Orientale sta invece sperimentando una prolungata ed intensa ondata di gelo con temperature, che hanno raggiunto -40 gradi in Scandinavia ed oltre -30° nelle Repubbliche Baltiche.
“Di fronte al consolidarsi dell’estremizzazione degli eventi meteo sull’Europa, possiamo affermare che non si tratta più di eventi straordinari, bensì di una nuova normalità, cui arriviamo largamente impreparati. In attesa della mitigazione, l’adattamento passa attraverso 4 capisaldi: manutenzione del territorio, infrastrutture idrauliche, innovazione, cultura dell’acqua” ha evidenziato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
In questo quadro meteorologico, l’Italia si conferma “hot spot” della crisi climatica. Le ragioni sono riconducibili alla collocazione geografica della Penisola, che separa l’Est e l’Ovest di un mar Mediterraneo, le cui acque ancora troppo calde, entrando in contatto con le gelide correnti atlantiche, sono la principale minaccia climatica per le nazioni, che vi si affacciano: attualmente le acque del Mare Nostrum sono fino a tre gradi sopra la media in tutta l’area orientale, dove si raggiungono ancora i 19 gradi, rappresentando l’innesco per gli eventi estremi, che da quasi un mese stanno flagellando il nostro Mezzogiorno.
A farne le spese, questa settimana, è stata soprattutto la Calabria, sul cui territorio si è nuovamente rovesciata una quantità enorme d’acqua dopo quella, che già aveva saturato terreni e letti fluviali a seguito del medicane Harry con impressionanti cumulate di pioggia, superiori in alcuni casi anche ai cinquecentocinquanta millimetri! Il ciclone di San Valentino ha portato ulteriori 200 millimetri abbondanti di pioggia, provocando la rottura di argini e l’esondazione dei fiumi Crati, Busento, Campagnano, Jassa, Coscile e l’ingrossamento repentino delle portate di molti altri corsi d’acqua (il Savuto si è alzato di quasi quattro metri in 24 ore), mettendo in allarme l’intera regione. I danni maggiori li ha provocati il Crati, il più grande fiume calabrese che, tracimando, ha ricoperto di fango le campagne, i centri abitati e quelli produttivi della Piana di Sibari: circa due cento gli sfollati.
A preoccupare è la violenza di questo ennesimo disastro climatico: accumuli di pioggia superiori a duecentotrenta millimetri si sono registrati ad Altilia, Aprigliano, Belsito, Decollatura (mm. 251), S.Agata d’Esaro (mm. 251) Fuscaldo (mm. 270), Montalto Uffugo (294 mm; fonte: Centro Funzionale Multirischi Regione Calabria). Una nuova perturbazione sta intanto interessando l’Italia e, ancora una volta, le piogge più intense si concentreranno sul mar Tirreno meridionale, ma secondo le previsioni dell’ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts - Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine) questa volta le cumulate maggiori dovrebbero interessare la zona del golfo di Salerno (sessanta millimetri ca.), mentre al Nord la neve cadrà copiosa sulle Alpi Orientali (circa mezzo metro) ed imbiancherà l’hinterland a Nord di Milano; al Centro Sud persisteranno temperature pressoché primaverili con massime, che potranno sfiorare i venti gradi.
Entrando nel merito del report settimanale, l’Osservatorio ANBI Risorse Idriche segnala che in Valle d’Aosta crescono le portate di Dora Baltea e torrente Lys.
In Piemonte sono in crescita le portate dei fiumi Tanaro e Stura di Demonte, mentre si riducono quelle di Toce e Stura di Lanzo .
Grazie ad un maggiore apporto nivale, fermo restando un considerevole deficit (-40% circa) nell’indice SWE (Snow Water Equivalent), in Lombardia aumenta la riserva idrica, che attualmente è stimabile in 2434,5 milioni di metri cubi contro una media storica di mln. mc. 3305,6 (-26,4%; fonte: ARPA Lombardia).
I livelli idrometrici dei grandi laghi sono in rialzo e, fatta eccezione per quello d’Iseo, superiori alle medie storiche.
In Veneto a crescere è solamente il fiume Adige, mentre in riduzione e più bassi della norma sono i flussi di Livenza, Brenta e Bacchiglione.
Ricchi d’acqua sono gli alvei dei fiumi in Emilia-Romagna: Reno e Secchia registrano rispettivamente un surplus del 117% e del 107% (fonte: ARPAE)!
Il fiume Po mantiene flussi sovrabbondanti rispetto alla media, seppur con un sostanziale ridimensionamento rispetto ai valori della scorsa settimana.
In Liguria si riducono le altezze idrometriche dei fiumi, che però rimangono superiori alle medie del periodo (Vara ed Argentina).
In Toscana, il 2026 si sta rivelando estremamente umido: negli scorsi 30 giorni, su gran parte della regione si sono registrati accumuli di pioggia, superiori a duecento millimetri mentre, sulle province settentrionali, i quantitativi di pioggia caduta hanno anche sfiorato i quattrocento millimetri fino ai record di oltre seicento rilevati sulla Lucchesia (a Stazzema, addirittura oltre seicentottanta millimetri!). I flussi nei principali fiumi toscani sono particolarmente cospicui: l’Arno a Pontedera registra una portata di mc/s 261, ben superiore ai valori tipici del periodo (+58% circa); stesso discorso per la Sieve ed il Serchio (fonte: SIR-Servizio Idrologico Regionale).
Anche le Marche vedono incrementare in modo significativo le portate fluviali, che attualmente risultano superiori ai valori registrati in questo periodo nel recente passato; gli invasi regionali sono attualmente al 73% della loro capacità.
Buone notizie per i laghi naturali dell’Italia Centrale in continua crescita, allontanandosi seppur lentamente dalla grave crisi idrica, che li soffoca da troppi anni: un rialzo settimanale di cm. 7 viene rilevato dall’idrometro di Polvese sul lago Trasimeno in Umbria, dove il segno più si segnala anche per le portate dei fiumi Paglia, Topino e Chiascio.
Sono però i bacini lacustri del Lazio quelli, che maggiormente hanno beneficiato di questo inverno piovoso: Albano ha raggiunto un’altezza idrometrica di m.1,92 crescendo di cm. 44 in due mesi; Nemi, grazie all’innalzamento di cm. 67, è ora più alto di cm.12 rispetto allo scorso anno; Bracciano, crescendo di cm. 28 nel solo mese di febbraio, è ora mezzo metro più alto rispetto al 2025; ottime anche le performances dei laghi viterbesi Vico e Bolsena, che in un mese hanno visto un incremento dei livelli rispettivamente di cm. 42 e cm. 31. Le portate sono sovrabbondanti anche per i fiumi della regione: il Tevere ha registrato un flusso massimo di mc/s 1160 ed un innalzamento del livello idrometrico di ben m. 2,50 in un giorno; in seguito, la portata si è ridotta, assestandosi su mc/s 551,55: +268% sulla media dei recenti 6 anni, così come l’Aniene registra un flusso in alveo del 267% superiore alla media (!); il Velino è a + 35% (elaborazione ANBI su dati AUBAC).
I fiumi della Campania, in attesa di futuri e copiosi afflussi pluviali, registrano già evidenti incrementi di portata: da segnalare l’innalzamento di m. 2,40 del livello del fiume Garigliano nelle scorse 2 settimane.
“Scendendo ancora più a Sud – ha segnalato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI - iniziano a diventare significativi i segnali di ripresa idrica in alcune delle regioni maggiormente colpite dalla gravissima crisi degli scorsi 2 anni.”
In Basilicata ben 41 milioni di metri cubi d’acqua sono affluiti nei bacini regionali nella scorsa settimana; in soli 20 giorni, oltre cento milioni di metri cubi hanno rimpinguato invasi, che ancora a metà Novembre 2025 continuavano ad inanellare record negativi di riempimento.
I principali bacini lucani (monte Cotugno e Pertusillo) trattengono attualmente mln. mc. 319,2 d’acqua; il deficit rispetto al riempimento autorizzato resta alto (-31%), ma le prospettive di crescita, alla luce dell’andamento climatico della stagione invernale ed in base alle previsioni meteorologiche a breve termine, fanno ben sperare in una completa ripresa.
In Puglia, nella Capitanata, si continuano ad intravvedere segnali di miglioramento per quanto riguarda il riempimento dell’invaso di Occhito, che con l’incremento di circa nove milioni di metri cubi registrato questa settimana, ha finora immagazzinato mln. mc.82,58: ancora pochi rispetto ai 250 milioni di capacità potenziale, ma oltre trentadue milioni in più rispetto all’anno scorso. Sono finora scarsi, invece, gli afflussi negli altri bacini foggiani ed in particolare in quelli di Capaccio e San Pietro, che allo stato attuale contengono complessivamente poco più di sette milioni di metri cubi invece dei quasi trentaquattro milioni, che potrebbero conservare.
Infine la Sicilia, che è ancora flagellata da nubifragi ed alle prese con allarmanti fenomeni di dissesto, ma che nel primo mese del 2026 è riuscita a convogliare ben mln. mc.159,48 d’acqua nei bacini regionali, evitando ulteriori danni ai territori già fragili dell’isola.
“Negli invasi siciliani mancano circa trecento milioni di metri cubi d’acqua – ha concludso il DG ANBI - ma al momento sembra che la prossima stagione irrigua non debba risentire delle limitazioni imposte nei recenti anni siccitosi.”

ALLUVIONE IN CALABRIA
INFRASTRUTTURE SEMPRE PIU’ IMPORTANTI PER LA SICUREZZA DEI TERRITORI
VINCENZI: “DALLA ROMAGNA ALLA CALABRIA IL FILO ROSSO DELLA PERIZIA IDRAULICA DEI CONSORZI DI BONIFICA”
“In Calabria oggi come in Romagna nel 2023 e 2024, la perizia dei Consorzi di bonifica ha evitato peggiori conseguenze per territori flagellati dall’estremizzazione di eventi meteo, conseguenza della crisi climatica. Il caso della diga di Tarsia dimostra la necessità di un piano nazionale di infrastrutture idrauliche multifunzionali”: ad evidenziarlo è stato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
La diga traversa di Tarsia, in provincia di Cosenza, opera infatti con una concessione semestrale ad esclusivo uso irriguo e, pertanto, nei giorni scorsi avrebbe dovuto limitarsi al solo transito delle portate più rilevanti in quanto non deputata a laminare le piene. Tuttavia, su istanza della Protezione Civile, si è deciso di chiedere all’ente consortile la possibilità di modulare i volumi d’acqua in ingresso, al fine di scongiurare ulteriori danni a cose e persone.
Di conseguenza, le paratoie della traversa di Tarsia non sono state chiuse completamente, ma movimentate per regolare i volumi in ingresso, rispettando la quota massima d’invaso autorizzata. La diga sottende un bacino di oltre mille trecento chilometri quadrati; tutta l’acqua, caduta nei giorni scorsi e che i terreni ormai saturi non riuscivano ad assorbire, è stata regolata dall’infrastruttura riducendo, per quanto possibile, il deflusso verso valle. Le aree a valle hanno risentito non solo delle portate del fiume Crati (all’idrometro di Santa Sofia Depiro, registrata una portata di circa quattrocentosettantuno metri cubi al secondo), ma anche di altri corsi d’acqua, come il Coscile e l’Esaro, che hanno pure registrato valori e picchi eccezionali, così come tutti i bacini idrografici. Si è trattato di fenomeni a carattere straordinario e che, grazie alla sinergia fra Protezione Civile, Consorzio di bonifica Calabria ed Arpacal (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente), non hanno fatto registrare perdite di vite umane: con cadenza oraria (nei momenti più critici anche ad intervalli più ravvicinati) sono stati effettuati controlli sia a monte sia a valle delle aree interessate; sulla base dei dati raccolti sono state congiuntamente decise le modalità di intervento.
Tecnici, manovratori ed operai del Consorzio di bonifica Calabria (con sede a Catanzaro) hanno lavorato ininterrottamente per giorni e notti sulla diga “Farneto del Principe” e sullo sbarramento “Strette di Tarsia” per modulare i quantitativi d’acqua, rilasciati anche nel Crati e contenere i livelli del fiume durante e dopo l’emergenza.
“È opportuno evidenziare ancora una volta che la gran parte dei Consorzi di bonifica in Italia ha competenza solo sulla rete idraulica minore, che non ricomprende fiumi e torrenti, la rottura dei cui argini, dopo oltre venti giorni di pioggia, ha causato in Calabria allagamenti principalmente nella zona di Cassano allo Ionio, Corigliano-Rossano e Tarsia” ha precisato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI.
“Le opere consortili di scolo non potevano reggere il flusso proveniente da alvei, che raccolgono l’acqua dell’intero bacino imbrifero di circa duemilacinquecento chilometri quadrati, convogliando milioni di metri cubi. L’attivazione delle idrovore ha consentito di ridurre gli allagamenti” ha aggiunto il Commissario Straordinario dell’ente consorziale, Giacomo Giovinazzo.
“In occasione di eventi alluvionali, causati da cedimenti nella rete idraulica maggiore, i Consorzi di bonifica sono vittime al pari del territorio e delle sue comunità, cui va la nostra solidarietà – ha ribadito Francesco Vincenzi – Consci, comunque, del nostro ruolo ci impegniamo nel contenimento delle emergenze ed abbiamo presentato, attraverso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, un disegno di legge, che prevede di conferire a Regioni ed enti territoriali la facoltà di stipulare convenzioni con i Consorzi di bonifica per attività relative alla manutenzione del più generale reticolo idrografico ed agli interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico.”
Il Consorzio di bonifica Calabra, già dalle prime ore degli eventi, ha prestato la propria opera per interventi, che in moltissimi casi esulavano dai propri compiti operativi come ripristino di arginature fluviali od apertura di sbocchi a mare, ma anche aiutando gli abitanti a ripulire le case allagate. È in corso la verifica ed il ripristino delle opere consortili, anch’esse compromesse dalla portata degli eventi, ma che in molte aree hanno consentito, di limitare i danni.
VENETO
A GENNAIO PIOGGE INTENSE E CONCENTRATE A FINE MESE
“Il +36% di piogge, registrato a gennaio e concentrate però in soli 7 giorni, è un segnale chiaro del cambiamento climatico: non mancano gli apporti, ma la loro distribuzione è sempre più irregolare e difficile da gestire. Anche la neve, nonostante le precipitazioni di fine mese, resta insufficiente per garantire riserve adeguate alla stagione irrigua”: lo si legge nel Bollettino ANBI Veneto sulla disponibilità della risorsa idrica, pubblicato sul sito www.anbiveneto.it.
Dati ARPAV (Agenzia Regionale Prevenzione Protezione Ambientale Veneto) alla mano, il bilancio pluviometrico segna un +36% rispetto alla media storica con 73 millimetri di pioggia, caduti a fronte dei mm. 53 tipici del periodo 1991-2020. La quasi totalità delle precipitazioni si è concentrata a fine mese e in soli sette giorni, interessando prevalentemente la bassa pianura ed interrompendo, ma senza compensare, tre mesi e mezzo di deficit pluviometrico.
La situazione delle riserve nivali continua a destare preoccupazione: nonostante le nevicate registrate a fine mese, il deficit invernale accumulato da Ottobre 2025 ad oggi rimane pesante, attestandosi a -44% sulle Dolomiti ed a -25% sulle Prealpi. Tale carenza strutturale rallenta la ricarica delle falde e mette a rischio la disponibilità di risorsa per la prossima stagione irrigua. Anche il sistema dei fiumi mostra segnali di sofferenza con portate, che (a parte il Gorzone, +20% a Stanghella) restano sotto la media del periodo: -42% il Brenta a Barzizza, -22% il Po a Pontelagoscuro, -10% l’Adige a Boara Pisani.
Sul fronte temperature, Gennaio 2026 si è rivelato un mese complessivamente fresco con una temperatura media inferiore di 1.3 °C rispetto alla norma. Particolarmente rigida è stata la prima decade del mese: con uno scarto di -4.9 °C si è posizionata come la più fredda dal 1995 ad oggi, seguita da 2 decadi che, pur rimanendo sotto media, si sono riallineate ai valori stagionali. Le prospettive per il mese di febbraio, elaborate dal Centro di Sperimentazione per l’Innovazione Irrigua (CeSpII) – Consorzio Lessinio Euganeo Berico (con sede a CVologna Veneta, in provincia di Verona), indicano la prosecuzione di una fase prevalentemente fredda e relativamente secca.
Questo scenario richiederà una gestione agronomica e idraulica di estrema precisione. Nelle aree della pianura meridionale, dove i suoli presentano ancora un’elevata umidità, sarà fondamentale evitare lavorazioni profonde per non compromettere la struttura del terreno, privilegiando invece tecniche conservative.
Al contrario, nelle più asciutte zone interne centro-settentrionali, le finestre di bel tempo potranno essere sfruttate per le preparazioni alle semine primaverili. In vista di un Febbraio avaro di piogge, ANBI Veneto e la rete dei Consorzi di bonifica monitoreranno con attenzione i livelli idrici: se, nelle aree costiere e meridionali, l'obiettivo sarà garantire un efficiente smaltimento delle acque per evitare ristagni ed asfissia radicale delle colture, nei settori più siccitosi diventerà strategico trattenere la risorsa all'interno del sistema attraverso una regolazione puntuale dei canali.
L'adozione di coperture vegetali e la gestione oculata dei residui colturali saranno pratiche essenziali per preservare l'umidità del suolo in attesa della ripresa vegetativa.
IN AUDIZIONE AL SENATO
REGOLAMENTO UE SUL RIPRISTINO DELLA NATURA: I CONSORZI DI BONIFICA ED IRRIGAZIONE CHIEDONO DI ESSERE RICONOSCIUTI
VINCENZI: “SERVE UN CONFRONTO COSTANTE PERCHE’ IN GIOCO C’E’ IL FUTURO DEI NOSTRI TERRITORI”
L’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue (ANBI) chiede ufficialmente di essere inserita tra i soggetti attuatori, previsti dallo schema di decreto legislativo, recante disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento UE sul ripristino della natura: a farlo è stato il Presidente, Francesco Vincenzi, audito dall’Ufficio di Presidenza allargato della Commissione Ambiente del Senato.
Alcune azioni previste nel documento comunitario, quali la rimozione delle opere di regimazione fluviale od il contrasto alle vasche di espansione ed alle aree di laminazione, destano infatti la perplessità e la preoccupazione dell’ente rappresentativo degli enti consortili di bonifica ed irrigazione, così come l’interpretazione attuativa di indicazioni quali la riforestazione selvaggia od il ritorno delle aree paludose.
“Le stesse finalità del Regolamento – aggiunge il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano - sembrano mettere in discussione l’opera dell’uomo sul territorio italiano, fragilissimo idrogeologicamente, rischiando di compromettere quanto alla base dello sviluppo socio-economico ed agricolo del nostro Paese, nonchè della prevenzione da frane e alluvioni.”
“Oggi che gli obbiettivi europei diventano responsabilità nazionali e si traducono in scelte di attuazione – prosegue Francesco Vincenzi - occorre prestare la massima attenzione e coinvolgere tutte le competenze operative esistenti, affinchè ogni intervento interessante il reticolo idraulico tenga insieme tutela ambientale e gestione delle acque sia per fini agricoli che di sicurezza territoriale.”
In Italia, nel 2025, il valore aggiunto dell’agricoltura ha raggiunto i 42,4 miliardi di euro: è un dato, che colloca il Paese al primo posto nell’Europa a 27 ed indica con chiarezza come la produzione primaria sia un pezzo della sicurezza economica nazionale. Se si considera la filiera agroalimentare estesa (produzioni industriali, distribuzione, ristorazione, servizi collegati come logistica e trasporti), il contributo complessivo del settore raggiunge circa il 15% del Prodotto Interno Lordo.
“Proteggere l’agricoltura irrigua e le funzioni svolte dagli enti consorziali significa proteggere il futuro non solo delle aree rurali ed interne, ma anche di quelle urbane: è questa la linea da tenere ferma, perché l’acqua è una gestione di sistema ed i territori hanno bisogno di regole realistiche, nonché di investimenti coerenti – precisa Gargano - La governance dell’acqua sui territori e l’irrigazione non sono infatti solo un aspetto produttivo: sono una condizione di vita in aree altrimenti abbandonate, vale a dire sono garanzia di manutenzione del territorio, riducendo i rischi di inondazioni, siccità ed incendi boschivi. Per questo, consci del nostro ruolo nella costante ricerca d’equilibrio nell’uso dell’acqua come testimoniato dal continuo efficientamento della rete irrigua e dalla certificazione di sostenibilità idrica Goccia Verde, abbiamo formulato una proposta di raccomandazione alla Commissione Ambiente del Senato” conclude il DG ANBI.
PUGLIA
VISITA PRESIDENTE REGIONE
Il Consorzio di bonifica Capitanata (con sede a Foggia) ha ospitato il Presidente Regione Puglia, Antonio Decaro, accompagnato, tra gli altri, dagli Assessori regionali, Raffaele Piemontese (Infrastrutture, Mobilità con delega alle Risorse Idriche) e Francesco Paolicelli (Agricoltura, Sviluppo Rurale).
A riceverli il Presidente dell’ente consortile, Giuseppe De Filippo, che ha illustrato il funzionamento ed il ruolo strategico di due importanti infrastrutture per la gestione delle risorse idriche del territorio: l’impianto di utilizzo delle acque reflue di San Severo ed il nodo idraulico di Finocchito, dove la delegazione regionale ha potuto vedere la nuova vasca di accumulo (mc. 70.000) delle acque provenienti dalla diga di Occhito, nonché la centrale di monitoraggio e telecontrollo, che regola la rete di adduzione primaria Nord Fortore dei Distretti 9-10-11, monitora la rete di adduzione primaria Sud Fortore dei Distretti 2A- 2B- 2C, sorveglia e regola la diga di Occhito.
VENETO
SICUREZZA IDRAULICA E TUTELA DELLA LAGUNA
La Regione Veneto ha formalizzato l’impegno di spesa a favore del Consorzio di bonifica Adige Euganeo (con sede ad Este, in provincia di Padova) per il primo stralcio del progetto di riqualificazione ambientale del canale Desturello, mettendo a disposizione due milioni di euro finanziati tramite i fondi della Legge Speciale per Venezia.
L’intervento riveste duplice importanza: da un lato garantisce la sicurezza idraulica nei comuni di Monselice e Pernumia situati nella parte Sud Orientale dei Colli Euganei; dall'altro tutela il delicato ecosistema della Laguna Veneta, riducendo l’apporto di nutrienti di origine agricola attraverso la fitodepurazione. Il corso d'acqua, che si estende per circa sette chilometri, drena un bacino di quasi mille ettari, caratterizzato da un’intensa attività agricola. In occasione di precipitazioni intense, l’attuale sistema di drenaggio risulta insufficiente, causando allagamenti, che colpiscono residenti e viabilità. Per mitigare questi rischi, il progetto prevede la ricalibratura di un tratto di circa millenovecento metri e la creazione di nuovi volumi d’invaso.
L’approccio scelto eleva l’opera a vero e proprio intervento di risanamento ecologico, attivo grazie al ricorso massivo all'ingegneria naturalistica. Attraverso tecniche di fitodepurazione e l'impiego di specie vegetali, come la canna palustre, su 8.000 metri quadrati di sponde si stima una riduzione del carico inquinante pari al 46%, impedendo a tonnellate di fosforo ed azoto di raggiungere la Laguna e innescare proliferazioni algali. Oltre alle “opere verdi”, il piano include interventi strutturali ad alcuni manufatti viari e l’installazione di una nuova paratoia elettromeccanica, integrata nel sistema di telecontrollo consortile. I lavori inizieranno alla fine estate 2026 per evitare interferenze con le necessità irrigue delle aziende agricole.
EMILIA ROMAGNA
INSIEME PER LA MONTAGNA
Si è svolto l’incontro del Nucleo Tecnico Politico per la Montagna, indetto dal Consorzio di bonifica Piacenza (con sede in città) per fare il punto sull’avanzamento dei lavori e sull’avvio della programmazione degli interventi in tema di difesa del suolo per l’anno 2026.
La riunione si è aperta con una panoramica sugli interventi (conclusi ed in corso) coperti con fondi consortili; si tratta di regimazioni idrauliche, sistemazioni versanti, ripristino fossi e manutenzioni diffuse: interventi spesso di contenuta entità, ma di grande valore per il servizio restituito al territorio. Centrale è stata pianificazione per il 2026; a partire da un elenco di proposte di lavori, relative alla lotta al dissesto idrogeologico, provenienti da Unioni Montane e Comuni, i tecnici consortili hanno effettuato sopralluoghi e compilato le relative schede di progetto con la stima dei costi. Il programma è stato discusso e sono stati definiti i 19 interventi da eseguire nell’anno in corso, secondo priorità.
Il programma così definito verrà ora trasmesso alle Unioni dei Comuni e all’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile della Regione Emilia - Romagna per osservazioni e approvazione.
Il territorio montano e collinare dell’Appennino piacentino è caratterizzato da una elevata intensità di fenomeni franosi e l’obbiettivo dell’ente consortile a fianco delle amministrazioni locali è quello di rendere più sicuro ed accogliente il comprensorio.
VENETO
LA SICUREZZA IDRAULICA È ANCHE STRADALE
Il Consorzio di bonifica Adige Po (con sede a Rovigo) ha annunciato l'avvio di un importante intervento di manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza del Cavo Bentivoglio di Zelo, nel comune di Ceneselli.
L'opera, finanziata con 190.000 euro dalla Regione Veneto attraverso risorse del Ministero Agricoltura Sovranità Alimentare e Foreste, si è resa necessaria per contrastare i gravi fenomeni di erosione e dissesto delle sponde, accelerati anche dalla presenza di fauna fossoria, in particolare nutrie, rendendo vulnerabili diversi tratti della rete. Il Cavo Bentivoglio, che si estende per 13 chilometri, vedrà interventi mirati su un tratto di 4 chilometri e focalizzati al ripristino della stabilità delle scarpate, nonché al miglioramento della sezione di deflusso delle acque. Tali lavori sono fondamentali non solo per prevenire esondazioni, ma perché in quest’area del Polesine la vicinanza tra canali ed infrastrutture viarie crea zone d'interferenza, dove la sicurezza idraulica e quella stradale sono strettamente intrecciate.
Il cedimento degli argini e l'azione del traffico pesante avevano iniziato a causare deformazioni e fessurazioni del piano stradale, rendendo l'intervento ormai indifferibile.
LAZIO
PRESENTATO PROGETTO RELINING
Si è svolta a Terracina la riunione promossa dal Consorzio di bonifica Lazio Sud Ovest (con sede a Latina) con le aziende agricole operanti nel comprensorio irriguo Nespola, per il quale l’ente consortile ha presentato un progetto relativo alla sostituzione delle condotte irrigue primarie.
L’intervento definito “relining” consiste nell’inserire un tubo flessibile all’interno della condotta esistente e che, una volta gonfiato, diventa autoportante, consentendo di riqualificare la rete, riducendo al minimo i tempi di esecuzione, limitando i disagi per le aziende contribuenti, evitando scavi invasivi, nonché interruzioni prolungate del servizio. Il progetto è finanziato da Ministero Agricoltura Sovranità Alimentare Foreste; una volta definito il cronoprogramma dei lavori, il cantiere potrà partire dal mese di giugno 2026 con conclusione prevista nel corso del 2027.
L’ente consortile ha annunciato che sarà effettuato uno studio per programmare le attività, in modo da evitare disagi alle locali imprese agricole, garantendo la continuità del servizio irriguo durante le fasi operative. Durante l’incontro è stato illustrato anche un ulteriore intervento ritenuto strategico, riguardante la sostituzione dell’anello, cioè della camera di manovra, presso il “fungo alto” della centrale Sisto per assicurare maggiore efficienza, sicurezza e continuità all’impianto.
TOSCANA
SI RAFFORZA IL “PATTO” BONIFICA-AGRICOLTURA
È stato pubblicato l’Albo delle imprese agricole, cui il Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) può affidare gli interventi di manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua, programmati nel 2026. Sfiorano quota duecento gli operatori, singoli o associati, iscritti: un numero, che cresce di anno in anno e che testimonia la solidità di una collaborazione ormai strutturata, grazie alla quale l’ente consortile può contare su una rete capillare di partner per dare concreta attuazione al piano annuale delle attività di bonifica ed eseguire, entro il 31 Dicembre p.v., le lavorazioni previste.
Le imprese agricole, che non hanno presentato domanda entro il 31 Dicembre scorso, possono comunque inoltrare la loro candidatura: ogni anno, infatti, l’elenco viene aggiornato con nuovi inserimenti ed eventuali cancellazioni.
Gli operatori iscritti, se non hanno modifiche da apportare, non sono tenuti ad alcun adempimento e vengono automaticamente confermati (previo controllo del mantenimento dei requisiti da parte degli impiegati consortili) fino al 2030, data di scadenza dell’Albo.
La partnership tra Bonifica ed agricoltura, ormai ampiamente collaudata, continua così a produrre risultati positivi: contenimento dei costi, rispetto dei tempi di esecuzione e qualità delle lavorazioni.
Reinvestire sul territorio le risorse, che arrivano dal territorio, significa generare un circuito virtuoso, sostenendo l’economia locale e allo stesso tempo garantendo interventi puntuali e diffusi sulla rete idrografica. Le imprese agricole rappresentano un presidio fondamentale, perché conoscono ogni tratto dei corsi d’acqua e contribuiscono in modo determinante alla sicurezza idraulica delle comunità.
SARDEGNA
ACQUA IN NURRA NO A LETTURE PARZIALI E DISTORTE DEI DATI
In merito alle dichiarazioni diffuse dal Centro Studi Agricoli sulla locale gestione dell’acqua irrigua, il Consorzio di bonifica Nurra (con sede a Sassari) ha ritenuto necessario riportare il confronto su un piano tecnico ed oggettivo, evitando semplificazioni, che rischiano di generare allarme tra gli operatori del comparto. Il raffronto tra i volumi acquistati da Enas-Ente Acque della Sardegna e quelli fatturati agli utenti non può essere interpretato come una “sparizione” di risorsa.
Nei sistemi irrigui a rete estesa, specie in infrastrutture realizzate decenni fa, esiste una differenza fisiologica tra acqua immessa e acqua effettivamente consegnata, dovuta a perdite strutturali, dispersioni tecniche, consumi di esercizio, acque reflue e pozzi.
Si tratta di criticità note e documentate a livello regionale, non di anomalie contabili. Il contributo irriguo, inoltre, non remunera esclusivamente i metri cubi consumati, ma copre l’intero servizio di distribuzione: manutenzione ordinaria e straordinaria delle condotte, costi energetici per il sollevamento, personale, ammortamento degli impianti. La ripartizione dei costi avviene secondo quanto previsto dal regolamento vigente e dalla normativa regionale.
Per superare le criticità storiche della rete, l’ente consortile sostiene con forza la necessità di completare il piano dei contatori e di risanare le condotte obsolete: senza investimenti strutturali ed una programmazione pluriennale adeguata ai cambiamenti climatici, nessun territorio potrà garantire piena efficienza. L’ente consorziale, inoltre, ha affrontato una delle stagioni più difficili degli anni recenti, segnata da una siccità severa, che ha messo in ginocchio le campagne.
Lo ha fatto con tenacia e senso del dovere, senza lasciare soli gli agricoltori, programmando turnazioni, ottimizzando le risorse disponibili e limitando, per quanto possibile, i danni. In diverse situazioni è stata garantita acqua anche al bestiame in condizioni d’emergenza, pur non trattandosi di una competenza specifica del Consorzio di bonifica. Un impegno concreto che contraddice la narrazione di un presunto “disastro gestionale”.
Il Consorzio di bonifica ribadisce la propria disponibilità ad un confronto pubblico e trasparente con tutte le organizzazioni agricole. Tuttavia, parlare di “disastro gestionale”, senza distinguere tra competenze locali e pianificazione infrastrutturale regionale, rischia di distorcere la realtà e di indebolire un settore, che ha invece bisogno di coesione e soluzioni condivise.
EMILIA ROMAGNA
“ACQUA E TERRITORIO” DIVENTA MAGGIORENNE
Non solo manutenzioni puntuali sul territorio, tutti i Consorzi di bonifica dell’Emilia-Romagna sono al lavoro anche sulle attività didattiche, promosse da ANBI Emilia-Romagna e che ogni anno coinvolgono migliaia di studenti di ogni ordine e grado in percorsi di educazione ambientale, formazione, orientamento e sensibilizzazione sui temi dell’acqua e della gestione del territorio: un impegno consolidato, che si rinnova anche nel 2026 con un ricco programma di iniziative finalizzate a diffondere la conoscenza delle opere di bonifica, della sostenibilità delle risorse idriche e delle sfide legate al cambiamento climatico. Il concorso scuole “Acqua & Territorio” quest’anno propone il tema “Conserviamo l’acqua per nutrire il futuro”; la scadenza per l’invio dei progetti è fissata per il 27 Febbraio p.v..
Proseguono intanto le attività del PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento), sviluppate in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e gli enti consortili, permettendo agli studenti delle scuole secondarie di 2° grado di vivere esperienze formative all’interno di realtà operative, impegnate nella gestione dell’acqua, della difesa del suolo e della sostenibilità territoriale. I percorsi, attivati su manifestazione d’interesse delle scuole, favoriscono l’acquisizione di competenze trasversali e professionali, rafforzando il collegamento tra istruzione e mondo del lavoro.
Particolare rilievo assume anche il corso DOCET, dedicato alla formazione ed indirizzato ai docenti; coinvolgerà tutti gli Istituti Agrari ed Alberghieri dell’Emilia-Romagna, rafforzando così il dialogo tra sistema formativo, mondo agricolo, centri di ricerca Acqua Campus e Crea, Regione Emilia Romagna ed enti consorziali. L’obbiettivo è di formare figure sempre più consapevoli e qualificate sui temi della gestione dell’acqua.
“Acqua e Territorio Lab” sono laboratori interattivi, multimediali con visite di studenti e docenti agli impianti di bonifica e dal Centro di Ricerca Acqua Campus-CER, coordinati dallo staff agronomico e tecnico idraulico dei consorzi.
Il progetto “Acqua da mangiare” è volto alla scoperta della sostenibilità alimentare, sociale ed ambientale, legato al progetto di ricerca con l’Università Cattolica del Sacro Cuore “Food Mood”. Il progetto coinvolge direttamente gli studenti nella narrazione social di quanto appreso.
“Piccolo atelier del paesaggio” sono laboratori d’arte negli impianti di bonifica, dove gli studenti si cimentano in riproduzioni con cavalletti e pennelli.
“Per l’acqua che scende e che sale c’è sempre un canale” e “Terra dura in multicolor” sono veri e propri tour quotidiani, itineranti nelle classi regionali con l’animazione formativa di Lorenzo Bonazzi “Il Bonifico”.
TOSCANA
ECCO I PERCORSI D’ACQUA
Oltre ventimila studenti a “scuola” di difesa del suolo e prevenzione del rischio idraulico: spiegare ai più piccoli cosa sono i Consorzi di bonifica, raccontando il loro fondamentale ruolo nel presidio e nella tutela di fiumi e corsi d’acqua è l’obbiettivo del progetto educativo di ANBI Toscana dal titolo “Percorsi d'Acqua”; al centro dell’iniziativa, 1.000 kit didattici, realizzati dalla casa editrice Librì Progetti Educativi e composti ciascuno da una guida per il docente:?25 “passaporti”, che rappresentano l’impegno di ogni alunno per il suo corso d’acqua “del cuore”; un’infografica per la classe; una mappa dettagliata per consentire alle famiglie di individuare facilmente il Consorzio di bonifica di riferimento e scoprirne i servizi sul territorio.
I materiali raggiungeranno 20.500 studenti, 820 classi della scuola primaria,?260 scuole e 264 insegnanti. Si tratta di un ulteriore passaggio nell’attività di educazione ambientale e formazione per i piccoli cittadini, condotta da ANBI Toscana attraverso iniziative come anche “Meno rischio in Toscana – Info Point & Lab”, le collaborazioni con Legambiente e le iniziative territoriali.
Nato come progetto pilota del Consorzio di bonifica Medio Valdarno (con sede a Firenze), “Percorsi d’Acqua” diventa ora un’iniziativa comune a tutti gli enti consorziali toscani, creando per la prima volta un unico progetto educativo, che sarà presentato anche a Didacta Italia, la fiera sull’innovazione nella scuola e per la scuola (11-13 Marzo, Fortezza da Basso, Firenze) ed al Salone del Libro di Torino (14-18 Maggio).
A sancire la qualità del progetto c’è anche il premio vinto da Stefano Tognetti, illustratore di livello internazionale, che ha curato le immagini: a lui è andato il bronzo nella categoria “scientifica” proprio per l'opera “Percorsi d'acqua”, nell’ambito di “AI - Autori di Immagini Annual 2025”.
EMILIA ROMAGNA
CONFERMA
Il nuovo Consiglio di Amministrazione del Consorzio di bonifica Renana (con sede a Bologna) ha eletto i vertici dell’ente per il mandato 2026-2030: alla Presidenza è stata confermata Valentina Borghi, imprenditrice agricola di Minerbio, così come Marco Bergami e Davide Venturi hanno visto la riconferma nel ruolo di Vicepresidenti. Completano il Comitato Amministrativo: Andrea Degli Esposti e Daniele Passini.
VINCENZI A ROVIGO
Sarà il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, ad aprire i lavori del 9° Incontro di Coordinamento Interconsorziale “Quando i Dati diventano Valore. Automazione, Dati e IA nei Consorzi di bonifica”, che si terrà nella mattinata di venerdì 26 Febbraio p.v., a Rovigo; l’iniziativa avrà luogo nel Salone del Grano della Camera di Commercio. |