Anno XXVIII, n. 4 venerdì, 30 gennaio 2026

LUNEDI’ 2 FEBBRAIO 2026

PRIMA GIORNATA ANBI SULLE ZONE UMIDE

Saranno le acque reflue del vicino depuratore, unitamente a quelle del Consorzio di bonifica Toscana Sud (con sede a Grosseto) nei periodi non irrigui, l’innovativa soluzione per la salvaguardia di un importante ecosistema maremmano dalla progressiva salinizzazione delle acque in conseguenza della crisi climatica e dell’innalzamento del mare.
Il cantiere sarà inaugurato lunedì 2 Febbraio p.v. alle ore 10.00 in apertura dell’evento “Terre ed acque di confine: la sfida delle zone umide”, che si terrà nella sede della Riserva Naturale della Diaccia Botrona, a Castiglione della Pescaia, nel Grossetano, in occasione del World Wetlands Day e cui è annunciato il contributo di Gilberto Pichetto Fratin. Ministro Ambiente e Sicurezza Energetica, nonché la partecipazione di Eugenio Giani, Presidente Regione Toscana, oltre a rappresentanti di Parlamento, enti locali, organizzazioni professionali agricole, associazioni ambientaliste, mondo accademico; il contributo scientifico sarà affidato all’ Università di Firenze. A concludere i lavori sarà Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.


MERCOLEDI’ 4 E GIOVEDI’ 5 FEBBRAIO È TEMPO DI FIERAGRICOLA!

ANBI sarà presente con importanti convegni a Fieragricola Verona, in calendario la prossima settimana. Mercoledì 4 Febbraio, dalle ore 14.30 nell’Area dell’area espositiva scaligera, si terrà il simposio “Dal diritto all’acqua alla governace del territorio.
Il deflusso ecologico come chiave di coesione tra istituzioni, governo ed agricoltori”, cui interverranno, tra gli altri, gli Assessori Regionali Ambiente di Veneto, Piemonte, Sardegna unitamente al Presidente della Commissione Ambiente Camera Deputati, Mauro Rotelli ed al VicePresidente di quella del Senato, Giorgio Maria Bergesio; è annunciata anche la partecipazione del Segretario Generale di Irrigants d’Europe, Adriano Battilani.
Il pomeriggio del giorno dopo, giovedì 5 Febbraio, avrà luogo invece, nella saletta Smart Irrigation del Padiglione 3, l’incontro tecnico “Digitalizzazione dell’irrigazione e sensoristica applicata a filiere agricole strategiche”, organizzato in collaborazione con ANBI Emilia Romagna e Consorzio di 2° grado C.E.R. – Canale Emiliano Romagnolo (con sede a Bologna). Al termine ci sarà la firma per il rinnovo della convenzione ANBI-CREA-CER. Agli eventi in Fieragricola parteciperanno anche il Presidente, Francesco Vincenzi ed il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano.


OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

EMERGENZA IDROGEOLOGICA: L’IMPLACABILE LEGGE DEI DATI DICE CHE È TUTTO GIA’ SCRITTO

VINCENZI: “UN PIANO STRAORDINARIO DI MANUTENZIONE DEL TERRITORIO È LA PRIMA OPERA PUBBLICA DI CUI L’ITALIA HA BISOGNO, PERCHE’ LA SICUREZZA IDROGEOLOGICA E’ CONDIZIONE INDISPENSABILE E CULTURALE PER LA COESIONE SOCIALE ED OGNI PROGRAMMA DI SVILUPPO”

“Quante Niscemi dovranno accadere in un Paese, dove il 9.5% del territorio è ad alto o altissimo rischio di frana (fonte: Ispra), prima di assumere coscienza collettiva che un piano straordinario di manutenzione del territorio è la prima opera pubblica, di cui c’è bisogno? Quanti medicane dovremo registrare lungo una Penisola, dove nel recente triennio quasi settemileseicento località italiane sono state interessate da tornado, piogge intense e grandine grossa (fonte: ESWD - European Severe Weather Database), prima di interiorizzare che resilienza e adattamento alla crisi climatica devono essere parole d’ordine delle scelte quotidiane, dall’individuale al politico?”: l’accorata riflessione è stata di Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, di fronte ai dati riportati nel report settimanale dall’Osservatorio Risorse Idriche.
Il dramma di Niscemi e della faglia di 4 chilometri, che sta ingoiando l’abitato di una cittadina di quasi venticinquemila abitanti a seguito del transito del ciclone Harry sull’Isola, è il simbolo di un Paese fragile ed impreparato all’estremizzazione dei fenomeni meteo.
Secondo il più recente rapporto Ispra, degli oltre novecentomila fenomeni franosi, censiti nelle banche dati europee, 636.000 (oltre il 65%) sono in Italia, coinvolgendo un’area di 25.000 chilometri quadrati (8,3% del territorio nazionale). Negli scorsi 30 anni se ne possono ricordare almeno 13 di elevata drammaticità dal Nord al Sud: Versilia (Toscana), Sarno e Quindici (Campania), Piemonte e Val d’Aosta, Val Canale (Friuli Venezia Giulia), Messina (Sicilia), Borca di Cadore (Veneto), Cinque Terre (Liguria) e Lunigiana (Toscana), Alta Val d’Isarco (Trentino Alto Adige), San Vito di Cadore (Veneto), Savonese (Liguria), Chiesa Val Malenco (Lombardia),  Casamicciola (Campania); questi territori sono stati interessati da fenomeni a rapido cinematismo, che rappresentano il 28%  delle frane italiane (quindi circa centosettantottomila). In Italia, tra il 1974 ed il 2023, le vittime delle frane sono state 1.060, 10 i dispersi, 1.443 i feriti e 138.743 gli sfollati. Attualmente gli italiani, che vivono in zone a rischio idrogeologico sono circa otto milioni (mln. 1,28 per frana; mln. 6,8 per alluvione).
“Stiamo convivendo con una quotidiana straordinarietà e la sicurezza idrogeologica è invece la condizione prima per ogni ipotesi di sviluppo del Paese – ha chiosato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – Il territorio italiano, per il 75% collinare o montano, è morfologicamente fragile ed instabile soprattutto in presenza d’acqua; tale caratteristica è poi accentuata dall’inarrestabile incremento delle aree urbanizzate non di rado anche su aree ad alto rischio idrogeologico. Questi elementi, unitamente al progressivo abbandono dei presidi umani nei territori alti e nelle aree interne, espongono sempre più la Penisola alle conseguenze della crisi climatica. Affermare il concetto di prevenzione civile è il necessario salto culturale, che dobbiamo fare come comunità”
La contrapposizione tra l’ondata di gelo, che in questo Gennaio sta interessando l’Europa Centro-Orientale ed il clima ancora mite del bacino mediterraneo, dove le acque marine continuano ad essere fino a 2 gradi più calde del normale, potrebbe generare nuovi episodi simili a quelli, che hanno colpito le regioni meridionali la scorsa settimana. Già in questi giorni, buona parte delle regioni tirreniche sono interessate da nubifragi e trombe marine.
Al Nord il livello idrometrico del lago di Como è decrescente mentre il Sebino, nonostante l’incremento settimanale di circa cinque centimetri, risulta essere oltre mezzo metro più basso del consueto; condizione sopra la media, invece, per Verbano e Benaco.
Sono in crescita le portate del fiume Po, i cui flussi restano però scarsi rispetto alla media storica (a Pontelagoscuro – 25%).
In Valle d’Aosta, il livello della Dora Baltea è stabile, mentre è in calo quello del torrente Lys.
In Piemonte si registrano gli incrementi dei flussi negli alvei dei fiumi Toce e Stura di Lanzo; riduzioni di portata invece per Tanaro e Stura di Demonte.
In Lombardia, i bassi livelli dei bacini unitamente alla scarsa neve in quota (indice SWE - Snow Water Equivalent: -61,3%) determinano un deficit di riserva idrica pari al 37,1% e quantificabile in 1104 milioni di metri cubi d’acqua (fonte: ARPA Lombardia).
In Liguria sono in crescita i livelli dei fiumi Entella, Vara ed Argentina.
In Veneto è da segnalare la riduzione delle portate dei fiumi Adige e Piave, ma gli incrementi di Livenza, Brenta e Bacchiglione.
In Emilia-Romagna, significativa è la crescita di portata del fiume Reno (+281%), così come di Enza e Taro, che mantengono però livelli più bassi della media; a decrescere è invece la Secchia.
Positivo è il settimanale andamento idrometrico dei corsi d’acqua in Toscana.
Nelle Marche calano le altezze idrometriche dei fiumi Potenza, Tronto e Sentino, mentre Esino e Nera registrano una sostanziale invarianza.
In Umbria, il livello del lago Trasimeno guadagna un solo centimetro in 7 giorni, mentre in crescita sono le portate dei fiumi Chiascio, Paglia e Topino (fonte: Centro Funzionale Regionale-Protezione Civile).
Nel Lazio, incoraggianti notizie giungono dai laghi, che in un mese hanno registrato una crescita costante, seppur lenta: Albano, che insieme al “fratello minore” Nemi sta soffrendo di una decennale “agonia idrica”, ha visto aumentare la propria altezza idrometrica di 21 centimetri (Nemi, + cm. 7). I viterbesi bacini di Vico e Bolsena segnano +cm. 8 negli scorsi 7 giorni. Le portate dei fiumi Tevere ed Aniene a Roma, nonché del Velino in Sabina, registrano significative crescite (per il “fiume di Roma”, +107 metri cubi al secondo rispetto alla rilevazione della scorsa settimana; fonte: AUBAC).
Flussi in decisa crescita anche nei fiumi della Campania: il livello del Garigliano è salito di oltre m. 2,60  rispetto ad una settimana fa.
Le abbondanti precipitazioni della settimana scorsa hanno permesso agi invasi lucani di riempirsi di ulteriori 24 milioni di metri cubi d’acqua; in circa due mesi sono affluiti quasi centodiciasette milioni e mezzo di metri cubi d’acqua nei serbatoi della regione, ma il bilancio idrico è ancora negativo  (-10 milioni di metri cubi rispetto al siccitosissimo 2025).
Finalmente anche in Puglia, nella Capitanata, si può parlare di un incremento settimanale d’acqua raccolta piuttosto soddisfacente: +mln. mc.9,65: nei bacini foggiani ora c’è il 23% dell’acqua invasabile, ma la strada per la normalità idrica è ancora ricca di incognite.
Infine la Sardegna, dove i nubifragi hanno comportato che, nel Sulcis Iglesiente, dalle dighe Monte Pranu e Bau Pressiu (ad inizio Gennaio, i bacini erano riempiti rispettivamente al 37,83% e 50,12%) si è iniziato a rilasciare l’acqua in eccesso.
“Speriamo che nei mesi caldi non ci si debba pentire di essere stati costretti a lasciar scorrere in mare quella risorsa preziosa” ha concluso il Direttore Generale ANBI.

                                                                                                       

FIRMATO PROTOCOLLO D’INTESA CHE GUARDA AL FUTURO

RESILIENZA DEI TERRITORI: NASCE IN TOSCANA L’ALLEANZA DELLE COMPETENZE

VINCENZI: “LO DICONO I FATTI: DALLA SICILIA ALL’ALTO ADIGE SERVE UN FRONTE COMUNE PER CONTRASTARE LA CRISI CLIMATICA E PROMUOVERE LA CULTURA DELL’ACQUA”

“Può sembrare cosa ovvia, ma nell’Italia delle gelosie burocratiche, è un significativo passo avanti nell’interesse dei territori e delle comunità locali”: il commento è stato di Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, perché salvaguardia del suolo, mitigazione del rischio idrogeologico, tutela e gestione della risorsa idrica sono le principali attività previste dal Protocollo d’Intesa firmato a Firenze fra ANBI, Regione Toscana, Autorità di bacino distrettuale Appennino Settentrionale ed ANBI Toscana.
“Quanto sottoscritto –ha continuato il Presidente ANBI - avvia un’esperienza pilota di integrazione fra le competenze presenti nel capitale umano di tutti i soggetti firmatari: riteniamo che sia questo il primo obbiettivo da perseguire, affinché si concretizzino programmi per aumentare la resilienza dei territori di fronte all’incedere della crisi climatica. Fra i temi, oggetto dell’accordo, esemplari delle nuove problematiche e sensibilità emergenti nella gestione della risorsa idrica sono la gestione coordinata delle zone ripariali, l’attività di monitoraggio e raccolta delle plastiche presenti nei corsi d’acqua, la promozione dei Contratti di fiume, di lago, di costa, di falda: sono tutti temi, che vedono da tempo impegnati i Consorzi di bonifica e che ora sono affermati come patrimonio comune. Contiamo che questo modello, ampliando quanto già previsto da normative nazionali, possa essere replicato in altre regioni italiane. Ce n’è assoluto bisogno, perché l’Italia è un hub della crisi climatica come dimostrano le emergenze meteo e idrogeologiche nel Sud Italia, ma anche l’insufficiente manto nevoso al Nord.”
“Un accordo – ha dichiarato il Presidente Regione Toscana, Eugenio Giani - che segna una pietra miliare nella collaborazione fra diversi soggetti istituzionali in funzione di un coordinamento, in grado di produrre risultati sempre più efficaci.”
Tra le attività di interesse comune, previste dal Protocollo, c’è la gestione delle risorse idriche a fini irrigui con l’impegno a collaborare per garantire la disponibilità per le colture anche nei periodi più siccitosi, consentendo l’accumulo d’acqua e contribuendo così a mitigare eventuali ondate di piena, nonché a ricaricare la falda.
“È indispensabile – ha spiegato Gaia Checcucci, Segretario Generale Autorità di Bacino Distrettuale Appennino Settentrionale - promuovere sistemi innovativi di riuso delle acque reflue ed anche di gestione dei sedimenti, per i quali l'Autorità di Bacino Distrettuale ha avviato una collaborazione con l'Università di Firenze, attivando studi su aste pilota dei fiumi Arno, Ombrone Grossetano, Serchio e Magra.”
“Il ruolo dei Consorzi di bonifica – ha evidenziato Paolo Masetti, Presidente ANBI Toscana - è strategico nel concretizzare i grandi obbiettivi di sostenibilità ed ora abbiamo uno strumento, che garantisce uniformità d'azione; in questo scenario, i nostri enti consortili apportano l’esperienza concreta del quotidiano lavoro sul territorio, essenziale per passare dalla cultura dell'emergenza a quella della prevenzione.”
“Si tratta di un Protocollo quadro, che riunisce tutti gli enti, che operano nella difesa del suolo e nella gestione delle acque – ha concluso Fabio Zappalorti, Direttore Generale ANBI Toscana - Oggi più che mai, visti i cambiamenti climatici, è necessario lavorare in modo sinergico: un aspetto, che in Toscana viene ora ulteriormente rafforzato.”


C’E’ UN’ITALIA CHE FRANA ED UNA CHE RISCHIA DI SPROFONDARE

ANBI DICE NO A NUOVE TRIVELLAZIONI IN ALTO ADRIATICO

VINCENZI: “NON SI PUO’ ESPORRE A NUOVI RISCHI POPOLAZIONI CHE STANNO ANCORA PAGANDO PRECEDENTI ESPERIENZE”

Alla vigilia della sua, prima Giornata delle Zone Umide, ANBI esprime la propria contrarietà alla possibilità di riavviare le estrazioni di idrocarburi nell’Alto Adriatico: a dichiararlo è Francesco Vincenzi, Presidente Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue, che ricorda come i Consorzi di bonifica polesani e del Delta del Po sostengano ancora oggi importanti costi energetici, che arrivano ad incidere fino ad un terzo dei loro bilanci e che inevitabilmente ricadono anche sui contribuenti per espellere, grazie alle idrovore, le acque dal piano campagna, che già naturalmente soggiace al mare, ma che sprofonda ulteriormente per i prelievi di metano, avvenuti oltre 60 anni fa.
“Non comprendiamo come lo Stato, dopo aver riconosciuto il rapporto tra subsidenza e prelievi di gas metano, aver bloccato le estrazioni ed aver stanziato finanziamenti per mitigare i danni, pensi a riattivare le concessioni” aggiunge Alex Vantini, Presidente ANBI Veneto.
L’abbassamento del suolo derivante dalle estrazioni di gas metano avvenute tra 1930 e 1960 ha aggravato la vulnerabilità idraulica del Polesine, ampliando le aree esposte ad allagamenti ed infiltrazioni saline nelle valli e nelle campagne. Suolo, infrastrutture ed insediamenti richiedono così interventi continui di manutenzione e adattamento, con impatti economici e sociali significativi per le comunità locali. I passati interventi normativi avevano posto un blocco alle estrazioni di idrocarburi nelle aree già danneggiate da questi fenomeni ed avevano espressamente previsto fondi per la manutenzione straordinaria, nonché l'adeguamento delle opere pubbliche di rilevanza nazionale, necessarie alla protezione dal fenomeno della subsidenza.
“Ricordiamo – conclude il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano – che i finanziamenti dello Stato per mitigare la subsidenza sono pressoché azzerati, sebbene i danni continuino a manifestarsi in modo evidente. Ogni ragionamento legato all’estrazione di idrocarburi non può pertanto prescindere da valutazioni indipendenti sugli effetti a medio lungo termine, da garanzie sulla sicurezza di vita delle popolazioni locali e da maggiori risorse per i territori chiamati tutt’oggi a mitigare i danni del passato. Proprio lunedì 2 Gennaio, Giornata Mondiale delle Zone Umide, evidenzieremo i problemi della crescente salinizzazione di tali aree con un’iniziativa in Toscana, ma nelle settimane seguenti daremo vita a tre iniziative in Veneto, Emilia Romagna e Roma per denunciare i pericoli, cui l’avvio di nuove estrazioni metanifere esporrebbe territori già pesantemente colpiti dalle precedenti esperienze.”


PUGLIA

DIGA PIU’ SICURA

Nell'ambito dei Fondi Sviluppo Coesione (FSC) 2014-2020 per la messa in sicurezza del patrimonio infrastrutturale esistente sono stati eseguiti gli interventi per la sicurezza funzionale e sismica della diga di San Pietro sul torrente Osento. In particolare, il Consorzio di bonifica Capitanata (con sede a Foggia) annuncia l’implementazione di un sistema di monitoraggio sismico dello sbarramento mediante la realizzazione di un’innovativa rete di accelerometri sia di superficie, sia in foro.


TOSCANA

IMPORTANTI LAVORI SU TORRENTI E FOSSI

Consorzio di bonifica Medio Valdarno (con sede a Firenze) e Comune di Carmignano hanno fatto il punto sugli investimenti in sicurezza idraulica degli scorsi anni.
Oltre alla manutenzione ordinaria, (economicamente sostenuta dal contributo di bonifica per un valore complessivo di circa quattrocentomila euro e concretizzata in sfalci, tagli selettivi e risposte alle segnalazioni di criticità), ammontano a 1 milione di euro, gli interventi strutturali, messi in campo nel post alluvione: 3 interventi di somma urgenza sul torrente Furba per 305.000 euro; il ripristino delle scarpate arginali lungo i fossi Fermulla e Barberoni, nonchè ricucitura rotta arginale lungo il fosso minore, detto Gigarello, per 500.000 euro; infine, in attivazione in questi giorni, la ricostruzione di diverse briglie collinari sul torrente Furba, dove si è tenuto il sopralluogo all’apertura del cantiere (importo: 200.000 euro).
Nel prossimo futuro, grazie ai finanziamenti ,che arriveranno tramite la Regione Toscana dal Sistema Protezione Civile Nazionale, l’ente consortile sarà chiamato ad intervenire ancora per il ripristino di difese attive e passive sul torrente Furba nei comuni di Carmignano e Poggio a Caiano per 800.000 euro; contro i diffusi franamenti interni del rio Barberoni per 300.000 euro e per una nuova inalveazione del tratto terminale di un fosso minore da 70.000 euro, per un totale di altri 1.200.000 euro.
Questo ultimo intervento sul torrente Furba affronta il tema del rischio idraulico a partire dal versante collinare. Dopo l’alluvione, ente consorziale, Genio civile e Regione Toscana stanno realizzando interventi, che creino le condizioni per evitare il ripetersi di situazioni emergenziali come nel Novembre 2023 o comunque di ridurre il rischio.


EMILIA ROMAGNA

SFALCIATI 3000 CHILOMETRI DI SPONDE

Anche per l’anno appena terminato si è concluso il servizio di sfalcio dei canali consortili nel territorio di pianura: il Consorzio di bonifica Parmense (con sede nella “città ducale”) è intervenuto, grazie all'ausilio di 16 mezzi fra escavatori e trattori dotati di trincia e benna falciante, in 3 diverse turnazioni.
L'importo complessivo degli interventi è finanziato dall’ente consortile per 1 milione di euro ed i lavori hanno interessato l’intera rete di canalizzazioni, lunga 3000 chilometri.
Nel dettaglio, le operazioni di sfalcio selettivo, decespugliamento e pulizia sono state effettuate lungo i cavi consorziali dei seguenti bacini: "Stirone-Ongina", che coinvolge i comuni di Busseto, Polesine Zibello, Roccabianca e Soragna per oltre cinquecento chilometri di complessiva lunghezza sfalciabili; "Parma-Taro", comprendente parte del territorio di Colorno ed i comuni di Sissa Trecasali, Torrile ed una porzione della città di Parma per più di quattrocento chilometri sfalciabili; "Enza-Parma", lungo il territori dei comuni di Sorbolo Mezzani e parte di Colorno e Parma per oltre quattrocento chilometri soggetti a sfalcio; "Taro-Stirone", in cui rientrano i canali di Fontanellato, Fontevivo, Medesano, Noceto, San Secondo Parmense per più di quattrocento chilometri sfalciabili; infine, un’ulteriore esecuzione di lavori di sfalcio per oltre ottocento chilometri nei canali consortili di tutti e 15 i comuni della pianura.


TOSCANA

QUASI DUE MILIONI DI EURO DESTINATI A CANALETTE IRRIGUE

 La piana lucchese custodisce una delle reti irrigue storiche, più estese e preziose della Toscana: oltre quattrocento chilometri di canalette, che da secoli sostengono l’agricoltura, proteggono il territorio e regolano il deflusso delle acque: un sistema antico, ma ancora oggi decisivo per la sicurezza idraulica e per la qualità delle produzioni agricole locali. Per restituire piena efficienza a questa infrastruttura, il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord (con sede a Viareggio, in provinca di Lucca) ha elaborato un progetto complesso e articolato, che ha ricevuto un finanziamento di 1.771.068 euro, destinato alla manutenzione straordinaria ed all’efficientamento dei principali tratti del reticolo irriguo della piana di Lucca.
Il progetto, sviluppato sulla base di un’approfondita ricognizione tecnica e di un’analisi puntuale delle criticità, interviene su alcuni dei corsi d’acqua più strategici: la canaletta Costa, la canaletta Fanuccio di Ponente, il canale Giallo, il canale di Moriano, la canaletta Monte Bonelli, tratti della fossa Nuova e del Condotto Pubblico. A questi si aggiungono il rifacimento dell’attraversamento sul rio Nocella, la manutenzione del casello idraulico del canale di Moriano e l’installazione di nuovi misuratori di portata per monitorare in continuo l’efficienza della rete.
Gli interventi rispondono ad un’esigenza chiara: molte canalette presentano murature deteriorate, perdite laterali, accumuli di sedimenti, sezioni inadeguate. Il progetto punta quindi a migliorare la tenuta idraulica di alcuni tratti dei canali, migliorando al tempo stesso la qualità delle acque e la salubrità dei luoghi; inoltre aiuta a preservare e ad utilizzare al meglio una risorsa sempre più preziosa, cioè l’acqua, in un momento d’emergenza climatica, che alterna piogge intense a lunghi periodi di siccità.
I lavori previsti comprendono la pulizia delle sezioni, la rimozione dei sedimenti, la stuccatura ed il consolidamento delle murature, l’impermeabilizzazione dei fondi in alcune tratte e la posa di canalette prefabbricate nei tratti più compromessi. Un capitolo a parte riguarda il monitoraggio: l’installazione di 8 nuovi misuratori di portata permetterà di controllare i flussi idrici in tempo reale, individuando eventuali dispersioni e programmando in modo più mirato le manutenzioni future.
L’intervento rappresenta il primo stralcio di un progetto più ampio, già presentato al finanziamento nell’ambito del Piano Nazionale Interventi Infrastrutturali Sicurezza Settore Idrico (P.N.I.I.S.S.I.). L’obiettivo è duplice: aumentare la quantità di acqua restituita al canale Ozzeri, oggi in forte deficit idrico e migliorare la qualità complessiva del reticolo, senza modificare il regime dei prelievi irrigui, che sostengono le produzioni agricole anche di pregio della piana, come l’olio extravergine di oliva Lucca DOP.
Grazie al finanziamento regionale, l’ente consorziale può ora avviare un intervento atteso e strategico, che valorizza un patrimonio idraulico unico e rafforza la sicurezza e la competitività del territorio.


VENETO

INCONTRI ISTITUZIONALI

Si intensifica l’azione di ANBI Veneto nei confronti della politica regionale per allacciare e rafforzare i rapporti dopo le nomine, a Dicembre, degli assessori ed il varo della nuova Giunta di Palazzo Balbi. guidata dal Presidente, Alberto Stefani.
Negli scorsi giorni, infatti, i vertici dell’associazione dei Consorzio di bonifica veneti hanno incontrato sia l’Assessore Regionale Agricoltura, Dario Bond, sia l’Assessore Regionale Ambiente, Elisa Venturini, per confrontarsi su un percorso comune per individuare ed attuare misure non più rinviabili di adattamento al cambiamento climatico. A fornire la traccia degli incontri è stato il documento “Costruiamo insieme il Veneto di domani” con il patto in 10 punti proposto da ANBI Veneto alla politica per un territorio più resiliente. Il documento è stato sottoscritto in campagna elettorale dall’allora candidato, oggi Governatore, Alberto Stefani.
L’assessore Bond ha già partecipato all’Assemblea dei Consorzi di bonifica a Venezia: l’occasione è stata utile per ascoltare le istanze di tutti gli 11 enti consortili e per ragionare, in particolare, sull’importanza di infrastrutturare il Veneto con invasi, in grado di gestire al meglio la risorsa; si è parlato anche di efficientamento irriguo, contrasto alla salinizzazione, derivazioni. L’Assessore ha espresso stima per il lavoro degli enti consorziali ed assicurato il massimo supporto in tutte le azioni utili a recuperare risorse statali da tradurre in opere sul territorio.
Il Presidente, Alex Venturini ed il Direttore ANBI Veneto, Silvio Parizzi, hanno altresì incontrato l’Assessore Ambiente Regione Veneto, Elisa Venturini, nella sede di “Veneto Agricoltura”: al centro del confronto, il tema del Deflusso Ecologico, che nella sua applicazione più rigida rischia di creare gravi danni agli ecosistemi ed alle attività umane dei territori solcati dalla rete idraulica minore. Subito dopo, i vertici ANBI Veneto hanno incontrato anche il nuovo Direttore “Veneto Agricoltura”, Federico Caner.


EMILIA ROMAGNA

AL VIA NUOVA EDIZIONE CONCORSO “ACQUA E TERRITORIO”

Il Consorzio di bonifica Romagna Occidentale (con sede a Lugo, in provincia di Ravenna) ed ANBI Emilia-Romagna promuovono una nuova edizione del concorso “Acqua & Territorio”, rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado, presenti nel comprensorio consortile.
Il titolo scelto per l’edizione 2025–2026 (“Conserviamo l’acqua per nutrire il futuro”) richiama l’importanza della risorsa idrica come elemento fondamentale per l’agricoltura, l’ambiente de il paesaggio, soprattutto in un contesto segnato dai cambiamenti climatici. Il concorso invita studentesse e studenti ad esprimere la propria creatività attraverso la realizzazione di video, podcast o fotografie per raccontare e valorizzare il ruolo dell’acqua e delle opere di bonifica nella tutela e nella resilienza del territorio. In particolare, l’iniziativa si propone di: far conoscere le opere e le attività degli enti consortili a tutela dell’ambiente, delle aree urbane e agricole e della biodiversità; sensibilizzare le giovani generazioni sui temi dei cambiamenti climatici, dello sviluppo sostenibile (Agenda 2030) e della gestione responsabile della risorsa idrica; promuovere la conoscenza dei paesaggi d’acqua dell’Emilia-Romagna, sia naturali sia artificiali, come canali, laghetti, invasi e casse di espansione.
Gli elaborati dovranno mettere in luce: il valore paesaggistico, ambientale, storico o culturale dei luoghi scelti, anche quelli meno conosciuti; l’importanza delle opere di bonifica nel rendere il territorio più sicuro e resiliente. La partecipazione è gratuita. Il termine per l’invio degli elaborati è fissato al 27 febbraio 2026. In palio premi per le classi (€ 500,00 per categoria) e premi per i singoli studenti (fino a € 200,00) con un momento conclusivo di incontro e divulgazione: i vincitori regionali saranno protagonisti del “Water Way Rally” a Maggio 2026.  Il Consorzio di bonifica Romagna Occidentale opera in un comprensorio di oltre duemila chilometri quadrati tra i fiumi Sillaro ad Ovest, Lamone ad Est, Reno a Nord ed il crinale appenninico tosco-romagnolo a Sud.
Cinque le province coinvolte: Ravenna, in prevalenza; Bologna, nell’area imolese; Forlì-Cesena, nell’area collinare di Modigliana e Tredozio; Ferrara, al confine Nord-Ovest del comprensorio; Firenze, nel versante adriatico della Toscana, che comprende i centri abitati di Firenzuola, Palazzuolo e Marradi. 35 i comuni, che fanno parte del comprensorio.


GARGANO A PERUGIA

Il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, nella mattinata di martedi’ 3 Febbraio p.v., aprirà i lavori del convegno “PRIN 2022 SIGHTING – Small reservoIrs restoration: Green blue-infrastructures to enHance rural area resilience To clImate chaNGe”, in programma a Perugia; organizzato dalla locale Università, si svolgerà nell’Aula Magna del Dipartimento Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali. 

 
Per maggiori approfondimenti www.anbi.it
SETTIMANALE DELL´ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSORZI DI GESTIONE E TUTELA TERRITORIO E ACQUE IRRIGUE
Direttore Responsabile: Massimo Gargano - Registrazione Tribunale di Roma n. 559/98 del 25 novembre 1998
Redazione: Via S.Teresa, 23 - 00198 Roma - Tel. 06/844321 - Fax 06/85863616
Sito internet: anbi.it - eMail: anbimail@tin.it

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